Chiariamo subito una cosa, prima che sorgano equivoci incresciosi: per noi è come se l'Inter avesse vinto questa partita 3-2. Il goal di Lautaro era regolarissimo, come tutti hanno visto, e Perisic non ha commenso nessun fallo da rigore. Inoltre Kulusevski è stato graziato del secondo cartellino giallo e questo compensa abbondantemente l’eccessiva severità nel secondo giallo a Bentancur. Tutto questo è stato riconosciuto persino da critici e giornalisti malevoli vero l’Inter e addirittura da qualche juventino onesto. Juventus - Inter è stata una parita che ha dato indicazioni importanti: quella più importante è che l'Inter è una suqadra molto forte, sul piano tecnico, atletico, della personalità, del carattere e della quadratura. Allo stesso tempo è indubbio che ci siano delle situazioni da migliorare e margini di progresso importanti, se sarà possibile intervenire per correggerli. Questa Inter non potrà essere competitiva sia in campionato che in CL, nella prossima stagione, senza almeno un paio di inserimenti di qualità. La situazione attuale desta preoccupazione: le difficoltà finanziarie ci sono. Dire che ne abbiano anche gli altri non è confortante. La verità è che alla nostra proprietà, alla dirigenza e allo staff tecnico spetterà un compito particolarmente difficile: come affrontare il problema della conservazione degli ingaggi e contemporaneaemente presentare progetti tecnici convincenti. E attuare le due direttive e al contempo rafforzare la squadra, appare quantomeno complesso...
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19!!!
Al 91' una partita decisiva per noi e ininfluente per l'avversario, oramai retrocesso, era ancora in bilico e noi l'avevamo sbloccata solo grazie a un tiro da fuori (bello) deviato casualmente. Questo è il campionato italiano, questo spiega perché chi gioca qui, nell'arco della stagione, è sottoposto a uno stress fisico e mentale che non si vive in nessun altro campionato. E spiega anche perché abbiamo più difficoltà di altri nelle coppe (oltre naturalmente al fatto che 6-7 squadre estere in pratica possono comperare chi vogliono). Lo stesso Lukaku, giocatore imprescindibile per questa squadra, non segna da cinque giornate. Questo la dice lunga sulla flessione di condizione. Dopo tante sofferenze siamo campioni d'Italia: ci siamo guadagnati il titolo lottando alla morte partita per partita e ce l'abbiamo fatta con 4 turni d'anticipi. Possiamo dividere la nostra annata in due parti. Nella prima abbiamo giocato in modo spavaldo e aggressivo, totalizzando 12 punti in 7 partite. Dopo qualche partita di assestamento, abbiamo attuato un gioco improntato a maggior equilibrio tra i reparti. Un equilibrio più "difensivo" (la fase difensiva resta uno dei punti di forza di questa Inter) ma ideale per questo gruppo e comunque ottenuto giocando sempre con due punte, due ali quasi sempre offensive, un centrocampista che spinge (Barella), un altro di qualità (Eriksen) e un difensore coem Bastoni, che non si fa certo pregare per appoggiare la manovra offensiva. Grandi i ragazzi, ma lo scudetto è merito anche, in parti uguali, di due "gobbi spregevoli". Uno (Marotta) ha costruito la squadra. L'altro ha migliorato i giocatori a disposizione e trovato la situazione complessiva più efficace. Grazie mister, ottimo lavoro. Primo posto in classifica per la Primavera che fa un altro passo avanti battendo in casa il Sassuolo. Avremo modo di parlarne con tutti gli amici del blog. Luciano dedica questa vittoria idealmente a se stesso per quanto ha sofferto ad ogni partita. Come tifoso e come persona che gestisce il blog, dedico lo scudetto a lui e a tutti gli amici del blog. A tutti i tifosi interisti. Sono sicuro che questa vittoria non chiuderà la partecipazione al blog di Luciano, la cui grande passione per questi colori e per questa squadra (una squadra unica, come ha giustamente voluto sottolineare) non è scemata nonostante un momento così difficile per tutti. Personalmente lo ringrazio. Io come tanti abbiamo avuto qualche difficoltà nel seguire questo campionato con la passione di sempre. Sono stati i suoi posti, i suoi commenti, i suoi interventi - come quelli degli altri amici del blog - a darmi veramente la dimensione di quella che è stata la nostra annata. Per tutte queste ragioni, sono convinto che questo blog andrà avanti, ripromettendomi di intervenire e di ritornare a scrivere anche io nel prossimo futuro con continuità e con la certezza che questo qui possa essere uno spazio anche migliore per tutti coloro che amano il calcio e in particolare l'Inter. Grazie a tutti quelli che vivono il blog e animano la discussione. Grazie a tutti quello che lo seguono. Amala.
