Le ragioni di Radja

L’anno scorso, quando si parlò del possibile trasferimento di Mauro Icardi alla Juventus, scrissi un editoriale in cinque punti spiegando perché (secondo me) il bomber argentino non sarebbe andato ai bianconeri.

Alla fine avevo avuto evidentemente ragione, ma più che esprimere un certo compiacimento per avere azzeccato una previsione, devo dire che le mie considerazioni erano per lo più basate dall’evidenza e da quello che era lo stato delle cose.

Ero certo che l’Inter non si sarebbe privata del suo centravanti e capitano in quel momento e che in fondo neppure la Juventus puntasse con decisione il giocatore e le cose stavano effettivamente così.

Certo poi le cose non sono comunque andate come avremmo auspicato, perché Mauro ha avuto una stagione “disgraziata” e oggi la sua valutazione è nettamente inferiore a quella che un anno fa, ma è pure vero che oggi come allora non mi sembra che ci sia una grossa fila di club pronti a spendere cento milioni per il suo cartellino.

Resta la sensazione fortissima che la sua storia con l’Inter sia comunque alla fine e questo da una parte dispiace, mentre dall’altra dico che va bene così, ammesso che al suo posto arrivi un giocatore di alto livello, più forte o comunque con delle qualità equivalenti a quelle di Mauro.

E così dovrebbe essere se alla fine, conclusa la cessione (condizione indispensabile anche per ragioni di carattere finanziario), dovesse arrivare Romelu Lukaku, stessa età di Icardi e caratteristiche differenti, mai “provato” nel calcio italiano, ma sicuramente uno dei migliori numero nove in circolazione.

Rilancio oggi con questo post tuttavia una discussione su un altro dei nostri giocatori in odore, secondo i giornali, di una possibile cessione e nella specie anche secondo quelle che sarebbero (sottolineo, “sarebbero”) le intenzioni del neo-allenatore Antonio Conte.

Parlo di Radja Nainggolan, il giocatore più discusso dell’ultima stagione (anche per l’abbinamento alla cessione contestuale alla Roma di Zaniolo) e quello però alla fine autore della rete decisiva all’ultima giornata in un campionato per lui controverso e condizionato da un paio di infortuni, tra cui quello proprio all’inizio del ritiro e che ne ha frenato l’ambientamento nella nuova dimensione nerazzurra.

Nel merito il popolo interista è spaccato: alcuni in fondo non lo avrebbero mai voluto a Milano sin dal principio, perché il ragazzo gode di una cattiva fama, alimentata dai mass media che spingono molto sul suo essere un “bad boy”.

Io la penso diversamente, cioè che tutto questo non abbia nulla a che fare con il suo rendimento sul campo da gioco: valuto la professionalità del giocatore per quello che fa in allenamento e poi durante le partite.

Questo peraltro spetta principalmente a chi lo allena e lo segue giorno dopo giorno e mi sembra che se pure ci siano stati dei problemi, nella prima parte della scorsa stagione (parliamo di voci non comprovate da nessun fatto certificato, se non da dichiarazioni dello stesso giocatore, che ha ammesso a suo tempo che avrebbe dovuto dare di più, dimostrando peraltro anche una certa maturità in questo senso), alla fine sulla sua “condotta” ci sia poco da dire in questo senso.

Non sono comunque l’unico a volere la permanenza di Radja Nainggolan e stare con il giocatore, ma chi deciderà, è evidente, sarà in ogni caso Antonio Conte.

Qui alcune mie considerazioni, cinque totali, in cui punto per punto spiego perché io terrei Radja Nainggolan e in ogni caso quali sono i possibili scenari e in caso di permanenza a Milano che ruolo il belga potrebbe avere nella nuova Inter che si sta delineando giorno dopo giorno durante questa sessione di calciomercato.

1. La valutazione del giocatore.

Un anno fa Radja Nainggolan veniva acquistato dalla Roma per la cifra di 38 milioni di euro.

La valutazione complessiva del belga, classe 1988, teneva conto in questo caso, a parziale copertura della intera cifra, dei cartellini di Santon e Zaniolo, che come sappiamo sono passati a titolo definitivo in maglia giallorossa.

