Sgombriamo subito il campo dal discorso arbitraggio. Pairetto ha infierito contro l'Inter scientemente e ha determinato, con una direzione provocatoria, il risultato finale. Tutto questo è vero e fa arrabbiare… Ma un'Inter normale avrebbe vinto largamente anche contro i dodici avversari. Non è colpa di Pairetto se i nostri sono apparsi sin dall'inizio poco brillanti e nel secondo tempo sono calati vistosamente. Abbiamo sbagliato qualche facile occasione, ma abbiamo pur sempre segnato due reti: non è lì il problema, a mio avviso. Il problema è aver preso due gol in casa, da una squadra buona ma non eccezionale. Due gol presi nello stesso modo, con la difesa che si schiaccia, centrocampisti e attaccanti che tardano a chiudere, avversari lasciati liberi di concludere da fuori (già c'era stato l'avvertimento di una grande parata di Sommer, sempre su tiro da fuori prima dei gol). Nei (pochi) risultati insoddisfacenti dell'Inter in questa stagione c'è sempre questa costante: squadra che non ha più energie per attuare il pressing alto, che si appiattisce sulla linea di difensori, lasciando troppa libertà di conclusione da fuori per i centrocampisti avversari. Una tendenza negativa accentuata qui dall'assenza di due giocatori mostruosi nel vedere in anticipo il gioco e quindi nel posizionarsi tempestivamente davanti alla difesa come Calhanoglu e Mkhitaryan. La squadra non è apparsa in difficoltà tanto sul piano fisico, come dimostrano anche i dati, quanto invece affaticata mentalmente. Minor concentrazione, movimenti ritardati, riflessi più lenti del solito. Ormai la partita è alle spalle: adesso la questione preoccupante è come affronteremo domenica l'Empoli e poi la serie di partite che si susseguiranno ogni 2-3 giorni. Se vedremo la stessa Inter, quali che siano gli uomini schierati, le prospettive rischiano seriamente di non essere all'altezza delle nostre attese e ancor più di coloro che non hanno sborsato i soldi per i rinforzi indispensabili.
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La degna conclusione di un’annata straordinaria: Cagliari – Inter 0-3
A Cagliari si è chiuso in modo coerente con il resto della stagione un anno solare che per chi tifa Inter resterà nella storia in modo indelebile: come le due CL di Herrera, come lo scudo 'maestoso' del Trap, come il triplete di Mou. Il comportamento dei nostri ha sfiorato la perfezione e l'avrebbe raggiunta senza il gol subito nei minuti di recupero a Leverkusen (evitandolo ci saremmo risparmiati un pluslavoro tra gennaio e febbraio) e come i punti buttati contro la juve sul 4-2 con la partita che volgeva al termine. A Cagliari, come contro il Como, non è stata un'Inter dominante. Ma proprio questa è stata fino ad ora la nostra forza: saper vincere, magari anche con un clean sheet, partite in cui per una parte del match almeno abbiamo faticato ad imporci. La svolta è stata la clamorosa (in senso negativo) partita con la juve, come per l'Atalanta era stato l'avvilente 0-4 con noi. Fino alla juve avevamo subito 13 gol in 9 partite (media 1,44), mentre nelle restanti 8 partite abbiamo subito due gol (media 0,25). Il tutto mentre a livello realizzativo nelle prime 9 abbiamo realizzato 21 gol (2,33 a partita) e nelle successive otto, 24 (media 3,00). È evidente la crescita, che è stata soprattutto crescita di equilibrio, perché la media dei gol fatti è cresciuta meno, mentre il numero di gol subiti è crollato. Adesso il pensiero (e il lavoro dei ragazzi) va ai prossimi impegni, perché gennaio può essere un mese decisivo. Voto a Inzaghi: sette. Per la preparazione e la gestione del match. Se invece consideriamo l’intera annata 2024, l’unico voto che gli si può attribuire è un bel nove. Con i ringraziamenti per la qualità e per l’importanza del lavoro svolto.
