Una partita esemplare, da far studiare agli aspiranti allenatori: Inter – juve 2-1

L’abbraccio del mister Simone Inzaghi ad Alexis Sanchez dopo la rete del cileno che ha deciso la sfida di Supercoppa contro la Juventus. Primo titolo in nerazzurro per Simone Inzaghi. Avanti così!

Voglio parlare solo di calcio e per questo sgombero subito il campo da un fattore decisivo: il match che abbiamo visto è la conseguenza diretta dell’ennesimo furto perpetrato ai nostri danni.

Correva l’undicesimo minuto quando Barella si proiettava in area sulla destra, anticipava nettamente Chiellini che lo stendeva platealmente.

Era talmente rigore, che un commentatore prezzolato per negarlo ha dovuto sostenere ciò che le immagini che lui stesso mostrava smentivano: il piede di Barella non si sovrappone a quello di Chiellini, ma gli si affianca, proteggendo la palla e provocando l’intervento falloso del difensore bianconero.

Era il dazio che dobbiamo pagare in ogni partita con la juve e non sarebbe stato l’unico.

La mancata concessione del rigore sacrosanto ha comunque cambiato la storia del match: nel bene o nel male abbiamo assistito a una partita diversa da quella che sarebbe stata con il nostro possibile vantaggio.

Fatta questa premessa, parliamo di calcio come spettacolo tecnico e agonistico, tralasciando le questioni di potere e di come viene esercitato.

Anche perché l’esito finale ha fatto per una volta giustizia di ogni prepotenza.

Dunque, dal mio personalissimo punto di vista è stata una partita fantastica, esemplare anche perché hanno trovato conferma elementi che per mio conto, spesso in polemica con altri interisti, erano assodati:

  • Inter e juve sono due squadre molto forti.
  • A noi manca qualcosa per essere fortissimi: probabilmente a loro manca addirittura qualcosa in più, ma di loro a me non interessa, se non indirettamente.
  • Inzaghi e Allegri sono, entrambi, il meglio che ci sia attualmente in Italia a livello di allenatori (forse con Pioli, Juric, Spalletti e Italiano).
  • Si sono affrontate due squadre con una filosofia opposta, in parte frutto del dna calcistico dei rispettivi allenatori, in parte della loro capacità di fare le scelte più razionali nelle condizioni date.
  • E’ stata una affascinante partita a scacchi, dove ovviamente le pedine sono fondamentali, ma il modo di muoverle risulta decisivo.

Voglio parlare prima del mister sconfitto, per cercare di evidenziare come l’atteggiamento di molti tifosi (gli avversari sono sempre scarsi, incapaci, da ridicolizzare) sia irrealistico e controproducente.

Allegri non doveva dimostrare nulla a nessuno: dopo molte vittorie passate ha rimesso in sesto una juve disastrata (nelle ultime 6 di campionato 4 vittorie e 2 pareggi) e a San Siro è stato magistrale per scelte tattiche e degli uomini.

Sapendo di essere inferiore rispetto all’Inter sul piano del palleggio, non ha cercato di contrastarla sul suo terreno, ma sia con la scelta degli uomini che con l’atteggiamento tattico ha cercato di potenziare le caratteristiche migliori dei suoi.

Fuori i cc di ‘qualità’ (tra l’altro relativa) che non avrebbero retto il confronto con i nostri e dentro i combattenti, capaci di far filtro e di sacrificarsi, raddoppiando sui nostri portatori di palla e dando compattezza alla squadra.

Il modulo era (in prevalenza) un 4321, con i tre centrali McKennie – Locatelli – Rabiot molto tosti e fisici; con due giocatori di qualità e gamba, Bernardeschi e Kulu, liberi di svariare in fase di possesso fino a diventare a turno la seconda punta, ma rigorosamente applicati in fase di contenimento.

La scelta decisiva dal loro punto di vista è la marcatura di Brozo con Kulu.

Non è stata una scelta nuova: l’aveva fatta il ‘deriso’ Pirlo nel girone di ritorno dello scorso campionato e anche allora aveva funzionato.

Ricordo, tra l’altro, che Kulusevski, con la sua accelerazione proprio su Brozo è stato il vero protagonista dell’azione del loro gol.

Con una squadra di atleti, la juve ha potuto praticare il pressing alto e nel contempo ricompattarsi velocemente dietro quando necessario, puntando poi a ripartire negli spazi sfruttando la gamba di giocatori come Alex Sandro, Bernardeschi, Kulu, Morata e gli stessi McKennie e Rabiot.

