
Foto: Lautaro Martinez esulta dopo la rete decisiva nel derby. Il “Toro è scatenato: “quando vede rosso(nero) non lo fermano né le banderillas, né i toreri più arcigni.”
Dal mio punto di vista questa partita ha fornito ulteriori importanti conferme a valutazioni che concernono sia le qualità e i limiti dell’Inter attuale, sia il ‘modo’ di leggere i fatti calcistici
Parto dal secondo elemento con un ragionamento su Pioli.
Il mister rossonero era celebrato come un fenomeno (solo dai milanisti, per la verità) quando aveva portato i rossoneri a vincere un campionato sicuramente ben giocato, ma anche accompagnato da una importante dose di fortuna.
Cito solo tre fatti, OGNUNO DEI QUALI, DA SOLO, DECISIVO:
- il rigore fallito dai nostri nel derby d’andata,
- il fallo su Dzeko che ha originato il pareggio (e poi il sorpasso) dei rossoneri nel derby di ritorno,
- la sfortunata coincidenza del rinvio di Bologna – Inter che è andato a complicare un periodo per noi colmo di impegni onerosissimi e poi ci ha visto soccombere per un errore clamoroso di Radu.
Naturalmente Pioli e la squadra rossonera ci hanno messo del loro perché non basta qualche episodio che gira bene per vincere un campionato.
Il loro mister è stato bravissimo a ottenere il massimo dai suoi sia a livello individuale sia per le sue scelte tecniche e tattiche e per la carica psicologica con cui ha affrontato le partite finali e decisive.
L’uno a zero in trasferta a Napoli oltre alla rimonta nel derby hanno sicuramente costituito la svolta cruciale. Ma poi i rossoneri sono riusciti a vincere altre partite anche soffrendo.
A distanza di tempo bisogna riconoscere che Pioli ha gestito bene il gruppo, che era forte ma non fortissimo, ottenendo il massimo rendimento possibile dai suoi ragazzi.
Era lo stesso Pioli cacciato dall’Inter per ‘manifesta incapacità’ secondo il ‘giudizio di Dio’ espresso dai tifosi e il Milan era solo una manica di scappati di casa, per gli stessi tifosi.
Che non coglievano la contraddizione: come può una manica di scappati di casa allenati da un incompetente, vincere lo scudo?
E’ lo stesso atteggiamento emotivo, senza mezze misure, di chi dice che Kuzmanovic o Gagliardini, per fare solo un esempio, sono chiaviche e non giocatori.
In realtà il Milan era un gruppo forte, più o meno sul livello dei migliori e aveva il vantaggio di essere uscito ai gironi di CL di non aver giocato la super coppa e di essere uscito presto dalla Coppa Italia.
Pioli ha saputo ottenere il massimo sia sul piano tattico (quanto è stato criticato per aver portato a casa risultati di misura, con… prudenza) sia sul piano della capacità di tener alta sempre concentrazione e determinazione dei suoi.
Insomma, aveva lavorato benissimo.
Oggi il Milan in circostanze diverse, accusa battute a vuoto simili a quelle vissute dall’Inter lo scorso anno, nel periodo buio, e Pioli diventa un incapace come allora lo era, per molti (e tornerà a diventarlo alla prima sconfitta) Inzaghi.
Sono i Soloni del calcio da tastiera o da schermo tv.
Quelli che non si spiegano perché il Milan nel derby abbia rinunciato alle sue prerogative ‘offensiviste’ (sic) per schierare una difesa a tre e una squadra troppo attendista e rinunciataria.
In realtà il Milan dopo la (stentata) vittoria di Salerno del 4 gennaio aveva ottenuto questi risultati:
- Milan – Roma 2-2
- Milan – Torino 0-1
- Lecce – Milan 2-2
- Milan – Inter 0-3
- Lazio – Milan 4-0
- Milan – Sassuolo 2-5
Due punti in sei partite e soprattutto 17 gol subiti nelle stesse sei partita.
Era evidente che per la fase che attraversava (e le cui cause possono essere indagate e conosciute solo all’interno della società) al Milan servisse un cambiamento volto a dare alla squadra maggior compattezza per evitare sfilacciamenti puntivi.
La stessa partita di supercoppa aveva dimostrato che al momento se il Milan fa la partita, noi lo infiliamo da ogni parte.
Pioli non si è ‘cagato sotto’ come dicono poeticamente molti tifosi, ma ha preso atto di una situazione che lui dal di dentro conosceva perfettamente. Proprio come quando in vantaggio risicato, e a corto di energie, che so, Inzaghi toglie una punta per un centrocampista o mette Gagliardini invece del talentuoso Asllani.
Non è mentalità perdente (se bastasse mettere tanti attaccanti per vincere, allora saremmo tutti grandi allenatori) è competenza e senso di responsabilità.
Significa che gli allenatori bravi non sbagliano mai?
Certamente sbagliano anche loro, per esempio Pioli nel primo tempo non è riuscito mai a far ripartire il Milan che si è trovato schiacciato.
Ma la partita di coppa aveva dimostrato che con un altro atteggiamento AL MOMENTO poteva andar peggio.
Dal mio punto di vista (di esterno incompetente) un errore potrebbe averlo fatto: schierare due punte vicine, agevolando nella marcatura la nostra difesa a tre, che invece va in difficoltà se viene aperta sulle fasce.
Ma bisogna vedere se aveva gli uomini, nella condizione attuale, per schierarsi così, perché per esempio i due terzini non hanno avuto la forza di ripartire, Tonali non ha avuto accelerazioni degne di nota e una delle due punte avrebbe dovuto in teoria prendere Calha in fase di non possesso, per limitare la qualità della nostra transizione offensiva.
Io ricordo sempre la frase di Brera, che ritengo fondamentale:
“Nella prima guerra mondiale l’Italia ha dimostrato di non avere una mentalità vincente perché ha evitato di occupare subito Vienna e invece ha scavato trincee difensiviste sul Piave.”
La stessa cosa (parlo della superficialità dei giudizi) vale naturalmente per Inzaghi, che lo scorso anno perdeva le partite facili, quest’anno perdeva quelle difficili, dopo il Barcellona ha ripreso a vincere le partite difficili ma anche a perdere o pareggiare quelle facili.
Dunque è un incapace, perché se la squadra ha la forza di eliminare il Barcellona, battere il Milan in Super Coppa e in campionato, battere il Napoli e l’Atalanta in campionato, devi vincere sempre o sei un incapace.
Che tutto sia molto più complicato, che nell’arco di nove mesi le situazioni cambino anche più volte, per quel che riguarda condizione atletica, capacità di concentrazione, accumulo di tossine nei muscoli, infortuni, quindi consistenza della rosa e tante altre situazioni, non sfiora affatto la mente dei critici da tastiera.
Io, nel mio piccolo e senza pretese ‘divinatorie’ mi sono fatto un’idea: che questa squadra, da dominatrice che era, dopo aver perso indiscutibilmente giocatori fondamentali che non ha potuto rimpiazzare in modo adeguato per motivi finanziari, (e dopo aver perso l’allenatore che per le sue caratteristiche di rullo compressore sui giocatori li spingeva ad andare persino oltre i propri limiti) è diventato un gruppo sempre forte ma ‘normale’ a livelli alti.
Questa squadra paga forse l’aver dovuto ripiegare su giocatori di primissimo piano ma non più integri come energie e l’avere dovuto completare con giovani non (o non ancora) di prima fascia.
L’Inter aveva un gruppo formidabile, con molti fuoriclasse e tanti buoni giocatori. Tra i primi metterei oltre a Lauti, Bastoni Barella, Hakimi, Perisic, Eriksen, Skriniar, anche de Vrij, e ovviamente Lukaku e Brozo.
Gli ultimi tre in questa stagione ci sono ancora ma per motivi vari hanno reso molto meno che in passato.
Se ci fate caso, si trattava di 10 giocatori di movimento, cioè l’intera squadra.
Oggi è sceso il livello complessivo dei titolari e, oltre a quelli rimasti al top, la stanno tenendo a galla (bene direi) giocatori di buona qualità come Calha, Dimarco, Darmian, Acerbi, o giocatori fortissimi ma in età come Dzeko e Mikhitaryan.
Asllani non è considerato ancora all’altezza delle sfide più importanti, Gosens, Dumfries e Bellanova per come vengono utilizzati sono considerati ripieghi.
Restano due gregari come Gaglia e D’Ambrosio, ma un conto è entrare in uno squadrone fortissimo, altra cosa è entrare in un contesto poco più che normale.
Poi c’è Correa, che certamente non vale il pur anziano Sanchez, ceduto per ridurre il monte ingaggi, come ha precisato il direttore.
Correa è stato un errore, il più importante. Su questo non ci piove.
Se teniamo presente tutti questi fatti che a me paiono oggettivi e ci aggiungiamo la perdita di un allenatore e di un preparatore atletico di straordinaria efficacia si capisce perché a me sembra che questo gruppo abbia fatto tutto sommato bene lo scorso anno e stia facendo bene nell’attuale stagione.
Siamo gli unici ad aver già vinto qualcosa e, oltre ad essere secondi in campionato, ad essere in corsa in tutte le competizioni.
Potevamo fare di più?
Certo, comperando anziché i giocatori di rendimento (Sanchez, Dzeko, Darmian, Mikhi, Acerbi, sulla carta Gosens) giovani sconosciuti che si rivelassero fenomeni come Kvara, i quali come è noto fioriscono a dozzine e si portano via tutti con poche lire.
Il Milan per esempio ha preso tanti giovani fenomeni sconosciuti, ma è 5 punti dietro di noi e negli ultimi tre anni ha vinto meno di noi.
La squadra che ci siamo potuti permettere ha (per me) qualche limite negli undici titolari e grandi limiti nella rosa.
Questo spiegherebbe perché la squadra stessa abbia sbalzi di rendimento sia in certe fasi della stagione sia, spesso, nell’ambito della stessa partita.
Diversi giocatori non riescono a esprimersi con lo stesso livello di rendimento per tre partite in una settimana e a reggere senza flessioni l’usura di annate in cui si va avanti molto in tutte le competizioni.
Anche gli altri hanno problemi? Non c’è dubbio, tranne in questa stagione il Napoli che, dopo 30 anni, è riuscito a trovare la squadra vincente.
La partita
Le cifre sono impietose, per il Milan.
- I tiri totali sono stati 15 a 4 per noi.
- I tiri in porta 4-0.
- Gli angoli 8-0.
- Il possesso 65 a 35.
- 5 ammoniti per loro e 2 per noi.
- Zero tiri in porta credo sia un record assoluto, per un derby e forse non solo.
Il dislivello nel primo tempo è stato ancora più marcato, ma noi vincevamo solo 1-0 e io temevo che accadesse la riedizione del ritorno dello scorso anno, quando sull’1-0 e in pieno controllo della partita abbiamo subito due reti per la compiacenza arbitrale e per un calo di tensione dei nostri.
Il calcio oggi è questo: una volta se dominavi per un’ora segnavi 3-4 gol e chiudevi la partita; oggi anche una superiorità netta, a certi livelli, raramente porta a situazioni definitive per cui basta un leggero calo, una distrazione e perdi punti preziosi
Sotto questo profilo qualcosa sembra cambiato per noi nell’ultimo periodo:
- Il 29 dicembre abbiamo vinto a Sassuolo per 1-0.
- Il 4 gennaio abbiamo sconfitto il Napoli per 1-0.
- Dopo la parentesi col Monza dove comunque la vittoria ci è stata scippata.
- Il 10 gennaio abbiamo battuto il Parma 2-1 in rimonta.
- Il 14 gennaio abbiamo battuto il Verona 1-0.
- Il 18 gennaio abbiamo battuto il Milan 3-0.
- Il 23 gennaio lo 0-1 contro l’Empoli.
- Il 28 gennaio la vittoria per 2-1 sulla Cremonese.
- Il 31 gennaio la vittoria per 1-0 sull’Atalanta.
- Il 5 febbraio la vittoria per 1-0 nel derby.
Su dieci partite abbiamo mantenuto intatta la nostra rete sei volte (compresi i match con Atalanta, Napoli e Milan due volte, particolarmente significativi).
Nelle stesse 10 partite abbiamo subito 5 gol.
In precedenza nelle 13 partite di campionato avevamo subito 22 gol e troppo spesso non eravamo riusciti a mantenere un vantaggio acquisito, facendoci pure ‘ribaltare’.
Qualcosa è sicuramente cambiato nell’Inter ed è stato decisivo per mettere a nudo le intervenute insicurezze rossonere.
Il cambiamento probabilmente ha una componente tattica, ma pure una atletica, psicologica e motivazionale, anche perché nel frattempo abbiamo solo iniziato il recupero dei lungodegenti campioni, Brozo e Lukaku.
Tuttavia il Milan, per quanto in crisi, resta una squadra forte e nel secondo tempo, con l’immissione di forze fresche, i cambi tattici e di atteggiamento, poteva crearci dei problemi, visto che non eravamo riusciti a sferrare il colpo di grazia.
Loro si sono resi un po’ più pericolosi, noi abbiamo faticato un po’ di più ad uscire.
Nel primo tempo loro ci aspettavano, preoccupandosi di chiudere la zona centrale e noi facevamo la partita, con intelligenza e senza rischiare nulla.
Nella ripresa hanno alzato il baricentro, immesso forze fresche e di qualità, ma noi abbiamo retto bene, concedendo loro solo un tiro verso la porta (parato da Onana ma destinato a perdersi sul fondo) e abbiamo sfiorato il gol più volte di loro (tra l’altro con il fuori gioco di Lautaro causato da un ciuffo di capelli troppo lungo e il gol annullato a Lukaku per motivi misteriosi. O forse no).
Però la beffa era in agguato sul rinvio sbagliato di Onana, su una leggerezza in disimpegno di Barella e sull’assurda ripartenza subita, che ha portato Giroud davanti alla porta, quando il francese per fortuna ha sbagliato il facile controllo.
Ai fini statistici queste situazioni non risultano, ma il calcio è impietoso: puoi dominare il match e poi subire per una disattenzione.
La squadra comunque aldilà dei singoli episodi ha saputo mantenere alta la concentrazione e ha giocato sempre con la ferocia di un gruppo in cui tutti si sacrificano per il bene comune.
Se recupereremo al top alcuni giocatori indispensabili e riusciremo a mantenere equilibrio tattico, ferocia agonistica, lucidità e, nei limiti concessi da un calendario impietoso per intensità di impegni, una buona condizione psicofisica potremo ancora ricavare da questa stagione buone soddisfazioni.
Giocatori di qualità, nonostante le partenze, ne abbiamo ancora parecchi: la loro gestione diventerà probabilmente determinante.
