Partita molto strana che ha vissuto fasi diverse e continui cambiamenti, non solo nel punteggio, ma anche nei momenti di predominio delle due squadre. Due squadre che hanno un livello simile e una partita dove sono risultati decisivi i particolari: le scelte degli allenatori, gli errori dei protagonisti (e quelli degli arbitri), persino qualche volta la casualità, che però spesso è figlia della voglia feroce di farcela. Vittoria meritata ad ogni modo, perché fortemente voluta, contro un rivale pericolosissimo. Abbiamo ribadito che la nostra forza, oltre al coraggio e alle ambizioni del mister, sta soprattutto in alcuni leader in campo che, alla classe, alla forza e al carattere, uniscono un totale senso di appartenenza che spesso fa la differenza. Sono i Dimarco, i Calha, i Barella, i Thuram, i Lauti che fanno la differenza e trascinano anche i compagni. Sperando che anche qualcuno degli inglesi possa inserirsi in questo gruppo. Ecco perché, visto che il tempo passa per tutti, aldilà di qualche giovane interessante, ci vorrebbe almeno un campione conclamato, ma non anziano, ogni anno: un colpo alla Lautaro, alla Barella, alla Bastoni, alla Thuram, alla Calhanoglu. Anche spendendo qualcosa in più, coraggio, che i grandi acquisti ripagano sempre. Immensa la prova di Lautaro. Molto bene Dimarco. Decisivo l’impatto di Marcus Thuram. L’Under 20 vince tre a zero in casa del Bologna. È stata in verità una partita combattuta e incerta anche quando i nostri erano in vantaggio di due reti a zero. Ottimo risultato e si segnala la crescita di alcuni ragazzi. Molto bene fino ad ora, anzi benissimo, in campionato l’allenatore Bigica. Adesso lo aspetta la prova del fuoco contro il Real in Youth League. Perdono in casa gli Under 15 del mister Juan Moll contro l’Alcione. Brutto segnale. Questo immobilismo sul settore giovanile è qualche cosa che fra qualche anno pagheremo anche a livello di prima squadra.
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Il “fattore” Martinez: Inter – Genoa 1-0
I due Martinez e l'abnegazione di tutto il gruppo, ci tengono a galla in una partita che, oltre alla solidità di un Genoa messo benissimo in campo e ricco di uomini con gamba e buona tecnica, ha confermato il momento di chiara flessione che stiamo vivendo e già evidenziato dallo score delle quattro gare precedenti. Si tratta di una flessione assolutamente normale e prevedibile: l'Inter ha giocato sino ad ora 37 partite ufficiali, come ha ricordato Inzaghi e i molti nazionali anche sei in più. Inoltre la rosa non era così competitiva come sostenevano gli interessati fautori delle “due squadre”, e a questo si è aggiunto il fatto che proprio nel momento in cui sarebbe stato necessario ricorrere a un turn over ragionato, l'infortunio di alcuni giocatori chiave e la confermata scarsa efficienza di alcune alternative hanno accentuato la condizione di disagio. Tutta la squadra è apparsa meno reattiva del solito, meno brillante nell'impostazione, meno pronta nel liberarsi della palla e meno propensa a vince i duelli di forza e a conquistare le seconde palle. Anche se è vero che il secondo tempo, comunque migliore del primo, potrebbe far pensare a una notevole incidenza del fattore mentale. Positivo l’esordio in campionato con la maglia dell’Inter di Josep Martinez, mentre è stata determinante la prova delle colonne della squadra: Acerbi, Lautaro, Barella e – quando è entrato in campo – Chalanoglu. Hanno trascinato i compagni alla vittoria. Una Under 20 non all’altezza delle ultime prestazioni vince comunque tre a zero in trasferta a Bologna (Topalovic, Lavelli, Cocchi). Facciamo il punto anche sull’Under 15: squadra che ha vinto il campionato nazionale Under 13 e Under 14 e che dopo la vittoria contro la Cremonese (3-1) è seconda in classifica. Da segnalare le prove di Foroni, Bagnara, G. Omini e Marchesi. L’Under 18 vince 3-2 contro la Sampdoria a Genova. Note positive da Kartelo e Vukoje.

