Il fascino del calcio (soprattutto quando vinci): Inter – Milan 4-2

Il successo universale del calcio sta proprio nella sua imprevedibilità, nella sua capacità di stupire, a volte nel carattere persino contraddittorio delle situazioni che si susseguono.

Ad esempio ho ancora un paio di ricordi non recentissimi, ma incancellabili dalla memoria.

Ricordo una finale di Coppa dei Campioni, a Istanbul mi pare, dominata dal Milan che si porta subito sul 3-0, tanto che io, considerando chiusa la storia, ho spento il televisore e sono andato a dormire.

La mattina dopo non ho neppure cercato il risultato, tanto lo davo per scontato.

Figuratevi il mio entusiasmo quando ho saputo del trionfo del Liverpool!

Ricordo anche un Inter – Roma, nel quale comunque eravamo andati sotto di 3 gol e che incredibilmente abbiamo vinto.

Andando più indietro nel tempo, ricordo uno scudetto perso dal Milan a Verona, all’ultima giornata.

Ma le sorprese imprevedibili sono all’ordine del giorno anche in questo campionato: Verona, Genoa, Parma, Bologna ad esempio si sono rese protagoniste di imprese assolutamente non preventivabili se ci si ferma a una valutazione tecnica.

E naturalmente, oggi regina assoluta, l’impresa compiuta dall’Inter nel derby di domenica.

Cito in proposito tre commenti uno mio e due sentiti dai vicini, alla fine del primo tempo:

  1. Io: “Firmerei perché finisse 2-0, loro sono troppo superiori e io temo che se finisce 3 o 4 a 0, l’ambiente intero nostro possa andare in crisi…”
  2. Un vicino: “Ma perché noi non riusciamo mai a fare un gol di testa, su corner?”
  3. Un altro vicino: “Purtroppo abbiamo dimostrato di non essere una squadra capace di ribaltare il risulto, quando andiamo sotto troviamo difficoltà insormontabili.”

Naturalmente ogni singola valutazione poteva (può) essere sbagliata, ma tutte avevano un fondamento logico e la realtà ha dimostrato che nel calcio la logica non sempre viene rispettata.

Ancora un esempio: Atalanta – Udinese 7-1. Dieci giorni dopo Atalanta – Cagliari 0-2.

E poi: Atalanta – Milan 5-0, Atalanta – Parma 5-0, Torino – Atalanta 0-7. Ma in mezzo, oltre al pari con l’Inter, Atalanta – Spal 1-2.

Faccio un altro esempio: Verona – juve (con i piccoli privilegi accordati a priori alla juve dal… calendario, non dimentichiamo) e Inter – Milan.

Chi fra i tifosi anche più ottimisti avrebbe pensato che quella era la giornata in cui avremmo riacciuffato il vertice della classifica?

Attenzione però, questo deve insegnare che non c’è mai nulla di scontato.

Certo, a gioco lungo le forze reali finiscono (arbitri a parte) per ottenere risultati conformi alla logica, che comunque nel calcio non è mai definitiva.

In realtà però anche gli avvenimenti apparentemente più inspiegabili, più clamorosi, più legati al caso, se letti a posteriori mostrano quasi sempre un fondamento di razionalità, si prestano a una spiegazione plausibile.

Così secondo me è stato anche per l’esito dei uno dei derby più sorprendenti della storia a livello della successione di avvenimenti.

La partita

Il Milan è partito fortissimo e ci ha messo subito in difficoltà.

Il livello della sua supremazia iniziale forse non era prevedibile, ma (sempre con la chiaroveggenza… a posteriori) che avrebbero almeno tentato di metterci sotto subito era prevedibile, per almeno tre fattori:

1. Il Milan sin dall’inizio sta disputando una stagione senza ambizioni di sorta: subito fuori dalla lotta che conta in campionato, senza coppe da disputare, poi fuori anche in Coppa Italia: in pratica in campionato il Milan si sta allenando, sta risparmiando energie per presentarsi al top nelle 3-4 occasioni in cui potrebbe salvare la stagione e il derby era certamente una di queste.