Dopo un anno la sua valutazione è per ragioni diverse diminuita: questo non è solo a causa del suo rendimento nel corso dell’ultimo campionato.

Salvo “straordinari” (ma nessuno penso si aspettasse un exploit sul livello delle sue due annate d’oro in giallorosso) questo era prevedibile, perché il giocatore aveva trent’anni, oggi 31 e la sua valutazione è in ogni caso a questa età destinata a scendere.

A parte questo sappiamo che il suo campionato è stato comunque in qualche maniera al di sotto delle aspettative.

Oggi la valutazione del giocatore è di circa 30 milioni: non è credibile pensare che qualcuno possa spendere questa somma per acquistarlo e non è assolutamente possibile pensare di “realizzare” una minusvalenza.

La situazione economica è nettamente migliorata, ma mettiamoci bene in testa che fare minusvalenza oggi non è più possibile e accettabile e del resto abbiamo visto bene che da questo punto di vista la gestione societaria continua a essere improntata al rispetto del regole (vedi le diverse operazioni chiuse prima del 30.06) e tutto lascia bene pensare che continuerà a essere così.

Mi sembra remota la possibilità il giocatore possa andare a giocare in Cina.

Resta in piedi quindi solo la possibilità di uno scambio alla pari con un giocatore di pari valore.

2. Quale alternativa.

Quale alternativa a Radja Nainggolan se questi dovesse essere ceduto oppure inserito in una operazione di scambio con un altro club.

Come sappiamo e come Luciano per primo ha più volte tenuto a specificare nel corso dell’ultima stagione, questa squadra ha (aveva) tre stelle: Icardi, Nainggolan, Perisic.

Al momento sono entrati tre buoni giocatori come Godin, Valentino Lazaro e Sensi.

Nessuno tra questi sposta gli equilibri e nessuno tra questi è in ogni caso un top-player e come caratteristiche si può considerare un sostituto di Radja Nainggolan, che significa che al momento il giocatore è per forza di cose indispensabile.

Salvo sviluppi di mercato che sicuramente ci saranno da qui alla fine della sessine estiva.

Il nome che circola con più insistenza per il reparto centrale è quello solito di Barella del Cagliari.

I due hanno peraltro lo stesso procuratore e in qualche maniera Nicolò è considerato un po’ il suo “erede”.

Una definizione che però è in fondo una forzatura e dettata semplicemente dal fatto che del centrocampo cagliaritano il classe 1997 è diventato il riferimento e il giocatore principale nel periodo post-Nainggolan.

I due giocatori sono comunque diversi e allo stato attuale secondo me non comparabili: Barella ha già una buona esperienza in Serie A ed è nel giro della Nazionale, è un giocatore che ha il mio apprezzamento e che vorrei vedere volentieri in maglia nerazzurra, ma resto della convinzione che Nainggolan sia ancora un “top” se confrontato a Nicolò.

Fermo restando che la situazione per quello che riguarda l’approdo di Barella appaia oggi ancora in divenire (ma ci sono concrete possibilità che l’affare vada in porto, stando alle notizie riportate dai media negli ultimi due-tre giorni), ritengo che Nainggolan vada sostituito da un giocatore con esperienza, fisico e carattere.

Oltre che qualche goal in più nel suo repertorio rispetto al talento del Cagliari.

Non è escluso peraltro possa esservi spazio in rosa per entrambi: il centrocampo resta un reparto da rifondare perché ad oggi Borja Valero, Joao Mario e Vecino appaiono come sicuri partenti.

Trovare una alternativa a Nainggolan quindi non può essere acquistare il pur bravo Barella, ma significa puntare un giocatore forte e già affermato come Rakitic oppure Vidal (difficili entrambi) oppure fortissimo come Milinkovic-Savic (difficilissimo).

In ogni caso avere un giocatore pronto subito e che sia un top con l’effetto di trascinare la squadra in un settore del campo che sarà quello chiave pure per il sistema di gioco del nuovo mister.

3. Perché Nicolò Barella non può essere il sostituto di Radja Nainggolan.

Ragioni specifiche quindi spingono verso una scelta diversa rispetto a quella di pensare di sostituire Nainggolan con Nicolò Barella.

