L’aria di montagna fa male, a chi vorrebbe non ce la permettessimo: Inter – Verona 2-1

Criscitiello, il noto ‘giornalista’ moggiano, e quindi anti interista, in un suo editoriale ‘pretende’ che l’Inter multi Conte.

La colpa è, con ogni evidenza, quella di insidiare, con la sua Inter, la supremazia juventina in un campionato già abbondantemente addomesticato dagli arbitri e dalla faziosità mediatica.

L’Inter al vertice (o vicina) dà fastidio e dovremo aspettarci, se resteremo nell’attuale posizione, un fuoco di sbarramento mediatico sempre più intenso.

Nel frattempo le simulazioni dei giocatori juventini, i rigori contro negati, quelli a favore regalati, le aggressioni agli arbitri a muso duro di giocatori bianconeri non sanzionati, le liti tra Ronaldo sostituito e il tecnico, continueranno e passeranno sotto silenzio da parte dei media asserviti.

Di sicuro nessuno chiederà alla juve dure sanzioni per Ronaldo (quello finto) che ha mandato a fan… il suo allenatore al momento della sostituzione.

Ma la situazione è questa, la conosciamo e finché riusciremo a contrastarla vittoriosamente non vale la pena di farci il sangue amaro.

Per adesso godiamoci questa splendido ennesimo successo.

Splendido? Certo che non è tutto oro quello che luccica, per utilizzare un’altra espressione abusata ma sinteticamente efficace.

Però ogni prestazione va vista nel suo contesto. Anche se una squadra che vuole stare al vertice ‘deve’ battere il Verona pure in presenza di elementi contingenti che non la favoriscono.

Noi ci siamo riusciti e alla fine di una stagione il risultato viene determinato anche dal modo in cui si sono risolte queste situazioni complicate.

Su 10 vittorie in campionato, sei le abbiamo ottenute con il minimo scarto, in alcuni casi rimontando.

Segno che non abbiamo una supremazia così netta ma che giochiamo con quella determinazione feroce che ha anche il nostro allenatore, ma che la stampa avversaria vorrebbe… punire.

Ci ripetiamo sempre, ma è utile inserire, come accennavo, la partita nel contesto in cui è stata affrontata.

Il Verona era in un buon momento, venendo da due vittorie consecutive: ma questo è il meno, ovviamente

Noi, con una rosa ristretta e lacunosa (in funzione di obiettivi ambiziosi, certo, non in assoluto) disputavamo la settima partita in 20 giorni e anche a causa di alcuni infortuni importanti, molti nostri giocatori le avevano giocate tutte.

Venivamo da una sconfitta scioccante, per il modo in cui era maturata e per le conseguenze probabili, in CL.

Venivamo da una settimana tormentata perché l’allenatore, la squadra e persino la società erano stati sotto tiro dei media più ostili e prevenuti per le polemiche scatenate dalla stampa stessa dopo le dichiarazioni del mister.

Si era arrivati a scrivere di una frattura fra allenatore e società, ma anche fra allenatore e giocatori.

Si era arrivati ad attribuire al mister critiche ‘vergognose’, perché fatte “coram populo” a due giocatori (Barella e Sensi) che invece Conte ha valorizzato in ogni modo e nella stessa dichiarazione incriminata ha voluto proteggere da critiche assurde.

I due, anche nella visione contiana sono da subito due pilastri della nostra squadra e probabilmente diventeranno dei leader trascinatori in un prossimo futuro.

Ma a livello internazionale non possono per curriculum ed età anagrafica possedere le doti di trascinamento e guida del gruppo nelle grandi sfide internazionali e soprattutto nei momenti di difficoltà. Questa è una funzione che al momento non si può chiedere a loro.

Conte ha voluto sottolineare questo aspetto perché vuole fortissimamente vincere o comunque lottare fino al termine.

Aveva chiesto sul mercato qualcosa in più, proprio con le caratteristiche che ci mancano, non era stato possibile darglielo, ora chiedeva di riprovarci.

