Dalla grande delusione (la prima squadra) alla piccola delusione (la Primavera)

Turno di grandi e piccole delusioni per la nostra Inter. La prima squadra esce sconfitta con il risultato di 3-1 dalla sfida dell'Olimpico contro la Lazio, mentre una Primavera deludente e con poche idee (e per la prima volta dopo tanti anni senza nessun nuovo acquisto) pareggia 2-2 contro i pari età del Cagliari. Per quello che riguarda la prima squadra, si è parlato a lungo degli "errori" di Simone Inzaghi. Ma la verità è che la Lazio ha fatto meglio di noi e si sono "confermati" dei problemi che sono già stati rilevati precedentemente (la fase difensiva, la fascia sinistra che contro le squadre forti funziona poco e male, Lukaku ancora fuori condizione, manca un uomo che crei superiorità numerica in fase offensiva saltando l'uomo, non ci sono alternative di livello): in particolare la mancanza di continuità di rendimento sui 95 minuti e l'incapacità di sfruttare al meglio i periodi di superiorità. Senza volere essere distruttivi, si può dire che su questi due punti così come sulla condizione psico-fisica e sulla fluidità ed efficacia degli interscambi ci sono margini per lavorare. La Primavera fa un altro passo falso, costretta al pari interno - dicevamo - da un Cagliari modesto e per giunta due volte in rimonta. Sembra di vedere la squadra della prima parte della scorsa stagione (speriamo che sia uguale anche... la conclusione). Per ora di gioco se ne vede ben poco, toccherà lavorare molto per migliorarsi.

De rebus interistis: dalla prima squadra all’Under 16

È stato un fine settimana intenso per chi tifa Inter a 360°. Il post è dedicato alla prima squadra ma anche alle squadre del settore giovanile dove vengono ribaditi alcuni dubbi su certe scelte di fondo che sono stati qui già espressi sin dall'inizio del campionato. Gli ultimi risultati non sono comunque negativi ma è evidente che le continue promozioni in blocco di giocatori in una categoria superiore indeboliscano considerevolmente le squadre che si trovano a schierare giocatori sotto età (a volte anche di due anni). Più in generale tutte le squadre si trovano a venire rivoluzionate continuamente, perdendo punti fermi e identità. Questo, è evidente, da un lato potrebbe favorire la crescita dei ragazzi, mentre è tutto da valutare quanto possa incidere poi relativamente le ambizioni di fare risultato. In particolare qui poi analizziamo le ultime sfide di Primavera, Under 17, Under 16. Capitolo prima squadra: la partita con il Verona non era facile e lo si sapeva. Le scelte di Inzaghi si sono rivelate positive e vincenti: abbiamo dominato la gara, siamo andati al riposo sul 2-0 e nella ripresa sono stati azzeccati i cambi. Nelle ultime due partite Inzaghi ha dimostrato di essere un allenatore completo, capace di far giocare la squadra secondo necessità contingenti, di leggere bene i momenti della gara e di fare cambi efficaci, nei limiti delle risorse disponibili. Inoltre ha dimostrato di saper riprendere in mano la squadra dopo un periodo molto difficile. Non è stato fatto nulla, possiamo ancora finire primi o finire quarti. Ma di sicuro dopo queste due giornate le speranze sono più legittimate. Adesso però non bisogna sbagliare più nulla e purtroppo abbiamo ancora più partite al mercoledì rispetto ad altri.