Vittoria importante, con due letture possibili: Roma – Inter 0-1
La partita con la Roma presentava tutta una serie di difficoltà importanti. L'avvio di campionato per noi non è stato sicuramente esaltante. Il numero insolitamente elevato di goal è fonte di apprensione: le responsabilità non sono da ricondursi esclusivamente al fatto che alcuni difensori che avevano concluso la stagione scorsa da dominatori, per quattro mesi in più siano crollati, facendo diventare la difesa un colabrodo. Pesano una questione di approccio alle gare e di conseguenza un problema di equilibri in campo che vengono a mancare. C'è poi il problema della preparazione estiva e quello dei tanti impegni e con quelli più importante che sollecitano il fisico dei giocatori in manieradeterminante. La prova dei nostri contro la Roma è stata tuttavia sul piano della mentalità, della compattezza, dello spirito di sacrificio, pari a quella della stagione d'oro e del resto solo così avremmo potuto portare via dall'Olimpico i tre punti. L'auspicio è che questa vittoria sofferta sia il punto di partenza che ci condurrà a una crescita continua sul piano prestazionale e dei risultati. Continua intanto il declino complessivo delle nostre giovanili. Praticamente si conferma a buoni livelli solo l'Under 16, che batte nettamente il Cagliari e e mantiene il primato in classifica. Pari per la Primavera a Lecce (ottava in classifica); l'Under 18, in vantaggio di tre goal aSassuolo si fa rimontare 3-3 ed è undicesima in classifica, a 12 punti dal Cesena capolista; l'Under 17 perde il derby con il Milan e si fa raggiungere in vetta alla classifica; l'Under 15 subisce un vero e proprio tracollo casalingo, subendo un 2-5 avvilente contro il Cagliari. Quel che più conta è che al momento non si intravedono tanti giocatori completi (cioè che uniscano tecnica, intelligenza calcistica e fisicità) che possano dare speranze di una rapida ascesa. Non si investe più e fatichiamo sia a formare ottimi giocatori, sia a prelevarli sul mercato. Investivamo, vincevamo molto, formavamo ottimi giocatori, anche se più per il mercato che per la prima squadra. Oggi è ufficialmente finita un'era: gli investimenti sono ridotti al minimo e i risultati (vittorie e formazione di ottimi professionisti), sono destinati a latitare. Almeno rispetto al recente passato, a cui avevamo fatto il palato.
La lotta per… il secondo posto è apertissima: Udinese – Inter 2-3
La considerazione potrà attirare rancori e scongiuri da parte di molti tifosi e non si deve cedere di un millimetro, ci sono comunque tutte le possibilità di ripeterci, ma ci sono anche segnali abbastanza evidenti che questo potrebbe non essere il nostro anno, bensì quello di una società che ha potuto permettersi un bilancio in negativo di 200 milioni quest'anno e di oltre 900 milioni (poco più di 130 all'anno) negli ultimi sette anni. A parte questo c’è il fatto che dopo sei giornate la Juventus non ha ancora subito un goal. Si tratta di un dato che nel campionato italiano prelude alla conquista dello scudetto, soprattutto se consideriamo che l’attuale apparente difficoltà dei “gobbi” nell’andare in rete, sembra del tutto contingente, perché la squadra torinese dispone di un potenziale offensivo di assoluto valore. Ovviamente le perplessità sono legate anche a quanto abbiamo noi mostrato in questa parte di stagione. Non siamo davanti alla stessa Inter brillante, spietata e super concentrata dello scorso anno e le “distrazioni” forse solo distrazioni non sono. Al centro, prima del commento alla partita con l’Udinese, ci sono considerazioni che passano per forza di cose su quelle che sono le strategie di Oaktree. Se i mancati rinforzi, che hanno portato il bilancio in parità, comportassero la perdita di posizioni sportive in ambito nazionale e internazionale, si avvierebbe un avvitamento negativo: meno risultati uguale meno introiti, meno introiti uguale meno possibilità di fare mercato sostanzioso. Oaktree che aveva già una squadra forte, con qualche segno di possibile usura, si è preoccupata non di renderla ancora più competitiva, ma di avvicinare il pareggio di bilancio. Del resto la sostenibilità è un mantra ma la si può raggiungere in diversi modi: con gli squadroni e le vittorie e quindi la dilatazione degli introiti oppure con i risparmi e l'oculatezza. Le considerazioni sul settore giovanile non sono molto positive, al di là dei risultati. La Primavera (Under 20), in attesa del match di Youth League di oggi, vince uno a zero con la Sampdoria (Spinaccé). Partita deludente per l’Under 18, che pareggia uno a uno con il Parma (Iddrissou). Ancora una bella vittoria per l’Under 17 di Handanovic (quattro a zero al Sudtirol), prima in classifica da sola, con ventiquattro goal segnati in cinque partite e soli due goal subiti. L’Under 16 vince due a uno con il Cittadella (i nostri ragazzi sono a punteggio peno alla pari del Milan e di Atalanta e Monza). L’Under 15, sempre contro il Cittadella, vince tre a zero.
