Aspettando lo Slavia: primi in tutti i Sensi

Il gioco di parole è troppo facile, come molti altri che vengono costruiti in questi giorni, ma mi sembra che renda bene l’idea, visto che il nostro giocatore è stato assolutamente determinante in tutte le prime tre partite di campionato che ci hanno portato al vertice della classifica.

In un certo… senso questo potrebbe essere visto anche come un limite della squadra, perché dipendere in questo modo da un giocatore non depone a favore del prosieguo della stagione.

Va detto però che ci sono (speriamo) molti margini di miglioramento soprattutto nel reparto attaccante e nella sua capacità di essere assai più cinico e incisivo.

Ci sono giocatori che devono crescere parecchio, altri che devono ancora venir inseriti nei meccanismi di squadra (Cfr. Conferenza di Conte pre Slavia sull’importanza dei movimenti compresi e ripetuti).

Proprio su questo, secondo me, si giocano le nostre ambizioni: di quanto questa squadra è in grado di crescere?

E, aggiungiamoci, visto il prossimo terribile tour de force, quanto in fretta si verificheranno gli elementi di crescita che auspichiamo?

Perché, come spesso accade, la valutazione sintetica ma più giusta l’ha data proprio l’allenatore:

“Dobbiamo essere consapevoli che sarà necessario lottare in ogni partita con le unghie e con i denti”.

Il che significa non ci saranno partite facili, non ci può essere nessun calo di tensione e di intensità se vogliamo davvero concorrere per i nostri obiettivi ambiziosi.

Conte secondo me ha anche espresso un’altra osservazione fondamentale: il livello del calcio italiano è molto migliorato.

Questo dato lo si poteva intuire già dal mercato estivo, nel quale per la prima volta da anni le squadre italiane sono riuscite ad arrivare a giocatori di una certa importanza e quotazione.

L’Udinese per esempio è imbottita di stranieri, ed è una squadra molto forte, che ci supera per ‘gamba’ e mezzi fisici, è messa in campo con razionalità e quindi è in grado di infastidire seriamente una squadra come la nostra, che risulta di certo superiore a livello di tasso tecnico.

I risultati fino ad ora ottenuti sono molto soddisfacenti sul piano numerico (punti) e anche sul piano dei comportamenti tecnico-tattici esibiti dal gruppo, sia pure senza continuità assoluta.

Ma non possiamo certo esaltarci: altre volte abbiamo avuto partenze di questo tipo e poi non è finita benissimo e anche in quelle situazioni, quando vincevamo, non c’era mai la consapevolezza di una superiorità netta, indiscutibile.

Nel nostro campionato sono tutte forti e soprattutto tatticamente attrezzate, checché se ne dica, ma non c’è dubbio che le tre già incontrate abbiano qualcosa in meno delle prossime avversarie (Milan, Lazio, Samp in trasferta e juve, intervallate tra l’altro da scontri infrasettimanali contro Slavia Praga e Barça).

Eppure nonostante avversarie diciamo di secondo livello, abbiamo sempre vinto, si, ma faticando non poco.

Nella prima partita abbiamo addirittura subito per alcuni tratti il Lecce, prima di domarlo senza però convincere del tutto

A Cagliari ci siamo fatti riprendere dopo essere passati in vantaggio e solo nella ripresa abbiamo assunto il controllo del gioco e della partita.

Con l’Udinese abbiamo segnato solo dopo che loro sono rimasti in 10 (per un’ora) e in tutto il secondo tempo non siamo riusciti a sfruttare adeguatamente la superiorità numerica, così che un errore banale in fase difensiva poteva, anche all’ultimo, compromettere tutto.

Non voglio certo smorzare gli entusiasmi, perché abbiamo bisogno di fiducia e di passione positiva, ma dobbiamo anche restare (tutti, dalla squadra ai tifosi) consapevoli dei problemi e delle difficoltà da affrontare.

Deciderà, dicevo, la risposta a questa domanda: possiamo ancora crescere? E se si, di quanto? E in quanto tempo?

Perché, torniamo alle considerazioni del mister, nella situazione attuale ogni partita sarà una battaglia e il gruppo deve migliorare per poter affrontare al top le partite più importanti, senza avere cali (di forma fisica o di concentrazione o di qualsiasi tipo), nelle partite facili, che non ci saranno.

