La paura fa 89 (al 90′ scompare): Inter – Venezia 2-1

L’esultanza di Edin Dzeko dopo la rete decisiva contro il Venezia nell’ultimo turno di campionato.

Non mi piace parlare di me, anche perché credo non interessi a nessuno.

Ma una premessa la devo fare:

La mia lettura del calcio è molto personale, non penso che sia quella giusta e vera e non voglio convincere o arruolare nessuno.

Mi interessa solo esprimere ciò che penso in piena libertà, senza avvertire condizionamenti di sorta.

Perché ho fatto questa premessa?

Perché sempre dal mio punto di vista soggettivo questa partita mi sembra rafforzi le mie convinzioni, su una serie numerosa di piani.

Tempo fa avevo scritto che se avessimo vinto nel girone di ritorno almeno 6/7 partite  in modo stentato e un po’ avventuroso avremmo potuto davvero coltivare il sogno massimo: la seconda stella.

Lo scrivevo, mi pare, dopo un Inter – Torino, vinta a fatica per 1-0.

Attenzione: sognare di vincere non vuol dire vincere, significa solo intravedere una possibilità reale, come dire, corposa.

La mia considerazione nasceva dalla consapevolezza che dopo un girone d’andata molto brillante in cui avevamo vinto (a volte largamente) contro tutte le medio piccole, ad eccezione del pareggio con la Samp, avremmo commesso un grave errore se ci fossimo aspettati un girone di ritorno da dominatori.

Al contrario, quasi tutte le partite sarebbero state altrettante battaglie dall’esito assolutamente non scontato, neppure con le ultime in classifica.

Abbiamo vinto nettamente con la Lazio (non a caso la prima partita di questo ciclo) poi abbiamo superato la juve allo scadere dei supplementari, abbiamo pareggiato a Bergamo, abbiamo battuto l’Empoli all’ultimi minuto dei supplementari e abbiamo battuto il Venezia praticamente in zona recupero.

Dal punto di vista dei risultati un percorso eccezionale: 5 partite in 12 giorni, di cui 4 vinte e una pareggiata.

Una coppa portata a casa, passi avanti in tutte le competizioni.

Dal punto di vista della tenuta ‘nervosa’ e di determinazione, compattezza e solidità il dato è anche più incoraggiante.

Tra il 6 e il 16 febbraio avremo un altro tour de force (che come abbiamo visto hanno sempre effetti sfiancanti) perché dovremo affrontare in 10 giorni Milan, Napoli e Liverpool cioè a dire le tre nostre più forti rivali in questo momento nelle due competizioni.

Si devono poi considerare il recupero col Bologna, la partita di CI con la Roma e il ritorno di CL con lo stesso Liverpool, tutte infrasettimanali.

In questo contesto di grandi e ravvicinate difficoltà che ci aspettano, perdere punti contro Torino (prima di Natale) e Venezia sarebbe stato pericolosissimo, come lo sarebbe ad esempio perderli nel recupero a Bologna.

Anche perché resta la realtà che sino ad ora non abbiamo annientato le nostre principali rivali  negli scontri diretti: battuto a fatica il Napoli in casa, pari nelle due partite con l’Atalanta, pari con Milan e juve.

Pensare dunque a un cammino in discesa, in virtù della nostra forza, sarebbe quanto meno azzardato

Il campionato italiano si conferma particolarissimo dal mio punto di vista.

Pieno di insidie più di tutti gli altri: è solo un’opinione, ma ne sono convinto, tanto più dopo Torino, Empoli e Venezia.

  • È più facile difendere in spazi stretti e attaccare in spazi larghi: per questo in Italia anche squadre inferiori tecnicamente ma in possesso di gamba e con le disposizioni tattiche adeguate possono mettere in difficoltà squadroni celebrati purché siano solo un po’ sotto il loro top.
  • Ci sono squadre che hanno rose INFERIORI alla nostra, ma, ai loro livelli, più complete. Lo hanno dimostrato recentemente l’Atalanta che ha giocato alla pari pur priva di almeno 8  titolari e lo stesso Venezia, che, rimaneggiatissimo, ci ha costretti a risolverla al 90’. Per un altro aspetto lo ha dimostrato anche la partita con l’Empoli, nel senso che quando abbiamo azzardato un buon numero di rotazioni siamo andati in difficoltà addirittura sul piano del gioco.
  • Dunque per noi è fondamentale che i 14-15 giocatori di livello  non si infortunino e siano sempre al top della condizione o quasi.
  • Che a noi, per affrontare con tranquillità gli impegni pesantissimi e ravvicinati che ci attendono servirebbero almeno 3 complementi di valore: un vice Brozo, capace all’occorrenza di fare anche il vice Calha; un vice Perisic e una prima punta alternativa a Dzeko-Lautaro che sappia occupare l’area con fisicità.

Il rischio, che io paventavo sin dall’inizio,  non senza rischiare impopolarità, è che nel girone di ritorno si possa andare incontro a difficoltà oggettive molto maggiori rispetto all’andata. Anche perché per ottenere quei risultati potremmo essere andati in riserva…energetica (fisica e/o mentale).

Fare una serie positiva straordinaria come abbiamo fatto noi (e come hanno fatto Milan e Napoli nelle prime 10 giornate) è fondamentale, ma poi vince chi ottiene un differenziale molto ridotto tra punti ottenuti nella fase top e punti ottenuti nella fase di maggiori difficoltà.

Con il Venezia si è visto un discreto calo rispetto al passato, secondo me anche a livello di prestazioni individuali, per questo è stato fondamentale vincerla.

Il calo (sempre che io non mi sia sbagliato) ha molte spiegazioni e persino giustificazioni: il percorso massacrante degli ultimi tempi e la condizione pessima del terreno di San Siro che danneggia sicuramente chi produce un elevato volume di gioco e ama gli scambi palla a terra.

La speranza è dunque che si tratti di una situazione contingente e che dopo la sosta si possa ripartire con un certo grado di ritrovata brillantezza.

Ma si tratta solo di una speranza anche perché subito, come ricordato, ci aspetta un altro tour de force intensissimo.

Intanto abbiamo perso un uomo nel reparto in cui eravamo più carenti: vuol dire avere a disposizione  tre attaccanti per due ruoli, di cui uno trentacinquenne e uno di trentatré anni soggetto a frequenti infortuni.

Ripeto, secondo me in un ambiente come quello del tifo nerazzurro, che alterna faciloneria a depressione, evidenziare possibili criticità, sperando assolutamente che si superino o non si verifichino, è solo manifestazione di equilibrio e senso di responsabilità.

Aggiungere alla rosa un paio di tasselli giusti, nei ruoli in cui i ricambi sono numericamente carenti, mi farebbe stare più tranquillo: mettiamola così.

La partita

L’impressione è che sia stata certamente la meno convincente di tutta l’annata.

Quando vedremo le cifre, probabilmente sembreranno smentire questo assunto, ma le statistiche nel calcio non dicono tutto e in ogni caso vanno interpretate.

E’ vero che abbiamo lasciato al Venezia pochissimo: oltre al gol una bella conclusione respinta da Handa sulla sua destra e un’ uscita alta con i pugni, ma questo mi è sembrato la conseguenza della partita impostata dai lagunari più che il frutto della nostra prestazione.

A me è sembrato di vedere una squadra molle, poco reattiva: ho visto giocatori sbagliare spesso la misura di passaggi non impossibili, oppure che si attardavano con la palla nei piedi sino a farsela soffiare, o ancora che tentavano finezze improbabili in una difesa fittissima.

Dal mio punto di vista questi sono fatti, probabilmente spiegabili con la stanchezza psicofisica e con le condizioni del terreno.

Ma resta la considerazione di non aver visto la squadra aggressiva, spietata, brillante, incisiva di molte altre occasioni.

Dopo il pareggio, nel secondo tempo, mi aspettavo che creassimo una quantità di occasioni: invece il tempo scorreva veloce, senza grandi emozioni e solo all’ultimo minuto utile siamo riusciti a sbloccarla grazie a un assist e a una conclusione davvero efficaci.

Ripeto: vincere una partita giocata sottotono può essere un segnale importante, ma resta il fatto che il Venezia è quart’ultimo e aveva un numero rilevante di assenze.

Comunque il Venezia, conscio delle sue possibilità del momento sceglie di giocare con un modulo teoricamente  speculare rispetto a quello dell’Inter, anche se nei fatti al 352 nerazzurro loro oppongono un 532 che comporta anche di non pressare alti, ma di lasciar iniziare la manovra ai nostri per aspettarli nella loro metà campo.

Una soluzione opposta rispetto a quella adottata recentemente da altre squadre contro di noi, che pressavano con più uomini nella nostra metà campo (l’Atalanta addirittura accettando di lasciare i difensori nel 2 contro 2 pur di rendere difficoltoso l’avvio delle nostre azioni, ma il Venezia non è l’Atalanta e ne ha consapevolezza).

