De rebus interistis: dalla prima squadra all’Under 16

Ivan Perisic, grande protagonista nella vittoria dei nostri ragazzi contro l’Hellas Verona. Il calciatore croato sta disputando un campionato su altissimi livelli e da autentico leader e trascinatore della squadra.

È stato un fine settimana intenso per chi tifa Inter a 360°

La prima squadra, dopo l’imprevisto successo di Torino affrontava un avversario molto ostico con la consapevolezza che la eventuale perdita di punti avrebbe annullato di colpo tutti gli entusiasmi e le speranze ritrovate d’improvviso.

La Primavera andava a giocarsi il provvisorio secondo posto (un risultato clamoroso se si tiene conto della pochezza dimostrata dalla squadra in parecchie occasioni) contro un avversario obiettivamente  debole, ma la discontinuità dei nostri non dava garanzie assolute

L’Under 18 affrontava il Milan in un derby importantissimo per le residue speranze di qualificarci alle fasi finali

L’Under 17 dopo aver letteralmente buttato via il campionato con un mese scellerato, dopo aver dominato la prima parte della stagione, si giocava contro un Vicenza che era stato a lungo ai vertici, anche se ultimamente un po’ in flessione, le ultime possibilità di recuperare sull’Atalanta e qualificarsi direttamente per le fasi finali, senza play off

Under 16 e Under 15 giocavano il derby (a livello giovanile più importante di quello col Milan) contro l’Atalanta e in entrambi i casi i risultati rivestivano una notevole importanza di classifica.

Di queste sei partite ne ho viste 4, chiusesi con i seguenti risultati:

  • Inter – Verona Hellas 2-0
  • Under 19: Pescara – Inter 0-4
  • Under 17: Inter – Vicenza 5-1
  • Under 16: Inter – Atalanta 4-3

Non male, direi.

Poi ci sono i risultati del derby Under 18 (0-0) fuori casa, che però non può soddisfarci

E c’è la sconfitta per 1-2 dell’Under 15 con l’Atalanta.

Ma in queste ultime due partite non essendo presente non ho potuto risultare… decisivo.

Cominciamo con solo  qualche cenno su Inter – Hellas, perché immagino che i tifosi l’abbiano vista tutti, dal campo, in tv o registrata.

La partita non era per nulla facile e lo si sapeva.

Il Verona è squadra ostica, in un buon momento, ma anche noi eravamo caricati dalla vittoria di Torino che riapriva spiragli prima impensabili.

A loro mancavano due giocatori importanti come Barak e Veloso, a noi la ‘punta’ più punta che abbiamo, Lautaro.

Come è andata, l’abbiamo visto tutti.

L’Inter che a Torino con la juve aveva vinto giocando da …Allegri contro una juve che ha giocato da…Inzaghi, è tornata a giocare da Inzaghi (per metà gara) e ce l’ha fatta.

Si spiegano in questo modo le tre scelte iniziali effettuate dal mister: Correa per Sanchez, Dimarco per Bastoni, Dumfries per Darmian.

Dumfriess è sicuramente più offensivo di Darmian, Dimarco più di Bastoni e avendo in campo i due citati, oltre a Calha e Dzeko, uno che desse profondità era preferibile rispetto a un altro uomo che torna a far gioco.

Ecco forse il perché della preferenza accordata a Correa rispetto a Sanchez.

Sulle ali dell’entusiasmo e probabilmente di una condizione psicofisica nuovamente in crescita l’Inter ha disputato un grande primo tempo secondo l’imprinting tradizionale di Inzaghi: pressing alto, ripartenze immediate con molti uomini che suggeriscono la verticalizzazione o vanno al limite dell’area per le seconde palle.

Giocando così l’Inter segna due gol e ne manca alcuni altri, ma si fa anche sorprendere un paio di volte dalle loro incursioni: in particolare Handa sventa miracolosamente una palla gol su tiro del Cholito che, se avesse portato il Verona sul 2-1 ci avrebbe fatto trascorrere un secondo tempo di sofferenza.

Le scelte di Inzaghi si sono comunque rivelate ampiamente positive e vincenti perché abbiamo dominato il match, siamo andati al riposo sul 2-0 e anche il computo delle occasioni mancate è nettamente a nostro favore, pure se la loro è stata più clamorosa.

Sappiamo e credo lo sappia anche Inzaghi, che per giocare in quel modo serve un ritmo e un’applicazione mentale insostenibile sia per tutta una partita, sia per tutto un campionato (in quest’ultimo caso soprattutto se non si ha una rosa formidabile per livello dei sostituti e se ci sono moltissime partite infra settimanali).

Comunque noi non potevamo restare ad aspettare che il Verona ci aggredisse alti, dovevamo fare quel tipo di partita per continuare a cullare ambizioni, e lo abbiamo fatto al meglio.

Nel secondo tempo il calo nostro (o la crescita loro, come preferite, perché  una cosa è correlata all’altra) ha cambiato le prospettive reali sul terreno di gioco.

Inzaghi ha colto al volo la situazione e ha operato nel senso più opportuno.

Già la sostituzione per quanto forzata di de Vrji con D’Ambrosio se ci ha tolto qualcosa in sapienza tecnica ha aggiunto più ferocia difensiva, con Skriniar che passava in mezzo a contenere il più pericoloso di loro, Simeone.

Ma dopo un quarto d’ora è apparso chiaro che gli uomini maggiormente spesisi nel doppio lavoro  (correre in avanti e …all’indietro), cioè Dimarco, Barella, Calha e Dzeko non reggevano più il ritmo del primo tempo.

Perisic faceva un po’ eccezione, perché lui, e anche Dumfries sotto quel profilo, hanno poco di umano.

Loro premevano e noi avevamo uomini in riserva,  allora ecco le sostituzioni (azzeccate):

Allo scadere dell’ora di gioco Gosens per Correa (con Ivan spostato più avanti).

Poco dopo Bastoni per Dimarco (rafforzando anche il muro in area, oltre a immettere forze fresche) e Vidal per Barella

Poi anche Calha sostituito da Gaglia, un po’ in ritardo ma un ritardo penso voluto perché Calha era l’unico in grado di farci ripartire e dunque di tenere un po’ bassi i veneti, mentre negli ultimissimi minuti di assalto Gaglia era in grado di far valere centimetri e fisicità.

Tutto bene dunque, ma a me preme una constatazione: nelle ultime due partite Inzaghi ha dimostrato di essere un allenatore completo, capace di far giocare la squadra secondo necessità contingenti, di leggere bene i momenti della gara e di fare cambi efficaci, nei limiti delle risorse disponibili.

Inoltre ha dimostrato di saper riprendere in mano la squadra dopo un periodo molto difficile.

Non è stato fatto nulla, possiamo ancora finire primi o finire quarti (perché la juve è a soli 4 punti da noi, anche se dobbiamo recuperare una partita).

Ma di sicuro dopo queste due giornate le speranze sono più legittimate.

Adesso però non bisogna sbagliare più nulla e purtroppo abbiamo ancora più partite al mercoledì rispetto ad altri.

Pagelle sintetiche

Handa: una parata che mantiene sul binario giusto le sorti del match. Non sbaglia un riavvio di azione, con i piedi o con le mani. 7

Skriniar: non ci sono più aggettivi per il più forte difensore d’Europa (eh, ma de Ligt, eh, ma Romagnoli, eh ma Tomori…) 7.5

(D’Ambro: quando lo chiami si fa sempre trovare presente. Colonna. 6.5)

de Vrji: orchestra la difesa da par suo. Ottimo nell’avviare la transizione offensiva soffre un po’ gli scatti e l’aggressività di Simeone. 6.5

Dimarco: deve funzionare da attaccante aggiunto e finché ne ha lo fa benissimo, senza lasciare scoperta la difesa. 7

(Bastoni: dalla sua parte non si passa più. 6.5)

Dumfries: velocità, potenza e resistenza: ha le energie e la qualità per svolgere il doppio compito. 6.5

Barella: in evidente ripresa, aveva solo bisogno di ricaricare le pile, speriamo continui a crescere così un giorno potrà…rivaleggiare con Tonali e Locatelli. 7

(Vidal: ci mette garra, voglia di vincere ed esperienza. Sbaglia pure pochissimo. 6.5)

Brozo: guida la squadra da par suo. Con sei uomini offensivi tiene saggiamente la posizione dando equilibrio e sventando  molte trame avversarie. 7

Calha: per un’ora fa quello che non gli avrei creduto possibile: grande mobilità, spirito di sacrificio, contrasti anche vincenti, senza perdere lucidità. Cala comprensibilmente alla distanza 7.5

(Gaglia: pochi minuti e un buon contributo all’ennesimo clean sheet. sv)

Perisic: fenomeno. Con lui giochi in dodici. Fondamentale anche per ciò che trasmette ai compagni con l’esempio e con la guida a gesti e parole. 8

Dzeko: il solito ottimo lavoro di raccordo e rifinitura. Quando riesce anche a segnare non si può pretendere di più.7

Correa: non mi ha entusiasmato, ma ho letto giudizi più benevoli sulla sua prova, certamente migliore di altre. Sbaglierò io, ma non posso dargli più di 5.5

(Gosens: ancora in ritardo di condizione, si capisce perché non viene sfruttato in pieno. sv)

All. Inzaghi: ha ripreso ottimamente la squadra e nelle ultime partite ha azzeccato tutte le scelte. 8 (Ma adesso la squadra non può più sbagliare. Vincesse con questo gruppo, buono ma non ottimo, entrerebbe nell’Olimpo dei migliori in assoluto.)

