Il sesto anno dell’impero interista: Inter – Parma 2-0

Il campionato si รจ di fatto concluso trionfalmente, con una squadra che, dopo un inizio incerto (tre sconfitte in otto gare, quattro su dodici) ha perso una sola volta, pareggiato pochissimo e inanellato complessivamente 26 vittorie: cinque piรน del Napoli, sette piรน del Milan, otto piรน della Juventus, nove piรน del Como. Ma altri numeri consacrano l'eccezionalitร  della nostra annata: abbiamo segnato 30 gol piรน della seconda e 34 piรน della terza, abbiamo il miglior realizzatore, il migliore uomo assist, la seconda difesa per clean sheet. Il punto di forza del nostro campionato รจ stata la continuitร  delle prestazioni, ma il punto di svolta รจ costituito dalle partite con Roma e Como. I pareggi contro Atalanta e Fiorentina ci avevano fatto perdere quattro punti, riavvicinando le inseguitrici. Anche se sappiamo come quei due pareggi erano arrivati con qualche โ€œaiutinoโ€ per le nostre avversarie. Avevamo assenti importanti, sembravamo in leggera flessione dopo una cavalcata impressionante e ci si presentavano due ostacoli durissimi. Invece abbiamo schiantato la Roma (cinque a due) e abbiamo vinto a Como, dove siamo andati prima addirittura sotto di due goal. Si tratta del terzo scudo in sei anni. Una โ€œmedia scudettoโ€ di uno su due. Sono sei anni che questa squadra fa qualche cosa di eccezionale. Vanno dati meriti ovviamente al nostro allenatore, Chivu (voto alla stagione: nove) ha fatto progredire la squadra mentre, con assoluta intelligenza, imparava e progrediva anche lui. Ha lavorato sulla mente dei giocatori, ma anche sulle situazioni di campo e direi che, a partire dalla dodicesima giornata, l'assetto trovato per la sua 'macchina' era destinato a portarla al traguardo del Gran Premio. Adesso perรฒ la proprietร  รจ chiamata a dargli fiducia e a preparare gli interventi innovativi che riterrร  necessari. Per quanto riguarda la partita contro il Parma, stando alle prestazioni dei singoli, da segnalare un incontenibile Dumfries, in entrambe le fasi; la grande prova di Barella, da un poโ€™ di tempo tornato ai livelli che gli competono; Zielinski; Mkhitaryan, che entra a poco dalla fine e segna il goal che rende certo lo scudetto; Thuram, in questo periodo inarrestabile; Lautaro, che in pochi minuti ribadisce di essere uno dei migliori al mondo. Spazio alle giovanili con i report sulle importanti gare di play-off di Under 15 e Under 16. Gli Under 15 di Solivellas hanno vinto tre a zero contro la Lazio. Reti di Terzuoli, Tudor, Zoumbare. Gli Under 16 di Dellafiore vincono 4-1 contro i pari etร  del Parma. Sugli scudi Pippo Serantoni, autore di una doppietta. Rientrato in campo dopo un brutto โ€œstopโ€, gioca con un caschetto alla Chivu e ha ripreso a segnare piรน di prima.

La tecnica, la fantasia, la “testa”, la forza e l’intensitร : Inter – Roma 5-2

Nelle ultime partite al di lร  dei torti arbitrali, che hanno fatto sembrare numericamente ancora piรน pesante l'indubbia flessione, avevamo visto una squadra scarica psicologicamente e fisicamente. Parecchi elementi erano in difficoltร , giocando ben sotto i loro standard abituali. E i giocatori capaci di rovesciare con la progressione devastante le situazioni di gioco, o erano assenti da tempo, o non sembravano al top. Anche contro la Roma, dopo il primo nostro goal, sembrava potersi venire a ripetere un clichรฉ negativo visto troppe volte. Invece le cose sono andate diversamente. Evidentemente questa volta la condizione fisica era buona e quella mentale ottima: le critiche spesso feroci e interessate, le pressioni di un ambiente calcistico che Chivu ha giustamente definito โ€œtossicoโ€, gli errori arbitrali, non ci avevano depresso ma avevano creato โ€œfameโ€, orgoglio e voglia di reagire con determinazione e qualitร . Dopo lo spettacolare goal di Calhanoglu alla fine del primo tempo, il secondo tempo รจ stato tutto nostro. Abbiamo fatto tre gol e, finchรฉ la partita รจ stata aperta, non ci sono stati interventi decisivi di Sommer, mentre noi abbiamo mancato almeno due altre occasioni nitidissime. Importante sottolineare la preparazione del match da parte di Chivu e come il mister abbia curato gli aspetti comunicativi: corretto, ma fermo in alcune denunce assolutamente necessarie. In campo ha presentato una grande Inter (anche se alla Roma mancavano due elementi fondamentali come Manu Konรฉ e Wesley), in una situazione in cui pochi l'avrebbero considerato possibile, per vari motivi. Adesso รจ necessario mettersi in mente che non si รจ ancora fatto nulla, che questa condizione, questa determinazione feroce, questa compattezza di gruppo e questo orgoglioso senso di appartenenza devono essere mantenuti ancora in tutte le partite che restano, a partire dalla prossima, durissima, a Como. Nessuno ci regalerร  nulla e anzi, se sarร  possibile cercheranno di toglierci ancora qualcosa, con le polemiche mediatiche ed eventualmente con gli errori arbitrali. Perchรฉ nel destino dell'Inter, a partire dagli anni '30 sta scritto che i campionati, se si concludono in volata li perdiamo, chissร  perchรฉ. Lโ€™unica eccezione รจ stata lโ€™anno del triplete. Ma quellโ€™Inter di Mou era un qualcosa di ineguagliabile.