Naturalmente non sto dicendo che nelle altre partite si è davvero… riposato e allenato, ma è chiaro che il dispendio di energie psico-fisiche è ben diverso quando giochi (spesso ogni tre giorni) per grandi obiettivi e ogni battuta a vuoto può essere decisiva.

2. L’elemento psicologico (non quello scaramantico), poi, non va sottovalutato.

Quando si dice che nel derby spesso la squadra sfavorita incontra difficoltà, si allude al fatto che chi è inferiore ma vuole provare a ribellarsi a una situazione spiacevole, rafforza la propria determinazione, la propria cattiveria agonistica, la propria concentrazione.

Non sempre questo è sufficiente, soprattutto alla distanza, quando magari le energie sprecate in abbondanza cominciano a venir meno: ma spesso lo è perché gestire un vantaggio è sicuramente (sempre sulla carta) più agevole che ‘remare’ per riemergere. Spesso il successo ti dà nuove energie, prolungala tenuta della forza.

3. Il terzo elemento, forse non decisivo come gli altri due, ma comunque che può avere un ruolo è la completezza e la situazione dell’organico.

Il Milan è sceso in campo in pratica a organico pieno, tra l’altro anche i due nuovi acquisti importanti, per carisma l’uno (Ibra), per il ruolo ricoperto l’altro (Kjaer) perfettamente inseriti.

L’Inter invece mancava di quattro titolari importanti come Handa, Lautaro, Sensi e Bastoni (tralascio volutamente Gaglia) e aveva diverse problematiche aperte sull’inserimento dei nuovi (soprattutto Moses e Eriksen) tanto che inizialmente ha rinunciato ad entrambi, non per le loro qualità ma per l’insufficiente collaudo dei meccanismi di squadra.

Senza contare che neppure Sanchez, preferito a Espo, dopo l’infortunio prolungato veniva da una situazione di ripetuto, convincente inserimento.

Con questo non voglio dire che non esistesse comunque un discreto gap tecnico teorico, perché comunque gli undici scesi in campo erano, sempre teoricamente, in grado di tener testa al Milan e di controllare la loro prevedibile sfuriata iniziale.

Ma il peso di questa assenze non va sottovalutato almeno per due giocatori come Handa e Lautaro.

Non va dimenticato che, supremazia del Milan o meno, senza qualche incertezza del pur encomiabile Padelli, probabilmente loro non avrebbero segnato e che, nonostante l’ottima prova di Sanchez, con un secondo attaccante killer del livello di Lautaro, forse ci avrebbero pensato un po’ di più a scoprirsi per attaccarci con molti uomini, mettendoci in difficoltà

Il fatto è che, a mio parere proprio per la debordante superiorità atletica, nel primo tempo loro hanno occupato meglio il campo, con quasi tutti gli uomini in grado di svolgere contemporaneamente sia i compiti offensivi che quelli del rientro e del contenimento.

In attacco soprattutto avevano conquistato ben presto la supremazia sulle fasce, grazie al modulo (con il 4231 avevano sempre la superiorità numerica) e grazie al fatto che i loro giocatori avevano più gamba.

Le nostre mezze ali, preoccupate di tamponare sull’esterno, lasciavano spazi centrali, a causa anche dall’intelligente prova di Ibra che arretrava per rifinire con bravura estrema il gioco offensivo, lasciando spazi per gli inserimenti centrali di Kessié, Bennacer e soprattutto Rebic, con Brozo che spesso si trovava preso tra uno di loro e il suo avversario diretto, Calhanoglu.

Ibra poi, partendo da dietro, si inseriva in area soprattutto sulle palle alte o da colpire in acrobazia.

In questa fase la salvezza dell’Inter è stata la clamorosa bravura della diga difensiva.

I tre, presi spesso d’infilata, si sono fatti sorprendere solo sul palo di Calhanoglu. Per il resto, fino al 40° e alle situazioni non irresistibili per un portiere relative ai due gol, avevano retto benissimo, considerando anche che le ripartenze nostre (e quindi il… rifiatare dei difensori) erano state davvero poche, contenute subito dal ritmo e dal pressing importante imposto da tutti i rossoneri.