Giovanili

Complessivamente la situazione delle giovanili dopo l’ultima giornata di gare sembra dare ragione a chi, come me, esprimeva dubbi su certe scelte di fondo.

Letti diversamente gli ultimi risultati possono però anche dimostrare il contrario.

Il problema che io (ma non solo io, naturalmente) sollevavo era questo:

Le continue promozioni in blocco di giocatori in una categoria superiore indeboliscono considerevolmente le squadre che si trovano a schierare giocatori sotto età (a volte anche di due anni) e più in generale indeboliscono tutte le squadre che si trovano a venir rivoluzionate continuamente, perdendo punti fermi e identità.

Se per la Primavera il problema è principalmente quello di doversi misurare contro squadre con più fuori quota (e spesso più ‘importanti’) schierando invece numerosi sotto età, per le altre squadre che perdono giocatori ‘in avanti ’ e ne ricevono ‘da dietro’ c’è anche il problema di non avere un assetto stabile nei ruoli chiave.

Faccio un solo esempio: l’U17 dominava il campionato. Quando ha cominciato a perdere (oltre agli altri che erano in U18 e addirittura in U19 sin dall’inizio) gli Stankovic, gli Esposito, qualche volta i Di Maggio, ha subito un vero tracollo.

A questo fattore si aggiunga la scelta di schierare raramente  l’undici migliore sin dall’inizio, ma di tenere 3-4 titolari per le rotazioni, con il risultato che i migliori (i più pronti, perché chi è migliore lo si vedrà solo nel tempo) non giocano mai tutti insieme e questo aumenta le difficoltà.

Infatti quando siamo arrivati alla stretta finale, alle partite da dentro o fuori, questo atteggiamento è stato corretto.

La Primavera tanto col Sassuolo quanto a Pescara, non ha schierato nessun 2005 e, fatti salvi gli indisponibili a vario titolo, ha sempre schierato dall’inizio l’undici migliore.

Ha così ottenuto sei preziosi punti che l’hanno rilanciata al secondo posto in classifica.

Secondo posto che poteva essere già in cassaforte (e magari si poteva aspirare al primo) se avessimo sempre fatto scelte realistiche, per vincere.

Anche l’Under 18 quando ha potuto contare su tutti i titolari ha dimostrato di potersi battere con successo contro tutti.

Dell’Under 17 abbiamo già detto ma anche l’Under 16 ha spesso dovuto rinunciare a molti titolari prestati alla categoria superiore e ha a sua volta assorbito ragazzi di un anno più giovani.

Quindi secondo me è provato che se vuoi vincere devi giocare sempre con la squadra migliore (sin dall’inizio)  con al massimo l’inserimento di uno o due più giovani, purché straordinariamente precoci.

D’altra parte si può obiettare che compito di un settore giovanile non è vincere (o  non solo) ma far crescere i talenti il più rapidamente possibile e per far questo è necessario alzare l’asticella: quando vinci 5-0 non migliori, se perdi 2-1, magari lottando al massimo, forse si.

La soluzione che mi sembra sia stata scelta dall’Inter però, se da un lato potrebbe aver favorito la crescita dei ragazzi (è da verificare) dall’altro potrebbe anche non aver penalizzato eccessivamente le ambizioni, comuni a tutti (checché se ne dica) di far risultato.

Infatti praticamente in tutte le categorie siamo ancora in corsa se non per la qualificazione diretta, almeno per i play off, dove verosimilmente schiereremo squadre ‘ottimali’ e appunto in vista delle partite decisive mi sembra si stia rivedendo la “strategia”

Parliamo delle partite che ho visto, partendo dalla…

Primavera: Pescara – Inter 0-4

Già col Sassuolo erano scesi in campo:

Rovida

Dervishi, Hoti, Cortinovis, Carboni

Fabbian, Cecchini, Muller, Grygar

Peschetola

Zuberek, Jurgens

Come si vede, nessun 2005 e solo due 2004, ma di evidente spessore atletico.

In panchina non c’erano Zanotti, Moretti, Fontanarosa, Sangalli, Casadei, per un motivo o per l’altro non disponibili.

Questa secondo me è in linea di massima la formazione più competitiva:

Rovida

Zanotti, Hoti, Moretti (Fontanarosa), Carboni

Fabbian (Grygar,) Sangalli, Casadei

Peschetola (Iliev), Zuberek (Abiuso), Jurgens

Vediamo adesso come si è schierata la Primavera a Pescara:

Rovida

Dervishi, Moretti,  Hoti, Carboni F.

Grygar, Sangalli, Casadei; 

Peschetola

Zuberek, Jurgens

Come si vede sono stati recuperati Moretti, Sangalli, Casadei (anche Fontanarosa entrato nel finale) non Zanotti e il resto è restato immutato: sempre senza 2005 e con gli stessi due 2004.

A Pescara abbiamo vinto facilmente, sviluppando pure un ottimo gioco, pur considerando la pochezza dell’avversario.

Pagelle sintetiche

Rovida: poco impegnato. 6.5

Dervishi: primo tempo con qualche difficoltà, nel senso ha campo libero e ne approfitta. 6

Hoti: baluardo insuperabile. 7

Moretti: come il compagno di reparto. 6.5

Carboni: tanti cross, al solito. 6.5

Grygar: in netta crescita, conquista molti palloni e li gioca meglio del solito. 6.5

Sangalli: sapienza tattica, senso di posizione e leader in campo. 7

Casadei: 10 gol in campionato per un centrocampista sono una sentenza. 7

Peschetola: trequartista, esterno destro ed esterno sinistro. Mobilità fantasia qualità. Imprescindibile. 7.5

Zuberek: segna i primi gol in Primavera, dà il peso che mancava davanti. Penso abbia molti margini di miglioramento. 7

Jurgens: più tonico e determinato del passato, non trova sbocchi a rete come sarebbe nelle sue potenzialità, ma rispetto al recente passato è un giocatore trasformato. 6

I subentrati hanno dato il loro contributo efficacemente.

Under 17: Inter – Vicenza 5-1

Contro un Vicenza che è stato a lungo nelle zone alte e conserva comunque una posizione importante, si è tornata a vedere la squadra irresistibile ammirata fino a un mese fa.

Per l’occasione ridiscendono gli uomini chiave della scalata iniziale (Stankovic e Esposito, che fanno ‘girare’ anche gli altri).

Ci sono ancora alcuni assenti, Bovo sopra tutti, mentre altri sono lasciati alle categorie superiori (Stante, Quieto, Enoch, V. Carboni, ad esempio).

Ma la squadra schierata è tra le migliori possibili e in panca siedono ottime alternative come Zamarian, Miconi, Stabile, Ciuffo, Ricordi, Martins ecc.

Nell’undici titolare c’è finalmente un solo 2006 (Jean Castegnaro) e tutti giocatori di qualità e sostanza.

Calligaris

Aidoo, Casani I., Alexiou, Castegnaro

Di Maggio, Stankovic, Berenbruch

Zefi

Esposito, Vedovati

I nostri partono subito fortissimo creando occasioni su occasioni e dopo un quarto d’ora si trovano sul 2-0, oltre ad aver sprecato numerose occasioni.

Prima è Esposito a infilare incrociando un ottimo suggerimento di  Zefi, poi tocca a Vedovati che sfrutta un prezioso assist  di Di Maggio con uno straordinario colpo di testa.

La partita riprende col solito copione sino a  poco prima della mezz’ora quando un nostro difensore girato di schiena durante una mischia vede (anzi, non vede) il pallone sbattergli sul braccio.

Calcio di rigore e il Vicenza dimezza.

L’ultimo quarto d’ora ha poca storia perché i nostri stentano a riorganizzarsi, dopo il colpo del gol subito.

Ma nella ripresa ripartiamo, dopo la sostituzione di un Aidoo insolitamente impreciso non un ottimo Miconi e in 10 minuti riportiamo il risultato su proporzioni più accettabili.

Prima è proprio Miconi che su assist di Zefi conclude in porta. In verità dal nostro punto di osservazione a tutti era sembrato che la palla di Miconi non fosse entrata e che solo l’intervento di Pio sia stato risolutore. Forse non è andata così, ma il dubbio resta e comunque poco importa.

Inizia poi il valzer delle sostituzioni, ma prima della fine, oltre a sprecare altre occasioni si registra ancora il gol di Espo, su rigore concesso per un fallo di mano in area veneta.

Adesso per qualificarci direttamente dobbiamo sperare che l’Atalanta perda col Cagliari (in casa) e che noi si vinca e Verona.