Tutti gli atteggiamenti tattici hanno un punto debole: questo lasciava troppo isolato Morata, ma i vantaggi erano superiori ai limiti che ne derivavano.

Infatti sono riusciti ad arrivare al 125’ in partita, contro una squadra al momento superiore.

Teniamo presente infatti che, a parte il centrocampo di cui abbiamo detto, solo la scelta di escludere Dybala inizialmente è stata di natura anche tattica perché l’argentino, che forse non aveva neppure nelle gambe i 90’, avrebbe dato più estro e qualità davanti ma avrebbe aperto dei buchi nella tenuta difensiva.

Le altre non sono state scelte, ma costrizioni: perché non c’è dubbio che deLigt e Bonucci sarebbero stati meglio di Rugani (e Bonucci avrebbe potuto, con i lanci lunghi innescare i giocatori ‘di gamba’), perché Cuadrado e Chiesa avrebbero garantito uguale copertura dei sostituti ma più efficaci ripartenze.

Allegri passa per un difensivista, ma questa partita, come le altre, voleva vincerla.

La scelta, da esperto scacchista, era di contenere (con la compattezza, la solidità, la gamba), la supremazia tecnica dell’Inter, per poi nel finale, quando la freschezza può compensare il minor tasso atletico e la qualità può emergere, provare a vincerla con qualche giocatore più qualitativo appunto (Dybala e in parte Bentancur e Arthur).

Infine l’estremo tentativo: con un’Inter stanca e che si scopriva per provare a vincere, l’inserimento di un velocista come Kean.

Che poi i quattro non siano fenomeni e non gli abbiano dato, soprattutto Dybala, quello che sperava, non è certo colpa sua, ma dei limiti che ha pure  il suo materiale umano (e anche il nostro come vedremo).

Ma, secondo me, meglio di così, con quegli assenti non poteva giocarsela.

Inzaghi da parte sua non è certo stato da meno, anzi.

La bontà del suo lavoro parte da lontano, quando ha preso una squadra con un’ottima intelaiatura ma che aveva dovuto sostituire tre titolari con alternative che tutti giudicavano e forse sono di livello inferiore, ma soprattutto ne ha modificato il sistema di gioco in conformità al suo credo calcistico.

In poco tempo l’Inter di Conte è diventata l’Inter di Inzaghi e i risultati, almeno per ora, non sono stati certo inferiori, anzi.

Abbiamo passato il turno in CL e vinto già un trofeo anche se il merito di questo successo va diviso con il mister precedente che ha reso possibile disputare il match decisivo.

In campionato stiamo andando aldilà delle aspettative generali e tutto questo facendo contenti anche gli amanti del bel giuoco.

Certo sulla produttività del nuovo gioco bisognerà aspettare la fine della stagione, perché è evidente che vincere il campionato ha un altro peso che vincere la supercoppa.

Per il momento possiamo dire che Simone è riuscito nel difficile compito di aumentare la qualità offensiva del gioco senza che questo sia andato a discapito della solidità difensiva (abbiamo la miglior difesa insieme al Napoli, che però ha segnato 14 gol in meno).

Ma tornando allo specifico del match, si deve osservare come il nostro mister abbia lavorato sul gruppo squadra (che, lo ripeto, considerato nella sua interezza, dei limiti li mostra) con grande efficacia.

Contro la Lazio, ad esempio, mancando Barella, ha schierato Gaglia al suo posto e il giocatore che doveva affrontare un compito improbo, annullare SMS, è stato tra i migliori.

Ieri, in una situazione tattica diversa, Gagliardini non è stato neppure il primo cambio a centro campo.

Tra Lazio e juve Inzaghi ha giostrato al meglio le 4 punte disponibili, per cercare di averle tutte al top della condizione, almeno in termini di freschezza.

Ieri quando Correa e Sanchez hanno rilevato Dzeko e Lauti ero preoccupatissimo: non avevamo più una prima punta che potesse tener palla, far respirare la squadra, riempire l’area di rigore.

Il rischio era che la juve ci schiacciasse e finisse per trovare il gol.

Non sarebbe stato un errore del mister, perché era giusto affrontare con i due migliori la maggior parte del match e se poi fra le alternative non c’era una prima punta…certo non è colpa sua.

Invece la solidità del gruppo che ha trovato, certo, ma poi implementato, ha fatto si che non soffrissimo e non solo: il gol della vittoria lo hanno costruito tre ‘cambi’, tre nuovi ingressi.

Dimarco che ha crossato in area, Darmian che si è inserito sul tocco di Alex Sandro e Sanchez che ha chiuso in porta.

