In due anni smontato lo squadrone dello scudetto: Inter – Empoli 0-1

L’arbitro espelle Milan Skriniar. Uno dei momenti decisivi della partita che ci ha visto sconfitti in casa contro l’Empoli.

Non chiedetemi di chi è la colpa, io sono solo un tifoso e dico quello che vedo.

Vedo una squadra che alterna buoni risultati a orrende prestazioni.

Vedo una squadra che passa il turno in CL a spese del Barça e vince la Supercoppa col Milan 3-0, ma perde 6 partite di campionato nel solo girone d’andata, come negli anni più bui.

Trentasette punti in 19 partite fanno 74 alla fine, mantenendo la media. Una quota che non consente l’accesso alla CL, neppure se consideriamo i punti di penalizzazione della juve.

La ‘discesa’ a me sembrava evidente già lo scorso anno, quest’anno si è visto subito che è più impetuosa.

Chi ha distrutto il giocattolo?

La proprietà che non investe più e deve addirittura rientrare?

La dirigenza tecnica che sbaglia acquisti e cessioni?

L’allenatore che accetta un gruppo con forti limiti e non riesce a ottenere il massimo dal materiale di cui dispone e forse addirittura ha responsabilità in alcuni arrivi rivelatisi disastrosi?

Se proprio volete un’opinione (ma è solo un’opinione, non una sentenza), tranne la proprietà che semmai ha la sola ‘colpa’ di non aver trovato conveniente vendere, senza essere nelle condizioni di fare un mercato all’altezza delle ambizioni storiche, TUTTI GLI ALTRI HANNO UN PO’ DI COLPA.

Ma le cose si tengono a vicenda in un’interrelazione dagli effetti nocivi

L’allenatore l’ha scelto e confermato la dirigenza tecnica, ma forse non era possibile nella situazione data trovare di meglio.

Chi era sicuramente meglio vista la mala parata se ne è andato per tempo ed è presumibile che, a parte la questione finanziaria, un allenatore affermato e di livello non sarebbe mai venuto in una società senza prospettive.

Del resto l’allenatore ha fatto anche buone cose ottenendo qualche risultato apprezzabile e tenendo l’Inter a galla fino ad ora.

Ma non è riuscito a darle continuità e solidità.

Si sapeva che Conte era  uomo da tornei lunghi e difficili e che Inzaghi è più adatto a giocarsi le partite secche.

Inzaghi ha battuto la juve anche con la Lazio, senza che la sua squadra fosse più forte dei piemontesi: infatti in campionato finiva sempre lontano.

Accantonato il discorso allenatore, resta aperto quello della gestione del mercato da parte della dirigenza tecnica.

Parliamoci chiaro: giocatori come Correa e Bellanova sono improponibili per una società che mira a restare ai vertici.

Con quei soldi (pochi per altro) si poteva fare di meglio.

Non solo il Napoli e il Milan, ma anche… l’Empoli ha dimostrato che si potevano e dovevano trovare a prezzi contenuti giocatori ben più affidabili.

Io non so come distribuire le responsabilità.

Come Spalletti aveva fatto cedere Zaniolo per prendere un suo pallino che ha fallito, Nainggolan, così probabilmente Inzaghi ha fatto spendere i pochi soldi disponibili per la controfigura di un giocatore, Correa.

Solo che prima non c’erano i risultati ma non c’era la necessità di rientrare finanziariamente e un acquisto sbagliato non era così grave.

I sostituti di Hakimi, di Perisic non sono all’altezza di chi ci ha lasciato.

L’unico cambio (forzato) accettabile è stato quello tra Eriksen e Hakan.

Poi c’è la questione Brozo e Lukaku che in questa parte di stagione hanno dato veramente poco e questo per la verità era imprevedibile.

In due anni mezza squadra è stata ceduta o ha avuto flessioni di rendimento clamorose.

E adesso c’è la certezza di una nuova partenza.

Togliete alla squadra Campione d’Italia Brozo, Lukaku, Hakimi, Perisic, Eriksen e ora Skriniar e il ridimensionamento è certo, soprattutto se i sostituiti non sono all’altezza.

Non parlo di Handa, odiato dai tifosi, ma se avesse preso un gol come quello oggi subito da Onana lo avrebbero linciato. Rispetto al miglior Handa sicuramente c’è un altro grande giocatore in meno.

E direi che oggi sarebbe stato prezioso persino un Sanchez.

Il Napoli e il Milan secondo alcuni hanno dimostrato che si possono sostituire grandi campioni rafforzandosi e senza spendere molto?

Non lo so e mi interessa poco, io guardo alla mia squadra e cerco di evidenziare i problemi che ha.

Indicare come risolverli, se è possibile risolverli, spetta ad altri

Io so che se giochi una partita in casa che devi vincere e metti in campo Bellanova e Correa qualche rischio lo corri.

Ma forse non potevi fare altro, perché Lukaku non ce l’hai e Dzeko non può giocare ogni tre giorni.

Torna fuori un altro mio pallino, contrastato duramente da quasi tutti: quello della rosa inadeguata per carenze di sostituti in alcuni ruoli, il che costringe giocatori chiave, spesso non giovanissimi a logoranti superlavori.

E non solo gli anziani: anche i Barella e i Bastoni giocando sempre alternano ottime prove a cali di concentrazione e /o di condizione.

Però giocavano tanto anche con Conte e avevano più continuità, come del resto Skriniar e de Vrii e persino lo stesso Lauti.

Ripeto, non sono io che devo capire da cosa dipenda tutto questo insieme di situazioni.

Io posso fare delle supposizioni, da ‘esterno’.

Per esempio se tu devi vincere e fai riposare Dzeko mettendo Correa, forse sei obbligato, ma di sicuro mandi un messaggio psicologico pericolosissimo: questa partita è più facile quindi schieriamo qualche seconda linea.

Il risultato è che nel primo tempo, anche quando eravamo in parità numerica, l’Inter sembravano loro per l’intensità che esprimevano per la brillantezza fisico/psicologica e anche per la qualità (se giochi senza il necessario furore mentale e agonistico, quello delle grandi sfide, sbagli anche una caterva di giocate sul piano tecnico come è successo a noi).

Quando invece, in inferiorità numerica abbiamo giocato sempre senza lucidità, ma con la necessaria concentrazione abbiamo sicuramente fatto meglio che nella prima ora di gioco

Comunque di semplice e chiaro non c’è nulla.

Faccio un esempio: a me la sostituzione di Correa con Bellanova è sembrata un obbrobrio.

Per come son fatto io metto tutta la vita D’Ambrosio a fare il braccetto e lascio Darmian a fare l’esterno.

In inferiorità numerica corro meno rischi di subire contropiede e, a parer mio, Darmian è più insidioso di Bellanova come esterno.

Tra l’altro, perché invece di Bellanova non hai messo Dumfries?

Io però non conosco le situazioni di mercato e neppure la condizione attuale di Dumfries, dopo il ritorno dal mondiale.

E poi se vuoi provare a vincere con in campo Darmian – Bellanova potresti essere più offensivo, almeno teoricamente, che con D’Ambro – Darmian. E avere più gamba per ripartire

Io non credo a questa opzione, ma è facile parlare dopo, anche se io lo pensavo… anche prima.

Comunque avesse messo D’Ambro e avessimo perso, tutti i critici da tastiera sarebbero stati concordi nel gridare al crucefige per quell’allenatore che se la fa sotto.

Contrariamente a quanto si può pensare io non do neppure la colpa ai due giocatori citati, come non l’ho mai data ad Handa: intanto perché tutti oggi non hanno giocato sui loro livelli abituali, poi perché se uno non è da Inter non ha nessuna colpa e non va massacrato a parer mio.

Finché devono giocare con noi e non ci sono altre soluzioni vanno sostenuti. Non hanno messo loro una pistola alla tempia di dirigenti e/o allenatore per essere tesserati.

Magari se avessi avuto i soldi per prendere Udogie o Parisi o un altro un po’ più caro le cose sarebbero cambiate.

Resta il fatto che da due anni quando in campionato arrivano le prove decisive, anche contro avversarie non irresistibili, le falliamo.

Questa è l’unica realtà indiscutibile: è successo lo scorso anno nel derby, poi in casa col Sassuolo, poi ancora a Bologna.

E’ successo quest’anno con l’Empoli e non solo.

Per contro, consolazione per me un po’ magra, è un fatto anche che sino ad ora nelle coppe invece abbiamo fatto molto meglio che in passato.

