Giovanili Inter: una stagione che si può raddrizzare

Diciamo la verità, a chi ama il nostro settore giovanile fa un po’ impressione guardare a fine gennaio le varie classifiche.

Eravamo abituati a dominare ovunque, oggi troviamo che il nostro posto è stato preso dall’Atalanta e noi siamo quasi sempre lontanissimi, almeno come punti, se non come posizioni.

Conosco l’obiezione che considero parzialmente vera, anche se il dispiacere del tifoso resta: nel settore giovanile ci interessa far crescere i giocatori e non conseguire risultati.

E’ vero, ma mi domando:

Quindi nel recente passato quando vincevamo ovunque, eravamo meno bravi nel far crescere i giocatori?

Da tifoso, senza alcuna presunzione di voler (e poter) pontificare, rispondo di no.

So benissimo che è motivo di orgoglio per tutto il settore (oltre che per noi tifosi) avere tre giocatori addirittura del 2002, cioè sotto età per la stessa Primavera, stabilmente in rosa della prima squadra.

Tra l’altro non nella rosa di una squadra che sta facendo male, ma della ‘prima squadra’ più forte che abbiamo avuto da dieci anni a questa parte.

Che i singoli atleti molto forti debbano salire per trovare avversari di livello superiore idonei a farli crescere, secondo me è scontato: si migliora solo nelle difficoltà.

Ma uno slittamento numericamente troppo consistente verso l’alto porta con sé trascinamenti a catena, depaupera tutte le squadre coinvolte e l’indebolimento dei vari gruppi finisce col non favorire neppure la crescita individuale.

Sempre per dare un contributo alla discussione, da tifoso e senza conoscere cause e motivazioni profonde di certe scelte, temo che sia stata sopravvalutata non la forza (che è enorme) ma la capacità di essere competitivi a livello superiore del gruppo dei 2002.

Per carità: è giusto che Filip, Piro, Agoumé e Seba si allenino stabilmente o quasi con la prima squadra e in caso di necessità siano convocati.

Però non mi pare vantaggioso che la loro ‘assenza’ trascini verso l’alto giocatori di indubbio valore ma ancora in crescita come Tononi, Moretti, Cortinovis, Boscolo, Bonfanti, in parte lo stesso Squizzato.

Al loro posto sarebbe stato meglio forse che ci fossero 2001 di valore ed esperienza comprovati a livello di Primavera.

Magari dei 2000, cioè dei fuori quota.

Ho scritto più volte che la coincidenza delle scelte federali e della novità introdotta dai nostri dirigenti potrebbe essere alla base di qualche difficoltà che le squadre incontrano.

Voglio dire che proprio nella stagione in cui, visto il fallimento del progetto seconde squadre, a livello federale si è deciso di portare a cinque i fuori quota schierabili in Primavera, per rendere più competitivo quel campionato, noi abbiamo scelto di tenerne solo due, mentre le altre ne hanno 6-7 e ne schierano sempre 5.

Non solo, ma non avendo un grande gruppo di 2001 abbiamo dovuto promuovere tanti 2002.

Ora, per fare solo un esempio, io considero forte Bonfanti (2002) e ancora più forte Willo (2003) ma se questi giocatori devono affrontare in Primavera un difensore del… ’98 è ovvio che qualche difficoltà la incontrino.

Sempre dal mio punto di vista di semplice tifoso, considero giusta la cessione di Salcedo, che è un 2001 ma sarebbe stato sprecato in Primavera. E infatti Salcedo, infortuni a parte, nel Verona gioca e cresce.

Ma, per esempio, il 2000 Pompetti, per giocare nella Primavera della Samp, non poteva restare a giocare nella Primavera nostra, liberando tra l’altro un centrocampista 2002 per la Berretti?

E infatti ora è stato ripreso e mandato a Pisa dove si spera possa giocare.

Stesso discorso per l’altro 2000, D’Amico, anche lui alla Samp Primavera.

D’Amico ha al suo attivo sei gol e 4 assist in 12 partite, poteva crescere ed esserci utile anche qui e consentire alla Berretti di rafforzarsi con il 2002 che sarebbe sceso.