Pagelle sintetiche

Calligaris: un paio di interventi sicuri  e  una sola incertezza in presa. 6.5

Aidoo: ci mette tanta foga e la solita velocità ma non è preciso come altre volte 5.5

(Miconi: entra e devasta la fascia destra. Imprendibile forte nei contrasti, ottimo negli appoggi. Peccato che la statura lasci molto a desiderare. 7.5)

Casani I.: dall’alto del suo metro e novantatré non fa passare nessuno sulle palle alte ed è sicuro anche nelle giocate a terra. 7-

Alexiou: completa degnamente il reparto, anche se mi ha un po’ meno impressionato atleticamente rispetto a situazioni precedenti. 6.5

Castegnaro: il ‘mio’ Jean si conferma ottima promessa, gioca sotto età con autorevolezza e disinvoltura, spinge e difende . Titolare indiscutibile. 7

Di Maggio: nel 4312 gioca da mezz’ala destra. Mette un assist sfruttato, più alcuni non sfruttati. Maestro con il pallone tra i piedi, lo preferisco se gioca più centrale, nel vivo del gioco. Volendo trovargli un difetto ‘di prospettiva’ ha il baricentro un po’ basso. 6/7

Stankovic: intelligente tatticamente si sacrifica a ridosso della difesa avendo ai lati due mezzeali prettamente offensive. Batte tutti i calci da fermo ed è un leader in campo, anche se in altre occasioni ha avuto più visibilità. 6/7

Berenbruch: in quella posizione agisce da interno in fase di non possesso e si apre sulla fascia per trovare spazio. ‘Colpi’ e accelerazioni non gli mancano, ma in altre occasioni è stato più irresistibile. 6/7

Zefi: sta crescendo, come trequartista. Continua a tener troppo la palla ma è nel vivo del gioco e sta imparando anche a distribuire assist (ben tre, sfruttati, oltre a diverse buone  iniziative. Da seguire con attenzione. 7.5

Pio: senza esagerare, giocatori come lui e Stankovic cambiano la squadra, per personalità qualità delle giocate prestanza fisica. Pio fa reparto da solo serve bellissimi palloni di piede e di testa, con le spizzate, per i compagni e fa migliorare chi gli gioca a fianco. 7.5

Vedovati: si conferma un bel ‘torello’ corre, lotta e pur non avendo piedi educatissimi si guadagna la piena sufficienza per il contributo dato alla squadra. Perentorio violento e preciso il gol di testa. 6+

Difficile valutare gli altri subentrati, perché la partita non aveva più molto da dire.

Under 16: Inter – Atalanta 4-3

È stata sicuramente la partita delle giovanili più intensa e rocambolesca tra quelle viste negli ultimi tempi.

Contro un’Atalanta fortissima, che ci precede in classifica, ci giochiamo le ultime possibilità di accesso diretto alle fasi finali.

Il successo ottenuto ci tiene a contatto col Milan, primo con tre punti di vantaggio e con Atalanta e Verona, che ci precedono di due punti.

È stata una partita dallo svolgimento davvero incredibile.

Noi partiamo forte e ben presto andiamo in vantaggio.

Insistiamo e solo un intervento incredibile del loro portiere ci nega il 2-0.

Poi è come se scomparissimo dal campo: loro ci mettono là, aggressivi e irrefrenabili e per il resto del primo tempo è tutta sofferenza, acuita da due gol che ribaltano la situazione.

Sfondano soprattutto sulla destra della nostra difesa, con il terzino Previtali e un fortissimo Ragnoli Galli, mentre i due centrali, Gaffuri e Albé ci impediscono qualunque velleità di ripartenza e Riccio, in mezzo al campo orchestra le danze.

Arriviamo nell’intervallo sul 2-1 e il mio pensiero è questo: ma come è possibile che l’Atalanta faccia sempre squadre così forti, mentre noi che in teoria dovremmo avere più mezzi finanziari, non riusciamo neppure a essere lontanamente competitivi?

Comincia il secondo tempo con la stessa situazione, ma poi l’Inter cambia la fascia destra e dopo un po’ sostituisce le due punte.

Nel giro di pochi minuti, insperato arriva il 2-2, poi il 3-2 per noi, e subito il 4-2.

Una cosa incredibile, loro provano a contrattaccare, ma le occasioni migliori le abbiamo ancora noi, finché a un paio di minuti dal termine, in mischia ottengono l’inutile 4-3.

Loro restano più forti a mio parere e hanno qualche giocatore davvero di grande prospettiva, noi siamo partiti con due 2007 e con un centrocampista del tutto inadeguato in questo  match

In più non abbiamo schierato Re Cecconi (e mi dicono, tutti alquanti stupiti, che ciò accade da un po’ di tempo senza un‘apparente spiegazione)

E ancora abbiamo fatto salire Castegnaro e Zamarian con i 2005, ma del resto Tommasi e Cocchi non hanno davvero demeritato.

Ma tutto questo per me non basta a spiegare la differenza che resta notevole, a mio parere.

Per cui si può ritenere che la squadra abbia comunque disputato un buon campionato.

Formazioni e cenni di valutazioni

Tommasi

Della Mora, Garonetti, Chiesa, Cocchi

Zanchetta, Djbril, Tigani, Venturini

Mosconi, Spinaccé

Tommasi: nessuna responsabilità sui gol, mi è parso. 6

Della Mora: è un nazionale ma ha sofferto terribilmente l’accoppiata Previtali – Ragnoli, forse anche per la scarsa assistenza. 5

Garonetti: è grintoso e bravo con la palla nei piedi, ma gli manca qualcosa sul piano atletico, per esempio rispetto ai centrali dell’Atalanta 6.5

Chiesa: prestazione sufficiente, senza notazioni particolari. 6

Cocchi: è un 2007 ma ha gamba e non soffre il salto di categoria. Peccato che quando spinge si intestardisca a cercare le soluzioni personali. 6.5

Zanchetta: non so se si è trattato di una cattiva giornata, ma è il punto debole del centrocampo e della fascia destra. Uscito lui per un giocatore con grinta, gamba e buona qualità, la partita è cambiata. 5-

Djbril: parte malino, travolto anche lui dalla veemenza degli orobici ma nel secondo tempo cresce con tutta la squadra 6.5

Tigani; lotta e ha buone qualità, ma pur essendo abbastanza robusto anche lui non si impone atleticamente. Segna il gol del momentaneo vantaggio. 6+

Venturini: prestazione che si può definire sufficiente, senza acuti particolari. 6+

Mosconi: è un 2007 e purtroppo si vede. Continuo a considerarlo una grandissima promessa, perché possiede colpi di assoluto valore. Purtroppo la sua crescita fisica ‘lenta’ (credo che col tempo si farà) accentua le difficoltà del salto di categoria. Confrontato con le due ‘bestie’ in senso positivo dell’attacco orobico, non c’è partita, 6.5

Spinaccé: lui doveva dare peso all’attacco, perché ha queste caratteristiche. Si è visto poco ma fra i due colossi centrali bergamaschi era molto difficile. 6-

Dicevamo che la svolta è venuta con alcuni cambi (e forse anche perché gli avversari sono calati).

Hanno dato un contributo che mi è sembrato determinante i seguenti giocatori:

Gaverini: ha sostituito subito Zanchetta e la musica è cambiata. Ritmo, gamba aggressività e buone giocate. Prestazione interessante. 7.5

Sotgia: si piazza in mezzo al campo e contribuisce alla crescita della squadra. Segna il gol della sicurezza. 7

Mocchetti R.: grandissima promessa delle formazioni minori, si è un po’ fermato con i passaggi di categoria. In questa stagione anche un infortunio lo ha penalizzato. Segna in modo spettacolare il gol del 2-2 e ha spunti di assoluto rilievo. 7+

Lavelli: ha un grande fisico e sa far reparto. Forse doveva entrare prima. Certo è che con i due nuovi attaccanti le difficoltà  per i ì difensori orobici sono cresciute enormemente. Segna il terzo gol. 7+

Luciano Da Vite

75 pensieri riguardo “De rebus interistis: dalla prima squadra all’Under 16

  1. Grazie Luciano, sempre molto interessanti le tue analisi sulle giovanili.

    Riguardo alla prima squadra, continuo a ritenere impalpabile il contributo di Correa, spero di essere io a non sapere cogliere le sue qualita’ … Le due occasioni capitate al verona mi hanno spaventato perche’ non so quanto “psicologicamente” la squadra avrebbe reagito. Il primo tempo l’abbiamo giocato bene, ma nel secondo eravamo parecchio in apnea. Comunque abbiamo tenuto, speriamo … :-)

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  2. Contro il Napoli la nostra primavera fa registrare una nuova battuta d’arresto che però conferma da un lato i limiti tecnici di questa squadra, dall’altro il fatto che si stia approciando quasi al meglio delle nostre possibilità il finale di stagione.

    Partiamo dalla formazione che vede in campo inizialmente un solo giocatore sotto età, il poderoso Jan Zuberek.

    Forse per la prima volta l’età media dei nostri avversari non è superiore alla nostra.

    E infatti sul piano atletico reggiamo benissimo, anche se loro sono molto fisicati.

    Qualche dubbio sulle scelte mi resta: per esempio, avendo già indisponibile Zanotti (a proposito: un grandissimo in bocca al lupo…lui sa perché), era proprio indispensabile lasciare in panchina Hoti, rinunciando di fatto a metà difesa titolare?

    Teniamo presente che il naturale sostituto di Zanotti , Silvestro, era al rientro da una malattia per cui era in campo il terzo del ruolo, cioè Dervishi, mentre al posto di Hoti giocava Cortinovis, che ha pochissimi minuti di presenza nell’arco stagionale.

    Non che Dervishi e Cortinovis abbiano demeritato, ma evidentemente se sono titolari gli altri è perché al momento qualcosa in più hanno.

    Comunque andiamo subito in svantaggio, per un casuale infortunio del portiere, per altro di norma bravissimo e reduce dal prolungamento di contratto, poi perdiamo un tempo senza riuscire a raccapezzarci, anche se in una delle poche occasioni ben congeniate otteniamo il netto rigore e quindi il pareggio

    Il secondo tempo è un assedio, interrotto solo da qualche raro contropiede napoletano.

    Ma qui viene fuori l’altro aspetto della nostra squadra: con l’undici tit9olare reggiamo il confronto con tutti, ma sul piano tecnico è evidente che ci manca qualcosa: troppi ultimi passaggi sbagliati, troppi cross in situazioni pericolose effettuati fuori misura.

