Il gioco del Como, i punti dell’Inter: Como – Inter 3-4

Foto: Marcus Thuram e Denzel Dumfries. Entrambi autori di una doppietta nell’ultima sfida di campionato contro il Como.

Nessun timore, non è una riedizione stantia del conflitto ideologico tra “risultatisti” e “giochisti”.

Questa volta il gioco del Como ha entusiasmato anche me.

Sicuramente siamo di fronte alla più europea tra le nostre squadre.

Dove ‘europea’ non è da mettersi in relazione alla tattica o al modulo, quanto alla capacità di sviluppare ritmo aggressività e intensità per gran parte della partita.

In realtà il modulo un pochino c’entra, perché il 352 impone in una certa misura di scegliere giocatori più di gamba che di ritmo.

Questo anche se l’Inter di Inzaghi quando era più forte, quindi nella maggioranza delle partite, tendeva a pressare alta e a essere dominante.

Quando però si incontravano avversari che avevano la stessa intenzione ed avevano più campioni (Arsenal, Chelsea, Psg, Barça…) anche l’Inter di Simone sembrava… risultatista.

Bisogna dire la verità: nel primo tempo il Como ci ha addirittura annichilito, almeno sul piano… formale.

Il primo tiro in porta nostro è venuto al 46′ (il gol) ma fino ad allora non ci avevano letteralmente lasciato giocare.

L’xG del primo tempo era il più avvilente che io abbia mai letto: 0,4.

Nel secondo tempo siamo riusciti ad uscire qualche volta in più, il loro pressing è stato un po’ meno asfissiante, forse.

Diciamo che forse anche i cambi ci hanno dato un po’ più di vigore, ma loro nel finale quando dovevano recuperare hanno mostrato di avere ancora energie da spendere.

In realtà io mi ero… convertito al gioco ‘europeo’ (cioe di alcune grandi squadre europee piene di campioni, perché le altre giocano come possono, vero Bodo?), al punto che non mi interessava aver perso qualche titolo, ricevendo in cambio la catena di soddisfazioni costituita da tante partite stagionali giocate in modo spettacolare.

Anche perché sapevo che i tituli non erano stati ‘persi’ per colpa del gioco scelto, ma a causa dell’inadeguatezza della rosa in rapporto alla volontà di giocarsi fino in fondo tutte le competizioni.

Resto dell’idea che quel tipo di gioco prosciughi sul piano delle energie fisiche ma più ancora mentali, per cui la difficoltà sta nell’avere una rosa con 27-28 giocatori, non tutti campioni, ovviamente, ma tutti di ottimo livello e con le stesse caratteristiche.

Il Como forse ha un solo fuoriclasse, ma ha tantissimi giocatori dello stesso (buon) livello, per cui che giochi l’uno  o l’altro è quasi ininfluente.

Non penso neppure che il problema di fondo sia che noi abbiamo una rosa troppo vecchia.

Il centrale resta il più affidabile tra i centrali che abbiamo pur essendo un trentasettenne ed essendoci in rosa anche difensori abbastanza giovani, a centrocampo solo Barella è un giocatore di ritmo e intensità: gli altri, da Calha a Miki, da Ziello a  Sucic sono palleggiatori, che non hanno mai avuto nelle loro corde ritmo e intensità.

Gli esterni, o riesci a chiudere gli avversari nella loro area per tutta la partita o, essendo gli unici a presidiare stabilmente la fascia devono essere per necessità centometristi e non scattisti.

Lo stesso Bastoni con il gioco di sganciamenti che gli consentiva Simone  era molto più efficace che se deve restare dietro in marcatura su un’aletta veloce.

Invece, se può costringere l’aletta ad abbassarsi, poi la recupera nello spazio, in caso di ripartenza della stessa.

Tra le punte, stesso discorso per Thuram, mentre a Pio mancano sia la progressione sia la rapidità.

Tra i giocatori attuali sono pochissimi quelli che potrebbero affermarsi pienamente in una squadra che voglia pressare alta per novanta minuti.

Per esempio, se ci riesci, allora anche Pio può essere risolutivo per la sua ‘presenza’ in area, mentre se punti sulle verticalizzazioni, lui può essere determinante solo come centravanti boa.

Ma devi riuscirci a fare le verticalizzazioni, altrimenti lui diventa inutile.

Come nel primo tempo col Como

A differenza di alcuni amici che scrivono qui, io sono un grande ammiratore di Chivu e non solo perché lo conosco e lo considero un uomo eccezionale.

Chivu è solo in apparenza un esordiente: in realtà ha preso un’Inter che conosceva benissimo e di cui sapeva limiti e pregi e ha scelto l’unico modo di giocare che poteva essere produttivo.

Inoltre ha una dote che molti allenatori non avranno mai: sa conquistarsi una vera leadership nello spogliatoio.

Se ci atteniamo ai risultati, l’Inter ha perso entrambe le partite col Milan che giocava ‘alla sperindio’ ha vinto entrambe le partite contro il Como dal gioco europeo e gli ha segnato 8 gol in due partite.

Detto questo, io ho davvero cambiato idea: sogno un’Inter aggressiva e dominante, che mi diverta molto spesso a prescindere dai titoli vinti, che comunque  sarebbero numerosi se avessimo la possibilità di praticare bene quel gioco.

Ma, e lo dico senza polemica, per pura curiosità, sarei appunto desideroso di vedere il Como in Europa, contro PSG, Arsenal, Barcellona: squadre che vogliono anche loro imporre il gioco, ma hanno tutti giocatori con le caratteristiche necessarie e molti più campioni rispetto ai lariani.

In una certa misura ci è riuscita l’Atalanta di Gasp, dunque non è impossibile e forse potrebbe riuscirci anche il Como di Cesc.

C’è poi un altro fattore secondo me da considerare.