I due giocatori forse occupano (potenzialmente) una stessa zona del campo, ma hanno caratteristiche diverse e allo stato attuale, considerato Brozovic il punto fermo del nostro reparto centrale, non penso che Barella e Sensi significherebbero migliorare sensibilmente il nostro centrocampo.

Questo vale sia nel caso Nainggolan dovesse restare, tanto più se il belga dovesse lasciare Milano.

Significa che quindi l’operazione-Barella vada eventualmente considerata in maniera indipendente dalla sostituzione di Radja Nainggolan.

L’eventuale acquisto di Barella si deve andare necessariamente ad affiancare a quella di procedere a un rimpiazzo del belga con un top-player nel ruolo, altrimenti non ci sarà nessun salto di qualità sostanziale.

Avremmo in rosa un giocatore decisamente più giovane, bravo, con prospettive di ottimo livello, ma perderemmo in un colpo solo carattere, contrasti, fisicità, forza negli inserimenti, tiri da fuori, tutte caratteristiche in cui Radja Nainggolan è ancora tra i primi nel nostro campionato.

I due potrebbero stare nella stessa squadra oppure potrebbero essere alternativi, ma parliamo di un reparto (quello centrale) che dovrà essere composto da almeno sei elementi e di cui tre-quattro dovranno essere di buon livello.

Al momento abbiamo solo due certezze: Brozovic e Stefano Sensi, che di fatto è almeno in partenza la sua riserva. Più Gagliardini.

Restano da occupare altre tre caselle: è pensabile procedere con questa operazione tagliando oltre che Borja, Joao Mario e Vecino, proprio Radja Nainggolan, che resta uno dei migliori giocatori della squadra in ogni caso?

La sensazione finale è che ben venga Nicolò Barella, ma questo acquisto non solo non dovrebbe essere alternativo alla permanenza di Radja Nainggolan, ma addirittura in aggiunta a un possibile ulteriore colpo di mercato e l’arrivo di un altro giocatore possibilmente molto forte.

Qui però entriamo (forse) nel campo dei sogni,sicuramente in quello delle possibilità.

4. Il valore assoluto del giocatore (oggi).

Il fatto è che poi quando si fanno determinate valutazioni, bisogna tenere conto pure del valore complessivo della rosa e di quali obiettivi si vogliano ottenere.

Lo scorso anno i tre top-player erano Icardi, Nainggolan, Perisic.

L’anno prossimo i tre migliori giocatori dovranno essere più bravi oppure equivalenti.

Appare scontato l’addio di Mauro Icardi (Lukaku sarebbe nel caso un sostituto degno, vedremo se poi sarà meglio oppure peggio dell’argentino), mentre Ivan Perisic adesso sembra destinato alla permanenza.

Nella sostanza non cambierebbe molto quindi, se Nainggolan dovesse restare e essere la “terza stella” della squadra, ma la situazione cambierebbe in maniera sostanziale (eccome) se il belga restasse e arrivasse anche un altro forte centrocampista.

Non lo so se a quel punto parleremmo di quattro “stelle”, ma avremmo tenuto i nostri migliori giocatori (eccetto Icardi, sostituito però da un bomber quantomeno di pari livello) e avremmo in più un altro centrocampista di prima fascia, riproponendoci così in maniera più forte sul palcoscenico nazionale e internazionale. Consapevoli che del resto non possa bastare solo un cambio di allenatore a migliorare la squadra.

Per il resto mi sembra eccessivo continuare a insistere con un atteggiamento di critica radicale a Radja Nainggolan, caclaitore che se non si esprime sui livelli del periodo compreso tra il 2014 e il 2017, nel Campionato 2017/2018 con la Roma ha comunque disputato ben 42 partite e raggiunto le semifinali di Coppa Campioni e l’anno scorso, condizionato da due infortuni, a inizio e metà campionato, con il primo in particolare che ne ha frenato l’adattamento non solo nel gruppo ma proprio nella nuova dimensione (limite fondamentale per un calciatore come lui che per rendere al massimo del suo potenziale, abbia bisogno di “starci dentro”) ha in ogni caso dato un contributo che definirei sostanziale e poi sublimato dalla rete decisiva per la qualificazione in Champions.

