Il marchio di Conte: Inter – Cagliari 4-1

Partita interessante sotto molti profili, per le indicazioni che ha fornito, a mio modo di vedere.

Sgombriamo subito il campo da smodati entusiasmi, fuori luogo come lo sono le crisi depressive per un pareggio interno contro l’Atalanta che costituisce il 46° punto del girone d’andata.

C’erano considerazioni dopo quel match che dovevano dissuadere da giudizi drastici e catastrofisti, ce ne sono dopo questo match che invitano alla prudenza pur nel legittimo entusiasmo per la prestazione giornaliera.

Abbiamo incontrato l’Atalanta nel suo periodo più folgorante e ci sono stati episodi che non ci hanno detto bene; abbiamo incontrato il Cagliari, che è meno forte dell’Atalanta ed è in un periodo poco felice, in più ci sono stati episodi che ci hanno detto subito bene.

Nel calcio però spesso gli episodi dicono bene o male secondo il modo in cui tu li determini o almeno li favorisci.

C’è poi stata una tipologia di episodi che ci ha detto male in entrambe le partite, ma quella non dipende dal gioco praticato, bensì dalle persone che manovrano le partite, dal campo o alla guida degli strumenti tecnologici: le decisioni arbitrali e del VAR nel loro complesso ci sono sempre ostili.

Dal punto di vista dell’organico, direi che entrambe le squadre erano incomplete e non sono in grado di affermare quale delle due abbia pagato maggiormente l’alternanza di titolari: fra 10 giorni incontreremo di nuovo il Cagliari, questa volta al completo (speriamo di esserlo anche noi) e illuderci in una ripetizione dell’andamento di questa gara, sarebbe disastroso.

I sardi verranno con tutti gli uomini migliori e con un atteggiamento ben più ‘utilitaristico’.

Sarà una partita completamente diversa e tutta da giocare.

Ma il match di Coppa Italia, anzitutto ha detto due cose.

La prima è che Conte vuole trasformare l’Inter in una grande squadra e una grande squadra non può soffrire di supponenza, non può sottovalutare nessuna situazione, non può prendere sottogamba nessuna partita, neppure un’amichevole.

Conte sta lavorando e il suo impegno è solo all’inizio, non si possono considerare automatiche le prestazioni aggressive, volte a imporre la legge del più forte sin dall’inizio.

Qualche partita in cui siamo entrati un po’ ‘molli’ e poi abbiamo dovuto rimetterci in linea c’è stata e forse ci sarà ancora. Come qualche partita in cui abbiamo esaurito troppo presto la benzina.

Ma i 46 punti (e il passaggio del turno in CI) sono stati ottenuti soprattutto non ‘sprecando’ punti preziosi alla nostra portata: con juve, Roma e Atalanta abbiamo fatto il possibile. Con le altre abbiamo sempre vinto lasciando solo due pari a Parma e Fiorentina (peraltro in entrambe le gare a seguito di decisioni arbitrali penalizzanti per noi, ma queste ci sono state anche nelle gare che abbiamo vinto…).

Se confrontiamo questi dati con il percorso delle altre stagioni si vede appunto in che cosa consista, a livello di risultati, il marchio di Conte.

Questo fatto è ultra positivo e nello stesso tempo desta qualche preoccupazione, perché non è materialmente possibile cedere ancora solo due pareggi in un girone, non considerando i 3-4 scontri al vertice.

Come si diceva in un post precedente e come penso volesse dire Fabio in un suo intervento, probabilmente nel ritorno contro le medio-piccole perderemo qualche punto in più.

Per essere competitivi sino alla fine il problema sarà allora limitare il più possibile… l’emorragia (ndr, di punti) e al contempo ottenere qualcosa di più negli scontri diretti.

Sappiamo tutti che per avere la possibilità (non la certezza) di un simile comportamento sul lungo periodo è necessario procedere a un bilanciamento della rosa e sembra che questa necessità, sottolineata da Conte, ma avvertita anche da dirigenti e tifosi possa venir superata grazie ad alcune operazioni di mercato.

Al momento in cui scrivo non c’è nulla di definito, ma alcune situazioni sembrano ben avviate.

Per esempio, molti tifosi contestano l’unico ‘fatto’, lo scambio Politano-Spinazzola, ma si deve considerare che l’ex Sassuolo non dal punto di vista del valore assoluto (la… figurina) ma da quello della sua utilità per il gioco voluto da Conte è praticamente inutile.

Spinazzola lascia dubbi non tanto sulle sue discrete qualità, quanto sull’integrità fisica, però può giocare sia a destra (in caso di arrivo anche di Young) che a sinistra e soprattutto con questo scambio si libera il posto per un attaccante di peso come potrebbe essere Giroud. Figura alternativa a Lukaku che davanti ci manca.

Inoltre l’arrivo di Spinazzola potrebbe preludere alla partenza di Dimarco e con i soldi dell’eventuale cessione, più quella di qualche altro (Vecino, Barbosa?) si potrebbe arrivare al grande colpo necessario in mezzo al campo.