Le pagelle
Onana: mai impegnato seriamente, non ha dato un’impressione di assoluta sicurezza, anzi. Però io tifo per i miei giocatori, si chiamino Handa o Onana e li incoraggio.
6
Skriniar: non era facilissimo affrontare questa partita. Il pubblico una volta tanto ha aiutato un suo giocatore e lui che è una roccia ci ha messo del suo.
6.5
Acerbi: non capisco se l’accantonamento parziale di de Vrij dipenda dalla situazione contrattuale (conoscendolo penso che se ne andrà) o da una flessione di rendimento. Resta il fatto che lui non lo fa rimpiangere, anzi. Giroud non ha visto palla e l’unica che gli è arrivata per un nostro errore l’ha persa forse perché… terrorizzato dalla marcatura che lo ha sovrastato per tutti i 90’.
7.5
Bastoni: frenare Messias quando arrivava dalle sue parti non era difficile e Calabria in avanti si è visto poco. Così per un’ora ha potuto proporsi in attacco senza però riuscire a essere decisivo. Nel finale ha coperto con intelligenza la zona
6.5
Darmian: giocatore che non sarà un fenomeno, ma sa fare un po’ di tutto e lo fa con intelligenza e dedizione alla causa. In questo momento poi sembra in ottima condizione. Theo in pratica non si è mai visto, e questo non è poco.
7
Barella: prestazione di grande sostanza e rendimento, vince largamente il confronto con il suo dirimpettaio Tonali. Peccato per qualche eccesso di sicurezza dalle parti della nostra area, che poteva costare caro.
6.5
(Asllani:
sv)
Calha: prestazione di grande sostanza e qualità. Domina il centro campo, contrasta e suggerisce. Serve l’assist per il gol del Toro. Esce sfinito.
(Gagliardini:
sv)
Miki: grande qualità e intelligenza calcistica. Il fisico non è eccezionale, ma la testa (e i piedi) ancora si. Commette un fallo inutile che gli è costato l’ammonizione ma forse non era più lucido.
(Brozo: una ventina di minuti di ordinaria amministrazione ha bisogno di migliorare la condizione atletica e ritrovare sicurezza.
6)
Dimarco: spinge molto sulla fascia e costituisce sempre un pericolo per la difesa avversaria, anche se questa volta non gli riescono giocate decisive.
6.5
Gosens: in crescita continua, si batte bene nelle due fasi ed è spesso nel vivo del gioco.
6
Dzeko: sempre utile e nel lavoro di cucitura delle azioni e nell’alternarsi con Lauti per i recuperi senza palla. Non gli si presentano occasioni importanti
6.5
(Lukaku: rispetto alle ultime uscite sembra molto più in palla e determinato. Gli annullano un gol per una strattonata reciproca con il difensore. La sua crescita ci servirebbe come il pane.
6.5)
Lauti: Toro scatenato, quando vede rosso(nero) non lo fermano né le banderillas, né i toreri più arcigni.
8
All. Inzaghi: non sbaglia nulla, in questa gara, nella preparazione e nelle sostituzioni. Il difficile, per intensità e ravvicinatezza di impegni comincia ora. In bocca al lupo.
7
Come avevo preannunciato, una domenica con ben 4 partite (di cui tre delle giovanili, alle 11, poi alle 13.30 e alle 15.15 all’Enotria).
Quindi il derby.
Non c’è male considerando che dalle 8.30 alle 10.30 avevo portato il mio cane a correre nel Parco…
Avevo grandi attese per due delle tre partite delle giovanili (U17 e U15) mentre sull’U16 nutrivo molte perplessità.
Il tutto si è puntualmente confermato.
Nel frattempo è arrivata una brutta notizia da Torino, dove gli U18 hanno perso per 4-1 contro i granata…
Under 17: Inter – Udinese 4-1 (Mosconi 2, Spinaccè 2)
Dopo la sfortunata parentesi di Monza, l’Under 17 torna al risultato più consueto: una larga vittoria.
L’Udinese è una buona squadra, precedeva in classifica l’Atalanta, al momento del match ed è in lotta per i play off.
Nonostante questo i ragazzi di Polenghi hanno dominato la partita e il risultato non è mai stato in discussione, anche se una distrazione difensiva a un certo punto aveva permesso ai friulani di accorciare sul 2-1.
I nostri non si sono fatti prendere dal panico e hanno rimesso presto le cose a posto.
La squadra ha impressionato per il buon gioco espresso, ma soprattutto per le numerose individualità che a questi livelli devono esser ritenute di primissima fascia.
In porta c’era il forte Zamarian, ma in panca il non meno forte 2007 Biz.
Gli esterni bassi erano Della Mora e Cocchi (2007), due nazionali, ma dietro di lor c’era, tra gli altri, il fortissimo Re Cecconi.
Come centrale mancava Maye e giocavano Garonetti e Chiesa, con Granziera di riserva
A centrocampo c’erano Mancuso (un altro 2007) Zanchetta e capitan Tigani, ma era assente Venturini e in panca c’erano i forti Fois e Gaverini, insieme ad Ortelli.
Trequartista Pinotti che panchinava (si fa per dire) nientemeno che De Pieri.
Le punte erano Mosconi e Lavelli, ma dietro loro c’era solo… Spinaccè.
E sul campo si sono viste le qualità individuali dei giocatori citati, oltre che, naturalmente, l’efficace gioco collettivo.
Dopo una ventina di minuti scarsi conducevamo già 2-0 con doppietta di Mosconi (il secondo gol su assist favoloso del 2007 Mancuso).
Poi una traversa con palla che verosimilmente era entrata ma purtroppo qui non c’è la nuova tecnologica, qualche altra occasione, sfumata per errore nell’ultimo passaggio o per imprecisione nella conclusione a rete.
Dopo un inizio di ripresa in pieno controllo la disattenzione che portava i friulani a dimezzare lo svantaggio, al primo loro tiro in porta.
I fantasmi della gara sfortunatissima col Monza potevano riprendere ad aleggiare su Interello, ma ci ha pensato Spinaccé, appena entrato, a rimettere le cose a posto con una doppietta personale da vero bomber.
Siamo sempre primi con due punti sul Milan che spesso dilaga (ieri ha vinto 0-7 a Cagliari) ma il vantaggio sulla terza è salito a 9 punti e quindi la qualificazione diretta alle fase finali è a portata di mano
Anche in questo campionato, comunque si ripetono le dinamiche che spesso vediamo in serie A: squadre come il Monza che contro di noi fanno più della partita della vita e nella gara successiva perdono 3-1 contro il Venezia, penultimo in classifica e distaccato di una vagonata di punti…
Le pagelle:
Zamarian: sempre sicuro in ogni intervento, anche se si è trattato solo di ordinaria amministrazione.
7.
Della Mora: primo tempo di grandissimo livello, caratterizzato da incursioni efficaci e impossibili da frenare. Nella ripresa tira il fiato, fino alla sostituzione
7.
Garonetti: imbattibile sulle palle alte e ottimo anche nella transizione offensiva.
7
Chiesa: sicuro e autorevole nei contrasti e nella chiusura delle linee di passaggio.
6.5
Cocchi: quando ha un avversario che gli consente di attaccare lo fa come una punta esterna di grande valore. Solo che lui rispetto alle punte arriva in corsa da lontano.
7
Mancuso: grande partita sotto età. Movimento tecnica e intelligenza calcistica. Da mostrare nelle cineteca l’assist con cui pesca Mosconi.
7.5
Zanchetta: in grande crescita fisico-atletica, copre la difesa partecipa all’azione offensiva e calcia a rete con facilità.
7
Tigani: oggi per me il capitano è stato di una linea al disopra di tutti. Sa fare ogni cosa e le fa sempre tutte bene. Giocatore completo e intelligente. A voler essere pignoli gli manca forse un po’ di fisico.
8
Pinotti: finalmente schierato in pratica da trequartista, come piace a me e come il suo fisico e le sue doti di tecnica e agilità sembrano suggerire. Si esibisce in alcuni numeri di alta scuola che lasciano bene sperare per il futuro. Anche lui deve crescere fisicamente.
7
Mosconi: due tagli splendidi dimostrano che ci troviamo di fronte a un attaccante di assoluta qualità e con grande fiuto del gol. Marcatissimo, si muove bene per la squadra e costituisce sempre un pericolo per la difesa avversaria.
7.5
Lavelli: delle tre punte viste in campo è l’unica che non segna, ma in un complesso che da centro campo in su non abbonda di super atleti, lavora per la squadra in modo proficuo e encomiabile.
6.5
Under 15: Inter – Hellas Verona 2-0 (D’Agostino, Franchi)
Dodici vittorie in dodici partite per questa squadra che ha staccato la seconda (il Milan) di sei punti e la terza (Atalanta) di 10.
A livello nazionale, se confrontiamo gli altri gironi, per quanto poco attendibili sembrano questi ‘paragoni’ solo Empoli e Roma hanno compiuto un percorso che un po’ si avvicina al nostro.
A meno di sorprese la lotta per il titulo dovrebbe essere ristretta proprio alle due milanesi alla Roma e all’Empoli.
Il Verona non sembrava squadra particolarmente temibile, in relazione alla posizione di classifica, ma ha giocato una partita di contenimento, attenta e vigorosa, riuscendo a limitare i danni anche senza creare particolari pericoli.
L’Inter ha scelto di fare un po’ di turn over, ma anche in questo caso siamo in presenza di un gruppo ’completo’, nel quale i giocatori competitivi in categoria sono numerosi in ogni ruolo.
Per questa squadra le premesse mi sembra siano interessanti, in prospettiva, anche se bisogna tener conto del fatto che il processo di crescita ‘organica’ in questi ragazzi è appena iniziato e certo non tutti a sviluppo fisico atletico avvenuto manterranno le attuali condizioni di superiorità
Il Verona giocando a chiudere le linee di passaggio e a provare qualche ripartenza è riuscito a restare in partita sin quasi alla fine, quando al gol di D’Agostino (splendido tiro a giro dopo una bella azione collettiva) realizzato nel primo tempo, si è aggiunta la conclusione vincente ad opera del bomberino Franchi
La squadra, che ha lasciato in panchina tra gli altri i nazionali Farronato e appunto Franchi, ha ‘prestato’ ai 2007 la punta Carrara e non aveva neppure in panca l’altro nazionale Lissi, si è schierata con un efficace 433, a ’geometria variabile’ che le ha consentito di controllare agevolmente la partita, correndo pochissimi rischi e sfiorando altre marcature
Tra i pali, Mortarino è stato pochissimo impegnato
Gli esterni bassi, Moranduzzo e Sorino hanno dominato le fasce, mostrando soprattutto una capacità di progressione interessante.
Al centro della difesa Medina e Peletti hanno soffocato sul nascere ogni velleità degli attaccanti scaligeri.
Davanti a loro giocava La Torre, il meno offensivo dei centrocampisti, che ha dato equilibrio alla squadra e forza fisica nelle due fasi.
Virtuani è stato un po’ l’uomo ovunque, perché agiva su tutto il fronte d’attacco e si segnalava per mobilità e intraprendenza, mentre D’Agostino e Moressa cercavano soprattutto la giocata di qualità, non sempre riuscendoci per la compatta chiusura dei veneti.
Curcio si è mosso bene da prima punta, ma ha sprecato una buona occasione per chiudere prima il match quando si è trovato solo davanti Castellani che gli ha chiuso l’angolo di tiro ed è riuscito a deviare la conclusione del numero nove
Infine Rivolta ha dato un discreto contributo soprattutto sul piano dell’impegno e della fisicità.
I subentrati: Leoni, Epifani, Bovio, Franchi hanno dato il loro contributo importante per tenere in pieno controllo il match.
Under 16: Inter – Hellas Verona 1-2 (Grisoni)
Con Milan e Atalanta bloccate sul pari, l’Inter non solo non ha approfittato, ma ha visto peggiorare la sua situazione anche se al momento è in zona play off conservando otto punti di vantaggio proprio sul Verona.
La squadra non mi ha mai soddisfatto in ogni occasione in cui l’ho vista.
Mi sembra che ben pochi giocatori abbiano prospettive di qualche interesse e temo che fra un paio d’anni quando questo gruppo dovrà affrontare la Primavera, dovrà essere rimaneggiato in profondità
L’Hellas che pure era distanziato di 11 punti, ha fatto la partita dominandoci sul piano fisico e pure mostrando buone giocate.
Per tutto il primo tempo loro hanno premuto senza trovare buone occasioni. Anche il vantaggio, ottenuto al 20’ su rigore, è frutto solo di un’incredibile ingenuità del nostro difensore che contrastava da dietro avventatamente l’avversario che parallelo alla linea di fondo stava uscendo dall’area.
Non è questo il fatto che preoccupa, ma piuttosto che non siamo in pratica mai riusciti a creare un pericolo, anche se quasi alla fine del tempo abbiamo raggiunto il pareggio grazie a una giocata del migliore dei nostri, Grisoni.
La ripresa non ci ha visto migliorare e dopo una quindicina di minuti per il gran freddo che ormai sopportavo da ore, ma soprattutto per la mancanza di attrattive offerte dal nostro ‘spettacolo’ me ne sono andato (forse è la prima volta in vita mia) avendo però presagi sconfortanti che poi hanno trovato puntuale conferma.
Non avendo visto tutta la gara, non darò pagelle, ma mi limito a esprimere un parere moderatamente positivo sulle prove di Taho, il portiere, incolpevole, su Balduzzi che sa giocare a calcio ma in prospettiva potrebbe avere qualche problema per il fisico e sui centrocampisti Mantini e Grisoni.
Salverei anche la prestazione di Carrara, una punta che ha giocato sotto età ma che nella sua categoria fa la differenza.
Luciano Da Vite
Io credo che se fosse rimasto Conte, con organico scorso anno (al posto di Correa sarebbe arrivato qualcun altro) avremmo rivinto lo scudetto. Anche per carenza di concorrenza.
Un derby come lo scorso anno con lui in panca non si sarebbe mai perso: quella partita ha rianimato i gonzi che stavano allora più o meno come oggi.
Marotta nel pre partita dichiara che bisogna cambiare strategia, puntare su settore giovanile e risorse interne perché non si può competere con premier.
Mi conforta che anche il nostro ad si sia espresso in questo modo, prendendo atto della realtà.
Forse non ci saranno più kuzmanovic…importante è saper applicare bene questa strategia
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Certo: infatti Marotta per stare a galla ha promosso Curatolo anziché prendere Dzeko, Martini anziché prendere Mikhitaryan, Fontanarosa anziché prendere Acerbi, Dervishi anziché prendere Darmian. Non tratta i vari Smalling eccetera perché ha già Guercio e Stabile.
ha preso un giovane svedese per 200 mila euro perché era il massimo spendibile, mentre il real ha preso un brasiliano di due anni più giovane per quasi 70 milioni. E per completar l’opera ha lasciato partire Gnonto e ceduto Casadei.
