Non ci resta che confidare nella scaramanzia: Inter – Villareal 2-4

Uno scatto di Inter – Villareal. L’ultima amichevole precampionato ha visto i nostri ragazzi uscire sconfitti dalla sfida con il risultato di quattro reti a due.

Di frasi scaramantiche, da utilizzare allo scopo, per consolarsi, ce ne sono parecchie. Ne cito qualcuna:

  • Il calcio d’estate è bugiardo.
  • Le amichevoli non contano nulla.
  • Chi è promosso nel calcio mercato poi fa male in stagione.

Eccetera.

Noi dobbiamo sperare che uno di questi scongiuri funzioni, perché a poche ore dall’inizio del campionato, di motivi razionali per rallegrarci o per sperare ne abbiamo pochi.

Diciamolo chiaramente: in queste amichevoli abbiamo fatto male a livello di risultati e mostrato preoccupanti lacune nel gioco.

Lo ripeto, io dico quello che vedo, non faccio l’indovino, se non per gioco, e non faccio previsioni né ottimistiche né pessimistiche prima che siano passate almeno 15-20 partite di campionato.

Quello che ho visto sino ad ora non mi è piaciuto.

Non sto neppure a elencare le cause più difficili da individuare, perché potrebbero essere legate al contingente, ma alcune carenze che mi sembrano strutturali credo di poterle esprimere.

Contro il Villareal giocava la squadra titolare, tranne Brozo (il cui sostituto però è stato dipinto come il nuovo fenomeno).

Invece gli spagnoli avevano assenze importanti nel reparto offensivo (per fortuna, altrimenti anziché 4 gol quanti ce ne avrebbero fatti?).

Non c’era neppure la scusante della preparazione più arretrata, perché entrambe giocheranno la prima ufficiale nel prossimo fine settimana.

Patetico il ricorso alle condizioni del campo: era brutto per entrambe, perché loro spingevano come dannati e noi avremmo dovuto temere di farci male?

Eppure, una è sembrata una squadra, l’altra no.

Intendiamoci, qualche giorno fa si discuteva sulla carenza di fascinazione che il calcio eserciterebbe sui giovani, i quali hanno voglia di provare emozioni forti in serrata sequenza  e non vengono attratti da incontri in cui gli atteggiamenti speculativi consentono di avere poche emozioni diluite in 95 minuti.

Se questo è vero il calcio o diventa calcio champagne, esibizioni, offensive segnate da una tecnica superiore, a danno di  aspetti tattici e agonistici, oppure perderà seguaci.

Il calcio di Unai Emery non si pone di sicuro tra quelli che esaltano le platee (almeno quelle neutrali).

Il calcio di Inzaghi per ora neppure ci riesce, ma in più deprime i tifosi che vogliono il risultato.

Ma noi ormai siamo tifosi e per i tifosi la cosa più importante è vincere.

Battere due volte il Bologna 1-0 è meglio che dare spettacolo per 6-1 e poi perdere per 2-1 nel ritorno e lasciarci lo scudetto.

Unai Emery è un allenatore che fa giocare benissimo la propria squadra sul piano tattico, della copertura perfetta del campo e degli spazi vitali.

Ha scelto per questo giocatori non fenomenali ma tutti validi e idonei a soddisfare le sue richieste in modo pienamente positivo.

Loro sono maestri nelle chiusure di squadra (ho sentito Inzaghi dire che hanno fatto 4 gol con 5 tiri, ma a parte il fatto che lasciarli arrivare 5 volte soli davanti al portiere non è proprio una bella cosa,  quante volte noi abbiamo messo l’uomo davanti al loro portiere?).

Dico ‘chiusure di squadra’ perché qualche errore individuale loro lo hanno fatto, ma noi di più e in più occasioni non abbiamo saputo rimediare con i recuperi dei compagni.

Loro sono stati abili come noi sulle ripartenze (soprattutto sulle nostre palle perse), con buoni palleggiatori in mezzo e punte meno ‘di peso’ ma più rapide delle nostre.

E soprattutto, grazie alla rapidità delle punte e agli schemi di gioco hanno saputo attaccare in modo più insidioso la nostra difesa schierata.

Ma non c’è dubbio che il punto di forza stia nella fase difensiva quasi perfetta.