Non dimentichiamoci che, anche solo per restare in Italia, dobbiamo competere con chi toglie Ronaldo per mettere Dybala, toglie Bernardeschi per mettere Douglas Costa, toglie Matuidi per mettere Rabiot.

Eppure abbiamo un punto solo meno di loro (e con arbitri stranieri ne avremmo parecchi in più…).

Ma lo sforzo che i nostri devono fare per tenere la squadra in queste posizioni in campionato e ancora in corsa in un girone difficilissimo di CL è enorme (parlo di fatica fisica, ma soprattutto di concentrazione, che non può mai calare minimamente, perché ogni partita è a rischio, in ogni momento).

Affrontavamo il Verona con due sole punte, praticamente sempre utilizzate, perché altre due sono in infermeria; con i tre unici centrocampisti disponibili, con i due esterni inizialmente considerati titolari pure indisponibili.

Chiaro, anche in queste condizioni il Verona va battuto e lo abbiamo fatto.

Ma se è vero che non ci sono partite facili in Italia dobbiamo mettere in conto che qualche punto in questo tipo di gare lo perderemo, come tutte le squadre e come è già successo anche a noi (col Parma).

Contro Il Verona sembravano esserci le condizioni per un insuccesso, anche parziale, soprattutto perché lo sviluppo iniziale della gara aveva messo le cose tatticamente a loro favore.

L’inopinato vantaggio iniziale aveva accresciuto le nostre difficoltà, perché loro si sono schierati con un efficace 7-3-0, con i 3 appena fuori dalla loro area, chiudendo tutti gli spazi offensivi.

In queste situazioni servono giocatori bravi sul corto e sullo stretto e serve molta lucidità, che noi non potevamo avere.

Ma, per usare un’immagine retorica che piace molto ai tifosi, ‘abbiamo messo il cuore’: abbiamo sempre attaccato in modo forsennato anche se poco fortunato.

Non si contano le occasioni fallite per un nulla, mentre il Verona, dal gol del vantaggio loro sino al nostro, non ha mai messo… il piede dalle parti di Handa.

Un dato da solo chiarisce la mole di lavoro svolto (non la qualità, ovviamente): abbiamo sferrato 38 tiri verso la porta avversaria, circa uno ogni minuto e mezzo (Ndr. Questo dato, che ho recuperato da qualche parte, per la verità è molto superiore a quello ufficiale della Lega).

E gli statistici ci ricordano che meglio avevamo fatto solo in un Inter – Chievo del 2007 (40 tiri) e in un Inter – Samp del 2005, con 39.

Eppure leggeremo ancora di uno scollamento tra tecnico e giocatori, la prima volta che uno starnutirà, nonché tra il tecnico e il direttore che lo ha fermamente voluto.

Ma noi siamo l’Inter e dobbiamo superare anche questi ostacoli-tranello.

La partita

Noi applichiamo il solito modulo mentre il Verona inizia con un 4312.

Ne consegue che i tre centrali si prendono cura delle due punte venete, mentre Brozo orchestra la manovra partendo da dietro, per contrastare, in fase di non possesso il loro trequartista.

In questo modo i nostri esterni possono spingere, insieme a almeno uno, a turno, dei centrocampisti. E, sempre in fase di possesso, de Vrji può affiancare Brozo nell’impostare l’azione

In fase di attacco dunque possiamo contare su almeno 4 uomini, a volte anche cinque o sei.

Loro iniziano stando corti dietro, ma ripartendo in velocità con 4-5 uomini.

Dopo una punizione di Biraghi, deviata da Silvestri, al 6’ il primo campanello d’allarme: Zaccagni si infila fra due centrali, scarica sulla destra per Salcedo che rientra e tira. Ma Handa para facilmente.

Al 12’ un altro pericolo con Salcedo, che si invola e tocca indietro per Faraoni, al quale però de Vrji mura la conclusione.

