Atto di forza: Torino – Inter 0-3

Difficile non esaltarsi dopo una prestazione come quella di ieri sera: a Torino, su un campo difficile (reso ancora più difficile dal tempo e dalla pioggia fitta che ha praticamente reso il suolo dell’Olimpico impraticabile) e contro un avversario forte come i granata, la nostra Inter ha disputato una partita perfetta e vinto nettamente con il risultato di tre reti a zero.

Bisogna dire che permeava un certo ottimismo, rafforzato dalle prestazioni dell’ultimo periodo e dalla crescita costante della squadra, ma sinceramente le partite dopo la pausa per gli impegni delle nazionali sono sempre un’incognita; si giocava inoltre alla vigilia di una partita di Champions, la trasferta di Praga, che ha un quoziente di difficoltà elevato, perché i cechi si sono rivelati nel corso di questa competizione, una squadra ostica da affrontare e perché la partita è decisiva.

Ma abbiamo affrontato l’impegno nel migliore dei modi e rispettato i favori del pronostico (anche se va detto che a Torino non vincevamo da anni) e nonostante assenze importanti come quella prolungata di Sensi e Asamoah (condizioni tutte da valutare per quello che riguarda i prossimi impegni) e quelle di Gagliardini e Politano e lo stop di Barella, l’unica nota negativa di giornata. Il giocatore ha dovuto lasciare il campo alla fine del primo tempo: una distorsione al ginocchio destro la cui entità non è ancora chiara…

Sarebbe una perdita importante, soprattutto se non dovesse rientrare Sensi, e che conferma il pensiero già affermato da Antonio Conte sulla necessità di completare la rosa con un paio di pedine (rispettivamente una mezzala e un centravanti).

Ciononostante il mister ha fatto di necessità, virtù e ieri ha mandato in campo Borja Valero, che ha dimostrato di avere ancora il passo per potere essere una alternativa e pure su un campo pesante come quello dell’Olimpico; così come ha regalato qualche minuto a Federico Dimarco, che è ritornato a giocare una gara ufficiale in nerazzurro dopo quattro anni dal suo debutto durante la stagione 2014/2015. Il suo futuro prossimo resta da decifrare (non escludo possa andare via in prestito a gennaio) ma è il segnale per ora che il mister considera il giocatore arruolabile.

Walter Mazzarri ha avuto qualche cosa da recriminare, come sempre, conosciamo il suo carattere sanguigno, ma alla fine anche lui ha dovuto ammettere che se perdi tre a zero in casa, le ragioni della sconfitta sono profonde e non possono essere ricercate negli errori arbitrali (che peraltro non ci sono stati in una partita che secondo me è stata diretta in maniera molto positiva dall’arbitro) né in quelle ragioni “climatiche”, che a suo tempo gli costarono pure eccessive critiche da parte del mondo nerazzurro, che ritengo sia stato tutto sommato ingrato con un allenatore che non ha le caratteristiche per allenare al vertice, ma che aveva tra le mani una squadra di un livello lontanissimo da quello attuale.

Non è una giustificazione valida, nonostante il valore del giocatore (che stimo particolarmente), neppure l’infortunio di Belotti, che ha lasciato anzitempo il campo dopo aver ricevuto un colpo in un contrasto di gioco; considerando il campo pesante inoltre penso che qualche errore nelle scelte Mazzarri lo abbia compiuto perché un giocatore come Verdi non poteva sicuramente esaltarsi in un contesto come quello di ieri.

Forse poteva giocarsela diversamente con Zaza al fianco di Belotti dal primo minuto, ma il rendimento del primo nell’ultimo periodo non è stato di alto livello.

Per quanto ci riguarda, avevamo scelte obbligate come sempre negli ultimi tempi, a centrocampo e in attacco (mancavano, come detto, anche Gagliardini e Politano), mentre a difesa il mister sceglieva Godin invece che Bastoni e sugli esterni si affidava a D’Ambrosio, subito rientrato in condizioni brillanti e contro un avversario tosto come Ansaldi, e Biraghi, rinvigorito dopo le buone prestazioni in maglia “azzurra”.

Dopo un inizio in cui le due squadre si sono, come dire, studiate e hanno studiato le condizioni del campo da gioco, che non permettevano di giocare palla a terra, siamo passati su quello che penso si possa considerare come un errore degli avversari: su un rinvio di Sirigu, Vecino intercettava di testa e lanciava Lautaro Martinez che bruciava sul tempo i suoi due avversari e scattava dritto verso la porta bucando il portiere avversario.