Da notare che, poiché non avevamo più una prima punta d’area, è andato a prendere quel pallone, sul dischetto del rigore, un esterno e questo al 125’ di gioco, quando per le due squadre allungarsi, con la difficoltà di eventualmente recuperare, poteva essere esiziale.

La partita ha dunque dimostrato che le due squadre hanno allenatori di primissimo livello, due strutture di squadra fortissime (noi abbiamo battuto e per certi versi sovrastato la juve di ieri, senza Bonucci, de Ligt, Danilo, Cuadrado e Chiesa: per gran parte della partita anche senza Dybala e come si è visto, non solo per scelta tattica).

Questa finale ha dimostrato che entrambe le rose non sono complete:

  • La juve per esempio ha fatto 20 gol meno di noi in campionato e questo qualcosa significa. Anche ieri ha segnato solo su nostro errore  (con deviazione fortuita) e non ha fatto in pratica un tiro in porta
  • A noi manca un centravanti d’area come… Osimhen, Abraham, Vlahovic o anche… Scamacca o Lukaku e un’alternativa di qualità in mezzo al campo.

Ma i due allenatori sanno cavare il meglio dal gruppo loro affidato e supplire a con bravura a qualche manchevolezza dell’organico.

Tornando a quanto ci riguarda in modo esclusivo, si deve ammettere che meglio di così fino ad ora non era possibile fare, in stagione.

Ma le vere difficoltà cominciano adesso: qualche giocatore chiave sembra in leggera flessione (de Vrji, gli stessi Barella e Brozo), qualcuno o per età (Dzeko) o per caratteristiche intrinseche (Calha) deve ancora dimostrare di poter reggere ai livelli migliori per tutta una stagione molto impegnativa.

Si può e si deve guardare con ottimismo alle prossime gare, a partire da quella insidiosissima di Bergamo: ma pensare che per quello che abbiamo mostrato ci attenda un percorso tutto in discesa sarebbe un errore imperdonabile.

La cronaca e le statistiche del match, per quel che contano, parlano di una nostro superiorità piuttosto netta, NELLA GIORNATA, anche se poi  conta solo quel gol, realizzato al 125’ senza il quale la superiorità sarebbe risultata sterile.

La cronaca essenziale

Per questa partita, disponiamo di un minor numero di dati statistici rispetto a quelle di campionato, ma i pochi elementi sono sufficienti per confermare il netto predominio dei ragazzi di Inzaghi.

Ad esempio, il possesso palla è stato a nostro favore (63 a 37).

Stessa cosa per le conclusioni verso la porta: 23 a 8.

E per i tiri finiti entro lo specchio della porta stessa (9 a 2).

Anche il numero di ammoniti (4 bianconeri contro 2 nostri) sembra confermare che i torinesi abbiano dovuto ricorrere più spesso alle maniere forti, per le difficoltà incontrate.

Tuttavia la sintesi della cronaca risulta ancora più significativa e determinante per confermare la nostra supremazia.

L’Inter parte forte e già al 3’ Dzeko ha sulla testa una palla buona, ma la sua conclusione finisce alta.

  • Al 4’ Locatelli blocca con un fallo Lautaro che si involava, ma la punizione conseguente non ha esito.
  • Al 6’ è Alex Sandro ad anticipare di misura l’arrembante Dumfries, con palla messa in angolo
  • Al 7’ un colpo di testa di de Vrji fuori dalla portata di Perin, finisce a lato sfiorando il palo
  • All’11’ il netto fallo da rigore di Chiellini su Barella, vergognosamente ignorato da arbitro e VAR.

L’Inter continua a premere e a mantenere le redini del gioco, ma improvvisamente al 24’ la juve passa in vantaggio.

Kulu lascia sul posto Brozo e crossa da destra, Skriniar allontana di testa verso la linea laterale, ma Morata recupera e effettua il contro cross.

La palla deviata da Skrinar finisce proprio sulla testa di McKennie, infilatosi tra De Vrji e un altro difensore.

Facile la deviazione in porta.

  • Al 30’ è Calha che va al tiro da buona posizione, ma calcia alto

Al 33’ il fallo da rigore di De Sciglio su Dzeko e il gol di Lautaro.

In fine di tempo protagonista è Rabiot: prima tenta di… deviare nella propria porta un cross da sinistra, fallendo di poco (a proposito: le statistiche lo considererebbero un …tiro dell’Inter?), poi lo stesso giocatore si riabilita salvando in scivolata su Perisic che si stava involando in area.