Questo discorso però ci porta al secondo elemento

La seconda considerazione sul lavoro di Conte che il match suggerisce ha a che fare proprio con la situazione di mercato.

Si dice che il gioco di Conte sia elementare, ripetitivo: movimenti ripetuti ossessivamente, mandati a memoria. Ma questo è insieme un bene e un male.

Un male perché in teoria gli avversari possono studiarli e cercare il modo migliore per contrapporsi (riuscirci poi è un altro discorso), un bene perché quando la squadra gira, quando le energie fisiche e mentali la soccorrono conta più la squadra del singolo (con qualche eccezione, i fuoriclasse fanno sempre la differenza) e soprattutto anche l’alternativa, quando viene schierata e sa esattamente cosa fare, con un complesso che l’aiuta, si esprime su livelli postivi, operando all’interno di meccanismi ben ‘oliati’.

Le prove ampiamente sufficienti di Ranocchia, Dimarco, Sanchez, dello stesso Lazaro e soprattutto di Borja si spiegano anche in questo modo. Come pure alcuni lampi prodotti da Seba.

Molti tifosi interisti hanno scoperto ieri Dimarco e ora sulla base, a mio parere di un’emotività che non riesce a prescindere dall’hic et nunc e di una visione del calcio che a me sembra incompleta, oggi si chiedono perché giochi Biraghi e non Dimarco.

Chi segue il blog da tempo conosce anche le caratteristiche di ‘Fede’: piede sinistro raffinatissimo, buona progressione, qualche carenza ‘strutturale’ in fase difensiva.

Ieri Dima è francamente piaciuto: a me soprattutto per la sua capacità di scambiare di prima e di crossare. In alcune triangolazioni strette si è visto che parla più o meno lo stesso linguaggio o quanto meno è in grado di intendersi con un Lukaku, un Sanchez, un Borja.

Quello che molti tifosi tendono a dimenticare è che il calcio non è solo fase di possesso. Serve anche riconquistare palla, bloccare l’avversario, aiutare la squadra in fase difensiva, possedere un minimo di stacco ed elevazione per contrastare gli attaccanti in area anche sulle palle alte.

Tutte cose nelle quali Dimarco può ancora migliorare rispetto a Biro, come pure nell’esperienza (che serve, anche se molti non lo pensano), visto che fra i due corrono 5 anni di differenza e diversi campionati di buon livello.

Naturalmente il discorso cambierebbe un po’ se parlassimo di partite ben più tirate di questa, con avversari molto più forti: Atalanta, juve, Lazio, Roma sono avversarie da affrontare al completo e soprattutto con titolari non logorati da un impegno senza soste, ogni tre giorni.

In pratica oggi ci mancano le alternative valide per i ruoli che diciamo tutti da sempre, dove ‘valida’ non significa che possa sostituire una volta il titolare in una partita di medio basso rischio, ma che teoricamente sia in grado di sostituirlo in qualsiasi partita.

Con il mercato che si sta delineando avremo le alternative per il ruolo di centrale (tra i 4 centrali difficile scegliere e poi c’è anche D’Ambro), alternative sugli esterni (forse meno qualitative, ma… in compenso anche i titolari non sono dei top)

Avremo due prima punte di peso (con Giroud), due seconde punte (Lautaro, Sanchez) con Espo quinto; sei centrocampisti: Sensi e Eriksen o chi per lui come qualità, Barella quantità e qualità Brozo o il Borja attuale come guida, Gaglia come quantità.

La partita con il Cagliari ha confermato la necessità di questi inserimenti perché in piccolo anche con il Cagliari è emerso lo stesso limite affiorato più vistosamente contro l’Atalanta (ma anche a Barcellona e a Dortmund):

L’Inter è fortissima, competitiva con tutti, fino a quando riesce ad esprimere intensità e aggressività; non è una squadra costruita per gestire il risultato palleggiando o ritirandosi.

Per giocare 90 minuti senza andare sotto ritmo è necessario che i giocatori siano tutti sempre al top della condizione fisica e con un carico totale di energie psicofisiche e questo è possibile solo con una gestione ottimale dei 22 titolari.

Un dato balza agli occhi immediatamente: per circa un’ora il Cagliari non ha fatto un tiro in porta, ha superato la metà campo 3 o 4 volte in modo inoffensivo.

Quando abbiamo mollato sul piano del ritmo e dell’intensità (anche comprensibilmente, per il vantaggio, ma non so quanto volutamente), loro hanno preso un palo e segnato un gol, oltre a farsi comunque più pericolosi.

Si sa che io nutro parecchie perplessità sul valore dei dati statistici e ne ho spiegato più volte il motivo.

Ultimamente poi ho preso a consultare tabelle diverse e ho trovato discrepanze a volte fortissime, segno che la rilevazione non è così indiscutibile, oltre che essere interpretabile.

Tuttavia c’è un dato abbastanza ricorrente in determinate situazioni, che può sembrare ininfluente, ma forse non è così, proprio per la ripetitività: il possesso palla.

