
Dopo un’annata a fasi alterne, l’epilogo della stagione ha lasciato in noi tifosi una comprensibile delusione che spesso porta a giudizi sommari.
La situazione è complessa, per la quantità di elementi da valutare, che spesso sfuggono alla conoscenza del singolo tifoso, indotto a formulare le sue valutazioni sulla base, comunque impressionistica, di quanto visto in campo.
Che è importante, ovviamente, ma non spiega tutto.
Perché prestazione e risultato sono solo la conseguenza di una serie di fattori non valutabili dall’esterno, se non in forma dubitativa.
Ne cito alcuni:
- la stagione del tutto anomala con le partite distribuite su 4-5 mesi anziché su 9-10.
- il ‘disturbo’ provocato dalla pandemia che ha colpito molti giocatori (non solo nostri, ovviamente) con effetti e conseguenze diversi, anche in termini di interruzione della preparazione, sui singoli.
- le disponibilità finanziarie verosimilmente ridotte rispetto agli altri anni (si pensi solo alla perdita dei due più forti 2003 e ai due mercati – estivo e invernale – praticamente inesistenti per l Primavera).
Nei fatti qualche arrivo di spessore ha riguardato solo i 2004.
La necessità conseguente di lavorare su quanto si aveva in casa con situazioni deboli evidenti e comunque su gruppi incompleti anche dal punto di vista delle qualità tecnico-atletiche e tattiche da amalgamare.
Potrei aggiungere la situazione e le scelte in qualche modo obbligate rispetto ad altre società.
Il mercato attuale delle squadre di A sta confermando che gli effetti economici della pandemia non sono stati uguali per tutti. E questo si è verificato persino livello giovanile, dove molte società hanno potuto rinforzarsi enormemente con acquisti anche prestigiosi e hanno scelto di tenere fino a 8 fuori quota, fra i quali scegliere quelli da schierare nelle singole partite.
Ci sono poi altre situazioni che non conosciamo, non avendo potuto seguire neppure un allenamento: è proprio nella preparazione iniziale e negli allenamenti che si provano le diverse possibilità di gioco, ed è da presumere che le soluzioni scelte, anche quando non piacciono, siano risultate le più idonee nel contesto dato.
Comunque la stagione va valutata sotto diversi profili:
- I risultati conseguiti.
- La qualità del gioco espresso.
- La crescita dei singoli.
Il tutto tenendo presente gli scarsi elementi di conoscenza da parte del tifoso e l’incidenza dei fattori sopra ricordati.
Esaminiamoli separatamente.
I RISULTATI
(Aggiungo qui qualche considerazione su U18 e U17 perché per l’U18 ci sono elementi in comune, mentre l’U17 può proiettare i suoi effetti sulla prossima stagione delle categorie superiori).
U19
Prima a pari punti nella regular season (cioè in 30 partite) con una media di quasi 2 punti a partita e otto punti di vantaggio sull’Empoli, ultima classificata, all’ultima giornata, per i play off.
L’Inter ha segnato poco, meno di tutte le prime sei, ma ha subito meno delle altre.
In semifinale è stata eliminata dall’Empoli che sul piano del gioco l’aveva dominata, anche se l’eliminazione è arrivata all’ultimo minuto di recupero, con la squadra in nove e con un gol segnato dai toscani in evidente fuori gioco.
Ma si è arrivati a dire che hanno giocato da i decerebrati.
U18
Percorso simile, anzi per alcuni aspetti anche più clamoroso.
Nella regular season (20 partite) Inter prima con 41 punti. Cinque di vantaggio sulla Roma e ben 14 su Atalanta e Genoa, ultima qualificata.
Inter che ha segnato più di tutti (ben 19 più del Genoa) e ne ha subiti meno di tutti 12 meno del Genoa, per una differenza reti di + 31.
Anche loro hanno ricevuto… l’ambito riconoscimento.
Le due squadre sono state eliminate dall’ultima qualificata nella r.s. ma entrambe avevano già sofferto contro le rispettive rivali in campionato.
U17
Penultima nel suo girone e ovviamente esclusa dalle finali
Pur nella delusione dell’ultima partita, la stagione dell’U19 deve a mio parere considerarsi positiva.
In partenza non era certo pronosticabile nelle prime 4 perché numerose squadre, avendo fatto le scelte diverse alle quali abbiamo accennato prima, apparivano superiori.
Parleremo in seguito della partita con l’Empoli in un certo senso emblematica della nostra stagione.
Più difficile esprimersi sull’annata dell’U18 per la quale possiamo dire che le grandi squadre non perdono le partite decisive, tanto meno se l’avversaria è palesemente inferiore. Quindi anche a loro qualcosa manca sicuramente.
Una valutazione minimamente responsabile e informata è resa impossibile per il fatto che quella con il Genoa è l’unica partita che i telespettatori hanno potuto vedere.
Del tutto deludente il campionato dell’U17.
