Segnali di ripresa dal movimento giovanile, ma purtroppo in questo momento ci “assorbono” le difficoltà della prima squadra

Le difficoltà della prima squadra, che subisce uno stop casalingo contro il Sassuolo, erano ampiamente prevedibili e ne avevamo ampiamente parlato sul blog in questi mesi. La squadra sta vivendo una flessione, causa di un atteggiamento tattico molto dispendioso e dello sforzo enorme e prolungato per recuperare lo svantaggio iniziale; di qualche manchevolezza anche nell'undici titolare e in generale di alcuni elementi della rosa; di un calendario oggettivamente difficoltoso. Era sbagliato esaltarsi prima e sarebbe sbagliato deprimersi oggi: siamo ancora in corsa, anche se le difficoltà sono enormemente aumentate. Adesso l'importante è che la squadra ci creda fermamente, non si divida e che il lavoro di Inzaghi e del suo staff riesca a far recuperare al gruppo una maggiore brillantezza psicofisica. Siamo (giustamente) assorbiti dalle difficoltà della prima squadra, dunque, ma come modesta consolazione possiamo guardare con piacere a segnali di ripresa dal movimento giovanile. Ne parliamo ampiamente nei contenuti del post e con un occhio particolare rivolto alle ultime sfide di Under 17 e Under 15.

I primi verdetti sono in arrivo

Dopo 24 partite di campionato, sette di Champions League, una di Coppa Italia e una di Supercoppa, abbiamo quelli che possiamo considerare come i primi "verdetti" stagionali. In questo post l'analisi parte da un confronto ragionato tra l'Inter di Antonio Conte e quella di Simone Inzaghi. Un confronto che va fatto anche in termini "finanziari". Ci concentriamo poi principalmente sulla seconda, perché è questa la realtà su cui ragionare, per l'immediato e per il futuro. La premessa è che Simone Inzaghi sta facendo bene. Anche contro il Liverpool ha preparato e messo in campo la squadra come meglio non si poteva ed è andato vicino al risultato clamoroso, ma l'Inter attuale non ha le stesse possibilità del Liverpool. Costretti a giocare sempre a ritmo altissimo, anziché alternare pressione e gestione con ripartenza, subiamo cali psico atletici e non abbiamo rincalzi dello stesso livello del Liverpool. Dopo questa sconfitta però la squadra (un gruppo eccezionale) deve ritrovare le energie, la qualità e la determinazione per portare a casa uno scudetto che sarebbe un risultato strepitoso: è adesso - a partire dalla partita col Sassuolo, che si deciderà la nostra stagione. La Champions non possiamo vincerla, il campionato sì, ma non dovremo sbagliare più nulla.

Le ultime chiacchiere: poi si torna ai fatti

Sul blog in questi giorni, in assenza del calcio giocato, si è sviluppata una interessante discussione sul calciomercato. In particolare i nodi della discussione si concentrano su se e quanto ci siamo rinforzati; sul confronto con le altre principali squadre del nostro campionato, a partire dalla Juventus, la nostra rivale storica; sulle prospettive future per la prossima stagione secondo le voci più attendibili di mercato. Il nostro mercato invernale si è concluso con le "uscite" di Sensi e Kolarov e l'acquisto di Gosens e Caicedo. I due in uscita praticamente non hanno mai giocato e possiamo dire che ci siamo rafforzati anche se Caicedo ha i suoi anni e ha giocato poco in un Genoa disastrato e Gosens deve ancora riprendersi da un infortunio molto serio. In particolare mancherà sicuramente nella fase più "calda" della stagione. Perdiamo comunque un'alternativa di qualità in mezzo, mentre in attacco (il reparto meno assortito della nostra rosa) Caicedo potrebbe sopperire alle possibili défaillance di due giocatori fragili come Sanchez e Correa. Nel post una ampia discussione e analisi e un confronto tra noi e le nostre rivali per il presente e per la stagione prossima. In ultimo un breve "capitolo" dedicato al derby della Primavera, una squadra che è appare migliorata sul piano della grinta e della compattezza e del maggiore aiuto reciproco e che è adesso seconda in classifica, dopo tre vittorie consecutive.