In una partita in cui per un’ora sovrasti l’avversario e poi cali, ma devi gestire, il possesso palla dovrebbe essere enormemente a tuo favore, secondo logica.

Invece è stato di 52 a 48 per noi.

Significa che rispetto al sistema-Spalletti (che considero ottimo per gli uomini che aveva) l’organizzazione di gioco è completamente cambiata.

Conte pretende che i suoi pressino alti e in questo caso, se riconquisti subito la palla è normale che si tenti subito la giocata ‘vincente’.

Il sistema espone a qualche rischio di ripartenza, per scongiurare il quale è necessaria la massima attenzione e lucidità nelle marcature preventive e anche un buona dose di velocità dei difensori, nonché il sacrificio di tutti

Quando invece l’azione avversaria viene stoppata nei pressi della nostra area, o sulle rimesse del portiere, il mister pretende che si esca sempre (oddio… quasi) giocandola, anche prendendo qualche rischio, ma portando gli avversari a scoprirsi.

Anche in questi casi la transizione offensiva non è mai affidata a stucchevoli palleggi orizzontali, o all’indietro: si cerca semplicemente di servire una palla pulita al giocatore che per posizione è maggiormente in grado di produrre con efficacia le due giocate tipiche dello schema ‘contiano’.

La prima è la verticalizzazione sulle punte, abilissime nell’uno-due anche in spazi stretti (o comunque la giocata soprattutto di Lukaku che dopo aver protetto la palla la affida ai centrocampisti che salgono); la seconda è l’apertura su esterni che devono stare larghissimi (addirittura con i piedi sulla linea laterale) per scambiare con la mezzala che pure deve allargarsi o per cambiare completamente campo, costringendo la difesa avversaria a inseguire nello ‘scivolamento’.

L’Inter di Conte non sa gestire la palla per guadagnare tempo (non sa in senso relativo, ovviamente) e quando attacca non ha necessità di muovere palla troppo a lungo in modo sterile: sono fondamentali i movimenti degli esterni delle punte e di una mezzala e la tempestività e precisione della verticalizzazione.

Per questo si può avere l’impressione di una squadra che preferisce contrare e ripartire, ma è un’impressione errata perché il credo fondamentale del mister è basato su pressing, aggressione alta e intensità.

Naturalmente c’è anche l’avversario e la palla, che è una sola purtroppo, può essere gestita anche da loro.

Se, come successo contro l’Atalanta nel secondo tempo, la tua aggressività cala il loro ritmo e la loro pressione aumenta, perché dovendo rimontare in fase di possesso attaccano con tutti gli uomini e sono in condizione psicofisica migliore della tua, è normale che devi soprattutto arginare, ma sempre provando a ripartire giocando.

Del resto il risultato odierno dell’Atalanta, eliminata dalla Fiorentina, dimostra l’essenzialità nel calcio di oggi della brillantezza psicofisica.

Gasp ha spiegato la sconfitta dicendo: ‘Non abbiamo recuperato contro l’Inter’.

Corretto, anche se forse sarebbe stato più appropriato il termine ‘smaltito’.

Per questo le polemiche di Capello (uno che con il Milan se non sbaglio ha vinto 4 campionati a forza di 1-0 con difesa totale e contropiede) sono assurde.

Per il resto non vale forse la pena di addentrarsi in un’analisi particolareggiata dei dati statistici perché il nostro dominio è stato troppo netto.

Bastano queste poche cifre: tiri 13 a 6; tiri in porta 10 a 3; cross 16 contro 7; baricentro medio nostro a 51,3 metri contro i 45,5 dei sardi; i nostri attacchi hanno sfruttato soprattutto le fasce (80% dei casi).

Come accennavo in precedenza mi sembra che questi dati che esprimono un dominio chiaro (lo sarebbe stato anche di più se i gol regolari all’Inter venissero sempre concessi…) contrasta con i dati ‘striminziti’ del possesso e del numero di passaggi (solo 565 a 523 per noi).

La spiegazione, almeno per la mia impressione, è quella che ho espresso in precedenza, in relazione alla tipologia di gioco e alle indicazioni di comportamento che Conte ha voluto trasmettere.

Le prestazioni individuali

Handanovic: 6 in pratica uno spettatore.

Godin: 6.5 prestazione di grande mestiere ed esperienza, posizionamento esemplare dal punto di vista tattico, quasi tutti i duelli vinti, qualche imprecisione nell’impostare.

Ranocchia: 7 solido, roccioso e spietato in una delle poche occasioni in cui si è spinto in avanti. Cerri non era un cliente facile, sul piano fisico, anche se l’unico spunto vincente è stato il colpo di tacco che ha propiziato il loro gol.

Skriniar: 6.5 lui si esalta soprattutto in altri tipi di partite, ma la sua presenza si sente sempre in modo importante per i compagni di reparto e per la squadra tutta. Importante il dato sulla precisione dei passaggi (93%).

