Gli implacabili: Inter – Shakhtar 5-0

Un’Inter semplicemente strepitosa schianta cinque a zero lo Shakhtar Donetsk e ottiene meritatamente l’accesso alla finale di Europa League.

Siamo nuovamente in finale in una competizione europea esattamente dieci anni dopo Madrid.

Certo, allora la competizione era la Champions League, ma se consideriamo tutto quello che è successo in questi dieci anni, la finale di Europa League si può considerare come un grandissimo traguardo.

Tanto più se come ci dicono i dati statistici, l’ultima volta che un’italiana raggiungeva la finale in questa competizione, è stato nel 1998/99.

Allora a raggiungere la finale della competizione fu il Parma di Alberto Malesani, che poi vinse la coppa battendo 3-0 il Marsiglia (Crespo, Vanoli, Chiesa).

Ventuno anni fa, un’altra “epoca calcistica”.

Il risultato di ieri sera sottolinea una prestazione praticamente impeccabile da parte della nostra squadra.

Lo Shakhtar esce ridimensionato dal risultato, ma è una squadra di primo livello. Chi sottovaluta la nostra prestazione è in mala fede: gli ucraini non avevano sulla carta nessuna credenziale meno che noi (come di Siviglia e United) per quello che riguarda l’accesso alla finale.

Lo Shakhtar è un club molto ricco, che domina il proprio campionato da anni e soprattutto partecipa regolarmente alle coppe europee. Partendo sempre dalla Champions League. Come quest’anno.

Retrocesso come noi, era nel girone con City, Atalanta e Dinamo Zagabria, in Europa League ha fatto fuori tre avversari di livello come Benfica, Wolfsburg e Basilea.

Gli ultimi due avversari li ha letteralmente strapazzati.

È una squadra che ha molti giocatori di talento, li conosciamo, non sono una novità e ieri hanno mostrato le loro qualità, specialmente nel reparto offensivo (dietro non sono sicuramente fortissimi). Ma possiamo dire che forse questo è il tipo di squadra contro la quale riusciamo a dare il meglio.

I loro attaccanti sono il tipo di giocatori che la nostra difesa riesce in genere a regolare senza difficoltà. Quelli del Leverkusen, pure essi talentuosi, hanno caratteristiche simili ad esempio.

Lo strapotere fisico dei nostri difensori, coadiuvati da un grandissimo lavoro degli esterni, il filtro dei nostri centrocampisti, hanno azzerato le velleità dei vari Marlos, Alan Patrick, Taison.

Così come non ha creato grosse difficoltà il centravanti Junior Moraes, protagonista tuttavia della occasione più importante per gli ucraini.

È stato quindici minuti dopo l’inizio della ripresa, il momento decisivo della partita.

Fino a quel momento come occasioni per lo Shakhtar segnalerei solo una bordata di (credo) Marcos Antonio finita sopra la traversa.

Il risultato era sull’1-1, il brasiliano, naturalizzato ucraino, colpiva di testa sotto misura, ma Handanovic rispondeva da grande portiere, salvava il risultato e dava il via a una larghissima vittoria.

Lo Shakhtar aveva comunque dimostrato di soffrire il nostro pressing e la nostra maggiore intensità di gioco; non aveva mai effettivamente calciato nello specchio della porta (oltre che nell’occasione sopra citata) o comunque dato la sensazione di poterci impensierire (al massimo tentava qualche volta di affondare a sinistra con Marlos e Dodò, ma la nostra difesa teneva; Godin dall’altro lato era insuperabile, con il sostegno di un D’Ambrosio onnipresente tra difesa e attacco) mentre noi avevamo avuto altre due-tre buone occasioni nel primo tempo e comunque avevamo una verve e una elettricità che lasciava ben sperare sin dal primo minuto.

Così, dopo l’occasione mancata da Junior Moraes, li abbiamo letteralmente “affondati”.

Praticamente un minuto dopo un ottimo D’Ambrosio, protagonista di una prestazione super, schiacciava di testa su corner battuto da Brozo e batteva Pyatow.

Dieci minuti dopo, al 75′, Lautaro Martinez, che nel primo tempo aveva segnato la rete del vantaggio su un cross di Barella (recupero di Nicolò su un errore di Pyatov, l’ex Cagliari si allargava poi a destra e crossava in mezzo per EL Toro, che colpiva in una maniera sontuosa) andava di nuovo a segno concludendo a rete con un bel piatto destro una ripartenza dopo una palla recuperata a centrocampo.