E’ da parte dei veneti la classica partita da difesa e contropiede, contando sul fatto di avere un centravanti di grandissima prestanza fisica e una seconda punta dal guizzo spesso imprevedibile.

Per noi riempire la loro area a sorpresa con gli inserimenti da dietro diventava quasi impossibile perché in fase di non possesso loro schieravano sei uomini centralmente, davanti alla porta.

Diventava ancora più necessario del solito avere un attaccante d’area, almeno. Di qui la scelta di Lautaro, che pur non essendo propriamente una prima punta, è quello che lo sa far meglio, per caratteristiche… taurine.

Per l’altro attaccante la scelta è caduta giustamente su Dzeko perché il bosniaco è vero che esce a far gioco o a volte svaria in fascia per creare superiorità numerica, ma rispetto a Sanchez sa presentarsi più spesso e con maggior fisicità in area per la conclusione dell’azione.

Così, se andiamo a guardare, i nostri uomini di qualità (Brozo e Calha) raramente si sono esibiti in colpi importanti ed efficaci, trovando chiusi gli spazi per le giocate e lo stesso Lauti ha avuto pochissime palle giocabili.

Si doveva provare sulle fasce, ma a destra Skriniar doveva marcare Okereke, che ha un altro passo e Darmian appariva poco ispirato; mentre a sinistra Bastoni risultava poco efficace negli inserimenti e impreciso nelle palle filtranti cercate su Perisic soprattutto.

In ogni caso i cross sono stati numerosi, ma (quasi) tutti preda dell’attrezzata difesa neroverde.

Non è un caso che i due gol siano venuti uno da una combinazione fra i quinti: Darmian pesca bene Perisic che conclude e sulla ribattuta del portiere Barella infila; l’altro da un’apertura per Dumfries che pesca l’inserimento in area di Dzeko nel convulso finale.

Ancora una volta è stato decisivo un ‘cambio’ e poteva esserci anche il gol della sicurezza, sempre per un cambio, se Vidal non avesse sbagliato a tu per tu con Lezzerini (che emozione per i nostri ‘95 eventualmente ai teleschermi rivedere in campo e in serie A il mitico avversario di tante partite contro le giovanili della Fiorentina…).

Questo confermerebbe che i cambi sono fondamentali e che averne un paio in più all’altezza non… nuocerebbe.

La cronaca

Questa volta non c’è necessità di essere sintetici perché lo sono già stati… i fatti, almeno quelli davvero rilevanti.

Comunque, l’Inter parte in attacco, come ci si aspettava: molto giro palla e poca incisività.

Volendo essere generosi un ‘occasione al 10’, quando Barella traversa per Dzeko, il cui sinistro di prima intenzione è bloccato da Lezzerini.

Non riusciamo a sfondare a al 20’, inaspettato, alla prima loro discesa arriva il gol del Venezia: Ampadu se ne va sulla fascia che sembra… Gento, sul cross, errori abbastanza clamorosi prima di Skrinar (tu quoque, Milan?) e poi di Handa. 0-1.

Null’altro da segnalare sino al 40’ Quando Dzeko in netto anticipo e con uno stacco imperioso sovrasta Modolo che gli frana addosso e resta a terra.

L’arbitro che è vicinissimo vede che non c’è assolutamente nulla e fa proseguire.

I veneti riconquistano palla e provano a ripartire, Darmian caparbio la riprende e crossa, Perisic al volo impegna Lazzerini sulla cui respinta Barella insacca a porta vuota.

Finisce il tempo con un tiro vero (il gol) da parte loro e non più di tre tiri (sempre veri) da parte nostra.

Non c’era il rigore per noi al 46’ del primo tempo, c’è invece, nettissimo, quello su Dzeko al 3’ della ripresa: Calha verticalizza su de Vrji, Lezzerini non trattiene, sulla palla si avventa Dzeko che viene travolto da Lezzerini.

Dzeko tocca prima la palla ma poi viene travolto.

Non sono un appassionato di cavilli arbitrali, ma mi dicono che l’abbattimento di un uomo è elemento indipendente dal fatto che la palla sia giocabile.

Da parte mia mi limito a ricordare diversi calci di rigore assegnati per fallo netto su un uomo che non era in possesso di palla.

Comunque l’Inter attacca ma non riesce a impensierire i veneti se non in rarissime occasioni, tanto che la palla gol migliore (l’unica) in questa fase capita a loro con Tessmann che fa partire in contropiede Okereke il quale  si libera al tiro e conclude con forza e precisione.

Ottima chiusura di Handa sul primo palo (20’).

25’: finalmente un tiro in porta per noi. Dimarco calcia fortissimo e con precisione una punizione, ma Lezzerini ci arriva.

Al 27’ i cambi che decideranno la partita: fuori Barella, Lauti e Darmian per Vidal, Sanchez e Dumfries.

Al 45’ il gol dell’Inter, dopo un’accelerazione di Dumfries con cross perfetto sul quale Dzeko sovrasta Caldara e trafigge Lezzerini.

C’è solo il tempo per un’altra palla gol clamorosa, sprecata da Vidal a tu per tu col loro portiere (a conferma che se avessero giocato aperto, come piace a tanti critici, avrebbero verosimilmente portato a casa una bella imbarcata).

Le statistiche

Non le ho ancora consultate ma sono certo che descriveranno una partita dominata dall’Inter, ma questa sarebbe la dimostrazione che le statistiche nel calcio contano sino a un certo punto: tu puoi stravincere in tutto ma se l’avversario segna un gol più di te, porta a casa i tre punti lui.

Non è stato così, perché comunque la presenza di uomini di classe ha consentito di risolvere il problema, proprio allo scadere e per la terza volta in pochi giorni.

E questo non può essere SOLO  fortuna.

Per una volta le statistiche sembrano non confermare le valutazioni ‘impressionistiche’, cioè avvertite dal vivo.

Infatti non risultano positivi solo gli elementi scontati, in un tipo di partita simile, come quelli della supremazia territoriale e del possesso palla, ma appaiono positivi altri indicatori (individuali e di squadra) come dire, più qualitativi.

Cominciamo dai dati scontati, òvvi:

  • Possesso: 70 a 30 per noi,
  • Corner: 8-0,
  • Passaggi riusciti : 596 a 208,
  • Passaggi nella ¾ avversaria:  329 a 24.

Sin qui i dati quantitativi.

Poi cominciano i dati da interpretare.

Anche sulla superiorità dei tiri verso la porta (26 a 3) non potevano esserci dubbi, avendo noi trascorso la quasi totalità del tempo nella loro metà.

Anche il dato dei tiri IN porta è positivo: 12 a 3, ma qui il problema è la pericolosità degli stessi.

Perché è ovvio che se attacchi per 90 tirerai molto e inquadrerai la porta qualche volta.

Per la qualità della tua partita contano le volte in cui sei stato davvero insidioso e le situazioni reali pericolose che hai costruito: da questo punto di vista le statistiche coincidono con le impressioni: solo un paio di tiri in porta hanno richiesto buoni interventi del portiere: quindi due gol e due tiri pericolosi.

C’è da aggiungere per la verità che non è facile, con tanti minuti nelle gambe che tolgono freschezza e lucidità sciorinare azioni incisive contro un muro difensivo.

La rassegna degli indicatori di superiorità prosegue con i passaggi riusciti (596 a 208)…

Con i passaggi nella  tre quarti avversaria (239 a 24)…

E con la percentuale di passaggi riusciti (88% contro 73%).

Ho letto da qualche parte che intorno al  90% si è sul livello dei top club europei.

Ma dipende anche qui dal contrasto che subisci: se si ritirano e non ti attaccano in pressing è ovvio che la percentuale salga.

Un altro dato che dimostra il predominio (non in discussione) è quello delle occasioni: 19 a 2.

Sul ‘2’ attribuito a loro non ci sono dubbi: il gol e l’occasione di Okereke.

Sul nostro invece si può discutere perché il concetto di occasioni, come ho detto è molto… fluido.

Per esempio: se Calha mi fa uno splendido lancio e io non ci arrivo per cm, è un’occasione?

Per il resto, 6 corner a zero; 11 cross a tre, mentre loro sono in vantaggio solo sui recuperi (68 a 64)

Interessante il dato relativo ai nostri attacchi, abbastanza ben distribuiti: 11 a destra, 18 al centro, 21 a sinistra.

Da cui si nota che abbiamo spinto più sul centrosinistra dove Bastoni e poi Dimarco salivano molto, che nel cd, forse perché Okereke teneva basso Skriniar.

Infine qualche considerazione sui dati individuali che rivalutano ai miei occhi la prova di Calha.

Dzeko è andato più di tutti al tiro (4) poi Okereke (2).