Marotta non è ridicolo, sa che per la prima squadra servono giocatori, non ragazzini e parla di altro. Di investire sui settori giovanili, cioè sulle strutture (quelle dell’inter sono peggiori rispetto a molte società di B e di C), su tecnici qualificati da pagare bene e su grandi prospetti da comperare in tutto il mondo
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Conte/Inzaghi è un paragone che non si può fare, perché Conte quando gli hanno proposto di ven dere qualche campione e sostituirlo a sua scelta con campioni trentacinquenni o giovani della Primavera è scappato più veloce della luce..
però probabilmente è vero: Conte avrebbe vin to lo scudetto dello scorso anno, non avrebbe vinto CI e supercoppa e non avrebbe superato il turno in CL.
Che cosa è meglio? VINCERE IL VENTESIMO, NON C’è DUBBIO. E INFATTI INZAGHI è BRAVINO, CONTE BRAVO
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Esiste un solo tifoso che non sarebbe contento di prendere un fuoriclasse ventenne piuttosto che un campione al tramonto?
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Fino a che dei 20enni sono considerati ragazzini è normale il ns calcio vada in declino.
Se vogliamo continuare con politica degli ultratrentenni perché pronti ad affrontare san Siro andremo sempre più a sud, piangendo perché non arriva proprietario disposto a mettere 200 mn ogni anno.
Marotta parla di valorizzazione risorse interne: ovvio che non significa avere team under21 ma spero sia inversione progressiva (non radicale) di tendenza.
Altrimenti continuiamo a guardare il Real Madrid o il Chelsea, lamentandoci con il fato, senza capire che non sono più ora il nostro benchmark
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Fuoriclasse….temo di parlare arabo.
Non possiamo più permetterci Fuoriclasse affermati.
Nessuno in Italia, cone da anni nessuno in Portogallo, Olanda, ecc. Noi ora siamo a livello di quei campionati.
Devi trovare buoni giocatori che crescano e poi andranno in premier o al psg.
Ma così avrai società che non porterà libri in tribunale.
Con loro ora non si può competere, tanto meno con acerbi, Smalling e vidal. Ma qui rischi di portare si libri in tribunale.
Mi piace idea? Ovvio che preferirei avere i Fuoriclasse. Ma non farei i conti con la realtà.
Quando zhang passerà mano a oaktree o chi per lui è avremo rigido cap per cui chala va via (e lo prendiamo noi) ne riparleremo. Altro che lamentarsi perché altri team italiani possono reinvestire risorse sul mercato
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Parte 1. Caro Luciano e caro Roberto. Pochi giorni fa abbiamo dato vita ad un acceso dibattito sulle strategie che ciascun di noi ritiene giuste da praticare per la nostra amata Inter.
Vi volevo prospettare una mia modestissima valutazione da non addetto ai lavori e quindi del tutto opinabile più in generale sull’attuale sistema calcistico mondiale che supporterebbe la mia “teoria” di puntare sullo scouting e su profili non di primissima o prima fascia, trovando delle similitudini tra il calcio e un sport totalmente diverso che è il tennis.
Mi spiego meglio.
Io mi sono appassionato a questi due sport sul finire degli anni ’70, ai tempi tanto per capirci di Borg-McEnroe-Connors per il tennis e di Bersellini-Trapattoni-Liedholm-Beccalossi ecc. ecc per il calcio.
Confrontando l’epoca attuale con quella là sia nel tennis che nel calcio io trovo che oggi le differenze di valore tra i giocatori e di conseguenza tra le squadre siano molto meno marcate. Una volta, ruolo per ruolo, c’erano delle gerarchie chiare. Prendiamo ad esempio il terzino sinistro. Il più forte era Cabrini senza se e senza ma. Seguito a ruota da Nela. Gli altri erano sensibilmente più scarsi. Chi schierava Cabrini aveva una forza in più ben chiara rispetto a chi schierava ad esempio Marangon (che pure non era male). E così per ogni ruolo. Nel tennis era la stessa cosa Borg poteva perdere da McEnroe e raramente da qualche specialista del tennis d’attacco come Tanner e il nostro Panatta. Con gli altri non c’era storia. Vilas che era il numero 4 perdeva sistematicamente da Borg, batteva sistematicamente Barazzutti che era il n° 15 che a sua volta batteva sistematicamente Zugarelli che era ancora indietro in classifica. Le differenze di valori tra atleti erano più chiare, nette ed ampie. Oggi è tutto più sottile. Le differenze sono minime e tra l’altro variabili e condizionate dallo stato di forma fisica e dall’utilizzo tattico all’interno di una squadra. Prendiamo Lukaku. Due anni fa era un’ira di dio. Semplicemente immarcabile. Un trascinatore. Mettici uno stato di forma fisica straripante e un modulo tattico (quello di Conte) che lo esaltava. E’ bastato un semplice cambio di allenatore (Tuchel) per farlo finire in panchina. Aggiungi poi infortuni vari ed è diventato un giocatore normalissimo. Chiaramente ci auguriamo che per lo meno per questo scorcio di stagione torni il campione che era due anni fa.
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Parte 2. La stessa dinamica si è verificata nel tennis. Tolto Djokovic che è un mostro, tra il numero 2 del mondo e il numero 100 le differenze sono veramente piccole e appunto variabili.
Questa omogeneizzazione dei valori tecnici come si è determinata? I principali fattori per me sono due: la globalizzazione dello sport e l’affermarsi di un professionismo sempre più spinto. Una volta per trovare un giocatore forte dovevi cercarlo in meno di 10 paesi (Brasile, Argentina, Germania su tutti e in misura minore in Uruguay, Francia, Olanda, Belgio, Jugoslavia. Già in Inghilterra si rischiava la sola per la scarsa adattabilità tattica dei giocatori). Oggi un buon giocatore lo puoi trovare ovunque. Anche in Australia o Nuova Zelanda e negli USA. Oltre a ciò ormai si allenano tutti nello stesso modo sia da un punto di vista tattico che tecnico che fisico.
A questa omogeneizzazione dei valori tecnici però al momento non è corrisposta una omogeneizzazione dei prezzi dei cartellini e degli ingaggi.
Oggi secondo me ci sono solo due fenomeni che veramente fanno la differenza ed uno dei due è ai titoli di coda: Mbappè e Messi (forse a questi si può aggiungere parzialmente Haaland ma mi riservo qualche tempo per sancirlo). Gli altri sono ottimi fortissimi giocatori che però non spostano in modo sostanziale. Lo stesso Neymar, pur fortissimo, tra infortuni, discutibile professionalità e fisicità non debordante, fino ad oggi non ha spostato gli equilibri. Tuttavia il mercato dei giocatori ha determinato un’oligarchia con dei prezzi abnormi. Porto un esempio. Prendiamo Antony del Manchester United. Ha fatto un paio di stagioni buone ma non straordinarie all’AJAX e il prezzo è salito a 100 ml. L’ingaggio non lo conosco ma dubito che sia inferiore a 9/10 ml l’anno. Ma secondo voi Antony è più forte di Lookman o di Boga o addirittura di Politano? E come lui ce ne sono a decine. Giocatori che a un certo punto acquisiscono uno status che determina dei prezzi incredibili.
Parallelamente a questa situazione si sono determinate delle differenze di forza economica incredibili (quasi assurde) tra squadre inglesi ed alcune poche nobili non ancora decadute (Real Madrid, Bayern Monaco ecc.) e tutte le altre squadre del mondo comprese le nostre. Che fa si che questa oligarchia di presunti giocatori fortissimi siano acquisibili solo da queste poche squadre.
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Parte3. Questa situazione, che ad una prima analisi sembra disperata, in realtà secondo me offre ai più “poveri” diverse possibilità di manovra per rimanere competitivi. Innanzitutto è banale ma ricordiamoci che si gioca sempre 11 contro 11. Dopo di che questa oligarchia di giocatori non è affatto così più forte e decisiva di quelli di seconda o terza fascia mentre da un punto di vista economico è mostruosamente più costosa. Terzo secondo me la figura dell’allenatore rispetto a 30 o 40 anni fa è diventata molto più importante e decisiva. Questa situazione offre concrete possibilità a chi conosce a fondo il calcio mondiale di allestire squadre molto competitive che costino un terzo o un quarto di quello che costano le ammiraglie stile PSG. Prendiamo due esempi di oggi. Il Napoli e il Benfica. Ma siamo così sicuri che quest’anno non possono competere per la champions? E’ vero che il Napoli quest’anno probabilmente punterà tutte le fiches sul campionato che non vince dai tempi di Maradona e forse lascerà qualcosa in Champions. Io arrivo a dire che se si dovessero allineare i pianeti anche noi quest’anno potremmo vincere la champions.
Tutta questa pappardella per dire che anche oggi c’è margine per i più “poveri” (quali noi siamo, facciamocene una ragione, accettiamolo e abbandoniamo tutti gli atteggiamenti spocchiosi da nobili decaduti del tipo noi siamo la grande Inter e quindi determinati giocatori nemmeno li prendiamo in considerazione) di allestire squadre forti. Quello che a noi “poveri” non deve mancare assolutamente è la competenza tecnica, la conoscenza accurata e in profondità del calcio mondiale. Condizioni necessarie per rimanere competitivi in questa situazione di oggettiva forte inferiorità economica è avere uno staff tecnico di scouting e un allenatore di alto livello.
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Scouting e staff tecnico di alto livello.
100% d’accordo.
Mercato globale è verità: quando postai acquisti Ausilio, scrissi che raggio aree di acquisto era limitato denudando poca conoscenza dei mercati mondiali.
Hai dato spiegazione esaustiva.
Per me, ora, i club ricchi non devono essere il nostro punto di riferimento.
Prima ti consolidi in casa su nuovi parametri e poi puoi pensare di dare, di tanto in tanto, fastidio.
Quando ci riesci sai che ti compreranno il migliore e tornerai a remare.
Non è il massimo ma io non vedo altra (realistica) soluzione
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Devo essere completamente fuso, perché non capisco il senso di questa discussione sviluppatasi non sui massimi sistemi, ma su temi assolutamente concreti e contingenti.
Abbiamo vinto il triplete, ma per farlo abbiamo dovuto spendere molto e soprattutto costruire una squadra in cui i giocatori importanti erano al termine della carriera.
Moratti ha capito che non aveva la grande quantità di denaro necessaria per ricostruire quasi dal nulla e ha lasciato.
Per anni con modeste disponibilità finanziarie abbiamo galleggiato.
Le disponibilità erano modeste anche se eravamo l’Inter, perché galleggiando a metà classifica non ingolosivamo gli sponsor e avevamo un pubblico di circa 30 mila a partita.
Potevamo investire i pochi soldi disponibili sui giovani ma visto che non avevamo più l’ossatura solida e portante della squadra, avremmo rischiato grosso.
Sono arrivati i giocatori che potevamo comperare e che spesso erano modesti (professionisti che hanno militato con successo in altre formazioni medio alte, ma inadeguati a una squadra con ambizioni elevate, come deve avere chi proviene da un triplete storico).
Abbiamo sbagliato in quel periodo? Non lo so e non mi interessa, perché non c’è controprova.
E poi la mia non voleva essere una analisi storica.
nel tempo, gradualmente, abbiamo costruito una squadra vincente: ci sono voluti anni, prima con Mancini, poi con Spalletti e infine con Conte.
Per fare questo è stato necessario mettere sotto contratto dirigenti di qualità (da Sabatini a Marotta) giocatori forti.
I dirigenti bravi, gli allenatori bravi e i giocatori forti sono appetiti da tutto il mondo calcistico evoluto e abbiamo dovuto riempirli di soldi.
Se non dai i soldi che offrono gli altri, gli Hakimi, i Lukaku, i De Vrji, i Barella, i Bastoni gli Eriksen non vengono, i Perisic, i Lautaro gli Skriniar i Brozovic non restano.
La proprietà riteneva di poter sopportare quella spesa anche perché aveva ambizioni importanti e perché nel frattempo aveva scalato posizioni nel numero di tifosi da stadio (e da abbonamenti tv) nonché a livello di sponsor. Cioè aveva ampliato le entrate.
Poi improvvisamente le cose sono cambiate per motivi extra calcistici: la crisi finanziaria di Suning, la politica di Pechino, che ha frenato gli investimenti nel calcio, il ritiro di molti sponsor asiatici e cinesi in particolare.
Avevamo appena vinto ma per continuare a lottare abbiamo dovuto indebitarci potentemente (gran parte del disavanzo di gestione della società è causato dagli interessi sul debito).
Potevamo vendere tutti i migliori, prendere un direttore giovane che si accontentasse di poco, un allenatore bravo come Italiano o Juric (che comunque se richiesti dall’Inter avrebbero alzato le pretese) e prendere tanti giovani promettenti che, o fallivano, o avremmo dovuto vendere una volta affermati.
Avremmo corso il rischio di retrocedere, ma forse avremmo lavorato per il futuro, come ha fatto il Napoli che ci è riuscito in soli 30 anni.
La scelta è stata un’altra: cedere qualcuno, mantenere l’ossatura della squadra e completarla con giocatori di qualità in grado di renderci ancora competitivi.
Così facendo abbiamo aumentato il monte ingaggi, ma costruito un utile di mercato.
Siamo arrivati secondi a due punti con gli…inconvenienti che sappiamo, abbiamo vinto in Coppa Italia e la super coppa, siamo tornati in Cl (che vale una cinquantina di milioni) e comunque abbiamo superato il girone.
E’ stato un fallimento. Forse. Io sono contento di questo ‘fallimento’ rispetto alla possibile alternativa.
Perché tra l’altro si può sempre sbagliare un acquisto, di un trentenne ma anche di un ventenne tanto è vero che nel complesso l’errore che abbiamo compiuto mi sembra essere stato più su Correa che sui parametri zero, da Onana a Calhanoglu, da Darmian a Mikhi, da Dzeko a Acerbi.
Senza di loro e con giovani interessanti stile Bellanova o anche Asllani non so dove saremmo….
Diciamo che noi siamo rimasti in alto proprio grazie alla scelta di cedere solo lo strettamente necessario mantenendo la struttura della squadra e integrandola con giocatori veri.
E infatti oggi siamo secondi, abbiamo dato qualche lezione di calcio e qualche punto di distacco al Milan degli investimenti azzeccati sui giovani, abbiamo vinto la supercoppa, siamo gli unici ad essere in lizza in tutte le competizioni.
Persino il Napoli stellare ha dovuto uscire dalla Coppa Italia contro il colosso Cremonese.
Sul Napoli stellare poi parliamoci chiaro: ha un buon gruppo e vince perché su quel gruppo ha innestato due attaccanti che sono fra i 5 migliori al mondo
.