    Mettiamoci anche ottime parate del loro portiere e un po’ di sfortuna sui rimpalli in area e il risultato si spiega.

    Dal mio punto di vista avrei qualche dubbio su due sostituzioni: Abiuso e Owusu per Zuberek e Jurgens. I due partiti inizialmente hanno dato molto di più dei sostituti, ma questo forse (forse) non si poteva sapere prima.

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  3. abbiamo tutti negli occhi la prestazione disastrosa dei nostri attaccanti a torino.. sempre anticipati praticamente pochi passaggi giusti nessuna sponda zero tiri in porta.. una delle peggiori partite . e non parlo sulla applicazione difensiva..
    contro il verona ( ok era più facile ) correa ha fatto una partita dignitosa con i compagni.. sponde e ha cercato la profondità.. poi non penso si meriti più di 6 (mi pare non sia riuscito mai a saltare l’uomo ) ma almeno non si giocava in 10 e mi pare che Dzeko ne abbia giovato non poco

    vedremo per me Lautaro e Dzeko non sono compatibili e insieme si “annullano”

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    1. Per la differente condizione atletica delle due squadre (a prescindere dalla qualità) inzaghi poteva impostare la partita solo in quel modo. Ha letto la partita nell’unico modo possibile per creare difficoltà, è stato intelligente: personalmente mi ha sorpreso che abbia fatto i conti con la realtà, pensavo che non ne fosse capace.
      A mio parere Dzeko se avesse 5 anni in meno permetterebbe a lautaro di fare meno lavoro sporco di copertura, mentre correa non ha assolutamente l’intelligenza calcistica del bosniaco per cui la coppia lautaro correa sarebbe la più impresentabile. Opinioni personali naturalmente

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    1. Temo Luciano che Lautaro sarà il sacrificato del prossimo mercato, sperando che il sacrificio ci sia solo per lui e non anche per altri.

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  4. Anche la partita contro lo Spezia sarà complicata, spero nel giusto atteggiamento della squadra, tale da non sottovalutare nulla, e nell’approccio alla partita come contro il Verona nel primo tempo.
    In vista del derby di Coppa Italia, che potrebbe essere la partita di svolta, in senso positivo o negativo per entrambe, mi sembra giusto fare qualche turnazione e vedere da primo minuto finalmente Gosens, che se non ha trovato ancora spazio è per il rendimento spaziale di Perisic.

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  5. A proposito di operazioni intelligenti…nel Lipsia stasera c’era un trequartista seconda punta ala di 24 anni, christopher nkunku, che ha sistematicamente massacrato i bergamaschi nell’uno contro uno. Fresco di esordio nella Francia maggiore, è stato acquistato a soli 13 milioni dal psg e sta disputando una grande bundesliga (mi pare 17 gol)…poi vediamo l’atalanta spendere più di 20 milioni per un giocatore molto più discontinuo e con capacità realizzative inferiori (boga)…un mercato chiuso porta inevitabilmente a risultati mediocri a livello internazionale….senza i migliori anche la qualità dei normodotati si livella verso il basso….
    Anche i campionati francese tedesco e portoghese stanno perseguendo una politica efficace che integra i talenti naturali con strategie di scouting molto più all’avanguardia…un Lipsia non spenderebbe 30 milioni per un giocatore con una resa marginale e senza potenziale di sviluppo come correa, boga, shomurodov,berardi e direi anche diaz. Anche per questo la competitività delle italiane ormai è inferiore anche rispetto a quella dei club lusitani. Il grottesco è che probabilmente, con ancelotti allegri e conte, i migliori allenatori al mondo sono italiani….ma con le rape non puoi tirare fuori molto…

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    1. Scouting dei campionati storicamente più poveri si è dovuto affinare.
      In Italia, specie i team di vertice, devono abituarsi ad una nuova realtà che non li vede più primeggiare nelle trattative per questioni economiche.
      Risposta è stata finora errata, puntare i vecchi campioni a parametro zero, con il risultato di perdere competitività ed avere comunque i conti in rosso. Dobbiamo cambiare direzione prendendo atto che non possiamo ad oggi competere per i top player nel loro prime

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    1. Come dicevo in relazione ai giovani del lipsia quando dirigenti seri e competenti anziche spendere 30 milioni per correa e 20 per dalbert comprano giovani promesse come lo era milinkovic savic a poco, o nkunku a soli 13 milioni, fanno crescere i zaniolo in casa senza regalarlo e indebitarsi per un giocatore con problemi professionali grossi (alcol e droga) come nainggolan (finito a 30 anni) allora i problemi che tu poni sono più facili da affrontare. Se i zaniolo di oggi finiscono alla juve il problema è proprio la precedente folle gestione delle risorse. Non posso accettare che gente priva di competenza continui a distruggere il lavoro buono di altri (zaniolo e probabilmente gli altri sacrificati esposito agoume pirola e Satriano sono comunque arrivati per merito di professionisti capaci) continuando a restare al suo posto: è uno schiaffo feroce alla competenza e al sacrificio fatto per acquisirla.
      Se prendi i zaniolo e poi li vendi a 70 80 milioni dopo un po ciò che hai reinvestiti ti ritorna in un numero molto più ampio di giocatori di valore e così avrebbe un senso (al netto dell’errore fisiologico che diminuisce all’aumentare delle entrate nei primi anni). Se c’è competenza i bremer li prendi prima del toro, altrimenti la situazione è sconcertante

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      1. Hai ragione. È difficile ma in assenza di proprietà disposte ad immettere centinaia di milioni ogni anno è unica soluzione

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  6. Oggi ho visto Inter Ascoli, partita di campionato Under 18, finita 8 – 0 per noi (Curatolo 3, Enoch 2, Sarr, Andersen, Biral.
    Partite così fanno sembrare fenomeni tutti, forse hanno ragione in società a schierare squadre ‘miste’ per alzare l’astìcella. Comunque benissimo Curatolo, Andersem Stankovic e, quando è entrato, Esposito

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  7. partita difficilissima, giocata con grande determinazione e quasi sempre con attenzione (tranne nei primi minuti dei due tempi e in occasione del loro gol. Spezie buona squadra con un grande allenatore che non insegue fronzoli e poesia, ma concretezza e realismo. Non era facile per noi con loro molto compatti e il campo un po’ piccolo

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    1. Concordo. I ragazzi hanno fatto una buona partita contro una squadra intelligente ma la prova è stata buona. Peccato aver fallito troppe occasioni

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  8. Per tornare al discorso di cui sopra : al netto dei ben pagati tomori leao e tonali (comunque 30 milioni cifre in linea con i loro attuali valori e forse anche con potenziale raddoppio) il Milan ha preso a cifre molto contenute ottimi e buoni giocatori come theo (potenziale campione)kalulu, bennacer, maignxn, saelemakkers etc. La dimostrazione che si può fare mercato con il personale qualificato in sede di mercato: magari bisogna essere anche fortunati per costruire una squadra competitiva in 3 sessioni di mercato….ma la competenza è cruciale.
    Sono curioso di vedere se per prendere un giocatore forte ma con limiti di salute comprovati come dybala verranno venduti come si dice 2 titolari. Sarebbe a quel punto un operazione folle….non ho ancora capito le intenzioni di zhang…tuttavia basta che marotta abbia tutto ben chiaro

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  9. Bisogna ammetterlo, la dirigenza del Milan è davvero competente perché ha preso giovani interessanti (compresi Ibra e Giroud). Mica come la nostra che è stata capace solo di prendere Skriniar, De Vrji, Bastoni, Barella, Brozo Calha, Eriksen, Hakimi Dumfriess Lautaro, Lukaku Perisic Dzeko….

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    1. Con l’ausilio dei soldi veri il gregario Piero ha potuto presentarsi alla corte del Manchester, del Real e del Cagliari con moneta sonante….li ha convinti sulla stregua degli esempi illuminanti di Tizio Caio e Sempronio.
      Brozovic fu individuato e preso grazie al mancio 7 anni fa, sicuramente pagando pochissimo….fortuna che c’era il Mancio (discorso simile per perisic se non erro). Per dzeko mi pare vale il discorso dei giovani giroud e ibra…sicuramente marotta è stato bravissimo con i parametri zero, in linea con i parametri…e lui sta dove dovrebbe essere, essendo un grande amministratore. Le operazioni bastoni e skriniar le ha imbastite lui ma non conoscendo le dinamiche delle plusvalenze non mi esprimo.
      Tanti giocatori in un arco temporale molto più ampio

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          1. Guarda che ho ribadito su che le giovani promesse sono pur arrivati tramite abili scouting: i Satriano gli esposito i zaniolo etc sono arrivati in questo modo….però la gestione portata avanti, anche ma non solo per assecondare il mister di turno, si è ripetuta troppe volte. Ci può stare che nainngolan lo abbia voluto spalletti ma non dalbert e tantissimi altri che il mister dichiarava di non conoscere neppure.

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  10. Ma vale la pena stare a discuterne…in ogn icaso siamo “quasi tutti” convinti che noi siamo una Società di incompetenti , comunque meno bravi degli altri, non vanno bene i progetti giovani,non vanno bene i parametri zero,siamo destinati all’anonimato…qualcuno scrive puntiamo sui ns. giovani. Certo ,poi sarei curioso di leggere le considerazioni quando dovremmo commentare una ns. classifica come quella del Sassuolo o del Bologna.Ricordo che quì ,qualche mese addietro,parlava di Lucca come di un predestinato…..gli auguro di esplodere ,ma certo non si può pretendere che lo faccia senza un pò di pazienza.