Nella graduatoria delle occasioni troviamo solo nostri giocatori nelle prima otto posizioni,

Per i passaggi chiave Calha è primo, davanti a Perisic, Barella e altri dei nostri.

Nei recuperi invece prevalgono Brozo e de Vrji con 12, davanti a Barella con 8.

Calha ha corso più di tutti, (km 7,475) davanti ad Ampadu (6,701)

Nani ha tenuto la velocità media più alta precedendo Vecino e Brozo.

Okereke il migliore allo sprint (33,47 km/h) davanti a de Vrji (32,07) e ancora Calha (31,99).

Una curiosità: Brozo passa in secondo piano nelle graduatorie che esprimono continuità, mentre Calha ha spesso un ruolo di rilievo.

Questo può dipendere dall’andamento del match ma può anche evidenziare una leggera flessione, per stanchezza, del croato e una crescita del turco come personalità e attitudine a prendere in mano le redini della squadra. O quanto meno a spendersi per la squadra.

Infine a livello complessivo il Venezia ha corso un pochino di più e a una velocità media superiore.

Anche questo dato, abbastanza anomalo, può essere riferito sia al tipo di partita sia a una possibile minor brillantezza dei nostri conseguenza dei gravosi impegni ravvicinati.

A questo proposito il risultato di Empoli – Roma può aggiungere credibilità all’idea che la flessione, relativamente lieve, sia conseguenza solo dello stress accumulato in una serie di partite tirate e troppo ravvicinate: l’Empoli che ha giocato contro di noi, lodato ed esaltato da tutti, giocando 3 giorni dopo, al 30’ era sotto di 4 gol.

Va bene che la Roma secondo me ha un reparto offensivo più ricco del nostro, ma la cosa ha una difficile spiegazione diversa (e loro non hanno avuto altri 120’ di finale di Supercoppa).

Le pagelle

Handanovic: viene impegnato due volte (3 contando una respinta a pugni) nella prima occasione fa la frittata. C’è una curiosità da rilevare: ogni volta che Handa sbaglia lo fa in concomitanza con errori di altri compagni. Sulla conclusione di Okereke invece si disimpegna bene. Ma il suo intervento poco… vigoroso, ci costringe a inseguire e a sprecare altre energie. 5

Skrinar: non è il giocatore straripante che siamo abituati a vedere. Sul gol si fa uccellare ingenuamente dalla finta di Henry, ma soprattutto  entra assai raramente nel vivo dell’azione offensiva come era solito fare di recente. 5

de Vrji: deve lottare – con successo – contro un indemoniato Henry (a proposito, è chiaro che Dzeko è meglio tecnicamente, ma un’alternativa di questo tipo, non dico proprio  lui, a noi servirebbe. Se è vero, come ho letto, che Inzaghi vorrebbe Petagna, significa che aldilà dei nomi anche lui ravvisa questa mancanza). Lucido e preciso in tutte le letture. 6.5

Bastoni: non ha la lucidità e la facilità nelle giocata che di solito lo caratterizzano, si propone molto ma sbaglia spesso la misura nelle verticalizzazioni e quando porta palla raramente si rende pericoloso. Forse poteva risparmiarsi l’ammonizione che sembra più che altro un fallo da frustrazione. 5.5

(Dimarco: non a caso è il primo cambio, dopo soli 45’ anche se l’ammonizione di Basto ha avuto un peso. Un po’ meglio del compagno in fase di partecipazione e spinta, pur con qualche imprecisione. Si fa sorprendere da Ampadu, che comunque ha una progressione notevole.  Per fortuna il gallese spreca tutto, sbagliando l’ultimo passaggio. 6)

Darmian: prestazione al di sotto della media a cui ci aveva abituati. Considerato l’andamento del match deve attaccare e proporsi: lo fa però con poca lucidità ed efficacia anche se con la caparbietà di sempre, la quale  determina tra l’altro indirettamente il gol del pareggio. L’unica volta che si libera in fascia, infatti, mette il cross per Ivan sul cui tiro, respinto, Bare trova il sospirato gol. 6

(Dumfries: sembra migliorare di prestazione in prestazione. Nelle ultime gare è stato spesso decisivo. Quando è in corsa, la somma di velocità e…massa ne fanno un qualcosa di impossibile da fermare. Ma anche nelle giocate ora è in crescita . L’assist per il gol decisivo di Dzeko rasenta la perfezione. 7)

Barella: sebbene avesse un avversario (Tessmann) molto forte in accelerazione, lui a differenza di qualche compagno appare in progresso rispetto alle ultime uscite. Forse gli ha giovato l’aver rifiatato un po’ in Inter + Empoli. Tanto lavoro e l’intuito che l’ha portato a chiudere in gol sulla respinta di Lezzerini. 6.5

(Vidal: lavora bene una quantità di palloni, senza commettere le incertezze o le sbavature a cui ci ha abituati. La valutazione sarebbe stata migliore se al 93’ non avesse sbagliato clamorosamente una facile occasione. 6)

Brozovic: come abbiamo visto stranamente non compare ai primi posti nelle statistiche individuali che di solito domina. Forse un po’ di stanchezza, forse il timore di incorrere in un giallo che gli avrebbe fatto saltare il derby. Sempre dinamico, ma non ispirato e creativo come è di solito. 6

(Vecino: pochi minuti non consentono una valutazione attendibile. s.v.)

Calhanoglu: a caldo la sua prestazione non mi aveva del tutto soddisfatto. E’ migliorato sicuramente come apporto quantitativo e come continuità ma in partite come queste mi aspetto una sua giocata decisiva, o come assist o come conclusione a rete. Invece non appare felice neppure nei calci piazzati. Però qualche palla importante esce dal suo piede, come quella che mette Dzeko a tu per tu con Lezzerini, anche se poi il bosniaco sembra avere un’impercettibile esitazione nell’impattare, che è  risultata fatale. 6+

Perisic: sempre importante il suo contributo in entrambe le fasi anche se contro il Venezia chiaramente gli sono mancati un po’ gli spazi per esercitare la sua arma migliore: la progressione. Mette comunque qualche buona palla in mezzo e  conclude benissimo, con perfetta coordinazione, sul traversone di Darmian da cui poi scaturisce il gol del pareggio. 6+

Dzeko: lui stesso ammette nel post partita di non aver giocato una grande gara, ma è un campione e al giocatore con queste caratteristiche basta una palla, magari all’ultimo minuto per portare squadra e tifosi in paradiso. In effetti, per tempismo e precisione della giocata, il suo intervento decisivo è stato da fuoriclasse e… offusca la prova non esaltante in precedenza (compreso il gol mancato). 6.5

Lautaro: chiuso centralmente da molti avversari (e c’è da dire che i tre centrali veneziani hanno disputato un’ottima prova), con poca assistenza da altri uomini d’area, Lauti ha fornito una prova impalpabile forse non solo per sua responsabilità. Ha inciso poco nulla, ma si deve considerare che è il capocannoniere di una squadra che ha un gioco per cui ha mandato in gol una ventina di giocatori. 5

Sanchez: non ha molto tempo per farsi vedere, ma conferma di essere in un buon momento, muovendosi tra le linee, cercando di dare un po’ di imprevedibilità e comunque battendosi in modo risoluto. 6

All. Inzaghi: più di quello che ha fatto fino ad ora la ‘sua’ Inter sinceramente non avrebbe potuto. La squadra è arrivata a questo match un po’ stanca, ma la gestione delle forze e dei cambi è stata perfetta. 7

Gli darò otto se riuscirà a farsi ‘regalare’ due o almeno un rinforzo di buona qualità.

Luciano Da Vite

68 pensieri riguardo “La paura fa 89 (al 90′ scompare): Inter – Venezia 2-1

  1. Brutte notizie dal mercato. vlahovic alla juve per soli 70 milioni mi sembra un colpo clamoroso.
    Secondo me i tre attaccanti già fortissimi e destinati a diventare i migliori in assoluto sono già al napoli alla Roma e probabilmente ora alla juve.
    Con un grandissimo attaccante e basta non si vince, ma se hai un elemento top in quel ruolo è più facile costruirgli attorno uno squadrone.
    Vlahovic e basta probabilmente non farà vincere la juve attuale, ma nel giro di un paio d’anni trovando un paio di centrocampisti e un difensore di rendimento (ce ne sono parecchi, anche a prezzi non proibitivi) le cose possono cambiare.
    Se noi prendessimo davvero Gosens Frattesi Bremer Scamacca probabilmente resteremmo più forti, sperando che tutti si rivelino adeguati al nostro contesto.
    certo se Vlahovic vuole solo la juve significa che ha ricevuto un’offerta mostruosa e bisognerà vedere quando incide quel tipo di esposizione finanziaria (70 milioni di cartellino+ mega contratto per molti anni).
    Ma questi sono discorsi futuristici. Adesso a me interesserebbe vincere il derby e almeno pareggiare a Napoli.
    Napoli e Milan non sono assolutamente fuori dai giochi.
    Con un calendario normale (partite ogni sette giorni e grandi match distanziati) avrei poche preoccupazioni

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  2. Quello che mi preoccupa è il fatto che comunque la juve riesca sempre ad accaparrarsi il miglior giocatore della stagione. E’ una costante.