La contraddizione: Frosinone – Inter 0-5
Due partite in trasferta, quella di Reggio Emilia contro il Sassuolo e quella di Frosinone, con due risultati differenti contro squadre di bassa classifica. Una sconfitta e una vittoria, a fronte di un bilancio nelle precedenti sedici traserte che, con n modesto turn over, per lo più legato a necessità reali, ci aveva visto fare una media punti a partita di 2,88. Questo è il punto di partenza su una riflessione che non riguarda solo l'ultima partita di campionato, dove abbiamo ottenuto una netta vittoria con il risultato di cinque a zero contro il Frosinone (cinque goal con cinque tiri in porta), ma una prima valutazione sulla nostra straordinaria stagione nel suo complesso e chiaramente delle considerazioni, portata a casa la vittoria del campionato, sul prossimo futuro. Vado alle conclusioni, ma le argomentazioni sono tutte contenute nel post dedicato. La domanda è: che cosa hanno dimostrato anche queste due partite? Perché ovviamente ogni considerazione che si possa considerare come un "bilancio" deve tenere conto di una stagione che ci ha visto dominare in campionato in una maniera che è e sarà irripetibile, ma non avere evidentemente una rosa adatta per competere anche in Champions (sebbene l'eliminazione sia arrivata solo ai calci di rigore contro un avversario di livello come l'Atletico Madrid). Intanto il nostro portiere si è rivelato all'altezza della situazione. Se dovesse arrivare, così come sembra, Bento, da questo punto di vista siamo a posto. Qualche perplessità ci sta sul perno centrale di difesa, dove abbiamo due giocatori forti, ma anziani. Potrebbero avere un calo improvviso e qui un arrivo ci starebbe bene, mentre invece siamo sicuramente a posto per quello che riguarda i "braccetti". E lo stesso si può dire per i sei centrocampisti centrali, con l'arrivo di Zielinski nonostante qualche perplessità su Asllani, che non pare ancora pronto e il fatto che Miki avrà un anno in più sulle spalle... Ma si tratta di un giocatore che è apparso come irrinunciabile. Sulle fasce siamo a posto a sinistra, mentre a destra va capito che cosa ne sarà di Dumfries. La "chiave" però sembrerebbe essere in attacco. Preso Taremi, avremmo tre giocatori sulla carta di qualità. Potrebbe anche restare Arnautovic, che ha comunque dato un suo contributo, ma un giocatore come Gudmunsson (o simile) sarebbe l'ideale per completare la rosa e ci garantirebbe un salto di qualità importante. Tutto questo fermo restando quelle che saranno le disponibilità finanziarie e i limiti relativamente la composizione della rosa, stante l'obbligo di inserire due giocatori di scuola Inter che allo stato attuale mancano...