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  11. Buona Pasqua a tuti gli amici Nerazzurri . Lasciamo finire questa stagione poi tiriamo le somme . A………O 🔜🐫

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  12. Splendido risultato della primavera che premia la squadra ben oltre i demeriti di un avversario che ha giocato alla “inzaghi” il primo tempo, con un ritmo e una pericolosità tali da far temere il peggio. Tuttavia a una fase difensiva compatta la squadra di chivu ha aggiunto grande concretezza e praticità in fase di ripartenza: oggi chivu ha fatto letteralmente conte e nel secondo tempo, a ritmi più bassi la maggiore fisicità e lucidità ha fatto la differenza. Tutti oltre la sufficienza, una nota di merito agli esterni difensivi, al gran gol di iliev (porta ancora troppo palla e non deve assentarsi mentalmente dalla partita a tratti) a Jan Zuberek che mostra forza personalità e qualità tali da poter far intravedere un futuro da professionista. In un frangente ha motivato dopo un banale errore grygar, segno di leadership e personalità, mi piace. Lotta davvero tanto e riesce a rendersi pericoloso, un bell’inizio.
    Sul 2-0 la partita è virtualmente compiuta (il genoa ha lottato ma ha aperto spazi inevitabili) e a quel punto i nerazzurri hanno legittimato ampiamente la vittoria. Gli ultimi 15 minuti sono stati uno spot per il calcio di Valentin Carboni: ovviamente fresco e sul 3-0 ha disegnato assist con una naturalezza largamente riconosciuta anche dai telecronisti, generalmente poco simpatici. E come hanno ribadito, certe cose non le apprendi, le hai dentro. Io continuo a pensare che con il suo ritmo potrebbe trasformarsi in un play importante: di certo, anche se deve confrontarsi col calcio professionista (e non è poco) ha un talento e una visione di gioco davvero superiore a certi giocatori magari talentuosi ma super reclamizzati (immagino a fagioli e miretti per restare in orbita juve). Senza essere blasfemi, potrebbe ricalcare la carriera di Pirlo

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    1. Beh, oddio… Pirlo magari no ma Valentin pare destinato ad una grande carriera se fa lo step fisico/atletico decisivo. Lo vedo più mezzala di rifinitura che un regista (alla Pedri per intenderci). Chi vivrà…
      Io penso sempre che da Oristanio verrà fuori una grande mezzala…

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      1. Su Oristanio mezz’ala (anche oggi gol) sono d’accordo, se mette su potenza e resistenza mantenendo gli strappi di cui dispone sarà un giocatore atipico nel panorama. Speriamo anche nella tenuta fisica agli infortuni.
        Su Carboni dico play perché non lo vedo con i tempi giusti del rifinitore (naturalmente non trequartista) e con l’intensità della mezz’ala ma magari mi sbaglio io. Il paragone con Pirlo era sulla tipologia più che altro anche se l’argentino vede il gioco “alla Pirlo”. Vedremo come dici tu cosa accadrà nell’ultimo step di crescita. Potrebbe essere più utile per lui andare a giocare fuori vista la crescita precoce

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  13. E’ troppo presto per capire cosa diventerà valentin. Secondo me di sicuro non diventerà un play basso. Se metterà un passo simile al fratello potrà fare la mezz’ala, altrimenti il trequartista . ma, ripeto dipende tutto dal fatto se avrà la ‘testa’.
    Ori mezz’ala non lo vedo proprio, per me o esterno di un tridente offensivo o trequartista o seconda punta

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    1. Da fonti parentali so per certo che Oristanio sta imparando a fare la mezz’ala in Olanda.
      Per il resto concordo sul fatto che la testa è decisiva per chi ha i mezzi di Valentin

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  14. Hai ragione. È difficile ma in assenza di proprietà disposte ad immettere centinaia di milioni ogni anno è unica soluzione

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  15. Inizio fare gli scongiuri del caso. Il Sig. Sérgio dopo aver detto il peggio sulla Primavera nerazzurra inizia a dare qualche commento positivo… Mi preoccupa la perdurante assenza di Zanotti ed un commento di Luciano sullo stesso giocatore. Non vorrei che per lui la stagione sia già finita.

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  16. La Primavera adesso è una squadra vera, competiti, ma è squadra sempre composta da undici giocatori pronti per la categoria. Poi può vincere o perdere perché il tasso tecnico medio non è elevatissimo. Contro il genia è stata letteralmente dominata nel primo tempo, ma ha saputo soffrire, da squadra, rimanendo in partita. Nel secondo tempo dopo il gol del vantaggio è stata tutta un’altra musica. per un peschetola un po sotto tono, sono saliti in cattedra valentin e Iliev (finalmente). Poi giocatori come Sangalli e Silvestro dimostrano l’utilità, sia sul piano fisico sia per l’esperienza, di avere qualche fuori quota. Infine Zuberek deve migliorare ma sembra possedere ottime prospettive. Domani alle 14 giocherà contro il Lecce, una partita difficile. Zanotti non ci sarà, a meno di un miracolo, ma se sarà in tribuna spero di darvi novità rassicuranti. Forza Zano!

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  17. Primavera: Inter Lecce 1-0
    Il risultato che portiamo a casa è forse la cosa più bella della partita nella quale abbiamo dimostrato le solite qualità e i soliti limiti.

    Il problema principale resta la mancanza di centrocampisti capaci di costruire gioco: il Sanga da play basso è soprattutto uno che copre benissimo la difesa, nessuna delle due mezze ali (oggi Grygar e Nunziatini) è un costruttore di gioco.

    L’altro problema è la formazione .

    All’inesperienza e immaturità di elementi anche validi si è rimediato: anche oggi inizialmente erano in campo due soli 2004 uno tosto (Grygar) e uno talentuoso che giocava in una posizione avanzata (Iliev).

    Però non è venuta meno l’abitudine al turn over che secondo me ci ha fatto perdere tanti punti in stagione (ma forse non è vero perché con il calendario fittissimo potrebbe averci agevolato.

    Resta il fatto che inizialmente, a parte gli assenti Zanotti e Fabbian in panchina inizialmente avevamo Moretti, F
    Ontanarosa, Casadei, V. Carboni Zuberek Abiuso.

    Comunque l’et media per la prima volta era equilibrata.
    Piuttosto un altro dato incuriosisce: cito i nomidei giocatori leccesi:

    Samooja jasper
    Borbeiu Alexandru
    Nizet Rob
    Hasic Emin
    Salomaa Henry
    Been Wessel Mattè
    Burnete Rares Catalin
    Pascalau Razvan Bogdan
    Torok kevin
    Gonzalez Cannellas Joan
    Berisha Medom
    Haakmat Jair Rashaan St
    Dreier Tomas Jonas
    Mommo Eetu
    Daka Darius
    Lemmens Mats Leentje

    Poi c’erano anche 3 o 4 italiani.

    Nulla da ridire, per carità, era solo una curiosità

    Comunque loro sono nelle parti basse della classifica ma vengono da un pari contro la juve e almeno sul piano fisico e del posizionamento in campo sono una buona squadra

    Noi abbiamo incomprensibilmente, per me, schierato un attacco leggerino, con una sola punta reale, ma di scarsissimo peso e due ‘aiuti’ Iliev e Peschetola, che sarebbero bravissimi a entrare sulle giocate di una punta boa, che non c’era.

    Risultato: il primo tempo finisce 1-0 sull’unica conclusione a rete dei nostri, frutto per altro di una giocata individuale, mentre loro impensieriscono più volte la difesa con ottimi (nelle intenzioni) cambia di gioco che per fortuna riescono raramente.

    nel secondo tempo le cose cambiano un po’ perché entrano Moretti, Casadei, V. Carboni e soprattutto Zuberek.

    Manchiamo l’occasione del 2-0 con peschetola che si invola splendidamente, dribbla il portiere e a porta vuota l’appoggia…sul palo lungo prima che un difensore riesca a rinviare, anche se a me resta il dubbio che la palla sia entrata.

    nel finale loro tentano il tutti per tutto, ma la qualità non è pari all’impegno e alla forza fisica e noi in ripartenza sprechiamo ancora qualcosa.

