
Sono sincero: questa volta avevo davvero pensato che il mio tempo in un blog fosse ragionevolmente scaduto.
Lo penso ancora e non solo per i contrasti dialettici forti che non amo, ma anche perché questa forma di comunicazione mi sembra davvero superata da altre, ben più efficaci e incisive.
Probabile che sia anche superata la mia visione dei fenomeni calcistici.
Però staccarsi da qualcosa a cui hai lavorato per tanti anni, con passione, se non con competenza, è sempre doloroso e alla fine c’è qualcosa che finisce per tenerti attaccato.
Forse bisogna solo chiarire i presupposti di ogni lettura. Se insisto su certi temi non è per cocciutaggine o desiderio di prevalere: semplicemente certi assunti sono la chiave di lettura, i princìpi da cui deriva la mia interpretazione anche dei singoli fatti calcistici.
Anche in questo post, persino nella partita col Pisa, si ripresenteranno le stesse questioni di fondo.
Ho sempre sostenuto che negli ultimi anni la situazione sportiva è stata condizionata dalla scarsità di interventi sul mercato in entrata.
Mi si è risposto con una considerazione che in certo modo la confermava: avevamo pochi soldi per fare mercato perché il nostro monte ingaggi era il più alto.
Adesso la risposta è cambiata: non è più vero che le nostre rivali, almeno in Italia, spendano più di noi per rafforzarsi.
Parlo sempre di mercato IN ENTRATA.
Purtroppo, forse per i miei limiti, l’idea è sempre la stessa:
- o la proprietà ha grandi ambizioni, che spaziano dal predominio in Italia alla competitività ai vertici mondiali, e allora deve investire pesantemente (che non significa buttare soldi),
- oppure si pensa a un ridimensionamento sportivo, in attesa magari che gli investimenti immobiliari diano i loro frutti e si possa tornare a spendere per la competitività sportiva.
Se invece ci si accontenta di essere tra le prime in Italia, va bene così: tutto sul campionato e allora avremmo forze sufficienti per provare ad andare fino in fondo.
Come il Napoli o il Milan: un anno campioni, un anno addirittura senza partecipare alla CL
La mia lettura delle ultime vicende sportive parte da queste premesse, che si intersecano inevitabilmente con il discorso di merito, quindi invito chi si sente infastidito da questo approccio, a evitare di leggere il post.
Alla vigilia della partita col Pisa, la nostra situazione era questa:
- venivamo da tre sconfitte consecutive in CL,
- venivamo da tutte vittorie con le medio piccole, ma da quasi tutte sconfitte nei grandi match, in campionato, dove comunque eravamo primi.
Per essere competitivi su tutti i fronti, riportato a casa Pio, presi a cifre contenute Bonny e Sucic (3 giovani) bisognava spendere per almeno due campioni, in grado di aumentare subito il tasso di qualità, forza e esperienza della squadra.
Non mi interessa la polemica se un campione costa 50 o 60 per cui sarei caduto in contraddizione.
50 o 60 o 70: se prendo uno che costa queste cifre è PIÙ PROBABILE che sia in grado di dare una grossa mano SUBITO, piuttosto che se prendo uno di 15-20.
La mia lettura del cammino stagionale percorso fino ad ora non riesce a prescindere da questa opinione: i giocatori chiave sono costretti a giocare tutte le partite, con l’inevitabile corollario di frequenti infortuni e di arrivare più logori degli avversari ai grandi appuntamenti.
Contro le squadre medio piccole basta, in Italia e in Europa (dove fino ad ora abbiamo riportato solo vittorie) contro le squadre forti, se hai titolari chiave da sostituire o li devi schierare un po’ logori, non basta più.
Che cosa c’entra la partita con il Pisa con questo discorso?
Secondo me c’entra, perché quando hai dovuto affrontare una squadra media che in prevalenza difende e riparte, privo del play (dove devi addirittura adattare un sostituto) e soprattutto dei due esterni, ruoli in cui i sostituti li hai, ma uno per il momento palesemente inadeguato e l’altro bravo ma privo delle caratteristiche di fantasia e aggiramento proprie del titolare, non puoi non soffrire.
I sostituti di Akanji, Acerbi, Barella e Thuram invece davano affidamento, anche se la mancanza dei due migliori difensori d’area un po’ si è fatta sentire (per esempio, forse sul secondo gol)
Ma è chiaro che il problema nasce soprattutto quando ti manca il regista (che tira magistralmente da fuori e i calci piazzati) e le ali per aggirare il blocco difensivo fitto attuato dagli avversari.
E questo può portarti a sbilanciarti, o all’eccessiva fretta che fa perdere lucidità in qualche giocata.
È bastato Dimarco, a far svoltare, ma probabilmente se avessimo avuto un grande centrocampista e un grande esterno destro non avremmo avuto necessità di rimontare in quel modo e forse anche alcuni giocatori in campo sarebbero stati meno logori.
La vera questione mi sembra: chiedevo l’impossibile?
Magari sbaglio, ma sono convinto che fosse possibile e anche finanziariamente conveniente.
Ma torniamo al titolo, che può sembrare eccessivo, soprattutto quando si parla di ‘sprofondo’.
Il mio pensiero è questo: perdere punti clamorosamente in casa contro una piccola, complicando le cose in un campionato in cui già saremo costretti a pagare il dazio di un supplemento di partite di CL, ci avrebbe messi davvero in una situazione di estremo pericolo, per vari motivi… numerici e psicologici
La partita
Come accennato, il turnover, forzato o per scelta, è stato ampio, ma in condizioni normali chi è sceso in campo aveva i mezzi teorici per prevalere.
Solo che nel calcio gli inconvenienti sono sempre dietro l’angolo e si son materializzati sotto forma dell’errore combinato Miki-Sommer.
Pisa con il 3421 sulla carta, ma in realtà con tutti dietro la linea della palla che sotto la pressione iniziale dell’Inter staziona sempre nella metà campo pisana.
Nei primi 10′ c’è da registrare solo la prima conclusione di Esposito, che si libera bene, ma viene ostacolato al momento del tiro, risultato debole.
Poi il patatrac.
I nostri cercano di reagire, ma producono solo, in un’area avversaria molto fitta, una conclusione ribattuta di de Vrij e un incredibile slalom di Bisseck, che poi conclude a lato di poco.
Attorno al 25′ però, dopo una loro ripartenza sventata in angolo da Carlos, c’è il gol del raddoppio.
E’ ancora Moreo a svettare di testa sul primo palo e a colpire.
Naturalmente non sono un o stratega, ma mi chiedo se sul primo palo era giusto che ci fosse Miki, che non è alto, né ha un gran stacco.
O forse in ogni caso quando marchi a zona, l’avversario manda i più forti di testa là dove hai dislocato i più deboli.
L’Inter riprende comunque l’offensiva, mai interrotta, e Sucic calca a rete da buona posizione, anche se un po’ angolata.
La palla esce di poco senza che Lauti possa deviarla.
Un po’ poco come reazione, in mezz’ora, a un doppio svantaggio.
Chivu corre subito ai ripari: dentro Dima per Luis Henrique, con spostamento di Carlos.
E’ raro che il nostro mister ricorra a una decisione così affrettata, ma evidentemente c’erano ragioni oggettive che spingevano a questo.
Subito Dima si esibisce in una grande conclusione respinta con un ottimo intervento da Scuffet, ma sulla palla arriva Zielinski, la cui conclusione è deviata col braccio da Tramoni.
Zielinski stesso calcia il rigore e segna.
Dima diventa determinante anche nel gol del pareggio: 2 minuti dopo, una sua incursione si conclude con un cross perfetto, sul quale Lauti anticipa tutti e incorna da vero… toro.
Nel recupero è Bastoni, affiatatissimo negli inter scambi con Dima, a mettere dal fondo una palla per Pio, che decide di… imitare il suo capitano e non perdona.