Sei la più bella del mondo: Inter – Atalanta 4-0
Condivido assolutamente quanto scritto da Luciano Da Vite in questo ultimo post dedicato all'ultimo turno di campionato che ci ha visto prevalere nettamente contro l'Atalanta di Gasperini con il risultato di quattro a zero. Sono più "piccolo" di Luciano di diversi anni, ma dico chiaramente che questa qui è probabilmente l'Inter più bella io abbia mai visto. Un'Inter "entusiasmante per come abbina prestazioni di altissimo livello e risultati stupefacenti". Giustamente, è bene dirlo, "non dire gatto se non ce l'hai nel sacco", però personalmente ritengo che questa squadra (quando parlo di squadra io dico tutti: proprietà, dirigenza, allenatore, staff, giocatori... ma permettetemi però su tutti, senza nulla togliere ai meriti delle altre parti in causa, dire che questo scudetto se lo merita soprattutto Simone Inzaghi, che secondo me sta dimostando delle capacità e una bravura che hanno pochi eguali tra gli allenatori in circolazione) meriti veramente di portare a casa il risultato finale, che sarebbe poi la vittoria dello scudetto. Poi al di là della giusta scaramanzia, è indubbio che sia ancora presto per potere dare qualsiasi risultato come acquisito, tanto più che siamo alla vigilia di una sfida importantissima a Madrid in casa dell'Atletico (occhio però alla partita di campionato contro il Genoa di lunedì prossimo), ma resta il fatto che stiamo veramente facendo delle cose eccezionali e che dobbiamo considerare a tutti gli effetti in questo senso anche la vittoria casalinga contro l'Atalanta nell'ultimo turno. Atalanta che veniva da quattro vittorie e un pareggio con il Milan a Milano nelle cinque partite che hanno preceduto questo match, con numeri significativi a livello realizzativo, e che abbiamo letteralmente annichilito, dominandola in ogni zona del campo, come indicano i goal, le occasioni e i dati statistici. Basti pensare solo a questo: l'Atalanta ha tirato nella luce della porta una sola volta in 95 minuti di gioco... Migliore in campo? Condivido ancora il giudizio di Luciano. Lautaro Martinez non solo segna un goal spettacoloso, ma è straordinario per come vede il gioco e per come è nei fatti l'autentico trascinatore di una squadra che dopo avere sofferto un po' per venti minuti, si è poi imposta in maniera netta sull'avversario.
“Chi non risica non rosica”: Lecce – Inter 0-4
Considerando l'undici titolare, facendo ricorso alle presenze, al minutaggio, soprattutto alle presenze nelle partite cruciali, contro il Lecce nel primo tempo avevamo in campo solo tre titolari: Mkhitaryan, Dimarco, Lautaro Martinez. Praticamente Inzaghi ha affrontato una trasferta comunque pericolosa con una difesa composta interamente da seconde linee (portiere compreso), con il centrocampo senza due titolari su tre, con un esterno titolare su due e un attaccante su due. Giustamente prima della partita c'era qualche preoccupazione, che è rimasta anche dopo il primo tempo (chiuso peraltro in vantaggio per una rete a zero) in cui per dirla con le parole di Fabio Capello "si è visto che l'undici nerazzurro non aveva i soliti automatismi", ma nella ripresa, dopo che il Lecce ha avuto la palla per pareggiare, in due minuti abbiamo confezionato la svolta e fatto due goal (Frattesi, doppietta di Lautaro Martinez). A questo punto la partita è finita e i timori si sono squagliati definitivamente. Spazio ai cambi, a qualche buona iniziativa dei salentini, al quattro a zero di de Vrij che fissa il punteggio definitivo. Giudizi molto positivi per Bisseck, de Vrij, Alexis Sanchez, ovviamente Lautaro Martinez. Report giovanili sulle sfide degli Under 15 e degli Under 16 contro i pari età del Lecco. Sempre nel merito delle squadre del settore giovanile, da notare che la Primavera, l'Under 16 e l'Under 15 in questo momento occupano la prima posizione in classifica; l'Under 18 è seconda, ma può arrivare in vetta se vince il recupero con il Bologna; solo l'Under 17, seconda ma a 12 punti dal Milan, mostra avere evidentemente dei problemi...