La paura fa 89 (al 90′ scompare): Inter – Venezia 2-1

Avremmo commesso un grave errore se ci fossimo aspettati un girone di ritorno da dominatori. Va detto allo stesso tempo che dal punto di vista dei risultati abbiamo fatto un percorso eccezionale negli ultimi giorni. Cinque partite in dodici giorni, di cui quattro vinte e una pareggiata. Una coppa portata a casa e passi in avanti in tutte le competizioni. Dal punto di vista anche della tenuta nervosa e della determinazione, della compattezza e della solidità, il dato è anche più che incoraggiante, tanto più alla vigilia di un tour de force che tra il 6 e il 16 febbraio ci vedrà affrontare in dieci giorni, Milan, Napoli e Liverpool. Ci sono poi il recupero col Bologna, la partita di Coppa Italia con la Roma, il ritorno di Champions con il Liverpool. Tutte partite infrasettimanali. In questo contesto perdere punti contro Torino (prima di Natale) e col Venezia sarebbe stato pericolosissimo. Così come lo sarebbe ad esempio nel recupero col Bologna. Il campionato italiano si conferma pericolosissimo, ne parliamo ampiamente in questo post. Con il Venezia si è visto un discreto calo rispetto al passato, anche a livello di prestazioni individuali, per questo è stato fondamentale vincerla. La speranza è che si tratti di una situazione contingente e che dopo la sosta si riparta con un certo grado di ritrovata brillantezza. Certo aggiungere un paio di tasselli giusti, nei ruoli in cui i ricambi sono numericamente carenti, ci farebbe tare più tranquilli... Intanto sempre voto positivo a quella che oramai è a tutti gli effetti l'Inter di Inzaghi e che ha fatto fino a questo momento oggettivamente il massimo. Anche con il Venezia la gestione delle forze e dei cambi è stata perfetta. Se riuscirà a farsi regalare uno-due rinforzi di qualità, segnerà un punto importante a suo favore e per tutti noi nerazzurri.

Una partita “divisiva”: Atalanta – Inter 0-0

Il pareggio con l'Atalanta conferma le impressioni che abbiamo sempre avuto sulla squadra. Siamo in presenza di un gruppo forte, ben guidato, che può competere con tutti, ma che non può oggettivamente venir considerato superiore a altre tre o quattro squadre. Nelle ultime nove partite abbiamo ottenuto 25 punti su 27. Otto vittorie e un pareggio su un campo difficilissimo. Ma nove partite sono un quarto del totale e su frazioni simili altre squadre in altri periodi hanno ottenuto risultati analoghi. Non siamo predestinati a vincere il campionato, altre squadre potranno realizzare simili filotti: alla fine deciderà il rendimento medio tenuto in tutto l'arco della stagione. In questo senso, aver pareggiato a Bergamo è un risultato tranquillizante: abbiamo lasciato la Dea a otto punti e il Milan è rimasto sostanzialmente lì con noi, punto più punto meno. Tutto è aperto quindi. Alcune squadre si sono già rafforzate per il girone di ritorno e noi abbiamo avuto e avremo più impegni di Milan e Napoli. Il giudizio sulla nostra stagione resta in ogni caso fino a questo momento positivo. In particolare voto positivo all'allenatore Simone Inzaghi che in tre partite cruciali in una settimana, fa quattro punti in campionato e vince la Supercoppa. Di più era quasi impossibile.

Una partita esemplare, da far studiare agli aspiranti allenatori: Inter – juve 2-1