In otto minuti l’Inter segna 3 gol, dimostrando la sua potenza di fuoco e anche un po’ di suerte, nel senso che in altre occasioni il… tasso di successo delle manovre offensive non è stato altrettanto elevato.
Nella ripresa l’Inter ci prova subito sempre con Dimarco, che prima serve a Pio, un pallone invitante, ma il tiro viene respinto dal portiere, poi è lo stesso Dima che calcia forte, in diagonale, impegnando severamente Scuffet.
Si deve cercare si chiuderla, per evitare ulteriori beffe e l’Inter immette altri due titolari: Thuram e Barella.
Si tratta semplicemente di rotazioni, perché l’assetto di gioco non muta.
Poco dopo l’ora di gioco ancora Dima al proscenio.
Riceve palla dopo una bella percussione di Thuram, ma la sua conclusione si stampa sul palo.
Il Pisa ha accusato i colpo e forse la fatica del primo tempo e nonostante le sostituzioni fatica a tenere il campo.
Arrivano altre occasioni per de Vrij, Zielinski e Thuram ma il risultato non si schioda.
A una decina di minuti dal termine, finalmente è Thuram a pescare bene Dima che con una grande conclusione (un po’ strozzata) ottiene il meritato gol.
Poi arrivano il gol tutto personale di Bonny (“Quando vai da solo devi far gol, altrimenti i compagni ti… ammazzano”) e quello di Miki, ti testa, dopo un tiro di Thuram ribattuto.
Ma il Pisa era già… negli spogliatoi.
Una notazione interessante: l’Inter, la squadra che ha subito parecchie rimonte, ieri ha segnato 3 gol negli ultimi 8 minuti del primo tempo, e altri tre negli ultimi 10 della ripresa.
Dopo aver giocato una partita logorante e decisiva 3 giorni prima.
Le statistiche
Diciamo che i numeri, dopo un match così a senso unico, hanno poco rilievo, più come curiosità che come elemento di interpretazione del match.
Vediamo comunque i più significativi.
- Possesso palla: 66 a 34,
- tiri verso la porta: 33 a 7,
- tiri in porta: 13 a 3,
- tiri da dentro l’area: 29 a 3,
- big chances: 7 a 0 (ovviamente esclusi i gol),
- xG: 6,11 a 0,34 (credo che il nostro sia uno dei più alti in assoluto).
Il 41% dei nostri attacchi sono avvenuti a sinistra, il 31 a destra.
- Precisione dei assaggi: 90% a 80%,
- passaggi chiave: 20 a 4,
- cross riusciti: 17% a 4%,
- km percorsi: 119 a 121,
- allo sprint: 2,73 a 2,95.
A livello individuale, Pio è andato al tiro più volte (5), davanti a Dima (4) a Ziello e Lauti (3).
Ma Dima ha sempre centrato la porta, seguito da Pio e Moreo (2).
Bastoni, Bisseck e Ziello sono primi per passaggi riusciti, Ziello, de Vrij e Miki primi per tackle vinti.
Le pagelle
Sommer:
sul primo gol c’è concorso di colpa, anche se non equamente distribuito.
Miki ha una quota di responsabilità, diciamo al 30 % con un retro passaggio molto insidioso.
Lo svizzero sbaglia al 70% perché dopo un ottimo stop fallisce sia la scelta sia la misura la misura del passaggio.
Sul secondo gol poteva essere più reattivo, ma i difendenti che dovevano curare quella zona, hanno un po’ dormito.
5
Bisseck:
su quella fascia Luis Henrique fa solo il compitino, ma non crea mai pericoli.
Allora ci pensa lui, con una discesa da slalomista e conclusione a lato di un soffio.
Nel finale viene avanzato come quinto, con Carlos alle spalle.
Si rende utile anche in quel ruolo con l’assist di testa per i gol di Miki.
7
de Vrij:
incredibile la professionalità dell’olandese che si fa sempre trovare pronto pur giocando poco.
E’ ancora una vera sicurezza.
Per informazioni, chiedere a Meister, che non ha mai visto palla.
7
Bastoni:
splendida l’intesa con Dimarco, uno va e l’altro copre.
Quando tocca a lui andare, confeziona l’assist per il gol del 3-2 di Esposito.
Dietro non soffre mai.
7
Luis Henrique:
il compitino lo fa anche bene, in modo ordinato, presidia la zona e la gioca semplice.
Ma in queste partite serve più pericolosità negli ultimi 20 metri per aprire le difese.
5
(Dimarco:
Cavasinni dice che non è vero che che il suo ingresso cambia la partita, la partita è sempre la stessa.
Lui ci mette solo più qualità.
Sì, ma è la sua qualità che dà un contributo determinante nel ribaltare il risultato finale.
Aldilà delle questioni lessicali, una prova entusiasmante.
8)
Sucic:
prestazione sicuramente sufficiente, la qualità di piede non si discute, ma dà l’impressione che debba poter entrare in partita con maggior determinazione e incidenza.
Diamogli tempo.
6
(Barella:
come al solito tanto movimento, tanto sacrificio e un paio di giocate importanti.
6,5)
Zielinski:
continua il suo momento di grazia.
Gestisce da padrone la manovra in mezzo al campo, mette ordine e avvia azioni.
Poi va al tiro e ottiene il rigore.
Realizza con freddezza e riprende a macinare chilometri e giocate.
Provvidenziale in un centrocampo che ha fuori Calha, e ha Frattesi-Diouf un po’ ai margini
7
Mkhitaryan:
credo abbia delle corresponsabilità su secondo gol, però a mio parere è evidente che non era lui, piccolo e con elevazione modesta, l’uomo da piazzare su quel palo.
Anche sul primo gol poteva disimpegnarsi meglio.
Diciamo che nella fase difensiva qualcosa ha lasciato, mentre nella costruzione del gioco e questa volta anche nella… vena realizzativa, si è fatto apprezzare.
Forse anche lui sta giocando troppe partite ravvicinate.
6
Carlos Augusto:
ha altre caratteristiche rispetto a Dima, ma riesce comunque a rendersi utile e prezioso come alternativa, facendo bene anche quando viene spostato a destra e spinge comunque più di quel che facesse Luis Henrique.
6.5
(Akanji
troppo poco per una valutazione, certo sulle palle alte è… mancato insieme a Acerbi: oltre al gol iniziale, loro hanno concluso verso la porta esclusivamente con il secondo gol di testa e con un altro colpo di testa, sul 3-2, fuori di poco.
s.v.)
Pio:
ancora una prestazione convincente, per la prepotenza agonistica, l’aiuto che dà alla squadra con la sua forza fisica e le sue giocate e soprattutto per quello che lascia ancora intravedere nel futuro prossimo.
7
(Thuram:
sembra più attivo e brillante che nelle ultime prestazioni, autore di qualche bella iniziativa, va anche alla conclusione, respinta, e fornisce l’assist per il gol, fondamentale, di Dimarco.
6.5)
Lauti:
da grande capitano, oltre che da eccelso giocatore, è lui che suona la carica per la riscossa dei suoi.
Segna un gran gol e mette in croce i suoi marcatori.
7.5
(Bonny:
il gol è un capolavoro, anche se lo si poteva fare solo sul 4-2 e nei minuti finali, quando si può anche pensare a una legittima soddisfazione personale.
Vivace e intraprendente.
7)
All. Chivu:
conferma di conoscere il calcio – non ce n’era bisogno – di vedere il gioco, di saper gestire il gruppo e toccare le corde emotive giuste.
Alla terza partita impegnativa in una settimana presenta una squadra ancora molto viva e brillante.
7
Luciano Da Vite
Nota: si pubblica di seguito il post che Luciano aveva scritto dopo la gara contro l’Arsenal e che purtroppo non era stato possibile pubblicare nei giorni scorsi.