Anche qui non disponiamo di elementi di valutazione diretti, ma i risultati sono già eloquenti, soprattutto se consideriamo che chi si è qualificato, con grande margine su di noi, nel nostro girone, non ha fatto altra strada.
E comunque i limiti dell’U17 si erano visti già nei precedenti campionati.
Normalmente due semifinali e una eliminazione in r.s. sarebbero buoni risultati, per qualsiasi squadra, eccetto forse l’Atalanta.
Noi eravamo abituati a ben altro, ma i segni di un relativo ridimensionamento erano già evidenti.
Per quanto concerne il risulto negativo dell’U17 bisogna dire che questa squadra è nata male e non è stato possibile correggerla negli anni.
In estate gli sforzi maggiori sono stati fatti proprio sui 2004 con gli acquisti onerosi di Botis, Grygar e Iliev che però hanno giocato con i 2003.
LA QUALITA’ DEL GIOCO ESPRESSO
Chiaro che qui ci riferiamo solo all’U19 perché dell’U18, come dicevamo, è stato possibile vedere solo una partita, che potrebbe essere stata influenzata da fattori contingenti.
Diventa allora necessario soffermarsi su Inter – Empoli, match che, dal punto di vista della nostra prestazione sintetizza e ingloba, per così dire, tutte le problematiche che hanno contraddistinto la nostra stagione.
Allora.
Abbiamo schierato la miglior formazione possibile dal punto di vista del modulo utilizzato.
Modulo che non criminalizzerei in assoluto, visto come è andata con la prima squadra.
- Il portiere era il migliore.
- I tre centrali difensivi i migliori, insieme a L. Moretti, poi subentrato.
- Gli esterni erano i migliori insieme a Persyn poi subentrato.
- Sui centrocampisti torneremo dopo.
- Le punte erano le migliori.
Con un altro modulo avrebbe potuto giocare Fonseca, che non ha mai entusiasmato, con Ori trequartista. Ma anche di questo parleremo.
La squadra è stata dominata sul piano del ritmo, della continuità, dell’aggressività. Non dell’intelligenza calcistica, secondo me, perché giocare come sai è segno di intelligenza.
Alle qualità degli avversari ha opposto le caratteristiche che possedeva, alcune in quantità limitate, fisicità, nei difensori e in Satriano (relativamente in Casadei che è alto ma atleticamente ancora in formazione) tecniche e gamba, (negli esterni, con Ori in condizione ancora non ottimale) scarsa capacità aerobica in mezzo al campo e doti di costruzione del gioco palleggiato modeste
Secondo me va sgombrato il campo da alcuni equivoci.
- Il primo è che anche a me piace vincere dominando gli avversari, chiudendoli nella loro metà campo, pressando alti e tenendo un ritmo micidiale per tutta la partita. ma se non lo posso fare, cerco di avere il meglio dal gruppo che ho.
- Il secondo è che quando parlo di fisicità non mi riferisco sempre all’altezza, che è fondamentale in alcuni ruoli, possibilmente unita a rapidità e tecnica, ma anche alla potenza muscolare e polmonare, che invece sono decisive anche rispetto alla statura, in altri.
Per esempio: Kanté e Barella, lo stesso Sensi prima della catena di infortuni, non sono dei colossi, ma sono esplosivi. Hanno fisicità.
Con le loro caratteristiche eccellono in mezzo al campo e le stesse doti sono importanti sulle fasce.
Davanti potrei citare decine di giocatori celebrati per le loro doti tecniche che senza lo scatto e la potenza muscolare sarebbero stati mediocri (Messi e Insigne, per esempio).
Lo stesso Baldanzi, che è apparso un mostro anche nella finale, dove ha segnato due gol, potrebbe essere arrivato al top della sua complessione atletica e vedremo con i grandi se potrà crescere ancora
In mezzo al campo secondo me considerato l’organico avevamo il maggior problema, poi cercheremo di vedere perché.
Davanti la prima punta di norma deve avere altezza e forza (ci sono eccezioni per la statura), la seconda punta (o trequartista) deve essere più rapida e continua.
Bene, contro l’Empoli abbiamo schierato:
- Tre difensori centrali alti e potenti.
- Una prima punta molto strutturata e una seconda punta più rapida e tecnica.
- Due esterni brevilinei.
- A centrocampo avevamo a disposizione: un incursore (Casadei), due play bassi (Sanga e Squizzo, poi ne vedremo le caratteristiche) un incontrista (Boscolo) due teorici costruttori di gioco (Wieser e Lindqvist) e un tuttofare col baricentro basso (Mirarchi).
Avendo scelto di schierare Zanotti, Vezzoni, Wieser e Ori, tutto si può dire tranne che avessimo schierato una squadra fatta metro alla mano.
Il tentativo è stato quello di avere un mix importante di statura e forza fisica (dove contavano) , potenza muscolare e qualità. Anche perché non esistevano altre scelte più efficaci
Purtroppo in avanti non avevamo giocatori di livello da affiancare a Satriano.