Lazaro: 6 diciamo che ha fatto benino, considerando anche che gioca poco. Però penso che lui sia dentro per provare a puntare l’uomo e non c’è mai riuscito. Ha giocato bene di sponda e si è sacrificato lodevolmente.

Barella: 7 prestazione in crescendo dopo un avvio con qualche difficoltà. Alla fine si impone alla grande nel centrocampo, grazie alla grinta, alla determinazione e alla corsa (quasi 13 km percorsi, una cifra molto alta). Sul piano della qualità si segnala per i determinanti.

Brozovic: 7 è quello che avrebbe più bisogno di rifatare, avendo mancato, se non sbaglio, solo una partita per squalifica. Tuttavia per un’ora governa benissimo il centro campo corre moltissimo e distribuisce palloni importanti.

(Sensi: sv una ventina di minuti senza incidere granché; sembra ancora in ritardo di condizione.)

Borja: 7.5 autentica sorpresa per chi lo aveva visto in declino atletico. Ha corsa, grinta, continuità e si rende protagonista di ottime giocate. Il gol è premio meritato per una super prestazione. Ma altrettanto importanti sono stati i 9 recuperi, i 42 passaggi effettuati nella metà campo avversaria e la precisione degli stessi (90%).

Dimarco: 7 prestazione davvero importante, attacca in continuità sulla sua fascia e dimostra anche a chi non lo conosceva la qualità del suo mancino: cross perfetti violenti e tagliati, giocate di prima nel fitto della difesa avversaria. Peccato che non gli abbiano consentito di provare il su mancino in un paio di punizioni. Naturalmente va rivisti contro avversari offensivamente più impegnativi.

(Biraghi: sv quasi un quarto d’ora di gioco nel quale comunque riesce a fornire l’assist per il gol di Ranocchia e a impegnare il portiere su punizione.)

Sanchez: 6.5 chiaro che la condizione non può essere ottimale, ma in alcune giocate dimostra tutta la sua qualità che è davvero eccelsa. Promette di essere una carta importante per il prosieguo della stagione.

Esposito: 6.5 alcune giocate di grandissima classe infiammano il pubblico di San Siro. Deve crescere molto fisicamente e a agonisticamente, aspettiamolo con calma, ma la qualità indubbiamente c’è.

Lukaku: 8 basta una parola sola, incontenibile. Segna tre gol validi, travolge gli avversari scambia con i compagni, lotta e dà l’esempio nel giocare epr la squadra.

All. Conte: 7 non sbaglia nulla e soprattutto sa tenere il gruppo benissimo, come dimostra il fatto che i ragazzi meno impegnati (Rano, Dima, lo stesso Borja, un po’ meno Lazaro) quando entrano sono encomiabili.

Luciano Da Vite

Foto: Antonio Conte e Romelu Lukaku. Il primo ha impresso il suo marchio su un’Inter fortissima e competitiva con tutti, quando riesce a esprimere intensità e aggressività. Il secondo contro il Cagliari è stato ancora una volta semplicemente incontenibile.

39 pensieri riguardo “Il marchio di Conte: Inter – Cagliari 4-1

  1. Condivido totalmente l’analisi di Luciano (a parte il giudizio sul gioco di Spalletti) e, se vengono confermate certe illazioni di mercato, sono molto fiducioso non solo per i prossimi anni ma anche per questo campionato. Mi dispiace l’addio di Politano ma obiettivamente non aveva spazio nel sistema di gioco di Conte. Gli faccio i migliori auguri e credo che un giocatore con la sua capacità di saltare l’uomo e con l’ottimo tiro di cui dispone debba esprimere ancora la maggior parte delle sue potenzialità. Finalmente però si vede un senso nelle scelte di composizione della squadra. Con la cessione di Politano troviamo in un colpo solo sia un Giroud che completa perfettamente il reparto d’attacco, permettendo a Lukaku di rifiatare, sia il laterale che ci manca. Gli anni passati non c’è stata questa lucidità. E soprattutto la visione delle partite dell’Inter finalmente, al di là del risultato, è tornata ad essere un’esperienza adrenalinica e non una specie di atto dovuto affogato nella noia in nome della sempiterna passione nerazzurra.

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  2. Quello che si legge su Spinazzola e i test ha del ridicolo. A parte che si conoscevani bene i rischi di un giocatore già infortunato al crociato due volte e muscolarmente fragile ma così ti esponi a un attacco mediatico di cui non hai assolutamente bisogno, specialmente se hai scelto la linea di accettare in silenzio tutte le provocazioni….non capisco….
    Vedremo, c’è ancora da capire se effettivamente si faranno operazioni o no in queste ultime due settimane

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    1. Comunque se uscissero problemi…..mai più fare affari con la Roma, è da questa estate che in sinergia con gli ovini creano problemi

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  3. Buongiorno a tutti Voi. Ottima come al solito la disanima della partita fatta dal nostro Luciano. Devo dire che adesso l’Inter gioca veramente un bel calcio: impostazione da dietro e calcio verticale. Cerchiamo subito la profondità grazie soprattutto al nostro pivot belga, decisamente un grande uomo e un grande giocatore.
    Sullo scambio Spinazzola – Politano: sono contrario e penso che i nostri direttori si siano fatti furbi e che non si faranno infinocchiare dai romani. Spinazzola è un buon giocatore (non più di tanto) ma decisamente fragile a causa dei tanti infortuni subiti. Ricordiamo che è uno scarto della Juve e qui mi taccio.
    Su Dimarco non posso che essere d’accordo con Voi: una grande prestazione, un ragazzo su cui puntare decisamente perchè ha un sinistro raffinato e sa giocare a calcio come pochi. Su di lui possiamo costruire qualcosa, su Spinazzola no.