Sono un blocco omogeneo e non privo di qualità: si capisce, così, perché siano arrivati in semifinale di CL, eliminando squadroni acclamati, e abbiano vinto l’EL.

Concedono poco allo spettacolo inteso come frizzante susseguirsi di emozioni, come invece accade ad alcuni allenatori che vanno per la maggiore ma lo possono fare anche perché possiedono i migliori fuoriclasse del mondo.

Ma gli spagnoli  sono “rognosissimi”, difficili da superare e anche pericolosi.

Secondo me è Inzaghi che dovrà capire l’origine di queste differenze, anziché negarle o minimizzarle (anche se non può certo ammetterle  pubblicamente): carenze a livello di organico? Condizione fisica più arretrata? Atteggiamento tattico superficiale?

Alcune situazioni comunque potrebbero già essere visibili.

La maggiore: anche quest’anno, nonostante un Lukaku in più (ma un Perisic in meno) è che faremo fatica a sfondare le difese chiuse e a bloccare le ripartenze, soprattutto contro attaccanti veloci.

Abbiamo fatto due gol uno su un’uscita a vuoto del loro portiere e l’altro probabilmente in fuori gioco. E poco altro.

Abbiamo subito 4 gol più alcuni pericoli o su passaggi sbagliati a centrocampo ben sfruttati, o su scatti degli esterni che superavano sempre il marcatore in velocità e potenza .

Significativo mi pare fosse il secondo gol quando perdiamo palla sulla nostra trequarti, apertura del loro centrocampista sulla destra, rapida sterzata dell’esterno.

I tre centrali correttamente si preoccupano dei tre attaccanti spagnoli che aspettano il cross, ma per il loro esterno è un gioco da ragazzi rimetterla 3 metri indietro, in area, dove tre loro centrocampisti arrivavano indisturbati, avendo preso almeno 5 metri ai nostri centrocampisti distratti o stanchi.

O mal posizionati.

Poi ci sono altre osservazioni: la manovra non scorreva fluida neppure nelle ripartenze, che dovrebbero essere il nostro forte, il palleggio di avvicinamento era lentissimo e prevedibile.

Perché questo?

Le punte erano poco mobili e non offrivano soluzioni di gioco?

Gli esterni non riuscivano a prevalere sullo spunto individuale. Gosens tra l’altro giocava largissimo e si inseriva senza palla, ma veniva quasi puntualmente ignorato. E’ ovvio per tutti che Robin non è Perisic che trascina la palla di potenza, scattando ripetutamente  nella stessa a zione: il tedesco va pescato nello spazio e nei tagli al centro quando l’azione si sviluppa sulla destra. Se non gliela dai in quei frangenti la sua presenza diventa quasi inutile.

Fatto sta che le punte hanno ricevuto pochissimi palloni giocabili (bravi i due centrali Albiol e Pau Torres, ma se giocassero da noi li etichetteremmo subito come troppo lenti…) e Lauti ha sbagliato qualche palla di troppo.

Poi qualcuno è apparso fuori condizione o distratto da altri problemi, come, comprensibilmente, Skriniar e forse Dumfries.

Insomma, non si può negare che a sei giorni dall’inizio del campionato i problemi aperti siano numerosi (ci metterei anche i dubbi su Darmian impiegato come braccetto).

Secondo me in sei giorni non si potrà fare molto e, se non miglioreremo di almeno il 30%  e non ritroveremo l’atteggiamento e lo spirito di squadra (anche tatticamente) a Lecce correremo molti rischi.

Le pagelle

Handanovic: il tiro all’Handanovic ormai è una  moda e molti ci si divertono. Sicuramente non ha responsabilità su 3 dei 4 gol. Si può discutere su quello di Pedraza (bravissimo, e in quell’occasione fortunato, comunque). Ma non è stato quel disastro che si legge. 5.5

Skriniar: in grandissima difficoltà contro Pedraza. Fuori condizione o distratto dalle voci di mercato? Forse un po’ di entrambe le cose. Però quando lo spagnolo lo salta di netto e va in gol come mai non c’era raddoppio? 5