Credo di aver assistito a una partita solo in parte coincidente con le interpretazioni più ricorrenti in rete e sulla stampa,
Ho visto un Arsenal con tutti giocatori di qualità (titolari e subentrati), ma soprattutto li ho visti dominare sul ritmo e sulla corsa.
Attenzione, però: non tanto nei duelli individuali, ma nella quantità e qualità dei movimenti collettivi.
Quando c’era da correre uno contro uno, non mi è sembrato che loro avessero vinto molti più duelli.
A me è parso che il problema fosse che loro si muovevano tutti, sempre a un ritmo elevato.
Ogni volta che si sviluppava un’azione sulla fascia, guardavo in area e vedevo sette/otto giocatori che si muovevano per dettare lo sviluppo dell’azione: quando ripartivamo noi, di norma in area si trovavano 2 giocatori, tre quando andava benissimo.
Dietro noi abbiamo retto bene come squadra: il terzo gol non lo considero, perché ormi erano saltati schemi e posizioni ordinate.
I due che contano sono venuti per caso: il primo perché Luis Henrique si è addormentato, tenendo in gioco Gabriel Jesus.
Il secondo perché ha dormito tutta la difesa e il portiere non è uscito.
Comunque i gol subiti sono casuali solo in apparenza, perché se gli avversari fanno una pressione così insistente, prima o poi l’errore, il rimpallo, ecc. diventano fattori fisiologici.
Che noi tutto sommato abbiamo difeso con ordine, come atteggiamento complessivo, lo dimostra la statistica dei tiri: i tiri a rete sono stati 18 a 17 per noi, ma soprattutto i tiri nella luce della porta che abbiamo concesso sono stati solo 6, tra cui un gol che in termini di prestazione non conta e gli altri due, come detto, abbastanza casuali.
Voglio dire che secondo me non ci hanno travolti, il punto è piuttosto che noi non avevamo la forza (il ritmo? l’intensità?) per accompagnare di squadra l’azione di attacco.
In parte questo potrebbe essere dovuto alla scelta più volte rivendicata da Chivu che ha sempre detto di voler dare più verticalizzazione alla squadra: è ovvio che se cerchi subito le punte sono pochi i giocatori che riescono ad ‘alzarsi’ in tempo.
Noi infatti abbiamo avuto maggior possesso palla (51 a 49), e più passaggi riusciti, ma se guardiamo il possesso nella tre quarti avversaria e soprattutto i passaggi riusciti in quelle zone (76 a 99) la situazione si rovescia completamente:
Non credo che i nostri fossero… troppo vecchi per tenere un ritmo più elevato e accompagnare meglio le azioni offensive.
Di vecchi, anagraficamente, c’erano solo Acerbi e Zielinski, se non sbaglio.
Penso invece che si tratti delle caratteristiche dei giocatori: se tu puoi prendere tanti giocatori valutati oltre 60 milioni è evidente che, salvo errori sempre possibili, saranno giocatori completi, che uniscono classe corsa e resistenza ai massimi livelli.
Poi ci può essere un problema di freschezza (ho letto di un calendario inglese strutturato in modo che oggettivamente li favoriva, non so se sia vero).
E comunque pesa anche il fatto di avere 25 o più campioni, il che permette rotazioni certo maggiori di quelle consentite a noi.
Non c’entra nulla, ma il ritmo che hanno impresso alla gara i gunners, per tutti i 90′, mi ha fatto pensare al problema delle giovanili italiane.
Rifletto sulle nostre squadre, dove abbondano i campioncini, ma ci sono pochi giocatori che promettono da professionisti di sviluppare forza velocità e resistenza ai livelli dei top.
E non parlo dei 5-6 top in Europa, ma di tutti i giocatori delle 5-6 squadre più forti.
Comunque concordo con coloro i quali ritengono che, scontata la differenza di valori assoluti (e di…numeri degli stessi) noi abbiamo disputato una gara più che discreta, restando pienamente in partita sino agli ultimissimi minuti e ai cambi fatti per disperazione.
Concordo anche con chi ritiene che la qualificazione diretta, ormai quasi impossibile, è stata persa con i punti buttati contro Atletico e Liverpool, non sempre per colpa nostra esclusiva, tra l’altro.
Ma c’è una lezione che assolutamente deve essere imparata da chi di dovere, per non ricadere negli stessi errori in futuro (anche se, a causa degli errori commessi in estate, il futuro sarà meno agevole, anche finanziariamente).
Insomma, noi venivamo da una stagione in cui abbiamo lottato per tutto, arrivando fino al traguardo, per finire stremati su filo di lana e perdere tutto.
Le alternative erano due: o si puntava su una sola competizione, o si rafforzava la squadra con almeno due tre innesti di assoluto e indiscusso valore.
Perché si ha un bel pari a dire che a parte la juve il nostro costo squadra è uguale o superiore a quello delle rivali: infatti noi siamo l’unica squadra che ha lottato in questi anni ai vertici di campionato CL e… altro.
E’ un’operazione scorretta a mio parere quella di contare solo gli scudetti, per poi dire che in rapporto alla situazione finanziaria delle altre italiane dovevamo far meglio.
No, il percorso di nessuna squadra italiana in questi 5 anni è stato complessivamente paragonabile al nostro: non andavamo in CL, poi ci siamo andati in quarta fascia, poi abbiamo scalato tutte le fasce sino a entrare nel ristretto novero delle primissime, che hanno avuto accesso prioritario e meritocratico al mondiale per club.
Restando nel contempo ai vertici in Italia, sempre.
E nessuna squadra italiana è cresciuta a livello di introiti e di considerazione internazionale come la nostra.
Raggiunti questi risultati bisognava intervenire per difenderli e magari migliorarli.
Non dico di investire 308 milioni come ha fatto il già fortissimo Arsenal, ma investire 100-150 milioni per 2-3 campioni affermati era un dovere: verso il mister, verso la squadra, verso i tifosi e verso se stessi.
Se ci fosse stata un po’ di lungimiranza.
Perché invece perderemo molto, anche finanziariamente, a causa degli investimenti negati.
Credo che noi abbiamo fatto il massimo, contro l’Arsenal, con un nucleo di giocatori affidabili ridotto all’osso, con una partita difficilissima giocata tre giorni prima e con un’altra da disputare tre giorni dopo.
Tutte potenzialmente decisive, come ha mostrato l’ultimo campionato.
E questa situazione si ripete da 5 anni, con i big della squadra praticamente immutati.
Si, lo so che le partite ravvicinate le hanno anche le altre, ma il Napoli lo scorso anno ha vinto e non le aveva, il Milan quest’anno è il più pericoloso e non le ha.
Più un generale nessuna è stata in questi anni altrettanto competitiva su tutti i fronti.
E questo logora.
Come stupirsi se Barella, Thuram, Bastoni, Lautaro, Calha (volutamente non parlo dei più “vecchi”) ogni tanto hanno qualche flessione di rendimento, qualche battuta a vuoto?
Ma secondo voi dei giovani comprati quest’anno, oggi qualcuno entrerebbe nell’Arsenal, anche da subentrato?
A parte Pio, ovviamente, che non abbiamo comprato perché altrimenti con una valutazione per cui non bastavano 50 milioni (infatti rifiutati) non lo avremmo mai preso.
Secondo me tantissimi giocatori italiani, anche nelle giovanili, possiedono una tecnica importante.
Ma quanti sanno abbinare alle qualità tecniche ritmo, corsa, resistenza, forza fisica?
Affidata alle cure di Spalletti, uno che costruisce, la juve si sta riaffacciando a posizioni importanti di CL, ma quanti giocatori italiani di movimento c’erano ieri, su una quindicina messi in campo?
Tre, di cui due sostituiti a fine primo tempo/inizio secondo.
