Non tutti gli 1-0 sono uguali: Inter – Hellas Verona 1-0

Foto: Lautaro Martinez abbracciato dai compagni. L’attaccante argentino ha deciso con una sua rete la sfida casalinga contro l’Hellas Verona nell’ultimo turno di campionato.

Chi mi conosce sa anche la mia ‘tesi’: in un campionato sono  preziose le vittorie di corto muso ottenute giocando male mentre sono mortifere le vittorie sfuggite giocando bene.

Il tutto si può anche tradurre in una frase sola: vince chi alla lunga esprime più equilibrio e continuità nelle prestazioni e nei risultati.

Sulla base di questa tesi lo scorso anno avevo previsto che non avremmo vinto lo scudo, che sarebbe poi andato al Milan.

Noi avevamo buttato parecchi punti in partite dominate e mi sembrava probabile che quando avremmo avuto una flessione (quasi inevitabile se non sei un super squadrone) ne avremmo persi ancora di più.

Al contrario il Milan nel periodo decisivo ha spesso prevalso di misura giocando male.

Riporto alcuni dati, considerando solo le partita cosiddette facili (cioè quelle senza di mezzo juve, Napoli, Roma, Atalanta, Lazio e i derby).

Il Milan ha vinto di misura o pareggiato soffrendo ben 13 partite, che gli hanno fruttato 29 punti

Noi abbiamo vinto o pareggiato soffrendo 8 partite che ci hanno portato 14 punti.

Invece abbiamo maramaldeggiato in  18 partite, molte più di loro, nelle quali abbiamo vinto con almeno due gol di scarto  e in ben 12 di queste abbiamo segnato dai 3 ai 6 gol.

Pur giocando molto meglio delle rivali di quel giorno abbiamo lasciato punti decisivi in queste partite:

  • Samp -2
  • Atalanta -2 (rigore sbagliato)
  • Milan -2 (rigore sbagliato)
  • Lazio -3
  • Poi la svolta nel ritorno
  • Milan -3
  • Sassuolo -3
  • Genoa -2
  • Fiorentina (in casa) -2
  • Bologna -3

In totale 9 partite in cui abbiamo perso punti malamente, per un totale di 22 punti

A me sembra che anche da questi dati esca l’ennesima conferma del fatto che nel nostro campionato l’equilibrio in campo è sempre molto forte e che le 5/6 vittorie dominando e magari segnando tantissimi gol non contino, se poi perdi troppi punti contro rivali relativamente agevoli o in qualche scontro diretto in cui hai giocato meglio

Negli scontri diretti col Milan, infatti, abbiamo totalizzato 1 punto contro 4, giocando meglio di loro. Bastava pareggiare anche al ritorno, anche se  sarebbe bastato vincere col Bologna o con il Sassuolo in casa, per prevalere e conquistare lo scudo.

Ma quando perdi o pareggi giocando bene, ti devi aspettare che persino con  avversari modesti, quando sarai in calo di condizione, perderai  molti più punti preziosi.

Ed era purtroppo molto facile prevedere che nel girone di ritorno con la nostra rosa incompleta e il calendario folle predisposto (semifinali e finali di CI, Supercoppa, ottavi contro il Liverpool che accompagnavano molti turni di campionato infrasettimanali) avremmo avuto una flessione in termini di gioco e risultati.

Quindi i risultati di corto muso possono essere letti in due modi: sono grandi valori se per rosa della squadra e calendario ritieni di essere destinato a crescere, sono campanelli di allarme nel caso in cui si valuta che quello che esprimi sia il tuo top.

Quest’anno secondo me il discorso si pone solo per i piazzamenti CL, perché il Napoli ha un grande vantaggio e una rosa, soprattutto davanti, che non fa temere (o sperare) in tracolli.

Lazio, Atalanta e Roma, teoricamente mentre scrivo tutte a 3 punti da noi, sono ancora in corsa.

Personalmente (e qui posso sbagliare in modo clamoroso) credo che delle tre solo la Roma abbia  possibilità di crescita significative (forse sono influenzato da …Mou); Milan e juve non so se e quanto possono crescere.