Non si tratterebbe tanto di dargli una seconda occasione: penso sia chiaro che non ci si possa aspettare da lui un salto di qualità netto rispetto allo scorso campionato, ma è legittimo ipotizzare invece che possa avere una maggiore continuità di rendimento, consapevoli però anche che Antonio Conte non è Luciano Spalletti e a Radja chiederà presumibilmente un lavoro diverso.

Eppure con due attaccanti come Dzeko e Lukaku, molto fisici, bravi a lavorare con la squadra e ad aprire spazio ai centrocampisti, un elemento come Radja porterebbe in dote comunque un contributo importante sul piano degli inserimenti.

Senza considerare le capacità di aprire il gioco da una parte all’altra in virtù del suo buon calcio, caratteristica che potrebbe favorire il lavoro degli esterni di corsa nel nuovo 3-5-2 di Antonio Conte.

Insomma non è e non sarà l’Arturo Vidal della Juventus di Conte, ma neppure questo Vidal qui è lo stesso di quegli anni e con un rendimento in calo da due-tre anni a questa parte (e comunque mai su livelli alti sin dal suo addio ai bianconeri) mi riesce difficile preferire il cileno a un giocatore come Nainggolan e del quale abbiamo almeno potuto saggiare la voglia di lottare fino alla fine per l’obiettivo stagionale.

5. La conditio sine qua non.

È proprio questa “voglia” in effetti la conditio sine qua non a cui fare riferimento per la permanenza di Radja Nainggolan all’Inter.

Faccio un riferimento forse troppo grande, ma eloquente, all’arrivo di José Mourinho a Milano nel 2008.

Allora ricorderete che sui giornali si parlava di un addio quasi scontato di Dejan Stankovic, fedelissimo di Roberto Mancini e in teoria “non visto” secondo molti dal neo-allenatore portoghese: lo stesso Mou dichiarò che al suo arrivo non sapeva che comportamento aspettarsi da parte di Deki.

Sappiamo come sono andate le cose: in quei due anni poi Stankovic è stato uno dei “combattenti” al servizio di Mourinho e dell’Inter e ancora oggi il legame tra i due è qualche cosa di fortissimo e che supera la sola stima professionale.

Radja Nainggolan ha un carattere suo tutto particolare, che piace poco ai più “bacchettoni” e che molti definiscono poco professionale.

Io non la penso allo stesso modo: ritengo altresì che sia proprio questo suo carattere combattivo a avergli permesso di fare una carriera di alto livello, colmando non tanto delle lacune tecniche, perché le qualità ci sono tutte, ma permettendogli di compiere una scalata dal basso fino al grande calcio e che però non è culminata nella conquista di un trofeo.

In definitiva le variabili sono due, ma sono in fondo legate l’una all’altra da una sola ragione di fondo, cioè l’ambizione.

La prima è che rapporto, se ce ne sarà la possibilità (perché poi in fondo mentre sto scrivendo potrebbero esserci trattative di cui non sappiamo nulla), il giocatore instaurerà con Antonio Conte e la seconda (va da sé) è quali ambizioni Radja coltivi per il prosieguo della sua carriera.

Se queste sono di alto livello forse potremo parlare se non di rilancio, quantomeno di un elemento che alla fine si potrebbe rivelare fondamentale per questa squadra in questa opera di rinnovamento segnata dall’arrivo del nuovo allenatore.

Emiliano D’Aniello

Foto: Radja Nainggolan. Il belga è arrivato in nerazzurro durante la scorsa sessione estiva di calciomercato. Fortemente voluto dall’allenatore Luciano Spalletti, dopo una stagione che non è stata particolarmente brillante e con il cambio in panchina, il suo futuro adesso appare incerto. A sciogliere ogni dubbio sarà il nuovo tecnico Antonio Conte e magari un faccia a faccia tra il mister e il giocatore.

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33 pensieri riguardo “Le ragioni di Radja

  1. Carissimi. L’ho già detto altre volte e non ho paura di ribadirlo oggi. Per me Naiggo è stato un acquisto sbagliato dal punto di vista tecnico ed economico. Passare da Rafa a lui è stato un downgrade enorme: Il nostro centrocampo è apparso quasi sempre ingolfato ed incapace di far uscire la palla pulita.
    Tenerlo? Penso che saremo costretti a farlo perchè oggi non lo prende più nessuno e oltretutto sembra poco gestibile caratterialmente.