La partita con la Roma ci aveva un po’ illuso sulla ritrovata brillantezza: l’Inter non è più la squadra delle 15 vittorie consecutive (se non sbaglio).

Sono convinto che la squadra di novembre e con Lautaro non avrebbe giocato un tempo intero senza riuscire in una sola ripartenza (la prima… al 46′) e anche Cesc avrebbe dovuto tenerne conto.

Secondo me la partita pone a proprietà e dirigenza una domanda seria:

  • continuiamo a costruire una squadra con centrocampo di palleggiatori e tutti gli altri elementi di forza e di corsa lunga, visto che questo almeno in Italia sembra pagare e visto che in questo caso ci sono meno avventure da correre,
  • oppure viriamo progressivamente in direzione di una squadra che cerchi la cosiddetta dimensione europea, sapendo che sarà un percorso dispendioso (puoi avere anche 25 giocatori che corrono come dannati e pressano alti per 120′, ma se non sanno anche giocare a calcio a ottimi livelli, non puoi nutrire ambizioni).

Penso che valga la pena introdurre qualche alternativa che vada in una direzione diversa, continuando però in un percorso che, con le opportune modifiche, mi appare più rassicurante rispetto alla ‘rivoluzione’.

La partita

In realtà, se andiamo a guardare le occasioni da gol anche nel primo tempo la pressione straordinaria del Como non ha prodotto moltissimo.

Fino al 35° nessuna vera occasione. Il Como è più insidioso e soprattutto noi fatichiamo moltissimo a ‘uscire’

Per la pressione avversaria, ma anche perché sbagliamo qualche  palleggio di troppo e la misura di qualche  verticalizzazione abbastanza agevole.

Senza incolpare Pio, che ha altre caratteristiche, si sente molto l’assenza di Lauti che ha nelle sue corde la capacità di tornare a cucire il gioco, per poi presentarsi in area a concludere.

Al 36′ l’azione del loro primo gol: la marcatura su Paz è troppo ‘molle’.

Sulla conclusione del comasco poi Sommer devia la palla centralmente.

Non so, sinceramente se si poteva spingerla di lato o più lontano, ma è certo che non si tratta del primo gol preso su respinta corta del portiere.

L’Inter non ci sta e finalmente riesce a presentarsi in avanti.

Passano solo due minuti e su angolo Dumfries di testa colpisce il palo.

Al 45′ accade una cosa incredibile su un campo di Serie A: lungo rilancio del portiere con l’Inter tutta sbilanciata in avanti.

La palla giunge a Paz, marcato da un solo uomo e a… rispettosa distanza.

Facile per l’argentino evitare il ritorno di Bastoni e infilare nell’angolo lungo.

Ma un minuto dopo ecco la svolta del match: bella azione di Barella (tra i migliori dei nostri) e cross perfetto per Thuram che anticipa il difensore e insacca, colpendo la palla nell’unico modo possibile.

Chivu si era accorto di quel che non andava e consultava nervosamente il cronometro  prima del loro raddoppio: aspettava l’intervallo per i contro accorgimenti: il 2-0 sembrava aver compromesso il tutto, ma il gol in pieno recupero lasciava invece il match del tutto aperto

Nell’intervallo fuori Bastoni per Carlos, più concentrato nella marcatura e reattivo atleticamente.

Passano 4 minuti e ancora Barella si produce in un lancio fantastico: con il portiere in uscita, Thuram anticipa il suo marcatore e con un pallonetto di misura perfetta realizza il pareggio.

Il Como prova a riportarsi sotto, ma ottiene solo un paio di conclusioni, murate dalla difesa l’una, Agevolmente bloccata da Sommer, l’altra.

Ma l’Inter adesso ha una diversa garra.

Sucic, entrato per il cartellinato Ziello, ottiene una punizione: Calha cerca la testa di Dumfries e l’olandese non perdona.

Adesso la partita è più aperta.

Il Como prova un’offensiva ma il tiro di Baturina finisce a lato, non di molto.

L’Inter però finalmente riesce ad andare negli spazi che si aprono ed è ancora Thuram a presentarsi alla conclusione, sfortunatamente deviata da… Akanji.

Al 24′ rischiamo la beffa: LH sbaglia un passaggio, servendo Baturina, Calha spende il giallo per fermare il croato e sulla punizione conseguente, Sommer compie un buon intervento, sventando la minaccia.

Ma l’Inter adesso, anche se in vantaggio, continua a ‘uscire’, finalmente con continuità e tre minuti dopo  ancora su un piazzato di Calha, c’è la sponda di Akamji per Dumfries che porta a quattro le nostre reti.

La partita si innervosisce, il Como tenta il tutto per tutto e le ammonizioni fioccano.

I lariani non riescono a costruire vere occasioni quando, a 2 dal termine, sulla riga dell’area, Paz arriva in ritardo e colpisce Bonny.

L’arbitro assegna… una punizione per il Como, ma viene richiamato al Var, non per ricontrollare l’azione, ma solo per controllare il punto del contrasto.

Rigore e gol che poteva decidere il campionato, come del resto gli altri episodi a nostro danno verificatisi nelle ultime partite.

Qui c’è una considerazione da fare: l’obiettivo del Var è quello di ridurre gli errori e non di implementarli come avviene se si dà a quegli operatori la possibilità di sommare i loro errori a quelli della terna.

Il giochino è semplice e sta tutto racchiuso in questa frase; il Var non segnala all’arbitro le situazioni in cui ritiene che il direttore abbia valutato in buona posizione ‘visiva’.

Allora se vuoi colpire una quadra, sostieni che l’arbitro non era in buona posizione per decidere se il ‘fallo’ era dentro o fuori area, mentre affermi che era in ottima posizione per vedere un fallo che… non c’è stato.

Ancora una volta è l’eccesso di discrezionalità che distingue il calcio dagli altri sport e consente di indirizzare le partite, quando non addirittura di deciderle.