Si può dire benissimo che da quel momento in poi abbiamo avuto il controllo totale della gara.

In verità l’unica occasione importante il Torino l’ha avuta alla fine del primo tempo, in pieno recupero, quando Handanovic ha fatto una parata spettacolare su una conclusione sotto misura di De Silvestri, credo deviata da un nostro giocatore.

Si è ripetuto poi il nostro portierone e capitano nel secondo tempo, deviando in corner una punizione insidiosa di Verdi.

Già alla mezz’ora – tuttavia – eravamo sul due a zero e chiudevamo la partita, quando sugli sviluppi di un calcio d’angolo realizzavamo con una infilata sotto misura sul secondo palo dell’ottimo de Vrij su cross di Biraghi.

La ripresa ha sostanzialmente, se vogliamo riassumerla in breve, esaltato tutto il valore di Romelu Lukaku, che per novanta minuti (anche quando Conte ha sostituito il suo “gemello” Martinez con Candreva) ha tenuto sotto scacco la difesa avversaria e che dopo avere mancato un paio di occasioni, dopo dieci minuti dall’inizio della ripresa, su un servizio di un gigantesco Brozovic (elemento insostituibile nella nostra squadra) e un gioco di gambe che sbilancia il suo avversario, calcia a rete e fissa il risultato sul definitivo tre a zero.

I goal in campionato del nostro numero nove sono dieci (Lautaro Martinez raggiunge invece quota sei).

Davanti ha solo uno specialista del nostro campionato come Ciro Immobile.

Si possono considerare definitivamente azzerate le critiche al giocatore di inizio stagione, così come non è causa di rimpianto la cessione di Mauro Icardi al PSG: il valore dell’argentino e quello che ha fatto con la maglia nerazzurra non si discute e mi pare che abbia dei numeri e un rendimento importante anche con il club parigino (confermandosi pure in Champions League) ma l’impatto del belga nel nostro campionato è stato importante e il suo tipo di gioco nel complesso, me lo fa preferire a Maurito. Senza considerare l’intesa con Lautaro.

Peccato che Alexis Sanchez si sia fermato così presto, sarebbe stata un’alternativa importante…

Nel complesso le scelte fatte sul mercato, in particolare le rinunce ai tre “big” Icardi, Nainggolan e Perisic, si stanno rivelando azzeccate.

Certo bisogna ammettere che, data la necessità di avere un altro giocatore in mezzo al campo, forse il belga poteva meritare una possibilità.

A Cagliari sta facendo bene, ma penso che su questo nessuno avesse dei dubbi, anche perché, seppure al di sotto del suo valore, in fondo anche la scorsa stagione non ha fatto male. Evidentemente nelle gerarchie sarebbe partito comunque dietro e questo sarebbe stato inaccettabile per il giocatore. Oppure Conte pensava di riuscire a prendere un centrocampista prima della fine del mercato…

Icardi e Perisic si possono considerare due addii importanti, ma che non lasciano rimpianti: la nostra crescita nei due anni di Spalletti è dipesa in larga parte dalle loro giocate, ma a parte la rottura tra i due consumatasi nel corso dello scorso campionato e che ha rischiato di compromettere una intera stagione con conseguenze catastrofiche, a questo punto dobbiamo dire che voltare pagina sia stata la scelta giusta.

Non penso che questa squadra possa lottare per la vittoria del campionato, in particolare adesso aspettiamo il “test” invernale, il periodo che ci ha visto nelle ultime stagioni avere un crollo rispetto a delle partenze importanti, ma siamo a un punto dalla fortissima Juventus (anche senza Cristiano Ronaldo, ma questo si sapeva e in fondo forse il grande errore commesso dai bianconeri la scorsa stagione fu proprio quello di liquidare in maniera frettolosa Gonzalo Higuain…) e abbiamo dieci punti di vantaggio sulle terze in classifica, che nel momento in cui scrivo sono Lazio e Cagliari (con una partita in meno).

I numeri per quello che riguarda il campionato sono assolutamente positivi.

Su tredici partite disputate, abbiamo perso una sola volta (contro la Juventus) e vinto undici volte. Un solo pareggio, contro il Parma (2-2 in casa).

Abbiamo il migliore attacco del campionato dopo l’Atalanta e la seconda migliore difesa dopo la Juventus. In più abbiamo segnato in tutte le partite finora disputate e abbiamo per sei volte mantenuto la rete imbattuta.

Sostanzialmente il mister ha alternato tutti i giocatori, anche se ha chiaramente un nucleo di giocatori che si possono considerare come “intoccabili”.