D’Ambrosio: l’altra faccia del tifo prevenuto. Non è un dio del tocco, lo si sa, ma se tutti avessero la sua garra, la sua determinazione a non mollare mai la sua capacità di farsi trovare sempre pronto (per le cose che sa fare, certo) le cose andrebbero meglio. 6

de Vrji: in netto crescendo rispetto alle prime uscite, per quasi tutta la partita costituisce un baluardo solido e prova a metter ordine. Nel finale si fa saltare colpevolmente una volta. Una domanda: i ostri difensori hanno fatto tutti qualche figuraccia. Ma perché si sono trovati SEMPRE nell’uno contro uno? 6

Bastoni: anche lui appare macchinoso, lontano dal suo rendimento migliore. Forse un po’conta non essere protetto da perisic, sul lato mancino. 5.5

Darmian: come jolly è utile, ma quando viene spostato a terzo di difesa mostra chiari limiti. 5.5

Dumfries: aveva contro l’avversario più forte, ha retto il confronto, ma alla fine chi giocava sulla sua fascia ha fatto due gol. 5.5

Bellanova: una mezz’ora senza infamia e senza lode. sv

Barella: qualche inserimento interessante, ma davvero troppo poco, sia in termini di recupero sia come alimentazione del gioco. 5.5

Gagliardini: ci mette almeno grinta e forza fisica. 5.5

Asllani: la conferma che il salto fra i grandi è difficile anche per uno come lui che sembra un predestinato. Qualche apertura interessante ma anche due svarioni dalle conseguenze gravissime. Ha sofferto la contrapposizione con Capoue, che quando era ancora giovanissimo era un mio grande pallino. 5-

Chalanoglu: qualche iniziativa positiva, qualche palla persa pericolosa sulla quale però a differenza di altri ha lottato. Ma è tutto il centrocampo nostro che è stato messo sotto da quello spagnolo. 6—

Micki: si dà da fare, ha voglia di incidere, ma alla fine porta a casa solo un bel tiro da fuori. sv

Gosens: senza dubbio uno dei più positivi almeno in relazione alle prove del recente passato. Si smarca sempre e si propone senza palla ma non lo servono quasi mai. Eppure quando ‘entra’ dimostra che può far male (un assist e un gol sfiorato). 6+

Dimarco: entra nel suo ruolo naturale (esterno della linea a 5) e vivacizza l’azione offensiva creando assist e pericoli. 6.5

Lautaro: anche lui non è in grande giornata. Si sbatte, cerca l’intesa con Lukaku, ma i due non riescono a sfondare la linea Albiol – Pau Torres, anche perché gli avversari infittivano saggiamente il centro area. Ha mostrato le sue qualità quasi solo in occasione del grande servizio per Gosens, nell’azione del primo gol. Un po’ poco. 6—

Correa: Sembra sempre che debba spaccare il mondo, quando parte, ma poi …non arriva mai da nessuna parte. Inutile. 4.5

Lukaku: il gol e va bene, anche se ci sono responsabilità del portiere, ma lui ha saputo sfruttarle. Per il resto gioca pochissime palle. Per aiutarci in modo determinante deve dare molto di più. 6

Dzeko: conferma la mia idea per cui il miglior terzo attaccante che abbiamo è… Pinamonti 5.5

Luciano Da Vite

34 pensieri riguardo “Non ci resta che confidare nella scaramanzia: Inter – Villareal 2-4

  1. partita di agosto drammatica.. villareal squadra atroce da affrontare (soporifera)
    non son per nulla contento, i problemi della scorsa stagione son rimasti anzi sembrano amplificati
    non abbiamo nessuno che salti l’uomo da fermo (dybala :-( ) e mi ha ricordato le partite iniziali della scorsa stagione dove prendevamo imbarcate (famosa l’intervista di skriniar della scorsa stagione incavolato per i troppi gol subiti)..

    inzaghi conferma la sua strada. no inventiva, no esperimenti nulla di nulla si prosegue su questo.
    sostituzioni programmate sempre quello spartito.
    (ma è possibile che non ha mai scambiato le coppie d’attacco ? magari una volta con Lukaku Dzeko.. o mettere la mezza punta o giocare con 2 dietro alla punta..)

    si diceva che conte fosse un “fissato” a me pare che Inzaghi sia peggio di lui
    (con questo non dico che voglio l’esonero)

    sui giovani son d’accordo con te Luciano. nessuno ora è “pronto” per la maglia MA quello che mi domando io è : come mai vinciamo campionati , abbiamo uno dei migliori settori giovanili d’Italia e poi non riusciamo a tirare fuori un giocatore non dico balotelli ma uno che può far la riserva ??
    situazione Casadei : continuo a non capire perchè non fargli fare manco 1 min in amichevole..
    vedremo Handanovic sarà una stagione difficile con tutti i tifosi che vogliono Onana (e poi perchè non fare un tempo a testa?? boh)
    ultima cosa : il campo .. come cavolo si fa a giocare in una roba di quel tipo ?? ma qualcuno controlla questi dettagli?