Parliamo solo di calcio. Anche perché l'esito finale ha fatto per una volta giustizia di ogni prepotenza. L'Inter vince la Supercoppa Italiana al termine di una partita fantastica, esemplare e che ha visto fronteggiarsi due squadre molto forti ma in qualche maniera "incomplete". Allegri non doveva dimostrare nulla a nessuno. Inferiore all'Inter sul piano del palleggio ha scelto gli uomini e l'atteggiamento tattico più adatto per far rendere al meglio i suoi giocatori. Probabilmente meglio di così con gli assenti non poteva giocarsela. Inzaghi non gli è stato da meno. In poco tempo l'Inter di Conte è diventata l'Inter di Inzaghi e i risultati, almeno per ora, non sono stati certo inferiori. Anzi. Per il momento possiamo dire che sia riuscito nel difficile compito di aumentare la qualità offensiva del gioco e senza che questo sia andato a discapito della solidità difensiva. Il gruppo era già solito ma lui ha fatto un grandissimo lavoro: il goal della vittoria contro la Juventus lo hanno costruito tre "cambi". Tre nuovi ingressi: Dimarco che ha crossato in area, Darmian che si è inserito sul tocco di Alex Sandra, Sanchez che ha chiuso in porta. Una vittoria meritata, siamo stati nella giornata nettamente superiori all'avversario, anche se poi alla resa dei conti vale quel goal, realizzato al 125' e senza il quale la superiorità sarebbe stata sterile. Dopo questa vittoria possiamo guardare con ottimismo alle prossime gare, a partire dalla trasferta di Bergamo, ma non aspettiamoci un percorso in discesa, sarebbe un errore imperdonabile. Per ora, dopo questo successo però dobbiamo dire bravi tutti e bravo il mister. Amala.

Un mattone in più: Inter – Lazio 2-1

Inter batte Lazio due a uno. Si è trattato di un mattone molto significativo, quasi una colonna portante, ma il completamente dell'edificio è sempre assai lontano e arrivare al tetto sarà difficile perché la costruzione è piena di insidie. Il mattone è stato importantissimo perché c'erano nell'aria tutti gli elementi per pensare, come poi è avvenuto, che avrebbero cercato di bloccare la costruzione del nostro edificio. Oltre a questo c'erano elementi oggettivi che rendevano possibile, se non probabile, un'interruzione forzata. La partita quindi presentava molte incognite ma l'abbiamo affrontata nel migliore dei modi: abbiamo commesso qualche leggerezza in più rispetto ad altre occasioni, ma queste leggerezze sono state compensate dalla prestazione super di alcuni protagonisti. Bastoni su tutti. Poi Skriniar, Gagliardini, Brozovic, Martinez. Impossibile non dare otto in pagella a Simone Inzaghi per tutto quello che ha fatto finora. Dopo venti partite si può dire che abbiamo una squadra forte e competitiva. Competitiva vuol dire che possiamo giocarcela con tutte le altre e che quando siamo al meglio siamo anche superiori. Però dobbiamo essere al top. Questa squadra ha fatto 49 punti in venti partite. Se mantiene la media nel girone di ritorno, vince il campionato senza dubbio alcuno. Ma è chiaro che se l'ottimo rendimento di questo periodo sia stato invece uno spingersi oltre le nostre possibilità media e dovessimo avere una flessione, tutto dipenderebbe allora dalla flessione stessa e dalle possibilità che gli altri accelerino. Per questo ogni singola vittoria, tanto più in situazioni difficili, diventa un mattoncino fondamentale posto nella costruzione dell'edificio che tutti vorremo completare.

Se vinciamo altre 6-7 partite così, si può sognare: Inter – Torino 1-0

Un calcolo elementare. Se vinciamo altre sei-sette partite così, possiamo sognare e pensare di poter vincere il campionato. Si tratta di un calcolo piuttosto elementare, che parte però da un convincimento oggettivo: non esiste una squadra che, nel campionato italiano, possa pretendere di dominare tutte le partite. Succederà ancora ce si vinca alcune partite dominando, ma saranno una minoranza e la lotta pe ril titolo si deciderà nelle partite complesse, combattute e difficili. La vittoria per cinque reti a zero a Salerno esalta e illude, la vittoria per una rete a zero contro il Toro riporta alla realtà di un campionato molto imprevedibile e ancora tutto da giocare. Quello che conta è la continuità. È vincere tanti Inter - Toro che può far prevalere in campionato e la dimostrazione l'avremo alla ripresa, a Bologna. Se andiamo lì con l'idea che daremo loro sei goal (così come è successo all'andata) e che abbiamo già vinto, ci esporremo sicuramente a brutte sorprese. Il calcio ideale è come na partita a scacchi con giocaori molto bravi: perde chi commette anche un solo errore. Oppur evince, se preferite, chi trova una soluzione geniale. Nel nostro campionato le vittorie di stretta misure sono decisive. Pertanto ci iscriviamo a pieno titolo alla schiera dei "risultatisti": il risultato è il prodotto del gioco, ma è il concetto di gioco che risulta poi relativo e aleatorio. Bel gioco è ottenere il massimo in relazione alla tua forza e a quella dell'avversario in una data situazione. Con il Toro abbiamo ottenuto il massimo ribattendo colpo su colpo e sfruttando la nostra qualità superiore... Ne parliamo in questo post dedicato di Luciano Da Vite.