Prima c’era la discrezionalità dell’arbitro, adesso a quella si somma la discrezionalità attribuita al Var.

Comunque per fortuna in questa occasione la… somma delle due sviste non ha inciso, come invece era accaduto in altre partite.

Le statistiche

Mai come questa volta i numeri sono poco significativi, direi una pura curiosità.

Questo perché l’andamento del match è stato chiarissimo: soprattutto grazie al primo tempo, i dati statistici quantitativi premiano il Como, mentre i nostri  riescono a riequilibrare la situazione grazie ad alcuni indicatori qualitativi.

Cominciamo con il possesso palla che risulta nettamente a loro favore: 59 a 41.

Stessa situazione per i tiri verso la porta (25 a 8).

Ma il dato tende a riequilibrarsi se si considerano le conclusioni finite nello specchio della porta (8 a 5 per loro) e si rovesciano se si considera la percentuale di precisione nei tiri: 62% noi e 32% loro.

Un dato clamoroso è quello dei tiri che abbiamo concesso da dentro l’area: ben 17, una cifra assolutamente anomala per noi.

La loro supremazia emerge anche dal dato sugli xG, 2,33 a 0,97 per loro.

Non vorrei sbagliare, ma credo che in campionato non sia mai successo che noi facessimo peggio degli avversari, per questo indicatore.

Ovviamente loro si sono passati la palla un centinaio di volte più di noi, ma soprattutto sono stati parecchio più precisi nei passaggi: 88% contro 82%

Credo che questo dato sia in parte spiegabile con il maggior possesso palla, ma in parte anche perché, con qualche eccezione (il loro secondo gol, per esempio) noi abbiamo cercato di più la verticalizzazione

Per il resto, 2 assist per noi e uno per loro, leggera prevalenza lariana per numero di cross riusciti.

Loro hanno percorso102 km, noi 105.

Per i km allo sprint però prevalgono loro, sia pur  di poco, circa 200 metri complessivi.

Meglio loro nelle palle recuperate (41 a 37) ma prevalenza nostra netta nei tackle vinti (9 a 2).

A livello individuale Paz ha tirato in porta più di tutti (3), Calha è primo per tackle vinti e precede  Perrone per accuratezza dei passaggi.

I due centrocampisti  hanno percorso gli stessi km (10): per il 40% di questi entrambi hanno camminato, ma Calha 40% di corsa contro 30, ma Perrone 30% contro 20 allo sprint.

Questo confronto per quanto limitato mi è sembrato interessante, considerata qualche voce che circola su un presunto nostro interessamento per il comasco.

Le pagelle

Sommer:

ho letto giudizi drastici (l’Inter vince giocando in 10) ma anche assoluzioni generose.

Per me qualche responsabilità almeno sul primo gol il portiere ce l’ha, ma ce l’hanno anche i difensori con le marcature… blande

6-

Akanji:

lo ripeto, per me da centrale rende molto meno.

Da braccetto copre bene sul suo uomo, chiude con le diagonali e quando avanza crea pericoli (un gol e il blocco per Dumfries che vale un assist)

6.5

Acerbi:

questa volta fatica un po’ anche se Douvikas, insidiosi, viene di fatto quasi annullato.

Però quando la difesa viene attaccata in velocità resta un po’ a disagio

6-

Bastoni:

forse la prima prova insufficiente da quando è all’Inter.

Anche per la scarsa copertura di Dimarco, viene preso spesso in mezzo tra Paz e Diao.

Pure  Ziello, da quella parte non è proprio un fulmine di guerra.

“Basto” comunque si vede poco anche in fase di spinta.

5

Carlos Augusto:

giocatore importante, che conferma la sua utilità anche in questa occasione difficile .

Raramente va oltre il 7, ma quasi mai sotto il sei.

E’ un giocatore completo, solido, con personalità  e con piedi non disprezzabili.

6.5

Dumfries:

si dice che sia un giocatore importante per il nostro campionato, dove il tasso tecnico è basso e basta la potenza per fare la differenza.

A me sembra che sia fondamentale anche nella sua nazionale e credo che effettivamente diverse squadre della mitica Inghilterra lo cerchino.

All’Inter è migliorato molto anche nella fase difensiva, come mostra il suo clamoroso doppio salvataggio in recupero

8

Barella:

per me Bare è un intoccabile.

Si era già visto con la Nazionale doveva era stato sostituito tra l’incredulità generale… o almeno mia.

Contro la Roma ha confermato di essere tornato al top e a Como oltre a buone giocare (due assist) è l’unico centrocampista che risponde alla frenesia dei cc comaschi.

7.5

(Miki:

Nulla di trascendentale, nel poco tempo disponibile, ma offre la conferma del fatto che le caratteristiche non si perdono di colpo.

Sul piano dell’intensità lui è ancora superiore al più giovane Ziello.

sv.)

Calahanoglu:

Mah, ho letto che non sarebbe al top e si vedrebbe.

A me sembra comunque un perno fondamentale anche se ovviamente quando il centrocampo viene preso d’infilata da tanti giocatori anche lui fatica.

Mi sembra ragionevole pensare che se andrà a fine stagione, ma sarà dura sostituirlo.

Perrone per esempio mi sembra un buonissimo giocatore, con margini di miglioramento, ma non credo che abbia la sua capacità di essere determinante.

6.5

Zielinski:

viene preso in mezzo da avversari molto più rapidi e non riesce nel consueto lavoro di chiusura delle linee di passaggio, pulizia dei palloni riconquistati e avvio delle ripartenza.

5

(Sucic:

Conferma di essere un giocatore con buone qualità tecniche ma per giocare in una squadra ambiziosa serve una crescita in personalità, agonismo, determinazione.

6-)

Dimarco:

non riesce a incidere come d’abitudine in fase di spinta e lascia qualche spazio scoperto in copertura.

In generale è tutto il lato sinistro della nostra difesa a non convincere.

