Meglio scommettere sull’evento più favorevole (B. Pascal)

"Valutiamo questi due casi: se vincete, guadagnate tutto; se perdete, non perdete nulla. Scommettete, dunque, senza esitare, che egli esiste." Se la scommessa di Blaise Pascal tratta dell'esistenza di Dio, in questo post - più modestamente ma comunque con la solita competenza e intelligenza intellettuale che gli si riconosce - il nostro Luciano Da Vite, convinto assertore del lavoro del mister Antonio Conte e del contributo fondamentale dato alla crescita della squadra, propone un primo bilancio per quello che è stato fino a questo momento l'andamento stagionale e in particolare in campionato della compagine nerazzurra. L'Inter è una squadra che deve sicuramente migliorare sotto diversi aspetti (sul lato sinistro, in mezzo al campo alcuni non stanno rendendo e ci sono perplessità sull'integrità di altri, davanti manca un "vice" di Lukaku e un giocatore dotato di scatto e di fantasia...) e inoltre subisce molti goal, la ricerca di un equilibrio ottimale non è ancora compiuta, ma ci sono realisticamente ragioni per valutare positivamente quanto è stato fatto fino a questo momento e per potere legittimamente puntare a lottare fino alla fine per il titolo. Senza sottovalutare ovviamente il prossimo impegno di coppa, perché un ambiente nevrotico come il nostro potrebbe esplodere di fronte a una nuova eventuale eliminazione. Nel post anche le pagelle dei singoli giocatori dopo le prime quindici giornate di campionato. Spiccano tra i principali protagonisti di questo inizio stagione i due attaccanti Lukaku e Lautaro Martinez, ma anche Alessandro Bastoni, Hakimi, Milan Skriniar.

Un’attesa inquieta

La conclusione dell'ultima stagione (secondo posto in campionato, finale di Europa League, semifinale di Coppa Italia) aveva lasciato intendere che l'approdo a un livello superiore, cioè rientrare tra le migliori squadre a livello europeo, fosse un obiettivo a portata di mano o quantomeno possibile. Poi sono cominciate a sorgere le prime perplessità. In primo luogo i dubbi del mister Antonio Conte, che poi ha avuto un incontro chiarificatore con la società. Il mercato sembrava poter decollare dopo l'acquisto dell'esterno marocchino Achraf Hakimi, ma ha poi rallentato per ragioni diverse in una sessione di calciomercato che appare incerta e difficile per tutti anche a causa dei condizionamenti legati al Covid-19. Oltre Hakimi, ad oggi è arrivato il solo Kolarov. Sembra vicino Darmian, si continua a parlare di Vidal, si è fatto il nome di Pinamonti come quarto attaccante. Sono rientrati alla base Dalbert, Joao Mario, Nainggolan, Perisic. Tra questi, sembra possibile che il belga rimanga in nerazzurro. Staremo a vedere. Certo è che per molti tifosi questa attesa dell'inizio del campionato sembrerebbe essere "inquieta". Ne parliamo in questo ultimo post scritto da Luciano Da Vite.

A proposito di Christian Eriksen

Dopo il ritorno in campo nella semifinale di ritorno di Coppa Italia contro il Napoli, ci siamo confrontati sulla prestazione di Christian Eriksen e sul profilo del giocatore nell'ambito del progetto tecnico dell'Inter disegnata da Antonio Conte. All'entusiasmo generale della maggior parte dei commentatori, poniamo riflessioni diverse e senza sottovalutare le qualità tecniche di quello che è sicuramente un giocatore importante e che si è già affermato a tutti i livelli, riconosciamo nel suo inserimento nell'undici titolare uno dei punti chiave che ci separano da qui alla fine della stagione. In un campionato anomalo e che per ragioni evidenti avrà un andamento e delle dinamiche particolari e "uniche", il giocatore e l'allentore dovranno "rivedersi" e stringere un nuovo "patto" (con la complicità di tutto il gruppo e dell'intero ambiento nerazzurro) e con intelligenza trovare le giuste misure per esaltare il talento del centrocampista danese e non perdere efficacia per quello che riguarda il piano collettivo di una squadra il cui progetto tecnico era stato costruito fino al suo arrivo in una maniera diversa.

“Gli è tutto sbagliato, tutto da rifare”: Napoli – Inter 1-1

L'Inter pareggia a Napoli ed è fuori dalla Coppa Italia. Il vantaggio iniziale di Eriksen mette la partita sul "giusto binario", ma il Napoli pareggia con un goal di Mertens in contropiede. Nonostante le tante occasioni a nostro favore, il risultato non cambierà più. L'eliminazione lascia l'amaro in bocca di molti tifosi, ma va detto che partivamo da una situazione di svantaggio (il Napoli aveva vinto 1-0 la gara d'andata a San Siro) e il ritorno al calcio giocato dopo tutto questo tempo, nascondeva di per sé molte insidie. Molti discutono dopo l'eliminazione le scelte dell'allenatore e nel mirino delle critiche finiscono alcuni giocatori e la proprietà: in questo post Luciano Da Vite ci offre il suo punto di vista sulla gara e sulla situazione complessiva rifiutando "soluzioni" semplicistiche e pure rammaricandosi per la mancata qualificazione alla finale (era alla nostra portata), come sempre è equilibrato nel suo giudizio. Forse con qualche scelta del mister (forse) il risultato poteva cambiare. Ad ogni modo forse in certi ruoli la rosa non ha alternative adeguate (o non ne ha proprio) ma ne avevamo già parlato prima del "break". La notizia buona per ora è che si sia ritornati a giocare, speriamo che oltre che i risultati, ritorni anche il giusto entusiasmo in un momento che calcio a parte, è difficile per tutti.

