Un passo indietro che non preoccupa e può dare indicazioni importanti: Valencia – Inter 1-1

Ammettiamolo chiaramente, per spazzare il campo da ogni possibile ambiguità.

Abbiamo visto un’Inter adeguata a quanto questo livello di prestazioni ed avversari richiedono, solo sul piano dell’impegno e dell’orgoglio.

Conte una cosa l’ha già trasmessa: la volontà di non arrendersi mai, di lottare con grinta e tenacia per non uscire sconfitti.

Su altri piani (tecnico, dell’organico, dell’organizzazione di gioco, della condizione atletica) c’è ancora molto da lavorare, ma sarebbe strano se non fosse così.

La squadra è ancora incompleta, soprattutto in avanti.

I giocatori sono arrivati a… puntate, con tempi diversi sia di preparazione individuale, sia di inserimento nell’organizzazione di gioco collettiva.

Simone (Nicoletti, ndr) faceva notare come a suo avviso in campo ci fossero solo 5 o al massimo 6 giocatori che vedremo nella prima partita di CL.

In effetti Godin, Lazaro, Lukaku (a meno di infortuni… tocchiamo ferro) dovrebbero essere titolari indiscussi. Una punta arriverà di sicuro e probabilmente un centrocampista con qualità offensive e forse un esterno mancino.

L’Inter ha però lo stesso problema clamorosamente evidenziato da Sarri per la juve: perché arrivino nuovi giocatori devono partire alcuni in organico e non tanto per motivi finanziari, quanto perchè non si possono escludere troppi giocatori di un certo livello dalle rose ufficialmente consentite.

E’ di oggi la notizia della probabile cessione di Perisic (al Bayern, non al Cesena, ricordava ai detrattori del croato qualcuno su Twitter).

Si è aggiunta la notizia di tre squadre che si contenderebbero (si fa per dire…) le prestazioni di JM.

La strategia attuale dell’Inter, quando si rivela sbagliato un acquisto o non ritiene più funzionale al suo progetto un giocatore, mi sembra chiara: cercare di venderlo bene ovviamente, ma poi in ultima analisi cederlo in prestito fino all’esaurimento del contratto, evitando minusvalenze e riducendo comunque il peso dei costi contrattuali e dell’ammortamento.

Borja dovrebbe alla fine trovare una sistemazione e forse, se verrà individuato un esterno sinistro (si parla di Biraghi ma, con tutto il rispetto io spero in qualcosa di più ambizioso) anche Dalbert.

Penso che nella prima di CL vedremo:

Handa

de Vrji, Godin, Skriniar

Lazaro, Sensi (Barella), Brozo, X (Vecino), X

Lukaku, X

Che il nostro sia un cantiere aperto non c’è dubbio: molto dipenderà da come verrà chiuso.

Ma certo disperarsi dopo una prova non positiva, per altro in contro tendenza con le precedenti, mi sembra eccessivo.

Tra l’altro se le mie ipotesi di formazione… finale sono giuste non abbiamo visto in campo nessuno dei titolari, non dico di attacco, ma dalla trequarti in su (fasce comprese).

In questa situazione stupirsi per le difficoltà offensive mi sembra ingiusto e ingenuo.

Anche se è vero che, con le stesse difficoltà, in precedenti situazioni avevamo fatto meglio.

Ma si deve considerare pure l’avversario, la sua condizione del momento, i carichi di lavoro che non conosciamo (discorso che faccio perché mi adeguo al senso comune: fatto sta che in estate quando si gioca sotto le aspettative è sempre colpa dei carichi di lavoro, per tutti eh)

L’allenatore del Valencia ha detto: abbiamo fatto bene contro una squadra che ha speso 200 milioni sul mercato.

Marcelino come è giusto tira l’acqua al suo mulino, esagera e probabilmente ha anche un po’ il dente avvelenato per la mancata conclusione del suo passaggio all’Inter qualche tempo fa.

Tuttavia le sue… esagerazioni ci permettono di rispondere agli anti Zhang, che blaterano di braccino corto.

E, in qualche modo, ci consentono di ricordare che, anche fosse vero, di quei duecento milioni oggi almeno 100 non erano in campo (Lukaku + Lazaro) e altri 45 (Barella) palesemente non erano in condizione a causa del rientro molto ritardato.

In pratica abbiamo visto la vecchia Inter, senza Icardi, Radja e Perisic, con Barella al posto di Vecino o Gaglia.

