Primavera 1: Roma – Inter 1-3

Uno scatto della sfida tra la nostra Primavera e i pari età della Roma. La vittoria per tre reti a uno ci porta al primo posto in classifica.

“Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa.”

Per che cosa? Sono stato troppo duro (per amore) in alcune valutazioni,  anche se non  in tutte.

  • Confermo il fatto che secondo me questa è una delle nostre primavere, tra quelle degli ultimi anni, più povera di elementi da inserire nel giro di 1-2 anni nel calcio professionistico.
  • Confermo che per quanto riguarda i singoli di spicco e già pronti, molte squadre sono messe meglio di noi, sempre a mio parere di semplice tifoso.

Ma ammetto di essere stato… ingrato nel valutare il lavoro svolto dalla società e dal mister.

Non c’entra la vittoria, pur importantissima di Roma e non c’entra il primato in classifica.

I numeri sono fondamentali nel calcio, ma dicono tutto se correttamente inquadrati e considerati

La squadra di due anni fa (di cui ho parlato nell’ultimo post) e degli anni precedenti, per come erano strutturate avevano quasi l’obbligo di vincere.

Questa non so se vincerà, sono ancora propenso a credere di no con il ragionamento che fa violenza al cuore, ma di certo non aveva l’obbligo di trovarsi prima dopo la ventiquattresima giornata, comunque vada a finire.

Significa che è stato fatto un grande lavoro:

  1. Dai nostri dirigenti delle giovanili.
  2. Dall’allenatore e dal suo team.

Vediamo perché:

La dirigenza

Credo che a nessuno sfugga come le difficoltà finanziarie della società abbiano inciso pesantemente anche sul settore giovanile.

Non solo per lo ‘scippo’ di alcuni calciatori (Gnontò, Cepele, Scienza).

Non solo per la cessione ‘prematura’ di diversi altri, che oltre a motivi di plusvalenza rispondeva anche alla legittima volontà di accelerare il processo di crescita dei migliori

Ma anche per il mercato in ingresso fatto tenendo d’occhio l’oculatezza finanziaria.

Negli ultimi due mercati sono stati spesi dei soldi solo per 2003 e 2004, prendendo anche giocatori interessanti e di buona quotazione: cito Iliev, Jurgens, Botis, Grygiar (e subito prima Hoti).

Il discorso è semplice: un giocatore importante in età Primavera costa parecchio di più di uno importante ma da far crescere per 1-2 anni nelle giovanili.

Eppure, nonostante queste difficoltà obiettive, l’occhio lungo dei nostri dirigenti  ha prodotto la convinzione che, lavorando moltissimo sui giovani già in organico, si poteva comunque formare squadra competitive.

Oggi siamo primi in U19 (con pochissimi fuori quota rispetto agli altri), primi in U18, primi in U16.

L’allenatore e il suo team

Era di pochi giorni fa il dubbio che circolava nel blog  sul fatto che Madonna, al dil à dei risulti, abbia fatto crescere adeguatamente i singoli.

A me pare che se una squadra formata in qualche modo al risparmio si trova in vetta dopo 24 giornate è perché ha un’ottima organizzazione di gioco, ma anche ha visto una crescita importante di parecchi singoli.

Mi piace citare quasi tutta la difesa (Zanotti, Hoti, Sottini, Moretti), il percorso di Sangalli che ha riconquistato il posto di titolare, l’esplosione forse attesa ma indiscutibile di Satriano, la conferma a certi livelli di Kinkoue Vezzoni e Casadei.

Per assurdo un minor apporto rispetto al preventivato è venuto da giocatori su cui si faceva maggior affidamento, come Oristanio, Persyn, Squizzo e Fonseca. Ma ci sono spiegazioni e attenuanti per questa mancata crescita.

Il problema maggiore per tutto l’anno è stato il centrocampo che riusciva abbastanza a far filtro, ma quasi mai a gestire e comandare il gioco con ritmo e continuità, cosicché anche gli attaccanti ne risentivano: l’Empoli (5°) ha segnato sedici gol più di noi, la Samp undici, la juve sette, la Roma cinque, l’Atalanta quattro. La Viola, quartultima, solo uno di meno.

Però ne abbiamo subiti molti meno di tutti, segno del fatto che, con gli uomini a disposizione, l’equilibrio non si è fondato sul fare la partita con continuità, sulla forza offensiva che consente di rischiare qualcosa ma, direi necessariamente, su contenimento e ripartenza.