    Pagelle:

    Rovida: 7 solo palle alte o tiri poco insidiosi, ma lui è sempre sicurissimo
    Silvestro: 6 ha gamba e soprattutto nella parte iniziale ne approfitta, tenendo eprò troppo il pallone
    Hoti: 7.5 assoluto dominatore della sua area, esce a volte con bella sicurezza.
    Cortinovis: 6.5 Nonostante la statura non eccelsa per il ruolo (e per gli avversai) tiene bene anche sulle palle alte
    Carboni: 6+ non lascia il segno come in altre occasioni
    Grygar: 6+ corre e contrasta con efficacia , ma in fatto di qualità costruttiva lascia a desiderare
    Sangalli: 7 intercetta una quantità di palloni, vince contrasti guida e sprona i compagni
    Nunziatini: 6 quando è arrivato, in estate sulla base delle recensioni mi aspettavo molto. Direi che fino ad ora non esce dalla normalità
    Peschetola: 7 grande lavoro per tutta la partita nelle due fasi, logicamente risulta meno lucido davanti. Nella ripresa si invola su un bellissimo lancio, stacca, palla al piede, il suo marcatore, dribbla il portiere ma poi appoggia sul palo. Sfortunato, ma grande azione
    Iliev: 6 lascia sempre intuire le sue potenzialità, ma non le esprime mai secondo le attese. Lui, come Pesche, avrebbe bisogno di una prima punta forte che faccia le sponde, spizzi e porti via avversari
    Jurgens: 6 il gol (strepitoso) conta molto, ma per il resto combina poco. Anche se non è colpa sua se gli viene richiesto un compito che non è nelle sue corde. Forse l’idea di Chivu era quella di sorprendere la corpulenta difesa leccese in velocità sulla tecnica e con gli scambi brevi suoi con Iliev e Pesche, ma la cosa non è quai mai riuscita anche perché i due ‘partner’ dovevano sfiancarsi molto nei recuperi

    Tra i subentrati si segnalano nettamente V. Carboni (7+) per le qualità, da affinare, ma che conferma in pieno: quando ha la palla lui la giocata non è mai scontata
    Zuberek: conferma di essere già oggi un centravanti fortissimo in categoria: corre, lotta, ha una determinazione enorme e gli riescono pure alcune belle giocate. 7.5

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    1. Perfetto. Non ho potuto vedere la partita ma vedo conferme sulle attitudini fisiche e caratteriali (per me anche di leadership) di Zuberek: non so quali sono i suoi margini di miglioramento , magari non ha le qualità degli stranieri migliori dell’est avuti in passato (es. Puscas) ma mi pare che abbia più forza mentale di molti di loro e forse piu potenza. Secondo me diventa sicuramente un professionista, a differenza ad esempio di iliev, il quale a dispetto delle grandi abilità di palleggio non solo ha bisogno della prima punta fisicata che gli apra spazi ma anche della prestazione complessiva della squadra, anche a livello emotivo. Non so quanto crescerà ma al momento lo vedo senza quella determinazione necessaria ad essere nelle partite con continuità: da l’impressione di non sopportare certe pressioni.
      Naturalmente da l’esatta impressione Valentin, complimenti all’argentino perché resta sul pezzo con continuità.
      Cosa si dice Luciano su Zefi? Sta crescendo?

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  18. Il derby di stasera conferma che inzaghi ha capito che la partita va interpretata a seconda dei momenti, senza strafare in modo dispendioso e continuativo. In questo modo la squadra riesce a reggere l’urto avversario quando può scegliere di abbassare il baricentro. Punteggio pesante ma interpretazione perfetta della partita da parte di tutti. Stasera Correa ha fatto bene e ha permesso a lautaro maggiore profondità, più di quanto faccia dzeko (ed è comprensibile per l’età del bosniaco). Complimenti ai ragazzi.
    P.s al di la delle polemiche sul gol annullato, il fallo su lautaro da cui nasce l’azione è incredibile

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  19. Concordo.
    Finalmente Lautaro-Correa, decisamente, per me, la ns miglior coppia davanti.
    Il Toro mi sembra abbia riacquistato brillantezza: aldilà dei gol, tornava e ripartiva come ai bei tempi.
    Patetico Pioli: fuorigioco netto peraltro nato da azione che non ci sarebbe nemmeno dovuta essere.
    Ora non resta che sperare che l’aspetto emotivo si imponga, per noi e loro.
    La partita è stata fisicamente e mentalmente dura e la Roma di questi tempi è avversario tosto.
    Cmq bravi ragazzi e bravo Inzaghi: un po’ di fortuna non guasta e finalmente qualche episodio ci gira a favore

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    1. Qualcuno ha scritto che i moralisti politicamente corretti crollano in modo più scorretto di chi è eccessivo per natura ma coerente. Sono assolutamente d’accordo e pioli ne è un esempio….non mi aspettavo una dichiarazione sul fallo subito da lautaro ma almeno un silenzio dignitoso…anche perché episodi favorevoli nei derby (e non solo) ne hanno avuti eccome….
      Detto questo bisogna mantenere alta la concentrazione e continuare a saper soffrire durante la partita…sono soddisfatto che la squadra abbia ricominciato, sulla scorta del campionato scorso, a gestire i momenti della gara in modo opportuno sfruttando in modo lucido gli spazi al momento giusto. Certamente la ritrovata condizione e un calendario più normale aiutano non poco…la Roma è un’altra squadra rispetto a 2/3 mesi fa, mourinho è riuscito a dare un’impronta molto più accorta e a sfruttare le debolezze degli avversari con le giuste coperture….sarà una partita dove conterà molto l’aspetto mentale e la capacità di non farsi prendere dalla foga di segnare. In altre parole, equilibrio da tutti i punti di vista, soprattutto perché non è scontato dare un indirizzo positivo al match fin dai primi minuti. E le polemiche mediatiche di mourinho e del Milan potrebbero non essere un buon viatico…tuttavia la differenza tra la mentalità dei ragazzi e quella perdente dei napoletani sta nel fatto che nelle partite che contano la squadra è convinta di potercela fare, si compatta e resta concentrata senza farsela sotto. Al di la del risultato, la paura di essere irretiti dalla tradizione di momenti clou negativi non c’è per fortuna. La vittoria di Conte ha trasmesso questa mentalità, la vittoria in supercoppa e contro le big ha rinsaldato questa consapevolezza. Naturalmente poi le partite possono essere decise dagli episodi ma la reazione (con lucidità naturalmente)è l’atteggiamento che credo sia ben piantato ormai nella testa dei ragazzi

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      1. P.s. vogliamo parlare poi del comportamento vergognoso di Theo Hernandez? Sta cercando di emulare Cuadrado nella corsa alle simulazioni…inoltre alcuni suoi falli…

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  20. “Per parlare del momento non brillante delle giovanili italiane, Sprint e Sport ha intervistato Beppe Bergomi, che da anni ormai lavora proprio in questo ambito. “Il primo aspetto da tenere in considerazione è l’attività di base. Purtroppo negli ultimi anni ci sono pochi ragazzi che si approcciano al mondo del calcio. Ci sono aree in cui vai a pescare ancora bene, altre in cui non trovi più niente – ammette l’ex capitano nerazzurro -. Da noi non insegniamo il calcio nelle scuole. Sembra un aspetto secondario ma non lo è: nazioni come per esempio il Belgio hanno rifondato il proprio sistema calcio partendo da lì, ma da noi questo tipo di ragionamento non si fa. Come diceva Mino Favini, i giovani vanno aspettati. All’estero i progetti vincenti partono dalle strutture. Averle adeguate è la base, poi viene tutto il resto. Da noi ci si allena su metà campo, inoltre nei settori giovanili non si investe più come una volta. L’esempio lampante è l’Inter. Persino il settore giovanile nerazzurro non investe un euro dall’ormai lontano 2010”

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  21. Molto bene ieri sera, a me e’ sembrato che, a differenza di altre partite, abbiamo “castigato” l’avversario nei momenti giusti, non abbiamo sprecato occasioni su occasioni, per poi andare in apnea fisica e mentale. A caldo posso “capire” lo sfogo di Pioli e dei Milanisti sul goal annullato, ma poi, francamente, hai voglia a dire che un giocatore che si muove davanti al portiere e’ ininfluente … E, come, pochi giornalisti hanno fatto notare, c’e’ un fallo su Lautaro grosso come una casa, da cui poi parte l’azione del goal . Perisic incredibile Duracell … Da domani pero’ testa alla Roma, che Sabato sara’ un’altra sofferenza.

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  22. accade a Nilano: vado a prendere mio nipotino di 10 anni all’uscita da scuola. Si ferma a giocare a pallone con dei compagni, nei giardinetti, con gli zaini a far da porta. Li guardo giocare e vengo colpito da un ragazzino. “quello è proprio bravo”, dico. “Per forza, mi rispondono, gioca nell’Atalanta. Però ne hai di occhio…” L’Atalanta viene a Milano a prendere un ragazzino di nove o dieci anni dopo averlo visto giocare in una squadretta dell’oratorio

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  23. La federazione è compromessa a tutti i livelli non dovrebbe sorprendere, personalmente la maglia azzurra non significa più nulla da tempo. Interessante invece è la dinamica relativa alla crescita dei più forti: se è vero che i migliori escono fuori comunque, il problema del poi è cruciale. Sono convinto che un’attenta programmazione possa fare in modo di far arrivare un giocatore forte non a 25/26 anni ma almeno 2/3 anni prima e questo ha una ripercussione importante a livello societario. L’esempio dei ragazzi in prestito al volendam è illuminante: prestare i giovani più promettenti ad una società (o nazione in questo caso perché la politica del sistema olandese va in questa direzione) che mette i ragazzi nelle condizioni di esprimersi in base alle proprie capacità tecniche e in base ad un’organizzazione tattica funzionale agevola sicuramente una crescita più rapida nel professionismo, permette di acquisire quegli steps intermedi fondamentali a raggiungere un livello agonistico propedeutico al calcio di vertice. Se stankovic ed oristanio fossero andati in una squadra non competitiva e non funzionale della nostra serie b (come accade a quasi tutti) avrebbero ottenuto risultati simili? La storia di mulattieri dice di no e non può essere giustificata semplicemente dalla “grande competitività della nostra serie b” perché il livello tecnico è organizzativo di quest’ultima non rappresenta l’ideale step intermedio. Se Mulattieri avesse accettato l’offerta del feyenoord (o psv ora non ricordo quale fosse l’offerta) avrebbe fatto in termini di crescita tecnica ed agonistica quello step che non ha fatto. Anche solo confrontandosi con una realtà al momento ancora troppo complessa avrebbe potuto imparare dai migliori in un contesto che gli permetteva sicuramente più margini di errori. A ori e stankovic auguro di misurarsi in eredivisie proprio a questo scopo, di certo non rallenterebbero la loro formazione