Temo più la juve perché troppi giocatori importanti (da Bremer a Pogba, da Di Maria a Chiesa, da Vlahovic a Locatelli) hanno giocato poco e/o non si sono espressi al meglio.

Poi la juve non ha la CL e non ha la Supercoppa (lo so che molti dicono: 2 o 3 partite in più cosa vuoi che siano? Ma si tratta di incontri che ti prosciugano).

Sul Milan sinceramente non ho elementi per prevedere una crescita o una stagnazione: gli ultimi riscontri farebbero pensare alla seconda ipotesi, ma preferisco diffidare

La situazione dell’Inter è questa: abbiamo vinto a fatica 3 delle ultime 4 partite e pareggiato disastrosamente la quarta, a Monza: abbiamo margini di crescita (per cui l’1-0 col Verona verrebbe a posteriori giudicato un ottimo risultato)?

Non so, e non solo perché non sono un indovino.

Da un lato è sperabile (ma non certo) che Brozo e soprattutto Lukaku finalmente tornino a dare con continuità un rendimento adeguato alle loro teoriche potenzialità. E sarebbe  un grande contributo.

Dall’altro la rosa resta carente, come si è visto ancora nella partita di Coppa contro il Parma e la mole di partite ravvicinate fa impressione, se si considera appunto che le riserve affidabili sono poche.

Faccio due esempi: Miki e Dzeko sono due grandi giocatori, ma costretti a giocare 3 partite in sei giorni, nella terza il loro rendimento è calato nettamente.

Ma Miki e Dzeko non avevano riserve adeguate.

Poi ci sono le incognite dei giocatori sui quali le voci di mercato sono insistenti e in qualche modo non possono evitare di venirne coinvolti: da Skrinar a Dumfries a quelli che sono in scadenza a sei mesi.

Insomma è difficile pensare che fra un paio di mesi saremo nella condizione di ringraziare per la vittoria sull’ Hellas vista come punto di partenza.

Difficile ma non impossibile.

Di certo c’è che tre vittorie e un pareggio nelle ultime 4 partite (senza furti sarebbero state 4 vittorie) POSSONO essere un buon segnale.

Sul piano del gioco invece solo il match con il Napoli è stato apprezzabile (non a caso il primo della serie).

Nelle altre abbiamo fatto poco e sofferto abbastanza a lungo squadre tecnicamente inferiori.

Contro il Verona dopo un primo tempo discreto siamo andati in affanno e in ogni caso, pur tenendo conto degli errori arbitrali (espulsione mancata, gol annullato in modo discutibile, probabile rigore non concesso) abbiamo mostrato notevoli limiti di gioco soprattutto quando abbiamo subito la loro pressione alta senza riuscire ad uscire .

Vero che loro non hanno mai creato pericoli (un solo tiro in porta al 71’), ma, statistiche alla mano, anche noi abbiamo fatto solo tre tiri in porta, gol compreso: una cifra inquietante e insolita, soprattutto se si pensa che la partita si era subito messa bene con il gol del vantaggio immediato

Insomma abbiamo assoluta necessità di ritrovare subito al top titolari importanti e di vedere una crescita di qualche ‘alternativa’.

Per poter sperare in una qualificazione tranquilla alla prossima CL per giocarci le speranze di vincere qualcosa e di superare il turno (difficile) in CL.

Le pagelle di Inter – Hellas Verona

Onana: subisce un solo tiro in porta, funge da difensore aggiunto (il gol di Lauti nasce da un suo lancio lungo su Dzeko), esce una volta a vuoto ma si salva .

6+

Skriniar: non il solito implacabile marcatore, ma deve sdoppiarsi sull’esterno sinistro scaligero e sulla necessità di coprire su Djuric. Comunque sempre imprescindibile

6+

Acerbi:  roccia insuperabile e sulle palle alte non era proprio facile. Contro i grandi saltatori si fa preferire a de Vrij.

7

Bastoni: non una prova lucidissima, soprattutto in appoggio, ma in marcatura appare sempre concentrato e tempestivo.

6.5

Nb. se il Verona ha fatto un solo tiro in porta in 95’ molto merito va allo spirito di sacrificio di tutti i compagni, ma un qualche merito ci sarà anche specificatamente per i difensori. O no?