5.5

(Luis Henrique:

quando entra non c’è più bisogno di spingere molto, ma serve un elemento che contenga, si proponga per lo scarico e giochi la palla con pulizia.

Qualche incertezza – grave quella su Baturina – conferma che non è pronto per certi palcoscenici, anche se io lo ritengo comunque un discreto esterno.

5.5)

Thuram:

trasformato rispetto a qualche tempo fa.

Mette in crisi la difesa lariana un po’ allegra (era la meno battuta del campionato, forse perché la pressione alta della squadra le ha consentito di essere anche la meno impegnata…).

Torna ad essere trascinatore e dominante.

8

Pio:

non era al sua partita.

Lui ha bisogno che la squadra prema per far valere il suo peso nell’area intasata, oppure deve essere sollecitato giocandogli la palla addosso perché difendendola faccia salire i compagni.

Ieri l’inter non ha fatto nessuna delle due cose.

Sono convinto si debba puntare su di lui in prospettiva non lontana, ma anche che non sia il giocatore adatto se si volesse attuare un gioco offensivo basato su  scambi rapidi, movimenti continui che non diano punti di riferimento

5.5

(Bonny:

Appena più positivo del compagno che sostituisce, perché si mostra più mobile, entra maggiormente nell’azione e in qualche modo riesce a dare una mano.

6-)

All. Chivu:

prima di Inter – Roma non avrei mai creduto che riuscisse a rimettere in linea di navigazione una squadra che viveva momenti difficili sul piano della condizione, di alcune essenze e soprattutto psicologico, per vari fattori ‘esterni’.

Invece ha fatto il miracolo, come lo ha fatto tra il primo e il secondo tempo a Como.

Adesso deve fare… sei o addirittura sette altri miracoli per essere consacrato alla sua prima stagione intera da professionista.

Una nota: il Chivu che conosco io avrebbe evitato la battuta sui colleghi che valorizzano…la lotta per la CL.

Ha subito tanto e si può capire che si sia tolto un sassolino, ma personalmente avrei preferito che evitasse.

8

Luciano Da Vite

23 pensieri riguardo “Il gioco del Como, i punti dell’Inter: Como – Inter 3-4

  1. Loro hanno percorso 102 km, noi 105.

    Ecco, questo dato fa riflettere: credo che l’intensità, che tutti abbiamo visto, del Como sia riconducibile allo stare corti ma “alti”. L’opposto di Allegri che sta corto ma “basso”, costringendo poi i suoi a lunghe avanzate che alla lunga fanno perdere lucidità. Il Como invece, un po’ come fa il Barca, non costringe i suoi uomini offensivi a ripiegare e…ripartire. E’ quello che sta tentando di fare anche Chivu ma le caratteristiche di alcuni giocatori e il pessimo stato di forma di altri da un po di tempo la rendono più difficile.

    Se fosse facile e vincente perchè non lo fanno tutti? Perchè devi accettare dei rischi dietro, dove lasci spazio per imbucate, soprattutto centrali. Devi avere un portiere che gioca sempre fuori area, difensori rapidi ma può sempre capitare di prendere un gol come il secondo di Thuram (uguale a quello fatto da Leao a san siro contro il Como).

    Quanto a noi credo la fatica di giocare sia dipesa da uno stato di forma piuttosto modesto, in questa fase, della catena di sx: Bastoni e Dima sono stati costantemente infilati (tutti i pericoli sono nati li) senza che riuscissero a rendere pan per focaccia in fase di costruzione. Ci aggiungo anche Zielinki che, torno a dire, da mezzala fa per me molta più fatica per carenza di dinamismo. Meglio da play basso quando deve correre meno e tenere la posizione. In sostanza ora che la dx si è sistemata con il ritorno di Dum pare essersi sgonfiata quella di sx (veramente un peccato la campagna anti Bastoni che credo abbia influito molto sul ragazzo)

    Aggiungiamoci Pio che ha fatto enorme fatica perchè, per me, non ha ancora la tecnica per destreggiarsi in spazi stretti. Con mio figlio commentavamo in partita come avremmo provato Frattesi punta centrale: il modo migliore per far male ai lariani è aggedirili alle spalle e Fratta li può fare male. Più ancora di Bonny. Vedremo.

    Su Sommer mi spiace ma non concordo: anche sul secondo gol, un portiere più reattivo e/o alto devia il tiro di Paz. La parata nella ripresa su punizione sempre di Paz è da brividi: invece di respingerla a sx la butta verso il centro e la palla attraversa tutto lo specchio …..sono rimasto piuttosto basito. E’ il nostro maggior punto debole.

    Ora non abbiamo altri Como all’orizzonte e con ritmi più bassi e squadre meno aggressive credo potremo giocare meglio e sfruttare anche Pio in attesa del rientro del Toro.

    Ho anche letto critiche a Fabregas: tipico punto di vista italiano. Vinci 2a0? Blindati dietro!

    In realtà credo che un match del genere nel 90% dei casi lo porti a casa, per cui il gioco vale la candela. Può capitare di perdere se di fronte hai una squadra che capitalizza in gol 4/5 dei tiri fatti ma questa cosa non capita sempre. Per cui giocare per offendere tende ad uamentare le probabilità di vittoria.

    E come ha scritto giustamente Luciano non servono 11 campioni – che nemmeno il Como ha – ma un giusto atteggiamento e, ovviamente, giocatori con caratteristiche fisiche e tecniche idonee, pur se non si tratta di supercampioni.