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  2. aggiungo . 8 agosto ancora si parla di Skriniar \ dumfries via.. dal mercato dobbiamo sperare di rimanere così e di arrivare all acerbi di turno (che dovremmo pagare per mandar via la prossima stagione )

    la juve dopo la batosta si prende kostic bremer morata e chissà chi altro
    il milan uno o 2 colpi li farà
    e la roma sembra non fermarsi più (difensore??)

    3 mesi e non siamo riusciti a rescindere a sanchez e pinamonti è ancora qua ..

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  3. Credo sia giusto interrogarsi su ciò che non va, ma qui c’è un’aria da pessimismo cosmico che non condivido.
    Mi prendo una pausa per un po’ di tempo. Buon campionato a tutti.

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  4. Amichevoli, quindi da prendere con le molle.
    Però Inzaghi sta ad Emery come io sto a Pogacar nel ciclismo.
    E come stipendi forse il nostro piglia di più.
    Speriamo nella condizione fisica ma…scorso anno mancava Lukaku, sto anno Perisic. Senza belga impossibili ripartenze, solo che Inzaghi nonnle fa di natura.
    Villareal fa semi di CL senza perisic e lukalu e con albiol, scartato dal Napoli, perno difensivo.
    Per me il nostro management tecnico, incluso allenatore, è buono ma assolutamente nella norma, tutt’altro che eccellente come spesso viene dipinto.

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  5. Considerata la situazione, se teniamo Skrinian penso che abbiamo fatto un ottimo mercato. Il vero problema è il mercato che hanno potuto fare le altre. La Juve quest’anno è fortissima e la Roma si è molto migliorata. Se non cambia qualcosa nel giro di pochi mesi a livello di disponibilità di mercato, siamo destinati a scivolare indietro

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  6. A giudicare dai convocati per il memorial Lanari-Bellezza, sono invece pessime le premesse per la stagione della primavera: la sensazione è che si punterà sul blocco 2004, generazione debole sin dall’Under 15, sui fuori quota Jurgens, Fontanarosa, Dervishi, Zanotti, forse su un paio di rientri dai prestiti (De Milato, Marini, Bonavita). Di acquisti, per ora, nemmeno l’ombra

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  7. Questa volta sono meno pessimista di Giorogio.
    Certo, la fomrazione della prima partita:

    Basti;
    Marocco, Peretti, Stante, Di Pentima;
    Biral, Bonavita, Andersen;
    Curatolo, Jurgens; Zuberek.

    Non lascia presagire nulla di buono.
    Alcuni giocatori sono oggettivamente scarsi anche per la categoria, però io penso a un’altra formazione, anche senza arrivi

    Botis (Basti, Calligaris)
    Zanotti (Marocco) Fontanarosa Matjaz (Stankovic) Pelamatti
    Andersen (Grygar) Di maggio (Stankovic) kamate
    Carboni Iliev (Sarr)
    Zuberek (Jurgens, Curatolo, Sarr)
    Puoi giocare con il 4321 o con il 433 o con il 4312
    Non è male.
    Certo con 2-3 soli arrivi DI QUALITA’ (UN CENTRALE UN ESTRNO, UN CENTROCAMPISTA) saresti ancora un possibile vincente

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  8. I 2005 sono molto forti, ma di pronti vedo solo Di maggio e Stankovic, oltre ovviamente Carboni e Owusu. Con un terzino sx, 2 centrocampisti e un centrale saremmo molto forti, ma non credo che arriverà granché

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  9. bremer kostic paredes pogba di maria depay