E, piaccia o non piaccia, entrambi i centrocampisti citati (Vecino – Gaglia) si fanno preferire al momento a un Barella in questa condizione.

Insisto sul termine ‘in questa condizione’ perché non mi iscrivo per nulla al partito di quanti ritengono Barella un esperimento già fallito.

Dunque, immaginate l’Inter dello scorso anno che va a Valencia senza Icardi, Radja e Perisic e pareggia, sia pure subendo troppo l’iniziativa dei locali.

Sarebbe stata considerata una grande impresa.

Ma l’interista gode particolarmente nell’essere distruttivo.

Riporto in proposito questo tweet:

“Vi dico una cosa: possiamo ammettere di avere una squadraccia in alcuni reparti (basti pensare alle fasce, senza entrare nel merito del centrocampo completo) e auspicare che con il mercato si migliori la situazione.”

Dunque siamo una squadraccia, con le fasce scarse, il centrocampo problematico e l’attacco inesistente.

Bene dico, io, tutto vero.

Ma con questa squadraccia abbiamo pareggiato con Juve, PSG, Tottenham e Valencia (mai giocando in casa) e perso 1-0 solo contro il MU, nella prima partita, quando avevamo 10 giorni di preparazione alle spalle.

Intendiamoci: è vero che se quello visto ieri fosse il top della nostra squadra come organico, condizione atletica e organizzazione di gioco, sarebbero a altissimo rischio anche gli obiettivi minimi.

Ma già in altre amichevoli, con gli stessi uomini e la stessa incompletezza, abbiamo fatto meglio.

Un po’ di pazienza (la chiamerei ‘fiduciosa attesa’, credo che società e tecnico la meritino) già fra una quindicina di giorni avremmo risposte più probanti, con l’inizio del campionato.

La partita

La cosa che ha un po’ stupito, visto l’andamento del match, è il primo tempo dimesso, nel quale abbiamo sicuramente subito troppo e costruito poco.

In quel primo tempo tra l’altro si sono riviste anche situazioni dello scorso anno, come lo spreco di troppi palloni in uscita, con perdite assai pericolose.

Questo può essere accaduto perché alcuni degli schemi voluti da Conte non sono ancora stati perfettamente assimilati, ma più probabilmente, per me, a causa della (relativa, e insisto: relativa) modestia tecnica di qualche elemento.

Voglio cogliere il suggerimento dell’amico lettore che mi ha chiesto di evitare di incartarmi in polemiche poco produttive.

Per questo mi limito a chiarire il mio pensiero: è inutile sostenere che… saper giocare a calcio servirebbe.

Si tratta di una sortita polemica di nessuna efficacia, perché nessuno ha mai negato questo assunto.

Non è questa la ragione del contendere.

In un intervento recente ho mostrato in che serie giocano alcuni dei nostri ex giovani che hanno un piede delicatissimo, ma non possiedono corsa, ritmo, potenza atletica.

E’ fuori discussione il fatto che tra due grandi atleti sia preferibile quello che… sa anche giocare a calcio.

Ma Borja gioca a calcio meglio di tutti i nostri centrocampisti attuali, eppure nessuno di noi lo vorrebbe titolare…

Ieri avevamo due problemi, anzi tre:

  1. Non c’era l’attacco (Poli e Lautaro sono entrambi in ritardo di condizione e nessuno dei due al momento è una punta incontenibile);
  2. Faticavamo a dare ampiezza ed efficacia sulle fasce, come il gioco di Conte richiede, per la prestazione modesta in fase costruttiva di Candreva e Dalbert;
  3. A centrocampo ci è mancato l’apporto essenzale del vero Barella, per evidente ritardo di condizione.

In tal modo anche Sensi e soprattutto Brozo ne hanno risentito, stentando a trovare la posizione e venedo spesso sopraffatti.

Se sul primo punto credo non ci siano discussioni (e tutto sommato anche sul terzo, a meno che qualcuno ritenga già Barella un fallimento), le cose cambiano per quanto concerne gli esterni.

Candreva e Dalbert non sono stati così disastrosi come ho letto, ma si tratta di giocatori il cui livello di rendimento può variare da 5.5 a 6+ e raramente va oltre.

In particolare sono giocatori che, come gli esterni dello scorso anno – chiunque fossero – aiutano più o meno bene nella fase difensiva ma non sono quasi mai pericolosi in avanti.