Fonseca ancora una volta ha deluso, Bonfanti è tecnicamente troppo grezzo e di Akhalaia non voglio parlare male, perché a Lado voglio bene e mi dispiacerebbe dire quello che ne penso come giocatore
E’ stato quindi necesario giocare con Ori seconda punta.
A centrocampo avevamo due soli giocatori con le caratteristiche tecniche ‘teoriche’ di costruttori di gioco: Wieser (schierato) e Lindqvist. Entrambi non hanno le qualità fisiche e agonistiche per ‘guidare’ la squadra. Inoltre, proprio per i loro limiti, i due insieme sono chiaramente incompatibili.
Quindi abbiamo giocato con un incursore (Casadei) un play basso che non è certo un costruttore di gioco (Squizzo) e un solo elemento ‘di qualità costruttiva per altro rivelatosi, come quasi sempre, del tutto inconsistente.
Non avevamo giocatori per imporre il nostro gioco: non c’erano difensori alla Bastoni, in grado di rompere la linea per aiutare il centro campo e nemmeno centrali difensivi costruttori di gioco come de Vrji, non avevamo costruttori di gioco a centro campo ma avevamo due esterni e un centrocampista (Casadei) oltre a due punte abilissime negli spazi.
DOVEVAMO giocare di rimessa, aspettarli e ripartire, nelle condizioni date, sapendo anche che loro erano una squadra costruita sul ritmo, l’aggressività e l’intensità e che i nostri difensori, forti ma macchinosi potevano andare in difficoltà nell’uno contro uno.
E’ mia convinzione che sarebbe bastato avere (come caratteristiche, a prescindere dai nomi) un Agoumé play basso e uno Schirò al posto di Wieser e magari un difensore centrale più tecnico per giocarci la partita in modo completamente diverso.
Non parlo poi di cosa sarebbe successo se avessimo potuto schierare i due 2003 precocemente ceduti, in particolare Gnontò seconda punta con Ori trequartista
Secondo me tutti sapevano (sapevamo) quali erano i punti deboli e cosa sarebbe servito sul mercato.
Ma non è arrivato nessuno e noi abbiamo dovuto giocarci quasi tutta la stagione così: difesa protetta e fiammate offensive più che regolare e continua costruzione del gioco e della manovra. perché questo era nello stile, nelle gambe e nel cervello dei nostri titolari
Questa situazione spiega perché abbiamo avuto la miglior difesa e un attacco, come realizzazioni, da centro classifica.
Con la squadra bassa e non in grado di accompagnare in massa la manovra attraverso il palleggio insistito, le punte devono aiutare nella nostra trequarti e ripartire con progressioni profonde (in velocità, Satriano e in velocità più dribbling, Ori). In queste condizioni arrivi meno volte in area e può accadere che tu non sia lucido.
E spiega anche perché in quasi tutte le partite si sono dovuti sostituire gli attaccanti stremati, ricorrendo persino ad Akhalaia.
“L’Empoli ha dimostrato sul campo di essere almeno due categorie sopra le altre: tecnica, intensità, corsa… Poi almeno 3 grandi individualità.”
Ho letto anche questo.
Poi sono andato a rivedermi la partita e ho constatato che l’Empoli ha segnato tre gol: il primo dopo un flipper in area, con il pallone che casualmente finisce a uno di loro; il secondo su una punizione che sarebbe stata respinta dalla barriera se la stesa non si fosse inopinatamente aperta, il terzo, al 124′ contro nove soli avversari, in netta posizione di fuori gioco.
In più ci sono state due belle parate di Filip.
Noi invece sul 2-1 abbiamo avuto la palla gol di Satriano, solo davanti al portiere, che 99 volte su 100 in quella condizione avrebbe realizzato e prima del loro 3-2 abbiamo avuto un’altra palla gol clamorosa con Bonfanti, che solo davanti al portiere al momento di calciare si è colpito un piede con l’altro ed è finito a terra.
Ci sarebbe stato anche un mezzo fallo da rigore a nostro favore ma lasciamo perdere.
Quindi questi, con le loro straordinarie qualità da extra terrestri hanno impiegato 124 minuti a metterci sotto e lo hanno fatto nel modo irresistibile che abbiamo visto.
Magari noi abbiamo giocato da decerebrati, ma magari se avessimo giocato da intelligenti ci avrebbero rifilato 5 gol nei regolamentari, come all’Atalanta.
LA CRESCITA DEI SINGOLI
Secondo me è un argomento che non permette certezze, ma impressioni.
Le certezze la ha la società perché controlla scientificamente e in modo continuativo una serie amplissima di parametri individuali.
Comunque:
- Ci sono quelli che visibilmente sono cresciuti moltissimo.
- Ci sono quelli che sono cresciuti ma non abbastanza per essere competitivi ai massimi livelli di categoria.
- Ci sono quelli che sembra non siano cresciuti.