A livello di gioco possiamo certamente migliorare alcuni meccanismi: ad esempio nello sveltire la transizione offensiva.

Ieri contro la difesa avversaria schierata, abbiamo rivisto per lunghi tratti l’Inter di Spalletti, a conferma che il giro palla insistito e apparentemente sterile, in certe condizioni tattiche è obbligato, anche se ora abbiamo qualche giocatore in più capace di destreggiarsi pure sullo stretto.

Ma il problema a mio parere sta nel fatto che oggi gli avversari ti consentono poche ripartenze in situazioni favorevoli e quelle poche vanno sfruttate con maggior efficacia. Se ci riesci, poi cambia l’inerzia del match.

A questo proposito voglio osservare che senza dubbio giocare un’ora in 11 contro 10 è un vantaggio. Nessuno può negarlo e nessuno può sostenere che…avrebbe preferito il contrario.

Però è anche vero che l’Udinese ha scelto da quel momento di chiudersi e fare blocco, per restare in partita e tentare poi il tutto per tutto nei minuti finali.

Magari, al completo, si sarebbe ‘alzata’ prima per cercare di recuperare e ci avrebbe offerto qualche spazio in più.

E’ anche vero però che prima dell’espulsione noi il vantaggio non l’avevamo ottenuto e anzi, dopo una fiammata iniziale, non stavamo certo imponendo il nostro gioco.

L’impressione era che loro facessero valere la loro fisicità, mentre noi andavamo soprattutto di ‘verve’ di vivacità sul breve sfruttando la maggiore agilità di alcuni, la miglior tecnica e una certa dose di estro.

Senza però che questo facesse svoltare la partita a nostro favore.

Noi abbiamo anche un problema di turn over, che squadre come l’Udinese non hanno, perché in 23 giorni giocheranno 5 partite e non 7, e hanno meno nazionali, ma il trio di centrocampo schierato oggi (Barella – Brozo – Sensi) può giocare benissimo di fioretto, mentre gli avversari giocano di spada.

Se si pensa poi che davanti Lukaku probabilmente per problemi fisici non è stato in grado di giocare da uomo di sfondamento, ma si è limitato a fare da sponda per un altro piccoletto ‘nervoso’ e bravissimo come Politano si comprende perché una squadra di grandi fisicità approfittando degli spazi stretti (che consentono anche ripartenze a chi ha gamba), riuscisse a chiuderci abbastanza agevolmente.

Per fortuna in questa prima fase almeno la transizione difensiva ha funzionato benissimo.

Rispetto ad altre prestazioni si sono visti meno cambi di campo imperiosi: spesso quando eravamo in uscita si aprivano varchi per Candreva (ottimo nel buttarvicisi, un po’ meno nella rifinitura, ma arrivava da lontano e non aveva molte alternative di gioco disponibili per il ritardo dei compagni ) e per Asa.

Ebbene in queste situazioni spesso chi costruiva gioco in quel frangente cercava il disimpegno breve e il proseguimento nella stessa zona del campo, intasata, piuttosto che rischiare l’apertura.

Non è un caso che il gol sia venuto da una verticalizzazione incisiva di Godin, da un cross immediato, da un inserimento profondo ed efficace di un centrocampista.

Queste situazioni tuttavia sono state in parte causate dalla necessità di preparare non una partita ma un ciclo di partite, o almeno due.

Conte aveva ragione di sostenere che la partita della vita, sabato, era per noi Inter – Udinese e non Inter – Slavia o il derby.

Tuttavia nel preparare la gara penso che non abbia potuto trascurare alcuni elementi.

Lukaku aveva mal di schiena, ma doveva giocare ugualmente, perché non si poteva rischiare subito l’unica altra punta centrale, Lautaro, reduce dall’avventura transcontinentale.

L’argentino anche in vista dello Slavia probabilmente poteva mettere minuti, per poi essere al top contro i Ceki e affiancare Lukaku, sempre che i dolori regrediscano.

Oltretutto, se esaminiamo la copia di attaccanti sembra più corretto schierare Lukaku – Politano contro l’Udinese e Lukaku – Lautaro in coppa, sempre che il primo sia in condizione accettabile.