Uno è stato un pezzo di bravura, in modo incontestabile, l’altro è costato un’ottantina di milioni, non credo che prenda un ingaggio bassissimo e soprattutto il suo arrivo ha avuto contorni oscuri che la giustizia sportiva e ordinaria sta indagando.
Dietro di loro ha messo due giocatori che certo non sono arrivati gratis come Simeone e Raspadori, cercati da quasi tutte le maggiori società italiane.
Adesso vedremo se quando le big europee offriranno a loro e a Kim 15- 20 milioni di ingaggio il Napoli li potrà trattenere o li sostituirà con giovani promesse.
Se i big resteranno si dovranno alzare gli ingaggi degli altri, perché certamente nessuno è disposto a giocare per pochi spicci e per la gloria altrui.
La domanda che io ho posto è semplice:
siete contenti della squadra che abbiamo nelle condizioni finanziarie con le quali oggi siamo costretti ad agire, o preferivate un taglio drastico dei giocatori di qualità e degli ingaggi, per puntare su giovani (forse) futuristici? Perché di quelli bravi a poco prezzo ne puoi azzeccare uno ogni dieci anni…
La mia risposta è: io sono contentissimo e ringrazio proprietà e dirigenza per come stanno lavorando nelle difficoltà.
A chi mi dice che incassiamo più degli altri io rispondo che se guadagno 300 contro 150 ma devo rientrare di 200 per debiti e interessi sul debito il mio budget è inferiore a quello di altri e se riesco a rimanere comunque davanti agli altri, sono più bravo in tutto.
Poi ognuno è libero di …cercare nuove avventure
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La mia risposta è leggermente diversa dalla tua: sono contentissimo e ringrazio la proprietà per i sacrifici che continua a fare, lo sono un po’ meno della dirigenza.
Osimhen al 95% De laurentis lo vende quest’estate e farà bene e con la dirigenza tecnica di cui si è dotato molto probabilmente troverà un buon sostituto. Ricordiamoci che De Laurentis ha avuto i seguenti centravanti in ordine cronologico: Cavani, Higuain, Milik (che se non si rompeva avrebbe avuto tutt’altra carriera), Mertens e Osimhen. Con queste scelte qualcosina ha dimostrato di capirci di calcio.
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Li ha scelti lui? E comunque ci ha messo 30 anni per vincere. io preferisco fare scelte… sbagliate e vincere spesso. Con tutto che, lo ribadisco, davanti all’attuale dirigenza napoletana, chapeau
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Riguardo gli anni bui del post-triplete, al di là delle ristrettezze economiche in cui abbiamo navigato, sono state fatte delle scelte tecniche a mio giudizio poco professonali, che hanno dimostrato poca conoscenza del calcio mondiale. In quel periodo che va dal 2011 al 2016 l’Inter non va confrontata con la Juevntus che era in una opsizione economicamente dominante ma si va confrontata con la Roma che anch’essa navigava in forti difficoltà economiche. La Roma si è affidata a Sabatini, noi ai nostri mitici dirigenti. Andiamo a vedere le differenze di rendimento delle due squadre e la qualità delle rose allestite in quel periodo.
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Tu dici:
Perché di quelli bravi a poco prezzo ne puoi azzeccare uno ogni dieci anni…
I dirigenti bravi hanno dimostarto sul campo di azzeccarne molti ma molti di più di uno ogni 10. 1 su 10 è la % dei dirigenti scarsi
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Punti di vista.
Come lo sono quelli che confrontano Inter e Roma in anni in cui noi avevamo speso tanto e avevamo una proprietà ridicola e dovevamo rifare completamente una squadra con 20 fuoriclasse, mentre loro stavano costruendo la squadra da più di 15 anni. E non mi pare che abbiano vinto molto.
Comunque se vuoi saperlo, penso anch’io che Sabatini fosse meglio di Ausilio (ma non di Marotta).
E in ogni caso non sono appassionato di storia del calcio, discuto della situazione attuale
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“Barella al top in Europa, nessuno come lui in Italia: i numeri.”
Eppure qui c’era chi scriveva che con Tonali non c’era partita (a favore del milanista, che tra l’altro io apprezzo) ma elogiava smodatamente, al confronto, tali Rincon Mandragora e Sturaro. Per finire con MCKENNIE
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Io quello che non capisco della societa’ Inter e’ la difficolta’ della gestione dei propri giovani piu’ promettenti nella fase Primavera e post Primavera.
Voglio dire li aggreghi alla prima squadra, questi si “gasano” (penso sia normale, ci sta vista l’eta’), non giocano m a i in prima squadra, non giocano praticamente piu’ con la Primavera, e, spesso, se ci giocano, lo fanno contro voglia, per quanto detto prima. Io chiedo, non avrebbe piu’ senso a questo punto non avere dei ragazzi fissi in prima squadra, ma farli ruotare per ruolo ? Tanto non giocano veramente mai (probabilmente perche’ non sono pronti), almeno non interrompiamo la loro crescita giocando partite “vere”, non solo quelle di allenamento. Certo nelle interviste questi ragazzi dicono tutti che allenarsi con la prima, con i campioni (o supposti tali) Ti fa crescere. Io pero’ vedo che mediamente stanno in un limbo in cui non sono pronti per la prima squadra e non sono neanche piu’ in forma per la Primavera.
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mah, questo è un problema complesso r probabilmente il tuo ragionamento può avere un fondamento.
Io però credo che la prima squadra abbia la precedenza assoluta possono accadere 2-3 assenze contemporanee nello stesso reparto e allora avere un sostituto, di necessità estrema, che almeno conosca il modo di giocare dei compagni potrebbe essere utile. Comunque sono 4 o 5 i giocatori che a turno sono stati aggregati: mi vengono in mente Zanotti, Carboni, Fontanarosa, e Curatolo. ma forse ce ne sono altri.
Ma, ripeto, puoi avere ragione
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Ieri sono andato a vedere Torino Inter Under 18. Sono andato via sul 3-0, impressionante la differenza di fisico tra le due squadre
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Ho letto le formazioni, mi sembra che mancasse qualcuno che probabilmente è stato aggregato alla Primavera per la trasferta in polonia
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Il Napoli probabilmente nel decennio avrà probabilmente scudo e un paio di coppe italia/supercoppa (vinte con Mazzarri) come noi…
Mq spendendo infinitamente meno.
Concordo con Luca, buoni giocatori non si pescano ogni 10 anni ma ogni anno.
Fuoriclasse al mondo saranno 5 e non giocano certo in Italia
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Se lo fanno c’è sicuramente un motivo.
Fino a 22 anni in Italia non sei pronto a….giocare a calcio. Salvo essere un fuoriclasse.
Poi ci si domanda come mai il Paese è in declino.
Piuttosto perché non domandarsi come mai i grandi tecnici delle giovanili puntino a risultato fin dai 10 anni, scartando chi fisicamente non pronto (dieci anni….) ma con più tecnica e cervello, dimenticando che sviluppo a dieci anni va ancora completato.
Girare campionari regionali per credere. Poi da noi non emergono talenti.
Co.
Competenze carenti, patentino assegnati a semi analfabeti (ai corso non bocciano nessun ex calciatore) solo perché hanno giocato.
Risultato tra ragazzini non dovrebbe contare, invece è I tecnici si fregiano di aver vinto 10 campionati regionali.
Poi emerge Gagliardi che ha una tecnica orrenda ma è un bestione che ara il centrocampo e tira pistoni.
Ma la Spagna sforna talenti per tecnica e rapidità di pensiero
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Chiedo scusa, ma non ho mai letto tante considerazioni che dal mio modesto punto di vista considero enormi sciocchezze come nell’intervento sui settori giovanili di Roberto. Nei campionati regionali non ci sono giocatori tecnici perché lo scouting delle squadre professionistiche li preleva fin da quando hanno sei o sette anni. le società professionistiche dai sei ai 12 anni prelevano tutti quelli che hanno qualche attitudine tecnica sviluppabile, sapendo che se non cresceranno adeguatamente saranno sempre in tempo a scartarli, mentre se uno non sa giocare non imparerà mai.
Le giovanili dell’Inter dai pulcini ai giovanissimi regionali sono piene di ragazzi talentuosissimi, autentici fenomeni. Spesso l’Inter fa grandissime cose nei tornei internazionali proprio per la tecnica superiore dei suoi ragazzi. Poi, quando si comincia a giocare a calcio cioè con i giovanissimi nazionali, quei ragazzi scompaiono perché non reggono il ritmo, il passo, la forza la corsa che sono indispensabili perché anche le doti tecniche possano emergere.
Credo che il nostro settore giovanile rimproveri proprio questo al settore chiamiamolo scolastico: una selezione tutta basata sulla tecnica che poi non ha più la possibilità di esprimersi.
Io ho seguito i pulcini per anni e ho visto decine e decine di talenti teorici non arrivare da nessuna parte.
Per esempio oggi gli Under 15, già molto rinforzati rispetto agli anni dello scolastico hanno tanti talenti ma io dubito che più di 2 o 3 arriveranno alla Primavera. I nostri giocatori non hanno meno talento di quelli stranieri, in media, ma non hanno la loro intensità, li loro passo, il loro sprint.Chi è andato a giocare all’estero non parla di superiorità tecnica di quei campionati, ma di incredibile superiorità atletica, di forza velocità e intensità.
Purtroppo la maggior parte dei nostri bimbetti con talento appena cresce l’asticella delle prestazioni fisiche richieste per essere competitivi scompare, perché non reggono il ritmo di allenamenti più intensi (che sono comunque meno intensi di quelli praticati all’estero).
All’estero si allenano due volte al giorno (così mi dicono nostri ragazzi ‘emigrati’ e diversi procuratori che girano il continente. Col ‘scarico’m del giorno prima della gara sarebbe una barzelletta solo italiana. Altrove in quel giorno l’allenamento è durissimo. Ma i nostri cocchi non lo reggerebbero.
Non posso farvi l’elenco dei nostri giocatori dai 14 ai 18 anni di grandissimo talento che non giocheranno neppure in C , perché non mi piace fare il profeta di sventure e perché volendo bene ai nostri ragazzi auguro a tutti loro di riuscire. Potrei scriverlo e pubblicarlo fra 4-5 anni. Per il passato i casi sono stati numericamente un’enormità.
Gagliardini non è un talento, ma io vorrei che tutti i nostri ragazzi facessero la carriera di Gagliardini: glielo auguro.
Ricordo che una volta una mamma si offese perché le dissi che suo figlio poteva diventare una specie di Gattuso: era un augurio, ma lei lo prese per un insulto.
Infine sugli allenatori delle giovanili regionali: hanno in generale tutta la mia stima e comprensione. Dispongono di un materiale umano di terza o quarta scelta , sono pagati poco, spesso sono quasi volontari che lo fanno per passione e danno il massimo per insegnar loro almeno le competenze di base. A nove anni se un ragazzo non gioca in squadre di A B o C significa che non è fatto per il calcio a certi livelli. Qualcuno può ancora emergere se avrà una crescita atletica importante. Non per la tecnica perché chi ha tecnica è già accasato altrove
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Ricordo una frase di Liedholm quando allenava la Primavera del Milan: ‘tutti i miei ragazzi sono capaci di salire le scale palleggiando, senza fare mai cadere il pallone’. Ma nessuno di quei ragazzi diventò un giocatore. O quasi.
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Se Dell’Anno avesse avuto la corsa l’intensità e la forza di Iniesta sarebbe stato forte come Iniesta
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Candido con la forza di Bousquet sarebbe diventato il primo centrocampista del mondo
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Mi arrendo: se Kvara è solo un buon giocatore allora di buoni giocatori se ne pescano ogni anno. Per me è uno dei primi 5 giocatori in Europa. Lui si è stato azzeccato. Osimhen che pure per me è fra i primissimi non è stato azzeccato, ma pagato 80 volte più di Dzeko e 6 volte Lautaro
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Più di uno, attacco pesante Tamiozzo-Vedovati, Nezirevic a destra, fuori Zefi, Stante, Motta, Aidoo, Ricordi
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Perdonami Luciano, io riporto ciò che ho sentito con le mie orecchie.
Ai regionali moltissimi osservatori di team di livello (anche milan e inter essendo in Lombardia) hanno dichiarato: io quel portiere (molto bravo peraltro) non lo considero perché guardo solo chi supera 1,70….a dieci anni!
Quello alto, molto scarso tecnicamente, ci punto. E poi decido. E se quello piccolo, molto più bravo, poi cresce a 14 anni? Perso, buttati via 4 anni di sviluppo.
Questa è una sciocchezza clamorosa. Ed è ciò che ho sentito non una ma molte volte.
Se obiettivo è vincere tornei da pulcini/esordienti, per cui si usa chi fisicamente pronto (ed è così che si esprimono molto tecnici), siamo di nuovo ad una sciocchezza enorme. Perché a quell’età devo sviluppare, non vincere.
Tu, perdonami, parti sempre dal presupposto che si tratta di professionisti impeccabili.
Vuoi vedere i promossi al corso allenatori regionali area varese? Nessun bocciato, basta aver giocato.
Diversi sono semianalfabeti che non potranno mai trasmettere nulla.
Anche per questo motivo il calcio italiano non esprime talenti: solo fisico, sicuramente importante, per vincere campionati regionali esordienti e fare cv.
Barolo, Nesta e non solo si sono espressi più volte.
https://m.calciomercato.com/news/barollo-a-cm-751395
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Tu parli di fuoriclasse, io di buoni giocatori.
Oggi Dell’anno sarebbe scartato all’inizio quando invece, forse con un lavoro mitato sul fisico sin da piccolo, sarebbe potuto diventare migliore di Gaglia che tecnicamente è imbarazzante.
Ma forse Iniesta come Gavi sono nati già con gambe potenti.
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Comunque ragazzi, con tutto il rispetto, e non per fare l’avvocato difensore di Luciano che sicuramente non ne ha bisogno, ma transfermarkt sostiene che il napoli ha un costo rosa più alto dell’inter:
https://www.transfermarkt.it/costo-rosa-linter-si-avvicina-al-napoli-latalanta-supera-la-roma/view/news/417841
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C’è tanta confusione secondo me in alcuni ragionamenti.
Io dico che chi arriva ai vertici del calcio, e ci resta per anni, ha sicuramente delle qualità importanti da allenatore, certamente maggiori di quelle che può avere un geometra, un bancario o un fruttivendolo.Poi può sbagliare anche un bravo allenatore, ma io preferisco fidarmi delle sue scelte piuttosto che di quelle di un dilettante da tastiera (come sono pure io eh….)