Sei bellissima… aaa! Inter – Salernitana 4-0
Non ci sono più parole per descrivere le emozioni che questa squadra sta regolando ai suoi sostenitori e in genere agli appassionati di calcio. Il cammino è ancora lungo e arduo, pieno di insidie e di difficoltà, ma le gioie che ha regalato finora questa squadra rendono già da ora questa stagione indimenticabile (se non addirittura irripetibile). Non si tratta solo di un fatto puramente numerico (risultati, goal fatti, goal subiti, clean sheet...): questa squadra ci ha quasi sempre deliziati con un gioco spettacolare, irrefrenabile, esaltante. La partita contro una Salernitana venuta a San Siro a giocarsi le residue possibilità di salvezza è stata una sintesi tra bellezza ed efficacia: il massimo che si possa raggiungere nel calcio. Qualcosa di difficilissimo da ottenere. Si potrà giustamente obiettare che l'avversario non era il massimo, ma quando la nostra condizione è al top, per gli avversari restano solo scelte perigliose (infittire il centro area e lasciare scoperte le fasce o presidiare le fasce, ma qui dare spazio all'abilità nello stretto e nell'uno-due che contraddistingue i nostri) e possiamo citare in questo senso il secondo tempo di Roma, il derby d'andata, il tre a zero in trasferta al Napoli, il due a zero in trasferta alla Lazio, il quattro a zero alla Fiorentina, ecc. ecc. Altri due fattori determinanti: 1. La "liquidità" della squadra (quasi nessuno tiene una posizione fissa, c'è uno scambio continuo di ruoli e di posizioni spettacolare, perché gli avversari si vedono arrivare i nostri da ogni posizione, anche a sorpresa) che è chairamente legata alla grande qualità e grande gamba dei nostri giocatori; 2. Giochiamo molto meglio quando non ci sono prestazioni infrasettimanali. Questo vale ovviamente per tutti ed è uno dei punti da considerare nel prossimo futuro, dove avremo un ciclo di partite ravvicinate e di grande spessore... Campionato Primavera: due a uno per i ragazzi di Chivu contro i pari età del Monza. Aver fatto risultato piano e avere aumentato il vantaggio su Milan e Torino, entrambe sconfitto, è un dato veramente molto importante e segno della capacità di soffrire di una squadra che sembra un po' stanca e un po' spenta in alcuni degli uomini chiave (al netto degli assenti). Sugli scudi Mosconi, sotto età di due anni, autore del goal decisivo. Come struttura e rapidità di calcio, fatte le debite proporzioni, ricorda un po'... Lautaro.