E’ possibile (è una mia tesi, una mia opinione, non una certezza) che le due cose siano correlate.

Avendo una rosa qualitativamente incompleta non riusciamo a reggere tutte le competizioni al top delle nostre possibilità.

Nelle partite da dentro o fuori attingiamo a tutte le riserve fisiche e mentali disponibili per i titolari e questo lo paghiamo prima o poi nei tornei dove bisogna essere in condizione per otto mesi.

Adesso mi sembra scontato che l’obiettivo fondamentale sia cercare di arrivare tra i primi quattro, ma non sarà facile per la concorrenza, oltre che di Napoli e Milan, della Roma che ci ha raggiunto e giocherà il ritorno in casa, avendo già il vantaggio della vittoria nello scontro diretto; poi di Lazio e Atalanta .

Nello stesso tempo dobbiamo cercare di andare avanti in CL e in Coppa Italia, ma l’obiettivo di arrivare tra le prime 4 resta imprescindibile, anche per le ripercussioni sul nostro prossimo futuro

Se lo smantellamento della squadra è un fatto, dal mio punto di vista, restano dei valori complessivi abbastanza elevati: ricompattandoci, ritrovando serenità e migliorando sul piano dell’organizzazione (in campo) nonché la condizione di qualche giocatore (ad esempio i minuti giocati da Asllani fanno bene sperare per una sua crescita rapida) la stagione può ancora riservarci qualche soddisfazione importante.

E adesso passiamo a qualche argomento meno importante, certamente ma anche, forse, meno deprimente:

Il weekend del settore giovanile

Come sempre, giustamente gli occhi di tutti erano infatti  concentrati sul posticipo che ha visto impegnata la prima squadra e sulle novità, purtroppo non belle (vedi Skriniar) riferite al mercato dei ‘grandi

Ma si sono giocate tante partite delle giovanili, cioè delle squadre dalle quali potrebbero venire alcuni titolari di domani o comunque potrebbero crescere giovani importanti per le operazioni di bilancio.

Faccio solo un esempio: lo scorso anno la sola cessione di Pianmonti e Casadei ha fruttato 40 milioni con i quali si è evitata forse un’altra cessione importante.

Per comodità degli amici riepilogo i risultati delle partite disputate dai nostri:

  • U19: Samp – Inter 1-2
  • U18: Monza – Inter 1-3
  • U17: Inter – Como 4-2
  • U16: Inter – Udinese 2-0
  • U15: Inter – Udinese 8-1

Under 19: Sampdoria – Inter 1-2 (Martini)

Di questo match abbiamo già parlato sinteticamente. Non è stata la peggiore partita dei nostri che confermano di essere più squadra rispetto alle prime giornate ma anche di avere limiti tecnici e di qualità dell’organico non in differenti, soprattutto dopo la perdita di Zanotti e Carboni aggregati spesso alla prima squadra.

Diciamo che dei 4 difensori visti anche ieri (compreso dunque il nuovo arrivo, Nezirevic), per il momento solo uno è all’altezza di una Primavera ambiziosa.

A centrocampo si è avuta la conferma che si può scegliere tra diversi giocatori di gamba e incontristi, per rafforzare la fase difensiva, ma allora siamo carenti nella costruzione delle azioni.

Ora che non c’è più Carboni una soluzione per me potrebbe essere mettere due mediani e in mezzo, o poco davanti a loro, Di maggio che sa costruire e rifinire.

Con Iliev stabilmente a sinistra, l’altro esterno dovrebbe essere  uno che aiuta molto: Martini ma anche l’ultimo Enoch, che magari per un tempo ha dimostrato di sapersi sacrificare.

Di prime punte, con il ritorno di Zuberek, ne abbiamo abbastanza da poter alternare.

Quanto alla classifica sono meno pessimista di un mese fa: siamo usciti dalla zona play out, anche se solo di un punto, ma l’impressione è che si possa migliorare.

Certo, la situazione è anomala perché è strano vedere appaiate un solo punto sopra la zona play out Inter Milan e Atalanta.

Dal punto di vista della crescita individuale, non vedo grandi miglioramenti, anche se almeno per i 2005 bisogna aspettare con fiducia: spesso si trovano ad affrontare 2003 o anche più ‘vecchi’ e checché se ne dica se non sei un fenomeno naturale due anni a quell’età pesano molto.

L’impressione è che sia finita un’epoca perché davanti tra le ‘abitudinarie’ troviamo la sola Roma, poi Frosinone (Condello si conferma giocatore interessante con una doppietta contro i bianconeri), Sassuolo, persino Cagliari e Lecce.

Sempre bene in corsa il Torino, mentre la juve, che pure fa grossi investimenti, si mantiene in una posizione solo discreta (sesta, anche se  a soli 4 punti dalle copia di testa).

Under 18: Monza – Inter 1-3 (Ciuffo, Zefi, Tamiozzo)

Non ho visto la partita, per la contemporaneità con altre, ma da informazioni raccolte sembra che la squadra abbia disputato una discreta gara, su un campo che è sempre difficile, anche se i brianzoli al momento  si trovano in una posizione difficile.

Questa la nostra formazione:

Tommasi

Aidoo, Casani I, Stabile, Castegnaro (Miconi)

Ciuffo, Bovo, Berenbruch (Mazzola)

Quieto (Baldelli)

Tamiozzo (Vedovati), Zefi (Martins)

Per le considerazioni sulla crescita dei singoli rimando …alla prossima partita che vedrò di persona, perché le informazioni sono poco attendibili.

Dirò solo che sono contento del ritorno al gol di Ciuffo, un esterno che fa tutta la fascia e ha un buon tiro da fuori e della prestazione ancora una volta decisiva di Zefi (su rigore, che però si era procurato lui stesso).

A mio parere proprio Zefi, Bovo (in gol con la nazionale U18 contro la Spagna) e Quieto potrebbero presto trovare un qualche minutaggio, a turno, in Primavera.

La classifica adesso ci sorride perché siamo secondi con 28 punti, a 2 dalla Spal che comanda, ma con ben 5 punti sulla terza, il Milan, sconfitto in casa proprio dalla Spal.

Nel prossimo turno affronteremo in casa l’Atalanta, ma il percorso di questa squadra in campionato resta legato al via vai  caratteristico con la formazione Primavera.

Under 17: Inter – Como 4-2 (Granziera, Pinotti, Mosconi, Tigani)

Thao

Re Cecconi (Marini), Granziera (Garonetti), Maye, Cocchi

Tigani (Gaverini), Ortelli (Zanchetta), Fois

De Pieri (Vanzulli)

Mosconi (Lavelli), Pinotti (Spinaccè)

Partita dall’andamento molto strano, perché i nostri partono benino, e poco dopo il quarto d’ora, un angolo battuto da Pinotti, viene spizzato da Mosconi che serve il liberissimo Granziera: facile il gol del centrale

Il Como nonostante il gol subito, tiene benissimo il campo, infoltendo difesa e centro campo e provando a ripartire sulle fasce e precisamente alla sua destra, dove  Bobbo, molto interessante, costringe Cocchi a rimanere basso e crea qualche difficoltà.

A destra invece saliamo forte noi con un insidiosissimo Re Cecconi, servito spesso da ottime aperture di campo di Maye e con i movimenti sincronici di Tigani e De Pieri.

Proprio De Pieri e le due punte, tutti giocatori di livello superiore, per l’intero primo tempo vengono contenuti dalla difesa lariana molto fitta e decisa.

Comunque si va al riposo sull’1-0 e l’impressione è che si possa rischiare qualcosa: con un Como attento dietro a chiudere tutto, può bastare un nostro errore difensivo a mettere in discussione il risultato.

E questo puntualmente accade. Dopo pochissimi minuti dall’inizio della ripresa un errore inspiegabile dei nostri apre la strada del gol al forte Bobbo, che non perdona.

Quando la partita sembra compromessa, i nostri svoltano, con tre gol in poco più di un quarto d’ora.

Fondamentale è Pinotti (un ex) che calcia alla… Maradona una punizione da una trentina di metri. Nulla da fare per il bravo Cecchini, perché la palla, violenta e precisa, si infila nel sette.

Subito dopo è Mosconi, servito magistralmente da De Pieri, a involarsi , dribblando a rientrare il proprio difensore e trafiggendo in diagonale Cecchini.