Insomma, c’erano tutti gli elementi (compreso il possibile effetto deprimente per il secondo gol, autentica mazzata subita in pieno recupero) per pensare che senza un radicale cambiamento della situazione il secondo tempo non ci avrebbe offerto grandi opportunità.

Invece il cambiamento c’è stato, radicale, imprevisto in quelle proporzioni.

Lo dicono i numeri: 4 gol e un palo, con diverse altre occasioni, contro il solo palo colto da Ibra nel finale.

Più complesso individuare la causa (o meglio, le cause) di una simile repentina trasformazione del match.

Lo stesso Conte, interpellato a fine partita ha detto testualmente che “ciò che bisognava cambiare ce lo siamo detto negli spogliatoi con i giocatori”.

Cioè non ha voluto parlare di varianti tattiche o comunque di diverse disposizioni in campo e noi possiamo riferirci sostanzialmente a situazioni psicologiche (il punteggio richiedeva maggior coraggio e aggressività, un sussulto di orgoglio che a volte i giocatori importanti sanno trovare), una capacità della squadra di stare più corta e stretta, sia quando arretrava, sia soprattutto in fase di costruzione e di offesa

Ma anche, sempre a mio parere, questa capacità di chiudere i loro spazi di manovra (che nel primo tempo non era stato possibile) e di riproporsi in massa senza lasciare pericolosamente sguarnita di uomini la retroguardia, erano in parte la conseguenza del calo atletico evidente degli avversari, non più in grado di coprire interamente il campo nelle due fasi con la necessaria tempestività.

Insomma, le distanze di ritmo e corsa si erano annullate e si affermava la maggior classe individuale dei nostri, che a parità di condizione tornava a rendersi evidente.

Probabilmente tutto questo non sarebbe bastato, senza il contributo della sorte (ma la fortuna ce la si procura) che ci ha permesso di recuperare rapidamente lo svantaggio, nel giro di soli due minuti.

Se infatti l’affermazione di un noto pseudo-giornalista, secondo la quale il 2-1 sarebbe il frutto di un tiro sbagliato da Brozo, risplende nella sua faziosità e invidia e ignoranza calcistica, non si può negare che il gol venga non da un’azione irresistibile, ma da un respinta in mischia.

Brozo è stato straordinario a farsi trovare lì e immenso nella conclusione difficilissima, al volo e coordinandosi benissimo (tra l’altro con il piede non preferito, anche se lui è ambidestro in sostanza), ma onestamente in questa situazioni ci vuole un po’ di buona sorte: in altra partite sfortunate, il rimpallo si sarebbe perso a un paio di metri dal nostro giocatore…

Tuttavia al dil à dei singoli episodi, nei quali comunque, come si è visto la qualità delle giocate è stata determinante (si pensi anche all’assist di Sanchez per Vecino o al cross di Moses per la testa di Lukaku o al colpo di testa vincente di de Vrij, abbassatosi con una torsione incredibile per andare a prendere la palla e indirizzarla sul palo opposto, o alla punizione siluro di Eriksen), tutto il secondo tempo, nel suo insieme, ha visto una netta prevalenza dei nostri.

E credo che alla fine anche i dati statistici dimostrino che la nostra performance è risultata migliore

Infatti l’unico elemento a loro favore è stato il possesso palla: 55% per cento loro e ovviamente 45% noi.

Però sappiamo benissimo quale modesta rilevanza abbia questo dato, generalmente sull’esito finale delle partite.

Poi comincia la serie degli elementi a nostro favore:

  • 1 parata di Padelli e 6 di Donarumma,
  • 14 tiri nostri contro 8 dei milanisti,
  • 11 tiri in porta nostri contro 5 dei rossoneri,
  • Da dentro l’area abbiamo concluso in porta 7 volte contro 3.

Invece risulta … positivo per loro il numero di falli commessi: ben 13 contro sei soli dei nostri.