Al 18’ in piena pressione interista, il rigore per il Verona.

E’ la classica azione di contropiede, con 4 di loro che aggrediscono, contrastati solo da 3 nostri centrali.

E’ in ritardo nella chiusura Lazaro e questo costringe Skriniar ad uscire a chiudere su Lazovic, quando questi verticalizza per il taglio di Zaccagni, alle spalle di Skriniar, de Vrji può solo inseguire il veronese, che ovviamente ha il vantaggio dell’iniziativa.

Handa esce a chiudere ma l’intervento è goffo e in scivolata tocca il piede di appoggio di Zaccagni.

Rigore e gol.

A questo punto la partita cambia. Il Verona si mette dietro a 7-3-0, tutti nella loro tre quarti e non riparte più, anche perché i nostri attaccano e pressano tutti alti.

Incomincia la serie di occasioni: per citare solo quelle più evidenti:

Al 26’ Lukaku riceve in area stoppa e si gira benissimo, ma il suo violento sinistro da dentro l’area esce di poco.

Un minuto dopo Brozovic riceve palla al limite dopo un batti e ribatti, trova lo spazio per il tiro ma la palla esce dopo aver toccato la parte superiore della traversa.

La situazione (Verona compresso nelle sua area) impedisce alle punte di avere spazi sufficienti per calciare a rete, allora ci provano centrocampisti e difensori, da fuori.

Al 37’ è de Vrji a calciare fortissimo, ma Silvestri riesce a deviare in angolo.

L’occasione migliore in chiusura di tempo: una palla calciata in diagonale da sinistra attraversa tutta la luce della porta, arriva Vecino che devia sul primo palo, ma Silvestri in qualche modo riesce a respingere la palla quando mancano 2 o 3 cm al superamento totale della linea.

L’Inter in questa prima fase mi è piaciuta.

Dopo lo svantaggio non ha concesso più nulla, l’assalto alla porta veronese è stato frenetico (in senso positivo) anche se non sempre condotto con lucidità, soprattutto nelle giocate finali in cui pagavamo un po’ l’assenza di fini palleggiatori per i suggerimenti conclusivi (lo stesso Barella, giustamente celebrato da tutti, ha sbagliato in questa fase una buona quantità di passaggi anche agevoli, mentre meglio, anche se non con costanza, ha fatto Lazaro).

In vista della ripresa non ero per nulla tranquillo, alcuni segni mi facevano temere di trovarmi di fronte a una di quelle partite un po’ segnate, come si dice, anche perché il forcing prodotto poteva riflettersi negativamente sulla ripresa, per una squadra abbastanza provata dal filotto di partite e con il rischio dell’ansietà che poteva portare a dimenticare le marcature preventive e a scoprirsi, ma anche a giocare con eccessiva frenesia (questa volta in senso negativo).

Invece il secondo tempo è stato, per 40 minuti un crescendo di spinta e occasioni.

  • 7’ grande azione di Lazaro che, sul suo suggerimento, non si intende con Vecino,
  • 13′ Brozo e Lautaro al tiro centralmente, ma c’è troppa ressa,
  • 15′ Lukaku si libera e calcia a lato di poco.

E’ vero assedio e il Verona non esce più.

Per questo al 18’ Conte sostituisce Biro con Candreva, che essendo più attaccante è in grado di dare un contributo di freschezza e vivacità.

Nello stesso tempo avviene anche un cambiamento che riguarda la linea a tre.

Già nel primo tempo de Vrji di fatto usciva spessissimo per impostare quando Brozo era marcato, o comunque per affiancarglisi.

Adesso a turno i tre difensori si sganciano e vanno in profondità.