Diverso è il discorso sugli allenatori delle giovanili di società dilettantistiche. io ho allenato i ragazzi di una squadra di Monza e so come funziona. Si tratta di appassionati che lavorano con le loro conoscenze modeste, ma con grande generosità, spesso senza retribuzione o al massimo con simbolici rimborsi spese.
Del resto quelle squadre non potrebbero permettersi dei professionisti di valore con stipendi adeguati.
entro i dieci anni, se un ragazzo ha qualità tecniche superiori alla media, non gioca più in quei campionati.
Io ho visto giocare, fuori da scuola, in una città dell’interland milanese. mio nipote di nove anni con i suoi amici in un prato con gli zaini per porta. Guardandoli, ho visto un ragazzino che mi sembrava molto abile. Ho chiesto a mio nipote e lui mi ha detto: hai occhio, gioca nell’Atalanta.
Chi lavora su quello che resta dopo la cernita delle società di A, di B, di C sa che giocatori di talento non ne ha più, se non in senso molto molto relativo.
Il suo obiettivo non è sviluppare talenti (compito che spetta ad altri). Può invece migliorare la tecnica )se ne è capace) lil modo dio stare in campo dei ragazzi e magari puntare su qualcuno che con lo sviluppo atletico può rientrare nel giro del calcio magari a livelli discreti.
Un giovane di talento che non sfonda nell’Inter, nel Milan, nell’Atalanta, ma anche nel Como e nel Renate non diventerà un giocatore neppure di serie C.
Un talento che arriva almeno in Primavera può finire in serie D, C, B, o A a seconda del successivo sviluppo atletico, agonistico e mentale
Per dire: Pompetti o Schirò hanno una tecnica molte volte superiore a quella di gagliardini, ma l’ex bergamasco ha 7 presenze in nazionale e in Serie A ha giocato 160 gare con 16 gol e 9 assist per i compagni. Ha vinto una coppa Italia, un campionato due supercoppe e ha disputato una finale di EL..
Pompetti e Schirò militano nelle serie inferiori in modo alquanto anonimo.
Perché TUTTI gli allenatori e i dirigenti tecnici di squadre prosfessionistiche non capiscono nulla di calcio o perché la maggioranza dei tifosi non ha idea di che cosa sia il calcio?
Se Pompetti e Schirò reggessero il peso del confronto atletico, con la loro classe sarebbero inamovibili in qualche squadrone.
Marco Sala ha un piede mancino incantevole. D’Ambrosio fa pena sotto quel punto di vista. ma D’Ambro è giocatore, Marco Sala, al quale mi lega un enorme affetto, non ha dimostrato di reggere la concorrenza a certi livelli .
Le giovanili dell’Inter sono state e sono stracolme di giovani dal talento eccezionale. Solo di marco è arrivato stabilmente in prima squadra.
Non si vuole capire che la cosiddetta qualità è solo una somma di fattori tecnici atletici di personalità, di intelligenza. Una tecnica superiore, accompagnata dagli altri fattori è indispensabile per diventare un top. Gli altri fattori, con una tecnica media (e chi gioca in A ha una tecnica media, almeno) consentono di essere almeno discreti giocatori
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Riguardo al tema delle giovanili premetto che non ci capisco nulla e non esprimo giudizi. Segnalo un’interessante intervista molto recente rilasciata da Alessandro Nesta il quale, interrogato sul perchè l’Italia esprime sempre meno talenti rispetto al passato e fa fatica con la nazionale di conseguenza, individua la principale causa nei sistemi giovanili. Lui ha detto che innanzitutto le strutture sono inadeguate (troppi pochi campi) anche quelle dei settori giovanili di squadre della massima serie. E poi il sistema si basa su troppi allenatori volontari sottopagati con in molti casi solo rimborsi spesa di 200 euro. Questo secondo lui fa si che questi allenatori giustamente ambiscono a crescere salendo di categoria e di età per arrivare a stipendi almeno dignitosi e quindi da una parte inseguono i risultati e dal’altra spingono molto la parte tattica per allenare loro stessi (dice proprio così Nesta). Il tutto a discapito dell’insegnamento dei fondamentali tecnici. Lui dice che i vivai si dovrebbero dotare di professionisti esperti nell’insegnamento ai ragazzi con specializzazioni diverse a seconda dell’età dei ragazzini (un po’ come gli insegnanti a scuola).
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Sconsiglio vivamente ai fans delle nostre dirigenze passate e presenti di andare ad approfondire il confronto tra le gestioni di Inter e Napoli dal post-triplete ad oggi. Il confronto è quasi umiliante. I dati da confrontare sono soltanto due. Da una parte i risultati tecnici e dall’altra il dato economico della chiusura del bilancio. Da un punto di vista tecnico in termini di vittorie questo dodecennio si concluderà con un sostanziale pareggio anche se, ad essere onesti, va detto che il Napoli è praticamente sempre stato competitivo mentre noi lo siamo soltanto da 4 anni. Da un punto di vista economico la differenza è abissale. L’Inter ha cumulato in questi anni un deficit che si avvcina al miliardo di euro (avete letto bene. L’Inter e le sue magnifiche dirigenze hanno determinato una perdita di questo ordine di grandezza). Il Napoli ha determinato un deficit enormemente minore. Poi possiamo dire che noi siamo tifosi, che i soldi non sono nostri e che non ce ne deve fregare niente di come i vari Moratti/Thorir/Zhang spendono le loro risorse. Sappiamo però che peggio vanno i conti della società e minori sono le risrse per potenziare la rosa e minori sono le possibilità di vincere.
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Sono d’accordo con nesta, se ha detto queste cose. Solo che (strutture a parte, delle quali mi lamento da anni, almeno per quel che riguarda l’inter) ancora una volta si fa confusione fra settori giovanili professionistici (dove il personale è retribuito e le specializzazioni per età esistono) e giovani del settore dilettanti dove non ci sono i soldi per retribuirli e non ci sono istruttori qualificati (che comunque non accetterebbero di lavorare gratis)
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Inter fuori dalla Youth League ai rigori (decisivo l’errore di Fontanarosa che ha sui piedi il passaggio del turno, e poi di Stankovic)
Annata ENORMEMENTE deludente della Primavera nerazzurra
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Amen, sembra di capire che quest’anno l’obiettivo e’ salvarsi.
Poi, a bocce ferme, forse qualcuno dovrebbe cercare di capire come mai si e’ passati da uno scudetto (probabilmento “eccessivo”) a questa situazione.
Non tutto viene per nuocere, SE ci si ragiona sopra. Forza ragazzi
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Sai dipende sempre…da quando si parte. Se partiamo dal 1908 i dati cambiano molto.
Se partiamo dall’Ultimo scudetto del Napoli, forse noi abbiamo fatto qualcosa in più, che so, un triplete e un quinquennio di scudi, per esempio.
Chiaro che se vinci 5 scudi e alla fine fai triplete hai dovuto spendere tanto, in cartellini e in retribuzioni.
Poi se ci arrivi con giocatori a fine carriera e devi cercare di restare in alto ripartendo da capo fai tanti altri debiti e dovendo cambiare 20 giocatori sbagli molti acquisti.
Io mi tengo la mia storia di questo millenio e lascio volentieri a napoletani e intertristi la storia del napoli
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Spero che l’obiettivo non sia salvarsi, ma avvicinarsi ancora alla zona play off.
La squadra mi sembra che abbai finalmente trovato la quadra e, nonostante la presenza di moltissimi 2005 e di pochissimi 2003 stia tornando competitiva.
Non abbiamo fatto praticamente investimenti e qualcosa lo dovevamo pagare.
E’ vero, forse, che…il Napoli ha il bilancio delle giovanili più in ordine, però mi tengo i miei.
Francamente temevo una sconfitta netta oggi. Non ho visto la partita e non conosco la squadra avversaria, ma so che ha fatto un percorso stagionale importante. E so che le squadre ucraine spesso ci sovrastano atleticamente.
Poi chi scrive si dve accordare, non so se con se stesso o con altri. Oli scegliamo grandi e grossi ma che non sanno giocare, oppure li scegliamo bravissimi ma poco…muscolosi.
Non credo che li scegliamo solo grandi grossi e scarsi + bravini ma senza muscoli.
E poi siamo incapaci di farli crescere sia fisicamente sia tecnicamente.
Siamo proprio una chiavica.
Chiedete a qualunque addetto ai lavori di qualunque Paese al mondo se il nostro settore lavora bene o male.
A me piacerebbe relazionarmi con interisti, ma accetto anche il contraddittorio
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Io in quello che dice Barollo, non so sei hai letto ma riporta in fondo anche punto di vista di Samaden, mi ci ritrovo per quella che è la mia modesta esperienza.
E si parla di critiche ben precise non all’Inter ma al sistema Italia.
D’altronde che si producani pochi talenti lo dice il campo e…le ultime esclusioni mondiali.
Sicuramente le cause sono molteplici ma tra queste alcuni errori nelle scelte di fondo tra i tecnici delle giovanili penso siano da mettere in conto.
Se dici che allenamenti estero sono più intensi, ad esempio, perché da noi no?
Da ultimo, io ho visto osservatori dei team professionistico anche per match di ragazzi 12enni. Deduco non scelgano tutti entro i 9anni…
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sicuramente no. Ma i giocatori di grande talento vengono presi prima. Quelli che emergono per le loro doti atletiche in concomitanza o subito dopo lo sviluppo, ovviamente fanno il salto più tardi. ma solitamente non sono talenti puri. Con eccezioni sempre possibili
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https://www.cronachedispogliatoio.it/quanti-giocatori-dal-vivaio-arrivano-in-serie-a-i-numeri-parlano-chiaro/
Qualcosa cmq non funziona
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Questo articolo rispecchia perfettamente il mio pensiero e conferma quello che vado sostenendo da tempo in polemica con i cosiddetti giovanilisti.
nLo vado sostenendo almeno dal 1996 quando i nostri Under 15 vinsero dominando tutti i campionati giovanili e nessuno di loro arrivò in serie a.
Il calcio vero è un’altra cosa dallo sport che si pratica nelle giovanili.
Quando dico che Gagliardini è 10 volte meglio del nostro più talentuoso centrocampista della Primavera, dico proprio questo
Sinceramente non pensavo che il rapporto fosse di 1 ogni 4-5 mila. pensavo fosse molto peggio.
Ho anche sempre sostenuto che la Roma produce più buoni calciatori perché è egemone nel pescare nella sua regione, una tra le più prolifiche, mentre in Lombardia pescano tutte: Inter Milan Atalanta, persino juve Torino Parma Monza Brescia.
Se un ragazzo interessante nasce nel lazio andrà alla roma, quasi inevitabilmente. Se nasce in Lombardia può andare al Brescia o all’Atalanta, per esempio e poi a 14 anni andrà alla squadra che offre di più.
Difficile che uno vada via dalla Roma, come lo è che uno vada via da Inter Milan juve o Atalanta. Ma il bacino da cui queste pescano è molto più…affollato.
Dietro la Roma comunque anche secondo questo articolo, noi non sfiguriamo.
Tra le squadre estere citate che producono più professionisti ci sono alcune che per prestigio e soldi possono pescare in tutto il mondo, altre come l’Ajax che non gioca per vincere (anche se in Olanda vince spesso) ma per comprare giovani, venderli e arricchirsi
Poi ci sono squadre che giocano in campionati meno competitivi e/o con meno stranieri dove emergere è più facile perché c’è meno concorrenza.
Poi ci sono squadre di paesi che hanno una cultura più aperta all’accoglienza, anche per i legami con le ex colonie e sono piene di ottimi calciatori di origine extra europea che come è noto sono in straordinaria ascesa calcistica.
Da noi gli immigrati sono ancora pochi rispetto ad alcuni Paesi e il razzismo e il provincialismo strisciante (ma non troppo) costituiscono un ostacolo alla globalizzazione.
E si sa come il presente del calcio sia in gran parte affidato ad esponenti di etnie emergenti.
Ci sono nazionali che dominano ma senza gli immigrati, recenti, o di seconda e terza generazione sarebbero poca cosa: cito a caso Francia, Inghilterra, Belgio. persino Svizzera e Portogallo.
Ho citato alcune delle problematiche proprie dello sviluppo del calcio giovanile, spesso più grandi del calcio stesso. Ma sono convinto che ce ne siano molte altre. Il problema è complesso, qualcosa si può migliorare nei sistemi ci selezione e crescita, ma pensare che noi siamo così indietro rispetto agli altri, in un mondo dove davvero tutti conoscono il meglio di tutti, secondo me è semplicistico
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Perché i nostri cocchi di mamma se forzi si rompono. A proposito di allenamenti doppi parlavo anche delle prime squadre Infatti per me la differenza non è nella tecnica, ma nel ritmo e nell’intensità
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Io lo ponevo più come Italua che come Inter vs altre italiane.
Quando scrivi che in campionati con meno concorrenza è più facile emergere, non capisco una cosa: il livello dovrebbe essere più basso anche dei ragazzi.
Invece già nelle giovanili nazionali facciamo tremenda fatica anche contro nazioni dal teorico livello più basso.
Non so, ma sono sempre più convinto che il settore tecnico italiano sia rimasto indietro.
E la cosa non mi sorprenderebbe visto il clientelismo che, purtroppo, la fa da padrone in Italia quasi ovunque, calcio non escluso.
Da noi, per esempio, Cassano e Vieri (due a caso) se volessero allenare le giovanili avrebbero gioco facile. Anche a medio/alto livello.
Ma basta sentirli parlare per essere sicuri che non potranno insegnare nulla neppure ad una capra.
Spero di aver reso idea
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Questo mi sembra semplicistico,i nostri si rompono.
Poi in prima squadra 70% è straniero.
No, co cordo con Barollo: in Italia è apprezzato (e superpagato) Allegri che punta tutto su tattica e non su gioco. Lui per fare un esempio
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E aggiungo anche che la cosa è ancora più grave per team finanziariamente in difficoltà cone i nostri.
Li ci sarebbe tutto incentivo del mondo a far crescere e ‘rischiare’ un giovane.
Basta vedere campionati minori quale ormai noi siamo da un punto di vista economico e, purtroppo, anche tecnico.
Molti match di A sono imbarazzanti per ritmo e intensità: non sorprende il valore diritti TV sia ormai in coda in Europa. Tantissimi giocano per 0a0 con passività disarmante. Come possono crescere i calciatori con questo approccio?
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Secondo me il livello tecnico del nostro campionato è meno competitivo rispetto a quello inglese. probabilmente anche a quello spagnolo, ma non sono sicuro se confrontiamo non solo le prime due ma tutte le 20 squadre. Con quello tedesco ce la giochiamo. Rispetto agli altri siamo superiori.