Ma, a conferma che qualcosa nella gestione arbitrale è stata poco… chiara ecco che pur avendo commesso meno della metà dei loro falli, abbiamo il doppio di ammonizioni (4 a 2).

Ancora positivi gli altri dati: 9 a 4 per noi le occasioni, 4 a 1 i passaggi chiave, addirittura 101 a 14 i recuperi (ho pensato a un errore del sito FIGC, ma la cifra è riportata più volte ed è confermata dalla somma dei recuperi individuali, cioè de Vrji, Godin e Skrinar 16, Barella 15, Young 11 ecc. ecc., mente il primo di loro è Kessie con 3).

Bennacer è l’atleta (77) che ha giocato più palle, mentre Skrinar (4°) è il primo dei nostri con 71.

Da notare che il numero di palloni giocato da Skrinar è in parte la conseguenza delle scelte tattiche di Pioli che ha fatto marcare quasi a uomo Brozo (da Calhanoglu) e quando loro perdevano palla in avanti mandavano un uomo a impedire che l’azione ripartisse da de Vrji, ‘liberando’ di conseguenza lo slovacco.

Infine, come curiosità, può essere interessante notare come Brozo abbia il record di passaggi riusciti (92% secondo la Lega).

Brozo e Vecino sono stati quelli che hanno corso di più, mentre per le velocità massime toccate, Hernandez ha preceduto Rebic e Lukaku.

Due ultime considerazioni: lungi da me il negare la loro superiorità nel primo tempo, ma se andiamo a guardare i fatti concreti, loro hanno segnato un gol dopo un fallo piuttosto evidente di Ibra, che ha fornito l’assist; su entrambi i loro gol c’è anche l’errore abbastanza evidente di Padelli; mentre sull’unica altra loro occasione (il palo di Calhanoglu) se andate a vedere la palla gli arriva dopo un ennesimo fallo non sanzionato di un milanista.

Dall’altra parte come numero di occasioni non… viziate, noi non siamo stati molto inferiori, con il colpo di testa a botta sicura che ha sfiorato il palo di Godin e la conclusione ravvicinata di Vecino sullo splendido assist di Lukaku.

Infine una conclusione che secondo me rafforza la bontà della nostra prestazione: il Milan ha sicuramente avuto problemi che non conosco, ma non è quella squadra materasso che molti nostri tifosi quasi masochisticamente vogliono far credere e non vale la posizione modesta in classifica, frutto di vicende particolari.

Questo comporta anche che noi siamo sicuramente forti, ma che ci sono altre squadre forti, che il cammino da percorrere è ancora lunghissimo e che si possono perdere punti anche con squadre inferiori.

Sento un gran parlare di scudetto: dico che ha ragione Conte, per ora è solo un sogno perché altri lavorano a questo obiettivo da più tempo e perché comunque noi abbiamo ancora qualche debolezza.

Sarò (sono) un fifone, ma io ogni domenica mi preoccupo di verificare il vantaggio sulla quarta e sulla quinta.

Le pagelle

Padelli: sbaglia il tempo dell’uscita su Rebic nel primo gol e secondo me anche sul secondo non è irreprensibile. Sarebbe da 5, ma considerate le attenuanti propendo per un 5.5

Godin: sfiora il gol con una bella incornata. Come Young dall’altra parte, è in difficoltà nel primo tempo a causa del raddoppio di due velocisti come Hernandez e Rebric. Viene battuto di testa da Ibra in occasione del primo gol, ma c’è da dire che l’intervento dello svedese è falloso. Nella ripresa controlla da par suo. 6+

de Vrji: incredibile, una prestazione ancora da autentico leader. Il Milan cerca di impedirgli l’organizzazione delle transizioni, ma lui chiude tutto, intercetta palloni pericolosi e segna il gol della vittoria. 8

Skriniar: esce alla distanza da dominatore dopo aver dovuto sudare e battersi, soprattutto per raddoppiare il suo terzino, attaccato in velocità da Conti e dallo spagnolo. Per me una prestazione notevole. 7