    Su arbitraggio mi sono già espresso sull’altro post: pazzesca la modalità “liquidatoria” con cui si è dato un rigore che avrebbe potuto girare un campionato (come lo scorso anno). Deluso dal silenzio societario

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  2. Primo tempo da sofferenza indicibile. Non ho capito se non riuscivamo ad uscire dalla nostra metà campo per un problema di “testa” o di “gamba”. Fatto sta che veramente non si riusciva a fare un disimpegno degno di questo nome. 2-1 arrivato davvero insperato giusto prima del fischio per il riposo. Secondo tempo alla grande, come con la Roma. Rigore davvero vergognoso, ma siccome non ha condizionato il risultato finale, è passato sotto-traccia, non verra’ neanche considerato quando i soliti soloni parleranno di Marotta league . Venerdì sera altra battaglia, speriamo Chivu e lo staff riescano a “rivitalizzare” qualche ns giocatore importante parecchio a terra.

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  3. No, io resto dell’idea che pressare alti con tutta la squadra sia un gioco molto più dispendioso, mentalmente ma anche fisicamente. 3 km in più dicono qualcosa, ma poco. Dipende da quanti ne hai fatti sprintando, quanti camminando, quanti correndo a media velocità. Correre in avanti è più facile che corre rientrando. Secondo me la riprova la si è avuta anche a Como, quando nel secondo tempo la pressione si è inevitabilmente allentata e giocando nello stesso modo si sono aperti i vuoti dietro.

    naturalmente posso sbagliare. Ma il mio discorso è un altro.oggi preferisco avere una squadra dominante che mi fa passare tante domeniche di grande divertimento e magari fa qualche punto in meno, rispetto a una squadra che mi fa soffrire sempre e magari alla fine fa qualche punto in più.

    E’ una mia preferenza, anche questa discutibile.

    L’ideale sarebbe avere un numero di giocatori sufficiente e di livello, per poter praticare questo tipo di gioco offensivo, con minori flessioni, nlla singola partita e in campionato.

    Credo che si debba investire si sui giovani, ma su giovani che in due tre anni possano essere non dei buoni giocatori, ma i nuovi Lautaro, Barella, Calha Di Marco Thuram. E i giovani che hanno davvero queste potenzialità costano. Non ci si può illudere di trovarli a 10-20 milioni. Buoni giocatori si, magari aspettandoli. Ma qualche campione è indispensabile.

    Comunque non datemi del menagramo, ma io vedo troppo entusiasmo in giro.

    Non è ancora fatta. Vero che i giornali fanno a posta per cercare di deconcentrare la squadra, ma anche la pressione ‘allegra’ dei tifosi può indirettamente influire sull’atteggiamento mentale dei giocatori, che sono professionisti, ma possono sempre sbagliare

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  4. Primo tempo davvero difficile in cui la loro catena di destra ci ha sovrastato.
    Dimarco era bloccato da Diao, Sergi Roberto sfuggiva spesso a Zielinski e riforniva Nico Paz che veniva preso da Chala e Bastoni, con Acerbi in mismatch con Douvikas.
    Bastoni sbagliava spesso i tempi di uscita su Paz, Chivu se ne accorge e mette Carlos che invece compatta la difesa.
    Vittoria fondamentale, manca davvero poco… Forza!!!

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  5. Come volevasi dimostrare. Lookman decisivo per portare l’AM in semifinale di CL.

    Una domanda: l’eventuale aumento di una decina di milioni della nostra offerta, oltre a indubbi benefici tecnici, nn sarebbe stato ripagato molte volte anche in termini finanziari? I miei nonni dicevano sempre: “chi più spende meglio spende”

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  6. Luciano concordo su Lookmann ma credo che ci fosse un veto da parte dell’Atalanta a venderlo in Italia e soprattutto all’Inter aldilà dell’aspetto economico.

    Sulla stagione dell’Inter che se dovesse finire come tutti ci auguriamo la considero molto positiva, non mi stancherò mai di ripetere fino alla noia che la nostra squadra rispetto alle altre è partita penalizzata dal fatto che la scorsa stagione per noi è stata interminabile e i giocatori hanno avuto poco tempo per risposarsi e poco tempo di preparazione, questo a mio avviso ha influito parecchio sulla condizione fisica di parecchi giocatori che hanno avuto in alcuni periodi della stagione dei vistosi cali fisici.

    Mi auguro che il prossimo anno con giocatori più riposati a inizio stagione, una preparazione più accurata , una campagna acquisti su misura alle esigenze del Mister che avrà anche una maggiore esperienza si possa fare anche meglio di quest’anno anche se non sarà facile.

    Intanto mi godo il momento.

    P.s. quanto mi piacerebbe vedere Nico Paz con la nostra maglia, sarebbe il giocatore che accenderebbe le fantasie di tutti i tifosi

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  7. Mah, premesso che nell’Atletico prima di Lookman ne prenderei altri….e nei 180 minuti non credo sia stato il migliore.

    A prescindere da questo, ritengo che sia corretto sempre applicare il giusto prezzo ad un giocatore, senza cascare nel “voglio lui per cui lo pago qualsiasi cifra”.

    Atletico alla fine prende Lookman per 33 mn e cede Raspadori all’Atalanta in un affare allargatao meno conveniente, sulla carta, per i berghem, per cui ci può anche stare che – per svariati motivi – all’Inter abbia detto no “salvo tiriate fuori una cifra spropositata”.

    Ecco, la cifra spropositata non la tirerei fuori mai per nessuno perchè significa pagare 30 un’auto che sul mercato vale 10/15. Lo faccio solo se avessi soldi da buttare, non mi sembra il nostro caso.

    Concordo con Sergio: Nico Paz sarebbe un grandissimo colpo ancorché richiederebbe, credo, un cambio di modulo, salvo sappia adattarsi a fare la mezzala tecnica in un cc che dovrebbe però più garra ataletica nei restanti componenti. E’ cmq del Real, quindi credo sarà complesso per qualsiasi italiana se i blancos decideranno di monetizzare (cosa molto probabile).

    Dobbiamo cmq fare ancora qualche passetto e poi si potrà pensare la futuro che spero possa proseguire con Chivu (attenzione ai richiami esteri che su tecnici giovani hanno sempre antenne dritte).