E’ poi Tigani a mettere definitivamente al sicuro il risultato, concludendo con estrema precisione una bella manovra sulla destra.

Manca ancora più di un quarto d’ora, ma il Como non ci sta e dimostra di essere ancora vivo, provando in ogni modo ad accorciare le distanze e riuscendoci con il solito Bobbo che dribbla troppo facilmente un disorientato Cocchi e relizza il gol del definitivo 4-2.

In classifica abbiamo 5 punti di vantaggio sul Milan e sette sul Verona, terzo.

Le pagelle

Taho: sui gol non ha responsabilità, e quando è impegnato si fa trovare pronto. 6.5

Re Cecconi: per un’ora è inarrestabile e costituisce una vera spina nel fianco della difesa lariana. Poi cala e viene sostituito. 7

Granziera: segna il gol che sblocca la partita. Ha un ottima struttura atletica ma deve migliorare come posizionamento e con la palla tra i piedi. 6

Maye: anche lui, un’ora da dominatore che ti fa pensare possa anche giocare in U18. Forte di testa, veloce e cabile nell’aprire il gioco su Re Cecconi, ribaltando il fronte d’attacco. Alla distanza sbaglia qualcosa in più. 7

Cocchi: non è la sua partita: costretto a rimanere dietro perde molte delle sue qualità e fatica molto a contenere Bobbo. 5.5

Tigani: Segna un gran gol e per tutta la partita fornisce al centrocampo un apporto dinamico e qualitativo di assoluto valore. 7.5

Ortelli: elemento equilibratore, dotato di rapidità e senso della posizione, fa da schermo e avvia la transizione offensiva 6.5

(dal 13 st Zanchetta: senza nulla togliere a Ortelli il suo apporto risulta fondamentale. Lotta, costruisce e tira i calci piazzati. 7)

Fois: non ha tanto fisico ma supplisce con dinamismo, vivacità e tecnica, Comunque si fa rispettare anche nei contrasti. 6.5

De Pieri: giocatore completo, di livello assoluto per la categoria. Ha tutto, dinamismo garra, tecnica, visione di gioco. Fondamentale e irrinunciabile. 8

Mosconi: lo sapete, è il mio pupillo si da quando aveva otto anni circa e non mi delude mai. Centravanti completo e di grande qualità fisica e tecnica. Il suo organismo è ancora in piena crescita, vedremo dove potrà arrivare ma le premesse sono eccellenti.

Pinotti: piedi e movimenti da super campione, fisico…un po’ meno. Va aspettato con grande fiducia, tenendo presente che in categoria già oggi fa la differenza in modo clamoroso. Il gol è un colpo magistrale, ma anche il cross da cui origina il primo gol è pregevole. 7.5

(dal 13’ Spinaccè: si conferma giocatore importante, per certi aspetti quasi indispensabile in un attacco che palleggia benissimo in velocità, ma paga qualcosa sul piano della prestanza fisica. Diciamo che completa il reparto a meraviglia. 7)

Under 16: Inter – Udinese 2-0 (Carrara 2)

Di questa partita so poco mi limito a riportare la formazione e a ricordare come il giocatore che ha deciso la partita con la sua doppietta è un 2008 di grande prospettiva.

In classifica siamo solo terzi con 22 punti in 10 partite, a tre punti dall’Atalanta e a 5 dal Milan capolista.

Biz

Ballo (Ojetti), Luchetti, Verre (Pandullo), Carbonara (Nenna)

Mantini, Mancuso (Stante), Balduzzi

Idrissou (Affronti)

Urbano (Tassotti), Carrara (Kamal)

U15: Inter – Udinese 8-1 (Epifani, Franchi 2, Curcio 2, Moressa 2, Rivolta)

Partita senza storia per la netta superiorità dei nostri che a metà primo tempo conducono già 3-0.

Si arriva quindi al 6-0 e infine, dopo tutti i cambi, si chiude sull’8-1 finale

Se consideriamo che i friulani non sono proprio una squadra materasso perché in classifica occupavano il quinto posto (su dieci squadre); che i nostri in 10 partite hanno sempre vinto totalizzando 30 punti; che nella selezione dei primi 88 convocati a suo tempo a Coverciano, c’erano ben 8 interisti (primato assoluto), si deve concludere che indipendentemente da come finirà il campionato, ci troviamo di fronte a una squadra davvero forte in categoria e sul piano nazionale.

Certo poi si presenta il Red Bull Salisburgo di turno con tanti soldi da investire su un sedicenne come Ciardi e le cose a livello internazionale cambiano.

Proprio oggi ho letto di un 2006, Endrick, brasiliano,  trasferito al Real Madrid per quasi 70 milioni.

Il Chelsea e altre squadre inglesi non badano a spese sui giovani e il Barcellona li prende da ogni parte del mondo.

Per adesso accontentiamoci di essere una squadra top da noi, con la speranza che approfittando del  ‘buco’ della legislazione italiana il prossimo anno non partano altri giocatori interessanti.

Sembra che in estate la Federazione ovvierà a questo problema, adeguando l’età per le contrattualizzazioni da ‘prof’ ai 15 anni.

Tornando alla partita, i nostri scendono in campo con un 4312 molto offensivo perché gli esterni e i centrocampisti spingono:

Farronato

Epifani, Bovio, Breda, Sorino

Grisoni, La Torre, Orlacchio

Vukaj

Curcio, Franchi

In panchina: Dorigo, Suppa,  Peletti, Medina, Leoni, Moranduzzo, Rivolta, Moressa.

Notiamo che mancano 3 nazionali, come Lissi, Peletti (entrato nel finale) e Carrara.

Come detto, partita senza storia e la nostra superiorità resta evidente anche quando nel secondo tempo praticamente si effettuano tutti i cambi.

La riforma dei campionati, qualche anno fa, ha costituito chiaramente un passo avanti per elevare la competitività dei tornei e favorire crescita e formazione dei giovani più talentuosi.

Campionati più brevi, ‘di zona’ con esclusione delle società di Lega Pro e poi lunghi play off  per rendere le gare più combattute.

Ma sembra che la soluzione non basti: pur incontrando società professionistiche, ieri l’Inter ha segnato otto gol, il Milan sette, l’Atalanta cinque.

In classifica l’Inter ha segnato 44 gol in 10 partite, con una media di 4,4 e il Milan 40. Dopo l’Atalanta, la quarta ha segnato 22 gol, ma ne ha subiti 25

E’ evidente che queste partite sono quasi inutili. Forse si dovrebbe arrivare a un campionato nazionale, ma non c’è dubbio che sarebbe troppo costoso, per tutte le società, per via dei pesanti trasferimenti.

Resta il fatto che la valutazione delle squadre e dei singoli in partite di questo tipo risulta assai problematica e che si rischia di creare false illusioni, perché il giovane (e soprattutto la famiglia, l’ambiente) che eccelle con facilità si può illudere di essere già un potenziale campione.

Per quello che si può giudicare Farronato, prima della sostituzione, è stato impegnato una sola volta e si è esibito in un grande intervento, su una palla (rasoterra violento e angolatissimo) particolarmente insidiosa per un portiere della sua statura che deve ‘sdraiarsi’.

Non sono un indovino, ma se il carattere è quello giusto e la crescita sarà lineare e continua, questo un giorno ce lo ritroveremo a difendere la nostra porta a San Siro.

Per ora, testa bassa e pedalare.

In assenza di Lissi, il nostro terzino destro, Epifani, ha fatto bene soprattutto in fase di spinta, ma bisogna riconoscere che non è stato granché impegnato in situazioni di contenimento, come del resto il suo corrispettivo di sinistra, Sorino.

Discorso che in parte si può ripetere per i due centrali, i quali  sono apparsi sicuri, ben affiatati e posizionati, apprezzabili anche nell’iniziare le ripartenze, ma che almeno per un semplice tifoso come sono io, andranno rivisti contro avversari più impegnativi

In mezzo mi è piaciuto molto Grisoni, che possiede mobilità, ritmo e capacità di gettarsi nello spazio, come in occasione dell’assist per il nostro sesto gol.

La Torre ha garantito ordine e distanza tra i reparti mentre Orlacchio ha completato il reparto con ottima fisicità e piedi per nulla disprezzabili.

Diverso il discorso su Vukaj: di famiglia albanese, anche se nato a Lecco, è classico trequartista, capace di giocate illuminanti, ma che deve crescere come continuità e razionalizzazione delle scelte. Comunque un giocatore da seguire con interesse

I quattro attaccanti che ho visto sono tutti molto forti per la categoria (e non dimentichiamo Carrara, passato ai 2006).