Infatti non sanno saltare l’uomo, inventare la giocata o persino il cross vincente.

Con loro (ma anche con Perisic e Politano titolari nella scorsa stagione) si può solo sperare che spostino la palla per tentare il cross, che se è verso il fondo viene quasi sempre intercettato, se è effettuato rientranso verso il campo favorisce i centrali avversari che lo ricevono frontalmente.

Dunque siamo tutti d’accordo che l’ideale sarebbe se i due quinti di cc fossero… Pandev ed Eto’o, ma purtoppo non li abbiamo.

Tra Pandev ed Eto’o da un lato e Candreva-Dalbert dall’altro ci sono naturalmente altre soluzioni, come dire, intermedie cioè di giocatori con buone capacità di corsa e sacrificio ma con migliori doti offensive.

Tuttavia il fatto è che non li abbiamo e che non possimo pretendere di cambiare di colpo 12 o 13 giocatori con altrettanti campioni.

Salvo poi lamentarci perché, dovendone cambiare molti, avremmo preferito puntare su uno o due soli, ma forti forti.

Questi sono i giocatori che abbiamo, perché dovendo investire (non so se i 200 milioni citati da Marcelino), si è preferito farlo su due centrocampisti, su una punta che costa più di ogni altro nostro acquisto nella storia (e probabilmente su un’altra, altrettanto forte, in arrivo), su un terzo difensore centrale e, quasi sicuramente, su un altro cc di qualità.

In questo senso, adesso, continuare a dare addosso a Candreva e Dalbert (e aggiungiamoci D’Ambrosio) serve a combattere una battaglia personale, ma non all’Inter.

Io preferisco sperare che Lazaro risponda bene alle attese e che Asa possa ritagliarsi un efficace posto da titolare. Magari in mancanza di meglio che arrivi Biraghi o si provi Dimarco.

Poi, quando ci sarà bisogno di Candreva e Dalbert (e ci sarà bisogno, sicuramente) li sosterrò, perché possano dare il massimo e questo è possibile solo in un contesto di fiducia e incoraggiamento generale.

Le valutazioni devono tener conto a mio parere delle qualità del giocatore: non posso applicare a Dalbert il metro del miglior Maicon, o di Cafu, perché Dalbert non può essere Maicon e finché giocherà nell’Inter è meglio che dia comunque il suo meglio

Che i fattori da me citati siano stati decisivi nello svolgimento del match, mi sembri lo dimostrino i fatti.

In presenza di un Valencia che ripartiva fulmineo, con attaccanti di tecnica e di gamba e con un bravo regista, sfruttando anche qualche nostro errore di troppo in uscita, noi per un tempo intero davanti non siamo praticamente esistiti, perché il gioco non fluiva sugli esterni, il centrocampo spesso si trovava in inferiorità e l’attacco non aveva la forza di ‘staccarsi’ cercare prepotentemente spazi vuoti a suggerire verticalizzazioni incisive.

Eravamo abituati, con Conte, ad aggredire, ma ieri non lo potevamo fare (poi, ripeto conteranno altre cose come i carichi di lavoro e simili, ma queste situazioni non le so valutare per mancanza di elementi conoscitivi).

Ma la mia lettura della partita, sempre secondo me naturalmente, è confermata anche dai problemi del secondo tempo.

Forse loro avevano speso molto, forse, sentendosi superori nelle ripartenze in campo aperto, hanno pensato di fare densità dietro, per poi sorprenderci (e ci sono andati vicinissimi in almeno tre occasioni), fatto sta che noi abbiamo cominciato a ‘fare’ la partita.

E allora, con in campo nella sostanza gli uomini della scorsa stagione, esclusi i tre migliori potenzialmente, si è visto che… Spalletti non era un pirla.

Infatti abbiamo rivisto l’Inter dello scorso anno (che caso eh…) tanto possesso palla, nessuna capacità di penetrazione e verticalizzazione, necessità di attaccare per cercare il risultato, ma anche attenzione a evitare squilibri che ci avrebbero definitivamente castigati.

Risultato, come spesso accadeva contro squadre che si chiudevano: possesso sterile e noioso, pericolosità ridotta al minimo (teniamo conto anche della forza dell’avversario).

Ancora una volta, sempre a mio parere, le statistiche e la cronaca del match mi sembra confermino la mia lettura.