Il Napoli ha un solo italiano tra i giocatori che formano l’ossatura fondamentale della squadra: Di Lorenzo.
La vera domanda credo sia: perché in Italia si producono tanti bei giocatorini, ma non si producono atleti che sappiano giocare a calcio?
Tornando alla partita, Arteta, secondo quanto riportato da FcInterNews avrebbe detto:
“Avevo la sensazione che potessero fare un’occasione con due passaggi ed è successo due o tre volte.
Se perdi la palla in determinati spazi, loro sono pericolosissimi.
Noi avevamo due contro due ogni volta nell’ultima linea, è stata una gara difficile per la qualità che ci hanno messo”.
Ed è vero: quando sali con tutta la squadra, se hai qualità crei occasioni, ma qualcuna la concedi anche, se hai rivali all’altezza.
Ed in effetti, anche a mio parere la rapidità e l’efficacia della transizione offensiva è solitamente una delle nostre armi migliori, soprattutto quando riusciamo a rubare palla alti.
Per contro, quando siamo attaccati sistematicamente, concediamo pochissimi tiri, ma facciamo spesso errori individuali decisivi.
E quando creiamo occasioni davanti, troppo spesso sbagliamo la scelta o l’esecuzione della giocata finale.
Per fortuna di Arsenal non ce ne sono in giro tante, ma anche contro le migliori italiane, i risultati lo dimostrano, il ripetersi di certi elementi di debolezza finisce per penalizzarci, spesso anche oltre le attese per quanto prodotto.
Adesso il cammino stagionale si complica ulteriormente: vedremo come Chivu e la squadra sapranno reagire.
Le probabilità che la società intervenga subito con un provvedimento che non sia solo un tentativo di rattoppo provvisorio sono nulle.
Quindi gruppo dovrà trovare le energie e la forza morale per dare qualcosa di più.
Le pagelle
Sommer:
questa volta anch’io che sono piuttosto comprensivo credo che in occasione del secondo gol le sue responsabilità siano pesanti, anche se non esclusive.
Mi piacerebbe tanto per il prossimo anno un portiere sopra il metro e novanta, ma anche reattivo.
5
Akanji:
regge il confronto fisico con l’uomo che si trova ad agire dalle sue parti e non perde mai calma e lucidità.
6.5
Acerbi:
si perde l’uomo, che gli scivola alle spalle sul primo gol. Per il resto regge bene e tenta anche di scuotere la squadra.
Cala nel finale.
5.5
Bastoni:
a me Saka è sembrato il più pericoloso dei Gunners, insieme a Gyokeres.
‘Basto’ non solo lo limita moltissimo, costringendolo quanto meno a non puntare ma ad allargare il giro palla; ma in un’occasione si produce in un autentico salvataggio che vale quanto un gol
Pulito ed efficace in fase di transizione.
6.5
Luis Henrique:
grave la dormita sul primo gol che tiene in gioco il realizzatore.
Per il resto la solita partita anonima, senza uno squillo e con molta modestia.
5
(Diouf:
ingiudicabile.
s.v.)
Barella:
siamo sempre lì, il contributo dinamico e l’impegno sono assoluti, ma in questa fase della stagione la lucidità delle giocate gli viene a mancare.
6-
(Frattesi:
una mezz’ora disputata con grinta e volontà, ma senza tanto costrutto, in termini pratici.
6-)
Zielinski:
ancora impiegato in un ruolo che non gli è congeniale, se la cava con dignità utilizzando tecnica e senso della posizione.
Il suo contributo alle transizioni offensive non è rilevante, ma soprattutto perché i compagni non riescono a proporsi con continuità
6
(Bonny:
entra nel finale alla ricerca de colpo della disperazione, che non viene, non certo per suo demerito.
Ingiudicabile.
s.v.)
Sucic:
ho letto inni e peana su di lui, che francamente mi paiono eccessivi.
La conclusione che porta al momentaneo pareggio è un capolavoro di balistica e di freddezza, ma poi spreca un’altra palla preziosa, sbagliando l’ultimo passaggio. Ci sta, per carità.
Secondo me dei giovinetti presi quest’anno è l’unico ad avere un futuro.
Merita di ricevere il tempo necessario per crescere ulteriormente.
7 (la partita sarebbe da 6.5, mezzo punto in più per il gol)
Dimarco:
Saka è un treno irrefrenabile, anche perché su quella fascia avanzano altri che impediscono ai nostri di raddoppiare sistematicamente.
Davanti si fa aprrezzare, come sempre.
6+
Lautaro:
è fin troppo evidente che avrebbe necessità di riposa e ricostruire energie e lucidità.
Al tempo stesso la sua presenza è indispensabile per la quantità di lavoro che svolge e per l’animus da trascinatore.
Chiaro che un centravanti che gioca lontano dall’area avversaria deve avere una spalla dal guizzo superiore e soprattutto poter orchestrare la manovra offensiva su entrambe le fasce, non su una sola.
5 di stima
Esposito:
entra benissimo, anche perché ha compiti e occupa una posizione in campo diversissimi da quelli richiesti a Lauti.
Lotta, prende tanti falli, cerca la via del gol con due grandi giocate, che purtroppo non vanno a bersaglio.
6.5
Thuram:
molto isolato in avanti, con Lauti richiamato a notevole distanza, cerca di dare profondità e di far salire la squadra, ma gli manca quel quid che farebbe la differenza.
6
All Chivu:
prepara la partita in modo accurato, mancandogli il play e l’unico esterno che può vitalizzare la fascia destra.
Difficile pensare che potesse fare di più.
Ripeto, il terzo gol tatticamente per me non conta e sui primi due troppi errori individuali hanno il carattere dell’imprevedibilità.
P.s. Mi piace ogni tanto guardare i nomi dei subentrati nelle nostre rivali.
Per l’Arsenal sono entrati (tra parentesi il valore di mercato attribuito da Transfermarkt):
- White (30),
- Gabriel (75),
- Rice (120),
- Gyokeres (70) e
- Martinelli (45).
Erano assenti, o sono rimasti in panca, tra gli altri:
- Odgeaard (75),
- Hincapié (50),
- Calafiori (50),
- Madueke (50).
Senza commenti.
Luciano Da Vite
Ognuno ha il suo punto di vista e ci mancherebbe.
Mi limito a dire un paio di cose.
Primo. Tutto vorremmo essere competitivi in Europa ma occorre prendere atto che il gap economico dell’Italia vs i vertici europeo è ampio: diritti tv che valgono pochissimo, stadi di proprietà pochissimi, strutture per giovani inadeguate, ecc. Di questa cosa risentono tutti i club italiani, salvo avere un proprietario alla El Khelaifi che se ne frega e immette soldi proprio a fondo perduto (ecco il concetto di buttare soldi) per questioni di prestigio personale. Anchec se gioca in un campionato povero.
Secondo. Il concetto di investimento nel calcio è particolare, essendo su uomini che oggi valgono 10 e domani potrebbero valere 50 così come 0. Se si ritiene che investimenti debbano produrre ritorni anche per proprietari (per i tifosi è diverso) devi provare a spendere su chi crescerà di valore, quindi più su 21enne Diouf che sul 35enne De Bruyne. Perché se uno cresce di valore vuol dire che sta facendo bene, e se fa bene squadra ottiene risultati e può provare ad ampliare ricavi (che però devono essere commerciali, non solo premi sportivi per loro natura volatili, per cui ci vuole tempo).
Idealmente, ovvio, deve essere un mix per avere squadra con giusta dose di esperienza ma anche capacità di valere di più domani, sia tecnicamente sia economicamente.
Quindi, per me, il percorso intrapreso quest’anno è finalmente giusto. Poi che sia di successo sin da subito dipenderà dalla bontà delle scelte fatte.