    Al massimo potremo ripiegare su Allegri e li non avremmo l’onere di inserire qualità. Non servirebbe.

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  8. Se l’ultima è una battuta. oltre a essere di pessimo gusto è proprio sbagliata. Vuoi che ti elenchi i campioni che hanno giocato nelle squadre allenate da Allegri?

    Poi veramente io devo aver perso la capacità di farmi capire. Ma secondo te io volevo assolutamente e solo lookman o mi riferivo a uno con il suo score realizzativo le sue caratteristiche tecniche e quindi con il suo prezzo?

    Adesso leggo che compreremo due giocatori con i soldi di Bastoni. Sai che cosa significa? che cediamo uno considerato dal mercato un campione per prendere due considerati dal mercato come buoni giocatori come ne esistono a centinaia. Oppure due giovani che costino poco e se va bene rendano qualcosina, magari in futuro.

    Come mai una grande squadra vuole comprare un campione e non due normali buoni giocatori?

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  9. Su Allegri era ovviamente una battuta derivante dal fatto che con lui, sarà un caso, tutti gli attaccanti fanno la peggior stagione della carriera. Qualcosa per me significa.

    Non so se cederemo Bastoni e a che cifre eventualmente.

    So solo che i competitor italiani fanno questo: Kvara, Osimeh, Theo, Rejnders…solo gobba non lo fa (ma sappiamo chi sono) e finora…noi. E dico PURTROPPO fanno questo, perché significa che il nostro calcio non ha più la forza per tenere i migliori.

    Nel caso di Bastoni, poi, ringraziamo il pessimo giornalismo italiano al soldo dei soliti e, per me, la discutibile decisione societaria di fargli fare mea culpa in mondovisione.

    Noi siamo diversi è stata la giustificazione ma ahimè viviamo in un contesto non avvezzo a certe qualità per cui avrei seguito un approccio più pragmatico. Ma è il mio punto di vista. Se sei un agnello in mezzo ai lupi con un travestimento, tieni il travestimento altrimenti finirai per essere sbranato. O toglilo dopo che hai trovato un modo per eliminare i lupi.

    Io sono il primo che avrei voluto un certo profilo alla Lookman ma, da quello che sappiamo, ci han detto di no per 40 e rotti e poi lo hanno ceduto all’estero per poco più di 30. Quindi FORSE a noi non volevano darlo.

    E visto che Lookman non mi sembra Yamal FORSE potevano cercarne uno simile se ritenevano quel profilo strettamente necessario.

    Cmq in questa fase si legge tutto e il contrario di tutto. Purtroppo da due anni non riusciamo ad incassare nulla dalle cessioni e sappiamo quanto questa componente sia importante per i club italiani nel fare mercato.

    Cmq aspetterei prima di fasciarmi la testa

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  10. Tullio sembra la via inevitabile. Se si parla di 40 mln per un mercato (con cui prendi al massimo un titolare non campione o una giovane promessa esordiente) in cui devi prendere 4 giocatori il messaggio di oaktree è elementare: se volete mantenere competitiva dovete abbattere tutti i costi e fare plusvalenza. Farlo con Ausilio è dura perché chiaramente abbiamo visto che in sostanza non sa lavorare con poche risorse e nemmeno arrivare a giocatori forti da 20 mln (il Como a giovani forti è arrivato) però, e Roberto dovrà confermare, dei grandi incompetenti e strafottenti speculano li dietro

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  11. Io Bastoni non lo venderei mai. Giocatori come lui Barella Lautaro Dimarco sono l’ossatura della squadra, i nostri migliori giocatori. Le grandi squadre i campioni non li vendono.

    Ma poi per prendere chi, Muharemovic?

    Dai, non scherziamo…

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  12. Ciao Roberto. Volevo segnalare che, al netto delle difficoltà evidenti di Ausilio e del suo team nel riuscire a individuare un giocatore di valore importante prima che esploda, la proprietà non ha assolutamente intenzione di investire per mantenere lo status quo della squadra. Tantomeno di investire sui giovani davvero forti. Riconoscerai quindi che comunque “il pesce puzza dalla testa” in fin dei conti

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  13. Che la logica di un fondo – fare soldi – mal si sposi con il calcio italiano che conosciamo (presidenti che ci mettono ogni anno del loro) è cosa scritta e, per quanto mi riguarda, risaputa da tempo.

    Però se nessun proprietario che non sia un fondo si è affacciato per acquistare Inter e, più in generale, nessun altra squadra italiana – ultima è il Cagliari che sta per essere ceduta…a un fondo Usa – qualche domanda sullo stato di salute del nostro calcio me la farei. E sulle ragioni che ci hanno portato in questa situazione (che poi si riflette nella nazionale).

    Aspetti negativi: scordiamoci i colpi alla Moratti/Berluskoni e la capacità di poter “gareggiare” per soffiare un campione affermato a squadre economicamente troppo più potenti. In CL sarà sempre più complesso arrivare in fondo….in sostanza meno sogni e più (crudo) realismo.

    Aspetti positivi: spero sappiano portare un po’ di lungimiranza manageriale che significa creare una struttura aziendale solida, dotata di asset che generino valore nel tempo (a partire da stadio ma non solo, anche strutture di allenamento a partire dai giovani) e, se anche l’Uefa prima o poi capirà che occorrerà calmierare per promuovere parità competitiva, successivamente tornare ad essere ipercompetitivi con regolarità anche in Europa.

    Ci vorrà però tempo e in questo lasso temporale i nostri dovranno essere bravi a fare ciò che non hanno mai fatto finora: creare valore con le scelte di mercato.

    Se sono i migliori in Italia dovremmo riuscire a stare ai vertici del calcio italiano che sginifica qualificarsi sempre in CL e, quindi, rendere stabili certe entrate commerciali che sono essenziali per svilupparsi progressivamente.