Bruttini ma buonissimi: Fiorentina – Inter 0-1
Perché le cose si volgessero al meglio per i nostri non bastava il gradito inciampo della Juventus (che aveva una partita "facile", ma nel nostro difficilissimo campionato sono spesso proprio le partite facili a tradire, anche se nella stagione in corso la nostra marcia regolare e quella dei bianconeri hanno un po' limitato questo fenomeno...) ma era necessario che noi facessimmo quella che, nelle condizioni date, si può definire come un'impresa. Abbiamo portato a casa una partita anomala, anche nelle sofferenze (stranamente abbiamo sofferte più le palle alte che le giocaate rasoterra), contro una squadra forte e competitiva che mister Italiano ha messo in campo con gli accorgimenti giusti per mettere in difficoltà il nostro schieramento. Inzaghi ha risposto con la soluzione Carlos Augusto in risposta all'attacco a tre di Italiano (con due giocatori molto larghi apriva la nostra difesa, l'assenza iniziale di Acerbi favoriva il rilancio lungo, con pella alte sul centro dell'area dove Nzola creava continuamente difficoltà), ma l'assenza dei due centrocampisti titolari e di Dimarco ha sicuramente tolto qualcosa alla nostra capacità offensiva e di ripartenza (senza nulla togliere alla positiva prestazione dei sostituti). Ampio spazio alle nostre selezioni giovanili. Partiamo dall'Under 19 che ha pareggiato zero a zero in casa del Torino (occasioni da goal poche da entrambe le parti, a conferma dell'equilibrio che regnava in campo). Due a zero invece il risultato per l'Under 17 di mister Polenghi contro il Lecco che prima di questa partita era terzo in classifica e ci precedeva di due punti. Doppietta di Mancuso. Due parate strepitose del nostro portiere Michielan. L'Under 15 batte quattro a zero i pari età del Brescia. Qui risultato mai in discussione. Doppiette di Dade e Salviato. Un solo imperativo per questo gruppo: giocarsela fino alla fine per il titolo. Inter - Brescia Under 16 finisce tre a te. Reti di Stefani, Carrara e Suppa. Una partita rocambolesca contro una buona squadra come il Brescia che è in piena lotta per un posto nei play off e che possiede almeno tre giocatori di livello superiore (Badra, Pedretti, Quaggia). L'Under 18, infine, vince quattro a zero contro l'Hellas Verona. A segno Zarate, due volte Della Mora e Spinaccè. Sugli scudi De Pieri, fuori categoria nell'Under 18, e Mosconi.
Una partita, tante conferme. Non tutte positive: Inter – Napoli 1-0
Una partita con tante conferme, non tutte positive, ma che soprattutto vale l'ennesimo titulo. Un titulo, la Supercoppa, portata a casa contro una squadra che in campionato ha venti punti di ritardo dopo un solo girone e che mancava di alcuni dei suoi uomini migliori (Osimhen, Zielinski, Mario Rui, Anguissa, Meret) e sulla cui panchina c'era un allenatore che veniva da una lunga e infruttuosa esperienza con noi, al termine della quale il "divorzio" era stato salutato da tutti come una vera liberazione (ma nel merito sarà bene andarsi a rivedere i nomi dei componenti della nostra rosa per la stagione 2014/2015...). In realtà, tuttavia, come abbiamo visto, Walter Mazzarri è un allenatore piuttosto bravo nell'ottenere il massimo possibile da una squadra modesta. Non è un pivello e per questo, consapevole della inferiorità sul piano tecnico, ha saputo ridurre le differenze accorciando la squadra, facendola restare compatta nella propria metà campo e cercando di vincere i duelli individuali con gli attaccanti negli spazi. Un gioco di rimessa funzionale e che noi soffriamo particolarmente. Tra le conferme negative c'è infatti che abbiamo difficoltà ad affrontare difese compatte e fitte, così come il fatto che quando dobbiamo giocare gare ravvicinate la qualità della nostra prestazione scade. Ma il nostro allenatore ha saputo trovare a livello tattico le giuste contrarie (aiutato anche dall'espulsione del Cholito). Tra le conferme positive, quindi, prima di tutto la solidità del gruppo, solidità e consapevolezza della propria forza da parte dei nostri giocatori, quindi la qualità superiore di alcuni anche nel gioco in cui alcuni sono sembrati meno lucidi del solito (al loro top, elevatissimo, Pavard e i sempiterni Mkhitaryan e Lautaro, ma anche i difensovi non hanno avuto sbavature). Soprattutto da sottolineare la crescita di esperienza e consapevolezza proprio di Simone Inzaghi. Bene per la vittoria e per il "titulo", ma le conferme negative ci dicono che la marcia di avvicinamento al fine stagione sarà molto difficile: avremo bisogno di tutti, sperando che i giocatori decisivo non abbiano flessioni, ma anche che alcune seconde linee facciano il salto di qualità definitivo e che Arnautovic e Sanchez riescano a esprimersi su livelli importanti in maniera costante.