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  4. gestione del caso spinazzola per me eccezionale. verifiche mediche severe, dopo le quali sono emersi dubbi e ulteriori test di tipo atletico. O va o non va.naturalmente i sapientoni da tastiere sapevano già che era troppo fragile, ma giustamente di dirgenti dell’Inter hanno voluto far verifcare la cosa da professionisti. bene così.
    Mi spia e ma non sono d’accordo neppire con francesco: se Spinazzola fosse arruolabile, meglio lui che Di marco. A Dima voglio un modo di bene, ma è tutta da verificare l’attitudine a difendere contro scattisti dotati di dribbling o contro elementi forti di testa. Spinazzola in salute e in condizione è probabilmente più completo

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  5. Spinazzola è senza dubbio più completo e sul piano tecnico e di passo superiore anche a politano. Nasce come attaccante esterno tra l’altro, l’unico dei 4 talentuosi attaccanti della primavera bianconera (il meno talentuoso tra l’altro) ad avere successo (clamoroso il flop di De Silvestro). Bravo nell’uno contro uno e nell’andare sul fondo per poi tagliare al centro, è un giocatore purtroppo da sempre travagliato da infortuni muscolari e traumatici.
    Non conosco la situazione ma immagino che se la società abbia preteso verifiche approfondite lo abbia fatto prima che i giocatori partissero, al momento della contrattazione. Se così non fosse, staremmo anche noi nel torto (la roma è stata subdola gia nelle intenzioni) ma se così fosse devono secondo me chiarire e non prestare il fianco a polemiche dannose e in malafede. È necessaria restituire l’esatta dimensione dei fatti altrimenti i furbi si fanno passare paradossalmente come delle vittime continuando ad appicicarci addosso l’etichetta che fa solo il gioco dei prepotenti (ovini e affini)

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  6. Le visite mediche accurate sono un diritto dell’acquirente e il venditore non può lamentarsi che non sapeva le facessero. Santon ce lo hanno rispedito indietro due volte: giusto così. Delle polemiche di coloro che sono pagati per lavorare contro di noi personalmente me ne faccio un baffo: anzise i tuoi nemici ti attaccano, vuol dire che hai fatto bene. Il problema, piuttosto è che se non vendiamo Politano non può arrivare Giroud

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    1. Giusto ma allora bisogna usare una comunicazione efficace a ribadire il nocciolo giuridico della questione perché altrimenti il pensiero pilotato si tramuta in atteggiamenti sempre più lesivi dei nostri diritti

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  7. TNto per essere malizioso, mi 0are che la Roma abbia ricevuto la fregatura dalla juve e poi abbia tentato di girarla su noi.
    In tutto questo, auguro a Spinazzola di tornare ad essere un atleta sano. Anche perché, il giocatore è forte.

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  8. Anche per me questo episodio è indice di (un nuovo?) rigore da parte dell’Inter e, proprio perché è nota la fragilità di Spinazzola, non credo affatto che la società abbia disatteso gli accordi con la Roma. Che poi Petrachi s’irriti perché non gli permettiamo di risolvere i loro problemi accolland
    oceli noi, mi fa solo piacere. Se Politano non va alla Roma credo non abbia problemi ad andare altrove. Come dicevo in un altro commento è, a mio avviso, un ottimo giocatore e probabilmente al suo trasferimento ostava più la sua volontà che la mancanza di richieste. E dopo questo passaggio, con Politano con al collo la maglia della Roma, direi che da quel punto di vista ormai il dado è tratto.

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  9. Le chiacchiere sulle condizioni fisiche di un giocatore sono…chiacchiere.
    L’Inter, come qualunque altra società, ha preso visione delle cartelle cliniche SOLO al momento delle visite mediche. Non è l’Inter, in senso stretto, ma lo staff medico a richiedere ulteriori accertamenti.
    L’Inter l’operazione avrebbe voluto farla, forse lo vorrebbe ancora se il giocatore risultasse “sano”, ma se la controparte ti “vieta” ulteriori verifiche, gatta ci cova. La Roma, evidentemente, teme che ulteriori accertamenti, più che far saltare l’operazione con noi (che salterebbe comunque, senza garanzie), mostrino una situazione che pregiudichi altre “piste”, insomma la “sola” a qualcun altro..😉