I primi 10 minuti della ripresa sono gli unici in cui la juve prende il sopravvento, con un’ iniziativa isolata e personale di Bernardeschi, la cui conclusione finisce a lato.

L’Inter riprende il controllo del match e fa girar palla in attesa di trovare il varco propizio.

Allo scadere dell’ora di gioco Dumfries si avventa di testa su un crossa da destra, precedendo Alex Sandro, ma Perin si supera, sventando con l’aiuto della traversa.

Ancora Inter: è la volta di Lautaro che con uno stacco imperioso indirizza a rete da centro area, ma Perin blocca (69’).

Due minuti dopo ancora Perin al proscenio con un buon intervento su conclusione di Perisic

Quindi Allegri sostituisce Kulu, calato dopo un primo tempo intenso.

L’intento è quello di alzare il tasso tecnico davanti, in un momento in cui le squadre cominciano ad avvertire la stanchezza.

Con i supplementari la prima grande occasione capita a Sanchez, che di testa, da ottima posizione sfiora il palo a Perin battuto e si dispera.

Segue un tiro senza pretese di Dybala da lontano, alto

Al 111’ Brozovic calcia a rete a botta sicura, da dentro l’area, ma Bentancur si immola, deviando in angolo.

Al 120’ (in realtà 125’ di gioco) il gol di Sanchez, con l’azione già ricordata, e la sospirata ma meritata vittoria.

Poi solo le disgustose e violente scene del solito Bonucci per le quali il giudice sportivo comminerà 3 giornate di squalifica a Samuel (ah, no, questa volta il giudice è stato generoso: per le violenze di Bonucci non ha squalificato nessuno dei nostri).

Le pagelle

Handanovic: sul gol per me non ha responsabilità. Per il resto viene impegnato pochissimo e ha il merito di far ripartire alcune azioni con buone verticalizzazioni coi piedi. 6+

Skriniar: per continuità di rendimento fino a oggi è stato forse il migliore. Non perde un contrasto e spesso arriva in aiuto ai compagni. Fisicità debordante ma anche senso della posizione, anticipo e buone giocate. 7.5

de Vrij: nei primi minuti sfiora il gol di testa: forse poteva far meglio. Poi si segnala per un provvidenziale recupero su una palla colpevolmente persa da Brozo. In occasione del gol juventino forse viene sorpreso dalla deviazione di Skriniar. 6.5

Bastoni: prestazione perfetta, sia in chiusura sia in appoggio. Con lui l’Inter gioca quasi in 12… Fisico, piedi buoni, mentalità giusta e esperienza da veterano. Si procura anche un fallo da rigore, come di norma ignorato dall’arbitro. 7.5

Dumfries: Alex Sandro non è avversario da poco e già riuscire a frenarlo è un successo. In più riesce a creare qualche pericolo, tra cui un colpo di testa salvato da Perin con l’aiuto del palo. 6+

(Darmian: giocatore di straordinaria utilità. Quando lo chiami si fa sempre trovare pronto, nasce difensore, ma ha anche i tempi giusti per proporsi. L’intuizione con cui si butta sulla palla corta di Alex Sandro e l’appoggia a Sanchez vale la coppa. 6.5)

Barella: non una delle sue migliori prestazioni. La miglior giocata la fa tagliando in area su Chiellini e costringendolo al fallo da rigore. Per il resto esprime il solito dinamismo, anche se Rabiot lo sovrasta fisicamente. 6+

(Vidal: entra per i supplementari e fa sentire la sua freschezza e il suo peso atletico. Per grinta e personalità non è secondo a nessuno, ma io quando gioca un po’ lontano dalla nostra area sono più tranquillo. Questa volta per la verità non sbaglia nessun appoggio e non commette falli pericolosi. 6+)

Brozovic: ho letto giudizi altalenanti sulla sua prestazione. Per me la verità sta nel mezzo. Nel primo tempo soffre un po’ la  marcatura di Kulu e se lo perde un paio di volte. Però poi recupera spesso in aiuto dei compagni e gestisce con disinvoltura palloni difficili. Un campione è tale perché anche quando non è al top fornisce prestazioni importanti. 7-

Calhanoglu: parte benissimo, correndo e contrastando come prima non era nelle sue corde. Sempre ottimo quando apre improvvisamente il campo con cambi precisi sugli esterni. In una di queste situazioni manda quasi in gol Dumfries. Abile sui calci piazzati ma ieri impreciso al tiro. Cala alla distanza, ma è comprensibile. 6+