Nella prima categoria metterei i due portieri, Zanotti, Hoti, Vezzoni (per altro fuori quota), Satriano (ricordate le prime partite quando dicevo che mi sembrava un gatto di marmo?).
Ci sono quelli che secondo me non sono cresciuti (ma i motivi sono da appurare): Persyn, Kinkoue, Oristanio (probabilmente per le lunghe assenze e per il tipo di gioco impostogli dalle esigenze di squadra), Fonseca, Squizzo (idem) Lado.
Lo stesso Casadei secondo me non ha avuto un’annata completamente rispondente alle aspettative.
Gli altri sono tutti cresciuti (persino Wieser e Lindqvist), ma il problema è se la crescita è stata o meno sufficiente a collocarli tra i giocatori importanti in categoria.
Proviamo allora a dare un giudizio sulla stagione dei singoli:
Stankovic: stagione buona, non eccezionale. Ormai la Primavera gli va stretta. Per crescere deve andare a giocare in campionati veri, dove il pallone viaggia ad almeno 20 Km/h in più e la potenza fisica è più determinante. Ha riflessi fulminei e personalità. Voto 7 come stagione, solo 6.5 se consideriamo i progressi attesi
Rovida: è un 2003 e misura 1,95. Nazionale Under 18. Sette presenze in campionato e una in coppa. E’ tra i giocatori che hanno avuto una crescita più impetuosa. La migliorata forza fisica gli ha dato anche maggior sicurezza. Ha parato alcuni rigori decisivi. Stagione 6.5 crescita 7
Zanotti: è un 2003 avevo qualche dubbio sulla sua immediata affermazione in categoria, perché paga parecchio in altezza. ma muscolarmente è straordinario, come grinta è super e ha pure visione di gioco per essere un terzino, nonché intelligenza tattica (contro l’Empoli un gol di testa frutto di uno straordinario tempismo e intuizione nell’inserimento). Sa fare l’ala e giocare in mezzo al campo. Stagione 7,5 progressi 8
Persyn: grande delusione stagionale. Non so le cause del suo rendimento modesto, ma da uno come lui al terzo anno di Primavera ci si aspettava davvero di più. Solo 8 presenze per meno di 500 minuti e un assist all’attivo. Davvero troppo poco. 5..5 come rendimento stagionale , 5.5 come… non crescita
Kinkoue: quasi sempre presente, doveva essere il leader della difesa, ma ha alternato prestazioni da dominatore ad altre molto più incerte e in diverse partite gli è stato tolto il compito di guidare centralmente la difesa. Giocando da terzo di destra spesso ha incontrato avversari guizzanti che lo hanno messo in difficoltà anche se il problema della copertura non può riguardare un solo giocatore. Superficiale in alcuni appoggi. Di testa è imbattibile, quando sceglie posizione giusta e tempo di intervento. La stagione è stata indubbiamente positiva (7) ma rispetto a quello che ci si aspettava, io mi limiterei a un 6
Hoti: centrale di piede destro, nella parte finale della stagione si è imposto vigorosamente tanto da divenire quasi insostituibile e da prendersi il ruolo chiave nella difesa. Tra tutti i nostri centrali nonostante il fisico imponente (1,91) è il più reattivo, il più concentrato nella marcatura. cattivo il giusto e fortissimo di testa. È un prospetto molto interessante, soprattutto se riuscirà a migliorare nelle ‘uscite’ con la palla. Rendimento 7, progressi 8
Sottini: un altro mastino, con fisico e grande generosità. Ex centrocampista col tempo è stato ricondizionato nel ruolo probabilmente perché non eccelle con la palla in piedi e non ha il ritmo richiesto a un centrocampista. Ha disputato una stagione positiva, guadagnandosi il posto da Titolare, ma è chiaro che non siamo di fronte a un top, in categoria. Rendimento 6,5 progressi 6.5
L. Moretti: il ‘vecchio’ Geme 1, per chi mi conosce da tempo, per una decina di partite non è stato convocato, nella fase centrale, penso per motivi di salute. Nel finale è stato invece quasi sempre titolare. Giocatore di statura importante, con grande forza fisica e progressione (quest’ultima dote lo rende utile anche come esterno di una difesa a 4 soprattutto se davanti ha un giocatore offensivo). Si è rivelato un buon giocatore di categoria e potrebbe anche fare una carriera discreta, se migliorerà, come è possibile, nella rapidità e nelle giocate. Campionato da 6.5 crescita da 6.5
A. Moretti: diverse presenza anche per il meno noto dei gemelli Moretti, che, pur senza entusiasmare si è sempre disimpegnato in modo sufficiente. Dopo qualche stagione molto positiva nel Novara (ha anche segnato parecchi gol in Berretti) è tornato alla base per completare dignitosamente l’organico e ha assolto al compito affidatogli. Rendimento 6, Miglioramenti 6+
Vezzoni: è un fuori quota e ha dato il contributo importante che ci si aspettava da lui. Ambidestro, dotato di buona corsa e continuità, ha percorso la fascia innumerevoli volte e ha messo in mezzo diversi bei palloni (4 gol e sei assist in stagione). Tenace, combattivo è sempre l’ultimo a mollare. Secondo i documenti ufficiali risulterebbe alto 1,84, ma direi che ci siano… alcuni cm di troppo. Qualche volta in difficoltà contro ali sguscianti, ma dipende anche da chi gli giocava davanti. Stagione da leader (7) e da 7 è anche da considerarsi la crescita.