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  3. vista la partita sabato
    a me non è parsa una brutta inter . mi piace il fatto che ormai giochiamo a memoria, i movimenti sono sincronizzati e ognuno sa cosa fare e dove sarà il compagno

    il primo gol però non si può vedere . Skriniar si fà fregare come un principiante (partita mostruosa di Henry ha messo in gran difficoltà anche De Vrij)
    per me li abbiamo sottovalutati visti gli indisponibili probabilmente si pensava a una partita facile da 4 – 0
    poi siamo andati un pò in affanno

    siamo sempre molto molto imprecisi nell ultimo passaggio
    l’attacco per me è deprimente Dzeko ha fatto un gran gol (che cioccolatino che ha messo Dumfries ) ma fino a un minuto prima è stato uno dei peggiori (sulla palla di Calhanoglu non puoi fare una cosa del genere)
    Lautaro sempre peggio sinceramente non ho più aggettivi.. lo avevo già scritto nella partita precedente. non mi sta piacendo proprio per nulla . che non si trovano è evidente

    rimango convinto che il campo non aiuta per nulla e che molti degli errori che si vedono sono da attribuirsi a quel fattore.

    capitolo mercato : Gosens non ha alcun senso. abbiamo Perisic che sta giocando benissimo , in alternativa Di Marco e ci sono Darmian e D’ambrosio che possono giocare li
    non venitemi a dire che Perisic può giocar di punta perchè quando lo ha fatto ha sempre fatto malissimo.

    per me il colpo Vlahovic è clamoroso può diventare veramente uno dei top al mondo ( mi ricorda Bobo Vieri ) arrivasse ora per me diventerebbero seri candidati alllo scudetto

    milan roma napoli liverpool
    ditemi voi come dovremmo affrontare queste 4 partite ( con Lautaro diffidato e sanchez che torneranno dalla nazionale 2 giorni prima del derby)

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    1. D’accordissimo su Dzeko, contentissimo che non abbia sbagliato l’ultima occasione, ma almeno due volte in precedenza doveva fare molto meglio: l’erroraccio di testa su palla millimetrica di Chalanoglu faccio davvero fatica ad accettarlo da un campione come lui.
      Gosens lo prenderei subito.
      Ho paura che se non prediamo almeno un attaccante discreto (= che porti qualche goal) e un discreto centrocampista che faccia rifiatare Barella/Brozovic, collassiamo presto … Il girone Champions l’abbiamo passato quest’anno, possibile che non ci permetta di investire qualcosa (nessuno pretende vlahovic) per giocarcela con maggiori possiblita’ ?

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  4. Si diceva anche di Kulusevski che fosse un colpo clamoroso e poi… Intendiamoci, io Vlahovic l’avrei voluto all’Inter, ma il salto dalla Fiorentina alla Juve è tutt’altro che scontato. Vedremo.
    Gosens, per me, sarebbe un colpo eccezionale. Di gran lunga il miglior esterno sinistro della Serie A da almeno 2 anni, l’anno scorso il solo Hakimi è stato al suo livello, e Hakimi è un top mondiale. L’operazione è estremamente intelligente, a mio avviso. Gosens deve recuperare da un infortunio fastidioso e ha il contratto in scadenza nel 2023, il che vuol dire che l’Atalanta non ha grandissimi margini per puntare ad un costo alto.
    Perisic si sa che non rinnoverà e, ad oggi, non ha un’alternativa vera dato che Dimarco ormai fa il terzo di difesa e gli altri sarebbero adattati.

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  5. E’ ufficialmente tornata la piovra. Per usare in ambito calcistico il titolo di una famosa opera cinematografica di Francesco Rosi, la Juve ha messo letteralmente le mani sul campionato: spendere 70 milioni in una volta vuol dire non solo ratificare gli accordi preesistenti con l’amico Commisso ma vuol dire garantirsi, attraverso l’acquisto di quest’ultimo di Scamacca e Frattesi, il controllo dei migliori giovani italiani e il controllo del mercato dell’inter, dando il via libera ai giocatori che ritiene non fruttuosi. Sembrerebbe rientrare in quest’ottica la rinuncia dei bianconeri a Robin Gosens , in virtù dell’età (se non erro va per i 30) e ormai dei suoi frequenti infortuni.
    Senza dimenticare che il miglior centrocampista giovane italiano under 23 è gia loro (Rovella) dopo aver utilizzato i soliti metodi “disinvolti” e rricordando che la bravura di allegri sta nel compiere miracoli come ad esempio far rendere un gregario (ex promessa mancata) come Rugani alla stregua di uno Skriniar, siamo davanti alla svolta del campionato: adesso loro hanno colmato l’unico punto debole rimasto, prendendo il piu forte giocatore in italia (a mio parere tecnicamente anche superiore a Halaand) e mostrando che con il migliore allenatore italiano degli ultimi 20 anni, può effettivamente pensare ad andare in fondo in tutte le competizioni. Questo allegri può fare il triplete. La societa inoltre mostra, con un teatrale colpo di scena, che rispetto a Inter, Milan Napoli e Roma se vuole spendere, può farlo mettendo qualsiasi cifra. Comportandosi, attraverso tutti gli strumenti legali paralegali e non legali, alla stregua degli sceicchi, Parafrasando il titolo di un’altra opera, magistralmente interpretata dallo straordinario Gian Maria Volontè, Cristo si è fermato a Torino

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    1. Capitolo attaccanti: le prestazioni overperformanti garantite da Inzaghi in rapporto alle prestazioni maggiormente sottoperformanti dell’avversaria principe ha oscurato aspetti cruciali: innanzitutto il fatto che i 2 giocatori offensivi di talento puro (Dzeko e Sanchez) sono ormai a fine carriera e non danno garanzie di resa continua dopo lo sforzo immane e inaspettato dei primi mesi; poi, i valori reali dicono che Lautaro (lasciando perdere l’extraterrestre vlahovic)se non ha assolutamente la qualità tecnica e offensiva dei più introversi dybala e morata, pur avendo maggior grinta. Correa non va nemmeno preso in considerazione. In altre parole, il prossimo campionato l’Inter deve completamente rifare l’attacco e non sarà semplice. Anche Roma e Napoli hanno un attacco piu qualitativo, il milan più o meno sullo stesso livello. Lato positivo: se arrivasse Gosens e recuperasse davvero dai suoi frequenti infortuni, gli attaccanti avrebbero ancora qualche cartuccia da sparare

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  6. Sindrome di Stoccolma… e forse altre sindromi.
    I seguenti commenti sono stati scritti dalla stessa persona…

    “prendendo il piu forte giocatore in italia (a mio parere tecnicamente anche superiore a Halaand)”

    “Gaber, magari mi sbaglio ma non ho mai visto in vlahovic le qualità a 360 gradi di osimhen. Sicuramente potenza e tecnica di base sono di livello alto ma la capacità del napoletano di giocare con efficacia forza e agilità anche negli spazi stretti per e con la squadra non ha molti eguali a quella giovane età. Naturalmente ha anche le qualità di chi vede il gioco, lo fa anche con i tempi brevi….oltre alle caratteristiche più ovvie come la progressione e la forza a campo aperto. Se impara a gestire meglio le sue forze lo vedremo presto a Parigi o Manchester, perché può essere letale. Per potenzialità per me è già il migliore in Italia

    “Osihmen a mio parere è più completo del pur forte e reclamizzato vlahovic. Filiforme ma difficile da abbattere nel contrasto in progressione è devastante, sa fraseggiare benissimo con la squadra e partecipa alla manovra dal basso. Bravo di testa, deve migliorare il controllo della sua irruenza ed essere più lucido sotto porta (però dopo progressioni di 40-50 metri non è semplice). Forse stilisticamente non è bello da vedere ma in parte mi ricorda weah. È stato anche pagato tanto, 70 milioni.”

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    1. Gaber sono convinto che in astratto osihmen abbia qualità piu complete e superiori a vlahovic ma in 2 anni ha giocato molte meno partite e quindi ad ora ha mostrato meno continuità di rendimento. E naturalmente meno gol: in rapporto agli sprazzi mostrati tuttavia continuo a ritenere osihmen un fenomeno. E se vlahovic giocasse in Europa sono convinto che dimostrerebbe molta più qualità di haaland a parità di potenza. Non mi sono contraddetto, magari non ho sottolineato il fattore continuità

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    1. Tu, Luciano, senza sarcasmo, sei un uomo superiore e quindi per te non dev’essere difficile… ma per altri, magari per chi legge da poco o viene qui di tanto in tanto, certe frasi sono imbarazzanti, non saprei che altro termine utilizzare. Cui prodest?