Infatti se abbiamo avuto il 63% di possesso palla e abbiamo fatto 11 tiri verso la porta contro 12 loro, i tiri in porta sono stati 5-2 per loro (oltre a un palo e a un tiro respinto sulla linea), mentre per quanto concerne angoli e falli c’è stato equilibrio.

Cioè in pratica noi con più possesso palla… quasi non sapevamo che farcene, tanto che oltre al gol su rigore siamo andati al tiro, poco impegnativo, solo una volta con Lautaro.

Ridotta all’essenziale, la cronaca mi sembra confermi queste consderazioni:

  • 2′ D’Ambrosio perde palla a tre quarti di campo, fuga di uno spagnolo sulla sinistra e palla in mezzo per Guedes che al volo la stampa sul palo,
  • 5′ Soler riceve palla al limite dell’area, destro violento fuori di un soffio,
  • 12′ scambio Soler – Gameiro. Il francese a tu per tu con Handa si vede respingere il tiro,
  • 23′ Lautaro conquista una buona punizione. Batte Brozo, respinge la barriera,
  • 29′ ancora Gameiro – Soler e ancora Handa sventa.,
  • 38′ cross di Guedes, Soler, lasciato solo da Barella, di testa, in tuffo, infila in rete,
  • 63′ Rodrigo per Gameiro: gran tiro che Handa para in tuffo,
  • 67′ primo tiro dell’Inter: Lautaro calcia forte ma centrale, il portiere respinge con i pugni.

Dopo l’ingresso di Vecino, Gagliardini Esposito e Asa (70), l’Inter riprende a premere.

  • 82′ splendida iniziativa di Espo, fallo da rigore su Seba e gol di Politano.

L’Inter raggiunge un pareggio insperato ma prova a vincerla, scoprendosi a che troppo.

  • 85′ Vecino da fuori, parata facile,
  • 88′ spettacolare recupero di D’Ambrosio che si immola anticipando l’avversario lanciato a rete. Vale come un gol fatto o non subito,
  • 90′ de Vrji salva sulla linea di porta ad Handa battuto (idem),
  • 93′ DiMarco sui libera al tiro, alto di poco.

Le pagelle

Handanovic: almeno 3 parate difficili, ma non impossibili. Nessuna responsabilità sul gol. 6.5

D’Ambrosio: un errore iniziale di una certa gravità, anche se poi c’era tempo per rimediare e un grande salvataggio nel finale. In mezzo un paio di imprecisioni, ma contro avversari di qualità si è disimpegnato meritando la sufficienza. Per me. 6

de Vrji: ancora una buona prestazione, non buonissima però. In particolare un’ uscita a vuoto su Soler che lo ha piantato in asso, se fosse stata fatta da D’Ambro o Dalbert sarebbe valsa loro insulti e improperi. 6.5

Skriniar: il problema merita una soluzione, una risposta: è a disagio come terzo di sinistra oppure si tratta solo di un ritardo di condizione? Certo, lui non scende mai sotto la sufficienza, ma ci ha abituati a ben altro. 6

(Bastoni: venti minuti senza errori con apprezzabile disinvoltura e notevole attenzione. 6)

Candreva: qualche recupero e qualche buon salvataggio lo fa anche a Valencia, ma qualche volta viene saltato e in fase di spinta si vede troppo poco. 5.5

(Dimarco: entra con personalità – anche troppa – perde infatti una palla per eccesso di sicurezza, ma poi recupera. Un suo tiro poteva essere pericoloso ma ‘scende’ un po’ tardi. sv)

Barella: non dà il contributo sperato, nel primo tempo appare poco inserito nel gioco, poi cresce leggermente ma è il punto debole di un centro campo che ha faticato. Ha l’alibi del ritardo di condizione e del poco tempo avuto per inserirsi negli schemi. 5.5

(Vecino: venti minuti giocati con personalità e spirito di iniziativa. Sono anche i minuti in cui l’Inter attacca, mansione che predilige. Forse non è un caso che sono anche minuti in cui prendiamo contropiedi sanguinosi. In ogni caso a Valencia, meglio di Barella. 6)

Brozo: non è il dominatore ispirato del centro campo che siamo abituati a vedere. D’altra parte il Valencia salta spesso il nostro centrocampo con i lanci di Parejo e la velocità di Soler, Rodrigo e Gameiro. Riceve anche scarsa collaborazione in fase costruttiva. 6+

(Borja: pochi minuti non giocati male. sv)