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    1. Il discorso è ampio e abbraccia naturalmente la cultura di appartenenza, sportiva e non solo. Il nostro è il paese del cotto e mangiato, dell’uso dello strumento già affinato allo scopo di raggiungere risultati nel breve periodo, una pratica in realtà privilegiata anche nelle piccole realtà dove non sono tollerate nemmeno le fasi di assestamento legate a un nuovo corso tecnico. Se ciò è parzialmente comprensibile tra i club che hanno come standard obiettivi molto alti non lo è nelle realtà societarie medio-piccole, dove dopo 3 risultati negativi viene messo in discussione tutto l’apparato. Cambi repentini della guida tecnica come frutto di un sistema che non guarda alla crescita progressiva di ogni singolo componente….eppure nazioni come Olanda e Germania fanno dell’approccio olistico il proprio punto di forza…probabilmente perché la valutazione sul medio lungo periodo tiene in considerazione a monte lo sviluppo di ogni singola risorsa. Restando a determinate realtà….guardiamo le prestazioni del volendam con Mulattieri….la discontinuità di risultati nello step attraversato dalla società (consapevolmente) avrebbe in Italia portato all’esonero di jonk e all’accantonamento di chi non poteva garantire quella continuità da “cotto e mangiato” tanto desiderata dalla nostra cultura.
      Questo è un discorso strutturale che potrebbe avere un senso piuttosto che le idiote barriere al mercato globale

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  24. Va beh..anche quest’anno ,un pò tutti tra di noi siamo stati,in qualche modo,gratificati per le nostre considerazioni/perplessità riguardo la formazione “Primavera”: certo non ci sono fenomeni in rosa,ma intanto passiamo direttamente alla fase finale con tre giornate d’anticipo e non mi sembra un brutto risultato,considerando anche i numerosi giovanissimi.

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    1. Obiettivamente la squadra è cresciuta molto negli ultimi mesi. Fino a dicembre non era sicuramente squadra e i continui cambi di formazione non aiutavano. Poi non è da sottovalutare l’inserimento di V.Carboni prima e Zuberek poi (anche oggi gran partita del polacco) che han portato palleggio profondità e gol. Sinceramente non mi aspettavo progressi simili

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  25. Non sono assolutamente d’accordo su quanto sostenuto da Sergio e proprio la storia di Mulattieri dimostra il contrario di quanto lui sostiene. Lui ha fatto bene nella serie B olandese lo scorso anno, nella B italiana con un anno in più avrebbe dovuto fare sfracelli e sarebbe stato solo ‘normale’. Dalla B olandese secondo me si può diventare titolari nella nostra C . l’unica cosa che condivido e’ l’augurio a Filip e Ori di restare al Volendam giocando in prima divisione. Se faranno bene lì poi si potrà parlare di un inserimento in Italia, vedremo a quali livelli

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  26. Sulla nostra Primavera io propongo di andare cauti. Spero che anche in questo caso nessuno mi attribuisca retropensieri: voglio bene ai nostri ragazzi e soffro moltissimo quando giocano.
    Sono felice per le ultime prestazioni (anche l’1-1 casalingo con il napoli è stato rivalutato).
    Però sino ad ora non è che abbiamo fatto cose eccezionali. siamo di sicuro tra i primi sei, con un po’ di anticipo e questo è importante, ma per l’Inter dovrebbe essere la norma, il minimo..
    Le considerazioni che abbiamo fatto durante tutta la stagione per me sono confermate proprio dall’ultimo filotto di risultati e dalle prestazioni.
    Ricordo che alla prima giornata (se non sbaglio Inter Atalanta dissi a Bernazzani: quest’anno dovremmo avere una squadra forte.
    valutavo la rosa, obiettivamente molto larga, i (pochi) fuori quota confermati e soprattuto i nuovi arrivi che non conoscevo ma di cui si diceva un gran bene (Nunziatini, Cecchini, Matjaz, Zuberek, Andersen) e contavo su una crescita esponenziale, tra gli altri, degli ‘ stranieri’ arrivati un anno prima: Iliev, Grygar, Hoti, Jurgens, Boti.
    E naturalmente sulla crescita dei nostri 2003 già forti: su tutti Rovida, Zanotti, Carboni, Peschetola, Casadei, Fabbian, Abiuso.
    Poi naturalmente contavo sull’esplosione di qualche 2004
    Invece l’andamento del torneo, per molte giornate, sembrava vanificare le mie aspettative, ma le cause mi erano ben presenti: continuo turn over che impediva alla squadra di avere punti di riferimento fissi e trainanti, inserimento in contemporanea di molti 2004 e 2005 quando dovevamo affrontare squadre con 8 fuori quota (di cui 5 in campo) scelti tra l’altro tra i più forti, che giocavano spesso anche im prima e che avevano uno, massimo due sotto età.
    Quando si è cominciato ad avere uno o due al masismo sotto età nella formazione iniziale, scelti tra l’altro tra i più pronti atleticamente (Grygar, Zuberek), a limitare le rotazioni in modo da avere sempre in campo alcuni punti fissi di riferimento, a giocare da squadra con compattezza e spirito di sacrifico, in un complesso competititvo sul piano atletico i risultati sono venuti, anche se non abbiamo mai giocato benissimo (come dicono gli esteti)
    Puoi sostituire (non tutti insieme) Rovida con Boti, Zanotti con Silvestro, Un centrale con Fontanarosa, Sanga con grygar, Peschetola con Iliev o Carboni e resti forte, soprattutto hai sempre atleti pronti che sanno cosa vuol dire tenere il campo, lottare e batersi di squadra, con alcuni di loro che possiedono pure una tecnica apprezzabile.
    In questo contesto si sono affermati anche Zuberek (4 gol nelle ultime 5) e lo stesso deludente (quando non c’era squadra) Jurgens.
    Insomma adesso abbiamo una squadra forte, un po’ speculativa, non irresistibile, ma che può giocarsela con tutti, persino con la Roma

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  27. Concordo sul discorso relativo alla primavera, non su quello relativo a mulattieri: il Crotone come indicano i risultati si è dimostrato un contesto disfunzionale alla sua crescita alle prime difficoltà di squadra (era partito benissimo). Dopo i primi 6 gol in 10 ottime partite (o poco piu)improvvisamente è diventato inadatto al campionato di serie b? Campionato sicuramente più tattico e fisico dell’olandese ma anche qualitativamente più povero. È possibile che la mediocrità del Crotone e del Pisa non abbiano messo nelle condizioni mulattieri e Lucca di avere continuità?

    Tornando alla prima squadra semplicemente FANTASTICI. Addirittura prestazione migliore di quella in coppa e momenti della partita nuovamente gestiti perfettamente. Tutti eccellenti, facile dire brozo ma stasera nota di merito per dimarco, bravo in entrambe le fasi. Ottima condizione mentale

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    1. L’azione del primo gol ricorda il gatto che gioca col topo: lì fai arrivare alti e poi parti con un giro palla fatto di verticalizzazioni di prima a saltare la spina dorsale avversaria. Spettacolare

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  28. Adesso diventa veramente difficile: abbiamo dal 27 aprile al 15 maggio 5 partite in 18 giorni, di cui una è una finalissima e tre sono fuori casa. temo che, nonostante la ritrovata condizione, qualche punto lo lasceremo e negli altri (vedi lazio) c’è poco da sperare. Comunque lotteremo perché abbiamo un grande gruppo (non significa che sia senza lacune) e un allenatore che sembra essersi molto affinato e completato

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  29. Dumfries, per quanto mi pare abbia pesanti lacune tecniche, compensa ampiamente con una intelligenza calcistica fuori dal normale: fa sempre il movimento corretto e gioca la palla nei corridoi e negli spazi vuoti in cui dovrebbe essere il compagno. In più è generoso nella corsa e nella copertura dei compagni. Ottimo acquisto.

    Pinamonti mi piacerebbe come quarta punta,con il dubbio sul fatto che sbaglia molti gol, e a san Siro non lo perdonerebbero. Però sa tenere il pallone e gioca bene col resto della squadra.
    Sto seguendo Satriano e mi pare avere tecnica da rivedere, ma grande capacità di lotta e inserimento. Sente la porta.
    Anche lui, come quarta punta, lo prenderei seriamente in considerazione.
    Non mi convince invece Agoume.

    Marotta e Ausilio mi piacciono,ma a malincuore riconosco il grande lavori della dirigenza milanista. In particolare mi piace la figura di Maldini.

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  30. Importante il successo dell’Under 18 che vincendo a Parma (0-3, Sarr, Peretti, Marocco) supera gli emiliani e rientra in zona play off. con ancora la possibilità di raggiungere persino la qualificazione diretta.
    Questa la formazione

    NTER – 1. Matteo Basti; 2. Alessandro Marocco, 3. Andrea Pelamatti; 4. Mateus Cecchini Muller (22′ st 17. Nicolo Uberti), 5. Lorenzo Peretti (V. Cap.), 6. Aleksandar Stankovic; 7. Nicolo Biral (22′ st 16. Francesco Stante), 8. Issiaka Kamate (32′ st 15. Nicolo Perin), 9. Dennis Curatolo (Cap.), 10. Enoch Owusu (32′ st 19. Tommaso Clerici), 11. Amadou Makhtar Sarr. Allenatore: Andrea Zanchetta
    A disposizione: 12. Alessandro Calligaris; 13. Federico Motti, 14. Stefano Di Pentima, 18. Francesco Esposito, 20. Leonardo Straccio

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  31. A quanto pare Pina è destinato al mercato per fare cassa, mio malgrado, ho sempre sognato di vederlo titolare/prima scelta in un inter vincente. Vendendo lui, De Vrij (che personalmente lascerei andare solo con la certezza scientifica di prendere Bremer) e altri 2 giovani (speriamo non Espo) forse si potrebbe evitare di vendere il big di cui tutti parlano.