Se vinciamo altre 6-7 partite così, si può sognare: Inter – Torino 1-0

Un calcolo elementare. Se vinciamo altre sei-sette partite così, possiamo sognare e pensare di poter vincere il campionato. Si tratta di un calcolo piuttosto elementare, che parte però da un convincimento oggettivo: non esiste una squadra che, nel campionato italiano, possa pretendere di dominare tutte le partite. Succederà ancora ce si vinca alcune partite dominando, ma saranno una minoranza e la lotta pe ril titolo si deciderà nelle partite complesse, combattute e difficili. La vittoria per cinque reti a zero a Salerno esalta e illude, la vittoria per una rete a zero contro il Toro riporta alla realtà di un campionato molto imprevedibile e ancora tutto da giocare. Quello che conta è la continuità. È vincere tanti Inter - Toro che può far prevalere in campionato e la dimostrazione l'avremo alla ripresa, a Bologna. Se andiamo lì con l'idea che daremo loro sei goal (così come è successo all'andata) e che abbiamo già vinto, ci esporremo sicuramente a brutte sorprese. Il calcio ideale è come na partita a scacchi con giocaori molto bravi: perde chi commette anche un solo errore. Oppur evince, se preferite, chi trova una soluzione geniale. Nel nostro campionato le vittorie di stretta misure sono decisive. Pertanto ci iscriviamo a pieno titolo alla schiera dei "risultatisti": il risultato è il prodotto del gioco, ma è il concetto di gioco che risulta poi relativo e aleatorio. Bel gioco è ottenere il massimo in relazione alla tua forza e a quella dell'avversario in una data situazione. Con il Toro abbiamo ottenuto il massimo ribattendo colpo su colpo e sfruttando la nostra qualità superiore... Ne parliamo in questo post dedicato di Luciano Da Vite.

L’Inter c’è, la Primavera… c’era

Non potevamo perdere punti in vista di due match molto importanti per il prosieguo della stagione, a Roma e a Madrid. Anche solo un mezzo insuccesso avrebbe interrotto una rincorsa al vertice avviata positivamente da qualche partita e avrebbe riportato sotto l’Atalanta, che resta pericolosamente vicina. Con una squadra rimaneggiata abbiamo ottenuto un risultato positivo con una prova confortante: abbiamo dominato la squadra ligure dal primo all’ultimo minuto. Determinante una parata di Handanovic su Amian alla fine del primo tempo. Così come è stato importante andare al riposo in vantaggio. Inzaghi non ha sbagliato nulla. Sembra avere trovato il giusto equilibrio, ma è una soluzione molto dispendiosa per il sacrificio che richiede da alcuni. Sarà determinante vedere la capacità di mantenere nel tempo questa concentrazione e questa vivacità atletica. La primavera perde 4-2 contro il Sassuolo ai calci di rigore in una partita di grande tensione e caratterizzata da un notevole equilibrio in campo, con poche occasioni da entrambe le parti. Il mister Chivu ha adottato qualche variazione tattica (la difesa a tre e Iliev dietro la prima punta, Abiuso) ma soprattutto ha scelto gli uomini migliori a disposizione e così abbiamo visto qualche miglioramento rispetto alla prova di qualche giorno fa. All’interno del post anche qualche considerazione sulla Primavera del prossimo anno, i classe 2004 e i classe 2005 e la linea politica societaria.

Una questione di equilibrio: Sassuolo – Inter 1-2

Se esaminiamo in particolare le ultime tre partite, vi troviamo una costante che non può che farci preoccupare. Per almeno un tempo su due subiamo l'egemonia degli avversari, anche quando questi non sono di un livello importante. Nell'altro tempo ci riprendiamo e (tranne con Atalanta e Shakhtar che sono un po' più forti) arriviamo a vincerla. Il gap tra il periodo peggiore della gara e quello in cui riusciamo a esprimersi meglio è troppo netto: la velocità del gioco, i ritmi elevati e la frequenza di impegni ravvicinati, sono alla base di un’inevitabile differenza fra due livelli di una stessa prestazione, sia nel caso che una squadra inizi forte e poi rallenti, sia nella situazione opposta. Questa Inter è ancora alla ricerca di un equilibrio, quindi di una perfetta organizzazione di gioco ovvro il modo più efficace di stare in campo in rapporto ai tuoi mezzi tecnici e atletici. Il lavoro che Simone Inzaghi ha davanti a sé è ancora tanto e difficile, perché il materiale umano a sua disposizione ha dei limiti ed alcuni sono evidenti. Tanti gli errori individuali in una partita dove sono stati decisivi i quattro cambi operati dall'allenatore: un ispiratissimo Dzeko; la furia di Vidal che ha rivitalizzato il centrocampo; il grande impatto sulla gara di Darmian; la voglia di vincere di Dimarco. Bene il risultato finale, quindi, ma quadratura ancora da trovare.