Ma anche in caso contrario sembra meglio aver risparmiato parzialmente Lautaro.

Quanto a Sanchez, sembra evidente che debba per ora venir inserito per frazioni limitate di tempo, nell’attesa che recuperi la forma migliore.

Sinceramente non sono in grado di proporre un’analisi neppure… da bar dello Slavia, ma posso supporre che abbia le caratteristiche storiche delle squadre (e del calcio) ceko: grande fisicità, molta forza e corsa, tanti atleti veri e pochi con il piede raffinato.

Come contro l’Udinese, a cui lo Slavia per certi aspetti potrebbe assomigliare, noi dovremmo essere superiori come tecnica dei singoli, ma inferiori sul piano atletico.

Con l’Udinese la scelta è stata di giocare con una punta che facesse da sponda per gli inserimenti della seconda, Politano e di un centrocampista (Sensi) che, senza abdicare ai compiti della mezz’ala, si trasformava spesso in punta aggiunta, disegnando sul campo una sorta di 3421.

Il risultato era che Lukaku impegnava si la loro difesa e cercava più che altro di servire assist, ma non è mai stato pericoloso.

Non ricordo neppure un suo tiro in porta e quando è stato lanciato nello spazio ha sempre perso la gara di corsa con il suo avversario.

Dietro di lui si muovevano due giocatori di scarso peso ma proprio per questo e per le loro caratteristiche tecniche e ‘mentali’ in grado di infastidire i possenti avversari.

Contro lo Slavia potrebbe non bastare l’agilità e la penetrazione dei due, visto che in fondo non abbiamo creato poi tantissime occasioni, neppure quando l’Udinese è rimasta in dieci.

Significativamente, le occasioni sono aumentate quando al posto di Barella è entrato Gagliardini e Sensi ha ripreso il ruolo di centrocampista a tutti gli effetti, mentre è stato il Gaglia a inserirsi e ad andare spesso al tiro.

Il peso davanti era cresciuto tanto più che era entrato anche Lautaro per Politano e il tasso tecnico non ne aveva risentito perché Sensi lavorava da mezz’ala in modo più fine di Barella e il minor tasso tecnico di Gaglia era compensato dalla superiore attitudine di Lautaro ad agire da punta vera (rispetto agli inserimenti, per quanto preziosi, di Sensi).

Se questo ragionamento fosse fondato, si capirebbe anche il motivo della rinuncia a schierare Vecino, certamente meno dinamico e aggressivo di Barella, ma con un peso maggiore negli inserimenti.

Quando ha voluto accentuare questo aspetto, Conte ha inserito Gaglia e non Vecino: io penso per fargli recuperare energie fisiche e mentali in vista dello Slavia.

Se la mia ipotesi (perché solo di questo si tratta) fosse giusta domani contro lo Slavia vedremmo inizialmente la difesa titolare, a centrocampo Vecino – Brozo – Sensi e in attacco Lukaku – Lautaro, cioè una squadra nella quale peso, personalità esperienza e agilità/inventiva si integrano e completano.

Naturalmente se tutti saranno considerati al top.

Poi c’è il problema degli esterni e qui potrebbe (forse) esserci qualche sorpresa.

I candidati a… sorprenderci sono Lazaro, Biraghi (stoppato dal mister in conferenza) e… D’Ambrosio.

La partita contro l’Udinese era fondamentale per mantenere l’entusiasmo e la convinzione generale e per prepararci con fiducia agli importanti prossimi scontri di campionato.

Ma, per esempio, un eventuale pareggio ci avrebbe consentito comunque di stare davanti o a fianco delle principali rivali.

La partita con lo Slavia è in un certo senso più determinante per il futuro della nostra stagione.

Anche solo pareggiare in casa, in un girone difficilissimo, contro la squadra ritenuta più debole, ci metterebbe in una situazione problematica, pur se nel calcio tutto è possibile (ricordo che lo scorso anno dopo due partite in Cl avevamo sei punti e il Tottenham, poi finalista, sembrava quasi fuori).