Perisic: continua il suo momento eccellente. Subito all’avvio mette due cross importanti. De Sciglio è in evidente difficoltà su di lui e deve chiedere spesso il raddoppio per contenerlo. Ma Ivan si rende prezioso anche in fase di ripiegamento, con un paio di diagonali davvero importanti. Nel nuovo ruolo si dimostra giocatore completo. 7

(Dimarco: entra nei supplementari, quando si decide la partita. Mostra personalità e nessun timore reverenziale, attaccando con decisione e incisività. Suo il traversone sul quale si verifica il pasticcio juventino, preludio al gol della vittoria. 6+)

Dzeko: sbaglia degli appoggi anche semplici, cosa che non è da lui. Però si batte, arretra, aiuta i compagni, prova a ripresentarsi in area. Non è al top e si vede ma ha comunque il merito di sorprendere De Sciglio e guadagnarsi il calcio di rigore. 6-

(Correa: ha tecnica e progressione è abile nella conduzione della palla, ma quasi mai riesce a incidere come sarebbe nelle sue teoriche possibilità. Non è uomo d’area e giocare con un compagno (Sanchez) che pure preferisce ‘uscire’ non lo aiuta. Si fa comunque trovare nei disimpegni dei difensori e prova qualche ripartenza. 6)

Lautaro: parte molto bene, lottando conquistando palloni e creando pericoli per la difesa avversaria. Mostra grande personalità e sicurezza in occasione del rigore realizzato. Può far meglio, ma è già tanto. 7-

(Sanchez: è in ottima condizione e lo dimostra. Le sue doti tecniche non sono mai state messe in discussione, la sua integrità fisica purtroppo si. Da attaccante puro si sta trasformando in trequartista, ma quando capita l’occasione si ricorda del suo passato e si fa trovare pronto per trafiggere Perin. 7.5)

All. Inzaghi: fino ad ora non ha sbagliato nulla né in campionato, né in CL, né in supercoppa. Deve solo dimostrare che il suo sistema di gioco, attuato con questi giocatori, è in grado di evitare cali di tensione o di concentrazione psicologica nella fase finale, quando si decidono veramente le sorti di un’annata. Per adesso ci fa sognare in grande. 8

Luciano Da Vite

17 pensieri riguardo “Una partita esemplare, da far studiare agli aspiranti allenatori: Inter – juve 2-1

  1. Io penso che contro Allegri si stia esagerando… d’altra parte si era esagerato in estate dicendo che all’improvviso la Juve era favorita, che la colpa era solo di Pirlo e che il cambio in panchina spostava almeno quindici punti. Come diceva Spalletti c’è questa tendenza a creare fenomeni e falliti, senza riuscire a rimanere coi piedi per terra. Noi eravamo i falliti, in entrambi i sensi, in estate, e ora pare che il campionato sia già chiuso (sgraaat). Non so cosa farà la Juve nei prossimi mesi o nei prossimi due anni. Ma invece di dire che alcuni allenatori siano assolutamente inadeguati od ormai finiti, si potrebbero fare delle analisi un po’ meno superficiali. Secondo me non è del tutto sbagliato ad esempio pensare che questa Juve e questa Roma, squadre con molti giocatori ancora da costruire, non siano i progetti migliori per Allegri e Mourinho, che hanno dato il meglio di sé in altri contesti. Ancelotti sta facendo benissimo al Real Madrid, dopo aver faticato a Napoli e con l’Everton.

    Nel frattempo ho letto una dichiarazione di Pioli che si aggiunge ad alcune mie opinioni espresse nelle settimane precedenti, oltre a dei commenti di tifosi milanisti che di tanto in tanto leggo: “Se non giochiamo a ritmi molto alti, siamo prevedibili”. E infatti il Milan ha dimostrato di poter perdere contro chiunque, molto più di noi, e colleziona un numero incredibile di infortuni e ricadute, sebbene non siano loro ad aver perso Pintus. Io ricordo che quando Pioli era da noi, cominciavamo le partite da assatanati e spesso riuscivamo a portarci in vantaggio nella prima parte del primo tempo. Questa cosa però rischia di non durare a lungo, sia all’interno della partita, che nella stagione. Ripeto che mi ricorda Di Francesco, altro allenatore che si è contraddistinto per alti e bassi piuttosto marcati.

    Domani partita difficilissima, loro sono molto fisici, hanno presenza sulla trequarti e non hanno un riferimento fisso: noi soffriamo soprattutto queste ultime due caratteristiche. L’Atalanta, non so perché, tendenzialmente fa meglio fuori casa che in casa, soprattutto quest’anno. Sembra che cominceremo con Sanchez e uno tra Dzeko e Lautaro, bene così, per me. L’Atalanta non cala nella ripresa, anzi… spero che Perisic e Barella possano fare novanta minuti. È la partita più importante di questo mini-ciclo, non abbiamo giocato a Bologna e possiamo fare un po’ più di turnazioni col Venezia.