Sempre secondo me sono quasi scomparse le partite in cui si gioca solo per lo zero a zero. certo, da noi siamo calcisticamente intelligenti e una squadra inferiore non va all’assalto per prendere goleade ma far divertire…gli avversari. Ma nessuna squadra rinuncia a provare a vincere, chiudendo e ripartendo.
Cassano e Vieri non è un caso che non allenino, visto che se potessero lo farebbero perché allenare in serie a ormai rende molto finanziariamente.
L’unica cosa su cui sono d’accordo è sulla minor intensità rispetto ai campionati dove giocano tanti giocatori di colore o appartenenti a Nazioni meno ricche (quindi ‘affamati’).
Affrontare un’avversaria con 5-6 giocatori di colore fisicamente straripanti costringe anche gli…indigeni a elevare la propria prestazione atletico o soccombere
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Criticare va bene perché si può sempre fasr meglio, ma pensate ai tifosi dell’Inter che criticavano il settore perché vinceva molto ma produceva pochi giocatori importanti oggi abbiamo un diciannovenne (dicembre 2003 al Leeds con diversi gol realizzati nel campionato inglese) un ventenne al Chelsea e uno che è stato proclamato recentemente miglior giocatore della serie b. Poi abbiamo in giro dei 2002 del calibro di Stankoic, Oristanio, Seba Esposito. E qualche altro che dimentico.
Però vinciamo meno nei campionati giovanili
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aggiungerei che al napoli manca lo scudetto del 18 e un entrata in cl di 2 anni fa
loro hanno sbagliato clamorosamente quando presero Gattuso
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alimento un pò la “polemica”
nel 2015 comprammo Kondogbia strappandolo al milan e strapagandolo sui 40 mln. il monaco ha dominato in quella stagione sembrava a tutti un grande centrocampista
nonostante un allenatore che mi pare stravedesse per lui (Mancio) fù un disastro. il secondo anno ancor peggiore ma capibile visto il casino.
nel mentre c’era un certo Duncan tornato da due prestiti
livorno ( situazione disastrosa)
sampdoria
il giocatore se ne va per circa 3 mln. poi viene dalla samp ceduto al sassuolo. dove spicca il volo e diventa un giocatore determinante e dominante ( lo ricordo spesso contro di noi dove si mangiava il nostro centrocampo)
visto il disastro di Kondo ci arrabattiamo con Vecino ( pagata la clausola di 25) Gagliardini (25 mln)
io dal mio comodo divano posso sbagliare, da un addetto ai lavori mi aspetto che non butti via quasi 100 mln per 3 centrocampisti così
a volte capita che per qualche motivo marciscono in b – c giocatori meritevoli.. vedevo Baschirotto che non ha nulla da invidiare a tanti difensori di a
ciurra, carlos augusto
sicuramente la faccio troppo semplice io
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Penso anch’io
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Ho già scritto che non sono interessato a commentare singole operazioni, altrimenti si dovrebbe fare un elenco lunghissimo dei pro e dei contro di tutte le operazioni di tutti i direttori di tutte le squadre con riferimento alle situazioni in cui sono avvenute (specificate e valutate caso per caso).
Mi limito quindi a ricordare la mia felicità e credo di tutti i tifosi nel momento in cui abbiamo strappato alla juve Kondo, che l’aveva fatta ammattire in CL.
Comunque io continuo ad apprezzare molto Kondo e invece per Duncan, che conosco benissimo provo tanto affetto e poca stima calcistica.
Concordo sul fatto che in B e forse in C su migliaia di calciatori che vi hanno militato a lungo possa essercene uno sottovalutato, nel senso che potrebbe anche con un po’ di fortuna giocare in A
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Per la tua felicità aggiungo anche che non terrei Ausilio come responsabile tecnico, ma come direttore agli ordini di Marotta, se a Marotta va bene, lo terrei anch’io
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Salve a tutti. Assistiamo sul blog ad un dibattito troppo avvitato sul passato. Qualcuno ha idee per il futuro?
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il più felice per Kondo ero io.
per me bisognerebbe capire che cosa impedisce a noi di far esordire i giovani. l’esempio più lampante è Zaniolo (prelevato a quasi 2 mln dalla b)
va in primavera. 35partite 14gol 11assist
numeri direi che fanno capire di essere fuori categoria
però all inter non riesce manco a venir convocato in prima squadra
in 2 mesi una crescita che lo rende da primavera a titolare inamovibile in prima squadra (della roma che gioca in cl e arriverà 6 )
non rimpiango Zaniolo e non rimpiango l’operazione. non capisco solo perchè non sia mai stato preso in considerazione ( avendo Karamoh Eder).
mi fermo qui
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E io non capisco perché poi l’abbiano venduto per due lire, questo fenomeno che da noi Vecchi spesso lasciava fuori in Primavera
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In realtà, Francesco, il dibattito non è sul passato, ma sul presente.
Ci sono due correnti di pensiero: una che ritiene Ausilio la causa di tutti i mali e di nessun bene e quindi implicitamente vorrebbe sostituire Marotta, perché il direttore sembra avere piena fiducia nel suo collaboratore.
La seconda ritiene che Ausilio da solo non possa avere la responsabilità della gestione tecnica della squadra, ma insieme e subordinatamente a Marotta nella situazione attuale abbia dimostrato di saper tenere a galla l’Inter che ha si incassi superiori a quasi tutte le italiane, ma in questa fase deve decurtare la sua rosa per la necessità di rientrare dalle spese degli anni passati.
Che la rosa sia stata decurtata non ci sono dubbi: Conte, Pintus, Hakimi, Lukaku (ripreso in prestito dopo una stagione disastrosa) Eriksen Perisic, Sanchez e ora Skriniar. A giugno qualcun altro perché si dovranno recuperare almeno 60 milioni.
I sostituti non facevano impazzire nessuno e molti di loro sono stati derisi (insieme alla dirigenza che li ha presi): Dzeko, Mikhi, Darmian, Acerbi.
Eppure, nonostante tutto, con questi incapaci siamo lì e gli altri, compreso il favoloso Milan arrancano appena dietro.
Io penso che quando ci sarà il cambio di proprietà si dovrà cambiare tutto e magari partire da una piramide tecnica che costruisca una rete di scouting ancora migliore dell’attuale.
Ma per il momento mi tengo questi e con piena soddisfazione. Siamo secondi, abbiamo vinto una coppa siamo in lizza per l’altra coppa italiana e tra pochi giorni proviamo ad arrivare fra le migliori otto d’Europa
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Sperare in un arabo che metta 300 mn annui a perdere.
Altrimenti, con la situazione attuale, la mia opinione l’ho già espressa.
Aperto ad altre soluzioni che però mi sembra stentino ad essere espresse salvo quella che ci vede destinati a sprofondare a livello di Bologna e empoli
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In attesa che arrivi qualche sceicco sembra esserci un’unica soluzione: vendere tutti i giocatori appetibili (Lautaro Barella Bastoni dopo gli altri già ceduti) e cedere quelli con stipendio elevato (Calha, Brozo, Dumfries e in genere tutti quelli presi a zero, che hanno inevitabilmente ingaggi più elevati della norma) e sostituirli con giovinetti semi sconosciuti che costino poco di cartellino e di ingaggi. magari fra i tanti troveremo pure un futuro campione (che poi cederemo perché vorrà troppo).
In questo modo sì che sbaraglieremmo la concorrenza di Bologna ed Empoli
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Ottima ironia ma io propongo altro. Mix scelte, non serve cedere tutti.
Scelte oculate.
Se preferiamo andare avanti con miky e poi perdere skrin a zero, e magari nel 24 bastoni a zero, facciamo pure.
Almeno vincessimo scudetti nel mentre…
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Luciano, hai perfettamente ragione ma purtroppo non vedo alternative. L’Ajax (o Borussia Dortmund) fa esattamente questo e mi sa che dovremo assumerlo a modello. Per esempio io al posto di Chala vedrei benissimo il ritorno di Oristanio. Se non avessimo perso stupidamente Gnonto… quello che sta facendo è sotto gli occhi del mondo. Poi acquistare giovani di talento semisconosciuti. Tu citi Bologna e Empoli ma l’Atalanta fa questo e fa grandi campionati
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Luciano, hai perfettamente ragione ma purtroppo non vedo alternative. L’Ajax (o Borussia Dortmund) fa esattamente questo e mi sa che dovremo assumerlo a modello. Per esempio io al posto di Chala vedrei benissimo il ritorno di Oristanio. Se non avessimo perso stupidamente Gnonto… quello che sta facendo è sotto gli occhi del mondo. Poi acquistare giovani di talento semisconosciuti. Tu citi Bologna e Empoli ma l’Atalanta fa questo e fa grandi campionati
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Gnonto Ciardi
immagino Iliev Carboni ecc cosa pensano. io non avrei dubbi
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Hakimi Perisic Lukaku Skriniar Conte (più Bremer e Dybala che hanno fatto altre scelte): io se fossi in Lautaro Barella e Bastoni non avrei dubbi.
Io dico solo che finché si può allestire una squadra che lotti ai vertici (vincere lo vogliono tutti ma ci riesce una sola) approvo incondizionatamente le scelte della mia proprietà e della mia dirigenza.
Non credo che abbiamo perso Skriniar a zero perché abbiamo preso Mikhi. Non credo proprio.
Quando non sarà più possibile accetterò tutto anche di avere come modello la politica dell’Atalanta: vuol dire che nei prossimi 115 anni faremmo due tre campionati boni (senza vincere) moltissimi nell’anonimato totale e un po’ in serie B. magari potremo fare un po’ meglio, perché incassiamo di più. ma incassiamo di più perché abbiamo più tifosi e abbiamo vinto più…dell’Atalanta. Quindi abbiamo più tifosi e un brand più fashion.
Ho citato Bologna ed Empoli perché mi erano stati portati ad esempio del punto a cui saremmo finiti ostinandoci a prendere gli Dzeko, I Darmian, gli Acerbi e i Mikhi anziché lanciare i Bellanova e gli Asllani.
oggi ho una squadra competitiva, nonostante tutto. Quando non lo sarà più penserò a ricostruire con progetti futuristici
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Riprendo l’esempio calzante fatto dal nostro amico Felice Nicola di Kondogbia-Vecino-Duncan. E mi riaggancio alla mia teoria dell’omogeneizzazione dei valori tecnici dei giocatori a seguito della globalizzazione del calcio mondiale. E’ evidente che nel calcio c’è una bolla relativa alle quotazioni dei giocatori (tipo bolla speculativa della borsa). Quando giocatori come Grealish e Antony in Inghilterra vengono pagati 100 ml o per venire in Italia gente come Kondogbia la paghi 6/7 anni fa 40 ml sei di fronte ad una bolla. Questi 3 giocatori non sono scarsi ma secondo me non sono migliori di tantissimi giocatori che costerebbero la metà o un terzo o un quarto. Se per Kondogbia devo spendere 40 ml allora mi prendo un Krunic a 8 ml oppure, arrivo a dire, lancio un Duncan dal vivaio. Il bravo dirigente è consapevole di questa bolla dei prezzi dell’omogeneizzazione dei valori che ti consente di trovare un buon profilo in quasi tutto il mondo e va a spendere le cifre significative per quei giocatori che veramente ti danno un valore aggiunto. Anzi, la sfrutta questa bolla, piazzando alla prima occasione utile un proprio giocatore in Inghilterra a prezzo folle. Sapendo che non devi competere con il Manchester City o il Real Madrid ma con l’Atalanta, la Roma , il Napoli di De Laurentis e dal prossimo anno con una Juventus fortemente ridimensionata. Per competere con questi avversari non c’è bisogno di imbottirsi di fuoriclasse (o sarebbe meglio dire di ex fuoriclasse).
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Fintanto che la serie A non riuscirà a recuperare competività nella competizione mondiale tra le varie leghe per la vendita dei diritti televisivi e delle sponsorizzazioni Il modello dell’Inter secondo me non deve essere l’Atalanta (anche se avremmo molto da imparare dai dirigenti orobici) ma piuttosto quello di un Benfica (immagino subito che gli interisti doc bauscia inorridiranno a questa ipotesi). Fornisco un dato fresco fresco che da un amisura di quanto siamo più poveri dei top team inglesi. Il Manchester United è in vendita e sembrerebbe ci sia la fila per acquistarlo. Prezzo? Si parla di 6 miliardini tondi tondi e forse più. Che cifra chiede Zhang per la nostra beneamata senza trovare nessuno disposto a dargliela? Si parla di 1 miliardino. L’Inter oggi vale al massimo un sesto del Manchester United. Probabilmente anche meno.
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A me sembra che parliate di modelli, strategie, prezzi con estrema superficialità, senza avere la più pallida idea di come funzioni una squadra di calcio professionistica.
Per carità questo è un blog di tifosi e nulla vieta di propugnare le tesi più disparate, però credo si debba sempre essere consapevoli che l’essere tifosi non ci rende automaticamente in grado di comprendere dinamiche complesse.
Con tutto il rispetto, ma nessuno di noi (io per primo) saprebbe fare lo 0,5% di quanto fatto da Marotta.
Non mi sembra però che da parte di molti tifosi ci sia questa consapevolezza, anzi, spesso molti pontificano come se avessero la soluzione (facile) ad ogni problema.
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Perfetto, Angelo. E’ la battaglia che sto combattendo da quando sono sul blog. Libertà di esprimere il proprio pensiero, per tutti, ma anche consapevolezza del fatto che ci sono delle graduatorie precise di conoscenze, competenze ad esperienze.
Quindi umiltà ICerco di ripeterlo sempre a nche a me stesso.
Non tutte le idee sono uguali.
Un grand premio Nobel per la letteratura diceva anni fa che la democrazia (uno vale uno) è fondamentale in politica. Se questo concetto lo si applica a capacità e competenze diventa aberrante
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Siamo di fronte a una situazione in cui la dirigenza, preso atto delle difficoltà finanziarie doveva decidere tra due strade: rinnovare e ricostruire nel tempo o provare a restare ai vertici anche sacrificando qualche big, ma sostituendolo con giocatori di qualità magari non più giovani ma in grado di impattare subito sulle prestazioni della squadra.
Io credo che abbiano scelto per il meglio, perché anch’io non avrei voluto una squadra con diversi Asllani e Bellanova titolari. Di Kvara ce n’è uno solo , gli altri giovani ammesso che riescano a emergere hanno bisogno di tempo.
Poi un conto è puntare su un giovane che ritieni forte in una squadra che c’è altra cosa sarebbe puntare su più giovani in una squadra che ha perso tantissimo.
In questo caso vado sul sicuro sui parametri zero di qualità ed esperienza (Calha, Onana) o su giocatori che costano nulla o pochissimo ma prendono un po’ di più di un giovane che prende poco perché non ha ancora dimostrato nulla.
L’imput della proprietà è determinante: restare competitivi o lavorare per un ipotetico futuro.