Udine, tre punti e segnali importanti in vista dei prossimi impegni: Udinese – Inter 0-2

Dopo il passaggio del turno di Coppa Italia (battuta per due reti a uno la Fiorentina) ci rimettiamo in carreggiata anche in campionato, grazie alla vittoria di Udine. Grande protagonista Romelu Lukaku, autore di una doppietta decisiva, ma a sbloccare la gara sono stati gli ingressi determinanti di Marcelo Brozovic e di Alexis Sanchez nella difesa. Sono stati questi infatti (i due giocatori partivano dalla panchina a causa di una condizione fisica non ottimale) a cambiare il volto di una squadra che fino a quel momento non aveva sofferto l'avversario, ma aveva avuto difficoltà a imporsi pagando l'assenza determinante del centrocampista croato in mezzo al campo e il gap fisico tra il giovane Sebastiano Esposito e i giganti della difesa dell'Udinese. In campo anche tutti e tre i "nuovi": sufficiente Moses (meglio in attacco che dietro, dove ha sofferto Ken Sema) e da rivedere Eriksen, mentre Ashley Young è cresciuto come tutti nel corso dei novanta minuti. Adesso una settimana difficilissima, si comincia con il derby (mancherà ancora Lautaro, squalificato, mentre si spera di recuperare Handanovic), poi la semifinale di andata di Coppa Italia contro il Napoli, poi la sfida di Roma contro la fortissima Lazio di Simone Inzaghi. È il momento di tirare fuori gli artigli e ricominciare a crescere.

Eriksen e gli altri, la mission (possibile) di recuperare condizione atletica e la giusta concentrazione

Si avverte una certa "tensione" nell'ambiente nerazzurro. Gli ultimi due mesi hanno visto un calo sia per quello che riguarda i risultati che la qualità delle prestazioni dei nostri ragazzi e la squadra è adesso reduce da tre pareggi consecutivi, di cui gli ultimi due contro Lecce e Cagliari. In tutti e tre casi siamo passati in vantaggio e siamo stati ripresi negli ultimi quindici minuti. Al netto degli "episodi", c'è un problema di condizione e di "ritmo". Il mister lo ha detto chiaramente, questa squadra per vincere deve dare sempre il 100%. Sarà quindi indispensabile recuperare la giusta condizione fisica e mentale. L'arrivo di nuovi giocatori (ieri è arrivato Eriksen, sicuramente uno dei più forti centrocampisti in circolazione) e il recupero a pieno regime di chi nella prima parte del campionato ha giocato poco o niente (Barella, D'Ambrosio, Sensi + Alexis Sanchez) sono le condizioni per ottenere quel "surplus" in particolare nei due settori chiave di centrocampo e per quello che riguarda gli esterni e dove la "fatica" e il sacrificio richiesti sono maggiori.

Il marchio di Conte: Inter – Cagliari 4-1

Con la vittoriosa partita di Coppa Italia contro il Cagliari, terminata con il risultato di quattro a uno, i nostri strappano la qualificazione ai quarti di finale. Ma è stata una partita interessante sotto molti profili per le indicazioni fornite. Principalmente due: la prima è che Conte vuole trasformare l'Inter in una grande squadra e una grande squadra non può soffrire di supponenza e non può prendere sottogamba nessuna partita; la seconda è che questa Inter è fortissima e competitiva con tutti, fino a quando riesce a esprimere intensità e aggressività. Non è una squadra costruita per gestire il risultato palleggiando o ritirandosi. Per giocare novanta minuti senza andare sotto ritmo è necessario che i giocatori siano tutti sempre al top della condizione fisica e con un carico totale di energie psicofisiche e questo è possibile solo con una gestione ottimale dei 22 "titolari". L'obiettivo per essere competitivi fino alla fine sarà bilanciare la rosa e limitare la possibile "emorragia" di punti contro le medio-piccole in un girone di ritorno dove sarà materialmente molto difficile ripetere l'andamento avuto fino a questo momento.

È adesso il momento della verità

La sconfitta contro il Barcellona nella gara di San Siro, segna la nostra eliminazione dalla Champions League. Le ragioni delle sconfitta sono diverse, in verità forse avremmo potuto vincere, ma se recriminare non serve, capire è indispensabile. Dove abbiamo buttato la qualificazione? È chiaro allo stesso tempo che se la squadra mollasse adesso, saremmo di fronte all'ennesimo fallimento. Siamo in lizza in tre competizioni importanti e dobbiamo provare a vincerne almeno una e comunque a far bene, fino in fondo, in tutte e tre. Questo è più che mai il momento dell’unità e della fiducia. Ma è anche il momento dell'analisi che non si può sbagliare. Possiamo ancora dire la nostra in questa stagione e ottenere risultati importanti. Da dove ripartire? Su tutto la prestazione di Lautaro Martinez. El Toro è già tra i migliori attaccanti, in termini di qualità, tra quelli che abbiamo avuto negli ultimi decenni...