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  2. Credo che Conte non lo voglia per le stesse ragioni per cui non lo avrei mai voluto io. Nonostante questo, è stato uno dei migliori, non oso immaginare cosa sarebbe diventato se conducesse e avesse condotto vita d’atleta. Lo stile di vita diventa sempre più importante man mano che passano gli anni ed in modo esponenziale. Inoltre i danni da stile di vita incorretto che in giovane età non si vedono, rimangono e si rendono sempre più evidenti quando, verso la trentina o poco meno, il fisico non riesce più a trovare risorse di emergenza. Aumentano gli infortuni, aumenta la degenza, diminuisce l’ossigenazione e di conseguenza la funzionalità cardiaca, muscolare ecc, ecc, In sostanza il giocatore rende sempre di meno.
    Ma anche così è ad oggi il nostro giocatore più forte assieme ad Icardi.
    Attenzione però: negli ultimi 2-3 anni il calo esponenziale di Naingg è stato evidente, se è vero, come lui stesso sostiene con orgoglio, che beve, fuma, si rilassa solo se fa vita notturna, è lecito prevedere un ulteriore e più marcato (per via dell’età) calo del rendimento delle sue attività biochimiche per la prossima stagione.

    Credo che questo Conte lo sappia e non vuole che giocatori che si allenano male perché il fisico non li sostiene, portino malumere o divisioni nel gruppo, che invece vuole compatto, dorte, consapevole e senza dubbio alucno sull’impegno di tutti dentro e fuori dal campo. Questo aldilà del fatto che Naingg possa ancora fornire prestazioni determinanti.

    Questo è quello che penso per ciò di cui ho competenze certificate da specifici titoli di studio.
    Naturalemente non ho la Luarea in Gioco del Calcio, così come non ce l’ho nel Gioco dell’Oca nè nel Nascondino, e so che un calciatore capisce di Biochimica più di un farmacista, ma un farmacista capisce meno di calcio di un calciatore.

    A proposito di politica nel blog,
    Io ho citato Salvini e Grillo in modo fortemente degrinatorio, ma non ho mai parlato di loro come politici, bensì come “uomini”, se si può usare per lo questo termine.

    Me ne infischio di Politically Correct e ipocrisie del genere, conosco la violenza subita da persone vere per decisione di questa gente e per me questo è ciò che conta. Me ne infischi se gli ungheresi mettono il muro e se i francesi ci lasciano coi nostri problemi. Non mi abbasso al loro livello.

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  3. Pur aborrendo lo stile di vita di Icardi ho sempre cercato una posizione mediana, devo dire che l’odierno video della coppia sa di delirio di onnipotenza, rischia non solo una definitiva rottura dura con l’Inter ma, persino, di pregiudicare il loro futuro in qualunque squadra.
    Temo che Naingolan non solo non sia caratterialmente gradito ma anche tatticamente non sia il meglio per Conte; andrebbe detto che le situazioni di Icardi, Naingolan, ma anche altri (da Dalbert “più forte di tutti” a Perisic a Gaglirdini desaparecido eccetera) siano, non in tutto ma in buona parte EREDITA’ della “gestione Spalletti”, nei bilanci andrebbe messo tutto.
    p.s.) Personalmente non mi “scandalizzo” se nel blog si parli e discuta ANCHE di altro, politica ad esempio; a patto che ci sia “libertà” e onestà intellettuale, oltre al rispetto. Per esempio se un commento opposto alle proprie idee induce a “minacciare” abbandoni o chiusure NON c’è “libertà di espressione”. Se, invece, esiste una linea politica precisa, definita, QUALUNQUE fosse (anche la più “vicina” al sottoscritto), che caratterizzi il blog e la partecipazione ad esso, io mi dissocio e smetterò di commentare. Non ho necessità né di “subire” commenti che non condivido né di autocensurarmi. Basta il calcio per litigare.