Il finale è stato poi tutto di Romelu Lukaku.

Prima viene servito da Lautaro in area di rigore e piazza la palla con un bel sinistro; dopo si invola verso la porta, scamazzando Kocholava e infilando Pyatov sotto le gambe.

È ridondante sottolineare che la stagione di Lukaku è stato semplicemente eccezionale.

Con i goal di ieri, fa 33 goal su 50 partite stagionali. I goal in Europa League sono sei: praticamente ha segnato in tutte le partite (se consideriamo il periodo con lo United, segna in questa competizione da dieci partite di fila). Non è in testa alla classifica cannonieri solo perché Bruno Fernandes, prima che con lo United, aveva già giocato nella competizione con lo Sporting Lisbona.

Se Lukaku è stato comunque fino a questo momento una certezza, va sottolineata la grandissima prova di ieri di Lautaro Martinez.

L’argentino è stato protagonista assoluto della partita. A parte che ha il merito di sbloccarla, e questo è stato molto importante nelle dinamiche della partita, come abbiamo visto (così come ha poi il merito di chiuderla definitivamente con la rete del 3-0, serve poi l’assist a Lukaku per il 4-0…).

Ma la sua intensità di gioco e il suo atteggiamento combattivo sono un po’ il simbolo di quella che è stata la partita giocata ieri dall’Inter.

Lautaro era su tutti i palloni e mordeva gli avversari con un pressing asfissiante da vero trascinatore e così veniva “seguito” dai compagni.

Non è un caso che i suoi due goal proprio arrivino da due errori degli avversari (dovuti proprio al nostro pressing asfissiante) e due ripartenze.

Nel primo tempo potrebbe pure raddoppiare, ma prima una sua conclusione finisce a lato (era in fuorigioco comunque), poi una sua bellissima conclusione da fuori viene messa in angolo da Pyatov.

Al di là del risultato e della prestazione del collettivo, la gara dell’argentino ci fa ben sperare per la finale e in generale per il suo futuro, se mai qualcuno avesse avuto dei dubbi sulle sue qualità.

Avevo scritto dopo il Bayer che non consideravo le sue prestazioni sotto tono come dovute a voci di calciomercato, ma che consideravo queste in relazione al momento contingente.

Alla grande anomalia di questa stagione calcistica.

La “voglia” da parte del calciatore non è mai mancata, ieri hanno funzionato pure le gambe e i risultati si sono visti.

I nostri ragazzi, ieri, hanno meritato tutti quanti ampiamente almeno la sufficienza.

Forse meno bene rispetto agli altri e alla prestazione con il Bayer, ha fatto Ashley Young, che comunque doveva con Bastoni reggere da quel lato Marlos e gli assalti da dietro dell’esterno Dodò (solo omonimo del nostro ex giocatore).

Ho già detto della prestazione della difesa (sontuoso Godin) e ho accennato alla grande prova di Barella, che sta chiudendo in crescendo una stagione che secondo me è decisiva nella sua crescita calcistica e come uomo.

Bene Brozovic e anche Gagliardini, che ha meno intensità rispetto agli altri, ma che per le sue caratteristiche fisiche e di equilibratore in questo momento appare fondamentale.

Non a caso il mister ha riproposto ancora una volta lo stesso 11 titolare e ci sono buone ragioni per pensare che farà lo stesso anche nella finale contro il Siviglia.

Lo farà perché la squadra gioca bene, in maniera solida e compatta e “piace” pure agli esteti; perché questo qui è l’11 che gli dà maggiore equilibrio e garanzie e soprattutto dico che lo farà perché questa Inter non ha paura e non sente la necessità – con i dovuti accorgimenti, che ci sono sempre – di doversi lei adattare all’avversario.

È una squadra che si “impone” a modo suo sugli avversari e che ha una sua definizione e una sua personalità riconoscibile e molto marcata.

Inoltre gli 11 giocatori scelti come titolari sono ovviamente quelli che in questo momento stanno meglio degli altri anche fisicamente.

Senza nulla togliere agli altri, in questo momento non mi aspetterei nessun contributo significativo da nessuno in particolare tra le alternative a disposizione, se non al limite dai due esterni – Biraghi più di Moses – dove un “cambio” è sempre necessario, e da Eriksen.

