Partita molto strana che ha vissuto fasi diverse e continui cambiamenti, non solo nel punteggio, ma anche nei momenti di predominio delle due squadre. Due squadre che hanno un livello simile e una partita dove sono risultati decisivi i particolari: le scelte degli allenatori, gli errori dei protagonisti (e quelli degli arbitri), persino qualche volta la casualità, che però spesso è figlia della voglia feroce di farcela. Vittoria meritata ad ogni modo, perché fortemente voluta, contro un rivale pericolosissimo. Abbiamo ribadito che la nostra forza, oltre al coraggio e alle ambizioni del mister, sta soprattutto in alcuni leader in campo che, alla classe, alla forza e al carattere, uniscono un totale senso di appartenenza che spesso fa la differenza. Sono i Dimarco, i Calha, i Barella, i Thuram, i Lauti che fanno la differenza e trascinano anche i compagni. Sperando che anche qualcuno degli inglesi possa inserirsi in questo gruppo. Ecco perché, visto che il tempo passa per tutti, aldilà di qualche giovane interessante, ci vorrebbe almeno un campione conclamato, ma non anziano, ogni anno: un colpo alla Lautaro, alla Barella, alla Bastoni, alla Thuram, alla Calhanoglu. Anche spendendo qualcosa in più, coraggio, che i grandi acquisti ripagano sempre. Immensa la prova di Lautaro. Molto bene Dimarco. Decisivo l’impatto di Marcus Thuram. L’Under 20 vince tre a zero in casa del Bologna. È stata in verità una partita combattuta e incerta anche quando i nostri erano in vantaggio di due reti a zero. Ottimo risultato e si segnala la crescita di alcuni ragazzi. Molto bene fino ad ora, anzi benissimo, in campionato l’allenatore Bigica. Adesso lo aspetta la prova del fuoco contro il Real in Youth League. Perdono in casa gli Under 15 del mister Juan Moll contro l’Alcione. Brutto segnale. Questo immobilismo sul settore giovanile è qualche cosa che fra qualche anno pagheremo anche a livello di prima squadra.
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I primi verdetti sono in arrivo
Dopo 24 partite di campionato, sette di Champions League, una di Coppa Italia e una di Supercoppa, abbiamo quelli che possiamo considerare come i primi "verdetti" stagionali. In questo post l'analisi parte da un confronto ragionato tra l'Inter di Antonio Conte e quella di Simone Inzaghi. Un confronto che va fatto anche in termini "finanziari". Ci concentriamo poi principalmente sulla seconda, perché è questa la realtà su cui ragionare, per l'immediato e per il futuro. La premessa è che Simone Inzaghi sta facendo bene. Anche contro il Liverpool ha preparato e messo in campo la squadra come meglio non si poteva ed è andato vicino al risultato clamoroso, ma l'Inter attuale non ha le stesse possibilità del Liverpool. Costretti a giocare sempre a ritmo altissimo, anziché alternare pressione e gestione con ripartenza, subiamo cali psico atletici e non abbiamo rincalzi dello stesso livello del Liverpool. Dopo questa sconfitta però la squadra (un gruppo eccezionale) deve ritrovare le energie, la qualità e la determinazione per portare a casa uno scudetto che sarebbe un risultato strepitoso: è adesso - a partire dalla partita col Sassuolo, che si deciderà la nostra stagione. La Champions non possiamo vincerla, il campionato sì, ma non dovremo sbagliare più nulla.