Dimarco: ha confermato le sue caratteristiche già note. Molta forza fisica, discreta progressione, qualità tecniche con il mancino inferiori purtroppo al fratello più celebre con il quale è inevitabile si faccia il confronto. Rendimento da 6 come i progressi registrati.
Sangalli: play basso (1 gol e 2 assist) SI è guadagnato il posto da titolare che era stato suo nei primi anni delle giovanili, ma aveva perso in seguito a causa di una crescita muscolare lenta. ha una grinta eccezionale, rafforzata dalla profonda fede nerazzurra che gli consente di dare sempre qualcosa in più. la sua specialità è la protezione difensiva perché riesce spesso a intuire e interrompere le linee di passaggio avversarie. L’annata è da considerare positiva (6.5) come i miglioramenti registrati. Muscolarmente però deve ancora crescere come dimostrano i due falli commessi negli ultimi minuti della semifinale quando ha lasciato l’Inter in 9 sia pure per un’espulsione un po’ eccessiva.
Squizzato: titolare da play basso nella scorsa stagione, è stato nei fatti soppiantato dal Sanga forse anche a causa di qualche infortunio di troppo. Altre volte è stato schierato da interno. possiede buona fisicità, piedi discreti e visione di gioco. Piuttosto macchinoso nei movimenti mi sembra subisca un po’ i brevilinei scattanti e i giocatori di grande ritmo, mentre in progressione sa farsi valere. La stagione è appena sufficiente, se si considerano le aspettative. la crescita è stata probabilmente rallentata dagli infortuni e dal fatto che si è trovato ad agire in un contesto che non favoriva l’affermazione delle sue qualità.
Casadei: 30 presenze complessive, con 10 gol e 3 assist. cifre che illustrano le potenzialità di questo giocatore che considero tra i più interessanti della nostra rosa, insieme a FILIP, HOTI, ZANOTTI e SATRIANO. Centrocampista incursore, specializzato negli inserimenti e letale in area avversaria, soprattuto sulle palle alte. Forte in progressione, con e senza palla, deve a mio parere migliorare come dinamismo e rapidità. Qualche volta l’ho paragonato (in piccolo) a SMS, ma probabilmente è più simile a Vecino. Tutte le strade sono aperte: può diventare un top o… fermarsi prima. E’ sotto età e io almeno inizialmente lo terrei ancora in primavera perché deve ulteriormente potenziarsi prima di affrontare i campionati maggiori. magari si potrebbe sempre mandarlo a giocare a gennaio.
Wieser: al suo attivo un numero di presenze abbastanza alto, con un minutaggio, tuttavia, meno che dimezzato. Il centrocampista altoatesino doveva essere l’uomo di qualità del nostro centrocampo, insieme a Lindqvist, ma in realtà entrambi i giocatori hanno fornito un contributo mediocre per le carenze atletico-agonistiche: il rendimento complessivo è stato a mio avviso non del tutto sufficiente, anche se proprio nei suoi punti deboli si è notato un certo miglioramenti che probabilmente non è completato, per cui il ragazzo potrà avere ulteriori margini di crescita.
Boscolo: fino agli allievi era un dominatore assoluto, per la sua potenza atletica che gli permetteva di essere in ogni zona del campo e vincere tutti i contrasti. Ricordo una finale U16 vinta contro la juve quando il mister lo ha sposato sul centro destra per raddoppiare l’esterno mancino juventino che ci stava creando disastri: da quel momento il ‘gobbo’ non ha più toccato palla. Tecnicamente, Chio non è mai stato eccezionale e ora che molti coetanei lo hanno raggiunto e qualche volta superato sul piano atletico, fatica molto di più a emergere. Resta un forte incontrista, ma è poco utile in un cc che avrebbe bisogno di qualità. Rendimento quasi sufficiente, progressi modesti.
Lindqvist: ha faticato enormemente ad adattarsi al calcio italiano, pur avendo una struttura fisica interessante e un’apprezzabile tecnica individuale. per molto tempo è rimasto una comparsa, una sorta di incompiuto e anche negli ultimi mesi quando ha trovato un po’ più spazio, non è riuscito a incidere praticamente mai. Tuttavia mi è parso di vedere nelle sue prestazioni una crescita importante sul piano agonistico, con una maggior disponibilità al sacrificio e al contrasto. Se il suo rendimento non si può ancora considerare sufficiente, i segnali di crescita ci sono stati. A questo punto tanto vale mandarlo a giocare tenendolo legato per un paio d’anni e valutare alla fine.