Non so le condizioni di Alexis che ieri comunque è andato in panchina.

Vedremo che cosa succederà da qui a venerdì sera dove a Colonia affronteremo gli spagnoli.

Mi sembra inutile sottolineare che sono una squadra di primo livello e che il fatto che abbiano eliminato lo United non sia casuale.

Vale la pena di ricordare innanzitutto che sono degli “aficionados” a questa competizione, che negli ultimi anni hanno vinto ben tre volte (2013/2014; 2014/2015; 2016/2017) e questo è un primo dato che ci deve dare un’idea del valore dell’avversario.

In campionato sono finiti quarti a pari punti con l’Atlético di Madrid e dietro le solite Real Madrid e Barcellona.

In Europa League, dopo la fase a gironi (APOEL, Qarabag, Dudelange), ha fatto fuori il Cluj ai sedicesimi e poi in questa “tornata estiva”, in successione e pure senza mai strabiliare: Roma, Wolverhampton, Manchester United.

L’allenatore è Julen Lopetegui, che se fosse stato meno “avido” (e meno ingenuo) avrebbe guidato la Spagna ai campionati del mondo del 2018 dopo avere fatto benissimo nelle qualificazioni.

Se ricordate fu cacciato alla vigilia della competizione per aver firmato con il Real Madrid. Esperienza poi finita malissimo.

Gli spagnoli giocano col 4-3-3. Non mi aspetto particolari sorprese nell’11 titolare e nel sistema di gioco neppure da parte loro.

Hanno sempre giocato con la stessa formazione di partenza nelle ultime gare: Bounou in porta, Jesus Navas (adattato al ruolo di esterno destro di difesa) e Reguilon sugli esterni, centrali Koundé e Diego Carlos. In mezzo Joan Jordan, il brasiliano Fernando (negli anni più volte accostato ai nostri colori) e l’ex Banega. Davanti il tridente formato dagli ex Milan Suso e Ocampos, probabilmente i due giocatori più pericolosi e il centravanti marocchino En-Nesyri.

Davanti hanno comunque varie alternative, tra cui Munir, Luuk de Jong (autore del goal decisivo con lo United) e un’altra vecchia conoscenza del calcio italiano, Franco Vazquez.

Non sono imbattibili, l’attacco è sicuramente il loro punto forte, ma non stiamo parlando di campioni di prima fascia.

Senza presunzione e senza sottovalutare gli avversari, superato lo scoglio della semifinale con un risultato così importante e arrivati a questo punto, dico che sono positivo sulla possibilità di portare a casa la coppa.

Non mi sbilancio in un pronostico, nemmeno per scaramanzia, ma perché questa stagione e questa competizione si sono svolte in un modo anomalo rispetto al solito, però fondo le sensazioni positive sulla crescita costante avuta dalla ripresa del campionato e fino a questo momento.

Siamo nettamente migliorati sotto ogni aspetto, la nostra condizione atletica, fisica e mentale sembra ottima, il gruppo è solido e l’allenatore appare convinto delle sue scelte.

Si respira una buona aria, ma c’è anche la giusta “tensione” che serve in vista di un impegno così importante, nonostante le partite a porte chiuse e tutti gli altri problemi che ben conosciamo.

Penso di poter dire, a prescindere da come andrà a finire, che a parte che i risultati, le scelte fatte dall’allenatore e il suo staff nel preparare la “ripresa” e poi questi due-tre mesi che ci hanno portato alla fine del campionato e in fondo all’Europa League, siano state molto positive.

Abbiamo perso dei punti per strada in campionato, ma possiamo dire che questo era inevitabile, è successo a tutti, eppure abbiamo chiuso solo dietro alla Juventus, che ci ha staccati solo di un punto e migliorandoci partita dopo partita.

Se penso a alcune cose lette in questi giorni, secondo le quali tedeschi e francesi stanno meglio rispetto agli altri e per questo Juventus e Atalanta sono fuori dalla Champions, diciamo che semplicemente “non mi trovo”.

Perché noi stiamo sicuramente bene e ci possiamo andare a giocare questa finale a testa alta.

L’obiettivo ovviamente è vincere.

Se non succederà, senza recriminazioni e senza nessun disfattismo (ma comunque proiettati da subito in maniera positiva verso il futuro), la delusione sarà grande: abbiamo tutto per potercela fare.