La situazione della Berretti è veramente difficile: spesso ad allenarsi sono in 8 o 9, il gruppo non è mai composto dagli stessi giocatori perché subisce (giustamente) le esigenze della Primavera e persino della prima squadra (ieri ad esempio la primavera è partita per Firenze con molti U18 e diversi Berretti sono andati ad allenarsi con la prima, mentre a Interello sono rimasti meno di dieci).

Poi la Beretti fa salire i 2003 e i 2003 si trovano a 10 punti dall’Atalanta che in passato avevano sempre lasciato alle spalle.

I 2003 che vanno in Berretti e talvolta addirittura in Primavera, cresceranno prima e meglio?

Speriamo, ma salve singole eccezioni (forse solo Willo) penso che crescerebbero di più restando con i loro compagni a lottare da protagonisti per obiettivi prestigiosi.

Tutti insieme.

Nel mercato di gennaio non sono stati fatti grandi movimenti in entrata, ma se quei pochi si rivelassero acquisti di valore, il loro inserimento, insieme al recupero di alcuni infortunati, potrebbe consentire di riequilibrare la situazione e di chiudere la stagione al meglio, anche nel senso di risultati adeguati alla nostra storia recente, oltre che nel senso della crescita individuale.

Vediamo situazione prospettive della singole squadre.

Primavera

Siamo terzi, a 11 punti dall’Atalanta e a 4 dal Cagliari (che al momento in cui scrivo ha una partita in meno). Ma soprattutto abbiamo un solo punto di vantaggio sulla juve, rafforzatasi moltissimo ma che in campionato avevamo sconfitto per 5-1 se non ricordo male

Siamo in lizza nella YL, ma siamo fuori dalla Coppa Italia (ci ha eliminati a Milano il Frosinone…).

Nelle ultime 5 partite avevamo ottenuto 6 punti (una vittoria, una sconfitta, tre pareggi). Poi c’è stato il toccasana della vittoria di Firenze.

Molte delle possibilità di chiudere la stagione in modo soddisfacente sono legate, oltre che al recupero degli infortunati e alla riproposizione ad alti livelli di Vergani, ai due nuovi arrivi (Espinoza e Satriano, entrambi 2001 e schierabili in YL, credo).

Se si rivelassero la punta e il centrocampista di grande qualità che ci servono come il pane, le cose migliorerebbero.

Anche perché, considerando perso per la categoria Seba, che al massimo potrebbe rientrare a Campionato di A finito, per disputare eventuali fasi finali, invece Pirola e Agoumé, con i nuovi arrivi per la prima squadra potrebbero scendere con una certa continuità.

Immaginiamo questa rosa (3-5-2 con il 4° centrocampista di sinistra che va spesso a fare il trequartista, come in prima squadra):

Portieri: Stankovic e Pozzer (quando sarà recuperato dall’infortunio),

Centrali: Kinkoue, Ntube, Pirola, Cortinovis Moretti,

Esterni: Persyn, Vezzoni, Colombini, Burgio,

Centrocampisti: Gianelli, Agoumé, Schirò, Espinoza, Squizzato, Attys,

Attaccanti: Satriano, Mulattieri, Vergani, Fonseca, Oristanio.

Mi sembra una rosa che possa essere in grado di lottare per il secondo posto, magari riducendo il margine rispetto all’Atalanta, sempre che naturalmente i nuovi si rivelino davvero forti e chi era già qui continui a crescere.

Tra l’altro questo gruppo avrebbe la possibilità di rendere bene anche cambiando modulo, come si è visto nel secondo tempo di Firenze, quando con il passaggio a 4 in difesa, è cresciuta la forza sulle fasce, gli attaccanti hanno avuto più spazio perché gli esterni allargavano la difesa avversaria e il centrocampo reggeva comunque, grazie all’inserimento di Attys, meno bravo indubbiamente di Squizzo con la palla, ma capace di coprire i maggiori spazi lasciati centralmente dalla 4 rispetto alla 5.

Poi deve essere risolta la questione Vergani. Edo viene impiegato poco nell’Inter, ma nella selezione U19 è protagonista, con due gol in due partite, entrambi decisivi e uno addirittura a Madrid contro i pari età spagnoli.