Questo modo di giocare, come si usa dire oggi, non ruba l’occhio, ma il bravo allenatore è quello che ottiene il massimo individualmente e collettivamente dai giocatori che possiede, per il modo in cui li fa giocare.

Madonna aveva una batteria di centrocampisti anche bravini tecnicamente, ma incapaci di imporre il gioco con continuità: Lindqvist e Wieser sono fragili, Sangalli e Squizzato non hanno il ritmo dei costruttori di gioco, Iliev e qualche altro 2003 sono stati provati ma pur avendo qualità non sono apparsi pronti, Mirarchi è quello che ha più ritmo ma non riesce a imporsi.

Lo stesso Casadei brilla più negli inserimenti che nella costruzione, anche lui secondo me per questioni di ritmo.

Boscolo stentava ad affermarsi per essendo uno di quelli con più polmoni e garra.

Per questo, a mio parere,  l’esigenza di un equilibrio prudente era fondamentale a discapito della capacità di costruire gioco.

La partita

Contro la Roma, per circa un’ora a mio parere si è vista la migliore inter della stagione.

Una squadra che difendeva con intelligenza e organizzazione, ma che sapeva anche proporsi con una certa continuità, con giocatori che non avevano paura di giocare la palla anche in condizioni di difficoltà e con la capacità di appoggiare l’azione offensiva con molti uomini: spesso occupavano l’area, sull’azione di un esterno, l’altro esterno, le due punte e le mezze ali.

Nel contempo però erano tutti pronti, terminata l’azione, a pressare il portatore di palla o a rientrare rapidamente.

In questo modo, dopo i primi 10’ di assestamento, la Roma non ha mai tirato in porta, praticamente.

Anche il loro gol infatti è venuto su un rigore totalmente inventato: Wieser non tocca neppure l’avversario, che deve aver studiato bene Cuadrado e sviene.

Chissà, forse un colpo di calore.

Eppure la Roma ha giocatori molto forti, alcuni dei quali con diverse presenze in prima squadra.

Una grande fetta di merito a mio parere va a due giocatori che ho spesso criticato: Wieser e Boscolo. Sono loro due che hanno mostrato significativi miglioramenti, che per un’ora si sono sdoppiati ammirevolmente nel doppio compito di spinta e interdizione.

Naturalmente il primo ci ha messo più qualità, il secondo ha ritrovato finalmente i polmoni e la lucidità che aveva smarrito dopo il campionato U17.

Evidentemente a entrambi ha giovato la continuità di impiego: anche in questo Madonna sembra averci visto giusto.

Devo essere sincero, quando ho visto le mezze ali e la titolarità di Lado a fianco di Satriano ho pensato a una possibile imbarcata: invece le nostre mezzeali per un’ora hanno vinto il duello contro avversari particolarmente forti.

Certo per il risultato sono stati decisivi i centrali, il magnifico Zanotti; Sangalli, onnipresente in fase di interdizione; la spinta di Vezzoni e la straordinaria prova di  Satriano.

Ma senza la crescita rilevante dei due centrocampisti, forse non sarebbe bastato.

La riprova sta nel fatto che quando, dopo il 3-1, Boscolo è calato e Wieser anche lui stremato è stato sostituito da un pur volonteroso Lindqvist  abbiamo finito per rintanarci maggiormente, pur continuando a non rischiare.

Naturalmente nulla è definito, questa squadra ci ha abituati a clamorosi alti e basi e già mercoledì nel derby la situazione potrebbe cambiare (sgraat).

Ma io non sono un indovino e mi limito a commentare il percorso svolto sino ad ora e in particolare le indicazioni confortanti venute dalla partita con la Roma.

Pagelle

Stankovic: 6+. dopo il primo intervento sul quale si infortuna alla testa, non viene più impegnato se non per l’ordinaria amministrazione. Sul rigore, intuisce ma riesce solo a sfiorare. Reattivo.

Zanotti: 7 deve affrontare il fortissimo Podgoreanu (un anno in più, 1,93 di statura): lo annulla e costringe De Rossi a sostituirlo. Spinge tantissimo, come sempre.

Kinkoue: 7 attento, concentrato, non sbaglia nulla e domina in area.

Hoti: 7 cresce di partita in partita. Per un 2003 comandare con disinvoltura una difesa con giocatori importanti è segno di autorevolezza.

Sottini:  7 oltre a chiudere sul suo uomo, da qualche partita prova anche a rompere la linea, in fase di possesso, per aiutare l’azione offensiva. Forte di testa, sia in fase di conclusione sia nella sua area.