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    1. Qualsiasi tifoso sano di mente è prudente e non santifica la propria squadra a prescindere. Con i nemici è semplice farlo, perché qualche possibilità di sbagliarsi resta e si può sempre trovare conforto in questo.

      La critica sulle prestazioni overperformate di inzaghi e sull’uscita alla distanza di allegri é tuttavia frutto di convinzione. Così come il riconoscimento dei limiti strutturali di lautaro e sulla lettura tattica delle partite: se ricordo bene allegri è uno scacchista professionista

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  7. Detto tutto, non mi sorprenderebbe un dybala convinto dal pressing di marotta. A quanto si dice è sempre rimasto un suo “feudatario”

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  8. Dybala per certi versi mi ricorda Lautaro: potenzialità fantastiche, ma con alcuni limiti che non riescono a superare .
    Mi ruga Vlahovic perchè nella mia testa era il giocatore che avrei preso se avessi venduto Lautaro.
    E mi spiace ancora di più se non si riuscisse a prendere Alvarez.
    La coppia Scamacca – Raspadori mi piace, ma mi preoccuperebbe avere l’attacco del Sassuolo.

    Gosens super acquisto: sono curioso di vedere come Inzaghi lo integrerà con Perisic. Magari si inventerà qualcosa di Guardiolesco.

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  9. Carissimo Sergio questo : ” far rendere un gregario (ex promessa mancata) come Rugani alla stregua di uno Skriniar” è meglio se lo cancelli .. si rischia la chiusura del blog

    per gosens rimango cmq convinto che le priorità erano altre e non avrei investito su un giocatore pronto per marzo. tra l’altro è tutto da vedere fuori da bergamo

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  10. Gosens va a sostituire Kolarov, in modo da essere coperti numericamente in ogni ruolo, e dall’anno prossimo probabilmente Perisic. Specialista del ruolo, non perdiamo in fisicità, ha sei anni in meno del croato.. difficile fare meglio. A differenza dell’anno scorso dove eravamo impantanati, quest’anno stiamo programmando. Onana, Gosens, probabilmente Frattesi. A giugno serviranno “solo” una punta al posto di Sanchez e dovremo capire se rimarremo così in difesa. Poi il vice Gosens e un’altra riserva a centrocampo. Passiamo da Kolarov a Gosens e, sembrerebbe, da Satriano a Caicedo. Operazione perfetta, come l’aver preso Inzaghi quando noi tifosi avremmo preso altri, come l’aver subito bloccato Calha dopo il dramma Eriksen, anche se tutti noi eravamo scettici sull’ex Milan. Era una priorità per Inzaghi visto che al settantesimo toglie Perisic e la differenza con Dimarco è notevole. Immaginate avere uno dei due che subentra, per il finale di stagione… un attaccante aggiunto. Se non l’avessimo preso ora, forse in estate si sarebbe già a accasato altrove e noi saremmo rimasti senza Perisic e senza la prima scelta per sostituirlo. C’è da essere entusiasti.

    A Torino sostituiscono CRonaldo con sei mesi di ritardo, per quello che riguarda i gol, ma non per personalità e capacità di mettersi sulle spalle la squadra. Seguo Vlahovic da tre anni, quando pochi lo conoscevano, quindi dispiace finisca là. Ma come forse dicevo settimane fa, io non lo vedevo all’estero, in Premier ad esempio ad oggi non toccherebbe palla, come non l’ha toccata con Maksimovic, Palomino, de Vrij, Bremer e altri. Vedremo se è una mossa che darà i suoi frutti, non è così scontato. Non è da pazzi pensarla come mossa della disperazione e queste cose di solito non funzionano. Vedremo chi dovranno sacrificare (Dybala, de Ligt, altri…?). Non pensavo la Fiorentina cedesse anche lui alla Juve, ma il ragazzo e l’agente si sono resi indisponibili a ogni tentativo di dialogo, andare all’estero era fuori discussione, voleva la Juve e la Juve dà i soldi che la Fiorentina chiedeva. Tutto qua. Comunque, lucidamente, è un ventunenne molto emotivo chiamato ad essere il salvatore della patria, un attaccante molto forte ma che necessita della squadra per avere occasioni da gol e va in una squadra che non ne crea… cosa potrebbe andare storto?

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  11. Vlahovic alla Juve obiettivamente purtroppo lo ritengo un gran colpo per loro…detto ciò la nostra dirigenza si sta muovendo alla grande. Gosens subito mette spalle al muro Perisic che per l’età non avrei mai rinnovato a certe cifre. Caicedo per sei mesi come tampone per l’attacco secondo me perfetto. Per Giugno urge una punta che prenda in prospettiva il posto di Dzeko, avrei sacrificato Lautaro per Vlahovic ma ormai è andata.

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  12. L’affetto per Sergio ok,però se ad ogni occasione buona devo leggere che noi stiamo sprofondando nella mediocrità e le altre stanno tutte meglio di noi…beh allora preferisco rinunciare alla discussione e questo non è certo il fine di un blog di tifosi,come questo.Attenzione però, la mia considerazione non va certo intesa come rinuncia alle critiche o alle legittime opinioni personali,ma piuttosto al rifiuto della continua autommiserazione o voglia di vedere tutto nero. Allo stesso tempo è evidente che la juve abbia fatto un gran colpo,che io le invidio,ma dobbiamo ricordare sempre che sul mercato non ci siamo solo noi è che il loro potere ,economico e di rapporti di convenienza, è difficilmente contrastabile,se non con una grande competenza e bravura dei ns. dirigenti.

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  13. Tra l’altro con Vlahovic o gioca Chiesa (e un altro esterno) o gioca Dybala. Ma Vlahovic è più come Higuain che come Mandzukic, Morata o Franco Vazquez del Palermo, Dybala ne soffrirebbe. Gli servirebbe un Lautaro, ma a noi non servirebbe un altro sudamericano e servirebbe un 9. Il “problema” è avere già un Correa.

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  14. I casi sono due, o Sergio Fiorillo è effettivamente un gobbo mascherato, oppure è un gufo da Premio Nobel che vuole tirargliela.
    Credo più alla prima versione però.
    Come si fa a scrivere che:
    1) Scamacca e Frattesi a questo punto sono della Fiorentina grazie ai soldi della Rube
    2) Gosens arriva da noi ma va per i 30, ne ha 28. Inoltre ha frequenti infortuni. Ma dove? E’ il primo infortunio della sua carriera
    3) Rovella migliore Under 23 italiano, nemmeno titolare in un Genoa in profonda crisi
    4) Rugani vale Skriniar per aver fatto una buona partita con il Milan
    5) La Juve ha colmato l’unico punto debole (l’attacco), con un centrocampo che da noi non vedrebbe mai il campo, e una difesa che si regge su un 38enne.
    6) Allegri il migliore allenatore italiano degli ultimi 20 anni, certo ha vinto quando non c’erano avversari e adesso dimostra quello che vale con quinto posto, facendo un gioco da provinciale.
    E per finire IL TRIPLETE.
    No dai questo commento è veramente superiore a qualsiasi altro del passato.

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    1. Appunto…nessun vero tifoso sano di mente autocelebra la propria squadra in questo modo, già solo per mantenere un profilo basso e non ridicolo.
      La sostanza comunque resta: la fiorentina “lavora” per loro, ed è facilmente dimostrabile, allegri ha dato solidità puntando a ottimizzare il capitale (in alcuni ruoli mediocre in astratto) a disposizione ed è uno abituato a giocarsi le partite con perspicacia e lungimiranza. Vlahovic come dice gaber qualcosa deve dimostrare ma io credo lo debba fare a livello caratteriale più che tecnico (a mio parere può fare tutto lì davanti). Se dimostra personalità e regge le pressioni di una squadra di vertice allora non ha limiti. Sulla funzionalità di dybala credo che sia( con dzeko a fine carriera e con sanchez su quella strada) il profilo ideale per aiutare lautaro a essere più concreto sottoporta e dare piu imprevedibilità in fase conclusiva. Se si aggiungesse uno con le qualità di scamacca (il giocatore che a mio parere e come gia ho ribadito tempo fa piu si avvicina alle caratteristiche di vlahovic) marotta avra fatto un grande lavoro. Qualcosa mi dice che l’attaccante romano puo mostrare continuità a livello mentale, unico dubbio vero su di lui. La vera impresa sara liberarsi di correa

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  15. Anch’io ho delle perplessità riguardo ai primi mesi con noi di Correa; però non esageriamo,ormai sta diventando virale il problema di doversi disfare di Correa . Identica situazione stava diventando quella di Dumfries, dopo un paio di mesi dal suo arrivo….inadatto,dovevamo puntare su questo o su quello…..ragazzi diamo almeno un pò di tempo ad un giocatore nuovo di ambientarsi ,di acquistare fiducia, di trovare una certa continuità diu prestazioni …ecco forse la continuità è il vero neo di Correa,però vediamo di non bollare subito i giocatori come scarsi o inadatti.