Darmian: questa volta non riesce ad affondare, ma dopo la prima parte tutta la squadra risulta più contratta che in altre situazioni. In fase difensiva controlla bene avversari non mediocri

6+

Gagliardini: prestazione ampiamente sufficiente. Corre contrasta si inserisce. Ovvio che se uno pensa a Suarez (quello vero) o a Pirlo non ci siamo proprio. Ma l’assist per il gol viene dai suoi piedi come l’assist per il colpo di testa sempre di Lauti parato: Entra in due delle tre conclusioni a rete della nostra partita.

6+

Calhanoglu:  un’ora davvero alla grande. Orchestra il gioco ma soprattutto stupiscono alcuni suoi provvidenziali interventi in fase di chiusura (anche se per lui come per bare, quando contrastano nei pressi dell’area il mio batticuore sale).

7

(Dal 24’ s.t. Asllani: circa 25 minuti in cui conferma di avere personalità e ottime qualità tecniche. In poco tempo potrebbe essere pronto per diventare una vera alternativa anche nei grandi match.

6.5)

Mikhitaryan: primo tempo alla grande, è lui che fa salire la squadra, lui che ispira le situazioni offensive più pericolose, sfiorando anche il gol. Non ha mai avuto un gran fisico e ora alla distanza paga  gli eccessivi sforzi ravvicinati.

7-


(Dal 31’ s.t. Barella: entra per far respirare Mikhi e per dare nuova linfa al centrocampo un po’ provato dagli sforzi. In questo senso dà il suo contributo pur senza esibirsi nelle giocate che gli conosciamo.

6.5)


Dimarco: dinamismo, intraprendenza e sinistro magico sono i punti di forza a cui ci ha abituati e che ha confermato anche contro il Verona, in un match nel quale si è trovato spesso a dover giocare persino da sottopunta.

6.5

(Dal 31’ s.t. Gosens: rileva Dimarco quando il Verona tenta il tutto per tutto con tanti attaccanti e serve peso e fisicità sulla fascia. Qualche buon intervento ma non è ancora il giocatore che conoscevamo.

6)


Dzeko: lui e Miki sono tra quelli che pagano di più per l’impiego reiterato e ravvicinato. Subisce la fisicità dei difensori avversari e  sbaglia alcuni controlli agevoli in fase di costruzione.

6 di stima 

(Dal 24’ s.t. Correa: rispetto al solito almeno sembra impegnarsi, sia pure con risultati… non entusiasmanti.

5 di… speranza)

Lautaro: leader e autentico trascinatore. Non salta l’uomo come Kvara, non ha la fisicità di Osimhen, ma resta un elemento decisivo per i suoi colpi vincenti e per la garra che esprime trascinando i compagni.

7

(Dal 44’ s.t. Carboni:

s.v.)


All. Inzaghi:  come ho detto più volte, mi riesce difficile giudicare un allenatore nella singola partita perché non conosco le condizioni vere dei singoli e della squadra prima del match e durante la gara. Posso dire che se vincesse la super coppa e poi la domenica successiva in campionato in queste condizioni realizzerebbe un piccolo capolavoro.

6.5

Come avevo anticipato sabato a Interello ho assistito alla partita dell’U16.

Under 16: Inter – Empoli 1-2

In un Interello riaperto (definitivamente? Speriamo) al pubblico ci giochiamo contro i toscani, avversario tradizionale a livello giovanile una partita interessante perché gli empolesi sono secondi in classifica dietro la Fiorentina, nel girone C.

Inizialmente schieriamo questa formazione:

Michielan

Ballo, Luchetti, Verre, Carbonara

Mancuso, Cerpelletti, Mantini

Idrissou

Urbano, Tassotti

In panchina: Taho, Ojetti, Pandullo, Stante, Nenna, Affronti, Balduzzi, Patelli, Sgrò, Kamal.

I nostri partono bene, hanno 3-4 buone occasioni e segnano il gol del vantaggio (credo con Tassotti, ma non sono sicuro).

Poi la scena cambia completamente: l’arbitro concede un rigore del tutto inesistente che il loro Huoi realizza e poco dopo passano in vantaggio su azione nettamente viziata da fuori gioco di partenza.