Sensi: conferma di avere piedi buoni e intelligenza calcistica. Si batte anche con energia, ma spesso gli avversari sono più ‘prepotenti’. Per dare il massimo dovrebbe giocare con Brozo e con un terzo centrocampista bravo ma anche potente. 6+

(Gagliardini: niente di spettacolare nei venti minuti giocati, ma certo dimostra che a questi livelli, non da titolare, può starci, per forza fisica, solidità e grinta. Credo che lo vedremo in campo più spesso di quanto pensino gli esteti. 6)

Dalbert: leggermente in calo rispetto alle ultime prestazioni. Se non sollecitato positivamente perde sicurezza e personalità. Ha sbagliato qualche appoggio di troppo e davanti non è l’ideale per concludere, eventualmente anche su palle alte, il cambio di campo tra le estreme che Conte predilige. Strepitoso un recupero su Soler che aveva due metri di vantaggio. 5.5

(Asamoah: fa benino quello che gli si chiede nei minuti in cui sostituisce Dalbert. Nel suo caso è la potenza che dovrebbe venir incrementata, perché tecnicamente è buono e ha abbastanza personalità. 6)

Lautaro: non per essere polemico, ma vi immaginate cosa avrebbero scritto di una prova simile i detrattori di Icardi, se fosse stato Maurito il protagonista? Pochissime palle giocate, poco movimento, quasi nessuna pericolosità. Non è colpa sua, come ho cercato di evidenziare in altra parte del post, come non era… colpa di Icardi in molte situazioni del passato. In più lui ha l’alibi (vero) di una condizione approssimativa. 6-

Esposito: adesso comincia davvero a stupire anche i suoi più ferventi e… datati ammiratori. Nelle ultime due partite, in pratica, pur non giocando sempre, solo da lui sono venuti gli spunti vincenti, una volta con un assist di prima da fuoriclasse, un’altra con un dribbling in spazi stretti che ha costretto l’avversario al rigore. E’ l’unico attaccante che abbiamo (tra quelli visti fino ad ora) davvero imprevedibile e difficile da marcare. Poi è chiaro che nel corpo a corpo, nonostante la grinta, paghi. Credo di conoscerlo bene, anche caratterialmente: è uno che non si perderà e lavorerà per continuare a crescere. Non oso pensare a dove potrà arrivare… 7

Politano: si sbatte, ma senza un centravanti di peso, in quel ruolo non può esprimersi al meglio. Tutto sommato non fa male, ma in un ruolo chiave come quello serve uno che faccia davvero la differenza. Speriamo che arrivi. 6

(Longo: pochi minuti giocati con impegno e carattere. sv)

All. Conte: non saprei valutare il contributo specifico di questa partita, perché mi mancano troppi elementi. Nel secondo tempo andiamo un po’ meglio, pur con le difficoltà persistenti che ho segnalato, ma personalmente per mia conformazione… mentale fatico a credere che sia frutto di… una strigliata negli spogliatoi. Altrimenti avrebbe colpa per… non averli strigliati prima dell’inizio. Penso invece che abbia sistemato alcune situazioni in campo. Magari sono anche calati gli avversari o hanno pensato di gestire la partita (effettivamente hanno corso pochissimi rischi). Chi può saperlo? Non gli dò voto (che sarebbe comunque alto per il lavoro svolto fino ad ora). Preferisco aspettare il campionato, con la squadra completa e preparata. sv

Commentatore: è stata una delle cose più positive del match.

Il Pizzi ha insegnato a tutti come si fa la seconda voce di una telecronaca: competente, a perfetta conoscenza delle situazioni di tutti i giocatori in campo, misurato e veramente tecnico nei commenti, mai sopra le righe, mai fazioso.

Ha troppe qualità e pochi difetti: in Italia non farà fortuna come commentatore, perché servono solo persone schierate (con il potere)

Grande Pizzi!

Luciano Da Vite

Foto: Matteo Politano realizza il calcio di rigore guadagnato da Sebastiano Esposito, l’Inter pareggia 1-1 con il Valencia e poi vince la sfida ai calci di rigore (fonte, Sky Sport).

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23 pensieri riguardo “Un passo indietro che non preoccupa e può dare indicazioni importanti: Valencia – Inter 1-1

  1. Se andasse via Politano ci servirebbe un attaccante per completare il reparto, a parametro zero, che sappia calciare le punizioni, che sia un po’ matto ma utile per la lista UEFA come vivaio…uno in giro ci sarebbe, ma con Conte non ce lo vedo proprio.