Bella senz’anima, o meglio, senza punti: Inter – Real Madrid 0-1

Questa volta raddoppiamo. Dedichiamo infatti il post sia alla doppia sfida contro il Real Madrid. Prima la partita disputata dai "grandi" di Simone Inzaghi e finita con la vittoria degli spagnoli per una rete a zero (goal di Rodrygo). Poi ampio spazio dedicato alla Primavera di Christian Chivu che ha pareggiato 1-1 grazie a una rete in pieno recupero di Nunziatini con una storica rovesciata. Ma il racconto della partita della Primavera è anche l'occasione per un'ampia riflessione sulla squadra di quest'anno e il lavoro che è stato fatto e viene fatto dallo staff delle giovanili. Tornando alla prima squadra, non ci sono dubbi sul fatto che la partita contro i madrileni potesse andare diversamente. Gli spagnoli hanno fatto solo due tiri in porta: un goal e uno non pericoloso. Noi abbiamo tirato 18 volte, di cui sei, da distanza ravvicinata, entro la luce dei pali. Courtois ha fatto un paio di grande parete, altre volte si è trovato la palla tra le braccia, ma non è un titolo di merito, si è trattato di errori di esecuzione dei nostri. C'è stata una dosa di cattiva suerte, certo, ma nel post analizziamo punto per punto che cosa non ha funzionato, contenti della prova fornita dalla squadra (nonostante tutto) ma consapevoli che c'è un grosso lavoro da fare per colmare le lacune di questo gruppo.

Con un Tucu di classe, anzi due: Hellas Verona – Inter 1-3

La partita di Verona contro l'Hellas è stata completamente differente dalla prima di campionato contro il Genoa. Eventi - in parte - casuali (l'errore di Handa, il goal del pareggio sulla rimessa laterale di Perisic) hanno cambiato completamente il volto della partita: prima l'hanno consegnata ai veronesi. Poi l'hanno riaperta. Ma è stato decisivo in ogni caso l'intervento del mister Simone Inzaghi, con cambi azzeccati e anche un po' fortunati (ma questo non è certo un demerito), perché avvenissero gli "episodi" da tre punti. Dimarco ha dato nuova spinta subentrando a un comunque ottimo Perisic; Vidal ha sostituito un Brozovic non al top per quello che riguarda la prestazione; Joaquin Correa, all'esordio in maglia nerazzurra, ha sostituito Lautaro Martinez, sfinito anche a causa di una preparazion incompleta. Poi sono entrati anche Sensi e Vecino... In questa ultima fase siamo più incisivi, fino alla realizzazione delle due reti del Tucu. L'abbiamo portata a casa e questo conta, ma sono emerse tanto note positive quanto motivi di preoccupazione, che sarebbe sbagliato sottovalutare. Tra le seconde, le difficoltà dei centrocampisti di imporsi su avversari "assatanati" e la mancanza di penetrazioni. Il campionato italiano non è una gara sui 100 metri, ma una maratona: potenza (forza + corsa), accompagnata da una decente dose di qualità, alla lunga è determinante. Il dubbio è se avremo concretezza e continuità per tutta la durata della stagione...

19!!!