Sportivamente, trattandosi di un’amichevole, mister Solivellas invita i nostri a non protestare eccessivamente e il tempo finisce con un sostanziale equilibrio di gioco.

Nella ripresa praticamente vengono cambiati tutti i giocatori (in modo corretto, trattandosi di un’amichevole) e noi pian piano usciamo dalla partita, tanto da non renderci più pericolosi e invece da costringere Taho a 3-4 parate davvero importanti

Trattandosi di un’amichevole non mette conto di entrare un po’ più nel dettaglio, basterà dire che nella prima parte i nostri hanno  giocato discretamente, cercando di costruire l’azione dal basso con buoni fraseggi.

In ogni caso con avversari molto consistenti si sono visti i limiti già noti, a parer mio, di questa squadra.

Anche considerando che mancavano ovviamente Cocchi, Mosconi, oltre a Ciardi appena ceduto (ma tutti questi giocavano già in U17), la squadra sembra da rinforzare in modo sostanziale per affrontare con ambizioni il prossimo campionato allievi.

Oltre ai portieri, a me sembra che pochi giocatori abbiano potenzialità davvero importanti: Balduzzi, Verre, soprattutto Mancuso. Altri potrebbero progredire in questi mesi, per esempio Ballo, impiegato da esterno sinistro, che deve migliorare ma ha un fisico importante.

Nell’Empoli ho visto qualche ottimo giocatore come Huoi, Rugani che ha un passo da fuori categoria e soprattutto il centravanti  Zanaga, proveniente dalla juve e che gioca sotto età. Zanaga consiglio di seguirlo attentamente, per la carriera. Fosse per me lo prenderei subito

Non sono riuscito a sapere, invece, il risultato dell’altra amichevole interessante che i nostri Under 15 hanno giocato sempre contro l’Empoli, alla stessa ora ma all’Accademia.

Per motivi di famiglia non ho potuto assistere dal vivo al derby primavera, ma naturalmente non mi sono perso il match in tv.

Under 19: Inter – Milan 1-0

Qualcuno ricorderà che dopo Inter – Verona U19 di coppa Italia, tre giorni fa, avevo scritto di anticalcio.

Bene, il derby invece lo abbiamo vinto giocando da squadra vera, con dei limiti, ma con solidità, giusto modo di stare in campo, intelligenza.

Avevo parlato di anticalcio per una partita che invece i gazzettieri avevano celebrato come un match da passare alla storia.

Tutto dipende da che cosa si intende per calcio.

Una partita in cui andiamo in vantaggio dopo meno di venti minuti per due a zero, dopo altri venti minuti siamo sotto per tre a due, prima della fine del tempo pareggiamo sul tre a tre, poi nel secondo tempo riusciamo a riportarci in vantaggio.

A quel punto subiamo il loro ritorno perché mettono l’uomo tre volte solo davanti a portiere (prendendo un palo e calciando due volte fuori clamorosamente) e all’ultimo secondo prendiamo il 4-4.

Nei supplementari ci riportiamo sul 5-4 ma nel finale rischiamo ancora più volte di essere raggiunti.

Queste cose che entusiasmano molti, io le avevo viste solo nel calcio oratoriale..

Contro il Milan è stata tutta un’altra cosa, si è giocato un calcio vero, fatto di tattica, di agonismo, di pressioni offensive e di coperture ferree, abbiamo saputo, contro un avversario di forza pari alla nostra, attaccare senza scoprirci, far male quando si doveva farlo, soffrire tutti insieme da squadra quando si doveva soffrire.

La vittoria ci ha giustamente premiato dopo una grande prestazione di gruppo, di un gruppo che non ha i fuoriclasse del recente passato ma che sa dare il massimo  di quanto è nelle sue corde.

Questa la formazione iniziale

Botis

Dervishi, Fontanarosa, Di Pentima, Pelamatti (Pozzi dal 61′)

Martini, Grygar (Stankovic all’82’), Kamate (Andersen dal 61′)

Owusu (Di Maggio all’82’), Esposito (Zuberek dal 68′), Iliev

La partita

I nostri iniziano concentrati e con grande determinazione e nel primo tempo otteniamo il vantaggio, meritato e sin troppo esiguo.