Franchi è più rapido e tecnico, tipica seconda punta, mentre Curcio mi è sembrato il tipico uomo d’area, forte fisicamente, capace di giocare sui compagni come di puntare decisamente la porta.

Non avendo potuto seguire tutto il secondo tempo preferisco non esprimermi sui subentrati, anche se è evidente che anche loro sarebbero titolari quasi ovunque.

Luciano Da Vite

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42 pensieri riguardo “In due anni smontato lo squadrone dello scudetto: Inter – Empoli 0-1

  1. Luciano, apprezzo analisi ma non concordo quasi su nulla.
    Smantellare squadra? Sono cambiati esterni (non poco) ma cc migliorato con turco (giocavano gaglia e vidal, non dimentichiamolo, eriksen fece pochissime partite da titolare), difesa la stessa con acerbi per ranocchia, portiere migliore.
    Certo perisic e hakimi mancano.
    Non contare Lukaku e Brozo non può prescindere da staff tecnico: ieri leggevo articolo che confrontava infortuni con spalletti, conte e inzaghi. Non c’è paragone. Direi che infortuni muscolari sono in buona misura riconducibili a staff.
    Da ultimo: forse non si poteva prendere tecnico migliore.
    Stasera vedo lazio di sarri bullizzare il milan: con una difesa formata da hysay, marusic, casale e romagnoli. Con lotito presidente che conta le monete….
    Ecco, Sarri pagato meno di Inzaghi (nel calcio accadono cose strane) è un esempio.
    C’è sempre un’alternativa. Giusto riconoscere meriti, ma anche giusto evidenziare scelte palesemente errate.
    E prima di parlare di smantellamento direi che i nostri hanno inadeguato scelte poco felici, su tutte il rinnovo (paura ce lo rubasse il city?) con tanto di aumento di Inzaghi che lo rendono inallontanabile anche a giugno

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  2. Scrive la ‘Gazza’ : La prestazione con l’Empoli non concede attenuanti: tanto per fare nomi, Asllani e Bellanova non sono maturi, Correa è fuori fase. All’Inter, se vuole tentare l’estremo assalto, serve ben altro, ma finora è calma piatta”.
    Dunque: Correa è sicuramente peggio di Sanchez che era stato decisivo in diverse partite
    Gli esterni non reggono il confronto con i titolari di due anni fa
    Brozo è infortunato per colpa di Inzaghi e del suo staff (che c’erano anche lo scorso anno, senza creare questi….danni). Stessa cosa per Lukaku. peccato che Lukaku abbia fatto malissimo già nella stagione lontana dall’Inter altrimenti non si spiega perché uno pagato 115 milioni viene poi restituito in prestito.
    Alla fine non è vero che la squadra è completamente diversa rispetto a due anni fa: rispetto a quella stagione mancano solo l’allenatore, gli esterni, un attaccante come Sanchez sostituito da Correa, il centrocampista di maggior qualità e due giocatori chiave (Lukaku e Brozo) che risentono con evidenza del logorio di stagioni condotte a mille…ma è colpa di Inzaghi.
    Skriniar è mentalmente via dall’estate. Gli altri giocatori non possono non risentire del clima di incertezza in cui versa la società con tanto di lusinghe del mercato.
    A me di Inzaghi non importa nulla, il giorno in cui non sarà più dell’Inter per me può allenare anche la Pro Sesto. ma se c’è Inzaghi è perché non c’erano allenatori migliori a un prezzo accessibile per noi.
    Comunque lo scorso anno con due tituli, un secondo posto a due punti e gli ottavi di CL, allenando una squadra che aveva perso giocatori assolutamente centrali con il modulo a 5, come gli esterni e la punta centrale e comunque era in fase di ridimensionamento, non aveva fatto male.
    La differenza fra me e certi critici è che io, riconoscendo alla dirigenza una competenza molto maggiore, sono portato a pensare che se hanno fatto certe operazioni (come la conferma di Inzaghi) è perché nelle condizioni date che non conosco abbiano avuto motivazioni valide anche se a me superficialmente e da esterno potrebbero sembrare sbagliate.
    Poi io parto sempre dall’idea che a giudicare i suoi dipendenti deve essere chi li paga. Se li ha confermati o è un masochista che ama gettare soldi senza riscontri sportivi, oppure, sempre nelle condizioni date (che conosce meglio di me) ha ritenuto che la scelta fosse la migliore. Io posso avere pareri diversi, ma non posso pretendere di saper gestire una società che fattura centinaia di milioni meglio di chi ci ha investito denari e prestigio.
    A meno di considerarlo un cretino, finito lì per caso. Ma sarebbe un cretino anche Marotta, che ne ha avallato e forse suggerito le scelte, universalmente piuttosto considerato nell’ambiente

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    1. Luciano mette a confronto A. Sanchez e Correa dicendo che passando dal primo al secondo ci abbiamo perso.
      Io invece li analizzo con un punto di vista diverso chiedendomi: sono state operazioni positive?
      Entrambe secondo me sono state scelte negative.
      Perché sono costate un botto di soldi senza ricavarne un rendimento apprezzabile.
      Sanchez per tre anni è costato la modica cifra di almeno 35 ml. 10 ml l’anno lordi e una buonuscita di almeno 5 ml (o più) per potercene liberare. In cambio ci ha regalato ben 15 goal.
      Su Correa per quello che si è visto fino ad ora siamo riusciti a fare anche peggio. Alla fine costerà più di Sanchez con un rendimento che potrebbe essere ancora inferiore (speriamo che il Cuchu mi smentisca).
      Perché ci rivolgiamo a profili come questi due appena citati? Secondo me perché la nostra dirigenza non ha una conoscenza profonda del calcio mondiale dove, a parità di spesa, si trovano profili più performanti o a parità di rendimento si trovano giocatori molto ma molto più economici. E quindi va a ricercare i soliti noti usati/usurati illusoriamente sicuri.
      Mettiamoci in testa che l’Inter potrà uscire da questa situazione di stallo non certo grazie a un nuovo proprietario/tifoso che si sobbarcherà perdite di bilancio superiori a quelle che ci concede Zhang per alimentare campagne acquisti stile Manchester City ma con una crescita di professionalità nella scelta dei giocatori e nell’allestimento della rosa con uno scouting all’altezza della situazione. Il Moratti 2.0 che tutti gli anni perde con l’Inter 300 ml di euro non lo troveremo mai.
      Mettiamola così: i soldi a disposizione sono quelli e molto difficilmente aumenteranno, serve più competenza nell’utilizzo delle risorse.

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      1. Concordo al 110%.
        Fino a quando si ragiona con il siamo l’Inter (di Moratti) per cui da noi solo profili nel pieno carriera o giovani che sono già al top e costano tanto, non ne usciremo mai.
        Questa logica, purtroppo, non appartiene più al calcio italiano.

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    1. Io non ho pretesa di avere ragione o di raccontare verità assoluta
      Penso solo a ciò che accade e se non è soddisfacente, ci è nel nostro caso, provo ad analizzarne i motivi senza buttarla in generale con “non si poteva fare diversamente”, “da professionisti hanno fatto il massimo”, ecc.
      Altrimenti perde di significato ogni commento se tanto le cose non si potevano cambiare.
      Io il calcio un po l’ho vissuto e mi sento di affermare che il concetto di professionismo è abusato: ci sono molti interessi, chiamiamoli così, che influenzano scelte. Molte non gestionali.
      Su Zhang contento: abbiamo innumerevoli esempi di gestione carente senza che presidente apportare correzioni.
      Cito Moratti che non sviluppo’, come dichiarato da Suning e certificato da ns conti, il brand inter: eppure paolillo non fu mai toccato.
      Leonardo al psg: poi allontanato per inciuci con alcuni procuratori, ecc.
      Porto anche esempi di alternative che si potevano seguire ma se assunto è “non avrebbero cmq potute farle”, allora dobbiamo essere felici di morire lentamente, magari andare in B.
      Perché non si può fare di meglio

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  3. io scrivo da ignorante e dal mio divano dove è molto facile. la partita è stata approcciata in maniera pessima , gli empolesi andavano al doppio dei nostri e non avevamo le distanze giuste.