Credo che i nostri grandi dirigenti abbiano risposto al meglio all’imput della proprietà. Sbagliati, tra l’altro, non sono stati gli arrivi di Dzeko, Darmian, Mikhi, Acerbi, ma, curiosamente, degli unici due pagati con buoni soldini: Correa e Gosens che, guarda caso stanno dando poco come i due giovani su cui si è investito.
Questo conferma che nel calcio sbagliano tutti e si può sbagliare sempre.
però se fosse vero (come credo) che l’imput fosse cercare di restare competitivi, magari per la vendita del club oppure in attesa dello stadio e dei proventi della super lega, non si deve guardare la singola operazione, ma il risultato.
Ebbene a me sembra che fino ad ora il risultato sia ampiamente positivo (naturalmente liberi altri di pensare il contrario) ma io preferisco aver portato a casa in questi due anni tre coppe un secondo posto a totale ridosso della prima, due superamenti dei gironi di CL , essere in corsa per gli ottavi di CL e per la coppa italia ed essere comunque secondi in campionato, piuttosto che correre il rischio di puntare su giovani che, non avendo soldi da investire, non sarebbero stati comunque di prima fascia.
Riassumendo: Riconosco che i nostri dirigenti sono più preparati di me , conoscono la situazione e sanno quali sono i desiderata della proprietà. Casualmente, nel mio piccolo, trovo che i risultati sino ad ora ottenuti siano del tutto soddisfacenti.
Capisco che altri possano esprimere valutazioni opposte, anche se non capisco perché i nostri risultati, non avendo vinto lo scudo ma avendo fatto benissimo ovunque e vinto spesso, debbano essere ritenuti insoddisfacenti quando ben difficilmente con l’altra strategia saremmo rimasti in Europa (a meno di pescare 4-5 Kvara, al posto dei vari Dzeko, Darmian, Acerbi, Mikhi accompagnati magari da mister oltre 80 milioni Osimhen).
Ci aggiungerei anche Calha e Onana, visto che sotto accusa sarebebro anche le spese più onerose dei parametri zero con buon contratto, piuttosto degli acquisiti onerosi con contratto leggermente inferiore.
Probabilmente non succederà, ma se dovessimo eliminare il porto e ritrovarci tra le prime otto in Europa i severi critici dei nostri dirigenti, ci ripenserebbero?
Come vedi, caro Francesco, la discussione non è proprio di tipo ‘passatista
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Per quanto mi riguarda mi è chiarissimo che tutte le opinioni che tutti esprimono in questo spazio a partire da me, come in tanti altri spazi, sono le opinioni di non adetti ai lavori. E quindi vanno prese per qelle che sono. Nessuna presunzione di svelare verità assolute. Detto ciò non capisco dove stia il problema. L’importante secondo me è esprimere queste opinioni con educazione senza offendere gli interlocutori. E mi sembra che in questo spazio il requisito dell’educazione sia sempre rispettato.
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Concordo al 100%.
Sulle ipotesi di dove saremmo con strategia diversa ognuno è libero di dire ciò che vuole.
Io posso sostenere che Pina, se ha fatto 12 gol ad Empoli, da noi scorso anno ne avrebbe potuti fare 25, regalandoci lo scudo. Come si fa a confutarlo?
Io sono solo preoccupato della deriva che stiamo prendendo.
Vedo un declino che le scelte dirigenziali stanno solo rallentando (e capisco anche lo abbiano fatto, purtroppo con pochi scudetti….perché ne avremo uno come bilan e Napoli che hanno scelto strategie opposte) ma al prezzo di una situazione finanziaria che rischia di zavorrarci a lungo (a differenza dei competitor italiani….lasciamo perdere inglesi).
Tutto qui.
E avendo avuto per anni un volume d’affari nettamente più ampio di queste due mi sarei aspettato di meglio come risultati (il secondo posto non soddisfa nessuno per come è maturato, inutile nascondersi) oppure di essere in una posizione migliore che non sia quella di dover contare le monete per via di perdite che non accennano a diminuire.
Chiudo sui giovani: personalmente non ho mai parlato di fenomeni (pochissimi). Solo non vorrei vedere aggiunte di maturi che danno solo quantità e non innalzano qualità, anzi. E purtroppo in passato il nostro ds ce ne ha portati molti che di qualità non ne hanno portata, , ma hnno purtroppo contribuito ad appesantire ancor di più una situazione finanziare già difficile.
Ecco, se devo aggiungere tanto per aggiungere preferirei non farlo.
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Hai ragione, Luca, quando dici che tutte le opinioni qui sono espresse con educazione. Forse il più intemperante sono io. Perché pur essendo un grande sostenitore dei nostri giovani trovo un po’ populistico nel calcio l’incensare i giovani per il fatto che sono giovani.
Per l’Inter io ho sempre voluto quelli che al momento danno più garanzie. Quelli che le daranno… per il domani mi vanno benissimo, purché possano crescere…con calma. Quando si compra un giovane, anche se non lo conosco sono felice, perché penso che ci avranno visto qualcosa. Quanto a farli giocare, è un altro discorso.
Io non so oggi quanti giovani che costano poco ci siano in giro che garantiscono prestazioni migliori di Dzeko. O di Darmian. O di Acerbi.
Di sicuro al momento chi li vede tutti giorni non pensa che Asllani dia AL MOMENTO più garanzie non dico di Mikhi, ma neppure di Gagliardini.
Sul passato, l’ho già detto e non vorrei ripetermi: non vorrei Ausilio come responsabile tecnico. Invece sono contentissimo di Marotta. E se Marotta, che lo vede lavorare, ha stima di Ausilio COME COLLABORATORE chi sono io per pensare il contrario?
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Insomma, tutto si riduce a questa domanda: a oggi, considerando la crisi finanziaria in cui versa da due anni la proprietà (e che le altre proprietà non subiscono) , siete soddisfatti o no dei risultati ottenuti dal trio Marotta Ausilio Inzaghi?
Io si, perché posso sbagliare ma sono abbastanza sicuro che qualunque altra soluzione ci avrebbe fatti sprofondare nella mediocrità.
Tranne la vendita a uno disposto a metterci tanti soldi, ma quello non dipende da loro
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Io non proprio.
Primo: la situazione finanziaria (che vivono tutte italiane, unica che sembrava non viverla barava…di nuovo, non vanno considerati saldi mercato ma costo complessivi) è ANCHE figlia di scelte manageriali pregresse. Se per 3 anni spendo molto contando su costante immissione denaro da proprietà, Luca lo ha spiegato più volte, ci sta poi che ti debba fermare.
Secondo: nel quadriennio avremo scudo a testa con altre, quindi non dominio, anzi, ma normale alternanza. I piazzamenti li hanno tutti, anche Atalanta.
Terzo: la base tecnico-economica della squadra si va assottigliando perché stiamo posticipando certe decisioni, invecchiando la rosa (siamo tra i più vecchi in europa). Quindi le premesse per il prossimo futuro non sono rosee e questo, per me, conta altrettanto nel giudizio su operato. Anche perché non abbiamo fatto un triplete (che giustifica tutto).
In soldoni è come avere una bella casa a Miami e anziché decidere di consilidarla e abbellirla pian piano la ipotechiamo per prenderci attico di superlusso. Ma ce lo godiamo per un solo anno (scudetto) perché ci accorgiamo di non poterlo mantenere e siamo pertanto costretti a svenderlo con il rischio di perdere pure la prima casa.
Non mi sembra scelta manageriale molto lungimirante e che, purtroppo, non ha neppure portato enormi soddisfazioni (campionati).
Chiudo dicendo che io ho anche compreso scelta di voler sfruttare al massimo finestra senza gobba, e quindi rinviare cambiamento finanche tenere skrin e perderlo a zero: però se metto in mano attico a un tecnico che soffre di vertigini….
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Ripeto per l’ultima volta dopo di che mi arrendo. Vi lascio alla vostra narrazione. La domanda parte da una premessa che reputo sbagliata.
“considerando la crisi finanziaria in cui versa da due anni e che le altre proprietà non subiscono”. La premessa giusta per me deve essere posta così: considerando che la proprietà continua a mettere a disposizione delle dirigenza risorse significativamente più ingenti di milan napoli roma lazio e atalanta … ecc ecc.
La seconda parte della domanda “siete soddisfatti o no dei risultati ottenuti dal trio Marotta Ausilio Inzaghi?” invece la considero giusta. Ognuno dia la sua risposta che sicuramente è la risposta di un non addetto ai lavori e sicuramente sarà una risposta opinabile.
La mia, di risposta, (da non addetto ai lavori) è … non moltissimo, si poteva fare abbastanza meglio.
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“Chiudo dicendo che io ho anche compreso scelta di voler sfruttare al massimo finestra senza gobba, e quindi rinviare cambiamento finanche tenere skrin e perderlo a zero: però se metto in mano attico a un tecnico che soffre di vertigini….”
Roberto permettini di essere legegrmente in dissenso con te. Quella degli ultimi tre anni non è stata una vera finestra senza gobba perchè la Juve ha continuato a investire somme ingenti sulla squadra (come e più di noi). Fortunatamente ha toppato le scelte di giocatori e allenatori e quindi non è riuscita a confermarsi. La vera finestra senza gobba pluriennale si apre dal prossimo anno quando la Juve si troverài o in serie B o significativamente ridimensionata nei ricavi. E noi arriveremo a questa finestra non nelle migliori condizioni per sfruttarla. Con il concreto rschio cghe questa finestra potrrà essere sfruttata da chi è stato più lungimirante di noi (vedi napoli, milan e la stessa atalanta)
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Tutto l’impianto denigratorio si basa su un equivoco: sostenere che la crisi investe tutte le società. Invece non è così. Solo la nostra proprietà è stata travolta da una crisi finanziaria di dimensioni planetarie- Prima di questo evento dover ripianare ogni anno non era un problema.
però qui a me sembra di leggere la gazza: come scriveva qualcun o su twitter e su fcinter 1908 davanti a noi c’è il Napoli che sta facendo cose strepitose. bravo. Tutte le altre stanno dietro pur avendo proprietà floride. Ma è crisi Inter
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“Solo la nostra proprietà è stata travolta da una crisi finanziaria di dimensioni planetarie”
Ma per quale ragionevole motivo Zhang, essendo stato travolto da una crisi finaziaria di dimensioni planetarie come dici tu, l’anno scorso ha autorizzato una gestione che ha portato un deficit di bilancio di 140 ml? Perchè non ha imposto alla sua dirigenza lacrime e sangue pretendendo un azzeramento del deficit annuale? Non ho dati sul risultato di bilancio di questo anno in corso ma ho il ragionevole convincimento che anche quest’anno l’Inter chiuderà in deficit perchè rispetto allo scorso anno è cambiato abbastanza poco. O Zhang è totalmente incapace di intendere e di volere e sta andando a schiantarsi modello Yongong Li oppure questa devastante crisi finanziaria in cui è sprofondato in realtà non è così devastante e lui può continuare a divertirsi con l’Inter e a far divertire noi tifosi pompando denaro sulla società. Alternative a queste due ipotesi non le vedo. Oppure ci sarebbe una terza ipotesi e cioè che lui spera in una divina provvidenza sotto forma di Eurolega agnelliana o in un’autorizzazione imminente al nuovo stadio che magicamente farebbe salire il valore della società. Scommettere su queste due ipotesi mi sembra molto pericoloso.
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No Luciano, ripianare 150 mn annui di perdita non può essere considerata la norma.
A parte i gobbi non se lo può permettere nessuno.
E ora anche loro si è capito come lo facevano.
Ma ti rendi conto che un acquisto come quello di Asslani a 15 mn, da noi visto come lo cost, rappresenta un tetto semiincalicabile per 80% italiane?
O un prestito come Lukaku, con stipendio enorme, è un’operazione che ci possiamo permettere un due?
Questa è la A oggi, non siamo più ai tempi dove cecchi gori prendeva batigol a firenze
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Sinceramente resto allibito. Quanto odio si deve provare per questa proprietà, per questa dirigenza, per questo allenatore per negare:
Che la proprietà abbia investito tanto per portare l’Inter in alto.
Che per la proprietà siano intervenuti inattesi rovesci finanziari e guai politici
Che la proprietà non può più continuare a fare nuovi investimenti, ma deve ridurre i costi, pur continuando a rimetterci fior di soldi.
Che in una situazione che ha costretto a cedere o lasciar andare autentici pilastri come Conte, Pintus, Lukaku quando era al top, Hakimi, Eriksen Perisic e ora Skriniar, in un anno e mezzo, senza poter investire il ricavato per sostituirli degnamente, proprietà dirigenza e allenatore sono riusciti a presentare una squadra competitiva.
A questo punto penso proprio che parliamo lingue differenti e che il confronto diventi inutile.
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Ho visto dal vivo la partita della Primavera e ho consultato le pagelle di un sito interista che va per la maggiore.
Poiché io non posso aver ragione e quasi tutti gli altri torto è evidente che ormai la mia lettura dei fenomeni calcistici è del tutto inadeguata all’evoluzione del pensiero moderno.
Un po’ come accade….per Sacchi (in piccolo nel mio caso)
Di seguito riporterò le mie pagelle: volevo copiare anche quelle del sito interessato, ma non lo farò, perché non è giusto. Chiunque può confrontarle
Prima due righe sulla partita.
la temevo molto, perché sapevo che Chivu avrebbe fatto turn over sostanzioso e purtroppo noi non abbiamo i giocatori da poter alternare.
Già i titolari non hanno un livello medio elevato, se giocano altri è ovvio che si vada in difficoltà.
Rispetto alla partita di Y L non hanno giocato, inizialmente ben sei giocatori
Zanotti, Pelamatti, Stankovic, Kamate, Owusu, Iliev
Inoltre non hanno giocato Andersen e Dervishi (prima riserva di Zanotti) oltre agli infortunati Andersen e Zuberek.
Siamo partiti benissimo abbiamo ottenuto subito un vantaggio importante, poi abbiamo sbagliato per almeno tre volte il raddoppio a causa di errori tecnici individuali incredibili.
Poi siamo andati in crisi. Ci siamo sfilacciati, allungati e pur in vantaggio abbiamo preso gol in contropiede..
Nel secondo tempo non è andata meglio: attacchi velleitari e grandi occasioni concesse ai bolognesi che mettono almeno 3-4 l’uomo solo davanti al portiere senza riuscire a centrare la porta.
Dal punto di vista del mero risultato ci è andata ancora bene
Secondo me assolutamente nessuno dei giocatori visti in campo è pronto per fare minuti in prima squadra.
Il più pronto è Fontanarosa che comunque non credo oggi sarebbe titolare in serie B.