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  16. Volevo dirvi di andarci piano con Correa, mi sembra uno di quei calciatori non banali. Ha un discreto spunto partendo da sx e veramente una apprezzabile tecnica in progressione. Il suo mi sembra più un problema di fragilità fisica (forse anche di testa) ma nella nostra rosa come alternativa in attacco lo vedo molto bene.

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    1. Guarda Francesco sicuramente la tecnica di base non è disprezzabile e nell’uno contro uno ha qualità, non lo si può negare. I limiti tecnici secondo me fanno leva sulla velocità di pensiero, sul fatto che da sempre litiga con la porta e sul fatto che è tatticamente assai poco versatile. Il problema maggiore, che lo rende poco utile alla causa di una squadra competitiva è la testa (da sempre): se sbaglia una giocata si deprime immediatamente e resta fuori dal match. Inoltre, la scarsa reattività si rivela cruciale per un ruolo, il suo, che va incontro necessariamente a falli “cattivi”; soffre tantissimo i difensori duri proprio per i suoi limiti psicologici, ed anche per questo resta compresso e intimidito. Ad esempio, lo stesso caicedo, che ha limiti simili in fase realizzata, sul piano delle giocate e della lotta offre molte più garanzie (il gol contro la juve lo scorso campionato con la Lazio al 94 esimo rende l’idea dello spirito del colombiano)

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  17. Un fuori contesto: ho visto ,per la verità ,solo la prima parte del film “Tiger”, incentrata sul giocatore svedese Martin Benggtson ,ingaggiato ad inizio 2000 per la ns .Primavera e sui seri problemi che il ragazzo ha avuto negli anni successivi. Il film mette in risalto le tante problematiche che un ragazzo può incontrare quando entra, così giovane, in un ambiente nuovo e così pericoloso come l’universo calcistico alle soglie del professionismo. Portare alla luce questo universo così problematico, è un merito del regista del film, che però ha accentuato in maniera eccessiva , a mio parere, il relativo contesto .Naturalmente un film tende sempre a sovraccaricare le vicende,però quì forse è stato fatto in modo eccessivo. Per evitare fraintendimenti:il mi giudizio esula in modo assoluto dalla triste vicenda personale di questo ragazzo. Su questo argomento, Luciano potrebbe esprimere senza dubbio un pensiero più articolato ed informato rispetto al mio….sempre che lo voglia fare ,naturalmente…:)

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  18. Il problema dei ragazzi che lasciano la famiglia per andare a vivere nei convitti delle squadre professionistiche è rilevante e ha moltissime sfumature.

    Non parliamo ovviamente dei ragazzini ‘regionali’ che possono essere tesserati solo se originari della stessa regione o di un’altra regione ma di una provincia confinante con quella di destinazione (per esempio, dalla provincia di Novara uno può venire all’Inter anche prima dei 14 anni perché Novara, pur essendo in Piemonte confina con la provincia di Milano).

    Questo perché in tal modo i ragazzini non devono trasferirsi ma possono viaggiare quotidianamente (di solito su minibus messi a disposizione dalle società) e continuare a vivere in famiglia.

    Questo richiede sacrificio: scuola, viaggio, allenamento, viaggio, studio serale. Ma crea solo un problema di resistenza e motivazione non crea problemi psicologici di abbandono del nucleo familiare.

    Al compimento del 14° anno i ragazzi possono essere tesserati da ogni parte d’Italia e qui cominciano i problemi, perché a quell’età abbandonare la vita in famiglia è sicuramente uno stress.

    Molto dipende dal carattere del ragazzo, dall’accoglienza dell’ambiente di arrivo e dalla continuità con cui si registra la presenza dei genitori. Oltre ai periodi di inattività che ovviamente i ragazzi trascorrono in famiglia, è importante la presenza dei genitori ad ogni occasione possibile. Molti arrivano per le partite, spesso arrivano il venerdì sera o il sabato mattina ed escono a pranzo con i figli, con i quali comunque trascorrono il tempo libero.

    Fondamentale è la conoscenza da parte dei genitori dei loro figli: i primi a sapere se hanno la forza d’animo e l’adattabilità per ‘sopportare’ il cambiamento sono proprio i genitori.

    A titolo di esempio racconto la mia storia personale: parlo di un ‘età minore (6/7 anni) ma anche di un periodo minore (un mese di lontananza: andavamo in colonia, mia sorella ed io. Lei era felicissima e si divertiva un mondo, io passavo il mese a piangere e ad abbracciare le cose che mi ricordavano la mia casa e i miei affetti.

    Ovviamente a 14 anni è diverso, ma l’esempio serve a dimostrare che non siamo tutti uguali.

    Una soluzione può essere quella di avere società satelliti ben organizzate. Ad esempio un ragazzino un può più fragile, se è friulano o toscano, può andare per un altro anno in una società affiliata e gestita da professionisti di livello, per venire a Milano più tardi.

    Qualche esempi di ragazzino affetto da ‘saudade’ lo ricordo, ma devo dire che si tratta di una minoranza quasi irrilevante.

    Diverso è il discorso di chi fa questo sacrifico del distacco e poi vede raramente il campo e si chiede se vale la pena e può entrare in depressione.

    Importante è in questi casi la vicinanza dei genitori e della società (l’Inter per esempio ha un’équipe di psicologi) e anche il fatto che si crei il cosiddetto ‘gruppo’.

    Negli ultimi anni l’Inter fa moltissimo turnover per fare giocare un po’ tutti e questo ha motivazioni tecniche (dare a tutti la possibilità di progredire) ma anche di ‘inclusione’.

    Diverso è il discorso sugli stranieri che arrivano di norma almeno a 17 anni.

    Si tratta di giovani più formati, anche se il distacco è maggiore perché Paesi diversi presentano anche usanze, acostumi, alimentazione diversi.

    In questi casi di solito l’Inter mette a disposizione dei genitori un certo numero di biglietti aerei per consentire ai genitori di stare vicini ai ragazzi, che inoltre hanno anche un tutor personale (il cosiddetto procuratore che fino alla maggiore età non può ancora chiamarsi così ma tiene i rapporti con genitori, società e si occupa di tutte le esigenze del ragazzo).

    In questi casi il problema maggiore è dato dal carico di illusioni che un trasferimento porta con sé.

    Se un diciassettenne emerge in patria al punto da venir corteggiato e messo sotto contratto dall’Inter , spesso pensa già di essere un big e non è preparato a sostenere (oltre ai problemi di ambientamento) una dura battaglia per realizzarsi.

    L’adattabilità, il realismo, l’autostima necessaria ma…moderata, la consapevolezza che non si viene a trionfare, ma a faticare per cercare di emergere sono fondamentali.

    Le società, per quello che ne so io, sono molto …materne (ma anche paterne, quando è necessario).

    L’Inter si prende cura sicuramente con grande attenzione di tutti gli aspetti legati alla crescita dei ragazzi.

    Recentemente leggevo dichiarazioni di ex vivaisti che giocano in altre squadre e che dicono . “l’Inter è un paradiso, per come si curano di te”.

    Tuttavia singoli casi di disagio sono possibili.

    Ricordo benissimo Bengtsson: era un ragazzo che non sarebbe mai dovuto venire: aveva discrete capacità tecniche, scarsissime doti atletiche e una fragilità psicologica abbastanza visibile anche dal di fuori.

    Quando si crea un caso di questo livello (assolutamente raro, tanto è vero che ha fatto e continua a fare scalpore a distanza di anni) secondo me le responsabilità sono un po’ di tutti, ma resta il fatto che è la famiglia che deve percepire il deteriorarsi della solidità psicologica del ragazzo, mantenendo anche con il figlio lontano rapporti stretti e intensi di confidenza e comprensione.

    Il genitore dovrebbe essere interessato più alla crescita equilibrata del proprio figlio che alle lusinghe si un improbabile successo.

    Ripeto: occorre lavorare tutti perché anche un solo caso di questa importanza non si verifiche. Serve attenzione e interessamento.

    Ma se i genitori per vari motivi non sono in grado di assolvere a un compito così delicato, qualche problema è inevitabile che prima o poi si verifichi.

    Questa però è solo l’opinione di un ‘esterno’ incompetente

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    1. Grazie Luciano per la tua analisi. Noi spesso giudichiamo solo la parte del campo,ma poi vi sono tutta una serie di variabili che ,soprattutto per i giovani, possono incidere sull’affermazione del giocatore.Le mie perplessità sul film ,nascevano dal fatto che ,al di là delle problematiche personali di Martin, l’ambiente del ns. settore giovanile appare come un ritrovo di “bullizzatori” e ,comunque,di ragazzi che hanno comportamenti mplto ,molto “sopra le righe” .Lo ripeto è un film e quindi tutto viene romanzato ed amplificato in certi aspetti, ,però il quadro che ne esce mi sembra distorto e con questo non voglio sostenere che uno spogliatoio di ragazzi di 16/18 anni non presenti delle variabili di questo tipo, ma penso ( e spero) che i ns .responsabili del settore siano diversi da come vengono rappresentati nel film ….e sia chiaro che non n e faccio una questione di tifo ,ma di una visione generale del settore.