Mirarchi: centrocampista duttile, una sorta di tutto fare, perché può giocare da esterno (non con una difesa a tre per ragioni di passo), da trequartista e da mezzala. E’ un brevilineo che fa dell’intensità e della caparbietà le sue doti migliori. Giocatore con mentalità offensiva, tende a trattenere troppo la palla nei piedi e quindi non eccelle nella costruzione del gioco. 22 presenze e un gol al suo attivo, ma anche un minutaggio di soli 900′ che conferma la sua caratteristica attuale di giocatore complementare. Rendimento 6, crescita personale 6
Satriano: attaccante vero, di razza, che possiede forza fisica, stacco, progressione bruciante e colpi interessantissimi sul piano tecnico. Nonché la garra tipica degli uruguagi. Sebbene la progressione sia la sua dote migliore, mi piacerebbe vederlo giocare in una squadra che sviluppi con continuità un gioco offensivo, costruendo occasioni e non chiedendogli di partire sempre dalla propria trequarti, situazione sfiancante e che può togliere lucidità. E’ forse l’unico che già ora potrebbe fare il titolare in un campionato vero, diciamo in Serie B. Però io aspetterei la fine del mercato per cederlo e lo aggregherei alla prima per le amichevoli estive. Rendimento 8, crescita 8 (Ricordate i primi tempi quando lo aveva definito ‘un gatto di marmo’?)
Oristanio: non è stata un’annata all’altezza delle aspettative. per lui come per alcuni compagni hanno inciso gli infortuni e la lunga assenza per covid. ma forse anche l’assetto della squadra e il tipo di gioco che lo hanno indotto a incrementare una tendenza sua naturale ma non positiva all’individualismo esasperato. Resta un prospetto di estremo interesse, ma temo non sia pronto per certi livelli (come non lo era, ad esempio un altro 2002 che sembrava ‘spaccare’: Seba Esposito). Se andrà in B credo che dovrà lottare per un posto da titolare. ma sul medio periodo può darci soddisfazioni. Rendimento 6, progresso 5
Fonseca: giocatore che non mi ha amai convinto, l’ho sempre ritenuto sopravvalutato. Da fuori quota avrebbe dovuto fare la differenza (come l’hanno fatta Satriano e Vezzoni), invece con soli 5 gol e soprattutto con un contributo alla squadra solo discreto non ha risposto alle aspettative (almeno alle mie). Eppure sulla carta non aveva concorrenti nel ruolo di seconda punta, perché Bonfa è una prima punta e Akhalaia resta inconsistente. Anche da alcune frasi di Madonna, mi sembra di capire che abbia qualche problema caratteriale e una certa incostanza nell’impegnarsi in allenamento che possono avere inciso sulle sue prestazioni. Rendimento 6, crescita 5.
Bonfanti: prima punta di ottima struttura fisica, potente abbastanza veloce in progressione, dotato di un buon tiro e di fiuto della rete, il bergamasco mi è sembrato ancora bisognoso di molto lavoro sul piano della tecnica e dei movimenti di squadra. Si deve considerare che anche la sua buona fisicità da sola non sarà sufficiente nei campionati maggiori, quando troverà avversari anche più tosti. magari ha bisogno di più tempo per arrivare a completarsi. Rendimento 6, crescita 6
Akhalaia: sinceramente non si è mai capito il motivo per cui Lado, un ragazzo umile e disponibile, sia stato fatto approdare all’Inter da così lontano. Appena arrivato era evidente che non aveva idea di cosa fosse il calcio, almeno in Italia e di che cosa richiedesse. Aveva solo un fisico longilineo e una notevole velocità consentita dalle lunghe leve, velocità che non sfociava in nulla di positivo. Forse hanno creduto che potesse crescere tecnicamente e tatticamente e hanno puntato su una scommessa poco costosa. Un pochino rispetto agli esordi è migliorato, ma in modo davvero non sufficiente. Rendimento 5, crescita 5+
Poi ci sarebbero Cortinovis e Goffi praticamente mai visti.
Mentre per il bergamasco probabilmente la causa è di natura fisica, per Goffi a mio parere si è compiuto un errore abbastanza grave. Se non si credeva in lui sarebbe stato meglio cederlo, magari a gennaio, per concedergli di completare altrove (era reduce da una buona annata a Monza) la sua formazione.
All. Madonna: per me come risultati ha fatto miracoli, come crescita di gioco e dei singoli ha solo fatto quello che poteva. 7
Luciano Da Vite
Le scelte che sono state fatte, almeno la maggior parte di esse, hanno portato anno dopo anno a una squadra più forte, che in quattro anni è passata da essere fuori dalla EL a essere la migliore in Italia. Sarebbe bello essere fortissimi, bellissimi e giovanissimi, ma non sempre si può avere tutto. L’apporto di Sanchez secondo me è sottovalutato da tutti, sembra che non abbia dato alcun contributo e che sia sempre rotto: quest’anno in campionato è stato indisponibile soltanto in sei partite, ha giocato in trenta su trentotto, ha segnato sette gol (quanti Dzeko) e fatto sette assist. È stato decisivo contro la Fiorentina, prima giornata di campionato, con un assist e mezzo, è stato importante a Reggio Emilia col Sassuolo, quando mancava Lukaku, ha segnato il primo gol contro il Torino, quando eravamo sotto per 2-0, fa la doppietta a Parma e poi realizza l’assist per Lautaro a Torino.