Candreva: su quella fascia il suo contributo era indispensabile. E’ l’unico infatti ad avere corsa lunga e fiato per limitare due tra i giocatori più forti del Milan, tra l’altro spesso numericamente in vantaggio, a causa del modulo adottato. Riesce comunque a farsi vedere anche in avanti e ha al suo attivo un assist. 6.5

(Moses: entra con notevole piglio e mostra che soprattutto in fase offensiva può avere ancora molto da dare. Bellissima la palla messa sulla testa di Lukaku per il quarto gol. 6.5 )

Vecino: grande prestazione, di sostanza. Nel primo tempo soffre come tutti i compagni il maggior dinamismo della squadra rossonera che ‘apre’ la nostra difesa dominando sulle fasce e porta dentro gli interni sui movimenti a uscire (e rientrare) di Ibra. Ma anche in quella fase riesce a rendersi pericoloso. Nella ripresa con la squadra più compatta e i ritmi milanisti rallentati diventa pericoloso negli inserimenti e segna un gol fondamentale 7

Brozovic: una delle vittime principali del predominio rossonero nel primo tempo, perché viene preso in mezzo da più giocatori e deve provare a tamponare più che a costruire. Poi esce alla distanza alla grande, da vero leader e trascinatore. Il suo gol resterà nella storia del calcio, ma tutta la sua prestazione sale molto di tono. 7.5

Barella: anche per lui un primo tempo pieno di difficoltà, stenta a trovare la posizione e fatica a cntenere gli arrembanti milanisti. Poi sale al proscenio e diventa irresistibile: chilometri percorsi a grande velocità contrasti stravinti, progressioni inarrestabili e giocate di assoluto rilievo. 7.5

Young: nel primo tempo soffre sia la vivacità e la corsa di Castillejo, ma soprattutto i frequenti raddoppi sui quali non viene aiutato (nell’occasione mi ha ricordato Chivu che continuamente sollecitava ai suoi tempi l’aiuto di un compagno). Poi anche lui si rinfranca, riesce a chiudere lo spagnolo e si affaccia anche in avanti. 6

(Biraghi: sv )

Sanchez: si sbatte per tutta la partita tra mille difficoltà. L’impegno è considerevole, i risultati un po’ meno, ma quando l’Inter riesce a prendere il pallino del gioco, si vede tutta la sua classe nel taglio centrale vincente e nell’assist successivo per Vecino. 6+

(Eriksen: l’eccezionale episodio della punizione incredibile e non solo, perché entra in modo positivo dando ordine e qualità alla manovra. Da valutare quando entrerà dall’inizio e avrà davanti due punte. La tecnica individuale c’è e questa non era in discussione. sv)

Lukaku: ormai sanno tutti che è l’uomo decisivo per le azioni offensive dell’Inter e, soprattutto in mancanza di Lautaro, lo circondano per circoscriverne l’azione. Non riesce a farsi luce troppe volte, ma quando lo fa è prima devastante, poi decisivo. E comunque, da vero leader, gioca per la squadra. 7.5

All. Conte: non ha voluto spiegarci che cosa era stato sbagliato nel primo tempo (discorsi da spogliatoio, in effetti) e ha ‘giustificato’ il passaggio iniziale all’atteggiamento di attesa e ripartenza, che non ha pagato, ma forse ha creato le premesse per un secondo tempo completamente nostro. Chiaro che il discorso non è così meccanico, ma quando abbiamo fatto un gran primo tempo (ad esempio a Barcellona, a Dortmund e poi in casa con l’Atalanta) alla fine siamo crollati. Io preferisco che noi si sia forti… sempre, ma se devo guardare i risultati, preferisco quello del derby (ps, non è un discorso serio…). 7

Luciano Da Vite

Foto: Marcelo Brozovic e Milan Skriniar, due dei grandi protagonisti del derby, esultano dopo il goal del croato che ha fatto partire la rimonta dei nostri ragazzi.