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  4. Il post su Nainggolan è chiaramente aperto a ogni tipo di commento. Ho espresso un mio punto di vista, come è giusto, basandomi sulla situazione attuale e le voci che girano per la maggiore e ho provato a rappresentare scenari diversi, ma proprio per favorire la discussione. La critica e opinioni diverse sono benvenute, però – esempio – penso che sarete d’accordo che tra dire che il giocatore non piace oppure che si pensa che sta avendo un calo fisico sia accettabile, insulti gratuiti tipo, “ubriacone”, no. Questo è il metro che ecco vale nel blog. Non c’è una linea politica, per quanto il tema dell’accoglienza e dell’uguaglianza penso vadano considerati come fondamentali non solo perché ci vogliamo definire “fratelli del mondo”, cosa che come Inter Campus, rivendico da tifoso, ma perché penso siano contenuti universali nella vita come nello sport e per il confronto tra tutti. Quello che posso dire è, dove possibile, che suggerisco di non nominare proprio delle figure politiche, è un mio pensiero personale, lasciamo stare i nomi e spazio alle nostre idee, gli daremo più forza: la linea del blog è questa. Non riesco a definirla politica in senso stretto, penso che determinate cose debbano unire tutti. Amore, fratellanza, rispetto, accoglienza, umanità, solidarietà. Da questo punto di vista non cambia nulla rispetto a prima comunque. Però ci tengo a sottolinearlo proprio perché si sta online e in particolare, Luciano scrive sul web per parlare di calcio anche alla luce di questi contenuti. Vorrei che chi segue il blog e si confronta qui, desse importanza a tutto questo, magari ne valorizzi il significato e vi contribuisca, perché questo è alla base delle ragioni per cui il blog esiste, c’è un impegno da parte di chi vi scrive. Questo è tutto. Spero di essere stato chiaro. Ovvio che il contenuto principale e centrale è il calcio e l’amore per l’Inter! Tutti uniti quindi. Emiliano

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    1. Il punto è proprio unire e includere. Però dobbiamo unire e includere tutti. Per farlo quei valori sono fondamentali. Penso che chi segue il blog, sa che non mi piace affatto fare il capo, sono aperto a ogni critica e suggerimento per quello che riguarda la gestione. Sono messaggi che non scrivo in risposta a nessuno nello specifico, ma condivido riflessioni fatte con Luciano quando abbiamo deciso di “provarci ancora”. L’idea era togliere i commenti, poi tenerli su un altro forum, invece eccoli qui e di nuovo aperti a tutti. Non è mai stato bannato nessuno, però questo blog se deve esistere, ha la sua ratio in tutte le cose che ho scritto. Emiliano

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  5. Credo che in generale ci si incartisul significato del termine “politica” : chi lo identifica con i partiti e i loro interpreti, chi con l’idea del vivere insieme.
    Io sono per l’impegno sociale.
    E ritengo che non sia necessario esercitato andando alle manifestazioni o organizzando grandi progetti (se accade, meglio). Impegno civile è già pensare, parlare e agire nel quotidiano, nelle interazioni con il “nostro prossimo”.
    Ecco, politica per me è pensare, parlare e agire basandomi sui principi della comprensione, del rispetto, della assertivita’, della compassione.
    E soprattutto della ricerca della conoscenza e della consapevolezza.

    Io nell’Inter ho sempre ritrovato questi valori (non nelle curve o nei Cori beceri, purtroppo).
    Da noi un Buffon non sarebbe potuto stare, se non cambiando se stesso; Lippi è entrato in conflitto.
    Spero che Conte e Marotta vengano contagiati, altrimenti verranno rigettati come organi incompatibili.

    Io continuo a sperare in Icardi perché fino a sei mesi fa mi pareva in linea con noi.
    Godin è sempre stato interista, anche se non lo sa.
    Naingollan e perisic non c’entrano nulla con noi. Li scorderemo dopo due giorni.

    Carlo

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    1. Alla Pinetina, il grande massimo Moratti (che non smetterò mai di ringraziare) ha fatto costruire una cappella adatta a più religioni. Ha creato Inter campus.
      Ronaldo, nel suo periodo interista, è sempre stato impegnato nel sociale (ricordo di essere andato a San Siro per una amichevole con una squadra africana). Bergomi ha creato i Bindun.
      Sempre con Moratti l’Inter ha creato un torneo tra rappresentative multietniche milanesi.

      Ecco è questa la linea che il giovane Zhang deve seguire.
      Noi siamo tifosi di una società sportiva differente dalle altre.
      Vincere ci interessa, ma viene dopo altre cose.
      Altrimenti sarei juventino.