Secondo me (è solo una idea di tifoso) Conte poteva scegliere tra mettere un centrocampista in più (Borja, come suggerivano altri tifosi accanto a me) e passare a una difesa a 4 oppure conservare la linea difensiva ma sganciare molto di più i centrali che tra l’altro potevano mettere più potenza e fisicità nelle loro incursioni

Dopo 25’ Bastoni in una delle sue incursioni, cambia campo con un perfetto servizio per Lazaro. L’austriaco crossa di precisione su Vecino che svetta e di testa insacca.

Il pareggio non basta ai nostri ragazzi che incitati da un pubblico all’altezza (ancora 66 mila spettatori!) danno fondo alle ultime energie per arrivare al successo

Subito va alla conclusione Candreva, ma Silvestri respinge con i piedi.

Al 28’ è ancora Bastoni a concludere violentemente dopo una percussione verticale, ma Silvestri devia splendidamente.

Al 29’ altro tiro cross di Bastoni. Lukaku si vede arrivare la palla a due passi dalla porta, ma non riesce a intercettarla (dal filmato si ha l’impressione che gli passi tra le gambe).

Dopo un tentativo da lontano, ma sballato, di Candreva, c’è ancora una clamorosa occasione per Lukaku, che sfruttando un errore di Amrabat, si presenta solo davanti al portiere, con la palla che gli rimbalza davanti. Tenta un pallonetto di testa facile preda di Silvestri (34′).

Lukaku chiaramente ha lavorato molto e non è più lucido, anche perché ha… un peso non indifferente da portare in giro per il campo.

Ma anche Lautaro non appare più efficace e combattivo come nel primo tempo e, avendo solo Seba da inserire, Conte preferisce togliere l’argentino e lasciare in avanti il belga, per cercare di aprire spazi alla giovane promessa (tra l’altro anche per far riposare a turno 10 minuti alle uniche due pnte)

Dagli spalti si vede chiaramente che Brozo è perplesso per questa sostituzione, perché Lukaku ormai fatica molto.

Ma la scelta di Conte si rivela giusta e/o fortunata.

A 8’ dal termine Barella si incunea da destra e in posizione di mezzala sinistra infila con un gran destro a rientrare proprio sotto il sette, mentre il movimento a uscire verso sinistra di Esposito gli aveva aperto la visuale.

A questo punto la partita chiaramente cambia.

Conte inserisce D’Ambro per Lazaro, riportando Candreva a destra.

Il Verona attacca in massa e noi abbiamo pure qualche occasione in ripartenza.

Si soffre un po’, ma non accade più nulla di importante.

I dati statistici che possono interessare sono pochi, perché la nostra supremazia è stata troppo netta per non venir colta anche a livello di semplici impressioni.

Comunque il possesso è stato nettamente nostro (64 a 36) come è ovvio, dovendo noi rimontare e quindi attaccare.

Le parate sono state 1 per Handa (al 6’ minuto, su tiro di Salcedo, poi… altri 90’ senza alcun tiro nello specchio) e 12 (oltre a un palo) per Silvestri.

Le occasioni sono state 11 a 2 (il tiro e il gol); ovviamente abbiamo fatto molti più passaggi, quasi il doppio e anche l’accuratezza nostra è stata superiore (84% a 76).

Stessa cosa per i passaggi chiave (6, di cui 2 di Biraghi per noi, 1 per loro).

Invece i recuperi hanno visto una loro netta prevalenza 117 a 69 e anche questo dato è spiegabile con l’insistenza dei nostri attacchi .

Attacchi che abbiamo portato in modo equilibrato tra centro, dx e sinistra, a differenza dei loro che sulla destra non hanno attaccato che 3 volte, all’inizio.

Da notare che per i recuperi, dopo due veronesi con 23 e 21 interventi riusciti, troviamo Bastoni con 16, insieme a Salcedo.

Un altro dato significativo è stato il possesso palla nella metà campo avversaria: 22 minuti per noi e solo 8 per loro.

Brozo è il giocatore che ha percorso più km, davanti a Vecino, Barella e Pessina, ma Vecino ne ha percorsi di più allo sprint.