Praticamente il Miilan ha una sola occasione, alla mezz’ora circa con El Hilali, mentre noi sfioriamo il gol più volte, con Di Pentima (2) Esposito, Owusu e Iliev e con una gran traversa di Kamate.

Poco dopo la conclusione pericolosa di El Hilali parata da Botis, Owusu trova un gran gol dopo una bella azione personale.

Non accade più nulla di rilevante fino al riposo.

Nella ripresa la partita è più equilibrata, i nostri forse avvertono un po’ di stanchezza (per loro è la terza partita in sette giorni, con i supplementari in mezzo, dopo una sosta di due mesi del campionato).

La prima occasione è ancora per l’Inter, con Esposito che gira a lato un bel cross di Pelamatti.

Al 15’ però l’Inter fa due cambi: escono Kamate (uno dei migliori ma stremato) e Pelamatti ammonito. Andersen e Pozzi i sostituti

Pozzi è un nuovo arrivo, era stato dato in prestito alla Varesina, in serie D dove giocava da titolare.

Adesso il Milan tenta il tutto per tutto e continua per noi la girandola di cambi, che è quella segnalata più sopra.

Noi riusciamo a uscire più raramente, ma tutti gli undici in campo si sacrificano, lottano e chiudono ogni spazio.

Così, Botis non viene mai impegnato seriamente, se non nei minuti di recupero quando Fontanarosa, con un grande intervento toglie la palla dalla porta a Botis battuto.

Ora la classifica è molto più tranquillizzante, la squadra come lo scorso anno sembra crescere in modo deciso alla distanza, anche se in questa stagione sembra quasi impossibile la qualificazione per i play off.

Le pagelle

Botis: mai impegnato seriamente, non trattiene qualche palla abbastanza facile, ma rimedia. Superato nei minuti di recupero da un diagonale velenoso, viene salvato da Fontanarosa che rinvia sulla linea.

6.5

Dervisihi: bravo in qualche diagonale difensiva, tiene la posizione con attenzione e sacrificio, ma il suo contributo in fase di spinta è modesto.

6

Di Pentima: sta migliorando di partita in partita, dopo il suo esordio. Ha grande fisicità e la utilizza per annientare il pur forte Longhi. Sui calci piazzati sfiora due volte il gol.

7

Fontanarosa: partita strepitosa, da leader della difesa e della squadra. dalle sue parti non si passa e quando serve si fa in quattro per aiutare i compagni. Giusto che proprio lui abbia il merito di aver salvato il risultato al 91’. 

7.5

Pelamatti: molto impegnato da Scotti sulla sua fascia deve restare in zona e qualche volta ricorrere all’aiuto di Fontanarosa. Sufficiente dietro, spinge poco, ma in un’occasione si produce in una galoppata con cross splendido sul quale Pio mette fuori di testa, non di molto.

6+


(Pozzi: quest’anno con la partenza di Carboni e la promozione di Zanotti gli esterni bassi non sono arrembanti come nelle scorse stagioni. All’esordio dopo una mezza stagione da titolare in serie D, pur con tutte le attenuanti del caso, non convince.

5)

Martini: non mi aveva mai convinto completamente, ma questa volta devo ricredermi. Per un’ora domina la sua zona nella quale agisce anche il ben noto Alesi, lasciandogli poco o nulla e riesce anche a supportare l’azione offensiva.  Sostanza e quantità.

7

Grygar: ha il compito, come Martini, di dare equilibrio alla squadra che conta su tre punte e sulle incursioni del terzo centrocampista Kamate. Gioca con intelligenza chiudendo gli spazi e dando i tempi di gioco. Come tutti (tranne i difensori) cala un po’ alla distanza.

6.5

(Stankovic: pochi minuti per sostituire in mezzo al centro campo il generoso Grygar.

s.v.)

Kamate: giocatore in grande crescita. Ha fisicità, è migliorato sul piano tecnico e nello specifico ha assolto bene al doppio compito di limitare Gala, il più pericoloso dei suoi, e sostenere con le ripartenze l’azione d’attacco. Coglie una traversa con una grande conclusione da fuori.