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  2. Boh, tutte le volte che si invita e ci si autoinvita alla moderazione, all’equilibrio e al ragionamento io mi trovo d’accordo. Mi sembra di leggere un riferimento malizioso a Pintus. Io ho solo detto che con un calendario difficilissimo, perché iper concentrato, con Pintus preparatore avevamo avuto pochi infortuni e mantenuto una buona condizione, anzi un crescendo, in entrambe le stagioni.
    Quindi mi dispiaceva averlo perso, visto anche che non è andato…all’Anconitana.
    Se poi chi è arrivato fa anche meglio, contenti tutti e se il Milan ha più infortuni, mi dispiace per i loro ragazzi, ma ovviamente questo ci favorirebbe.
    Sempre che sia vero, perché i calcoli, tutti i calcoli, si fanno solo alla fine.

    Sugli altri ragionamenti di Ga ber non mi sento coinvolto, anzi.
    Ho sempre sostenuto che Allegri sia un bravissimo allenatore, come ce ne sono alcuni altri però e quello che non capisco è semplicemente il denigrare per partito preso chi è nelle nostre rivali.
    Non dico di fare come Sergio per il quale Rincon era il nuovo pelé, però riconoscere che la juve è forte e ha ottimi giocatori mi sembra un’ovvietà. Così come hanno ottime rose il Napoli, il Milan, l’Atalanta e persino la Roma.

    Poi far bene o meno bene dipende da tante variabili, alcune imponderabili.
    La dichiarazione di Pioli brilla per ovvietà: tutte le squadre se abbassano i ritmi diventano prevedibili e controllabili.
    Il problema sta nel trovare equilibrio, dentro una partita e nell’arco del campionato_ bisognerebbe cercare di non passare da 90 a 30, ma possibilmente da… 85 a 70 e soprattutto avere la duttilità per ‘capire’ il momento e adattarvisi al meglio.
    Quello su cui non mi sento proprio di concordare (oggi, perché domani tutto può cambiare) è il paragone fra Pioli e Di Francesco.
    Pioli nelle ultime 50-60 partite ha fatto quasi i nostri punti e meglio di tutti gli altri, con una squadra sulla quale si faceva della facile ironia.

    Quanto ad Atalanta Inter personalmente so già che quale che sia il risultato soffrirò molto più che per la partita di supercoppa.

    Ma allo stesso tempo da appassionato dello scacchismo calcistico la trovo una nuova grandissima partita.

    In Inter juve due grandi squadre si confrontavano, guidate da due allenatori con un dna quasi opposto (anche se un grande allenatore in realtà ha il dna che serve in quel momento alla sua squadra.
    In Inter Atalanta si affronteranno due squadre con impostazioni più simili: basti pensare alla frequenza degli sganciamenti dei difensori.

    Decideranno quindi la condizione psicofisica dei protagonisti, le mosse tattiche e gli episodi.
    Se non fossi un tifoso mi godrei questo match dal punto di vista della curiosità razionale.
    Da tifoso, me lo godrò solo se il risultato sarà postivo, comunque ottenuto (purché onestamente, ma trattandosi di noi la precisazione è inutile)

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    1. Vero che il mio è nei fatti un commento a un tuo post, Luciano, ma in realtà non mi riferivo a frasi da te riportate. Perché vedere malizia? Erano considerazioni più generali, tre giorni dopo la supercoppa e alla vigilia di un’altra gara. Nel post precedente avevi anticipato che il nuovo post avrebbe potuto scatenare polemiche e io se ricordi avevo provato ad indovinarne il contenuto. Qui, ho continuato il mio pensiero su ciò che la maggior parte dei commentatori, media e tifosi, dice di Allegri. Anzi, ho difeso l’allenatore della Juve, la pensiamo allo stesso modo. Certo, io lo difendo anche perché secondo me, e lo dico da giugno (2021, ma anche giugno 2020 e 2019) la rosa della Juve è assemblata male, quindi pur avendo alcune ottime individualità, tra le migliori in Italia, la squadra messa in campo mostra dei limiti. E su questo invece probabilmente non siamo allineati. Ma non fa nulla.