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    1. Allora utile sarebbe a ribadire pubblicamente il concetto perché il delirio, quando diventa collettivo, amplifica atteggiamenti vessatori sempre meno sottili e sempre più razionalizzabili (su false premesse e congetture)

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      1. Ti sbagli, tu non puoi rendere PUBBLICHE le cartelle cliniche o i risultati delle visite. Al massimo puoi dire “non sorpassate”; con Santon fecero così, lo rimandarono indietro, senza dire NULLA di preciso. poi Santon la Roma se lo prese pur di cedere Naingo…

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        1. No intendevo riferirmi al problema di rendere con eloquenza il concetto di diritto alla procedura di valutazione clinica e non far passare l’idea di aver violato qualche gentleman agreement

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          1. Ma la Roma sosterrà comunque che c’era l’accordo, sostenuta dalla juve…che, forse, diede la fregatura alla Roma e, quindi, deve…ripagarla.
            Si fa un po’ sul serio e un po’ per ridere.
            Comunque la risolveranno con l’obbligo subordinato ad un certo numero di presenze, se giocasse lo riscattiamo, se è rotto te lo rendo.

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            1. Questo credo sia l’obiettivo. Di certo è davvero vergognoso il comportamento della Roma , i tifosi granata hanno sempre accusato petrachi di “moggianesimo”

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  10. La clausola delle presenze minime per lo scambio Politano/Spinazzola è una buona notizia, Marotta ha giocato d’astuzia. Ora incrociamo le dita per Eriksen.

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  11. Ho visto qualche video e un po di statistiche di Eriksen:
    bravissimo in fase offensiva ma praticamente non conosce la fase difensiva.
    Come si sposa questo profilo con il gioco di conte?
    Come sarebbe il centrocampo con lui?
    Insomma ho l’impressione che ci sia stata l’opportunità di prendere un grosso campione spendendo poco ma che però mal si adatta al gioco attuale.

    Quasi sicuramente mi sbaglierò ma chiedo un vostro parere

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    1. Per me gioca da interno di centrocampo. Teoricamente, lo fece Conte in una partita con Sensi e Politano dietro Lukaku, può anche giocare a ridosso della punta. Gli spurs giocavano con un sistema diverso, ma con Kane, Delli Alli, Son, talvolta Lucas o Lamela, che non giocasse a tutto campo non è vero. Certo non è un incontrista, neanche Sensi (originariamente neanche Brozo…), ma cerchiamo elementi che alzino il tasso tecnico. Avremo 4 titolari per 3 posti, oltre a 3 sostituti (Gaglia, Vecino o un altro, Borja) che, in seguito agli infortuni di Sensi e Barella, hanno già dato il loro contributo, anche se non sempre “piacciono”. Aggiungi che sulle fasce dovrebbero giocare 2 tra Candreva, Biraghi, Young, Spinazzola, Dambrosio, TUTTI in grado di fare la fase difensiva (alcuni più la fase difensiva che quella offensiva).

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  12. “Il bilancio chiuso al 30 giugno 2019 è stato approvato, questo è uno dei bilanci più interessanti dell’anno. Si evince un aumento del fatturato: introiti da stadio, introiti commerciali e diritti TV, senza considerare le plusvalenze. La parte fondamentale di questo report è il fatto che in questo conto economico ci sono ricavi pari a 157 milioni relativi a 126 plusvalenze e oltre 20 a prestiti di giocatori”. Così Paolo Ciabattini, consulente UEFA FP, ha esordito ai microfoni di Radio Punto Nuovo sull’ultimo bilancio della Juve. “Supponendo che la Juventus nel 2020 mantenga i costi e ricavi uguali, è obbligata a fare altri 157 milioni di plusvalenze. Quando acquisti un giocatore ha un valore che viene ridotto di anno in anno, per ammortizzare. La plusvalenza è la differenza tra il prezzo di cessione del cartellino ed il valore iscritto a libro contabile. La Juventus è obbligata dunque a fare 150 milioni di plusvalenze che ha cercato di fare disperatamente durante tutta la campagna acquisti. Scandaloso vuol dire cosa straordinaria che non fa nessuno, ma i 18 milioni di Sturaro e 27 milioni di Romero sono sicuramente tanti. La Juve ha venduto solo Cancelo a 65 milioni, facendo una plusvalenza di 27 milioni, per niente sufficiente”.
    Ciabattini si dice preoccupato sulla situazione bianconera. “Ha provato in tutti i modi a recuperare costi da giocatori in esubero, senza successo. Questo bilancio che può risultare preoccupante per il Fair Play Finanziario, nasconde dati ancor più preoccupanti. La campagna acquisti estiva è stata guidata dalla ricerca disperata di plusvalenze, non da interessi tecnici. Mi aspetto che la Juve quantomeno a Luglio, con retroattività a Giugno, farà diverse operazioni, in particolare con i giovani, pur di ridurre il più possibili questo obiettivo mancante di 150 milioni di plusvalenza. La perdita di bilancio dell’anno prossimo, potrebbe essere superiore ai 40milioni e questo sarebbe davvero preoccupante”. Ad influire negativamente gli acquisti di Ronaldo e De Ligt: “La gestione finanziaria della Juve è stata spesso quasi impeccabile, ma un momento chiave è stata la decisione di comprare Ronaldo, pesantissima e mai assorbito. Dal punto di vista tecnico è stato discutibile fin dall’inizio ed in aggiunta a questo c’è stato l’acquisto di De Ligt secondo me ingiustificabile dal punto di vista tecnico, etico perché guadagna molto più del capitano Chiellini. Il Fair Play Finanziario vuole i costi in ordine e non avere debiti scaduti, ma ci sono dei costi poco rilevanti per il FFP” ha concluso Ciabattini.