    sinceramente con l’espulsione avrei optato per una difesa a 4
    darmian devrij bastoni dimarco
    barella chala miki
    correa
    lautaro

    poi avrei verso il 60 messo Dzeko al posto di Correa e magari dumfries o gosens e sicuramente Asslani al posto di Miki ( lo avrei fatto riposare visto che sta giocando sempre)

    poi avremmo probabilmente perso lo stesso ma continuare con la difesa a 3(come nella partita contro la juve) in quel momento per me non aveva senso.

    inzaghi per me è un ottimo allenatore a preparare le partite ma a gestirle e fare cambiamenti è pessimo ( Allegri in questo è un maestro)
    impressionato da Cambiaghi che secondo me è stato il migliore in campo

    non do le colpe a bellanova ma a chi lo ha preso ( e pagato un prestito profumato con gli stessi soldi il napoli prende il prestito di Simeone)

    via Skriniar e probabilmente Dumfries. chissà De Vrij
    quindi la prossima stagione dovremmo comprare ( con che soldi ?) un esterno destro e un centrale in più capire cosa fare con Lukaku e nel caso servirebbe una punta di spessore

    purtroppo se il presente è relativamente brutto il futuro sarà pessimo . il declino a cui stiamo assistendo è deprimente

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    1. Evidentemente Correa era il massimo che il mercato offriva in quel momento.
      A noi per anderson avrebbero chiesto 50 mn….
      Altro esempio che alternative ci sono: altrimenti club con ridottissime possibilità lazio non potrebbero competere

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  4. Boh, ho scritto e cancellato 10 volte queste righe perche’ alla fine vorrei dire tutto, ma rischierei di non far capire niente di quello che penso di questa situazione e che vorrei venisse fatto nei prossimi giorni/settimane/mesi.
    Dico solo 2 cose : meno male che almeno abbiamo vinto la Supercoppa. Sono onorato nel vedere che la mia Squadra, ancora una volta, certe cose NON le fa’ e spero continui cosi’.

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  5. Mi arrendo a quella che, scusate, a me sembra una banalità.
    Che l’acquisto di Correa sia stato un errore A POSTERIORI, lo diciamo tutti da tempo, anche prima che solerti censori lo scoprano sul nostro blog.
    Il problema è leggermente più complesso: nel calcio gli errori li fanno tutti. Il Chlesea avrebbe dovuto licenziare l’allenaotre e il dirigente che hanno fatto spendere 115 milioni per Lukaku. Non lo ha fatto, credo. Semplicemente perché tutti sanno che ogni operazione di mercato nasconde delle incognite e chi giudica legittimamente, tiene conto non della singola operazione , ma dell’insieme delle operazioni considerando anche tutti gli elementi, a noi sconosciuti, che hanno portato a certe soluzioni.
    Però non sono stati errori gli acquisti dello Stesso Lukaku e di hakimi, per esempio e le relative plusvalenze.
    Come non è stato un errore il contratto di Conte che ha realizzato plusvalenze enormi contribuendo alla crescita di molti giocatori della rosa.
    Secondo me (ma posso sbagliare) non sono stati errori neppure gli acquisti a zero di Dzeko, Mikhi, Acerbi. Senza di loro e con tre giovinetti , al loro posto, del costo di Bellanova, avremmo qualche soldo e molti punti in meno.
    Io non so se Moratti avesse le possibilità di valorizzare meglio il brand, lascio tali questioni agli esperti. So che la gestione di Moratti PER QUEL CALCIO che non aveva ancoragli eccessi di oggi (70 milioni spesi per un sedicenne che credo non abbia ancora mai visto la prima squadra) è stata strepitosa, per numero di giocatori di valore assoluto portati all’Inter con conseguente triplete.
    Poi Moratti ha capito che non poteva farcela più e ha ceduto, trovando un compratore adeguato. Suning non può più fare gli investimenti dei primi anni, ma non ha ancora trovato un compratore che gli eviti un bagno di sangue.
    Di leonardo non so nulla quindi non ne parlo. Mi limito a dire che se davvero era d’accordo con alcuni procuratori per fare il suo interesse personale, giustamente il proprietario l’ha sostituito.
    Lui, non io che le cose non le conosco.
    Moratti ha sostituito decine di direttori, per motivi che non sappiamo ma certamente perché non arrivavano i risultati. poi ha tenuto Branca osteggiato da molti tifosi e ha vinto il triplete.
    Che ci possano essere direttori che lavorano su due tavoli per interesse personale è un fatto. Ma è compito del proprietario non dei tifosi scoprire queste situazioni.
    Ultimamente è uscita una voce attendibile: bellanova sarebbe stato preso non solo perché costava poco ma perché il suo arrivo era un modo per ‘retribuire’ legalmente il procuratore, che era lo stesso che ci aveva bloccato Bremer. Poi l’Inter ha rinunciato a vendere Skriniar (e quest’estate i tifosi sapienti in quel caso avrebbero fatto la rivoluzione), quindi non ha più potuto prendere Bremer e Dybala, che sarebbero stati pagati con i soldi della plusvalenza.
    Il tutto non è andato in porto e io non so individuare le responsabilità. So che l’idea impostata (Milenkovic e Bremer in difesa e Dybala davanti) era ottima sulla carta…poi magari falliva sul campo.
    Comunque non c’è problema. Voi affidatevi ai vostri giudizi sommari e sperate pure che venga licenziato il bieco Marotta. Io spero in totale buona fede che in quel caso le possibilità di passare allo sprofondo saranno molto più numerose rispetto a quelle di rilanciarci.
    Sper che anche il mio punto di vista sia considerato non dico corretto, ma legittimo

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    1. Più che legittimo.
      Sbagliare acquisti da 45 e 75 mn (hakimi, lukaku) sarebbe gravissimo….idem Conte che aveva già dimostrato di saper vincere ovunque.
      Il chelsea ha cassato tecnico e direttore con cambio proprietà. Non so se per Lukaku, ma lo ha fatto. Ma loro non hanno condizionamenti economici e, infatti, non sono il ns punto di riferimento. Fanno un altro sport. Io parlo di Italua che è la nostra arena.
      A scanso di equivoci, considero Marotta scaltro. Ma anche uno che negli ultimi 15 anni di carriera, inclusi i primi due con zhang, era in sella a società senza limiti di spesa o quasi.
      In soldoni compra chi vuoi ma devi vincere. E in questo lo ritengo molto bravo.
      Ho, invece, molti più dubbi, alla luce delle scelte fatte, quando deve gestire una squadra con limiti finanziari (come oramai sono tutte le italiane).
      Per la carriera che ha fatto, capisco non abbia operato grossi cambi strategici ma abbia puntato su usato sicuro come giocatori e tecnico italiano con modulo simile al precedente (anche se Inzaghi non è un usato che desse sicurezze sul fronte vincere). Obiettivo, come da lui dichiarato, era scudetto seconda stella. In questo senso vedo anche il tentativo disperato di tenere skriniar nonostante il rischio zero.
      Lo avesse centrato tanto di cappello: futuro difficile ma sei nei libri di storia.
      Purtropo

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      1. Purtroppo, dicevo, anche secondo me per scelta errata del tecnico: se faccio all in vado fino in fondo e provo con tecnico che ha vinto.
        Se non lo trovo io sarei ripartito.
        Idem su Ausilio: continuo con chi conosce ambiente, minimizzo i rischi sperando di fare bingo.
        Ma, oggi, sono senza scudetto, senza skriniar e con prospettive non rosee.
        Perché ho rinviato un cambio di strategia che è inevitabile ma che ho preferito posticipare.
        Ecco, per me questa scelta è criticabile e non sta pagando frutti.
        Unico rinnovo da non fare, Inzaghi, è stato fatto.
        Sperare in Zhang: per cultura e distanza dal mondo del calcio, lui ha affidato gestione a Marotta. Il manager prende decisioni e si assume responsabilità. Non è Moratti che cambiava idea 20 volte essendo dentro società.
        Non credo quindi Zhang sia il tipo da dare direttive forti

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        1. Cambiare strategia, tradotto in cose pratiche, significa vendere meglio possibile alcuni giocatori per alleggerire il monte ingaggi, liberando un po’ di risorse economiche da reinvestire sul mercato su profili completamente differenti a quelli che hai comprato fino ad oggi . E cioè su giocatori mediamente giovani, non costosi, non testati ai massimi livelli che avranno un ingaggio contenuto. Ad esempio quest’estate si potevano acquistare Julian Alvarez o Enzo Fernandez e sicuramente tantissimi altri che io non conosco. Per attuare efficacemente questa strategia bisogna essere capaci di farlo e cioè occorre uno scouting super professionale. Marotta e Ausilio nella loro carriera l’hanno mai attuata questa strategia? Marotta no e Ausilio qualche volta ci ha provato con risultati che è meglio stendere un velo pietoso. Per cui giustamente dal loro punto di vista l’hanno evitata buttandosi si quello che io chiamo usato/usurato illusoriamente sicuro che è una strategia che padroneggiano bene. Secondo me però questa strategia nel medio-lungo periodo è perdente imopoverendo la società e rendendola sempre meno competitiva. Se poi commetti delle cappelle clamorose (cosa che da due volponi come loro mai mi sarei aspettato) come quella di Skriniar ….. le deluge.