297 pensieri riguardo “Il fascino del calcio (soprattutto quando vinci): Inter – Milan 4-2

    1. Mi farò bastare i tuoi twitter . Per le giovanili seguirò Giulio ( so solo il nome ) su you tube di Fabio Bergomi. è un ragazzo molto competente – lui ha solo instagram .(inter unico grande amore) . Ha affermato di seguire le nostre giovanili e questa settimana ha parlato di Pirola.

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  1. Mi chiedo come farà a ripartire, il prossimo anno, il settore giovanile. Bisognerà per esempio abbandonare la soluzione del ‘pensionato’ per chi viene da fuori, a favore di soluzioni individuali. Quando si verifcano epidemie di normali influenze, per esempio, i contagiati in pensionato sono sempre e ovviamente più numerosi degli altri

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  2. Ciao ragazzi! Scusatemi tanto. Mi dispiace molto se vi sembra io abbia trascurato il blog, come forse effettivamente è stato, mi sono limitato a leggere i commenti di tanto in tanto senza intervenire, negli ultimi tempi non avevo letto, ma non ho mai pensato di abbandonare e di abbandonare il progetto (tanto è vero che ho rinnovato automaticamente il dominio senza pensarci due volte una o due settimane fa). In verità il momento in particolare mi scoraggia sotto diversi aspetti e non riesco proprio a parlare di calcio in questo periodo, cioè amo il calcio ma quello che sta succedendo in questo momento è come se stesse negando questo sport, così come tante altre cose e allora mi sento un po’ “svuotato” (ho interrotto anche altre attività di “scrittura” sul web, dove ho scritto moltissimo di musica negli ultimi anni). Penso che sia una sensazione diffusa. Alla problematica Covid poi si sono aggiunte altre cose di carattere familiare che mi danno una certa preoccupazione aggiuntiva, su questo incrociamo le dita…

    Sui social, sono su Facebook comunque, Twitter in effetti lo uso solo per gli aggiornamenti del blog (anche se il profilo non è molto seguito), in generale parlo di altro, questo è vero. Del resto avendo la stragrande maggioranza dei contatti che non tifa Inter, non diventa molto produttivo farlo, bisogna inoltre dire che questo blog è sempre stato una piccola isola felice, non è facile oggi avere un dialogo costruttivo sul web… Questo vale per qualsiasi tema ed è un bel problema in un momento in cui diventa difficile uscire di casa e incontrare le persone. SPeriamo in un ritorno a una dimensione più umana.

    Pertanto ci tengo a dire e ribadire che io ci sono sempre: il blog per quanto mi riguarda non è abbandonato. Nel senso che se Luciano ha materiale e post da proporre, sono subito operativo per aggiornarlo e rivitalizzarlo. Anzi la cosa mi farebbe doppiamente piacere, perché sicuramente sarebbe uno stimolo per me e per tutti per ricominciare a parlare di calcio. Sarà un tema forse meno importante che altri… ma anche no, fa parte della nostra vita e il “gioco” (nonché l’Inter) penso abbia giustamente un ruolo importante nella vita di tutti noi. Mi spiace essere sembrato disaffezionato, sono sicuramente stato assente, ma questo spazio per me è sicuramente importante e so che lo è per altre persone, quindi… se avete idee per rivitalizzarlo, ci sono. Sempre disponibile. Se può essere utile posso girarvi il mio indirizzo e-mail e/o il numero di telefono (Luciano credo li abbia già, quando vuoi scrivimi che se hai materiale e post e argomenti da proporre, li “spariamo” subito online). Comunque da oggi mi riprometto di essere presente sempre. Mando un abbraccio a tutti ovviamente, spero che i momenti più difficili siano alle spalle, anche se non ci sono dubbi che sia un momento difficile, dobbiamo tenere duro.

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  3. Emiliano vive in una regione che, pur non essendo stata tra le più colpite dalla pandemia, ne sta sopportando conseguenze enormi sul piano economico e quindi dell’occupazione.

    Non ho dati statistici ma credo che il terziario (turismo, bar ristoranti in primis) e l’agroalimentare siano una quota fondamentale delle attività lavorative locali e la ripresa in questi settori potrebbe essere più lenta. nel senso che anche ad apertura completata potrebbe essere complicatissimo il pieno recupero dei livelli precedenti.