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  13. Il problema come al solito e come mi sembra sostenga Amstaf non è costuito dalle preminenti predisposizioni del singolo ma dall’equilibrio che con quel singolo e con gli altri nove si riesce a ottenere. Secondo me è evidente che Vidal avrebbe meglio risposto alle esigenze della struttura attuale della squadra, anche se Eirksen può essere considerato più tecnico. Forse sarà difficile giocare con Sensi Brozo e Eriksen, almeno inc erte partite. Ma con Barella Brozo Eriksen e con qualche accorgimento sugli esterni potrebbe andar meglio. Quindi avremmo due centrocampisti di qualità (Eriksen e Sensi) due di quantità (gaglia e Barella, con il secondo che ha anche qualità) e due centrocampisti di fosforo e movimento (Brozo e Borja). Poi c’è da vedere che si farà con vecino e se,m inc aso partisse, verrà comuque sostituito da qualcuno. Sugli esterni abbiamo D’Ambro Candreva, Biraghi Spinazzola e probabilmente Young: nessun fuoriclasse (secondo me Young non lo è per l’età), ma cinque giocatori di discreta affidabilità. davanti, per quello che era stato utilizzato politano, Giraud dovrebbe rivelarsi sicuramente più utile

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  14. Pienamente d’accordo con Luciano. Fatto così il gruppo è più equilibrato ed in grado di competere in tre competizioni senza patemi d’animo. Soprattutto è un gruppo in cui sono stati inseriti elementi di caratura internazionale e di esperienza provata. E’ quello che chiedeva Conte.

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  15. Come sempre, mi piace smorzare le critiche eccessive ma anche i facili entusiasmi.
    Le operazioni concluse o in via di conclusione sembrano buone (non eccezionali, per la caratura o l’età degli acquisti e perchè a metà campo ci mancherebbe comuque il trascinatore alla Vidal), ma la rispsta definitva la darà solo il campo. Alla juve, in estate, impazzivano per gli arrivi di de Ligt, Rabiot e Ramsey. ora un po’ meno.
    Sulla carta la rosa è rinforzata e più equilibrata. Ma è impossibile prevedere con certezza il rendimento dei nuovi arrivi, nel nostro campionato e nel nostro contesto di squadra. C’è il problema della gestione del gruppo: Giraud lo sa che viene a fare la riserva di Lukaku? Sensi lo sa che con Eriksen avrà un ruolo meno determinante? Che succederà se per esempio uno dei nuovi esterni giocherà poco o nulla? Una grande squadra deve saper gestire questi problemi, ma ad esempio Vidal voleva venir via da Barcellona perché non era titolare indiscusso; Eriksen credo lo stesso e gli esempi sono numerosi.
    Ho molta fiducia, lo confesso, perché ho fiducia in Conte e Marotta. Mi pare che Conte parli con i giocatori in arrivo prima della firma del contratto e certo avrà spiegato bene la situazione. Poi sono tutti giocatori che conosce; Marotta ha dimostrato più volte di saper gestire un gruppo.
    Insomma, per me la forza della società della dirigenza, del settore tecnico sono la miglior garanzia del fatto che l’inserimento dei nuovi avvenga in modo positivo e proficuo per tutti. Poi quando procedi a 4 o 5 acquisti, la possibilità di sbagliarne qualcuno esiste sempre.
    Sursum corda nigra et caerulea

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  16. ho visto un po di video di Eriksen
    mi sembra un grandissimo giocatore da “ultimo passaggio” e a noi serviva cmq uno che riesce a fare la cosa giusta al momento giusto.. troppe volte ho visto azioni potenzialmente pericolose sprecate per la poca qualità

    è giusto paragonarlo a Wesley??

    mi sembra però poco cattivo se devo trovargli un difetto.
    sugli altri arrivi (potenziali )io sono contentissimo sicuramente avremmo giocatori più affidabili che partono dalla panchina o cmq permettono ai titolari di rifiatare poi spero che a giugno arriveranno due esterni forti forti

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  17. Se davvero lo scambio Politano Spinazzola è saltsto abbiamo sventato una turpe conglura ordita dai direttori di juve e Roma per uscire da una loro porcata, scaricandola su di noi. la juve si è fatta truffare sul giocatore, ha trovato la sponda della Roma per provare a scaricare la truffa su altri. La serietà della nostra orgaizzazione ha stroncato il disegno perverso. oggi si può dire questo. perché la Roma voleva fortemente Politano, se non fosse stata perfettamente consapevole dei problemi di Spianzzola, perché avrebbe dovuto opporsi alle clausole di salvaguardia da noi richieste?