Dimentichiamo epoca in cui meriti e demeriti erano legati solo a quanti soldi metteva una proprietà, dove Berluska e Moratti, ma anche Cecchi Gori e Cragnotti, facevano a gara a chi metteva piu soldi indipendentemente da quanto produceva la loro squadra.
Oggi dipende sempre più dalla capacità delle dirigenze.
"Mi piace""Mi piace"
Anch’io dico un paio di cose:
Prima di tutto non è che ‘vorremmo essere competitivi inn Europa’
In questi anni SIAMO STATI competitivi in Europa.
E questo anche se “il gap economico dell’Italia vs i vertici europeo è ampio: diritti tv che valgono pochissimo, stadi di proprietà pochissimi, strutture per giovani inadeguate”.
Di chi il merito? Di tutti. Quindi anche della dirigenza. Tanto più che solo noi siamo rimasti competitivi in Italia e contemporaneamente in Europa.
Non voglio una proprietà che butti via sodi e neppure una proprietà che ci guadagni. Non direttamente, almeno.
Ma per conto mio il problema non è il valore di mercato del singolo giocatore che conta, ma i risultati della squadra..
Il problema, con 40enni o con ventenni è arrivare anche quest’anno in finale di Cl, altrimenti si che perdi un sacco di introiti, (premi, botteghini, sponsor ecc). altro che la differenza tra Diouf e Debruyne.
Il mio problema è prendere un giocatore che mi aiuti a vincere, non prendere un giocatore che non posso far giocare perché non è pronto, ma se l’ho pagato 6 magari fra tre anni lo venderò a 10, guadagnandoci 4.
No sono l’unico a pensarla così, il che non vuol dire che io abbia ragione. Sarri: “Società vuole squadra giovane, a me dell’anagrafe non frega niente”.
Io sono d’accordo con lui, non voglio un giovane o un vecchio, voglio uno forte. Se il giovane forte per costi è inarrivabile, benissimo il vecchio forte.
"Mi piace""Mi piace"
Dipende sempre dal punto di partenza: se ho una squadra giovane, vorrei venisse immessa esperienza. Se ho una squadra esperta vorrei venisse immessa intensità. E valore per il presente/futuro.
“Non voglio una proprietà che butti via sodi e neppure una proprietà che ci guadagni. Non direttamente, almeno”. Quindi che spenda ciò che incassi….è grosso modo quanto credo verrà fatto.
Con un mix diverso tra stipendi/cartellini/valore degli asset materiali (stadio…che aumenta i rcavi ma….va costruito e pagato).
Ti faccio l’esempio di Moratti: spese enormi sul mercato (no stadio, no centro giovanile….), grandi giocatori arrivati, e tifosi ovviamente gasati (io per primo eh).
Ma brand Inter e sconseguentemente i ricavi sono cresciuti? Non mi pare…la storia dice un sacco di soldi (suoi, a fondo perso) che lo stesso Moratti ogni anno doveva immettere per ripianare perdite. Eppure quell’Inter ha vinto tantissimo, filotto scudetti, CL, cope Italia, ecc. Ma …..continuava a perdere denari tanto poi da essere costretto a cedere. Come mai i ricavi non sono cresciuti visto che il prestigio c’era (diamine, vittoria in CL dopo mezzo secolo)?
Perchè se faccio bene uno o due anni in CL prendo i premi di quegli anni, ottimo, ma è ben diverso far crescere in modo strutturale le entrate commerciali. Perchè? Per tanti motivi, tra cui quello di giocare senza uno stadio di proprietà (dove i brand cambiano ogni settimana), in un campionato che ha poco interesse all’estero (si veda diritti tv), in un paese in cui il materiale tarocco la fa da padrone, ecc.
La stessa identica cosa è capitata al bilan: loro addirittura con ancora più prestigio internazionale vito le CL vinte ma, post Berlusconi, finiti in mano ad…un fondo maericano come il nostro. Perchè? Perchè società era finanziariamente messa male nonostante il prestigio sportivo.
Il tifoso – me compreso – sogna Moratti come il laziale sognerà Cragnotti ma la realtà è differente.
Ribadisco, spero Oaktree ceda presto la società perchè in Italia, per avere i cd campioni, unica strada è avere un presidente mecenate che “butti” soldi propri: l’esempio è il psg. Che figurativamente ha conti in ordine perchè la galassia qatarina immette una quantità enorme di risorse sotto forma di sponsorizzazioni. Se, tuttaviam domani decidesse di disimpegnarsi, o trova un facoltoso come lui o la squadra si ridimesionerebbe all’istante perchè gioca in un campionato periferico come il nostro. Nonostante il blasone derivante da vittorie in serie. Ma alla fine non è semplice “sostituire” i milioni che ogni anno arrivano dal Qatar proprietario con sponsor “normali”.
Quindi, capisco sia complesso, nel mondo di oggi con csoti lievitati enormemente la componente economica deve essere considerata al pari di quella tecnica. E qui il sentiero si fa più stretto. La capacità di stare ai vertici in Italia dipenderà sempre più dalla capacità dei dirgienti di innescare un circuito virtuoso tecnico-economico.
"Mi piace""Mi piace"
Mi spiace, non mi convincono per nulla i tuoi ragionamenti.
Quando io faccio un confronto con il 2020 mi rispondete che è preistoria.
Invece il confronto con il 2010 va bene…
All’epoca di Moratti i premi CL e gli incassi ai botteghini erano ridicoli rispetto a oggi
Non c’erano i premi distribuiti dal mondiale per club ai quali hai accesso se sei fra le top in Europa.
Lo sponsor era Tronchetti Provera, oggi gli sponsor (finché sei ai vertici) sono molto più numerosi e più …generosi.
Ovvio ch non puoi metterci i soldi che mettono PSG o Arsenal, ma devi metterne a sufficienza per essere competitivi con loro.
Se ti confondi nella mediocrità il record di introiti per l’Italia che hai fatto quest’anno te lo sogni.
Per questo oggi a mio parere è meglio fare due finali ravvicinate di CL che vincere due scudetti.
Il problema non può essere investire poco e incassare poco.
Il problema è investire il necessario per mantenere sempre alti e magari aumentare gli introiti e pr ottenere titoli di merito sportivi a livello internazionale, che è poi la stessa cosa: senza gli uni non ci sono gli altri e viceversa.
Il problema è: sopravvivere prendendo un Diouf e sperando nel futuro o provare a restare con le big prendendo Lookman e Koné, per guadagnarci anche finanziariamente subito? Quando investi il rischio di impresa c’è sempre e nel calcio è più elevato.
Mettiamo che Palestra sia fortissimo come dicono (io non lo so). Se invece che prenderlo tu va a Roma Milan juve o Napoli e tu prendi uno giovane che ha una quotazione bassa, tu ti indebolisci e l’avversario si rafforza. Per anni.
Se arriva il PSG e lo paga 100 milioni mi arrendo. Ma se lo può comprare il Milan a 40 e io ne ho bisogno, lo posso comprare anch’io. Devo poterlo fare. Altrimenti abdico a ogni ambizione, vado sempre sulle scelte di secondo livello, che una volta potranno essere indovinate, ma se la competenza conta, deve essere un’eccezione.
Il problema è: vuoi un negozietto con i conti in equilibrio o un grande negozio con i conti in equilibrio? Se vuoi il secondo, devi investire.
Per me se oggi il valore attestato dalle grandi banche internazionali è di 1.200/1300 miliardi e Steven l’ha comprato per 300, siamo sicuri che se avesse avuto la possibilità ‘politica’ di saldare debiti e prestiti, poi cedendolo ci avrebbe perso così tanto? (ma nel contempo la sua azienda ha anche goduto degli effetti indiretti de traino pubblicitario costituito dai successi dell’Inter)
"Mi piace""Mi piace"
Nel weekend si giocavano, a un tiro di macchina da casa mia, 3 partite delle nostre giovanili, tra cui due derby
Due le ho viste, la terza (il derby u17) non mi è stato possibile
I risultati sono stati positivi (due vittorie e un pareggio, di cui una vittoria e un pareggio nei due derby).