La velocità media più elevata è stata tenuta da Biro e Brozo, che precedono di poco Barella e Vecino, quindi viene Verre.

Lazaro è stato invece il più veloce in senso assoluto allo sprint (33.57, davanti a Skrinar e Lazovic, con 32).

Infine l’Inter ha percorso 116 km contro i 113 del Verona e a una media (8 km/h) superiore a quella degli scaligeri (7.8)

Le pagelle

Handanovic: 6- sul gol paga un attimo di indecisione e un contatto anche abbastanza fortuito. Nell’azione comunque non è l’unico ‘colpevole’.

Skriniar: 7 ho rivisto più volte l’azione del gol subito e secondo me lui non ha responsabilità. Gli avversari avanzano in 4 contro 3, lui deve solo coprire, poi Lazovic dà la palla al compagno sul taglio dello stesso e lì manca il rientro di uno dei nostri.

de Vrji: 7 altra superba prestazione, anche nell’avviare la transizione offensiva. Prova anche a spingere e impegna Silvestri con un tiro da fuori.

Bastoni: 7 voglio fare il bastian contrario, (non solo per lui) nel giorno in cui, potendo spingere e assumersi responsabilità offensive, mostra un repertorio di assoluto valore. E’ forte, ma sono sicuro che abbia degli enormi margini di miglioramento quando il potenziamento muscolare gli consentirà una coordinazione e una reattività ancora migliori. Vorrei che diventasse un Chiellini tecnico, col tempo.

Lazaro: 6.5 una buona prestazione nella quale ribadisce le sue qualità offensive e i miglioramenti nei movimenti senza palla. Non è costante nelle sue iniziative, ma migliorerà acquisendo più tenuta e miglior affiatamento. Una piccola osservazione: molti di noi tifosi apprezzano e si entusiasmano solo le belle giocate, ma gli allenatori guardano anche alle chiusure. Un mancato rientro può provocare una sconfitta, esattamente come un’uscita improvvida del portiere o un gol sbagliato di un attaccante.

Vecino: 7 è rientrato in ottima condizione e dopo il gol al Borussia si è ripetuto. Dopo aver sfiorato di un nulla la realizzazione, sulla palla respinta per 9/10 oltre la linea. E’ una gara di attacco e gli si chiede di provare a ‘entrare’. Questo lo fa bene. Ha i tempi giusti. I suoi gol storici vengono quasi sempre quando noi premiamo in massa.

Barella: 7+ altro caso in cui voglio fare parzialmente il bastian contrario. Nel primo tempo l’ex cagliaritano ha sbagliato parecchi passaggi non difficili e se non avesse segnato quel gran gol, sono certo che i giudizi sarebbero stati molto meno entusiastici, sebbene nella ripresa abbia accelerato notevolmente. Voglio dire che il contributo è già fondamentale (figuriamoci se uno come me, convinto che il calcio sia soprattutto sostanza può negarlo), ma tecnicamente, accanto a Brozo, che gioca più indietro e a lui che contrasta e corre a tutto campo, serve un giocatore capace di inventare nei pressi dell’area di rigore avversaria, con piede sensibile, e/o grande visione, e/o dribbling secco per liberare un compagno. Insomma un… Sensi.

Biraghi: 6- l’avversario, per sua (e nostra) fortuna non è Hakimi e lui ha soprattutto il compito di spingere. Questo lo sa fare abbastanza bene. Impegna Silvestri su punizione, tira molti calci piazzati, effettua alcuni cross pericolosi , corre molto e secondo i dati ufficiali, si rende autore di 2 passaggi chiave (miglior giocatore, in questo). Cala alla distanza.