7

(Andersen: mette corsa  e testa  – sui palloni alti –  per contenere il forcing finale  del Milan. Utilissimo nel momento in cui alcuni compagni erano un po’ in sofferenza.

6+)

Owusu: sembra in grande condizione. Punta l’uomo, spesso lo salta e costituisce una vera spina nel fianco per la difesa rossonera. Segna un gran gol e poi si sfianca in un’azione di sostegno ai difensori e segnatamente a Dervishi.

(Di Maggio: meno ‘difensivo’ di Grygar, non va a fare il play  ma sostituisce in realtà Owusu, anche lui stremato, e serve per infoltire centro campo e fascia destra nonché per congelare la partita con la sua abilità di palleggio.

s.v.)

Esposito: chiuso nella morsa di due difensori molto atletici, senza un compagno vicino con cui dialogare, in pratica ha dovuto accontentarsi di aiutare la squadra con un grande lavoro sporco, spalle alla porta, o spizzando di testa, con il compito di far rifiatare i compagni. Sull’assist di Pela manda a lato di poco.

6


Zuberek: ha più forza fisica di Pio e la sfrutta per cercare di farsi largo e tener impegnati al massimo i due centrali rossoneri. E’ costretto a lavorare lontano dall’area di rigore avversaria.

6

Iliev: non riesce a essere decisivo come in molte altre occasioni, ma mette al servizio della squadra la sua qualità che ha ben pochi eguali in categoria. Deve solo mettere peso (senza perdere agilità) e un po’ di forza fisica. nel finale è stremato

7

All. Chivu: speriamo che vada come lo scorso anno: studia il materiale a disposizione, ci impiega un po’ per fare le scelte, poi quando trova la soluzione la squadra cresce a vista d’occhio e infila prestazioni convincenti. Speriamo che il trend si confermi anche nelle prossime partite.

7

Luciano Da Vite

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16 pensieri riguardo “Non tutti gli 1-0 sono uguali: Inter – Hellas Verona 1-0

  1. Penso che i giovanilisti dovrebbero essere contenti del ventilato scambio Brozo / Kessie. L’Ivoriano ha 4 anni in meno, ma soprattutto con lo scambio avremmo la possibilità di lanciare il fortissimo e prontissimo ventenne Asllani (avendo comunque un’alternativa di spessore come Calha) e soprattutto potremmo sostituire lo ‘spregevole’ Gaglia con Kessie

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  2. Questo scambio non mi convince Luciano non lo farei mai: troppa la differenza di qualità tra i due. Eppure io mi arruolo tra i giovanilisti eh.

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  3. Se gli blocchi fascia sx loro sono veramente poca cosa.
    A ritmi più bassi, come stasera, tra noi e loro non c’è partita.
    Bravi tutti, anche Inzaghi, che nella ripresa ha saggiamente abbassato la squadra ma senza farsi schiacciare

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  4. Maledetta dirigenza. Fino a qualche anno fa a vedere queste partite mi divertivo, perché tanto le giocavano gli altri e io non soffrivo. Poi soffrivo solo in settembre perché a ottobre eravamo fuori da tutto.
    Invece così ho sofferto oggi, mi tocca soffrire ancora Campionato, in Coppa Italia, in CL.

    Intanto Gnontò ha segnato un’altra doppietta nella Premier Ligue

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  5. primo tempo fantastico ieri. Preparata benissimo da Inzaghi

    avevo cmq molta paura nel secondo tempo li ho visti abbastanza stanchi e il milan è venuto fuori ( ci stà) ma son stati pericolosi solo con tiri da lontano.

    direi che non lasciare praterie a Leao aiuta .. spero che gli allenatori di serie a hanno visto la partita e prenderanno qualche contromisura ( vero Nicola?)

    forse per la prima volta Correa è entrato con la garra giusta in partita (bene così)

    pessima la scelta di non giocarla a San Siro .. sarebbe stato epico in uno stadio con 90000 persone e un clima incredibile

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  6. Mooolto bene anche la grande sportivita’ dimostrata dalla squadra!
    Non era facile, in un momento di così grande euforia, dopo quanto fatto da loro con la vittoria dell’ultimo (speriamo) scudetto …

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