Eppure ancora adesso sono a chiedermi quale sia la linea seguita dalla società.
Intendiamoci, da tempo mi è chiaro e credo sia condivisibile, che la priorità rispetto ai risultati viene data all’accelerazione del percorso di crescita dei ragazzi più interessanti.
Ma credo che qualche volta si esageri.
Partiamo dal derby Primavera: hai fuori Iddrissou per squalifica e rinunci – magari alcuni erano infortunati, ma non tutti -a diversi titolari: per esempio tre difensori con l’aggiunta di un terzino destro spostato a sinistra, e qualche altro giocatore che ultimamente ti ha risolto partite complicate.
Vai sotto di due gol, nella ripresa fai qualche cambio ‘di peso’ e la pareggi.
Va bene così, per carità.
Anche se, più in generale, c’è la conferma che non stiamo attraversando un buon momento a livello di Primavera..
Domenica alle 11 a Interello va di scena per l’U18 Inter Frosinone, che sarà seguita, alle 13.30 dal derby u17.
Il Frosinone sta in basso in classifica e comprensibilmente schiera tutti 2008.
L’Inter tra campo e panchina inserisce in distinta sette 2009.
Per carità, basta e avanza (infatti finisce 5-0). ma il problema è un altro.
Handanovic nel derby che si giocherà dopo due ore circa perde sette potenziali giocatori, che devono essere…abbastanza forti se hanno fatto il salto di categoria.
Alla fine hanno avuto ragione loro, perché vinciamo anche il derby (3-1), però sragionando da tifoso qualche perplessità mi resta.
Cominciamo dal derby U20
Nel primo tempo, il Milan onestamente si rende molto più pericoloso, aggredendo alto, con grinta e intensità e mettendo in luce qualche ottimo prospetto (Lontani su tutti).
I rossoneri approfittano anche dell’inadeguatezza della fase difensiva nostra: quattro possibili titolari mancano (Bovio Garonetti Mackievitz e Marello), a sinistra va Ballo, che ha sempre giocato a destra.
Per di più Della Mora e il mio ‘Pit’ La Torre non appaiono in gran giornata.
Così è Taho a meritare i primi applausi con due ottime parate su Lontani e poi sulla ribattuta ravvicinata di Manccioppi.
Nella prima mezz’ora andiamo al tiro pericolosamente solo una volta, al 5′ con Mosconi.
Loro prendono il sopravvento e, inevitabile, arriva il gol, siglato dal migliore dei milanisti, Lontani, che di testa supera Taho.
Nessuna reazione dei nostri, messi sotto largamente dalla migliore fisicità e aggressività dei rossoneri che raddoppiano ancora con un cross, questa volta di Lontani, sfruttato alla perfezione da Perera, sempre di testa.
Nell’intervallo il mister aggiunge peso dietro, inserendo Breda e Marello e spostando a destra Ballo
Poco dopo anche La Torre, che per la prima volta da…anni ho visto in difficoltà, viene sostituito da Mancuso.
Con anche il quarto cambio (entra El Mahboubi) la partita si trasforma.
Naturalmente può influire anche un certo rallentamento degli avversari, che non potevano continuare sul ritmo iniziale.
Finalmente proprio Mancuso controlla in area un traversone di Ballo e insacca di precisione.
Un incontenibile Lontani avrebbe la palla per chiuderla, ma Taho, in tempestiva uscita devia in corner la conclusione del milanista.
Ora c’è solo l’Inter: prima El Mahboubi di testa manca di poco il bersaglio, poi una conclusione di Pinotti deviata da Mancuso obbliga il portiere Faccioli a un intervento strepitoso.
Sembra finita, ma proprio allo scadere dei tempi regolamentari un grande El Mahboubi pesca benissimo in area Zarate che controlla e infila di precisione.
Senza compilare pagelle, diciamo che Taho è stato pienamente all’altezza della situazione, Della Mora Nenna e Peletti hanno incontrato qualche difficoltà di troppo, Breda ha dato centimetri e solidità, Marello si è confermato fondamentale e Ballo riportato a destra è stato un fattore.
I centrocampisti hanno subìto un po’ ritmo e aggressività dei rossoneri e si sono ripresi solo alla distanza, dopo l’ingresso di Mancuso.
Davanti Mosconi si è visto poco, Kukulis non è quasi mai stato in partita e Zouin, migliorato alla distanza, ha reso meno di quanto ci aveva abituato.
Fondamentale dunque l’ingresso di Mancuso, Breda, Marello ed El Mahboubi; positivo anche se per pochi minuti, il contributo di Pinotti
E veniamo a Inter Frosinone U18
Fautario schiera:
Lleshi
Lissi Pavan Donato Sori
D’Agostino Putsen Virtuani
Grisoni Strand Vukoje.
In panca
Adomavicius,
Moranduzzo,
Benatti
Arntzen
Cattaneo
Konteh
Carrara
Franchi
Vukaj
Konteh e Carrara hanno sostituito il ‘Griso’ e Strand, dopo pochi minuti della ripresa.
Poi sono entrati anche Moranduzzo, Benatti, Cattaneo e Franchi.
Il risultato non è mai stato in discussione, anche se il primo tempo si è chiuso solo sul 2-0, ma loro erano molto rinunciatari e non hanno creato neppure un pericolo.
Nella ripresa, soprattutto all’inizio si sono aperti di più e qualcosa hanno tentato, ma poi i nostri cambi e la loro stanchezza hanno avuto il sopravvento.
Alcuni dei nostri hanno giocato davvero una grande gara, anche se va considerato il livello modesto degli avversari.
Pagelle
Lleshi:
sempre molto sicuro e affidabile
6.5
Lissi:
corsa e potenza.
Attento in marcatura, buono quando c’è da spingere.
6.5
Pavan:
In coppia con Donato non consente mai alle punte avversarie di avvicinarsi alla porta.
6.5
Donato:
io mi sbilancio.
E’ un 2009 non credo all’esordio ma certo alle prima partite con i 2008.
Gioca con vistose fasciature che mi fanno temere, ma non ne risente proprio.
Dominatore assoluto della sua area, segna due gol e ne manca di un soffio un terzo.
In prospettiva, tra i più interessanti di tutto il settore.
8
Sorino:
ho una particolare passione per questo giocatore. Velocissimo, molto abile sia nel proporsi sia con la palla nei piedi, ti fa divertire.
In prospettiva l’unico problema mi sembra la forza che potrà mettere. Più avanti l’agilità e la scioltezza di corsa non basteranno, a certi livelli.
7
D’Agostino:
giocatore ormai completo.
Può giocare da mezzala o da trequartista, ha piedi buoni visione di gioco e forza sufficiente per la categoria, come mostrano gli 8 gol e i numerosi assist all’attivo.
7
Putsen:
Dino mi piace moltissimo, è un play che contrasta, corre, dà ordine alla manovra e sa trovare giocate importanti.
7
Virtuani:
Marco, meglio noto come Virtu, quando è ispirato diventa una sentenza.
Col Frosinone risulta immarcabile.
Movimento continuo, inserimento con i tempi giusti giocate ispirate.
Il suo gol sblocca la partita, poi due assist per i gol successivi
7.5
Grisoni Fasana:
Il ‘Griso’ non è in una delle giornate più felici, anche se il suo apporto in fascia, per aprire il castello difensivo dei ciociari, resta apprezzabile
6
Strand:
E’ un giocatore strano, non…strand.
Sicuramente ha delle potenzialità ma al momento stenta a metterle a frutto.
Gran fisico e ottimo nella difesa della palla, incide poco nel gioco.
Secondo me bisogna lavorarci e avere pazienza.