Dopo Spezia – Inter 1-1: fateci soffrire, ma sino a un certo punto
Spezia - Inter è stata una partita di enorme sofferenza. Abbiamo letteralmente dominato e subito un solo tiro in porta, quello del goal, peraltro dovuto a un errore clamoroso di Handanovid. Abbiamo comunque guadagnato un punto sul Milan. Ne abbiamo persi due sulla Juventus e abbiamo corso il rischio di vedere l'Atalanta arrivare a nove punti da noi. Nove punti a sei giornate dal termine sono tanti, ma non sono del tutto tranquillizzanti data la situazione. Che è comunque favorevolissima. Tutti a inizio stagione avremmo sottoscritto questa situazione. Perdere qualche punto, in un momento di flessione ci sta, il margine di vantaggio è netto e i punti li perdono ora pure le avversario. Ma abbiamo in mano il colpo del KO e dobbiamo sparare. Altrimenti qualche inquietudine si viene a creare. Questione Superleague. Il progetto era ed è sbagliato dal punto di vista dello sport. Ma la retorica delle piccole brave e del calcio "romantico" trascura il fatto che negli ultimi vent'anni hanno vinto solo Juventus, Milan e Inter. Le vittorie epiche di Verona e Samp, per fare un esempio, sono lontane più di trent'anni. Siamo sicuri inoltre che le giovani generazioni si appassionino al calcio così come lo abbiamo conosciuto? Apparentemente solo il grande spettacolo e le grandi emozioni (anche estetizzanti) sembrerebbero trascinare il grande pubblico. Il progetto SL era ed è sbagliato, ma gli interessati dovranno mettersi attorno al tavolo e studiare cambiamenti alternativi, ma che appaiono comunque assolutamente urgenti.
Atto di forza: Torino – Inter 0-3
Una prestazione maiuscola dei nostri ragazzi sul campo difficile dell'Olimpico di Torino, ci mantiene a un solo punto di distacco dalla Juventus, ovviamente capolista, e conferma l'ottimo momento della squadra. A segno Lautaro Martinez, de Vrij e Romelu Lukaku, uno dei grandi protagonisti della partita e autore della sua decima rete stagionale in campionato. Il bomber belga non sta facendo rimpiangere Mauro Icardi e appare uno degli uomini chiave dell'Inter di Antonio Conte che al nucleo "storico" fondato su Handanovic, de Vrij e Skriniar e Brozovic, trova proprio nei due attaccanti i suoi principali riferimenti. L'altro giocatore imprescindibile in verità sarebbe proprio Nicolò Barella, il centrocampista ex Cagliari che dopo un ottimo primo tempo, ha dovuto lasciare il campo anzitempo per infortunio. Rischia uno stop prolungato e in queste ore si sta cercando di chiarire la sua situazione. L'inizio del campionato è al di là di ogni aspettativa: senza "trasudare" ottimismo, non si può che riconoscere la bontà del lavoro fatto finora.
Per Conte e per l’Inter: mandato… zero o primo mandato?
Sarà l'anno della verità o vivremo ancora l'ennesima stagione "introduttiva"? Partendo da questa domanda, con questo post - approfittando della sospensione del campionato - affrontiamo i principali punti di discussioni che tengono banco in queste giornate. Dalla valutazione sull'operato societario al giudizio su quello dei dirigenti tecnici (da Beppe Marotta a Piero Ausilio). La squadra è migliorata rispetto allo scorso campionato? Se sì, di quanto? Quali sono i suoi punti di forza e quali gli elementi di debolezza? Soprattutto, quali ambizioni è lecito nutrire? Disputeremo tre competizioni: non possiamo dire di partire per vincere, in nessuno dei tre tornei, ma sicuramente partiremo con l'obiettivo di giocarci le nostre chance che non sono indifferenti.