Io ammetto che vado un po’ in controtendenza e a destra, avendo Darmian e forse Nandez, tra Dumfries e Bellerin preferirei il secondo. Dumfries è solido, ma non è precisissimo e particolarmente veloce… praticamente tutto il contrario dello spagnolo (e anche di Hakimi). Bellerin dopo l’infortunio grave di due o tre anni fa non mi sembra abbia avuto ricadute e abbiamo già visto che diversi giocatori che hanno fatto male in squadre come Arsenal e Utd. cambiando aria hanno fatto molto meglio, in alcuni casi sono davvero rinati. Bellerin più di Dumfries contribuirebbe a una costruzione pulita e potrebbe creare delle triangolazioni grazie alle quali creare superiorità, cosa di cui avremo bisogno. Sarebbe forse un punto interrogativo, ma a me stuzzica. Dumfries comunque non è saltato fuori dal nulla solo per i gol all’Europeo, è un giocatore importante per il PSV ormai da anni, sebbene ancora giovane. Era titolare contro di noi nelle due sfide di CL del 2018 e non fece male. Anzi, noi sfondammo più a destra con Politano, soprattutto all’andata…
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Spero che Lukaku faccia una grandissima annata, anche migliore delle precedenti. Se l’anno prossimo giungerà nuovamente una offerta simile a quella di cui si parla in questi giorni… be’ razionalmente rinnovare Lautaro e con i soldi della cessione prendere Raspadori e Vlahovic sarebbe interessante.
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Intanto ..grazie a Kenny. Condivisibili le considerazioni di Ga.ber ,anche se Dumfries non mi sembra essere un “gatto di marmo”..:) però lo conosco poco e mi fido della recensione di Fabio.
Tema Calhanoglu : devo ammettere che Eriksen mi è entrato nel cuore ,anche prima di quel drammatico momento . La sua professionalità ,il suo comportamento ,oltre naturalmente alla sua qualità calcistica me lo fanno apprezzare in modo particolare . Non sono un dottore e nemmeno sono nella sua testa,ma mi sembra difficile immaginare di rivederlo in campo con noi ; ma di questo non voglio parlare e comunque io gli auguro ,soprattutto, di “stare bene”.
Fatta questa premessa, personalmente ritengo che Chala possa essere ancorà più funzionale alla squadra e rivelarsi anche più utile ,grazie alla sua maggiore mobilità…
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Riguardo a Chala anch’io penso sia un upgrade.
Riguardo agli esterni io terrei
Perisic – Dimanco a sx
Nandez-Darmian a dx
Bellerin si è veloce ma non segna ne fa assist
Forse leggermente meglio Dumfries
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Condivido il parere tecnico su Dumfries e Bellerin. Dumfries è meno preciso e adatto al palleggio sul corto ma ha più progressione e potenza fisica.
Bellerin non ha avuto ricadute dal grave infortunio ma da sempre la sensazione di giocare “con il freno a mano tirato” rispetto al giocatore pre infortunio. Di certo è un giocatore che al top della forma può “ricordare maggiormente” hakimi.
Per questo il mio paragone Lazzari – Bellerin /Dumfries-Lucic.
Dipende cosa vorrà maggiormente inzaghi… E cosa offrirà il mercato.
Entrambi sono due buoni giocatori
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Chala Eriksen.
Eriksen a mio avviso più pulito, più forte nello sveltire la manovra e nel proporre giocate dal basso, calha con più capacità di dribbling e maggior capacità di esser trequartista in giocate in isolamento.
Eriksen nella seconda parte della stagione è stato fondamentale. Speriamo lo stesso per cahla
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Nel frattempo grandissimo gol di Esposito col Basilea e il talento Kevin Feki si annuncia all’Inter.
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Mi son spiegato male . Intendevo a livello di bravura .
Speriamo di sbagliare
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Feki,ad oggi non mi dice nulla di che…
Gol di esposito MOLTO bello.
Bellerin con un passaggio sciagurato regala il gol vittoria al chelsea…
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Bellerin entrato al 71 esimo… Un minuto prima dell’errore
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Sempre da Twitter, la Primavera di Chivu vince anche la seconda amichevole per campionato: 3-1 contro il Natz
⚽️ Jurgens
⚽️⚽️ Abiuso
Formazione iniziale:
Calligaris; A. Moretti, Hoti, Fontanarosa; Villa, Fabbian, Sangalli, Wieser, Samo; Jurgens, Abiuso
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Kevin zefi, non feki… Giocatore di cui si parlava da tempo, esterno/seconda punta irlandese, giocatore più precoce a segnare in campionato locale.