Certo che quando entra ‘Carra’ la pericolosità davanti cresce molto
6
Vukoje:
Elemento che ha colpi notevolissimi.
Manca un po’ di ritmo, intensità, è piuttosto compassato. Ma ha fisico e abilità.
Lui è più offensivo, ma per certi aspetti mi ricorda un po’ Topalovic.
Al suo attivo un gol e un assist. Oltre a diverse belle giocate
7
Subentrati:
Carrara:
è sicuramente molto più pronto (ha anche un fisico più compatto e potente del longilineo norvegese Strand).
Con il suo ingresso l’attacco cambia marcia.
Nove gol e due assist all’attivo finora.
7
Gli altri subentrati hanno fatto tutti più che bene.
"Mi piace""Mi piace"
In quegli anni il Ronaldo vero veniva ceduto per meno di 40 mn: minori incassi ma costi infinitamente inferiori.
“Se avesse avuto la possibilità ‘politica’ di saldare debiti e prestiti….” infatti la mia speranza era che fosse il nostro El Khelaifi per volere politico cinese: mostrare al mondo che la Cina poteva dominare a livello calcistico anche in Europa. Ma non c’entra nulla con il circuito virtuoso da te citato: spendo e mi arricchisco. No, spendo e uso soldi miei. E pazienza se poi che ho immesso alcuni miliardi mi trovo a cedere Inter per 300 mn: ho vinto faxendo brillare la mia reputazione, i soldi non sono un problema.
Troviamo un proprietario così e il mercato tornerà ad essere dominante. Ma va trovato qualcuno come El Khalaifi che….casualmente non si è presentato quando Inter “veniva via” per 300/400 mn quando valeva oltre un miliardo. Ti sei mai chiesto perchè? Eppure è semplice: spendi, vinci, aumenta il valore. No, non è affatto così semplice.
Ripeto, da tifosi presidente mecentate è e resterà il top ma in assenza bisogna usare anche la logica economica.
Certo che se Palestra diventasse cedibile per standard italiano ovrrei venisse da noi: il punto è che tu lo voressti come backup di Dumfries tenendo anche Darmian (o magari Perisic) per ogni evenienza. Comef a un Chelsea o un Liverpool che ha Frimpong, magari prende Dum perchè piace al tecnico olandese di turno e poi investe sul Palestra di turno prestandolo magari in giro.
Invece qui se arriva Palestra per 40 mn è perchè parte il titolare di turno. E se il prezzo lievita a 60 va fuori dall’Italia. Stop.
Diouf e Sucic sono arrivati ma non consideri che Chala, Micky, Barella, Zelinski e anche Frattesi sono rimasti. Se un big fosse uscito è chiaro che sarebbe stato diffiicile pensare di innestare uno come Sucic titolare in pianta stabile. Il problema è che il tempo per questi big sta scadendo ed è semplicemente qui che io avrei auspicato di sfruttare sin da prima la finestra temposrale per crearsi dei validi profili interni.
Magari fra 2 anni Sucic diventa forte si scrive ….ecco, falli passare questi due anni dando a Suci la possiiblità di inserirsi in modo graduale. Per me si sono persi anni preziosi, speriamo di essere in tempo.
"Mi piace""Mi piace"
Niente da fare: non riesco a condividere nulla del tuo pensiero, per quanto mi sforzi e continuo a credere che o non mi spiego o tu travisi il mio di pensiero.
Intanto è ovvio che tutto 15 anni fa costasse meno, ma continuo a pensare che oggi incassiamo di più, oltre all’inflazione, perché ci sono premi molto superiori per la struttura della CL e perché non c’era il mondiale.
E facevamo fatica a trovare uno sponsor decente perché non avevamo la visibilità mondiale di oggi: una CL si può vincere, essere dopo tre anni al terzo posto nella graduatoria Uefa è altra cosa.
Al coso non ha preso l’Inter per un sacrosanto motivo: l’inter non era in vendita fino all’ultimo Steven ha cercato di tenersela e quando non c’è riuscito è diventata di proprietà altrui, Poi probabilmente non l’avrebbe presa comunque perché aveva già il PSG e perché verosimilmente il mondo arabo ha un maggio intreccio d’affari con l Francia. E Parigi assicura maggior interesse nel mondo rispetto a Milano.
Tu continui con la storia che io vorrei proprietari che ci rafforzino e ci guadagnino. Io non ho mai detto questo. Io dico che se uno investe bene alla fine non ci perde. Invece se non riesci a mantenere le posizioni sportiv eci perdi sicuramente.
venisse palestra io mi terrei Dumfries, ma potrei cedere L. Henrique e non rinnovare Darmian.
In ogni caso noi viviamo ancora adesso sugli investimenti fatti da Steven
Se venisse Palestra (sempre che sia forte) io mi terrei Dumfries, ma potrei cedere L. Henrique e non rinnovare Darmian.
comunque questi (cosa farei io…) sono discorsi da bar. Io so che una proprietà seria se palestra va in Italia, lo porta all’Inter. Se poi va al PSG, amen. Sempre che sia davvero forte, almeno come bastoni o barella quando li abbiamo presi. Pensa se per la….accortezza della propietà oggi Bastoni e Barella giocassero nella juve, nel napoli o nel Milan…
"Mi piace""Mi piace"
Grande tale Angelo su X: “Ultima settimana di mercato, arrivato a fine gennaio a +5 sul Milan, +9 su Napoli e Roma e +10 sulla Juventus. Cristian Chivu sta facendo il massimo, sta andando oltre le più rosee aspettative: adesso l’Inter lo supporti con un colpo all’altezza dell’obiettivo”
"Mi piace""Mi piace"
Jakirovic:
“Mi piace Bastoni perché gioca nella mia stessa posizione e l’ho visto in diverse partite”
Che strano, questo non ha paura di venire all’Inter anche se…c’è Bastoni
"Mi piace""Mi piace"
Mi arrendo, veramente.
Impossiible spiegare le cose a chi per principio non vuole capire e cambia regolarmente le carte in tavola.
Commenterò soltanto le partite cercando (a fatica lo ammetto) di ignorare tutto il resto.
In attesa della prossima lamentela…. perchè una volta non va bene il saldo di mercato, poi non va bene la spesa per gli acquisti (quando il ns saldo è più negativo degli altri), poi non vanno bene gli stipendi (quando uno ingaggia de bruyne,….ma prima non contavano e non erano investimenti), poi i campioni costano 70 mn, poi non è vero perchè possono costare anche 0, poi con i P0 cosa vuoi prendere….
In sostanza un pianto greco costante per cui introno tutti spendono e tu no. Se ti piace vivere così fai pure.
A morte i proprietari, organizza una colletta e compra Inter perchè è molto semplice: vale 1,5 mld, magari 2, magari 3 a seconda del momento. Per cui basta spendere e poi i soldi rientrano, non servono capitali, basta fare prestiti come faceva Zhang.. Chissà perchè non ci ha pensato ancora nessuno, veramente incredibile.
Io spero sempre nel miracolo di riuscire quanto meno a qualificarmi in Champions League restando davanti alla Roma poiché Ferguson, Dybala, Soulé e Dobvik è un attacco che non ci possiamo permettere. Sono un ottimista, portate pazienza
"Mi piace"Piace a 1 persona
E’ vero, sei ottimista. Io non sono sicuro che con le prove che ci aspettano (almeno 3 partite spareggio di CL), 9 punti sulla quarta bastino.
Quanto al resto sono tutte tue abili deformazioni. Io ha sempre detto e lo dico ancora, che a me interessa solo che prendano almeno un campione vero all’anno. Se costa 60/70 milioni. Se non hanno soldi per comprarlo, due o tre campioni a PO mi vanno benissimo.
Tutti gli altri concetti esposti non mi apaprtengono
"Mi piace""Mi piace"
Con tutto il rispetto deformazioni a me non lo dici.