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          1. Molto probabilmente, se avessimo fatto quello che dite voi avremmo una coppa Italia e due supercoppe italiane in meno, una qualificazione agli ottavi di champions in meno e, forse, oggi saremmo in Europa League e non in Champions. Per carità, non si tratta di risultati strabilianti, ma io preferisco vincere qualche coppetta e giocarmi la Champions piuttosto che far crescere qualche giovane e arrivare sesto.
            Che poi se arrivi sesto con San Siro che fischia ad ogni errore voglio vedere come crescono i giovani.
            Vi ricordo solo cosa erano Leao, Tomori e gli altri giovani del Milan con gli stadi pieni e cosa sono diventati con gli stadi chiusi. Non è stato un caso.

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  6. io non so se sia vera quella voce. però vedendo bellanova mi chiedo come sia possibile dare 4 mln per il prestito . cioè a fine anno non sarà neanche nostro e gli abbiamo dato 4 mln al cagliari. in un ruolo totalmente coperto

    per me è un operazione totalmente folle. il napoli con 3.5 ottiene il prestito di Simeone( che è ben altro giocatore). e aveva avuto il prestito con 500 k di Anguissa..

    io penso una cosa quando non hai soldi devi stare molto molto molto attento a come li spendi.
    secondo me dopo 10 anni di Ausilio dove ha fatto anche dei colpi ne ha buttati tantissimi di milioni. per colpi intendo un Dumfries preso a 12 e rivenduto a 40 di certo un colpo non è Hakimi ( dove anche io sapevo fosse un fuoriclasse)
    anche il napoli ne ha sbagliati .. ( 40 per lozano ) il milan sbaglia dekenteler ecc ecc.a me la premier pare un campionato dove sono tutti i Moratti \ Berlusconi dei bei tempi.. non va Lukaku ok via altri 100 mln e ci compriamo un altro giocatore

    noi inter non ce lo possiamo permettere

    ora leggo che non possiamo cedere manco gagliardini (non credo cmq nell offerta) perchè non avremmo un sostituto. e sembra che anche Brozovic abbia chiesto la cessione

    un piano un idea non c’è nulla . mi farò abbindolare troppo dagli insider\ giornalisti
    Baccin è partito per il sub20 dove monitorerà giocatori che poi prenderanno le altre squadre.( vedi quello che ha preso il genoa)

    tra l’altro sembra che la richiesta di zhang ai giocatori di lasciare 5 euro per il mercato di gennaio non sia stata accolta

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  7. Agli amici Luca e Angelo.
    Il player trading ben fatto non prevede vendita di tutti in un colpo solo: deve essere fatta bene per non distruggere squadra e dar modo ai nuovi di crescere senza dover essere i fattori trainanti.
    Problema è scegliere bene i nuovi…
    Io preferisco vincere uno scudetto tra tre anni e, soprattutto, avere una situazione finanziaria e tecnica che mi dia speranza per futuro piuttosto che inseguire ogni anno uno scudetto che si allontana sempre più.
    E ci vede perdere a zero giocatori forti nonché non imbastire mai una struttura di scouti g degna di questo no e perché si opta per veicolare risorse su usati anziani per vincere una coppa italia.

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  8. Io invece preferisco vincere una Coppa Italia e una super coppa, arrivare secondo a due punti dalla prima in campionato, qualificarci per la CLe poi in CL arrivare agli ottavi e uscire con molta sfortuna contro il Liverpool piuttosto che …sperare di vincere fra tre anni

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  9. Certo che a leggere certi commenti mi chiedo come la Società non abbia pensato ad assumere questi esperti per evitare di commettere tutti questi “errori” nelle campagne acquisti che ci han permesso di vincere in 2 anni e mezzo solo 1 scudetto, 1 Coppa Italia, 2 Supercoppe, mentre gli altri facevano man bassa di titoli.
    Il problema principale per me è che le nozze con i fichi secchi difficilmente hanno successo alla lunga.

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  10. Hai ragione Massfra. E dimentichi pure che questi pochi titoli li abbiamo vinti attraversando una crisi finanziaria di proporzioni paurose.
    Ma il tifoso interista critica Marotta perché ha fatto queste scelte, poi critica Inzaghi perché con la squadra più forte di tutti non ha vinto lo scudo
    Mah….

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    1. Forse non riesco a spiegarmi….mia critica a Marotta muove dall’aver scelto un tecnico per me, visto suo passato (non simpatie o antipatie) poco adatto a tornei come campionati, quando invece le scelte dei giocatori (profili anziani pronti per vincere oggi rinviando cambio strategico che sarebbe imposto da vincoli finanziari) avrebbero, sempre a mio avviso, richiesto altro. E obiettivo dichiarato da Marotta era campionato: lo ha detto lui e i bookmakers (che non lo fanno per scaramanzia) ci davano favoriti (con gobba).
      Io sono per scelte coerenti tanto che avrei accettato player trading più intenso (posto che lo si sappia fare) per darci prospettive migliori.
      Se però analisi prevalente prevede il “se hanno fatto così vuol dire che non c’erano alternative” oppure “abbiamo rosa massimo da quarto posto perché non si possono investire centinaia di milioni” (come se le altre italiane lo facessero) ne prendo atto.
      Se noi parliamo di smantellamento cosa devono dire società italiane che ogni anno, da sempre (non in una sessione di mercato), cedono i migliori? Poi però sono giudicate più forti di noi che abbiamo dirigenza migliore. Qualcosa non torna.
      Certo, se per avere chance di vincere avremmo dovuto tenere perisic, hakimi e anche lukaku, magari prendendo gabriel jesus come primo cambio, gosens e dumfries, oltre a bremer da alternare a de vrj, temo non si faccia i conti con la realtà.
      Su Lakaku: torna, scorso anno era sua uscita a provarci della profondità. Non gioca e c’è chi dice sia ormai in parabola discendente (ma dirigenza ha fatto bene a prenderlo….costo 20 mn annui) o che allenamenti non siano idonei (ma staff di Inzaghi non ha colpe).
      Boh, a me sembra che il tifo porti a non prendere atto di una situazione migliorabile coperti dalla giustificazione Suning non spende. Ma nessuno guarda ai costo della nostra inter