Lautaro: 6.5 ci prova continuamente, con grande intensità e grinta. Fra 4 o 5 centrali avversari fatica a trovare lo spazio per la conclusione che a volte gli viene ribattuta per questione di qualche centesimo di secondo di ritardo. Lavora comunque per chi arriva da dietro ed è sempre un pericolo

Lukaku: 7+. Non segna, sbaglia due gol clamorosi (in un’ occasione non gli riesce la deviazione a due passi dalla porta, in un’altra, solo, tenta un goffo pallonetto di testa). Ma lotta su tutte le palle, sfiora più volte il bersaglio, offre spazi e occasioni per i compagni. I critici ‘juventini’ lo bocceranno perché non ha segnato, ma sempre più si sta rivelando perno insostituibile della nostra manovra offensiva.

Candreva: 6+ entra nell’ultima mezz’ora per dare maggior peso, rispetto a un terzino, alla nostra manovra offensiva. Casualmente dopo due minuti pareggiamo. A parte questo appare sufficientemente ispirato e pericoloso.

Esposito: sv pochi minuti nei quali non gli arrivano palloni giocabili, ma si impegna allo stremo, soprattutto dopo il nostro vantaggio, per ostacolare dalla partenza la loro transizione offensiva. Sul gol di Barella si vede chiaramente il numero 30 che fa un movimento laterale, a uscire, portando via un avversario e dando miglior visualità a Barella che calcia da fuori.

D’Ambrosio: sv davvero troppo poco, il tempo, ma l’importante è che sia recuperato.

All. Conte: 7.5 10 vittorie in 12 partite. 31 punti su 36 disponibili. Le cifre indicherebbero che guida una squadra di fuoriclasse, mentre non è così, si tratta solo di una squadra forte e determinata.

Sarà difficile, quasi impossibile tenere questo passo e quando perderemo qualche punto verrà subissato da critiche

In realtà non contano i periodi positivi o quelli negativi.

Conta solo il risultato finale, perché i punti sono ugualmente importanti se fatti prima o dopo. Cerchiamo di non dimenticarlo. E intanto godiamoci i punti fatti.

Nb. Consentitemi una piccola riflessione sui voti.

Riporto la valutazione che ho trovato su un giocatore del Verona:

Amrabat: 6.5 una calamita umana: si attacca a tutto, intasa ogni via. Però fa due errori: lancia Lukaku e non riesce a fermare Barella.

Ho letto ovunque voti alti e una valutazione molto positiva, che per altro condivido. Ma ha fatto due errori decisive, gravissimi. Si può allora dare 4 a un portiere (nostro) per un intervento improvvido, conseguente a errori di altri?

Per carità, tutte le opinioni hanno pari valore, non è questo il problema, ma è anche giusto riflettere e discutere su quello che ci diciamo reciprocamente. Siamo qui per questo.

Luciano Da Vite

Foto: Nicolò Barella inseguito da… de Vrij, dopo aver messo a segno la rete decisiva nella gara di campionato contro il Verona con una spettacolare conclusione di destro da fuori area.

20 pensieri riguardo “L’aria di montagna fa male, a chi vorrebbe non ce la permettessimo: Inter – Verona 2-1

  1. Secca sconfitta con il Brasile dei nostri. La cosa strana di questo mondiale è che il mister Nunziata ha usato Oristanio sempre e solo come una alternativa ,riserva del titolare intoccabioe tra le linee, Tongya (ha giocato dal primo minuto il terzo match del girone ,gia superato, per far riposare lo juventino).
    Luciano, immagini ci sia una reale differenza atletica e tattica (qualità non credo) tra ori e gli altri azzurri oppure forse non è adatto al modulo intrapreso da Nunziata?
    Mi sembra tutto sommato un mondiale deludente, l’assenza di Seba è risultata devastante