      Quella di Pioli è una ovvietà, sono d’accordo. Ma è una ovvietà teorica che si inserisce in un contesto specifico. Tutte le squadre, ad alti ritmi, sono più temibili, alcune possono soffrire di più o di meno rispetto ad altre, una diminuzione dell’intensità. È una cosa che io pensavo rilevasse, tanto che ne parlavo settimane fa, ed è capitato che l’allenatore del Milan ne parlasse, quindi l’ho riportata. Io non ho i dati per paragonare i ritmi, l’intensità, i km percorsi da Inter e Milan, o da Milan e altre squadre, ma mi sembra che a ritmi bassi loro siano molto più in difficoltà di noi. Da fuori, l’incredibile numero di infortuni, sembrerebbe almeno un indizio.
      Io non so chi sia oggi il preparatore dell’Inter, so che Pintus era considerato tra i migliori al mondo e mi sarei sentito più sicuro se fosse rimasto. Se devo essere onesto io ad oggi non vedo alcuna differenza, penso che siamo tra le squadre con meno infortuni o con meno infortuni seri. Non so quali siano le cause ma parliamo di sei mesi di lavoro. Quindi nessun giudizio definitivo, ma abbiamo già abbastanza materiale per cominciare a parlarne, se volessimo. Può essere merito di Inzaghi che non spreme i giocatori, dei dirigenti che hanno scelto bene i giocatori su cui puntare o fortuna. Non saprei, ma non mi sembrava una considerazione da non fare. Però non vorrei limitarmi a scrivere solo di ciò su cui concordiamo, per evitare che tu possa pensare che voglia enfatizzare delle divergenze o fare sarcasmo o essere malizioso.

      Sono stato impreciso, non volevo paragonare Pioli e Di Francesco. La Roma di Di Francesco, però, mi dava sensazioni simili: bella squadra quando tutti riescono ad andare a mille… quando finisce la benzina può prendere tre gol da chiunque in pochi minuti. Mi riferisco ai mesi in cui la sua squadra funzionava ed era elogiata da tutti. Ma Pioli negli ultimi due anni si è rilanciato, Di Francesco è stato esonerato da Samp, Cagliari e Verona.

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    1. Beh, handanovic è stato comunque decisivo. In linea di principio risultato che rispecchia l’andamento della partita, magari dzeko troppo impreciso e la stanchezza della supercoppa ha limitato sul piano dell’intensità. Serve come il pane a mio parere una mezz’ala dinamica, una prima punta valida e una seconda che abbia un minimo di senso rispetto al povero Correa. Magari uno come Muriel

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  3. Dopo la partita di ieri sera voglio vedere il bicchiere mezzo pieno.
    Noi avevamo alle spalle un match di 120 minuti molto intenso e dispendioso e questo in parte si è visto in alcuni giocatori, Chalanoglu, Dzeko e un po’ anche Bastoni.
    Averli incontrati in formazione rimaneggiata da una parte potrebbe sembrare un’occasione persa, però dall’altra ci ha permesso di uscire imbattuti, cosa che non credo sarebbe avvenuta con questa Atalanta assatanata al completo.
    Non abbiamo avuto la fortuna dei cugini, che a Bergamo han vinto grazie a svarioni incomprensibili del portiere e della difesa bergamasca.

    Detto questo abbiamo lasciato alle spalle forse la trasferta più insidiosa, dopo una settimana che ci ha visto battere la Lazio e vincere un trofeo. Direi che possa andare bene anche così.
    Non possiamo pensare di vincere sempre, come accaduto nelle ultime 8 partite, prima di ieri.

    Non uccideremo il Campionato come fatto l’anno scorso nel girone di ritorno, dovremo essere consapevoli di questo, dovremo sudare fino alla fine, visto anche il Febbraio rovente che ci aspetta, con derby, Napoli in trasferta e Liverpool.

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  4. Non possiamo vincerle tutte, uscire con un pareggio, a porta inviolata, da Bergamo non è un risultato da disdegnare.
    Peraltro da dopo la sosta vedo alcuni giocatori in condizioni meno brillanti, a partire da Brozovic.
    Se ci fosse la possibilità di intervenire sul mercato lo farei a centrocampo,
    Da un punto di vista numerico siamo anche abbondanti, ma di fatto, oltre ai tre titolari, le uniche alternative sono Gagliardini e Vidal che hanno limiti evidenti.
    A questo punto della stagione Vecino e Sensi vanno considerati non utili alla causa, visto che giocano solo spezzoni di pochi minuti e non sempre.
    Evidentemente Inzaghi non li ritiene affidabili.

