A Novarello, una gita sfortunata: Torino U18 – Inter U18 2-0

Si è trattato di una gita, perché Novarello è un sito delizioso e recarvicisi è un vero piacere, indipendentemente dal calcio.

Chi è stato solo a Interello non può neppure immaginare che cosa sia un grandissimo centro giovanile di stile Europeo: un ambiente fantastico e curatissimo, aperto a tutti, con ristorante 4S, più bar, albergo extra lusso, sale mediche attrezzatissime, palestre centro convegni e persino un mulino conservato con cura, in spazi amplissimi.

Ma soprattutto numerosi campi, il più grande con tribuna in muratura (con visibilità non eccellente) e tanti campi di allenamento ognuno dei quali affiancato da grandi gazebo in legno e poltroncine nei quali visitatori, genitori, tifosi possono osservare gli allenamenti dei loro giocatori, comodamente al riparo dalle intemperie.

A Interello alcuni campi sono preclusi ai genitori (che magari fanno cento km per accompagnare il figlio e vederne gli allenamenti, altri in cui si potrebbe entrare, sono quasi sempre sbarrati per motivi di… assicurazione) e prevale in genere l’impressione che si voglia tener lontani genitori e i (pochi, d’accordo) tifosi.

Ma Novarello lo conoscevo, come conosco numerosi altri centri sportivi di società ben più piccole dell’Inter ma infinitamente più funzionali e accoglienti.

Credo di aver già raccontato la storia di un calciatore quindicenne, finlandese ma di origini italiane, molto promettente, che dopo aver lavorato qualche giorno a Interello è stato invitato a vedere il centro, mi pare, del Liverpool: il ragazzo non ha esitato e ha scelto il Liverpool.

Ricordo che scherzosamente avevo detto al Casi: “Il prossimo, portatelo a Novarello e gli dite che il nostro centro è ancora più bello, ma al momento in ristrutturazione… così è più facile che scelga noi.”

Battute a parte, era prevista una gita piacevole perché non avevo lo stress di altre partite (per esempio il ritorno col Milan degli U16).

Il Torino ha vinto 2-0.

Ero comunque consapevole, prima della partita, del fatto che il Toro fosse più forte, quindi non c’era nulla da perdere, semmai la possibilità di guadagnare qualcosa di insperato.

Invece con il passare dei minuti la tensione cresceva, perché i ragazzi, per almeno un’ora, hanno giocato assolutamente alla pari e anche qualcosa di più.

Diciamo che fino all’ora di gioco loro avevano ottenuto un rigore che definire beffa è poco: traversone teso, dieci-dodici giocatori ammassati in area, la palla che sbuca tra la folla e sbatte in modo assolutamente casuale e inaspettato sul braccio di uno dei nostri (palla inoffensiva, per altro).

Poi da parte loro solo una bella azione, sul finire del tempo, sventata da una grande parata di Pozzer.

Al nostro attivo due clamorose traverse (entrambe su azione) e una splendida azione di Ricky con conclusione che taglia fuori il portiere e sfila vicino al palo lungo senza che nessuno dei nostri le dia il tocco decisivo.

Con un po’ di malasorte in meno (rigore casuale, almeno un legno trasformato in gol) avremmo chiuso il primo tempo in vantaggio di un gol con merito.

E sarebbe stata un’altra partita.

Dopo il quarto d’ora della ripresa la squadra si è allungata per cercare di recuperare il risultato.

I cambi (obbligati a quel punto) l’hanno ulteriormente ‘allungata’ e il Toro è tornato ad essere più pericoloso (anche se il gol che ha ‘ucciso’ le nostre speranze è avvenuto ancora con una deviazione di testa su calcio piazzato, forse con qualche responsabilità di Pozzer, per il resto bravissimo).

E’ una sconfitta che fa male, come sempre perdere una finale, ma che in un certo senso rivaluta questa squadra, capace di giocare alla pari contro la vincente del campionato.

Certo, se si pensasse che questa può essere la base per la Primavera della prossima stagione, andremmo incontro ad altre delusioni.

Avevo scritto prima del match che per avere qualche possibilità doveva scendere qualche uomo di peso dai 30 e più che compongono la rosa della Primavera.

Avevo ‘chiesto’ Ntube, Burgio e Gianelli (tutti regolarmente 2001).

Invece di Ntube, insieme agli altri due è arrivato Mulattieri, che a mio parere non può giocare da unica punta.

Perché la formazione iniziale era, sempre a mio parere di tifoso, saggia ed equilibrata, assicurando estro e compattezza insieme.

Il modulo era di fatto un 4411 in fase difensiva, che poteva diventare un 442 o un 4231 in fase di possesso.

Questi i protagonisti:

Pozzer

Ballabio, Serpe, Vaghi, Colombini

Gianelli, Vezzoni, Attys, Burgio

Rossi

Mulattieri

Fino a quando Gianelli e Burgio sono riusciti a svolgere il doppio compito di raddoppio difensivo sulle fasce e iniziative di incursione in avanti non abbiamo corso grandi pericoli e li abbiamo creati.

Quando la fatica si è fatta sentire e i difensori esterni sono stati costretti spesso all’uno contro uno, mentre in mezzo al campo Vezzoni e Attys si sono trovati spesso isolati, il match è cambiato.

Ma siccome la coperta era corta, anche nel periodo migliore c’era un’evidente lacuna.

L’azione avvolgente sulle ali con cross era inutile, perché né Rossi, né Mulattieri (nonostante la traversa colpita di testa da quest’ultimo) sono uomini da centro area, potenti e forti in elevazione.