รˆ finita come era cominciata (Genoa – Inter 2-2): Inter – Lazio 2-2

Gli errori decisivi, nel testa a testa finale, pesano in maniera irrimediabile e, come sempre in questi casi, l'Inter li subisce. In questa stagione la storia รจ iniziata a Bologna, con un gol irregolare scaturito da una rimessa irregolare. รˆ proseguita contro la Roma, quando non รจ stato fischiato un clamoroso fallo da rigore su Bisseck. Il ciclo si รจ chiuso con Inter - Lazio, non tanto per il rigore concesso dal... Var ai laziali, quanto per un arbitraggio a senso unico di Chiffi, la cui gemma รจ stato il rigore negato ancora su Bisseck. C'era il rigorino di Bisseck, c'era il rigorone su Bisseck, prima trattenuto, poi spinto a terra da dietro con entrambe le mani mentre si apprestava a calciare in porta. Detto questo รจ indubbio che lottare su tutti i fronti, per provare davvero a vincere, comporta necessariamente l'impossibilitร  di esprimersi sempre al top, situazione che si puรฒ fronteggiare solo se hai una potenza tecnico atletica nettamente superiore a tutti. In particolare fare una CL come l'abbiamo giocata noi, con le forze di cui disponevamo, ci ha portato inevitabilmente a perdere punti in campionato. Credo che questo fosse anche preventivato e il fatto che comunque si arrivi all'ultima giornata a un punto dalla prima, dopo aver subito errori arbitrali determinanti, mentre il Napoli a Lecce, per esempio, ha avuto un clamoroso regalo, dimostra che il calcolo era azzardato sรฌ, ma non sbagliato. Se siamo in finale di CL e a un punto dalla prima all'ultima giornata, perรฒ significa due cose: che la squadra ha dato tutto, piรน del prevedibile e che la proprietร  รจ la vera e unica responsabile (oltre all'AIA e alla Federazione) di quanto accaduto. Bastava prendere un attaccante forte e oggi saremmo campioni d'Italia, oltre a essere in finale di CL. Nonostante gli arbitri. Ma ci sono almeno due altri fattori da valutare: il tipo di gioco praticato da Inzaghi e gli elementi determinanti a livello psicologico, anche inconsapevolmente. Cosรฌ come, stupenda la stagione della squadra, superiori ai limiti oggettivi del gruppo, รจ da rivolgere โ€“ senza nessuna retorica e senza nessun intento provocatorio โ€“ una domanda anche al mister: non si contano i punti persi in vantaggio, facendosi recuperare, davvero non รจ stato possibile trovare nessun rimedio?