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  2. Pizzigoni è persona e personaggio raro.

    Un luogo comune riguardo icardi è che sia giocatore di scarsa tecnica. Io invece credo che sia il contrario: raramente gli ho visto sbagliare dei controlli di palla e ci vuole molta tecnica per calciare con precisione e di prima intenzione.
    Invece, nelle immagini della amichevole alla pinetina, ho visto tiri dozzinali e passaggi rimbalzanti da parte di lukaku. Certo era amichevole in allenamento, quindi magari era poco concentrato, ma forse è qualcosa su cui Conte dovrà lavorare.
    Invece Dzeko, è veramente un super giocatore.

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    1. Seguo la Premier da sempre, in particolare ho seguito il giovane Lukaku all’Everton, perché mi piaceva tantissimo. Dopo l’ho seguito con meno passione, come qualunque giocatore di spicco in Inghilterra.
      Ti garantisco che non è “scarso”, anzi…solo che la forza fisica “riempie” gli occhi…per esempio tira anche le punizioni bene, non è uno specialista ovvio, diciamo come Milik…
      Tende ad usare quasi sempre il sinistro, un limite. Ma sa farsi…spazio.

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        1. E’ grosso e nero ma non è un centravanti “boa”, sbagliò anche Mou, forse per necessità…
          Questo è “il grande inganno”…

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  3. Continuiamo a cedere i centrali dei 2005. Ora è la volta di pezzella, passato al Parma. Non so nulla di arrivi, ma spero che per cedere loro siano arrivati elementi sicuramente più forti

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  4. Un mio pensiero. L’arrivo di Dzeko per questa squadra sarebbe molto più importante di quello di Lukaku, per caratteristiche fisiche e tecniche applicate al “sistema conte”

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    1. Me lo auguro, ma a memoria non mi viene in mente nessun 33enne (34 a campionato in corso) acquistato negli ultimi 30 anni che abbia fatto grandi cose. (Rumenigge compreso)

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  5. Quando sostengo che se una partita finisce 6-5 può essere considerata divertente, ma è un divertimento che non attiene al calcio, bensì a uno sport diverso o allo scontro tra formazioni amatoriali, vengo spesso deriso. fatto sta che dopo Inter Ajax 6-5 abbiamo giocato (quasi con gli stessi titolari) contro una squadra di eccellenza e perso 1-0

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  6. la primavera partecipa all’importante torneo internazionale OTTEN CUP in Olanda. Alle 15.20 (se in Olanda c’è la stessa ora nostra) la prima partita contro l’Anderlecht. le partite sembra siano visibili in diretta su Fox sports

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  7. ecco, per chi fosse interessato il calendario di alcune tra le prossime partite delle nostre giovanili

    Under 19: Otten Cup (Eindhoven)

    Inter Anderlecht, oggi ore 15,20
    Inter Red Bull Brasile 17-8 ore 10,30
    Inter Everton 17-8 ore 13.10

    Eventuale semifinale: 18-8 ore 10.30
    Eventuale finale: 18-8 ore 14.10

    Under 18: Torneo Fimer (Agrate Brianza)

    Inter Sassuolo: 22-8 ore 17.00
    Inter Monza: 23-8 ore 18.30
    Inter Real Madrid: 24-8 ore 21.30

    Eventuali finali 25-8 ore 19.. (terzo quarto posto)
    25-8 ore 21.. (primo secondo posto)

    Under 15: Memorial Scirea (Cinisello Balsamo)

    Inter Pro Sesto 31-8 ore 21.45
    Inter Novara 1-9 ore 20.30

    Under 14: Memorial Quarenghi (S.Pellegrino terme)

    Inter San Pellegrino venerdì 23 ore 15.00
    Inter Torino venerdì 23 ore 18.45
    Inter Lugano sabato 42 ore 14.30

    Domenica 25 -8 eventuali semifinali (mattino) e finali ) pomeriggio)

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  8. Questa la formazione dei nostri.:
    Giacomo Pozzer; Etienne Ludovic Youte Kinkoue; Lorenzo Colombini; Michael Ronaldo Mboe Ntube; Niccolo Squizzato; Lorenzo Pirola; Tibo Persyn; Chrystopher Attys; Edoardo Vergani; Lucien Agoume; Matias Fonseca

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