Under 18

La classifica della squadra è deprimente, anche se nell’ultimo periodo il gruppo è migliorato e ha ottenuto buoni risultati prima di impantanarsi contro la Samp. La stessa sconfitta netta di Bergamo è bugiarda, perché i nostri avevano tenuto benissimo il campo giocando più che alla pari e avendo sfiorato diverse marcature prima di soccombere, anche per evidenti errori dell’estremo difensore.

Ma i problemi della squadra sono chiariti da queste cifre: a Firenze con la Primavera sono andati tra gli altri: Tononi, Alcides, Sottini, Dimarco, Boscolo e Casadei, oltre ovviamente a Willo.

Oggi la U18 giocherà in mattinata a Torino e non potrà ‘assorbire’ troppi U17 perché nel pomeriggio c’è il derby al Vismara.

Chi giocherà a Torino e in quali condizioni (e chi al Vismara?)?

Tra l’altro l’U18 ha perso nel mercato invernale diversi giocatori, più di ogni altra nostra rappresentativa: Anane, Ballabio, Feltrin, Tinazzi, Sakho, Sattin, Simic.

Secondo i dati del nostro sito ufficiale restano due portieri, Gerardi e Priori (ma entrambi 2003) Gualtieri, A. Moretti, Verzeni, Cester, Mirarchi, Sangalli, Wieser, Pezzotta Akhalai e Cancello.

Se la Primavera, con i due nuovi e con qualche recupero di infortunati o influenzati, si stabilizzerà con i 22-24 giocatori che abbiamo citato, anche la Berretti potrà trovare una sua stabilità, costruire un gruppo di livello sufficientemente omogeneo e competitivo e terminare la stagione in crescendo, preparando atleti per il salto di categoria.

Under 17

Secondo me questa è una delle due squadre che, se non verrà smembrata continuamente, potrà lottare per lo scudo (l’altra è la U15).

In classifica è seconda, a 10 punti dall’Atalanta, ma ne ha 6 di vantaggio sulla terza; 13 sulla quarta e addirittura 16 sul Milan, che affronteremo oggi a casa loro.

Un abisso sembra separarci dall’Atalanta, ma non è così, aldilà delle cifre (14 gol in meno segnati, 16 in più subiti, loro a punteggio pieno).

Certo, la condizione è che i 2003 restino a giocare con i 2003: passi per Willo, che ormai è perso (potrà al massimo rientrare nelle partite di finale), ma i Cepele, i Casadei, i Fabbian, i Magazzù e i ‘nuovi’ Carboni e Hoti dovrebbero giocare stabilmente con questo gruppo, che in tal modo diventerebbe competitivo, possedendo:

  • Quattro portieri, come Gerardi, Magri, Raimondi e Rovida (in ordine alfabetico…),
  • Due esterni bassi di valore come Zanotti e Peruchetti, con alternative di rendimento quali Pozzi e Monti,
  • Una coppia di centrali sulla carta imbattibili (Hoti e Cepele, entrambi di orgine albanese, entrambi sul metro e novanta, entrambi però mancini) e una buona batteria di alternative, da Fontanarosa, già nazionale, a Oppizzi, Uccellini, Lonati, Chierichetti,
  • A centrocampo due giocatori in crescita impetuosa come Casadei e Fabbian, due trequartisti dai piedi buoni come Peschetola e Ballabio, un metronomo affidabile come De Milato e altri giocatori di sicuro rendimento,
  • Ci sarebbero poi attaccanti di valore come il ‘nuovo’ Carboni (si spera) e Magazzù, con alternative come Cappadonna e Politi e con… Willo, che si spera sempre di rivedere.

Servivano forse un altro paio di nuovi innesti di valore, ma sarebbe fondamentale, per provare ad arrivare sino in fondo, che mister Chivu potesse contare quasi sempre su tutti i giocatori citati.

Under 16

Fra tutte, è forse la squadra messa peggio, quinta in classifica, a 6 punti dall’Atalanta, eppure è forse anche la squadra che è migliorata maggiormente.

Una squadra nata male, si dice di solito, è difficile da raddrizzare.