Quello principale è quello “storico” costituito da Handanovic, de Vrij e Skriniar più ovviamente Brozovic. A questi si aggiunge Nicolò Barella (il cui stop costituisce il prossimo “enigma” da affrontare) e ovviamente i due attaccanti.

Ma se escludiamo Borja (che però sembra adesso cominciare a entrare nelle rotazioni), Dimarco, Ranocchia e Valentino Lazaro (più ovviamente Sanchez), il mister ha fatto giocare tutti, alternando in maniera intelligente gli esterni (a volte anche per ragioni obbligate causa gli infortuni) e valorizzando Bastoni, che si può considerare una alternativa concreta a Godin.

Ancora da valutare le possibilità di “impatto” di Gagliardini, che sembra poter essere una buona alternativa, e quelle di Politano, che ha mostrato a tratti una buona vivacità, ma le cui caratteristiche non sembrano adatte al sistema di gioco adottato.

Il bilancio è assolutamente positivo: non voglio “trasudare” ottimismo, ma penso vada dato il giusto riconoscimento a tutte le parti (società, dirigenza, allenatore, giocatori) di stare facendo un grandissimo lavoro.

In Champions paghiamo il risultato della prima partita contro i cechi, ma in campionato siamo andati al di là di ogni aspettativa.

Al centro, impossibile non riconoscere l’importanza di Antonio Conte: le sue scelte nella costruzione della squadra e poi nella gestione del gruppo si sono rivelate vincenti.

Ci sono solide basi per continuare a crescere e andare avanti in campionato con un passo importante. Sarebbe bello se poi la Champions ci regalasse qualche sorpresa inaspettata e questo non dipende solo da noi.

Fermo restando che siamo chiamati a dare tutto nella prossima partita a prescindere da qualche assenza dolorosa che è già stata annunciata in queste ultime ore.

Ps. Senza nessuna retorica, dico che è molto importante che ieri il mondo del calcio abbia prestato una seppure piccola attenzione a quella che è la giornata dedicata alla causa della lotta contro la violenza sulle donne: i numeri letti in questi giorni fanno veramente rabbrividire. La cosa ci riguarda tutti sempre a dispetto di quelli che possono essere i nostri orientamenti di carattere ideologico e/o politico: sono piccoli segnali, ma non guastano mai e in un contesto come quello del mondo del calcio che molto spesso è purtroppo macchiato (lo dico da grande appassionato) da una chiusura mentale che non ha nulla a che fare con quelli che sono poi tutto sommato i veri valori dello sport.

Emiliano D’Aniello

Foto: la coppia d’oro della nuova Inter di Antonio Conte. Lautaro Martinez e Romelu Lukaku. I due giocatori sono andati entrambi a segno nell’ultimo turno di campionato contro il Torino.

13 pensieri riguardo “Atto di forza: Torino – Inter 0-3

  1. Vittoria importante e meritata. Alla vigilia, visto anche il campo al limite della praticabilità, non pensavo si giungesse ad un 3-0 così perentorio. Il problema ovviamente é Barella e come sostituirlo, se va bene sta fuori fino all’anno nuovo. Credo che fino alle riapertura del mercato il suo posto nelle rotazioni di centrocampo verrà preso da Asamoah, con Di Marco che si alternerà con Biraghi sulla fascia sinistra.

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  2. Bravissimo Emiliano! E’ opportuno secondo me il tempo di fare un piccolo bilancio su quanto fatto finora dai nostri. Citavi la nostra difesa ed il nostro attacco come punti di forza e condivido perfettamente il Tuo pensiero: questi due reparti ci stanno dando delle grosse soddisfazioni . Se sulla difesa non c’erano grosse perplessità (Scrigno, Devrij, Handa, Godin, Bastoni sono il meglio oggi in serie A) sull’attacco eravamo tutti dubbiosi. Ecco che invece questa inedita coppia belgo-agentina ci sta regalando grosse, e per certi versi, inattese certezze e inoltre migliora costantemente evidenziando margini di miglioramento importanti. Il tutto nonostante gli infortuni a catena che ci stanno affliggendo.
    Se i nostri direttori riescono ad acquistare un paio di centrocampisti di valore nel mese di dicembre in modo che gli stessi siano arruolabili sin dal primo gennaio ce la possiamo giocare fino in fondo.