Comincia il Campionato, a che punto siamo
Oggi comincia il Campionato di Serie A 2019/2020. L'Inter scenderà in campo lunedì sera a San Siro contro il Lecce per la prima stagionale.. Facciamo il punto della situazione e una valutazione complessiva della rosa, in rapporto alla stagione scorsa e alle avversarie. Ma è una valutazione che può essere ancora una volta "parziale" o comunque limitata da evoluzioni possibili che riguardano il mercato sia in entrata che in uscita. Un giudizio oggettivo sulla composizione della rosa sottolinea l'assenza di tre giocatori, un esterno sinistro, un centrocampista e un attaccante. Senza questi tre "pezzi" la rosa è incompleta o comunque è difficile da considerare superiore a quella della scorsa stagione. Tagliati i tre "top player" per quello che riguarda il nostro gioco d'attacco (Icardi, Nainggolan, Perisic) ne è entrato solo uno: Romelu Lukaku. In attesa della crescita e della verifica sul campo di Nicolò Barella. Oltre Biraghi (ammesso l'operazione vada in porto) serviranno un forte centrocampista e un forte attaccante per completare la rosa. Una mission difficile da portare a termine per Marotta in un mercato che appare bloccato e non solo per quello che ci riguarda.
Un passo indietro che non preoccupa e può dare indicazioni importanti: Valencia – Inter 1-1
Contro il Valencia si vede in campo un'Inter adeguata a questo livello di prestazioni ed avversari sul piano dell'impegno e dell'orgoglio. Conte ha trasmesso alla squadra la volontà di non arrendersi mai, di lottare con grinta e tenacia per non uscire sconfitti. Ma sul piano tattico e dell'organizzazione di gioco c'è ancora da lavorare. Così come l'organico deve ancora essere completato. La squadra è incompleta e al di là di che cosa succederà sul mercato, mancavano Godin, Lazaro e Lukaku. Probabilmente nella prima partita di CL vedremo in campo una formazione completamente diversa. Il punto sulla situazione con il racconto della partita e il commento alle prestazioni individuali.
Una bella Inter premia il lavoro di Conte, adesso la squadra va completata: Tottenham – Inter 1-1
La sfida di Londra contro il Tottenham era un test particolarmente probante. L'avversario era molto forte e giocava in casa, presentandosi al suo pubblico alla vigilia dell'inizio del campionato e per la prima volta dopo la finale di Champions disputata alla fine dell'ultima stagione. Eravamo indietro nella preparazione e con una rosa ancora incompleta e diverse assenze tra giocatori non ancora in forma e/o infortuni, eppure per cinquanta-sessanta minuti, nonostante anche lo svantaggio iniziale (poi pareggiato da una rete di Stefano Sensi su assist spettacolare di Sebastiano Esposito) abbiamo tenuto il campo e fatto meglio dell'avversario. Pareggio giusto e che premia il lavoro fatto finora da Antonio Conte e dalla squadra. È tempo adesso di completare la rosa per non sprecare tutto questo patrimonio accumulato e anche la fiducia, che si rinnova partita dopo partita, nel nuovo progetto tecnico.
Contro ordine, non rischiamo di retrocedere (almeno sino alla prossima amichevole): Juventus – Inter 1-1
Vince la Juventus ai rigori, ma poco importa in una partita che rispetto a quella giocata contro il Manchester United, vede i nostri migliorare nettamente sul piano della condizione e in particolare del gioco. Certo la squadra è ancora incompleta: mancavano diversi giocatori all'appello e il mercato è ancora tutto aperto, ma contro la Juventus oltre a non correre rischi per tutto il primo tempo, abbiamo creato qualche pericolo (anche grazie alla presenza di un giocatore "vero" in attacco come Perisic) e abbiamo perso pochissime palle in "uscita". Il secondo tempo eravamo meno lucidi e abbiamo subito il ritorno della Juventus, poi la solita girandola di sostituzioni ha di fatto chiuso la partita. In definitiva nulla di rivoluzionario, ma si comincia a vedere il frutto del lavoro dell'allenatore.
È ufficiale, quest’anno si lotta… per non retrocedere: Manchester United – Inter 1-0
La sconfitta in gara amichevole contro il Manchester United, oltre che l'immobilismo sul mercato e le dichiarazioni di Antonio Conte, hanno generato un certo malcontento tra i tifosi. La sfida contro i Reds non ci ha detto bene: il Manchester ha vinto meritatamente, ma quella scesa in campo contro di loro non era e non sarà la vera Inter, priva di molti titolari (tra cui i tre sudamericani, Godin, Lautaro e Vecino) e praticamente senza attaccanti. Ci sono però dei problemi: a parte gli attaccanti, manca fisicità in mezzo e si propone il problema degli esterni di centrocampo. Conte ha sollevato dubbi anche su Perisic. Urgono risposte dal mercato, ma è presto per disperare. Restiamo vigili, ma anche calmi e fiduciosi.