Peccato che l’Atalanta dimostri il contrario.

Proprio come noi i bergamaschi nella scorsa stagione per la prima volta forse da decenni hanno mancato la qualificazione per i play off.

Ma un anno dopo dominano il campionato.

Paghiamo soprattutto alcune incredibili battute a vuoto, come la sconfitta in casa contro il Venezia e il pareggio recente a Pordenone.

Avessimo vinto quelle partite, sulla carta agevoli, avremmo cinque punti in più, saremmo secondi a un solo punto dai bergamaschi, che tra l’altro abbiamo battuto nello scontro diretto, in trasferta.

La squadra è assolutamente da potenziare, in vista dell’importante stagione U17, con giocatori di qualità e di peso, ma già in questa annata sta migliorando nel gioco e recuperando giocatori a un buon livello.

I portieri sono forti, sia che giochi Raimondi, sia che capiti a Greco.

Sugli esterni abbiamo atleti di ottime prospettive come Marocco e Perin, entrambi già forti ma con notevoli margini di miglioramento.

Per quello che riguarda i centrali, partito Cugola, si è affermato alla grande Zambelli, oggi una certezza, e accanto a lui stanno finalmente mantenendo le promesse i Peretti e i Bailo, mentre Grieco impiegabile sia a destra sia in mezzo è stabilmente nel giro della nazionale.

A centrocampo, se Straccio resta un’incognita, abbiamo giocatori di qualità ma che pagano ancora un deficit atletico come Uberti e lo stesso Ortelli, mentre Pelamatti e Bonavita, due leader storici della squadra, stanno tornando ai loro livelli.

Motti e Menegatti piacciono e convincono sempre di più, sono giocatori totali, ma anche Moratti può trovare col tempo una consacrazione .

Davanti Curatolo risente ancora dei continui infortuni e anche Gambato è stato fermo a lungo.

Il peso della manovra offensiva ricade così quasi esclusivamente, oltre che su Clerici, sul nuovo arrivato Semenza (giocatore rapido, incisivo, di non eccelse doti fisiche ma di grande efficacia) e su Sarr, cresciuto enormemente e a mio parere con al

Tra margini di miglioramento improtanti, Sarr è il complemento ideale di Semenza, con la sua fisicità devastante

Sarr ha segnato 12 gol e Semenza 9, ma il problema delle realizzazioni resta importante per questa squadra che ha segnato meno di tutte quelle che la precedono (34 gol contro i 45 del Milan, i 44 della Spal, i 41 di Atalanta e Bologna e anche a Pordenone nell’ultimo sciagurato pareggio, mi dicono che abbiamo sbagliato almeno sette o otto palle gol clamorose).

Trovando maggior continuità siamo in grado di qualificarci per i play off, anche se difficilmente potremo accedere direttamente alle fasi finali, raggiungendo e lasciando alla spalle soprattutto Spal e Milan.

Però ripeto, la crescita di gioco, l’aver recuperato alcuni leader, la crescita continua di altri a un paio di inserimenti azzeccati sono elementi che lasciao sperare in un discreto futuro.

Under 15

Al momento in cui scrivo sono l’unica nostra squadra prima in classifica, con un punto sul Milan e quattro sul Cagliari.

Questo nonostante la delusione di un pareggio a Pordenone, nell’ultima giornata, contro una squadra penultima in classifica.

Anzi, proprio i risultati contraddittori costituiscono un freno al percorso comunque positivo di questo gruppo.

Si tenga conto infetti che abbiamo sconfitto tutte le prime (Milan, Cagliari 2 volte, Bologna…) ma abbiamo ottenuto solo 3 punti su nove contro i fanalini di coda Pordenone e Cittadella.

Con 11 sole reti subite, abbiamo la difesa più forte (15 il Milan, 19 il Cagliari), ma l’attacco rossonero ci sovrasta, dall’alto delle sue 46 reti contro le nostre 33.

Andamento dunque positivo nel complesso anche se si poteva sperare in qualcosa in più considerando le ottime prove fornite nella scorsa stagione soprattutto nei più importanti tornei internazionali

La stella della squadra è senza dubbio il centrocampista Di Maggio, un giocatore di struttura abbastanza tozza, muscolarmente già ben sviluppato, ma soprattutto in possesso di grande visione di gioco, assoluta qualità di palleggio e anche di ottimo tiro.