      Carlo

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  6. Carlo auguroni!

    E grazie a Sergio per averci dato anche lui una bellissima notizia!

    Sono contentissimo per entrambi!

    Carlo, penso che tu abbia inteso quello che volevo dire nei miei commenti: la nostra società ha cercato di esprimere determinati valori che sono secondo me universali. Il lavoro come “blogger” di Luciano si ispira a questi stessi contenuti, penso che debbano essere una base comune per questa comunità: nessun cartello politico o “elettorale”.

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  7. Comunque, la storia di barella è strana: giuliano aveva trovato mesi fa l’accordo con l’Inter, ora punta al prolungamento con clausola alta.
    Mah, sarò un complottista, ma io ci vedo la juve dietro.

    Non vedo l’ora di ascoltare la prima conferenza di Conte.
    Sarà divertente e si accorgerà subito di cosa significa allenare l’Inter.

    C.

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    1. Sì l’ho pensato anch’io! Ormai non capisco dove sta la juve e dove sta il trauma, ma ho anche imparato che se pensi male della juve ci azzecchi praticamente sempre

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  8. Mi pare che si confermi la linea che il mercato lo facciano i grandi procuratori, e che se hai legami con alcuni procuratori, cadi sempre in piedi.
    La Juve ha legato con Mendes e rajola, ed è agevolata.
    Certo, devi accettare l’ingerenza di questi personaggi e pagare a loro percentuali salate.
    Vedi De light: non si capisce come possa preferire torino a Barcellona.

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  9. Icardi e Nainggolan fuori dal progetto.
    Marotta fa un enorme all’in. Può dimostrare di essere il piu grande ds italiano, come mi auguro, vincendo l’anno prossimo o cmq facendo una grande stagione…
    Oppure dimostrerà di essere un miracolato della casta del calcio italiano, che al di fuori di un ambiente “protetto” palesa le sue carenze, e si dimostra totalmente incoerente con il nostro modo di essere. Di esser l’inter.
    Io un presentimento purtroppo lo avevo… Speriamo sia totalmente sbagliato e servisse davvero un uomo forte al comando

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    1. Personalmente, continuo a non comprendere tutto quanto accaduto con Icardi.
      Su naingollan, condivido la linea societaria. Avrei voluto che anche perisic fosse stato incluso nel discorso.

      C.

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  10. Su YouTube si trova una intervista a Federico Buffa. Attorno al minuto 48 afferma che mihailovic gli ha confidato che era usuale per le squadre dell’est vendere le grandi partite alle squadre occidentali.
    Io ho sempre avuto forti sospetti su Milan – Steaua.
    Il Milan era più forte, ma in alcuni gol mi pare che i difensori si siano spostati.

    Così come il primo scudetto, con rimonta si un Napoli che si impantano’, è stato molto strano.

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  11. Vi segnalo una cosa che gira su Instagram… Seguendo anche news di mercato giovanili Roma.. Ho notato che un giocatore 2005 della Lazio afferma con certezza che il prossimo anno giocherà nell’inter…. La cosa a me pare strana perché è un ragazzo si con grande tecnica.. Però molto piccolino.. E che alla lazio non giocava quasi mai.. Cmq un panchinaro… Il cognome del ragazzo è sicuramente suggestivo… Visto che si chiama Mazzola

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  12. Invece mi avevano parlato dell Inter vicinissima al 10 del Venezia 2005.. Che ha già giocato in u15… Si chiama Daniele Quieto… Lui si è sicuramente un grandissimo talento.. Non so se l Inter ha concluso l operazione…. Ma sicuramente era vicinissima e penso non ci siano sorprese

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  13. Bertus penso che Luciano sia in vacanza ed era l’unico che poteva sapere. Tra i convocati per Lugano ci sono NTUBE PIROLA (difensori ) AGOUMé PERSYN (centrocampisti) COLIDIO ESPOSITO VERGANI (attaccanti) e dulcis in fundo il mio pupillo FILIP (portiere) comincia a sentire il profumo della prima squadra. Ma ho perso uno step , Vergani non era stato venduto?

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  14. Della copa america vi ho segnalato un nome… Anche se era una scelta comoda.
    Everton ha portato il Brasile a vincere con un gol in finale.

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