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  5. Personalmente penso che abbiamo fatto una buona partita, però noto che contro Torino Juve ed Atalanta abbiamo sofferto maledettamente il loro pressing e la “schermatura” di Brozo che ieri ho visto a volte essere triplicato dagli avversari, certamente la stanchezza lo ha reso meno lucido ma temo che avrebbe bisogno di una maggior assistenza da parte degli altri centrocampisti, per me ottima prova di Dzeko che praticamente da solo ha creato scompiglio nella difesa atalantina pur non essendo precisissimo mentre il Nino è stato per tutta la partita più un trequartista che una seconda punta per me lui e Correa girano troppo distanti dall’area e per questo con loro secondo me risultiamo meno pericolosi Correa non mi sembra proprio una punta lo proverei da trequartista, la cosa che a mio modo di vedere è emersa ieri è che l’hanno scorso con Lukaku ed Hakimi con squadre come l’Atalanta che sono disposte a difendersi uno contro uno avevamo quegli uomini di gamba in grande di saltare l’uomo ed andare verso la porta quest’anno secondo me ci manca tremendamente quel tipo di giocatore nel milan vedo Theo e Leao che quando ti puntano in velocità sono quasi immarcabili a mio modo di vedere noi dovremmo cercare giocatori di quel tipo io infatti con tutti i distinguo del caso, con tutti i rischi del caso e valutando le nostre capacità economiche punterei oltre a Frattesi che mi sembra un ottimo prospetto anche su un profilo alla Damsgaard, imprevedibilità e gamba, sia ieri che con la juve una volta saltato il pressing avversario a mio modo di vedere ci è mancato un qualcosina in quella situazioni di ripartenza con maggior spazio in cui avremmo potuto fare più male all’atalanta resto comunque convinto che il punto di ieri sia un ottimo punto

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  6. Primo tour de Force di dieci giorni, dal 6 al 16 gennaio: Bologna rinviata, vinto con la Lazio, vinto con la Juve, pareggiato a Bergamo. Considerando che poteva andare meglio solo in un caso, vincendo ieri, il bicchiere è pieno per 3/4. Venivamo da un mese scintillante, ieri l’Atalanta, pur con diverse assenze, ha giocato molto bene, tra le migliori della stagione per serietà e applicazione. Non era l’Atalanta che ha regalato gol a Milan, Roma e Fiorentina. Quando vincevamo di goleada con squadre di livello medio-basso sapevamo che ci attendevano gennaio e febbraio come mesi molto più tosti: bene, a gennaio rimangono Empoli, coppa Italia, e Venezia. Poi Milan, Napoli e Liverpool in dieci giorni.

    Grandissimo Handanovic… con le mani. Fenomenale coi piedi. Forse non saprebbe battere le punizioni, ma come gestione della palla per me è eccezionale e probabilmente sottovalutato. Considerando questo ma anche che de Vrij e Perisic rappresentano dei punti interrogativi per l’anno prossimo, spero possa rinnovare e giocarsi il posto con Onana.

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  7. D’accordo col parere generale che 1 punto a Bergamo ieri, dopo Lazio, Supercoppa e la panettoniade, e’ sicuramente accettabile.
    Detto questo, cosi’ come mi fa arrabbiare Handanovic quando prende certi goal (ieri molto bene invece!), per me male Dzeko : almeno in una delle due occasioni doveva inquadrare la porta, poi magari il portiere la para, la respinge, ma da un giocatore come lui e’ quello che mi aspetto. Poi, a me sembra perdere comunque troppi palloni, quando li smista.
    Sanchez non e’ piu’ una punta (questo non vuol dire che non possa fare qualche goal, ogni tanto) e metterlo dal primo minuto, quando gli avversari sono belli freschi, non mi sembra dia grandi risultati. Tenendo conto che neanche Lautaro e’ un killer sotto porta … ma, spero non ci costi troppi punti persi questa nostra caratteristica.
    Qualcuno dica a Chalanogu di ricominciare a tirare i corner come si deve, perche’ non e’ che ogni volta puo’ pensare di fare goal dalla bandierina …
    Barella probabilmente e’ stanco, pero’ a volte tira fuori di quei colpi :-) … Speriamo che Brozo tenga duro (anche se non so come faccia, francamente).

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    1. Chala è alla prova del nove. Deve dimostrare rispetto agli anni precedenti di non sparire da gennaio a giugno. Vedremo se ci riuscirà ma è essenzialmente il motivo per cui non è un campione. Concordo su dzeko e su lautaro, i loro limiti in fase realizzativa condizionano perché entrambi arrivano alla conclusione con poca lucidità.

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