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  11. Il costo della nostra Inter risale agli anni precedenti, quando abbiamo vinto, infatti.
    Io non conosco nessuna squadra di vertice che ci resti dovendo rientrare sul mercato ogni anno di decine e decine di milioni , vendendo i mgliori SENZA reinvestire la quasi totalità del ri RICAVATO.
    Quindi nessuno sostiene che ‘abbiamo rosa da quarto posto perché non possiamo investire ogni anno centinaia di milioni’.
    No, io sostengo che abbiamo rosa da primi posti ma non per vincere lo scudetto, perché negli ultimi anni abbiamo dovuto vendere tanto SENZA utilizzare il ricavato per colmare le lacune che si aprivano
    Su un altro punto io non dico ‘se abbiamo fatto così è perché non c’erano alternative’ meglio si piò sempre fare, anche quando vinci il triplete: con una squadra più forte potevi vincerlo dominando.
    Credo che si colga il senso del paradosso.
    Mi limito a dire che non sono io che posso dire a Marotta che cosa avrebbe dovuto fare per vincere subito. Altri invece ritengono di saperlo e poterlo fare. Ne prendo atto.
    Ancora una volta mi limito a dire che nel mio piccolo avrei fatto la stessa scelta, perché avendo comunque una squadra forte volevo NON VINCERE (questo è un obiettivo di tanti ma lo raggiunge uno solo) ma LOTTARE PER VINCERE e questo mi sembra che sia stato fatto, con due coppe un secondo posto a due punti con due rigori decisivi sbagliati (non credo sia colpa di Inzaghi) e qualche altro…fatterello strano e una buona figura, per la prima volta in CL.
    Sempre personalmente se mi avessero detto: firmi per questi risultati o vuoi andare su giovani (che costino pochissimo) sperando che fra tre anni se le azzecchi tutte torni competitivo? Avrei scelto anch’io la prima ipotesi.
    E a maggior ragione se fossi stato Steven, che può vendere bene se la squadra resta al top.
    Dove posso essere parzialmente d’accordo con te è sulla scelta di Inzaghi.
    Parzialmente perché Inzaghi aveva si vinto ‘solo’ coppe, ma non aveva mai avuto una squadra da scudetto e altri allenatori celebrati con squadre da secondo/quarto posto non avevano vinto neppure quelle. Va ricordato anche che allenatori già vincenti non si potevano prendere per il costo e perché con un programma di ridimensionamento ci avrebbero dato la stessa risposta di Conte.
    Potevamo andare su una giovane ‘promessa’ (come Inzaghi per altro) o su un allenatore da punti di consumata esperienza: che so, Ranieri o qualche straniero che non consce il calcio italiano.
    Ma forse ragiono così perché ho ancora in mente l’ultima ‘ricostruzione’ durata 10 anni di frustrazioni e perché con i miei annetti scegliendo quell’ipotesi correrei il rischio di non vedere più un’Inter vincente

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    1. Steven non può vendere bene una squadra che perde 150 mn annui.
      Che ha sempre meno asset giovani con prospettive di crescita.
      Chi non ha costruito, spendendo cifre enormi come noi, una grande squadra è ovvio possa reinvestire cifre incassate da mercato.
      Non capisco come questa cosa sia considerata svantaggio competitivo.
      La base di partenza è diversa, i costi sono diversi: noi spendiamo più di tutti, a parte gobba, e lo facciamo in stipendi.
      Scelta chiara del management. Se non paga per me ci stanno critiche.
      Nessuno vuole insegnare a Marotta, si discute su cosa non va senza infilare la testa sotto la sabbia

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  12. Rinuncio, ci ho provato.
    Meglio attendere inermi il destino.
    Speriamo allora abbia ragione Gianca e che arrivi il cavaliere arabo a salvarci.
    Altrimenti, con 600 mn annui, siamo destinati a scendere di fronte a potenze che hanno costi pari al 50% dei nostri ma non hanno il terribile San Siro, la pressione di Giove e le sfighe d’Egitto contro cui combattere

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  13. Che la samp o la fiorentina abbiano un solo titolo e Atalanta nessuno è scandaloso…con tutte quelle risorse.
    Se solo avessero avuto Ausilio….

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    1. Mi spiace ma Ds è sempre stato lui. Gli altri sono Ad o dg, ben diverso (sabatini poi per pochissimo).
      Se è vero, come sembra, si lamenta di avere pochi margini di manovra perché, essendo bravo, non saluta e si accusa altrove?
      Ci dovrebbe essere la fila per uno che fa nozze con fichi secchi

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  14. Ribadisco: il direttore è uno solo e nel nostro caso si chiama Marotta. la responsabilità degli acquisti e delle cessioni, nonché la corresponsabilità delle scelte tecniche del mister è sua. Ausilio è un suo collaboratore subordinato. E se Marotta e i precedenti direttori l’hanno tenuto è perché pensano che non abbia fatto male

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    1. Solo Ausilio vive protetto, che fortuna.
      Quando azzecca un acquisto a prezzi giusti ogni 5 anni (skriniar) è bravo.
      Per il resto dipende da altri.
      Marotta va a vedere i giocatori e poi dice: Piero vai a prendere Dalbert, e lui esegue.
      Ovvio che ci sia ok finanziario da sopra ma lui è capo scouti g, è lui che propone alternative (sic), altrimenti cosa fa?
      Le sto sentendo veramente tw tutte….Ausilio impiegato del catasto, senza responsabilità, solo pagato un pelino di più. Che fortunello

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  15. Visto che non lo fa nessuno e posto che non farò più considerazioni sulla proprietà e sulla squadra vorrei ricordare il primo gol in eredivisie di Gaetano Oristanio. Dopo la buona prova fornita contro l’Ajax (sfiorato un eurogol) ha inciso nella partita odierna (ieri) portando la squadra in vantaggio e proponendosi costantemente in fase offensiva e di costruzione. Considerando anche il tenore delle sue interviste, il ragazzo, che sta completando la sua crescita atletica, ha le carte in regola per restarci nel calcio che conta. Non avrà il talento di Sebastiano (Esposito) ma la sua serietà e propensione al sacrificio gli faranno fare molto probabilmente più carriera. Ed è una soddisfazione, perché davvero, tra i ragazzi usciti dalla primavera, uno su mille ce la fa.
    Poi il calcio è inspiegabile e nemmeno gli addetti riescono a prevedere la carriera dei giovani talentuosi:
    non credo proprio che qualcuno potesse prevedere una carriera a livello più alto di Sgarbi rispetto ai pubblicizzatissimi della Giovanna o Sciacca, di uno straordinario Di Gregorio al troppo osannato Radu,di un Bonfanti sui coetanei nerazzurri della sua età. Io credo che i giovani forti alla fine emergono e non mi chiedo nemmeno perché la maggior parte (vedi gli esempi riportati) lo facciano una volta staccati definitivamente dalla società. Mi chiedo solo come sia possibile che un addetto ai lavori abbia tante difficoltà a stabilirne le potenzialità effettive (Considerando testa e sviluppo muscolare atletico). Domanda probabilmente che resterà inevasa…
    Parlare dell’under 23 e degli effetti sulla juve sarebbe facile ma sarebbe interessante scoprire come decidono nella previsione dello sviluppo scout e allenatori di atalanta, Empoli e Roma , alcune delle società che continuano a lanciare ragazzi che restano almeno in massima serie

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  16. Ce la fa a far cosa, Sergio? Immaginati un’Inter con Sgarbi e Bonfanti, anche con Oristanio oggi. Di giocatori formati da noi e arrivati al professionismo, anche a livello maggiore di quelli da te citati ce ne sono a decine. Che poi uno giochi in B o giochi in C dipende da una serie di fattori evolutivi e di altro genere, difficili da prevedere quando le differenze sono poche.
    In ogni caso chi gioca in B o in C avendo più di 25 anni non era da Inter.
    Quando dici ‘pubblicizzati ‘non so a che cosa ti riferisci. Sciacca per esempio era stato definito il nuovo Scirea da Antognoni, non dall’Inter.
    Tra Della Giovanna e Sgarbi chiunque ai tempi dei nostri allievi avrebbe previsto un futuro leggermente migliore per Della Giovanna. Poi dipen de da troppi fattori imprevedibili.
    La contrapposizione fra Esposito e Oristanio è fasulla: l’Inter ha creduto alla possibilità che entrambi diventassero buon i giocatori, tanto è vero che li tiene ancora legati.
    Se cresceranno ancora, torneranno, a meno che non si renda necessario cederli per motivi finanziari. ma il giudizio tecnico è sempre stato positivo.
    Come lo è stato il giudizio su Di gregorio.
    Personalmente (ma è fortuna, non un motivo di vanto) ho sempre pensato che DiGre fosse più di prospettiva rispetto a Radu. Ricordo che quando erano negli allievi ho chiesto proprio al Giaguaro chi avesse più possibilità di carriera tra i due e lui mi ha risposto che era impossibile dirlo.
    Di gregorio è un ’97, fino alla scorsa estate era ancora proprietà dell’Inter, qualcosa vorrà dire. E comunque giocava in serie B.
    Siamo alle solite: la juve manda in B fagioli e fa bene, l’Inter manda nella prima serie straniera Oristanio (ed altri) e fa male. la juve credeva in fagioli l’Inter non crede agli oristanio, agli Stankovic ecc mandati in Olanda. Nemmeno ai Fabbian, mandato a Reggio o ai Mulattieri che ora hanno molte richieste dalla serie a. Per non parlare dei Satriano.
    Mah….quando il rancore fa velo è difficile restare lucidi

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  17. Io credo che la nostra attuale Primavera, tra i tanti problemi, ne ha uno che spicca particolarmente, ossia quello del portiere. Forse eravamo abituati troppo bene gli altri anni e tutti quelli che si sono avvicendati nella nostra porta sono stati più che all’altezza, fino all’anno scorso con Stankovic ( Di Gregorio poi è la dimostrazione pratica della bontà di questa scuola).
    Adesso quando vedo Botis vedo un portiere normale, anzi a volte nemmeno irreprensibile. Evidentemente dietro saranno più scarsi, ma mi chiedo se il portiere dell’Under 18 non sia arruolabile per fare il portiere della Primavera.