Apparentemente non abbiamo nulla meno del Siviglia, se fisicamente stiamo bene e avremo la stessa intensità di gioco e voglia dimostrate fino a questo momento, porteremo a casa la coppa.

Vincere (a parte che l’importanza del trofeo in sé, si tratta di una coppa europea, non è la Champions, ma è un appuntamento importante) significherebbe essere rientrati a pieno titolo nel rango delle grandi d’Europa e dover adesso fare l’anno prossimo quel passo ulteriore che ci dovrebbe portare a competere veramente per la vittoria dello scudetto.

Darebbe entusiasmo a una piazza che da anni aspetta questo momento, a una città e a tanti tifosi che hanno attraversato un periodo difficile e ad allenatore e giocatori, desiderosi di raccogliere sul campo i frutti di una stagione complicata. Ovviamente anche alla proprietà e alla dirigenza.

Ndr. Come se non bastasse, poi, vincere ci darebbe la grande soddisfazione di poter disputare la Supercoppa Europea contro la Juventus, squadra vincitrice della Champions… Ah no. Questo no.

Forza ragazzi, abbiamo fatto benissimo, siamo stati “implacabili”. A inizio campionato nessuno avrebbe mai immaginato di poter arrivare a disputare una finale di coppa europea, adesso cerchiamo di finire nel migliore dei modi e di mettere a segno questo punto importantissimo.

Emiliano D’Aniello

Foto: l’esultanza “furiosa” di Lautaro Martinez. Dopo un periodo di appannamento, il bomber argentino è tornato grande protagonista con una doppietta messa a segno nel 5-0 totale nella semifinale di Europa League contro lo Shakhtar.

17 pensieri riguardo “Gli implacabili: Inter – Shakhtar 5-0

  1. Andrà come deve andare, in ogni caso il risultato finale non scalfirà la crescita tecnico, tattica e di personalità di questa squadra.
    Conte, a mio avviso, ha fatto un lavoro enorme ed anche tanti calciatori sono cresciuti esponenzialmente.
    Barella, per fare un nome, qui spesso non ritenuto all’altezza di un’Inter ambiziosa, se non come alternativa ai titolari, una volta trovata la continuità di impiego, senza infortuni, ha ripreso la crescita che lo aveva caratterizzato nella prima parte di stagione. Io di centrocampisti di 23 anni migliori di lui non ne vedo molti in Europa.
    Adesso, giochiamocela e speriamo di vincerla. Perché vincere aiuta a vincere.

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    1. Io sono e sono stato molto critico su Barella. Sta facendo un finale di stagione da giocatore insostituibile. Non è il mio prototipo di giocatore a centrocampo, ma è il giocatore che fa rendere meglio la squadra, e per questo benissimo Barella.
      Il bene dell’inter vien prima del proprio gusto personale

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  2. Al momento solo per giocare:
    se Messi venisse all’Inter come sarebbe compatibile con Lukaku e Lautaro?
    Come e chi fareste giocare?

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  3. Luciano sai se Gianelli è infortunato? Non mi pare sia aggregato con i grandi. È possibile una sortita di Pirola e Stankovic a Nyon per la partita con il Real?

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  4. Giorgio, purtroppo con i centri delle giovanili ancora rigorosamente chiusi al pubblico non so nulla di nulla. Qualche notiziola ogni tanto mi arriva da ambieti vicini alle squadre, ma poca roba. Io per esempio sapevo che Gianelli era ad allenarsi con la prima. Non so quando si giochi Inter real_ chiaro che se fosse dopo vedrdì scenderebebro tutti. Ma anche se è prima, non vedo come Conte, finite le necessità di avere 25 giocatori per gli allenamenti, possa pensare di schierare in una finale Pirola (che ha davanti Skriniar e Rano, ev. D’Ambro) Filip (Padelli) ma anche Gianelli e il francese (Sensi,Eriksen e Borja)

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  5. Ho appena concluso un post che ora rileggo e invio. E’ un agglerato di idee cofuse, come sono confuso io in questo momento. Forse non varrebbe neppure la pena di mandarlo, ma ormai l’ho scritto…A tra poco
    Poi in serata qualche commento, spero sulla partita della Primavera, per la quale non nutro molte speranze

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  6. Ripeto tecnicamente per me c’è un abisso. Cerchiamo di sopperire con la grinta (4 ammoniti in 45′) ma temo che alla lunga non basterà. Non abbiamo attacco….

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