Al 91' una partita decisiva per noi e ininfluente per l'avversario, oramai retrocesso, era ancora in bilico e noi l'avevamo sbloccata solo grazie a un tiro da fuori (bello) deviato casualmente. Questo è il campionato italiano, questo spiega perché chi gioca qui, nell'arco della stagione, è sottoposto a uno stress fisico e mentale che non si vive in nessun altro campionato. E spiega anche perché abbiamo più difficoltà di altri nelle coppe (oltre naturalmente al fatto che 6-7 squadre estere in pratica possono comperare chi vogliono). Lo stesso Lukaku, giocatore imprescindibile per questa squadra, non segna da cinque giornate. Questo la dice lunga sulla flessione di condizione. Dopo tante sofferenze siamo campioni d'Italia: ci siamo guadagnati il titolo lottando alla morte partita per partita e ce l'abbiamo fatta con 4 turni d'anticipi. Possiamo dividere la nostra annata in due parti. Nella prima abbiamo giocato in modo spavaldo e aggressivo, totalizzando 12 punti in 7 partite. Dopo qualche partita di assestamento, abbiamo attuato un gioco improntato a maggior equilibrio tra i reparti. Un equilibrio più "difensivo" (la fase difensiva resta uno dei punti di forza di questa Inter) ma ideale per questo gruppo e comunque ottenuto giocando sempre con due punte, due ali quasi sempre offensive, un centrocampista che spinge (Barella), un altro di qualità (Eriksen) e un difensore coem Bastoni, che non si fa certo pregare per appoggiare la manovra offensiva. Grandi i ragazzi, ma lo scudetto è merito anche, in parti uguali, di due "gobbi spregevoli". Uno (Marotta) ha costruito la squadra. L'altro ha migliorato i giocatori a disposizione e trovato la situazione complessiva più efficace. Grazie mister, ottimo lavoro. Primo posto in classifica per la Primavera che fa un altro passo avanti battendo in casa il Sassuolo. Avremo modo di parlarne con tutti gli amici del blog. Luciano dedica questa vittoria idealmente a se stesso per quanto ha sofferto ad ogni partita. Come tifoso e come persona che gestisce il blog, dedico lo scudetto a lui e a tutti gli amici del blog. A tutti i tifosi interisti. Sono sicuro che questa vittoria non chiuderà la partecipazione al blog di Luciano, la cui grande passione per questi colori e per questa squadra (una squadra unica, come ha giustamente voluto sottolineare) non è scemata nonostante un momento così difficile per tutti. Personalmente lo ringrazio. Io come tanti abbiamo avuto qualche difficoltà nel seguire questo campionato con la passione di sempre. Sono stati i suoi posti, i suoi commenti, i suoi interventi - come quelli degli altri amici del blog - a darmi veramente la dimensione di quella che è stata la nostra annata. Per tutte queste ragioni, sono convinto che questo blog andrà avanti, ripromettendomi di intervenire e di ritornare a scrivere anche io nel prossimo futuro con continuità e con la certezza che questo qui possa essere uno spazio anche migliore per tutti coloro che amano il calcio e in particolare l'Inter. Grazie a tutti quelli che vivono il blog e animano la discussione. Grazie a tutti quello che lo seguono. Amala.

Un’Inter stoica batte la Spal e centra il primo posto in classifica: Inter – Spal 2-1

Dopo la vittoria contro la Spal e il pareggio della Juventus contro il Sassuolo, l'Inter sale al primo posto in classifica con un punto sui bianconeri e +7 sulla Lazio. Ancora decisivo contro la Spal, Lautaro Martinez (autore di una doppietta), ma vanno registrate le prestazioni "monstre" di Marcelo Brozovic e Romelu Lukaku, i due giocatori che hanno preso per mano la squadra dopo una flessione a inizio del secondo tempo, quando i ferraresi accorciavano il risultato con una giocata individuale di Valoti. Abbiamo fatto 37 punti su 42 disponibili; vinto 12 partite su 14; abbiamo segnato 31 goal e ne abbiamo subiti solo 13. In classifica abbiamo in prospettiva qualificazione alla prossima edizione della Champions League, uno stacco importante su avversarie quotate come Roma (+9), Atalanta (+12), Napoli (+17). Tutti segnali confortanti alla vigilia di Inter - Roma, la prima di una serie di sfide contro le "big" che da qui alla fine del girone di andata, ci vedrà affrontare Napoli e Atalanta. Oltre che il Barcellona nella sfida decisiva per il passaggio della fase a gironi di Champions.

L’importanza degli attaccanti: Sassuolo – Inter 3-4

La trasferta di Reggio Emilia nasceva sotto i peggiori auspici. Andavamo infatti a giocare su un campo difficile e condizionati dall'assenza di D'Ambrosio e Sensi e dal brutto infortunio occorso ad Alexis Sanchez e alla vigilia di una gara determinante in Champions contro il Borussia Dortmund. Sono sempre un po' "timoroso" alla vigilia delle gare dopo la sosta per le nazionali, ma la grande prestazione degli attaccanti (doppietta di Lautaro Martinez e Lukaku) ci portava sul 4-1 sugli avversari. Poi un finale da incubo, condizionato da un calo fisico e della concentrazione e che ci spinge a fare valutazioni sulla composizione della rosa in termini qualitativi e quantitativi.