Dunque contro lo Slavia bisognerà non sbagliare nulla nella formazione e nelle scelte fondamentali di gioco, che tutti i giocatori siano al top e magari (oltre allo scontato sostegno del pubblico) che qualche episodio ci giri a favore.

Ma torniamo alla partita, dopo la quale non sono mancate le critiche, anche giuste perché la vittoria è stata ottenuta con molta fatica, ma nello stesso tempo (questo è l’aspetto curioso) si sono levate dalla stampa anti interista molti inni all’Inter proclamata anti juve.

Ancora una volta è stato Conte a dare la risposta migliore, scoprendo il giochetto interessato:

“Io conosco il giochino.

Voi ci state alzando perché volete darci la mazzata quando avremo le prime difficoltà.

Volete che l’antagonista della Juve sia l’Inter, conosco bene il giochino”.

Perfetto, nessuno avrebbe saputo dire meglio.

La cronaca

Siamo ormai a ridosso di un nuovo scontro fondamentale e dilungarci sulla cronaca del match non ha più molto senso.

Citerò solo le poche situazioni fondamentali che ci possono aiutare a capire l’inerzia del match.

L’Inter parte forte e ha idee lucide, il primo quarto d’ora è nostro, con il movimento frenetico degli agili trequartisti e degli esterni e con il gioco di Lukaku per aprire spazi.

Al 7’ Politano si incunea centralmente, supera un paio di avversari e si guadagna lo spazio per calciare a rete. La conclusione è ottima, ma si stampa sulla base del palo

Al 13’ Sensi ci prova da fuori ma trova la prima risposta convincente di un formidabile Musso.

Il mio amico Pizzi, pur nel suo indiscusso interismo si esalta, perché lui è un ammiratore dei giocatori di scuola Racing. Io invece mi chiedo: ma come fa l’Udinese a costruire una buona squadra, con quasi tutti stranieri, presi all’estero per poche lire, molti dei quali poi si affermano alla grande?

Certo, loro possono aspettarli, ma insomma qualche giovane promessa che possa affermarsi nel tempo potrebbe venire anche da noi (parlo di giocatori che costano poco, non dei Lautaro, dei Barbosa e persino dei Colidio…).

Dopo 20 minuti il nostro ritmo, la nostra pressione calano e si affaccia (molto timidamente, per la verità perché la nostra barriera difensiva è solidissima) la squadra friulana.

Al 25’ Walace si libera al tiro, anche da buona posizione, ma per fortuna non impensierisce Handa.

Al 35 c’è l’espulsione di De Paul. Voglio essere chiaro in proposito, visto che anche sul blog si è discusso.

Per me l’espulsione è netta e insindacabile. Le mani addosso a un avversario, tra l’altro con la palla lontana, non si possono mettere.

Ma considerando che Candreva aveva provocato e che l’accentuazione degli effetti del colpo ricevuto era clamorosa, per me andava sanzionato almeno con un giallo anche il giocatore interista.

La considerazione importante però è un’altra, dopo il buon avvio per 22 minuti non avevamo più costruito serie opportunità.

L’Inter comunque sfrutta subito la superiorità numerica e al 38’ una punizione di Politano chiama ancora Musso a un grande intervento e dopo soli altri 5 minuti al 43’ Godin avanza sulla destra palla al piede: cross immediato per Sensi che in tuffo anticipa il marcatore e precede Musso.

Ancora una volta il gol viene da una verticalizzazione profonda, sfruttata al meglio.

Nella ripresa non iniziamo bene.

Al 51’ Lasagna si libera al tiro e calcia da posizione favorevolissima: è una grande palla gol, ma Handa la sventa salvandosi in angolo

Al 56’ un’altra conclusione di Politano, con bella parata di Musso.

L’Inter ora preme cercando di chiudere la partita senza correre rischi di sorta.

Entrano Gagliardini ed è il suo momento: tre penetrazioni imperiose concluse anche da tiri violenti che sfiorano il bersaglio (ma almeno in un caso poteva servire un compagno libero in posizione migliore).

Anche Lautaro si muove molto e con aggressività: due-tre volte va al tiro da posizione favorevole, ma la palla gli viene murata

Al 76’ invece l’ennesimo miracolo di Musso sulla punizione di Sensi

E all’83’ l’ultima vera occasione: da Candreva assist per Sanchez, il cui tiro, ancora da buona posizione, viene rimpallato.