2005 considerato da molti un predestinato
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Caro Sergio, non mi sento affatto di smentire lo zio, che dice, con l’eleganza, equilibrio e la competenza che gli è solita, cose che nella sostanza ha detto anche Van Basten, con toni molto più accesi, perché è olandese e gli bruciava l’eliminazione degli orange dall’Europeo, causata in gran parte dagli errori di de Ligt.
La mia benevola polemica era contro le celebrazioni sempre eccessive che arrivano da parte tua verso i giocatori juventini. Che De Ligt abbia un gran fisico e sia forte nei contrasti non lo discute nessuno, quindi neppure io. Lo zio e Van basta con parole diverse dicono che il giocatore deve ancora lavorare molto per diventare non il primo al mondo, come tu sostenevi mesi e mesi or sono, ma almeno a livello dei top. Van bastone dice che + un buco e che non ha imparato nulla. lo zio ne celebra le caratteristiche atletiche, ma dice che deve molto migliorare (e lui pensa che lo farà, perché Allegri lavora molto sulla difesa) perché al momento non è molto bravo di giocare a calcio. Infatti sostenere che può giocare so terzo di destra e non centrale, vuole dire proprio, detto con eleganza, che ancora non è troppo capace
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Allora devo ammettere che Bergomi è un gran comunicatore….
Tornando a noi, Sebastiano gran gol….se acquisisce piu potenza muscolare senza perdere in agilità e rapidità di esecuzione farà la carriera di del Piero…
Fabio, tu che conosci i giocatori, kaio jorge è davvero più forte e completo di Vinicius e rodrygo, oltre a fare anche la 1 punta? Onestamente mai visto giocare.
Sono curioso di vedere dove andrà samuele Vignato…arrivasse in nerazzurro la prossima primavera avrebbe uno straordinario potenziale offensivo almeno
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Per me gli unici che non hanno un prezzo in rosa sono Bastoni, Barella e Skriniar, non tanto da un punto di vista tecnico ma per gruppo e senso di appartenenza. Penso che in astratto per 100 mln possano essere ceduti quasi tutti, per 130 mln o più tutti tranne Messi. Pogba, Hazard e altri andavano ceduti e le squadre che hanno ceduto non ne hanno sofferto, anzi, chi ne “soffre” è spesso il giocatore che poi mai replica il precedente rendimento… per questo mi auguro che Lukaku si confermi e anzi possa migliorare e magari accettare una offerta simile l’anno prossimo. Con questi soldi rinnovi Lautaro, prendi Vlahovic e Raspadori (o altri due) e ne avanzano per confermare e migliorare la squadra. Quest’anno dopo gli addii di Conte e Hakimi, non sarebbe questione di soldi ma con chiunque lo sostituiresti e qualunque cifra incasseresti, sarebbe un anno di transizione perché cambierebbero troppe cose in una volta. Però se non avessimo ceduto Hakimi, forse forse…
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Per Fabio, secondo me, non è niente di che il giovane brasiliano…
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Inviato un post sulla situazione della prima squadra
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Ottimo! Lo pubblico stasera Luciano. :)
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Ci sono tutte le premesse per fare una ottima stagione. Quando è crisi Inter in estate, poi l’inverno è meno rigido. Due anni fa, al 3 agosto, avevamo Icardi fuori rosa, Lukaku che stava per prendere il volo per Torino, Barella, “il Medel sardo” pagato per più di quaranta milioni dopo un mese di trattativa con un ex dirigente dell’Inter, Dzeko o Zapata come massima aspirazione, e una tournée affrontata con Perisic ed Esposito/Puscas titolari in attacco. L’anno scorso a destra abbiamo preso uno più scarso di Chiesa e Theo, Eriksen non si era ambientato (per prendere lui non abbiamo preso Kulusevski), Pinamonti quarta punta, dulcis in fundo Kumbulla e Tonali andavano alla Roma e al Milan.
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Nuovo post online: https://buu.zone/2021/08/03/addio-sogni-di-gloria-o-arrivederci/
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Hai forse già letto qualche mio co.mento online Ga ber? 😉
Kaio Jorge non ha nulla di rodrygo neymar o vinicius che sono giocatori di rapidità e dribbling.
Kaio è un giovane con buona tecnica ottimo fisico e poco più.
Credo non abbia nessuna caratteristica “eccezionale” per cui possa eccellere (ed è lo stesso difetto che trovai 4 anni fa a Pinamonti)
Giocatore bravino in tutto… Ma nel calcio di oggi non basta per grandi livelli.
Ovviamente è giovane, potra migliorare, ma ho molti dubbi su di lui.
In brasile o argentina i due nomi li ho fatti nel tempo… Su cui punterei un euro (possono eccellere o esser meteore, ma non mediocri)
Kayky e Alan Velasco
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