Arrivederci, scudetto: Inter – Roma 0-1

Che non fosse la nostra annata, almeno per lo scudo, lo si era capito sin dalle prime giornate, con una difesa colabrodo e con i punti buttati un po' ovunque, a cominciare da Genova, proprio nella giornata d'esordio. La forza oggettiva della squadra, quando ha tutti gli uomini e i migliori sono in condizione, ci ha permesso di superare queste disavventure e riconquistare la testa della classifica. E ci ha fatto illudere, anche se non siamo mai caduti nella trappola incensatoria dei giornalisti prezzolati e interessati. La questione era semplicissima: il campionato italiano, piaccia o non piaccia, รจ diverso dagli altri. Tranne rarissime eccezioni, lo si vince lottando sino alla fine, in tutte le partite e quando si รจ sul filo del rasoio diventa determinante non avere buttato punti nei momenti in cui eri al meglio e stavi amministrando le gare. Genoa, Monza, Juve, Bologna, Napoli, Parma: troppe volte avevamo la partita in pugno e ci siamo fatti rimontare per cali di tensione (anche comprensibili visti gli impegni e la rosa, non รจ questo il punto)โ€ฆ Nel post il racconto della partita contro la Roma. La Roma del โ€œdifensivista biecoโ€ Ranieri contro cui la diversitร  di condizione atletica รจ apparsa evidente: erano loro ad avere le energie per pressarci alti, i giallorossi schieravano persino due punte vere e un quinto offensivo come Soulรฉ... Quindi considerazioni sulla composizione della nostra rosa attuale e anche in proiezione โ€œfuturaโ€, fermo restando che adesso la prioritร  รจ concludere bene la stagione e in particolare cercare di fare bene in semifinale di Champions contro il Barcellona, detto che il campionato a questo punto appare essere definitivamente sfumato. Ci sono poi dei riferimenti di carattere storico cui guardare e da cui cercare di trarre degli insegnamenti, detto che la parabola di questa squadra โ€“ ci auguriamo che ovviamente il finale possa essere differente โ€“ ricorda quella dellโ€™Inter di Helenio Herrera del 1966/1967. Allora avevamo condotto il campionato sempre in testa, dalla prima alla penultima giornata e avevamo dominato in Europa, dove ci restava solo lโ€™ultimo step, sulla carta il piรน agevole, contro il Celtic Glasgow. Ma eravamo arrivati al momento decisivo della stagione con la squadra sfinita, incapace di battere un Napoli modesto a San Siro, alla penultima, e di segnare un solo gol a Mantova, contro i locali giร  retrocessiโ€ฆ La clamorosa flessione psico-fisica sarร  poi confermata nella finale in Portogallo, contro il Celtic, aiutata anche lรฌ dal fattore โ€œassenzeโ€: mancava infatti il โ€œleader maximoโ€ Luisito Suarez. Augurandoci che le cose possano andare diversamente, per il futuro ci viene ancora in soccorso il confronto con lโ€™Inter di HH che perse tutto allโ€™ultima giornata. Allora si decise di rifondare, vennero presi 10 giocatori nuovi, ma 10 giocatori in un colpo, per motivi finanziari, non potevano che essere mediocri. Si dovettero aspettare 5 anni per rivincere e fu comunque possibile solo grazie all'apporto dei leader storici: i difensori, Corso trasformato in regista, Mazzola e Boninsegna. Attenzione quindi a come bisognerร  muoversi, consapevoli che per ovvie ragioni gli interventi importanti potranno essere pochi. Non potremo permetterci di sbagliare.

Arrivederci Rom(elu): Inter – Roma 1-0

La partita con la Roma era ricca di significati. C'era infatti un motivo emozionale, legato al ritorno di Lukaku a San Siro dopo il grande "tradimento". C'era il ritorno di Mou, c'era la presenza di altri ex, c'erano nella Roma ex milanisti come El Shaarawy e Cristante. C'era la necessitร  psicologica di rispondere alla Juventus, che ci aveva temporaneamente scavalcati al primo posto. C'erano soprattutto dei motivi e delle pressioni piรน decisamente di natura tecnico-tattica: l'opportunitร  di guadagnare punti; l'esigenza di dare conferma della buona condizione; l'esigenza di capitalizzare al massimo questo periodo di buona condizione; l'occasione per confermare quanto si sostiene circa la presunta disponibilitร  di due squadre di pari valore. Abbiamo ottenuto una grande vittoria e confermato un paio di cose che sembrano certe, anche dopo i passi falsi contro Bologna e Sassuolo, cioรจ che il gruppo รจ forte e che la squadra sembra al momento fare tesoro dell'esperienza passata e avere rtovato un migliore equilbrio. Sugli scudi Acerbi, che annulla completamente Lukaku; Chalanoglu; Asllani; Dimarco; Marcus Thuram, non solo per il goal, quando brucia sul tempo il suo marcatore e insacca con freddezza. Nel post il report sulla gara della Primavera, che vince tre a due in casa del Bologna, e i risultati delle altre giovanili con l'aggiornamento last-minute sulla partita dell'Under 18. Ottime notizie da Parma, dove Kevin Zefi, infatti, ha mantenuto la parola: non solo ha giocato ma anche segnato una doppietta decisiva per il nostro 3-2 finale. Se davvero il giocatore rimarrร  in nerazzurro, potrebbe rivelarsi un grande colpo di prospettiva non molto lontana.