    6 titolari (ricordo il mercato di fassone-mirabelli poi rivelatosi un flop clamoroso.. ma questo mi sembra del tutto diverso)

    ho letto che Inzaghi e tutta l’inter è impressionata da Valentin Carboni.. si vede dai minuti nelle amichevoli giocate in prima squadra

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  10. Almeno i prossimi 15-20 campionati sono già bianconeri. Il perché è semplice, non perché hanno il migliore allenatore al mondo (probabile) o dirigenti più competenti (possibile) e prepotenti (marchio indelebile) ma perché possono ricapitalizzare anche a 250000 milioni…mentre dall’altra ci sono proprietà che vanno in bancarotta semplicemente per aver fatto un tentativo pretestuoso di farsi bellini (sapendo perfettamente i rischi, anche politici, di simili operazioni: ci metto quasi tutte le squadre di a).
    Insomma per molti di noi non ci sarà più occasione di vedere vincere qualcun altro in questa vita, conviene piuttosto andare in Germania e tifare il Lipsia. Prima lo comprendiamo prima ci disaffezioniamo di questo sport – che ha troppe similitudini con la storia politica e socio-economica della nostra nazione e con le sue idiosincrasie – e prima ci sarà il crollo della sua impalcatura. Se vogliamo abbattere la dittatura sabauda bisogna essere radicali, non impelagarci in uno sterile trasformismo che passa pochissimo tempo ad essere tifosi compiaciuti da pseudo successi transitori e aleatori e tanto troppo a fare le vittime di una realtà amara, manipolata a oltranza da tutti i punti di vista. Sopravvivere basandoai speranze provvidenziali è da s…i, alla stregua dei millenaristi che sopportano l’inverosimile perché sta per arrivare la fine del mondo e la favola dei mille anni.
    Ci vuole cinismo e azione attiva: far saltare la stenta sopravvivenza dei propri club significa togliere la terra sotto i piedi ai bastardi: immaginate gli stadi vuoti, il crollo delle pay tv….quella è l’unica via….utopica ma possibile perché non si può andare avanti con questa violenza e sopraffazione….ci hanno tolto negli ultimi 2 anni salute, certezze, relazioni significative, conoscenze, ambizioni, la speranza concreta….
    Il calcio non può essere uno strumento di controllo così pervasivo…..basta….
    Un film di un grande regista degli anni battaglieri (’60-’70) , Elio Petri, La classe operaia va in paradiso, simboleggia, con la dovuta trasposizione nei contesti operativi di oggi, l’alienazione personale di fronte al potere, di fronte al padre padrone e ai suoi meccanismi. Ed è la stessa paura, quella della perdita di sé e del vuoto che ci porta a sopportare la dittatura Juve. Oggi abbiamo gli strumenti per conoscere la storia parlarne e diffondere queste preoccupazioni e per trovare “la sottile linea rossa” che unisce tutti i nemici del padre padrone. Se Terrence Malick nel suo meraviglioso film si riferisce simbolicamente al nemico comune e a tutte le sofferenze condivise fornisce a mio parere uno spunto decisivo: se non possiamo essere come il protagonista, capace di accogliere tutto e valorizzare l’oscurità come la luce, possiamo seguire la strada del sergente (Sean Penn) e decidere consapevolmente di non lasciarsi toccare dal potere pervasivo e distruttivo divenendo parte separata di esso

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  11. Vabbè dai, che tragedia, se faremo un bel campionato daremo felici, altrimenti ci dedicheremo maggiormente alle nostre famiglie e saremo felici lo stesso, l’importante è non lasciarsi avvelenare, questa sì è una sconfitta. Io non sono interessato a raggiungere certi toni che esulano dal gioco (perchè parliamo di un gioco dove si gioca a fare i tifosi). Va bene criticare la società, i giocatori e la juve, ma dimenarsi disperatamente come vittime sacrificali legate a un palo per essre torturati e bruciati vivi, dire che ne faccio anche a meno.
    Forza Inter, se poi vince la juve, sarà una vittoria di perdenti dentro, io mi godo lo stesso il gioco, seguo il calcio per rilassarmi. Sappiamo il mondo del crimine investe (lava?) molti soldi nell’industria del calcio, se volessimo essere virtuosi allora non dovremmo esserne complici, dovremmo abbandonarlo. Credo, e potrebbe essere argomento di dibattito, che l’industria del calcio basi molto del suo successo proprio sul veleno che i media (e i tifosi stessi) spandono in ogni angolo del web. Guardando le amichevoli e vedendo sugli spalti famiglie tranquille e rilassate, senza ultras, senza tifosi fanatici ed assatanati, mi è venuto un senso di piacevole condivisione di un evento sportivo. Spero di essere riuscito ad esprimere il mio punto di vista, poi capisco che per molti tifosi, è una questione quasi di vita e di morte, personalmente però preferisco non fare parte di questa fazione.