Poi più nulla di significativo, che io mi ricordi.

Le statistiche

Il possesso palla naturalmente è stato nostro, anche per le conseguenze dell’espulsione di De Paul (ma era nostro pure in precedenza): 64 a 36.

Quattro le parate di Handa, nessuna delle quali considerata decisiva (io su una avrei un dubbio); otto quelle di Musso, di cui 3 decisive.

Netto il predominio sia nei tiri complessivi (15 a 69 sia in quelli sferrati da dentro l’area), oltre a un palo per noi, ovviamente.

Equilibrio nei falli, ma non nelle occasioni: 9 a 2 per noi.

Abbiamo fatto quasi il doppio dei loro passaggi (ben 555), ma questo conferma la difficoltà nel costruire, mentre l’accuratezza degli stessi è risultata superiore ma non di molto (87% contro 79%)

Noi abbiamo attaccato in prevalenza a destra (29, contro 21 centrali e 20 a sn), mentre loro non hanno quasi mai attaccato centralmente (solo 4 iniziative).

Probabilmente contro una difesa a tre (e… che tre) è più agevole cercare l’aggiramento che costringe un difensore a uscire o richiede un duro lavoro di tamponamento degli esterni e delle mezze ali.

Poli e Sensi hanno tirato in porta più spesso (4 volte ciascuno poi vengono alcuni giocatori con un tiro a testa)

Godin ha fornito l’unico assist.

Politano, Sensi, Gagliardini hanno avuto più occasioni, seguiti a distanza da Lasagna, con una sola opportunità

Candreva, è il leader nella classifica dei passaggi chiave con 2 (da capire cosa significa ’passaggi chiave’), mentre De Maio sbaraglia i concorrenti per i recuperi: ben 20.

Come sempre Brozo è quello che ha corso di più, davanti a Sensi e Fofana.

Mandragora ha espresso la velocità media più elevata, davanti a Barella, mentre Barak ha preceduto nello sprint puro Candreva e Politano

Pagelle (molto sintetiche perché ormai… c’è da pensare ad altro)

Handanovic: chiamato a un solo intervento serio, lui c’è 6.5

Godin: mostra chiaramente perché è universalmente considerato un top player nel ruolo a livello internazionale. 7

de Vrij: dominatore del centro area per tempismo, senso della posizione e pulizia degli interventi. 7-

Skriniar: mi è parso in notevole (e beneaugurante) ripresa. 6.5

Candreva: una sciocchezza nel finale che poteva costar cara mi costringe ad abbassargli il voto di mezzo punto. 6.5

Barella: anche lui appare in crescita, ma certo non è ancora quello che attendiamo. 6

Brozo: lavora tanto, come sempre, ma con meno lucidità di altre volte, trova poco spazio 6.5

Sensi: ancora il vero match winner. Sbalordisce perché sa fare di tutto. Ricordo una frase su di lui, mi pare di Mancini: può giocare in ogni squadra e ovunque. 7.5

Asamoah: fa la sua parte senza infamia e senza lode eccessiva. 6

Lukaku: sembra pesante, non al top, della condizione forse per i problemi di schiena, Non tira mai in porta, ma cerca di rendersi utile portando via avversari, addomesticando palle e facendo da sponda. 6-

Politano: per me una grande prestazione, generosissima e spesso anche illuminata. 7

Gagliardini: non è che abbia cambiato… i piedi, ma si vede che gioca con un’altra fiducia e con la consapevolezza di poter fare i movimenti che gli vengono chiesti 6.5

Lautaro: poco tempo per una valutazione corretta, ma a me è parso in grande spolvero. Mi aspetto che mi dia ragione… domani. 6.5

Sanchez: da rivedere in situazioni più favorevoli.

All. Conte: il voto per questa partita glielo darò dopo… Inter – Slavia.

Luciano Da Vite

Foto: Romelu Lukaku e Stefano Sensi, il match winner della gara casalinga contro l’Udinese nell’ultimo turno di campionato (fonte, sito ufficiale).