Vezzoni: 7.5 chiude tutto dalla sua parte dopo qualche difficoltà iniziale contro Bamba e spinge con veemenza e qualità. Da cineteca la puntualità con cui arriva sulla palla del secondo gol.

Wieser:  7- le sue qualità non sono mai state in discussione, solo che restavano teoriche, solo sulla carta. Troppo fragile nei contrasti e anche il suo dinamismo rischiava di essere inconcludente per mancanza di ‘peso’. Lui e Chio avevano contro centro campisti fortissimi (Bove e Milanese), ma hanno saputo contenerli e attaccarli. E’ alla terza o quarta presenza fisica e questo gli ha dato fiducia e coraggio. Le lacune organiche restano ma pesano meno. In occasione del loro gol si scansa, ma l’avversario pensando che intervenisse, ne approfitta per svenire, ottenendo un rigore alla Cuadrado o alla Chiesa. Suo l’assist per Satriano nell’azione del rigore.

Sangalli: 6/7  se la Roma nell’ultima mezz’ora attacca in continuità ma non crea mai pericoli, è anche merito suo che costituisce una diga frangi flutti davanti alla difesa. Per un’ora partecipa anche se non alla fase offensiva, almeno alla costruzione dell’azione avviando le ripartenze.

Boscolo:  7+ finalmente una prestazione all’altezza del suo dinamismo ‘storico’ e del suo vigore. Ho ancora presente una finale U16 contro la Juve  in cui soffrivamo terribilmente le incursioni di un loro giocatore di colore devastante, finché il mister non decise di tenerlo in zona a raddoppiare la marcatura. Finì 6-0 per noi, se non sbaglio e l’avversario diretto non toccò più palla. Con la Roma è tornato: ha spinto, difeso, attaccato praticamente tutti. A conferma della ritrovata condizione, per la seconda volta nelle ultime due partite si è trovato solo davanti al portiere: non ha segnato, ma c’era, come c’era sulla palla che ha indirizzato fuori di poco, colpendola al volo dopo senza potersi ben coordinare.

Akhalaia: 5  l’unica delusione tra i nostri. Delusione relativa perché… attesa. Credo che il mister l’abbia inserito pensando alla sua velocità e a una partita giocata sulle ripartenze. Ma, per parafrasare una nota massima pubblicitaria, la velocità è nulla senza concretezza. Mi spiace perché è un ragazzo che merita per l’impegno e l’applicazione.

Satriano: 8  segna, fa segnare, semina il panico nella difesa giallorossa ogni volta che si muove: ma non solo, avaria anche in fascia e torna a contrastare fino alla nostra trequarti. Mercoledì c’è il Milan e Madonna nel finale gli consente di respirare.

(dal 60′ Persyn:  6+ mezz’ora di gioco molto positiva, al rientro dopo una lunga assenza: sostituisce Lo stanco Zanotti e fa il suo quasi solo in fase difensiva, vista la situazione della gara.)

(dal 60′ Moretti L.: 6+  entra al posto di Sottini rispetto al quale ha in pratica simili caratteristiche che producono simili risultati, il blocco degli attacchi giallorossi.)

(dal 60′ Oristanio:  5.5  ecco un giocatore ancora lontano dalla migliore condizione e mi spiace molto perché si tratta di un mio ‘pupillo’.  Del resto se un giocatore così Madonna lo sta centellinando è perché ne conosce le difficoltà contingenti. Sostituisce Lado, perché anche lui ha corsa e progressione e negli spazi potrebbe far male, oltre a saper tener palla per far respirare i compagni. Invece sbaglia quasi tutte le giocate.)

(dal 74’ Jurgens: 5.5 mostra di avere qualità importanti in prospettiva ma non mi è piaciuto lo spirito con cui è entrato. Un apio di volte ho notato che dopo un’azione offensiva, mentre i suoi compagni rientravano in velocità, lui si fermava davanti, deluso per non essere stato servito.)

(dal 78’ Lindqvist: 6-  sta in campo poco e combina poco. Ma per la verità si batte con grande volontà e agonismo. In questo sembra migliorato.)

All. Madonna: 8 a Roma ottiene forse il meglio dalla sua squadra, anche se, bisogna riconoscerlo per frenare entusiasmi fuori luogo, le partite sono indirizzate da episodi e alcuni errori difensivi, individuali,  della Roma ci hanno concesso di giocarla in serenità e con l’atteggiamento tattico. preferito.

Luciano Da Vite

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