Bisognava giocare sulla rapidità, ma era molto difficile per il trequartista Rossi avendo un solo punto di riferimento in avanti, così Kevin era spesso costretto ad andare da solo, con dribbling insistiti e poco efficaci.

In panca avevamo Fonseca e Vergani. Ma Edo, o aveva qualche problemino fisico, o non aveva convinto sulla sua condizione nella prova amichevole contro il Monza.

Sulla scorta di quella gara avrei preferito Sattin centravanti e Del Grosso in campo, ma quasi sicuramente avevo torto: Sattin nonostante la maggior fisicità, al rientro in una gara così importante non avrebbe potuto dare di più e chi ha giocato al posto di Del Grosso non ha demeritato.

Del resto è scontato che le scelte del mister e dei dirigenti tecnici siano più efficaci di quelle di un tifoso esterno, non al corrente, oltre tutto delle problematiche fisiche e caratteriali dei singoli.

Vediamo allora sinteticamente le prestazioni individuali.

Pozzer: una parata straordinaria e una molto impegnativa. Forse qualche responsabilità per la mancata uscita alta sul secondo gol. 7

Ballabio: bella sorpresa, ha grande progressione anche con la palla al piede e in fase difensiva tutto sommato se l’è cavata.

Serpe: prova di piena sufficienza, senza sbavature evidenti e con tanto vigore. 6+

Vaghi: probabilmente è più un esterno che un centrale, ma ha dovuto giocare in mezzo e l’ha fatto molto bene, provando anche a spingere per dare un mano dopo lo svantaggio. 7

Colombini: non sembra nella condizione della prima parte di stagione. Spesso a disagio nei minuti iniziali, si è poi rinfrancato. C’è da dire che comunque i due gol non sono venuti dalla sua parte. 6

Gianelli: finché ne ha avuta è stato una vera spina nel fianco per la difesa del Toro e nel contempo ha assicurato una copertura importante, della quale ha goduto Ballabio. La sua conclusione che si è stampata sulla parte inferiore della traversa è stata splendida e con più suerte avrebbe cambiato il match. 6/7

Vezzoni: corsa e qualità più che discreta. Ha lottato nel mare del centrocampo e ha dato un contributo importante, prima di venir sostituito per stanchezza. 6/7

Attys: giocatore che non mi ha mai convinto per la lentezza nei primi passi (lanciato invece è più efficace) e soprattutto per l’imprevedibilità (non sempre positiva) delle sue giocate. Dicono che in società ci puntino e forse sulla base della prova di ieri non hanno torto: dipende molto da quali saranno i margini di crescita. Ieri ha lottato, è stato una buona barriera davanti alla difesa e ha cercato di costruire con continuità. 6/7

Burgio: primo tempo da 8, poi ripresa in calo evidente. Sapevo che aveva un problema fisico ma ha dato tutto davvero con personalità e grinta. Sulla progressione non lo prendevano mai e finché ne ha avuta si è reso molto utile anche in fase di contenimento. 7

Rossi: ha fatto tutto quello che poteva e che era lecito attendersi nella situazione venutasi a creare. Non è facile giocare da trequartista con davanti una punta sola. 6,5

Mulattieri: si è dato da fare cercando sempre con tenacia la giocata risolutiva e in un’occasione ci è pure andato vicinissimo, cogliendo la traversa, ma nel complesso non ha fornito quell’apporto aggiuntivo e determinante che era lecito attendersi. 6

Sono subentrati pure Chrysostomou, Del Grosso e Vergani, ma ormai la partita aveva il suo percorso tracciato nessuno dei nuovi ingressi ha avuto la forza per capovolgere una situazione compromessa.

Mister Corti: ha fatto il possibile, in un’annata davvero difficile (spesso mi è capitato di vedere allenamenti con solo otto o dieci giocatori), segnata da infortuni, da passaggi di categoria, dalla necessità di ricorrere spesso ai 2002.

Ma alla fine il suo lavoro ha pagato, perché se non si è vinto il titolo è riuscito comunque a presentare una squadra degna e competitiva e ha fatto crescere alcuni elementi che potranno giocarsela in Primavera nella prossima stagione. 6,5

Luciano Da Vite

Foto: uno scatto della finale del Campionato Berretti disputata tra i nostri Under 18 e i pari età del Torino. La finale è finita 2-0 per i granata (fonte Prima Notizia 24).

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6 pensieri riguardo “A Novarello, una gita sfortunata: Torino U18 – Inter U18 2-0

  1. Come specificato da Fabio nei commenti al post precedente, l’app si chiama semplicemente “wordpress”, permette di fare il login una sola volta e una volta scelto di “seguire il blog”, fornisce tutti gli aggiornamenti del caso e la possibilità di commentare, ricevere le notifiche in caso di nuovi post, risposta ai propri commenti, ecc.

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  2. Intervistato da Radio Crc, Matteo Sabbadini, direttore sportivo del Ravenna, parla di Salvatore Esposito, giocatore della formazione romagnola fratello della promessa dell’Inter Sebastiano Esposito e grande protagonista della cavalcata dell’Italia Under 20 al Mondiale polacco: “Deve fare il suo percorso, parlare di serie A ora è prematuro. E’ un ragazzo con piedi importanti, con la fisicità giusta per la fase difensiva e non ha paura di prendersi responsabilità: deve fare, però, un passo alla volta e restare umile. E’ un vanto per il Ravenna averlo messo in mostra. Il fratello gioca in un altro ruolo, i numeri parlano per lui, è un ottimo prospetto. L’Inter ne lancia tanti ma spero ci pensino un po’ di più prima di lasciarli andare, i giovani vanno aspettati”.

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