L’orgoglio di aver vinto un grande campionato: Inter – Roma 3-1

Contro la Roma siamo stati avvantaggiati da due fattori: la serena determinazione messa in campo e l'atteggiamento tattico squilibrato della squadra allenata da Fonseca. Quando giochi contro questa Inter e accetti di giocartela in campo aperto, devi essere una grandissima squadra per sperare di spuntarla. Persino quanto l'Inter schiera diverse seconde linee anche nei ruoli chiave. E questo รจ un grande merito di Conte. Abbiamo sofferto l'avversario un po' solo nei primi 20' del secondo tempo, ma avremmo potuto fare almeno 5-6 goal. Di sicuro piรน di loro. Resta un campionato di altissimo livello internazionale e nel quale l'incertezza che regna in ogni partita produce un logorio psicofisico tale da giustificare ampiamente le difficoltร  delle nostre big in Europa. Nessuna nostra squadra puรฒ permettersi di panchinare, in una semifinale di CL, giocatori per un valore di circa un miliardo, mettendone in campo - ovviamente - di piรน forti e costosi. Non abbiamo battuto squadrette nel corso di questo campionato tuttavia: abbiamo compiuto una autentica impresa. Strepitosa. E ripetersi sarร  tutt'altro che semplice. Le questioni aperte sono tante. Intanto arriva la settimana di Juventus - Inter. Una sfida per forza di cose molto sentite. Questa Juventus ha una squadra molto forte e non inferiore alla nostra in linea teorica. Per vincere sarร  necessario che i tre centrocampisti e magari uno degli attaccanti si sdoppino con i tempi giusti, con il massimo di determinazione e spirito di sacrificio. Ma non sarร  facile: una decisione arbitrale o una giocata di un fuoriclasse potranno determinare il risultato o almeno l'andamento del match.

I due modi di “leggere” il calcio: Inter – Roma 0-0

Quando non vince nessuno, contano i numeri, non dei goal, che non ci sono, ma delle situazioni importanti di gioco che si sono create. Si puรฒ sostenere dunque che il pareggio sia giusto, perchรฉ molti dati ufficiali indiscutibili sono a nostro favore, ma se non abbiamo segnato, abbiamo evidentemente delle "responsabilitร ": la partita รจ stata infatti nelle nostre mani, hanno giganteggiato i tre difensori centrali, abbiamo dimostrato grande compattezza e soliditร , ma abbiamo purtroppo avuto poca luciditร  in fase difensiva. In virtรน della sconfitta della Juventus contro la Lazio, confermiamo il primato e restiamo in vetta alla classifica. Ma restiamo con i piedi per terra. La stessa vittoria della Lazio puรฒ essere vista da una prospettiva diversa: abbiamo mantenuto il primato, ma allo stesso tempo la Lazio adesso si propone con forza tra le migliori squadre del campionato e riduce il nostro vantaggio nei loro confronti. In prospettiva futura sarร  bene guardare avanti (anche se... non c'รจ nessuno) ma anche dietro e tenere d'occhio le inseguitrici.

Un’Inter stoica batte la Spal e centra il primo posto in classifica: Inter – Spal 2-1

Dopo la vittoria contro la Spal e il pareggio della Juventus contro il Sassuolo, l'Inter sale al primo posto in classifica con un punto sui bianconeri e +7 sulla Lazio. Ancora decisivo contro la Spal, Lautaro Martinez (autore di una doppietta), ma vanno registrate le prestazioni "monstre" di Marcelo Brozovic e Romelu Lukaku, i due giocatori che hanno preso per mano la squadra dopo una flessione a inizio del secondo tempo, quando i ferraresi accorciavano il risultato con una giocata individuale di Valoti. Abbiamo fatto 37 punti su 42 disponibili; vinto 12 partite su 14; abbiamo segnato 31 goal e ne abbiamo subiti solo 13. In classifica abbiamo in prospettiva qualificazione alla prossima edizione della Champions League, uno stacco importante su avversarie quotate come Roma (+9), Atalanta (+12), Napoli (+17). Tutti segnali confortanti alla vigilia di Inter - Roma, la prima di una serie di sfide contro le "big" che da qui alla fine del girone di andata, ci vedrร  affrontare Napoli e Atalanta. Oltre che il Barcellona nella sfida decisiva per il passaggio della fase a gironi di Champions.