La Berretti: Torino – Inter per il titolo italiano Under 18

La squadra di Corti è la prima (e speriamo non l’ultima) tra le formazioni giovanili a regalarci l’emozione di una finale per il titolo nazionale.

Impresa sulla carta non certo ardua, visto il ristretto lotto di partecipanti al campionato, ma che appariva quasi impossibile dopo la prima metà della regular season.

La crescita della squadra è attestata da un dato numerico significativo.

  • media punti nelle prime 8 partite: 0,8
  • media punti nelle ultime 13 partite: 2,0

A questo va aggiunta la doppia vittoria in semifinale contro l’Ascoli, battuto 1-0 a Milano e sconfitto nuovamente 2-1 in trasferta.

Difficilissimo tentare un bilancio e ancor più una valutazione di questa squadra e dei singoli che la compongono, per il semplice fatto che a lungo non è stata… una squadra, ma piuttosto… uno spazio di transito (in su e in giù, oltre che con l’infermeria).

Diversi giocatori che la compongono, questo almeno è chiaro, non hanno prospettive di una carriera importante.

Naturalmente in una Berretti questo è normale perché quando decidi di tenere una squadra intermedia tra allievi e primavera è evidente che i migliori o più pronti saliranno subito di categoria (salvo tornare a rilanciarsi quando necessario) e quindi si dovrà completare il gruppo con giocatori dignitosi, ma destinati a… ballare una sola estate.

Poi magari qualcuno va oltre le aspettative.

Esempi ce ne sono stati anche di recente: si pensi, solo a titolo di esempio, a Lombardoni, Brignoli e Minelli.

Inoltre c’è qualcuno che ha necessità di un ulteriore anno di formazione prima di affermarsi a buoni o ottimi livelli anche in Primavera (anche qui qualche esempio: Zappa, Nolan, Roric, Demirovic, lo stesso Adorante).

Al contrario c’è chi ha delle qualità, ma caratteristiche tecniche che non trovano rispondenza nelle idee di gioco del mister degli allievi o comunque sarebbe chiuso da altri e sale di categoria e spesso (per esempio Burgio) proprio di questa esperienza fa un trampolino di lancio: in questa stagione citerei Verzeni, che stava affermandosi alla grande come terzino prima dell’infortunio, ma anche Barazzetta, che ritornato tra gli allievi (a Brescia) ha fatto benissimo, oppure Cancello (anche lui ora ‘incidentato’) e Tinazzi, che fanno su e giù con gli allievi .

Poi ci sono quelli teoricamente pronti per la Primavera ma che devono riabituarsi al calcio agonistico dopo lunghi infortuni (lo scorso anno Grassini, per esempio).

Insomma, come si può agevolmente capire, il lavoro di chi deve cercare di dare un’identità a questa squadra è pesantissimo.

Ancor di più se si considera che in questa stagione ci sono stati numerosi giocatori considerati dei cardini che non hanno fornito a lungo il loro apporto per infortuni rilevanti (Vaghi, Del Grosso, Fonseca, Rossi per citarne alcuni).

Infine ci sono quelli che, affermatisi progressivamente con il gruppo, sono stati poi chiamati a rafforzare l’organico della Primavera a stagione inoltrata (Gianelli, Attys, in qualche caso Rossi).

Si può obiettare, a ragione, che il campionato non è dei più esaltanti e difficili, sotto il profilo tecnico.

Ma si deve pure considerare che per le società di Lega Pro la Berretti è la seconda squadra, per cui diversi giocatori hanno già esperienza del loro massimo campionato e che quasi tutti sono ai limiti di età, con diversi fuori quota, mentre noi abbiamo schierato solo 2001 e addirittura diversi 2002 e sul piano fisico e agonistico la differenza si fa sentire.

Non è un caso che contro l’Atalanta, che pure ha dominato il nostro girone, abbiamo disputato due dei migliori match, giocandocela alla pari.

Proprio le due partite contro l’Atalanta e le due semifinali vinte con l’Ascoli ci consentono ti tener viva qualche speranza di un successo finale, perché la squadra, pur reduce da un campionato complessivamente modesto, nella singola partita e contro avversari di pari età, conserva qualche ambizione, almeno in una gara secca.