Poi Pio che certamente non è pronto (non ha ancora 18 anni) ma che prima o poi potrebbe diventarlo.
C’è poi il talento tecnico immaturo calcisticamente, come cercherò di spiegare con le pagelle, di Carboni.
Con il 433 Pio era troppo isolato davanti per sfondare frontalmente, siamo andati spesso sugli esterni, ma per motivi diversi lì ci fermavamo. L’unica volta in cui Carboni ha raggiunto il fondo e messo la palla dentro, Pio ha fatto gol.
ma veniamo alle pagelle
Calligaris: incolpevole sui gol. Forse il primo (un tocco precisissimo sul palo lungo) poteva sdraiarsi prima o con più esplosività, ma avrebbe comunque compiuto una parata straordinaria. 6
Nezirevic: è alla seconda partita, quindi non crocifiggiamolo. L’impressione è che in Italia, del suo anno, ci siano decine di terzini destri di quel livello o meglio.5
Kassama: qualche intervento elegante ma un paio di errori inammissibili, In una circostanza si è fatto bere in velocità. Speriamo che sia solo una cattiva giornata, perché in precedenza mi era piaciuto 5
Fontanarosa: guida la difesa ed è il leader tecnico e tattico della squadra. Sbaglia pochissimo ed è l’ultimo a deporre le armi. 7
Pozzi: ci mette grinta e un po’ di forza. Non basta. 5
Martini: se devo guardare la mole di lavoro fatta per la squadra è stato uno dei migliori. ma se giochi nell’inter non puoi sbagliare tre nitide palle gol per errori di controllo della palla 6-
Grygar: gli avversari attaccavano sulle fasce, in ripartenza e lui si trovava fuori posizione. Qualche intercetto, qualche discreto riavvio dell’azione, ma troppo poco per incidere 5.5
Di Maggio: sapete che è un mio pupillo e stravedo per quello che gli ho visto fare nelle categorie inferiori. Ma qui da mezz’ala fa fatica. Se la cava meglio nelle vicinanze dell’area di rigore. 6-
Carboni: si accende subito e con uno scatto da fermo raggiunge il fondo sulla destra, da dove mette l’assist per Pio. Poi in almeno 5 occasioni quando gli arriva palla se la porta sul sinistro dribbla a rientrare, tenta 4 o 5 dribbling spingendosi sempre più a sinistra. Non trova lo spazio per il tiro né l’appoggio su un compagno. Non chiude l’azione, perde palla e sulla destra della nostra difesa si apre una voragine: con tre passaggi in verticale in superiorità numerica il pareggio è confezionato.
Poi almeno altre 4 o 5 volte ripete la medesima azione, per fortuna senza lo stesso esisto negativo.
E’ un talento, gioca il pallone con la suola e con il tacco, forse diventerà un grande giocatore.
5.5
Pio: corre, si sbatte pressa segna prende mille palloni di testa spizzandoli per i compagni, fa salire la squadra. ma Carboni e soprattutto Curatolo giocano troppo lontani da lui. Lui può diventare giocatore. 7.5
Curatolo: in parte ho anticipato il giudizio. Non gioca nella sua posizione, fatica a rendersi utile nonostante l’impegno e viene continuamente ‘guidato’ da Chivu per assumere la posizione più utile. Sbaglia anche lui un paio di opportunità. 6-
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Odio per la proprietà?
Non ho parole, veramente.
Odio verso nessuno, è calcio.
Se proprietà perde centinaia di milioni ogni anno e resta è da benedire.
Tu, scusa, ma davi per scontato e standard una gestione pre pandemia alla Moratti 2.0.
Ma veramente ritenevi normale quella situazione?
Certo che ci divertivamo a pagare eriksen, a 6 mesi scadenza, 27 mn (neanche psg ha offerto tanto per skrin a gennaio).
Ma la consideri normalità per giudicare valido operato dirigenza?
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>>> la temevo molto, perché sapevo che Chivu avrebbe fatto turn over sostanzioso e purtroppo noi non abbiamo i giocatori da poter alternare. <<<
Ma perche' questo turn over ? Siamo fuori dalla Youth League, non abbaimo tutti sti impegni, perche' non consolidare la posizione di classifica in modo che magari si giochi anche con un po' piu' di tranquillita' ? E' una scelta imposta a Chivu da parte della dirigenza ? Ma perche'? non lo capisco francamente …
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Non credo, Becca. Mettere tutti alla prova nella prima parte della stagione probabilmente era un scelta concordata tra società e mister. nella seconda parte credo che Chivu sia libero di fare le scelte definitive. Quindi penso che il mister abbia valutato le condizioni di freschezza dopo la partita di YL. Ma naturalmente è solo una mia impressione
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Per una volta che non posso andare a vedere un derby, lo vinciamo 6-0!
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Luciano. Ho sincero rispetto per te, ti leggo con piacere da alcuni anni, ti ringrazio per aver creato questo spazio e per tutto ciò mi dispiace che ritieni il confronto inutile. A scanso di equivoci il mio pensiero si può sintetizzare così: come tifoso dell’Inter ho grande rispetto e riconoscenza per la famiglia Zhang che ha profuso sulla squadra risorse economiche ingentissime e continua a farlo, ripeto continua a farlo; ho meno riconoscenza per la dirigenza che ha gestito e sta gestendo queste ingenti risorse perchè ritengo da non addetto ai lavori che potevano essere impiegate meglio; l’allenatore attuale non mi dispiace. Probabilmente è un allenatore più alla Ancelotti che alla Mourinho e cioè più adatto alle coppe che al campionato dove lascia qualche punto. Però ritengo che non possiamo lamentarci del suo operato. Da buon ingegnere quale sono ho provato a dare dati per spiegare queste mie opinioni (che so perfettamente essere le opinioni di un non addetto ai lavori come tutte le altre opinioni anche avverse alle mie degli altri partecipanti al blog). Non mi sembra che siano opinioni devastanti.
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prima cosa mi scuso con il mio tono “polemico”. non ho la presunzione di avere la verità in tasca e so benissimo di avere zero competenze in termini tecnico \ tattici\ economici.
è facile esprimere dopo opinioni su tattiche \ sostituzioni \ calciomercato. penso che nessun “principiante” avrebbe scommesso 1 euro su Kvara (e chi lo aveva mai visto e sentito?) mentre su Hakimi anche io avevo predetto fosse un fuoriclasse.
riguardo la soddisfazione : le coppe ( meglio di niente ) non valgono cmq 1 / 10 dello scorso scudetto perso (mancata seconda stella ). ancora mi brucia soprattutto dopo ogni derby.
io ho molti dubbi sulla nostra gestione perdiamo Skriniar e i nomi che si leggono sono da mettersi le mani nei capelli
Djidji Smalling Pereyra
io spero che sono solo “giornalate” poi per la panchina possono anche andar relativamente bene ma a sto punto mi domando meglio un Djidji o Fontanarosa (che ho visto nelle amichevoli e non mi è piaciuto per nulla)?
lo sconforto è vedere che ogni anno dobbiamo rientrare di tanti mln . ora cederemo Dumfries ma una volta finiti quelli forti che si fa? Bastoni Barella Lautaro..
mi va anche bene cedere Barella per fare una grossa plusvalenza ma se ipotetici 50 per lui poi ne possiamo spendere 5 e sostituirlo con Pereyra allora non andiamo da nessuna parte. mi andrebbe bene sostituirlo con il Koopmeiners di turno (prima che lo prende l’atalanta). questo è “programmazione”, “scouting”, “progetto” (comprendo che non c’erano i soldi manco per lo stipendio di Acerbi) ma qualcosa si deve pur fare. mi infervoro incredibilmente quando vedo giocatori pagati fior di mln che palesemente non hanno nulla(tornando indietro vedo ) . qualche soldino ( pochissimi ) ne abbiamo ma spesso vengono spesi per motivi sconosciuti.
ho letto ieri che spendiamo decine e decine di mln per commissioni mentre per “scouting” siamo a manco 1 mln .
per questo non riesco a essere “felice”. non vedo un futuro. non ho idea se la strada “giovani” è quella da seguire ma dobbiamo sicuramente trovare un qualcosa per diventare più sostenibili
facevo l’esempio di Zaniolo perchè da parte (principiante) vederlo 3 mesi dopo titolare contro il real madrid sentire che è il nuovo fuoriclasse Italiano (lasciamo perdere la stampa..) poi un errore ci sta e alla fine non lo rimpiango ma magari una possibilità in prima si potrebbe dare a qualcuno (immagino cambi la motivazione a giocare in prima o primavera)
in più sapendo che è quasi impossibile avere chanche perchè un giovane a un certo punto dovrebbe restare?
ps gran gol di Esposito a bari . chissà
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Aldilà del pareggio, irrita proprio la mollezza messa in campo, segnale di scarsa preparazione del tecnico in quanto non è la prima volta.
Di solito scusa sono le coppe, questa volta non c’è neppure questa.
Gosens, Correa, Lukaku e Asslani sono i rinforzi scelti da dirigenza. O sono stati tutti cannati (e sarebbe grave) o tecnico è molto scarso. E sarebbe grave uguale.
Meno male che samp è fatta da giocatori da c inglese.
Partitada ritmo oratoriale che dimostra come mai I nostri diritti tv non lo considera nessuno, altro che tatticismi. È proprio un calcio lento e farraginoso
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Inter punti 44
Samp…non mi ricordo.
fa piacere in un blog interista leggere solo critiche a tutti quelli che lavorano per una squadra che comunque a oggi è l’unica ad aver già vinto qualcosa, in campionato ha messo in fila tutte alle sue spalle, meno il napoli e sta lottando per arrivare fra le prime otto d’Europa e avanzare4 in Coppa Italia.
Se i dirigenti tecnici capissero qualcosa e l’allenatore non fosse analfabeta vinceremmo non il triplete, ma il quadriplete (super coppa in più).
Voi continuate pure con le vostre teorie, io constato che da due anni dobbiamo vendere molto più che acquistare. E le altre non sono in queste condizioni.
Non sono un ragioniere, sono un tifoso. Se la mia squadra deve vendere i migliori e nopn può impegare il ricavato per rafforzarsi a me dispiace.
Ma voi continuate pure a dire che dobbiamo vincere eprché Zang ogni anno paga i debiti
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Inter 7 sconfitte su 22 in A…questa A.
E sei secondo….che livello equesto campionato?
Resta che si è persa una partita su 3. Se questo è fare bene….
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E’ tanta la voglia di demonizzare la nostra squadra che si….aumentano le sconfitte.
Se il nostro percorso è pessimo, con una coppa già vinta il passaggio del turno il CL eliminando il barcellona, il proseguimento in Coppa Italia tutti gli altri, tranne il napoli si devono suicidare.
Se la seconda perde sei partite significa che è un gran campionato, equilibratissimo, senza squadre materasso.
E che la seconda ha avuto gravi problemi sul mercato, dove da due anni è costretta a indebolirsi.
Però basta, davvero, non si può continuare a difendere società e squadra dai suoi stessi tifosi.
Proviamo a prendere esempio da quelli della samp
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I doriani tifano squadra, non Ferrero, anzi.
Io tifo inter ma questo non vuol dire avere paraocchi.
Almeno non per me.
Allo stadio incito sempre squadra ma provo a ragionare con la testa senza pensare sempre che tutti abbiano fatto il max, quindi va bene, se ciò che vedo mi dice il contrario.
Io non fischio Bellanova al primo errore (questo lo considero sciocco) e, durante match, nemmeno Correa per mollezza, Gosens per piedi quadri o Barella che manda a quel paese i compagni.
Ma non posso non criticare chi li ha presi, sprecando risorse, e chi li (non) gestisce.
Se tifare significa passare staccare il cervello allora non sono un tifoso. Eppure allo stadio ci vado, dazn la compro…
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Punti di vista. C’è chi crede che stacchino il cervello quelli che non si rendono conto che una squadra che da due anni è costretta a cedere o far partire i migliori senza sostituirli eppure è seconda in classifica dopo essere arrivata seconda a due punti l’anno precedente, ha già vinto una coppa dopo averne vinte due l’anno precedente, è per la seconda volta consecutiva agli ottavi di CL ( dopo aver eliminato il Barcellona ) ed è ancora in lizza in coppa Italia , stia compiendo qualcosa di molto positivo.
I tifosi della Samp stanno andando in B: forse da loro i giocatori li ha presi il magazziniere e li sta utilizzando male l’addetto alle pulizie degli spogliatoi. Per questo non se la prendono con Direttore e allenatore
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Se i tifosi di Milan juve Roma Lazio e Atalanta fossero come certi tifosi dell’Inter dovrebbero incendiare la sede delle loro squadre. L’Inter dopo aver vinto lo scudo e essersi indebolita sul mercato è finita seconda a due punti (rubati) dal Milan, e ha… buttato via lo scudo. Il Milan è a 18 punti dalla prima, dopo aver vinto lo scudo ed essersi rinforzato, ma è guidato da maghi
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Del resto probabilmente sono gli stessi tifosi che hanno insegnato il mestiere agli incapaci Pioli e Spalletti, nonché a Ranieri che ha vinto solo lo spettacolare campionato inglese alla guida di una squadretta. Ma lo hanno fatto facendo tesoro delle critiche di certi nostri tifosi
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Ognuno la vede a modo suo.
I bilanci definitivi li faremo alla fine e vedremo se percorso nelle coppe compensara’ campionato.
Ma persino gli “illuminati della curva” hanno criticato atteggiamento squadra.
E si che per loro il tifo deve essere incondizionato, pena botte.
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Se una squadra è costretta a fare due mercati consecutivi in grave perdita e arriva comunque davanti a qualcuna delle rivali che non hanno avuto questo problema, ha fatto comunque bene. L’accostamento alla curva e alle botte per chi non la pensa come loro potevi risparmiartelo. Io se il mio pensiero non è apprezzato, me ne vado, non aggredisco
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Inter, la Curva contro Inzaghi: “Non motiva la squadra e non rischia. Sembriamo una squadra di media classifica”.Segue uno sproloquio sul fatto che siamo l’Inter e gli altri ci devono temere, dovevamo mettere 3 punte (perché non 5?).
Il problema dell’inter sono i tifosi competenti che escono con queste correzioni del lavoro del tecnico proprio alla vigilia della partita che decide la nostra annata.
E non li sfiora minimamente il fatto che tutta la stampa da sempre definita nemica soffia sul fuoco della polemica.
Come non li sfiora il fatto che dopo le cessioni dei big siamo attrezzati come una delle 5-6 squadre che lottano per la zona CL.
Sia chiaro: io difendo Marotta perché parla la sua storia. Non difendo Inzaghi semplicemente dico che chi deve giudicarne il lavoro non sono gli idraulici, i pompieri, i geometri, i portuali o gli insegnanti che tifano INTER
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