Tu che cambi carte in tavola ogni tre minuti a seconda della convenienza, parli di deformazioni? Questo non lo accetto.
Rileggi cosa hai scritto prima di lanciare accuse sugli altri: troverai incongruenze clamorose
"Mi piace""Mi piace"
Raffaele Caruso, articolo di fondo su FC internews
“Nonostante questo scenario, non tutto va bene. Se c’è una classifica in cui l’Inter è ventesima in Serie A, è quella del mercato. È inaccettabile che Chivu e la squadra non vengano aiutati dai vertici
L’unica cosa che sostengo da quando c’è l’attuale proprietà è proprio questa, ma….sono pieno di incongruenze.
Invece lo ribadisco: non sono un contabile, sono un tifoso. Mi piacerebbe che anche la mia squadra si rinforzasse, come fanno le rivali. Tutto il resto son forzature dialettiche di chi non vuol capire il senso ultimo
"Mi piace""Mi piace"
Per la prima volta, forse, l’U23, impegnata in casa della seconda in classifica, mi è davvero piaciuta.
Il lavoro di Vecchi comincia a vedersi: anche nella prima mezzora del secondo tempo, quando i Lecco l’ha messa sulla forza, per cercare di pareggiare, la squadra ha tenuto il campo, non concedendo quasi nulla agli avversari.Piuttosto evidente la superiorità tecnica dei nostri così come il gap in termini di forza che i nostri più giovani pagano nei confronti degli avversari di categoria.
Sono contento se arriveranno entrambi i difensori croati (che non ho mai visto giocare). Sono giovani e sembra siano inseguiti da tante squadre importanti in Italia e fuori. Per me si deve investire sui molto giovani, che poi possono allenarsi con la prima squadra e giocar regolarmente in C. Se valgono davvero, in poco temo faranno il salto.
Ribadisco il mio punto di vista: per la prima squadra servono certezze.
"Mi piace""Mi piace"
Credo di poter dire se il mio pensiero è stato riportato fedelmente o travisato, nella sua essenza di fondo, senza offendere nessuno
"Mi piace""Mi piace"
Sembra che si muova qualcosa a livello di mercato, Diaby non lo conosco qualcuno sa dirmi di che tipo di giocatore si tratta ?
"Mi piace""Mi piace"
Se ben ricordo ai Villans era esterno offensivo amante del gioco a piede invertito (dovrebbe essere mancino).
Così di pancia non so quando possa adattarsi ad un 352 a tutta fascia però potrebbe essere una soluzione che offre spunto sui 20/30 avversari. Gli arabi lo hanno pagato circa 60 mn l’anno predente, per cui dovebbe essere valido.
Se uscisse LH ed arrivassero lui e un esterno più classico ci saremmo sicuramente rinforzati. Vediamo se i diktat venduti dalla gazzatta sulla ns politica potranno essere, dopo Akanji, nuovamente sovvertiti
"Mi piace""Mi piace"
grazie Roberto, speriamo che se viene preso sia un upgrade
"Mi piace""Mi piace"
Marotta afferma che le percentuali sono minime perché il giocatore è stato coinvolto in una transazione onerosa solo recentemente…..forse dovrebbe dire le cose come stanno e cioè che oaktree da il via libera all’operazione in prestito purché si soddisfino due requisiti:
a) la cifra per il prestito deve oscillare tra i 20 e i 30 mila euro con clausola di acquisto che deve restare tra 1 e 5 milioni
b) lo stipendio deve essere pagato per il 99.9 % dalla società proprietaria
Oaktree ha contestualmente precisato che a fronte della generosa concessione utilizzata per acquisto e stipendio richiede nei prossimi mesi un ritorno economico solo del 1000%.
Mi scuso per il sarcasmo ma qui si discute del nulla, ed è meglio fare ironia piuttosto che parlare di questa proprietà e della sua malafede, visto che a questi livelli e in modo così marcato non si puo parlare di incompetenza. Detto questo, la squadra e la dirigenza stanno facendo tutto il possibile, per quanto facciano errori
"Mi piace""Mi piace"
Splendidi ragazzi e mister nonostante gli avversari sul campo (davvero forti) e fuori campo (soprattutto quelli in casa staranno soffrendo)
"Mi piace""Mi piace"
ecco ..proviamo a smettere ,almeno per un attimo, con la storia dei 25 ml e tutte le menate che ci ruotano attorno…. e che tra l’altro noi non possiamo conboscere.
"Mi piace""Mi piace"
Cedereste Chala per far spazio a Stankovic come titolare la prossima estate?
"Mi piace""Mi piace"
Esatto, non possiamo conoscere, altro che verità scolpite su pietra.
Tra l’altro il mal costume si conferma comune a tutti i club italiani: il Napoli è di fatto costretto a far giocare Vergara a 23 anni (non 17) e magicamente si scopre che il ragazzo può anche essere il migliore di un match di CL, contro il Chelsea peraltro.
Fabregas avrà anche torto ma il dubbio legittimo su certe scelte (non diktat) – da parte tutto il ns movimento o quasi, sia ben chiaro – a me rimane
"Mi piace""Mi piace"
il 23enne Vergara è stato il più bravo. il Napoli è andato a casa. Prima di giocare col Napoli è andato in prestito a Pro Vercelli e Reggiana
I fatti sono fatti. poi si può dire ciò che si vuole. Io di nostri giocatori presi da Oaktree a più di 25 milioni, non ne conosco. ma forse con l’età sono troppo distratto.
Ma avete ragione, mi arrendo per sfinimento
"Mi piace""Mi piace"
secondo l’ultimo Global Transfer Report pubblicato dalla Fifa. Sono stati spesi 13,08 miliardi di dollari nel calcio professionistico maschile, la cifra più alta di sempre. Il Como è il club italiano – continua su: https://www.fcinternews.it/news/i-global-transfer-report-i-como-club-piu-spendaccione-della-serie-a-seguito dal Milan
"Mi piace""Mi piace"
post inviato
"Mi piace""Mi piace"
Prima o poi ,anch’io finirò io per arrendermi per sfinimento :) .Che poi, la diversità di opinioni è come “il sale “per un blog ,per una discussione,però poi…ognuno resti sulle proprie convinzioni e ….andiamo avanti,gustiamoci questa bella vittoria. per quanto mi riguarda ,nel corso degli anni,ho assorbito meglio le sconfitte,quando ritenevo di avere una Società solida ed una Dirigenza all’altezza e quindi intenzionata a restare competitiva
"Mi piace""Mi piace"
Scusate, dimenticavo che se nel calcio uno è andato in prestito fino a 23 anni era perché non era sicuramente pronto, l’errore dei professionisti non è contemplato così come eventuali interessi laterali (diciamo cosi).
Se invece a Niscemi vengono date le autorizzazioni a costruire in un’area a rischio sono sicuramente errori (e tangenti).
Le cose non le sappiamo in entrambi i casi eh, ma in un caso è errore certo nell’altro la giusta scelta è altrettanto sacrosanta.
Eppure i fatti dicono altro
"Mi piace""Mi piace"
Post ricevuto Luciano, lo pubblico o stasera o domattina!
"Mi piace""Mi piace"
Emiliano, ci sono diversi errori di battitura. Se hai tempo, correggili. Grazie
"Mi piace"Piace a 1 persona
Ciao Luciano, come sempre, mi sono letto il post prima di pubblicarlo (non per correggere gli errori, ma prima di tutto per… leggerlo!) e non ho trovato al solito errori particolari. Qualcosa può essere sfuggito, ma sono sicuro che i nostri lettori saranno nel caso comprensivi :) Post online! https://buu.zone/2026/01/29/un-gruppo-di-valore-assoluto-umano-e-calcistico-borussia-dortmund-inter-0-2/
"Mi piace""Mi piace"