Idee più chiare sulla nostra stagione: Salernitana – Inter 0-5

Contro la Salernitana abbiamo giocato benissimo e abbiamo dominato la partita. Una corretta analisi ci costringe a tenere in considerazione la differenza netta tra i due indici, ma si possono comunque esprimere delle valutazioni nel merito. Non è stata del resto solo la qualità a essere superiore a quella degli avversari, ma anche la condizione atletica e mentale. Forse al nostro top. Alcune indicazioni sui singoli: D'Ambrosio non vale Skriniar, ma si è rivelato un sostituto dignitoso; Brozovic è un giocatore sempre insostituibile; appaiono incompatibili Barella e Vidal così come sarebbe necessario recuperare Sensi; Gagliardini è un giocatore capace di dare sempre un valido contributo; Sanchez se in condizione può essere ancora un giocatore importante; Perisic e Dumfries sono giocatori fondamentali e devono confermare di poterlo essere con continuità nell'arco dell'intera stagione. Ma sorprendono i numeri di Calhanoglu: primo per occasioni da goal, passaggi chiave, numero di palle giocate, numero di palle recuperate, dribbling, secondo per km percorsi, terzo per punta di velocità espressa nello sprint... Siamo davanti a un giocatore con grandi qualità tecniche, ma in straordinarie condizioni di forma atletica e una personalità e autostima che in questo momento, gli consentono di svettare. Un occhio infine alla grande prestazione e la netta vittoria dell'Under 17 di mister Polenghi che batte nettamente i pari età dell'Hellas Verona per quattro reti a zero. Sugli scudi giocatori che sono oramai delle certezze come Aleksandar Stankovic e Di Maggio. Poi Zefi. Ma questo qui è un gruppo che promette e sta facendo benissimo e che riesce a fare benissimo anche nonostante molte assenze importanti.

Una domenica bestiale: Inter – Cagliari 4-0

È stata una domenica "bestiale" per la nostra Inter. Perché abbiamo riconquistato la vetta della classifica; perché abbiamo battuto largamente il Cagliari; perché i ragazzi hanno vinto e ci hanno pure fatto divertire; perché alcuni giocatori su cui si registrava qualche scetticismo si stanno invece affermando alla grande; perché abbiamo potuto permetterci un minimo di turn over e fatto giocare un classe 2001 (Satriano) e fare esordire un classe 2003 (Zanotti); perché nelle prime nove partite avevamo subito 12 goal e nelle ultime 8 solo 3, di cui due ininfluenti sul risultato; perché vinciamo da cinque partite e abbiamo segnato più goal di tutte; perché (questa volta in negativo, estendendo il lasso di tempo però a lunedì) abbiamo beccato uan squadra fortissima come il Liverpool agli ottavi di finale nel sorteggio di Champions League. Diciamolo chiaramente: non eravamo scarsi quando eravamo a sette-otto punti dal vertice e non siamo dei fenomeni oggi. Siamo una squadra forte che può competere con tutti e che oggi dà maggiore fiducia per quelle che sono le nostre possibilità rispetto a un mese fa. È statp raggiunto un maggiore equilibrio. Lo dicono i numeri (il numero dei goal subiti e in presenza di una percentuale di goal fatti comunque elevati). Lo dice la crescita imperiosa in particolare di due giocatori chiave che in precedenza avevano lasciato a desiderare: Calhanoglu e Dumfries. I due giocatori devono adesso restare su questi livelli per tutta la stagione e anche - in particolare - contro le rivali dirette. Allo stesso modo tutti i titolari sono in un periodo di forma straordinario. Manca qualcosa: un centravanti di peso e un altro centrocampista che unisca qualità e forza. Vedremo che cosa succederà nel mercato invernale. Per il momento, meglio non si poteva fare. Simone Inzaghi merita solo un grande plauso: vince, è primo, fa contenti i fautori del gioco ultra offensivo e che riesce a praticare senza rischiare. Quindi anche i fautori dell'equilibrio.