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  3. Condivido appieno il tuo scritto ad eccezione che Maresca ha arbitrato bene. 2 Cartellini a noi inesistenti (ora Lautaro e Sckriniar diffidati). Un fallo di mano di Lukaku che ha visto solo lui in una ipotetica azione da gol . Quello che sta succedendo è da VERGOGNA . Ma noi non molliamo. Una appunto sul tuo pensiero finale . Qualcuno ieri non ha giocato per non mettere sul viso il segno rosso.

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  4. Bel post, ma anch’io, come il Gianca non concordo con il giudizio sull’arbitraggio che considero subdolo, come proverò a spiegare nello scritto che invierò tra poco.

    Per il momento volevo dire due cose su Inter Torino Primavera che ho visto ieri, sotto il diluvio, al Breda di Sesto.

    Primavera: Inter Torino 0-0

    Secondo me i nostri hanno giocato una buonissima gara, su un campo praticabile ma peggiore del solito, il che è tutto dire.
    Sono scesi in campo inizialmente:
    Stankovic
    Youte Ntube Pirola
    Persin Gianelli Squizzato Burgio
    Vergani Mulattieri.
    Poi sono entrati Colombini, Boscolo, Gnontò e Bonfanti.

    E’ stata una vera battaglia nel fango e contro avversari assurdi.

    Ho letto le dichiarazioni del mister e di alcuni nostri i quali elegantemente sostenevano che sapevano sarebbe stata una gara dura contro una squadra ‘forte ed esperta’.

    Bene, devo dire che sono stati gentili e diplomatici.

    Intendiamoci, il Toro non ha violato nessuna norma, ma la sportività è un’altra cosa.

    Hanno schierato 5 fuori quota, contro due nostri, un solo 2002 (più uno in panca) contro i cinque 2002 più sette in panca nostri (di cui 3 subentrati) e inoltre noi abbiamo fatto subentrare un 2003.
    C’era un dislivello anagrafico enorme, per questa età ancora in evoluzione.
    Se poi consideriamo che almeno 5 dei loro titolari erano, diciamo, più atleti…vigorosi che calciatori, la differenza fisica appare evidente.

    Non importa, i punti persi pesano sulla classifica, ma almeno i nostri ragazzi hanno dovuto lottare in condizioni avverse e questo è formativo.

    Il pareggio è da considerarsi equo anche se più di una decisione arbitrale ci ha lasciati con l’amaro in bocca (parlo di alcuni fuori gioco, dei falli sanzionati o meno e di almeno un episodio nella loro area).

    La squadra sta crescendo e il prossimo anno, se non cederemo nessuno, con tutti i 2002 in età regolare, con qualche 2003, con un paio di fuori quota e con qualche arrivo di spessore avremo di nuovo uno squadrone.

    Brevi pagelle:

    Filip: 7.5 due parate alla…Handa

    Kinkoue: 6.5 sicuro e affidabile
    Ntube: 6.5 questa volta nessuna sbavatura
    Pirola: 8 autentico dominatore, è pronto per qualche apparizione in prima squadra

    Persyn: 6.5 si è sacrificato in fase di contenimento, ma quello di terzino non è il suo ruolo
    Gianelli 6.5: bene nel contrasto, benino nella parte costruttiva
    Squizzo: 7 prestazione importante, nel fango.
    Burgio: 6 quinto di centrocampo in fase di contenimento, quarto quando Schirò andava ad attaccare e lo schieramento diventava 3412

    Vergani: 6 grande lavoro per la squadra, ma in area ha avuto pochissime palle giocabili
    Mulattieri: 6 qualche giocata di qualità, ma di scarsa efficacia pratica

    Tra i subentrati Boscolo si è battuto con il consueto vigore, Colombini ha spinto meglio di Burgio (ha anche messo in mezzo una palla che meritava miglior sorte), Bonfanti si è battuto trovando le stesse difficoltà di Vergani, Gnontò in pochi minuti ha sfiorato due volte il gol e una volta è stato fermato in fuori gioco dubbio.

    Da notare che tre giocatori di questa squadra, TUTTI 2002, erano convocati con la Prima

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  5. notizie simpatiche arrivano da Frenze dove nella vittoriosa partita dell’U18 (3-1) oltre all’immmancabile Willo segnano due miei pupilli di lungo corso, Il Sanga (per i profani sangalli) e il Verze (verzeni). Un altro 2002 ‘storico’ nostro, Goffi, ha invece esordito in Lega Pro nel Monza

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  6. Sono preoccupata per l’infortunio di Barella, giocatore che fino a questo momento non aveva praticamente mai saltato una partita. Quando è previsto il rientro di Sensi? Abbiamo bisogno della sua qualità in mezzo al campo.

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