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    1. Bene. Peccato che ieri l’under 17 abbia perso a Monza e davvero “inquietante” il pareggio della primavera col fanalino di coda Cesena … Sembrava essere in ripresa .

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  18. In questo fine settimana, oltre a cesena Inter U19, vista in tv, ho assistito dal vivo alla sconfitta subita dall’U17 a Monza (1-2) e, oggi, nel posticipo U18 alla vittoria dei ragazzi di Zanchetta che hanno piegato l’Atalanta per 2-0

    Monza Inter 2-1 (Fois)

    A livello di giovanili (e quest’anno anche …di prima squadra) giocare a Monza è sempre difficile e mister Polenghi ne era ben consapevole, se è vero che ha schierato in pratica la formazione migliore, con 2 soli 2007, Cocchi e Mosconi, che sono tra i giocatori di maggior caratura.

    La partita è stata molto strana, perché nel primo tempo si è giocato a una porta sola, con un numero infinito di calci d’angolo a nostro favore, con tante buone manovre fino all’area di rigore, ma poi l’imprecisione nell’ultimo passaggio e nelle conclusioni, causato anche dal fitto affollamento dell’are di rigore organizzato dai brianzoli, ci impediva di passare in vantaggio

    Così al primo contropiede, a poco dalla fine del tempo, il Monza è passato in vantaggio.

    La reazione dell’Inter è stata veemente e nel giro di 3-4 minuti è arrivato il pareggio di Fois.

    Il secondo tempo è iniziato nello stesso modo, con il predominio tecnico e territoriale nostro, il Monza che si difendeva con tanti uomini e provava a ripartire

    Il gol non veniva e l’Inter col tempo perdeva lucidità e soprattutto l’equilibrio nel modo di tenere il campo anche perché la valanga di sostituzioni (ben sette) finiva per far perdere alla squadra i punti di riferimento.

    Così nel finale di partita, dopo un paio di contropiede monzesi che suonavano il campanello d’allarme, a 1’ dal termine al terzo tentativo il gioco riusciva e riusciva il colpo a sorpresa (a 17 punti ammontava il nostro vantaggio in classifica).

    Partita che comunque ha insegnato ancora una volta a moderare i facili entusiasmi che si creano dopo match nei quali la classe nettamente superiore dei nostri fa sciogliere inni e peana con poco fondamento.

    I giocatori vanno valutati quando il livello agonistico si alza notevolmente e far prevalere la tecnica diventa più difficile, perché così sarà man mano che i ragazzi affronteranno compagini e campionati più impegnativi.

    La nostra resta una buona squadra, ma sui singoli e sulle loro prospettive è meglio restare prudenti

    I due terzini, per esempio, Della Mora e Cocchi sono due nazionali e di solito fanno la differenza: ieri il primo si è visto poco e il secondo si è confermato insidiosissimo quando spinge, ma spesso poi finisce per lasciare tanto campo davanti alla difesa.

    Sarebbero serviti opportuni accorgimenti tattici perché Garonetti e Maye, bravissimi in spazi ristretti, hanno un po’ sofferto per la mancanza di protezione che a destra era assicurata abbastanza da Zanchetta, ma a sinistra latitava un po’.

    Forse anche il modulo, 4312, era un po’ squilibrato nella circostanza, perché prevedeva nei fatti 5 giocatori chiaramente offensivi (le due punte, il trequartista e la fascia di sinistra)

    Formazione:

    Zamarian 6.5

    Della Mora 6
    Garonetti 6.5
    Maye 6
    Cocchi 6.5

    Fois 6
    Zanchetta 6
    Tigani 6.5
    Fois 6

    De pieri 6

    Mosconi 7
    Spiancce 6

    Subentrati: Re Cecconi Gaverini, Sotgia, Marini, Vanzulli Pinotti Lavelli

    Under 18: Inter Atalanta 2-0

    La squadra di Zanchetta gioca bene, mette sotto nettamente l’Atalanta per almeno mezz’ora ma non riesce a trovare il vantaggio per mancanza di lucidità nell’ultima giocata.

    Si vede comunque mezz’ora di ottimo calcio perché molti nostri giocatori possiedono doti tecniche importanti (sebbene manchi, anche dalla panchina, non so per quale motivo, Ricordi).

    Poi i nostri calano e nell’ultimi quarto del primo tempo i bergamaschi guadagnano campo, pur senza riuscire a essere pericolosi

    Il secondo tempo inizia allo stesso modo, con noi che abbiamo ritrovato un po’ di verve, fino al gol su calcio di rigore ottenuto e segnato da Berembruch.

    Noi però abbiamo due problemi: la panchina corta, almeno in certi ruoli, e la prima punta che si sbatte, lavora molto (e oggi qualche volta benino), ma con i piedi non ha forse la qualità dei compagni.

    Loro riprendono la supremazia territoriale, ma corriamo almeno un paio di serissimi rischi solo su ripartenze bergamasche favorite da nostri appoggi sbagliati a centro campo.

    I due cambi (Aidoo per Di maggio, con avanzamento di Ciuffo a metà campo e Vedovati per Tamiozzo) mi sembrano azzeccati perché aiutano a contenere il forcing orobico.

    Ciuffo corre e copre più di Di Maggio ormai stanco e Aidoo dietro effettua recuperi importanti e quando spinge fa respirare la squadra.

    Vedovati ci mette forza fisica, garra e intraprendenza.

    Comunque dopo due o tre spaventi non da poco una bella azione corale porta al tiro da centro area Bovo, che non sbaglia.

    Ma ormai anche l’Atalanta era in calo energetico e aveva sostituito il più forte di loro, Manzoni, che ci aveva creato diversi pericoli.

    Nel complesso una buona prestazione che conferma la forza del gruppo 2005, visto che ovviamente mancavano Esposito, Owusu, Stankovic, eccetera.

    Direi che in questo gruppo sono molto numerosi i ragazzi che sanno giocare a pallone. Il che non vuol dire che avranno successo tra i grandi, ma che hanno delle teoriche possibilità.

    Pagelle

    Calligaris: almeno due interventi strepitosi, sull’1-0
    7.5

    Ciuffo: si adatta sempre meglio al ruolo di esterno basso. Copre, gioca a calcio e spinge
    7
    (Aidoo: entra in un momento in cui servono nuove energie, lui corre per due e non sbaglia col pallone nei piedi).
    7
    Stante: sempre più sicuro sulle palle alte e nelle chiusure. Pratico e sostanzioso.
    7
    Stabile: vale il discorso fatto per Stante
    7

    Di Maggio: finché l’Inter fa la partita lui è fondamentale per come distribuisce i palloni e ‘pulisce’ dopo gli intercetti. Cala alla distanza.
    7
    Bovo: ancora in gol. Ha fisico, sa giocare e intercettare, in area avversaria è un pericolo. Il suo avversario è il più bravo di loro e qualche volta inventa giocate pericolose
    7
    Berembruch: finché ne ha è inarrestabile. Si procura il rigore in un momento non facile e lo realizza con freddezza
    7.5

    Quieto: grandi giocate per almeno un’ora. Si è irrobustito e pur non essendo alto in categoria non sfigura certamente sul piano della forza e dell’accelerazione.
    7

    Tamiozzo: si batte tra due difensori di grande stazza e poiché il suo forte è il colpo di testa, non riesce a procurarsi grandi chance, anche se, soprattutto nel primo tempo, in area arriveranno 30 fra cross e corner.
    6

    (Vedovati: il suo ingresso è di grande aiuto ai compagni per la voglia, la garra, la freschezza e la forza che ci mette, Sfiora anche il gol).
    6.5

    Zefi: inizio straordinario, in alcune occasioni deve ancora migliorare in altruismo e efficacia pratica. Alla distanza perde un po’ di lucidità. Dà l’impressione di poter essere un giocatore di prospettiva.
    6.5 (voto rapportato alle potenzialità ancora non del tutto espresse)

    Zanchetta: se gli dai piedi buoni , lui li fa giocare molto bene
    7

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