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  12. Secondo me sei ottimista. la juve non ha già vinto i prossimi 20-25 campionati, ma almeno i prossimi 200. del resto con la sua prepotenza (indiscussa, questo si) ha appena vinto gli ultimi due, dimostrando di essere invincibile. Io mi accontento di vittorie ‘effimere’ che mi auguro il più ravvicinate possibile. A fare il bis ci siamo quasi riusciti e loro dietro.
    A volte uno critica critica, poi i sogni tradiscono le sue vere speranze

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  13. Leggo che Inzaghi avrebbe dei dubbi sul sostituire Bronzo, nel caso, con Asslani, Sabato. Spero siano le solite sparate dei giornalisti, lo abbiamo preso soprattutto per quello …

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  14. Trovo Casadei un ragazzo molto interessante. Dipende dai margini di crescita: può diventare anche un top player, ma sarà comunque un buon giocatore. L’eventuale cessione senza recompra sarebbe comunque la dimostrazione che siamo alla canna del gas.
    Checchè se ne dica, L’inter da decenni ha sbagliato valutazione solo su….un giocatore e mezzo. Zaniolo Zaniolo perché c’erano dei motivi e delle urgenze, Gnontò perché il suo procuratore prima che l’Inter gli offrisse il contratto da professinista aveva preso accordi con un’altra società per loro convenienti in soldi e in prospettiva di carriera immediata.
    In tutti gli altri casi il comportamento della società è stato esemplare.
    Il discorso su chi è stato acquistato non c’entra nulla con quello sui giovani: un acquisto può riuscire o non riuscire, vecchio o giovane che sia (Barbosa, joao mario Dalbert e tantissimi altri…fino a …Pistone)
    Proprio questi e altri casi dimostrano che non è vero che un giovane lo rivendi sempre. Alcuni ci sono rimasti sul gobbo per anni e quando li abbiamo ceduti abbiamo dovuto pagare mezzo stipendio.
    A un 33enne a zero fai un biennale oneroso (che non è tale per l’ammortamento visto il costo zero del cartellino) se ti va bene è un colpaccio, se ti va male nel calcio ci sta, ma almeno non li paghi per 5 anni.
    I nostri dirigenti non saranno i migliori, come dice qualcuno, ma sanno fare gli interessi societari più di qualsiasi internauta

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  15. andrò controcorrente. zaniolo il solo sbagliato ? non direi . per me un settore giovanile deve produrre giocatori per l a prima squadra. almeno dei panchinari degni che permettono di non comprare i gagliardini e similari. e cosa è riuscito a fare ? nulla..(nonostante si faccia raccolta di titoli)

    gli investimenti fatti son stati per la maggior parte sbagliati.. per uno zaniolo acquistato c’è un Mulattieri Kinkue Pompetti (4 mln) e torniamo indietro a capello ze turbo COLIDIO(9 mln)

    avevamo in pugno donnaruma e ci siam fatti fregare .. si pensava che Mastour fosse il nuovo Messi ? non si può lasciarcelo sfuggire (poi ci è andata bene ma il punto è un altro)

    su Casadei \ Carboni ci puntiamo o no ?? vediamo che sanno fare perchè non provarli almeno nelle amichevoli

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  16. Il settore giovanile deve produrre quanti più professionisti riesce (lega Pro, serie be, serie a). Se ogni tanto arriva un giocatore per la prima squadra giusto puntarci. Ma non è scontato, anzi. Al massimo il problema è riuscire a cedere bene i giocatori non da Inter

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  17. Pompetti, nonostante ciò che dice transfermarkt, è stato preso a molto meno di 4 milioni e viene da una stagione con 5 goal e 11 assist. È ancora un 2000, come Mulattieri