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  19. Il film se presenta un ambiente come dici tu è sicuramente un falso. nel nostro caso sull’attenzione della società metterei la mano sul fuoco.
    sapessi quante volte sono venuto a sapere di ragazzi ‘casualmente’ assenti anche per più partite per punizione di comportamenti anche solo moderatamente scorretti. Non ne ho mai scritto perché non mi piaceva fare nomi e scorrendo l’elenco degli assenti si poteva facilmente capire.
    Qualche ragazzo difficile c’è stato, ma casi di bullismo in Primavera (martin se no ricordo male è arrivato per quella squadra) non sono davvero credibili. Io per lo meno non ci credo. prima qualcosa ogni tanto può accadere (a 12-14 anni massimo) come in tutti gli ambienti, persino a scuola. ma sulla vigilanza mi sento tranquillo

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  20. L’Under 17 dell’Inter è fortissima. Con l’arrivo del centravanti Tamiozzo (cm 193, 7 gol in 9 partite) dal Pordenone e del centrale difensivo greco (anche lui sopra il metro e novanta, nazionale ellenico, , se saranno all’altezza delle aspettative minaccia di diventare imbattibile

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    1. Senza ombra di dubbio. Mi pare che sia stato sostenuto più volte in questi mesi….almeno ricordando gli ultimi 10-15 anni.
      A mio parere l’unico della formazione che ,per attitudini atletiche tecniche e mentali, farà il professionista (non avendo grande fisicità vedo una c dignitosa sulle orme di sciacca e della giovanna) è fontanarosa. Poi nessun altro arriverà a livelli simili (magari forse carboni junior, il quale deve imparare a giocare con la squadra)

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  21. Neanche a me entusiasma la squadra Primavera. Non sarei però così negativo. Un solo calciatore professionista mi sembra eccessivo. A mio parere Zanotti, Casadei, Fabbian, Abiuso e Rovida giocheranno tra A e C. Escludendo i 2004. Chiedo a Luciano se conosce il motivo delle perduranti assenze di Moretti, Cortinovis e Hoti. Tra l’altro oggi mancavano anche Nunziatini ed Abiuso.

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    1. Non so il motivo di queste assenze prolungate. penso anch’io che se per professionisti si intende uno che può giocare sino alla C, fra 3-4 anni ci saranno più di uno degli attuali primavera. Se si parla di A il discorso è molto diverso.
      Zanotti secondo me farebbe bene in qualunque Primavera. Anzi, in una squadra più forte sarebbe ancora più decisivo

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  22. Con un attaccante molto forte e un difensore da affiancare a Hoti se ne potrebbe riparlare. Non ho capito perché gli unici interventi per le giovanili sono stati fatti su una squadra già strutturata (i 2005) mentre sul fronte Under 18 e Under 19 (al momento) è calma piatta.

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    1. Il costo di giocatori già in buona parte strutturati è molto piu alto, essendo anche il rischio relativo più basso. Inoltre la domanda da porsi è: un giocatore di spessore in un contesto simile definito migliora?

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      1. La primavera di quest’anno è quello che è e non è possibile migliorarla se non con più acquisti onerosi. Gli investimenti li abbiamo fatti sui 2004 ma per ora non sono stati ripagati, vedremo il prossimo anno (Botis, Anderson, Iliev, Matjaz, Grygar, Biral, kamate, Zuberek, anche Quieto)

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    1. Beh Zanotti ha coperto una falla ma ha fatto un esordio con personalità. Te la pongo in modo diverso: Zanotti avrebbe mantenuto progressi simili se avesse giocato nelle primavere più forti di quest’anno? Dove per forti intendo meglio assortite in termini di qualità, fisicità e competitività? Oppure avrebbe fatto anche meglio. L’esempio calza ovviamente meglio se parliamo di autentiche promesse

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  23. Non mi stupirei se uno tra perisic e gosens venisse utilizzato come mezz’ala contro il Liverpool.

    Ho visto il film “tigers” spero che il clima tra i ragazzi della primavera non sia realmente quello, ma ciò che emerge è la estrema fragilità di un ragazzo che non era pronto per un salto del genere. Spero tanto che abbia trovato la sua strada.

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  24. A proposito di rivoluzione, qualcuno conosce Zakaria, il mediano preso dalla juve? È un campione come dicono in tanti? L’ho visto giocare solo 2 volte (facendo benissimo contro barella per la verità) ma mi chiedo: è stupido il tottenham a spendere oltre 20 milioni per betancourt quando a pochi spicci ne prendi uno più forte? Conte non credo sia così sprovveduto.
    Il fallimento di Kulusevski a certi livelli è conclamato, però anche qui vale il discorso di cui sopra, evidentemente conte sa come sfruttarlo: non sarà un campione (nemmeno lukaku lo era) ma saprà farlo esprimere

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  25. Kulusevski per conto mio non è affatto ‘fallito a certi livelli’. Non ha sfondato nella juve per colpe certo non sue, anche se qualche limite rispetto alle aspettative lo ha palesato. Con CVonte farà benissimo, o almeno io ne sono convinto. Zakaria anch’io l’ho visto solo 3-4 volte, ma mi piace molto: è un uomo d’ordine, con una buonissima fisicità. Forse (forse) non rapidissimo sul beve. L’avrei voluto all’Inter, come avrei voluto, a suo tempo Kulu. detto questo, non conosco le cifre ma non credo che vada alla juve per pochi spicci

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    1. Difatti. Possiamo definire Paratici una specie di cavallo di troia….è lui che sta garantendo alla juve un mercato eccezionale

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  26. Under 17: Inter Pordenone 4-1 (autogol, autogol Di Maggio Bovo).

    Partita misteriosa, difficilissima da interpretare, a partire dalla nostra formazione.
    Inizialmente solo tra i presunti titolari mancavano 12 giocatori, oltre a quelli ormai stabilmente in U18 e U29.
    Molti dei non schierati non erano neppure in panchina.

    poiché non si gioca da tanto, c’è il covid che miete contagi e non conosco le motivazioni (forzate?) di queste scelte non mi pronuncio sulle stesse.

    Fatto sta che la formazione iniziale che affronta il Pordenone (squadra collocata nella pare medio alta della classifica) manca di questi probabili titolari:

    Raimondi
    Alexiou
    Aidoo
    Motta
    Bovo
    Ricordi
    Ciuffo
    Berembruck
    De Pieri
    Martins
    Tamiozzo
    Esposito

    Giocano:

    CALIGARIS

    CASANI T, CASANI I, STABILE, MICONI
    FOIS, STANKOVIC, DI MAGGIO,
    QUIETO,
    PEDRINI, ZEFI

    (volendo si potrebbe anche parlare di un 4231 con Fois Quieto e Zefi dietro Pedrini)

    A terzino destro gioca un centrale o comunque un elemento prevalentemente difensivo, a sinistra un esterno di piede destro.

    Di fatto le fasce sono bloccate, perché uno non è un attaccante, l’altro perde sempre un tempo di gioco per passarsi la palla sul destro.

    Stankovic viene riportato a centrocampo, forse per dare più sostanza atletica a un reparto che contava su due ‘leggerini (il 2006 Fois e Quieto).

    Andiamo presto in vantaggio grazie a un clamoroso autogol su azione di Di maggio, ma poi la partita dei nostri stenta a decollare.

    Loro in contropiede (passaggio orizzontale sbagliato, lancio profondo e percussione vincente) pareggiano prima del riposo, mentre per noi solo qualche occasione sporca, tranne una capitata a Fois che sbaglia la conclusione davanti al portiere.

    Nell’intervallo mi aspetto l’ingresso di Alexiou, Bovo, Esposito, Spinaccé.

    Invece entrano presto Castegnaro e Bovo, ma incomprensibilmente (dal di fuori) Bovo sostituisce Stankovic (migliore in campo nel primo tempo) .

    Con Jean (un 2006) la manovra diventa più fluida perché Miconi ritorna a destra, dove è forte e sulla sinistra Jean Castagnaro è una freccia…con il piede giusto.

    Entra anche Alexiou per Casani T, così almeno possiamo vedere il nuovo arrivo. L’altro, Tamiozzo, assiste dagli spalti in borghese.

    Verso metà tempo o poco prima segniamo con un altro autogol (ma almeno questo dopo una bella azione e con un forte tiro deviato).

    Gli ultimi cambi vedono entrare Esposito e, incredibilmente, altri giocatori bravi ma leggerini: Liserani, Mazzola e il 2006 Della Mora.