Ma i giocatori di qualità sono parecchi, anche se alcuni solo in prospettiva.

A me piacciono molto tre portieri, che mi sono sembrati tutti bravi, quando li ho visti in azione; in difesa mi era piaciuto molto Miconi, appena arrivato da Udine, ma sembra che ora si sia un po’ fermato; buoni centrali, con Stante che come si sa è da tempo un mio ‘pallino’, anche se deve crescere nella gestione della palla.

A sinistra invece per me una vera rivelazione è Motta: ex ala, il giocatore quando spinge è davvero interessante e deve solo impadronirsi meglio dei rudimenti della fase difensiva.

A centrocampo il problema è nel fatto che molti giocatori di qualità pagano ancora qualcosa sul piano della crescita atletica: è il caso di Liserani, dei talentuosi Quieto, Ricordi e soprattutto Mazzola.

Mazzola gioca pochissimo, gli altri non possono giocare tutti insieme e hanno necessità di essere sostenuti da atleti più fisici come Stankovic o come Ciuffo, una mezzala (può fare anche il tornante) che abbina buona qualità a grande facilità di corsa.

Il discorso sulla crescita atletica vale anche, in avanti, per Esposito, sicuramente talentuoso ma fisicamente in evoluzione, mentre Martins e soprattutto Owusu sono in grado in ogni momento di decidere qualsiasi partita, ma non hanno ancora trovato la continuità necessaria per affermarsi in modo definitivo.

Tra gli altri attaccanti mi sembra in crescita Pedrini che inizialmente non mi convinceva granché. Gallo, e Colombo li ho visti poco e sembrano al momento buone alternative.

Insomma, in questa categoria siamo competitivi e possiamo giocarcela con tutti. Per quanto concerne le prospettive, bisognerà valutare nel tempo la crescita dei più talentuosi (vi rientra anche Thomas Berenbruch, acquistato dal Renate ma lasciato in prestito per questa stagione) e naturalmente andranno inseriti in futuro elementi di peso e personalità, ma la strada imboccata sembra interessante.

Luciano Da Vite

Foto: Martin Satriano. Il centravanti uruguayano, classe 2001, appena arrivato dal Nacional, è il rinforzo di punta del nostro settore giovanile per la sessione invernale di calciomercato.

13 pensieri riguardo “Giovanili Inter: una stagione che si può raddrizzare

  1. Il mio post nelquale ho sosteuto che ci sono le condizioni perché il settore giovanile si riprenda ha portato fortuna: dopo la vittoria della primavera (/ieri) sono venuti il pari dell’U18 a Torino (con due pali colpiti) le vittorie di U17 nel derby a casa loro, di u16 e U15 contro il Cittadella. Tutti risultati, quelli di oggi, senza gol subiti

    Piace a 1 persona

    1. I meccanismi vanno oliati, chiaramente Eriksen non conosce ancora i movimenti sincronizzati dei compagni e soprattutto dovrà abituarsi alle marcature rudi e ai raddoppi. Sia lui che moses hanno comunque lasciato intravedere la futura utilità.
      A parte Vecino e Sebastiano (dispiace ma non si possono sbagliare 2 gol così…) meritano tutti la sufficienza a mio parere, peccato aver sprecato il terzo gol con Young e romelu. Il belga decisivo anche quando la stanchezza lo condiziona come stasera mentre il recupero di D’ambrosio e di Brozovic ottime notizie finalmente
      Se recupera pienamente anche Sanchez (entrato bene) i margini di progresso, viste le novità e gli acciacchi, sono buoni

      "Mi piace"

  2. Può darsi che abbia pregiudizi e che l’uruguaiano qualche inserimento lo abbia fatto ma per larghi tratti si è eclissato e ha sbagliato un gol facile.
    A mio parere non è il tipo di giocatore che possa aiutare l’inserimento del danese, non ha quel passo e ritmo necessario anche se tatticamente non stupido

    "Mi piace"

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.