    Scamacca è sicuramente forte, avendo soldi a palate sarebbe da prendere subito, però non mi pare sia tutto questo upgrade rispetto al Pina.

    Onestamente sono un pò preoccupato per il nostro futuro, stando a sentire le PI, se continuiamo a dover ricavare 70M l’anno spendendone poi spicci e/o prendendo solo parametri 0 la vedo dura, considerando che il Milan a quanto pare dal prossimo anno inizierà a spendere seriamente e la Buve che tra plusvalenze fittizie e sicuramente altri magheggi riesce sempre a spendere milioni e milioni sul mercato..boh

    A maggior ragione questo scudo sarebbe importantissimo vincerlo, anche se sarà veramente difficile

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  32. L’interessante intervento di tankian mi ha stimolato delle riflessioni che però alla fine sono risultate un po’ prolisse. ora le copio qui, sapendo che Emiliano è molto indaffarato. Gliele mando anche per email così se vuole e può le pubblica come post, rinfrescando un po’ l’home page

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  33. L’Inter tra sogno di seconda stella e futuro con qualche ansia

    Vorrei tanto vedere la seconda stella e anch’io temo che se non sarà quest’anno, poi diventerà tutto più difficile, proprio perché juve, Milan e forse anche Roma sono destinate a crescere molto (o almeno così sembra) mentre noi, se davvero dobbiamo a ogni mercato incassare molto più di quel che spendiamo, saremo costretti a un ridimensionamento.

    Considero dirigenza tecnica e allenatori fortissimi, ma senza ingenti investimenti questo può bastare per costruire belle squadre, non per vincere.

    Marotta ad esempio era bravo anche alla Samp ma non vinceva. Certo, la Samp non ha gli introiti dell’Inter, ma neppure le spese e…non è costretta a ripianare ogni anno.

    L’Atalanta è da tempo una bella squadra, grazie a dirigenza e forse mister, ma non vince (anche per gli orobici vale il discorso fatto per la Samp).

    Spero dunque con tutte le mie forze che si vinca quest’anno, ma sono consapevole dell’estrema difficoltà del nostro compito.

    Il Milan deve giocare 4 partite, una per settimana; noi 6 partite, di cui 5 in 18 giorni, con 3 trasferte e una finalissima che porterà via tante energie.

    Certo, se le vinciamo tutte saremo campioni, ma sarà difficilissimo e dovremo lottare anche contro situazioni esterne, come da sempre ci accade essendo noi i nemici giurati di chi comanda il calcio italiano, mentre il Milan ha evidenti rapporti di complicità.

    Vorrei fare già ora una valutazione della nostra stagione, ma per scaramanzia me la tengo per la fine del campionato.

    Dico solo che se non vinceremo (sgraat!) potrà essere per i punti persi nel periodo di flessione, ma anche no.

    Infatti le flessioni in un campionato equilibrato le hanno tutti.

    Certo invece di 7 punti in 7 partite si poteva forse farne una decina e ora saremmo quasi al sicuro.

    Ma secondo me il punto debole è stato nel girone di andata, quando pur dominando le avversarie di quelle partite, abbiamo perso 3 punti con la Lazio, due con Samp, Milan Atalanta e juve.

    Quando domini l’avversario non puoi lasciargli tutti quei punti.

    Il Milan ha vinto di ‘corto muso’ (cit) diverse partite nelle quali non aveva affatto dominato.

    Non ne do la colpa a Inzaghi (bastava realizzare i due rigori contro Atalanta e Milan), ma certo un po’ ha influito non la capacità del mister, che nel tempo si è rivelata elevata, ma la necessità di disporre del tempo necessario per valutare a fondo le potenzialità dei singoli componenti la rosa.

    Comunque ormai questi ragionamenti servono a poco.

    Adesso dobbiamo solo sapere che per legittima ambizione e per spinte esterne, il Bologna giocherà la partita della vita.

    Per quanto riguarda il mercato, anch’io lascerei andare dietro buon compenso De Vrji, solo se fossi certo di arrivare a Bremer, se non altro per l’età.

    Cambierebbero le caratteristiche del centrale, ma si potrebbe rimediare lavorando sui braccetti e immettendo a centro campo un’alternativa di qualità a Brozo (o alle mezze ali) per la costruzione del gioco.

    In questo senso Paredes, che in assoluto non mi entusiasma, andrebbe benissimo.

    Poi servirebbe un’altra mezz’ala di quantità ma tecnicamente migliore di Gaglia (Verona o Lecce potrebbero essere terreno di scelta proficua) e sostituirei un paio di punte in organico (Caicedo, Sanchez), con una prima punta forte fisicamente e una punta di estro e dribbling.

    Scamacca è abbastanza forte e può migliorare. Inoltre avrebbe il vantaggio…di non andare a una nostra rivale.

    Lukaku è più forte al momento, ma non è detto che ripeta le due stagioni monstre fatte con noi, anzi credo che non potrà esprimersi ancora su quei livelli.

    Dybala lo lascerei perdere, soprattutto se…andasse all’estero e non a una rivale.

    Sono convinto che Marotta e C. troveranno una seconda punta di scatto, estro e fantasia non ancora al top e di prezzo contenuto.

    Per quanto riguarda i nostri giovani, premesso che quelli in prestito li ho seguiti molto saltuariamente e devo basarmi su quanto riferitomi, li dividerei in tre categorie

    Quelli che cederei definitivamente

    Quelli che cederei con contro riscatto

    Quelli che cederei in prestito

    In presenza di offerte accettabili cederei definitivamente Zinho Di Gregorio e forse Sensi

    Zinho è troppo fragile, i portieri sono due ’97 e possono avere mercato (Di Gregorio, se non sbaglio sarà riscattato dal Monza obbligatoriamente se andrà in A per una cifra sugli 8 milioni).

    Un portiere di riserva affidabile si può trovare a poco, considerando che sarebbe solo il terzo

    Sensi lo cederei molto a malincuore, ma se vogliamo essere competitivi abbiamo necessità di certezze

    Proverei a cedere con riscatto e contro riscatto Pinamonti, Satriano, Agumè, Pirola, Mulattieri.

    Credo che si potrebbe racimolare una buona cifra per deciderne in seguito il futuro.

    C’è poi il problema di Esposito: tempo fa una persona direttamente interessata mi aveva parlato di una trattativa con l’Atalanta (per avere uno sconto sul pagamento di Gosens) e di una con il Torino per Bremer che comprendeva Seba e il fratello Pio, più Gagliardini.

    Ma le cose cambiano in fretta e non so se la trattativa sia più attuale, tanto più che ora si legge di un interesse del Toro per Di Marco (e se rinnovasse Perisic l’acquisto di Gosens potrebbe essere un segnale in quel senso).

    In ogni caso i due Esposito per conto mio non dovrebbero mai venir ceduti se non con l’elastico.

    Sicuramente dimenticherò qualcuno dei tanti che abbiamo in giro.

    Poi ci sono i Primavera di quest’anno, dai quali però con una cessione prematura, prima cioè che si valorizzino in campionati veri, si potrebbe cavare ben poco.

    I 2002 credo che possano andare solo in C, massimo in B qualcuno, ma non per fare il titolare.

    Tra i 2003 ci sono giocatori interessanti.

    I più pronti mi sembrano Rovida, Zanotti, Hoti, Carboni, Fabbian,
    Casadei, Peschetola.

    Zanotti (se sta bene) e Casadei li terrei per fare da elastico tra Primavera e Prima squadra, Fabbian e Peschetola li terrei perché penso abbiano ancora margini di crescita anche in categoria. Rovida potrebbe andare in prestito, anche per far giocare qualche 2004 e 2005 interessante che abbiamo in rosa.

    Carboni deve crescere tecnicamente ma ha già il passo e la forza per fare una stagione in serie B.

    Considerando anche la cessione di qualcuno della rosa di prima squadra (Caicedo Sanchez, Sensi appunto, forse Di marco se necessario per Bremer oppure Gaglia, Vecino)
    Penso che tra vendite e qualche taglio di ingaggio potremmo far fronte alle necessità finanziarie per i nuovi arrivi previsti, ma certo non per ripianare il deficit di almeno 70 milioni, come scrivono (io spero che siano solo …desideri di pi).

    La cessione del Toro metterebbe a posto anche questo aspetto (mai comunque per una cifra inferiore a 80/90 milioni) ma aprirebbe un ulteriore buco nella rosa, difficile da colmare senza investimenti che renderebbero inutile e dannosa l’operazione.

    Certo, si potrebbe arrivare a un ousider, per il nostro campionato come Jovic o Werner, che forse potrebbero arrivare in prestito, ma sarebbe comunque un rischio e un sicuro ridimensionamento.

    In ogni caso Marotta sarebbe chiamato a un altro miracolo: indovinare gli arrivi, ma pagarli.. a lungo termine e vendere bene, con soldi freschi chi si pensa di poter sacrificare.

    Compito gravoso, ma…serve che gli riesca, se vogliamo mantenerci ambiziosi anche nel prossimo futuro.

    Ma adesso pensiamo solo al Bologna, sapendo che sarà una battaglia e non solo contro i rossoblu

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