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    1. La Roma ha forzato, anche mediaticamente ed emotivamente, la situazione; pubblicare le foto di Politano, con tanto di sciarpa, sui profili ufficiali, PRIMA delle visite e della firma, con in ballo anche un altro giocatore, non è né corretto né usuale.
      Tutta una serie di coincidenze, la fretta, le forzature, prima il rifiuto a controlli accurati poi a quantificare, ragionevolmente, le presenze con un minutaggio congruo, depone verso l’idea espressa da Luciano.
      Ovvio che, accettando le condizioni dell’Inter, la Roma avrebbe corso un grande rischio, dover pagare, questa estate, Politano e riprendersi Spinazzola. In alternativa non far giocare Politano, che a loro servirebbe, per non arrivare al riscatto.
      Quello che non capisco è perché, così mi risulta, la Roma abbia rifiutato anche lo scambio di prestiti secchi, in fondo a luglio torna Zaniolo, salvo chiedere, ORA, il prestito secco del solo Politano.
      A pensar male…Spinazzola è meglio che non lo “esamini” una terza società, oltre a romajuve, rischiano di non venderlo più…
      Comunque, sia chiaro, al giocatore si augura di essere sano e giocare.

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  18. Musmarra parla di Colombini in termini elogiativi che sono da condividere in pieno, ma nello stesso tempo dimostrano che non ha mai visto dal vivo (o quasi) il giocatore. Mi ritengo il primo tifoso del Colo perché l’ho visto negli esordienti e ho detto (e scritto) è l’unico di questa squadra che può arrivare a giocare a San Siro. da allora è sempre migliorato. grande giocatore e ragazzo di serietà (e interismo) assoluti. ma deve ancora crescere e molto atleticamente. Statura davvero importante, piede sinistro eccezionale, pttima visione di gioco. deve crescere muscolarmente (soprattutto nel busto e nelle spalle), ma per me non deve essere ceduto ora, neppure con la recompr. In estate si vedrà (ma per conto mio solo in prestito o con una recompra bassa, che consenta di riprenderlo senza svenarsi). personalmente preferirei che restasse perchè allenarsi giocare le amichevoli e magari qualche partita con i mostri della prima squadra, credo gli gioverebbe più che giocare qualche partita con compagni modesti e avversari modesti in serie B

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  19. Sento di voci insistenti sul prestito di Seba ad una squadra di bassa classifica serie A (Parma).
    Praticamente vedra’, mediamente, due palloni in tutta la partita… Per un giovanissimo attaccante non sarebbe meglio andare in una squadra “top” della serie B ? Mi viene da pensare che avrebbe piu’ possibilita’ di crescere in un contesto del genere.
    Cosa ne pensate ? In particolare, Luciano ne sai qualcosa? Cosa pensi sia il meglio per Seba, arrivati a questo punto della stagione e con, potenzialmente, gli acquisti che la prima squadra dovrebbe fare, piu’ il ritorno di Sanchez ? Ciao & Grazie

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      1. Non è Parma ma Spal, che è in basso basso…
        a Parma non giocherebbe, Inglese, Corneliusson, Gervinho, Kulusevsky, Karamoh, hanno Adorante che ha giocato pochissimo in CI perché eran tutti rotti, dubito che un prestito secco di 6 mesi diventi titolare…a meno di 2 gol a partita.
        Nella Spal, a parte Petagna, hanno Paloschi che sta facendo malissimo e Floccari, lì potrebbe anche trovare spazio. Certo sarebbe una esperienza con possibile retrocessione, ma basta giochi.

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        1. Ah ecco, allora ricordavo bene il contesto e male il nome della squadra. Il mio dubbio e’, va bene giocare, ma se il livello della squadra e’ tale per cui farai fatica ad avere palloni giocabili, non e’ meglio scendere di categoria e poter giocartela meglio l’opportunita’ di cominciare a dover/poter dimostrare qualcosa a livello professionistico ?

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          1. ti dico quello che ho visto, la Spal non gioca “male”, semplicemente non segna quasi mai. A parte Petagna che, eccezion fatta per la scorsa stagione, segna pochino pur facendo molto “lavoro”, gli altri sono a zero, Paloschi è involuto (non che fosse un crack…) Floccari ha quasi 40 anni senza essere Ibra.
            La Spal ha cercato anche Pina (mi dicono non giochi a Genova perché infortunato non per scelta tecnica), ma Pinamonti avrebbe altre richieste (Cagliari?), magari Esposito gioca e segna qualche gol. Le squadre di B di alta classifica hanno, tutte, attaccanti esperti, di categoria, difficile diano spazio ad un ragazzino…
            In teoria la Spal potrebbe essere quella che darebbe più spazio…poi te lo devi meritare in campo.

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