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18 pensieri riguardo “Aspettando lo Slavia: primi in tutti i Sensi

  1. Luciano, sembra proprio che Oristanio sia più decisivo del primo Visconti, al netto delle differenze come tipologia di giocatore. Il salernitano, in attesa di riscontri piu probativi, sembra già in grado di dire la sua

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  2. Oggi sono stato al Breda. Mi hanno colpito per continuià Kinkouè, Pirola e Burgio (cresciuto rispetto all’anno scorso, credo per questioni muscolari). Vergani mi è parso abbastanza appesantito ma nel secondo tempo ha fatto alcune cose davvero pregevoli.

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  3. Mi scuso con Carlo, non volevo essere sarcastico. In realtà volevo dire quello che ho detto, ma non ho argomentato per niente. Per come la vedo io, una grande squdra tende a lanciare pochi giovani, ma se se hai Messi, Suarez e compagni cantante e un vivaio florido è indubbiamente più facile inserire uno-due giocatori nel sistema. Immaginate invece una squadra in costruzione come l’Inter lanciare Esposito in una partite del genere: sarebbe più una carta della disperazione che una scelta ponderata.

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    1. Easy, giirgio6, probabilmente sono io che sono in un periodo di particolare suscettibilità.
      Continuo a credere che giocare con i fuoriclasse sia molto complicato, ma il fatto di essere in una società con una cultura di gioco ben precisa e che sia storicamente propensa a usare anche i giovanissimo aiuti parecchio.
      Un campione s è consapevole che li si è propensi a dare spazio ai giovani. In più Messi è egli stesso parte della storia dei canterani.

      Io non avrei visto l utilizzo di Esposito come la mossa della disperazione, dato che in estate tutto hanno potuto apprezzarne le qualità. Sarebbe solamente stata una risorsa in più.

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  4. La strada è lunga per arrivare al top, oggi brutta prestazione ma mi piace l’onestà intellettuale di Conte nel non cercare alcuna scusante e addossarsi in primis le colpe. Ora avanti con il derby.

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  5. Che partitaccia, signori… Speriamo di non vederne più di così tristi!
    Forse la paura, ma stasera i contrasti e le palle vaganti erano tutti per loro. Sembravamo sedati.
    Conte si dice il primo responsabile forse perché pensa di avere sbagliato la formazione.
    Gagliardini e D’Ambrosio insieme in campo spero di vederli molto raramente.
    Come mai non ha giocato Godin?
    Io non sono un esperto di calcio, ma ho l’impressione che Lautaro e Lukaku siano entrambe prime punte e giochino un po’ troppo nello stesso modo.

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  6. Abbiamo lasciato sguarnito il centrocampo. Non avevamo il doppio regista e abbiamo fatto estremamente fatica. Brozo era solo, Sensi era davanti, Gagliardini era come se non ci fosse perché il pallone preferisce non averlo. L’intenzione espressa da Conte di trasformare i difensori in registi dipende dalla scelta di non mettere Barella e di spostare Sensi più avanti. Ma D’Ambro regista mi sembra un po’ difficile – allora perché non giocare con Godin? Era infortunato? Stasera la palla girava troppo lenta…

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  7. M aspettavo una partita complicata; lo Slavia ha caratteristiche simili all’Udinese,ma è decisamente più forte…e noi abbiamo avuto troppi giocatori decisamente sottotono è più di tutti lo è stato Brozovic …una serata storta può capitare…anche in occasione del loro gol è rimasto a terra pigramente evitando così il fuorigioco del marcatore della rete.Naturalmente le. prestazioni insufficienti sono state molte …è la squadra che è proprio mancata!

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  8. Ieri partitaccia.
    Si sapeva che con Conte non punti al “bel giuoco”, pero’ avevo capito che gli avversari avrebbero dovuto sputare sangue per superarci … E meno male.
    Speriamo che il Milan debba farne un po’ piu’ di fatica.

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    1. Però dopo tanti precedenti dovremmo essere coscienti del fatto che i media esagerano nel portarci. in cielo dopo poche partite ,perché poi è più bello impallinarci.Non si può immaginare che Conte arrivi e con la bacchetta magica ci trasformi in poche settimane in una squadra che non sbaglia nulla.

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