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  2. Riguardo al post, condivido a pieno il giudizio sul mister considerando tutte le situazioni di partenza. Sarà necessario continuare ad aggiudicarsi i migliori talenti in circolazione per creare una base solida nel qui ed ora e non solo, averne tanti per ruolo tutto è tranne che un problema (ad. es. alla batteria dei centrali il prossimo anno aggiungerei Zinho).
    Qualche scommessa può essere necessaria (Kulusevski) ma credo che l’asset dirigenziale sul mercato si stia muovendo alla grande in entrambe le fasi, soprattutto tenuto conto delle difficoltà di quest’anno.
    Infine un plauso va ad Ausilio se, come sembra, è da considerare l’artefice dell’operazione Bastoni (tra l’altro Bettella mi pare sia in grande ascesa)

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  3. Anch’io, Flavor. Sergio, non so perché Nunzuata preferisca Tongya a Oristanio. Sono due giocatori diversi quindi possono esserci ragioni ‘tattiche? certo io non cambierei Ori con lo juventino. devo dire però che secondo me il giovane campano è più indietro nello sviluppo psioco fisico (e questo è un bene, perché signifca che ha margini di miglioramento più ampi. Ho visto la partita in tv questa notte e devo dire che il brasile non ci ha dominati, ma ha qualche giocatore davvero forte e pronto a questi livelli. secondo me Pirola è comunque uno tra i primi 5 giocatori del torneo, almeo per quello che ho visto

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    1. Sicuramente è un affare che proverei a concludere subito, anche se il suo arrivo dovesse essere a fine stagione, penso sia un giocatore da tenere sotto controllo. Poi non lo so quanto ci sia di vero nelle voci che circolano.

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  4. Demis ha ragione: Kulusevski subito a gennaio è un upgrade importante, giocatore totale a centrocampo che puoi anche sfruttare in fascia ed ha solo 19 anni. A cc si parla tuttavia di un interesse per Strootman in prestito, operazione che sottoscriverei subito.

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  5. Lo svedese davvero forte, a 19 anni mette in difficoltà giocatori ben più navigati: forza, passo,tecnica anche sullo stretto, a tratti immarcabile. Sinceramente già a 16 anni lo avrei preso!
    Si tumarco sono giocatori diversi ma lo juventino pur essendo un tuttocampista dalla grande sostanza non ha minimamente l’estro e la visione di Oristanio, per cui probabilmente ha ragione Luciano il salernitano non ha ancora avuto quello sviluppo muscolare necessario per essere il titolare

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  6. Una cosa che non c’entra con i discorsi precedenti.
    Prima o poi anche quelli là perderanno uno scudo. Se noi non cedessimo alla distanza e avessimo qualche rinforzo giusto a gennaio potremmo anche farci un pensierino. Ma il problema è che quando dovranno mollarlo, lo daranno a chiunque tranne che a noi. Se fossimo in lotta ancora, alle ultime partite, prepariamoci a subire ogi sorta di soprusi

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  7. Si perché adesso di soprusi non ne riceviamo. Classifica
    Rubentus 32- 2 Punti scippati al Bologna (non contiamo i tuffi per rigori o mani di Filadlefia in area di rigore non puniti) 30 punti
    F:C. INTERNAZIONALE 31+ 2 punti scippati col Parma clamorosamente 3 rigori solari non dati 33 punti-
    OPS saremmo primi con 3 punti di vantaggio.

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  8. Carlo Roda, direttore (e patron…dietro le quinte) del Renate, conferma a FCinternews la cessione dell’attaccante 2005 Thomas Berenbruch all’Inter, a gennaio. Il giocatore è molto interessante ed effettivamente era seguito da diverse società di A. ma tra Inter e renate c’è unìottia intesa, rafforzata dal fatto che Carloè un grandissimo tifoso nerazzurro. possiede una collezione di tutte le maglie di chi ha militato nell’ìinter da vari decenni, tutte autografate. Anni fa ha esposto questa collezione a New York

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  9. Certamente Haaland mi pare il giovane su cui puntare. Lo vedrei al posto di lukaku e, secondo me, sarebbe un miglioramento.. Ma dubito verrà da noi.

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  10. In serata dovrei riuscire a innviare la prima parte di un post in cui provo a fare il punto sulla situazione delle nostre giovanili

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