    In quanto tifoso anche a me piacerebbe la “scorciatoia” – leggasi prorietario arabo che immette centinaia di milioni annui di tasca propria per prendere campioni super affermati e aumentare rapidamente entrate commerciale – ma se non si materializza abbiamo due alternative: 1) inveire preventivamente contro il fato cattivo (leggasi proprietà Usa) che, lo dicamo già ora, non ci consentirà di essere competitivi nemmeno in Italia salvo “miracoli” gestionali; 2) avere fiducia nel fatto che i mezzi siano comunque sufficienti per essere ipercompetitivi in Italia sperando ovviamente che i nostri dimosrino di essere i migliori nel momento in cui devono operare come – non mi stancherò mai di ripeterlo – altri club fanno da tempo (gobba a parte ma loro sono gli arabi d’Italia)

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  14. So benissimo che la rete non è il luogo ideale per confronti seri e costruttivi.

    Da una parte, ma non è il caso dei frequentatori di questo blog, la ricerca del consenso porta a spararle sempre più grosse.

    Se dici cose sensate nessuno ti segue perché quelle le dicono in tanti.

    Più le spari grosse e più le tue parole avranno u’ eco clamorosa.

    Cassano, per esempio è un mago in questa forma di comunicazione, si dimostra molto intelligente.

    Nel dialogo tra tifosi il problema è un altro: siamo tutti, chi più chi meno, permalosi e quando uno critica le nostre idee non cerchiamo avvicinamenti, concessioni reciproche, ma tendiamo a estremizzare.

    A differenza che con altri il confronto con Roberto (per dire uno con cui non siamo d’accordo solo…nel 99% dei casi) porta comunque a radicalizzare le rispettive opinioni, ma a me sembra in modo meno…esagerato e comunque rispettoso.

    Vediamo un po’ :

    “Però se nessun proprietario che non sia un fondo si è affacciato per acquistare Inter e, più in generale, nessun altra squadra italiana – ultima è il Cagliari che sta per essere ceduta…a un fondo Usa – qualche domanda sullo stato di salute del nostro calcio me la farei. E sulle ragioni che ci hanno portato in questa situazione (che poi si riflette nella nazionale)”.

    Io delle domande me le pongo, solo che le risposte non coincidono con le tue.

    Partono da una base sociale e culturale in senso antropologico, coinvolgono il costume protettivo genitoriale e anche scolastico, considerano che ll modello organizzativo del sistema giovanile può essere migliorato, ma soprattuto in termini di investimenti che non devono essere considerati ‘spese’.

    C’è anche un discorso, legato ai precedenti, sull’affievolirsi dello spirito di sacrificio e forse della tenuta fisica, almeno tra i ceti popolari.

    Il calcio è uno sport popolare anche a livello di praticantato e io osservo che dei tre sport popolari di una volta (calcio, pugilato, ciclismo) sono tutti in crisi.

    Altrove forse c’è un maggior afflusso di energie nuove provenienti da giovani dell’ex terzo mondo in cerca di affermazione.

    E queste energie imporrebbero un ‘salto’ applicativo anche a chi è italiano da sempre.

    Se ti devi misurare con tante Egonu, sei costretto a dare di più. Stessa cosa se ti misuri con tanti Yamal o Olise, Musyala, Gnabry.

    Stesso discorso per alcuni del PSG.

    Guarda caso sono tutti Paesi (di Inghilterra e Olanda meglio non parlare) che hanno un’immigrazione vasta e consolidata da tempo.

    Ora io non dico evidentemente che non si possa migliorare con alcune riforme organizzative e soprattutto con maggiori investimenti, affidati a persone che non siano quelli che non sono abbastanza bravi per occuparsi dei grandi.

    Dico solo che bisogna muoversi tenendo conto della complessità dei problemi che per me non sono puramente imputabili a un sistema di formazione calcistica, migliorabile, come tutto.

    Poi vorrei chiarire un altro pensiero: certo che mi piacerebbe una proprietà in stile arabo, ma un pochino di buon senso, nel mio piccolo, ce l’ho anch’io.

    Mi sono limitato a pensare che un proprietario che conosca il rischio (calcolato) d’azienda, anziché lavorare di pura speculazione, forse investendo quest’anno una 50 di milioni avrebbe ottenuto più tituli, aumentato ì’appeal internazionale della società e ampiamente recuperato, con gli interessi, i 50 milioni spesi. E’ un dubbio, eh…

    In CL sarà sempre più complesso arrivare in fondo….in sostanza meno sogni e più (crudo) realismo”

    Però noi siamo stati gli unici a riuscirci e anche due volte.

    Tempo fa avevo pubblicato la tabella dei saldi di mercato dell’ultimo quinquennio:la ripeto

    Milan -283

    juve -256

    Como -223

    Rona -107

    Cremonese -57

    Pisa -54

    Inter + 72

    Però leggo solo attacchi forsennati alla nostra dirigenza, che ha sicuramente sbagliato tanto, non lo nego

    .

    A me pare solo che si potrebbe essere più equilibrati anche perché viene giustamente accusata di non saper creare valore aggiunto…

    Pure in questo credo che si potesse fare di più, anche molto,

    Ma Lautaro, Bastoni, Barella, Dunfries Thuram, Bisseck, hanno oggi lo stesso o minor valore di quando sono stati comprati? Onana preso a zero venduto a 50? E Lukaku preso a 85 venduto a 115? e Hakimi venduto a…un po’ più di quanto era costato?

    Certo che se prendi uno di 33 anni a zero non puoi pretendere di rivenderlo due anni dopo a 20 0 30.

    Ma se intanto ti ha fatto vincere o stare in alto (non tutti d’accordo)? E se non avevi soldi per comprare giocatori giovani di quel livello, che facevi buttavi a mare il presente sperando in un ipotetico futuro?

    Con tutto ciò ho detto più volte che anch’io credo sia il tempo di cambiare la struttura degli uomini mercato, ma non mi sembra giusti né utile per l’Inter vedere solo il male.