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  18. Per chi non riesce a capire la differenza tra far bene in primavera e giocare nel calcio vero, quello dei grandi.Ecco che cosa ha detto l’allenatore del lecco di mattia Sangalli, ex capitano (e fuori quota) della Primavera campione d’Italia.
    “È stato anche capitano dell’Inter Primavera, ma non ha molta esperienza tra i grandi. Dovrà crescere sotto molti aspetti del gioco. Possiamo attenderlo, certo, ma nel frattempo mi serve esperienza lì in mezzo. Pedine che sappiano contrastare la fisicità degli avversari”,
    Stiamo parlando del passaggio dalla Primavera (e che primavera, con quale ruolo) che va in serie C.
    Questa è la realtà. Poi ci sono rarissime eccezioni di fenomeni, non solo dal punto di vista tecnico ma anche della precocità atletica e “mentale”

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    1. Questo è giusto.
      Ma gli amici qui sopra dicono: perché spendere 25 mn per Dalbert e altrettanti per Lazaro?
      Non ha potenza l’austriaco, non ha tecnica il brasiliano….
      Se è il max che puoi fare tieniti un tuo ragazzo che non avrà potenza o tecnica al pari loro ma costa nulla.
      Penso nessuno intenda che un nostro canterano debba diventare titolare inamovibile ma, a fronte di certe ciofeche (oggettive) acquistate a fior di milioni il dubbio sorge.
      Intendiamoci, non accade solo da noi, ragion per cui, secondo me, un allaccio strano tra dirigenti (di tutte le squadre) e procuratori è evidente.
      Non posso credere che un osservatore professionista spenda 25 mn a testa per Dalbert e Lazaro, giusto per fare due esempi che purtroppo abbiamo ancora a bilancio. Troppo scarsi per non accorgersene e, infatti, hanno bucato ovunque siano andati.

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  19. Dalbert e lazaro sono fior di professionisti come dimostra il fatto che hanno giocato in squadre importanti nei maggiori campionati europei, non in serie C. Poi non hanno reso come si sperava. Questo accade spesso in tutte le squadre. ma scambiare un giocatore di serie a per un giocatore (forse) di serie C è… più grave.
    I presidenti sono tutti c….i che pagano profumatamente dirigenti che si fanno i loro sporchi interessi alle loro spalle?

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    1. A giudicare dai bilanci delle società italiane non penso siano molto furbi.
      Sbaglierò, ma alcune informazioni che mi sono giunte fanno capire che il connubio con i procuratori è molto ma molto forte. È così ovunque, intendiamoci.
      A me non piace.
      Dalbert è giocatore da serie C che ha avuto…fortuna.
      Che caratteristiche da A possiede? Piedi quadrati, intelligenza modesta, personalità scadente…un po di allungo fine a se stesso.
      Ricordo proprio su questo blog giudizi negativi e stupore al suo acquisto da chi aveva seguito il campionato francese.
      Un nuovo turbo Pereira….bah, non posso credere che un osservatore possa essersi speso per tali profili che di fatto hanno fallito ovunque

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  20. Caro Luciano, sto valutando molto positivamente il mercato per la prima squadra del milan: stanno puntando su tecnica e agilità (immagino che pioli abbia capito che in Italia le ripartenze siano la chiave per vincere, più che il possesso prolungato), su una fase difensiva basata su forza fisica e aggressività ( agevolata da arbitraggi che solo a loro e bianconeri vengono concessi).

    Come stanno procedendo per la primavera? Ho l’impressione che anche lì stiano investendo bene.

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  21. Carlo, il mercato del Milan è ottimo anche per me , da almeno un paio d’anni. per quanto riguarda la primavera, con l’impossibilità di assistere agli allenamenti, sono un po’ tagliato fuori, almeno sino a quando non riprenderanno le competizioni ufficiali

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  22. Non so se Casadei diventerà un top player, ma vendere un giovane così prima di averne testato i limiti significa rinunciare a essere un grande club. Perché è vero che obiettivo di ogni settore giovanile non è formare campioni, ma tanti buoni professionisti.
    ma quando ti capita un possibile campione (ripeto, solo possibile) il club importante non lo vende. L’Atalanta e l?udinese si, con tutto il rispetto. ma a prezzi ben più alti rispetto a quelli di cui si parla

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