    Prima di uscire, Fois riesce a sbagliare altre due facilissime occasioni (una addirittura a 3 metri dalla porta).

    Pio si batte bene ma non riesce a segnare, nel poco tempo a disposizione, mentre Liserani Mazzola e della Mora perdono qualche contrasto, ma se la cavano.

    Gli ultimi due gol vengono finalmente a coronamento di buone azioni: prima è Di maggio che calcia dal limite come un…Eriksen, poi e Bovo marcato bene in area da un diagonale intelligente a trafiggere il portiere avversario.

    Ci sarebbe il tempo per arrotondare ma a Pio oggi non dice bene…

    Le pagelle

    Calligaris 6 sicuro le poche volte che è stato impegnato

    Casani I 6—ha la stuttura fisica de difensore non
    dell’uomo di fascia

    CasaniT 6 chiude bene nell’occasione del gol la linea difensiva è fuori posizione per l’errore del passaggio orizzontale intercettato

    Stabile 6+ qualche chiusura importante anche in aiuto dei compagni

    Miconi: 6.5 primo tempo in evidente disagio nell’appoggiare l’azione , non per colpa sua. Molto più incisivo a destra.

    Fois: 5 in realtà non gioca una cattiva partita, ma 3 gol sbagliati a tu per tu col portiere pesano inevitabilmente sulla valutazione

    Stankovic 8 dove lo metti lo metti, lui domina, costruisce, batte corner e punizioni

    Di Maggio: 8 determinante nell’azione del primo autogol, splendido nella conclusione vincente. E’ un fenomeno come testa (intelligenza) e piede. Vediamo se arriva almeno in serie C (gli auguro una grande A, ovviamente)

    Zefi: 6+ sembra irrobustito. Mostra dei colpi ma non riesce a essere decisivo. Qualcuno senza smorzarne gli entusiasmi gli spieghi che a calcio ha anche 10 compagni

    Quieto: 6+ un paio di azioni da applausi scroscianti. Visione di gioco, piede e dribbling. Fisichino. Vale il discorso fatto per DiMa (che è più robusto).

    Pedrini: 6+ non è un fenomeno tecnicamente ma si batte e si rende utile alla squadra

    Alexiou: 7 alla prima partita è chiaramente un po’ spaesato, ma mi è piaciuto. Potente, forte in progressione credo abbia molti margini di miglioramento. Una curiosità: mi avevano detto che era sull’1 e 90 a me dalla tribuna è sembrato un po’ meno.

    Bovo: 6.5 dopo un ottimo inizio di stagione non l’ho più rivisto per mesi. In campo oggi ha confermato di avere qualità importanti nel doppio lavoro di interdizione e spinta

    Jean: 6.5 ha un anno in meno, ma in progressione non lo batte nessuno. Vivace, incisivo buono anche con i piedi. Deve irrobustirsi senza perdere agilità

    Pio: 7 sembra ancora cresciuto in altezza. In area gli arrivano poche palle ma si rende pericoloso come attaccante che fa reparto con i compagni. Meriterebbe la soddisfazione della rete personale, che sfiora solo

    Liserani e Mazzola: 6+ sono due che sanno giocare a calcio, solo che se fanno un contrasto sei quasi certo che lo perdono. Se l’Inter ci insiste è perché pensa che possano rinforzarsi.

    Della Mora: 6+ un po’ meno veloce di Castegnaro, ma difende bene e si rende utile in fase di appoggio

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  27. Ciao a tutti, su Kulusevski e Betancour confesso anche io che di primo acchito ho pensato ad un favore reso da Paratici alla scuderia ovina.
    Poi però, riflettendo, non posso pensare che Conte non abbia avallato gli acquisti e lo stesso abbia fatto Daniel levy, presidente Tottenham che le cronache riportano essere molto attento ad ogni spesa e spigoloso nelle trattative.
    Di conseguenza io penso che i motivi dell’affare vadano ricondotti al fatto che sono due giocatori giovani, quindi con margini, almeno per gli inglesi.
    E che le non eccelse prestazioni sin qui tenute siano da rcondurr al caos tecnico gobbo degli ultimi due anni, a partire dal presente con un non gioco basato tutto su difesa e contropiede, fatto male peraltro.
    Ora Allegri ha la sua squadra: un medianone centrale atto a proteggere difesa (Betancour non poteva essere tale figura) e una punta veloce con tiro potente in grado di segnare da solo, o comunque anche con azioni estemporanee. E poi tutti a difendere con sceneggiate e falli vari.
    Questo dopo tutto è ciò che ha sempre fatto fare Allegri, ovviamente avedo in passato interpreti di qualità superiore e forza superiore a quelli attuali.
    In conclusione, penso che investire in giovani, anche se non fortissimi, sia sempre vantaggioso che stoccare risorse in gente a fine carriera. Per dire, la gobba non ha ceduto al Tottenham Cuadrado e Rabiot, giocatori sicuramente autori di migliori prestazioni ma più maturi e quindi senz amargini, anzi, destinati a calare, sopratutto il colombiano.

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    1. Guarda, sicuramente hanno fatto un mercato importante, vendendo a cifre incredibili in rapporto alla resa e prendendo un’attaccante a mio parere più completo di un reclamizzato haaland. Detto questo, e ammettendo che zakaria nel suo ruolo sia un campione e che gatti sia stato scelto da chiellini come unico suo successore di livello, betancourt è un buonissimo giocatore (perfetto contro il milan) che in un centrocampo a 3 e negli schemi di conte ritorna a essere forte in fase di contenimento. Chiaramente non puoi chiedergli di impostare e non ha la velocità per giocare davanti alla difesa ma se gli metti giocatori dinamici vicino in interdizione torna quello lanciato dallo stesso allegri. La verità è che le cessioni sono state determinate anche dalle offerte, allegri avrebbe fatto a meno di uno tra lady Oscar (rabiot) e mckenny piuttosto dell’uruguagio: chi si prende il francese con quell’ingaggio? Kulusevski ha il vantaggio dell’età e del fatto che a Parma ha dimostrato che tecnicamente può valere addirittura chiesa ma con un modulo diverso e sfruttando maggiormente gli spazi. Rispetto a chiesa sembra che manchi della grinta necessaria però. Porta in dote soldi, è ancora molto giovane ed il rischio di esplodere c’è con conte. In sintesi la juve qualche rinuncia rischiosa la corre, al di la degli entusiasmi sfrenati e fuori luogo che portano addirittura a considerarla favorita principale per la vittoria in campionato e in champions: a mio parere sulle cessioni hanno dovuto ragionare ripeto soprattutto in base alle offerte, si vedrà se allegri riuscirà a inserire gli acquisti con grande velocità.
      Infine ma non meno importante, ritengo che la vicenda dybala dirà qualcosa di più preciso anche sulla scelta immediata per vlahovic: se la botta, come è possibile, sarà fragorosa, anche l’acquisto del serbo sarà stato frutto di una decisione modificata in corso d’opera

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      1. >>>prendendo un’attaccante a mio parere più completo di un reclamizzato haaland
        un pochino esagerato, ma solo un pochino eh :-)

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        1. In realtà credo davvero che tecnicamente vlahovic sia più completo. Tuttavia è vero che deve ancora dimostrare tutto nelle competizioni europee

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  28. Quello che non vi spiegano i giornalai al loro servizio. Kulu 5 milioni di prestito a Giugno se Totthenam arriva nei primi 4 ricevono i restanti 35 se no ridiscutere prezzo . Betancur 22 ma 9,5 devono versarli al Boca –

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  29. Kulu e Batancur sono ottimi giocatori ( soprattutto, il primo mi sarebbe piaciuto da noi), entrambi sono stati venduti ad un prezzo oversize: Kulu è a bilancio per 2o milioni e negli ultimi due anni ha giocato poco. Beta viene da due anni in chiaro scuro.
    Non si capisce come i dirigenti del Tottenham abbiano potuto accettare una operazione del genere.

    Davvero, quando ci sono di mezzo quelli lì, c’è sempre qualcosa di poco comprensibile (vedi Locatelli e Chiesa).

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  30. Importante vittoria nel derby. naturalmente la squadra resta quella che è, ma almeno oggi, con tutti i suoi limiti, ha giocato con grande grinta e da squadra.
    Com’è il calcio. quando Chivu sostituisce Iliev con Pesche, io penso: come facciamo a essere percolosi in avanti con due frillini come Jurgens e Peschetola?
    Poi jurgens vince il primo contrasto della partita,. serve Pesche che infila a porta vuota…

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    1. Luciano sbaglio o Valentin Carboni si è irrobustito? Di sicuro mi sembra più alto rispetto all’esordio. Atleticamente pur essendo un 2005 se la cava sicuramente di più di iliev. Peschetola può funzionare se deve puntare l’uomo da subentrato

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