    A me sembra che ci sia qualche contraddizione tra lo scrivere:

    “Se sono i migliori in Italia dovremmo riuscire a stare ai vertici del calcio italiano che significa qualificarsi sempre in CL e, quindi, rendere stabili certe entrate commerciali che sono essenziali per svilupparsi progressivamente”.

    Ma quindi se fino ad ora lo hanno fatto significa che sono non dico i migliori, ma almeno tra i migliori, o no?

    Perché anche quest’anno siamo in lotta per il titulo, in lotta per la CI e abbiamo fatto meglio di tutte le altre in CL.

    Possiamo già dire, comunque finisca la stagione, che in rapporto agli altri non siamo andati proprio male.

    In realtà il mio principale timore è questo: non credo che si possa pensare di sostituire quando sarà l’ora, i cardini di questo squadrone, con giovani presi in anticipo perché promettenti, ma non così promettenti per…il mercato (perché devono costare comunque poco).

    Sbaglierò non pretendo di avere il vero in dotazione, ma sono convinto ch non puoi oggi prendere un futuro nuovo Lautaro spendendo 15/20 milioni.

    A meno che quei soldi li spendi per un quindicenne.

    Poi, se i nuovi dirigenti, auspicabili, ci riusciranno, avranno il mio plauso e la mia riconoscenza.

    Però resto convinto che per durare nel tempo bisogna prendere almeno un campione conclamato e abbastnza giovane. Oppure qualche giovane in ascesa ma già abbastanza quotato.

    Comunque è ora di pensare al cagliari, perché, Dio non voglia, è facile dopo aver compiuto due imprese (considero tali, nelle nostre condizioni le partite con Roma e Como) perdere i vantaggi acquisti per una sottovalutzione

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  15. d’accordo, come quasi sempre, con Biasin:

    “Ricordo i lunghi anni di nulla all’Inter. Tra 100 anni ci ricorderemo di questo periodo”

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  16. vittoria importantisssssima. :-). Poi parleremo anche di cosa nn sta funzionando come dovrebbe. Ma ora godiamoci questi 3 bei punti pesanti. Buonanotte a tutti.

    (cont.)

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  17. Luciano, che i fattori siano molto concordo. Tra questi ritengo normale ci possano essere stati ANCHE molti errori da parte del “movimento”.

    Così non fosse e dipendesse tutto da fattori culturali, non resta che alzare le braccia e sperare che la società…cambi. Non ritengo sia una cosa credibile.

    I nomi dei giocatori che hai citato e che hanno acquisito valore sono stati TUTTI presi da under25: che siano stati pagati tanto (Barella), poco (Bisseck, Martinez) o zero (Thuram) DEVONO avere diversi anni di carriera davanti per poter crescere di valore.

    Il mio grido di dolore sta tutto qui: con questi profili non ti trovi nella condizione di dover sostituire 7/8 giocatori come dovremo probabilmente fare quest’anno, senza poter contare su nessun incasso dai predetti.

    Ai tempi di Moratti quetsa cosa sarebbe stata IRRILEVANTE ma nelle condizioni in cui è oggi il calcio in Italia (tranne gobba) è molto ma molto più complicato e costringerà probabilmente a “spalmare” il budget su profili gioco forza meno “di nome”.

    Il mi otema è tutto qui, specialmente se ti trovi a dover fare acquisti in una squadra ben definiti come siamo noi da diversi anni. Ecco perchè ritengo che si sia speracto tempo e denaro nell’insistere su certi profili fino all’inversione di rotto vista quest’anno.

    Io sono convinto – ma ovviamente è mia opinione – che se quest’anno avessi avuto ancora il rio Taremi-Arna-Correa (tutti esperti) al posto dei bay Pio-Bonny il campionato non sarebbe affatto in ghiaccio. La prolungata assenza del Toro per infortunio e la lunga latitanza di Thuram l’avremmo pagata cara. Questo per fare un esempio.

    Sul match di ieri ero allo stadio. Abbiamo chiaramente “gestito” le forze giocando ad alti ritmi per soli 20 minuti. Credo che le energie siano pochine (barella, Thiram e Dum quelli con più gamba e in parta anche Chala) e da squadra matura le si gestisce.

    E’ una cosa complessa ma fondamentale per prevalere in una maratona. Bravi Chivu e i giocatori

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  18. Bene, siamo al 19 aprile 2026 e abbiamo virtuamente vinto lo scudetto.
    Siamo la squadra più forte d’Italia, per distacco, come testimonia la classifica.
    Abbiamo la chance di vincere anche la Coppa Italia.
    Abbiamo chiuso il bilancio 24-25 con un utile di 35,40 milioni.

    Alla luce di questi fatti, direi che è giusto riconoscere che si può sempre fare meglio, però bisogna anche riconoscere che abbiamo fatto nettamente meglio di tutte le altre squadre in Italia, a livello dirigenziale.
    Quindi quando si valuta l’operato della dirigenza, antipatici o simpatici che siano, smettiamo di fare cherry-picking con gli acquisti (ossia mettere in risalto le parti negative e nascondere le positive).
    Chivu è stato scelto da questa dirigenza, ed è stato eccellente nella gestione di un gruppo reduce da un finale di stagione moralmente distruttivo (oltre ad aver dovuto fare una preparazione scarsa a causa del Mondiale per Club).
    L’unico errore per me è stato l’acquisto di Diouf, non perchè il giocatore sia scarso, ma perchè non è il profilo che serviva a questa Inter. Penso che nella testa di Chivu inizialmente fosse contemplato anche il modulo con una punta e due incursori offensivi, e in quel caso Diouf poteva essere uno dei due. Dopo l’esplosione di Pio e Bonny si è deciso che il modulo a due punte sarebbe stato quello più corretto per favorire la loro valorizzazione.

    Buona domenica a tutti e forza Inter.

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