Tanto più che anche il Torino probabilmente non potrà (come noi del resto) far ‘scendere’ elementi della Primavera, impegnata nella fase finale del campionato nazionale.

Avevo pensato di andare a Novara per la finale, venerdì, ma sinceramente, come spiegherò meglio, l’amichevole giocata sabato contro il Monza e persa ad Interello 3-0, mi ha tolto entusiasmo.

Delle due partite di semifinale ho visto quella a Interello, vinta 1-0 nel finale con un filtrante di Vergani e gol di Rossi,

E’ stata una buona partita, abbastanza equilibrata e molto combattuta. Non si è vista una grande squadra, ma un gruppo finalmente compatto e solido, si.

Ad Ascoli mi dicono che si è trattato di una partita in fotocopia, con poco gioco e molta lotta, vinta in rimonta nel finale grazie, questa volta, agli assist di Rossi e alle finalizzazioni di Vergani

Poi è venuta l’amichevole contro il Monza.

In campo quella che pensavo sarebbe stata la squadra per il Toro, una specie di prova generale:

In campo sono scesi

Pozzer
Ballabio, Serpe, Vaghi, Colombini
Gianelli, Attys, Vezzoni
Confalonieri
Vergani, Rossi

Primi 10 minuti giocati bene, poi improvvisamente il gol subito, su calcio piazzato.

L’Inter reagisce e Vergani si procura un calcio di rigore che calcia altissimo.

A questo punto la squadra si siede completamente e lascia il campo al Monza, che domina incontrastato e segna altre due reti su azioni eccellenti

Nell’intervallo il mister cambia 6 giocatori (un paio li cambierà più avanti).

Vado a memoria e tra i nuovi entrati ricordo Feltrin, Pojani, Chrysostomou, Del Grosso, Krasniqi. Più tardi avrebbe fatto il suo esordio con la nostra maglia in gara ufficiale il lungodegente Sattin (2002).

La partita è cambiata radicalmente: più corsa e più contrasto a centro campo, più rapidità davanti.

Meglio protetta e più ‘cattiva’, la difesa non ha corso più rischi, mentre in attacco abbiamo avuto almeno 3-4 buone occasioni: un tiro respinto a portiere battuto, una deviazione di Vergani, da due passi, parata, un altro tiro respinto dal portiere con i piedi e un altro tiro da buona posizione, finito alto, di Vergani.

Poi, sostituito Vergani con Sattin, abbiamo visto un giocatore che potrebbe darci presto delle soddisfazioni: l’ex padovano, al rientro dopo una stagione di stop e giocando sotto età ha mostrato fisico, garra e intraprendenza.

Il mister saprà cogliere le indicazioni più opportune da questa partita.

A me pare che per avere qualche chance contro il Toro dovremmo schierare almeno Ntube e Burgio, che danno sicurezza difensiva (il primo) consistenza atletica (il secondo). Non possiamo rischiare Attys e conviene schierare quattro centrocampisti (3 di corsa e contrasto e il quarto Del Grosso. L’ex comasco è piccolo e gracile, ma estremamente combattivo e soprattutto è l’unico che sa comprendere in anticipo lo sviluppo della manovra e sa dare la palla nei tempi e nei modi giusti. Veramente un uomo faro, imprescindibile per almeno un’ora).

Davanti ovviamente Vergani, sperando sia in giornata si, e Rossi. Mi piacerebbe anche vedere, magari nel finale, di nuovo Sattin.

Vedremo: l’elemento che dà maggior fiducia è… il manico, cioè mister Corti, che saprà operare le scelte più efficaci, magari con un po’ di collaborazione di mister Madonna.

Diciamolo chiaramente: la carta parla a nostro sfavore, ma ‘spes ultima dea’.

In questo caso la mia speranza è di essere costretto, sabato mattina, a scrivere un post elogiativo per un titulo giovanile in più.

Luciano Da Vite

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Foto: uno scatto della sfida tra Inter e Atalanta Under 18 disputata a Interello lo scorso novembre (fonte Sprint & Sport).

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