    Comprensibile che una persona con un grande amore per il sociale , per la sua terra, e per la situazione dei suoi concittadini, abbia in questo momento ben altro di cui occuparsi, rispetto al calcio.

    Del resto in questi 70 giorni il calcio è passato in assoluto secondo piano per tutti e solo ora che l’attacco più virulento di questo virus maledetto SEMBRA attenuarsi, anche chi è vissuto nel cuore dell’inferno deve cominciare a scuotersi.

    E’ difficilissimo.

    Negli occhi abbiamo ancora i camion dell’esercito che portano i corpi dei nostri concittadini in altre regioni, nelle orecchie il suono angosciante, straziante, delle sirene.

    Ancora oggi passano non meno di 5-6 ambulanze al giorno, a sirene spiegate e quel suono lugubre ti arriva direttamente al cuore, te lo stringe in una morsa tragica.

    Le immagini delle città vuote ritornano ossessive persino nei sogni.

    Da dove abito io, ero solito raggiungere Bergamo più volentieri che il centro di Milano: 40 km in più, ma facilità di parcheggio e di arrivare in centro con l’auto. Almeno una volta alla settimana andavo a Bergamo, una città il cui centro storico (Bergamo alta e la città bassa) è nel mio cuore.
    Bergamo, come le altre del resto. La cito solo perché più colpita e più cara al mio cuore, è stata per mesi una città spettrale. E il silenzio esprimeva solo una sofferenza infinita.

    Tutto questo non è alle spalle (nel nostro cuore non lo sarà mai), si può solo sperare che i miglioramenti continuino e si ritorni a breve alla pienezza di vita.

    ma forse è l’ora di provare, lentamente e per quanto possibile, a tornare alla quotidianita, anche quella meno importante (come la passione per il calcio) che comunque di questa quotidianità faceva parte.

    Il blog, se continuerà, non sarà più quello di una volta, temo. O almeno ci vorrà molto tempo.

    Io ho i miei anni e questa vicenda mi ha provato molto. Il calcio è fermo per il momento, si fanno solo chiacchiere e soprattutto dal settore giovanile, come è ovvio, non filtra quasi nulla.

    Se può servire, posso provare a scrivere un post su quelle che a me, TOTALMENTE DAL DI FUORI sembrano ipotesi e prospettivie possibil. oppure posso scrivere quello che penso sulle voci di trattative in entrata e in uscira per la prima squadra. Se serve, lo posso fare, ma sarebbero considerazioni completamente prive di rapporti di conoscenza concreta della realtà.

    Per il futuro, in ogni caso la mia presenza non potrà essere costante come prima e quindi se, come è auspicabile, prima o poi si tornerà alla vera normalità, servirebbero almeno uno due compagni di viaggio, con i quali alternarsi nella stesura dei post.

    Ma tutto questo è di là da venire e avremo tempo per parlarne, anche se tutti speriamo che questo tempo sia breve, perchè significherebbe che l’emergenza più dura che hanno vissuto tutte le generazioni post belliche è stata definitivamente risolta.

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  4. Per me è stato ed è un periodo molto impegnativo. Mi occupo di consulenza del lavoro e i continui provvedimenti molto complessi per ragioni diciamo burocratiche, mi hanno mandato in tilt. A parte le osservazioni di Luciano sul mezzogiorno, che purtroppo lasciano immaginare prospettive drammatiche. Anzi già adesso la situazione è molto difficile. Non voglio scrivere di politica qui perché mi piace di poterci confrontare in armonia e a volte può succedere che parlare di politica possa creare discussioni che magari davanti a un caffè si risolverebbero giustamente con una pacca sulla spalla o una stretta di mano, mentre sul web questo non può succedere. È un momento difficile, dico solo che dobbiamo per quanto possibile, dobbiamo veramente cercare di cambiare tutti il nostro modo di ragionare e fare un salto di qualità proprio come “comunità” e rimettere le persone al centro perché è vero che il virus ha colpito indistintamente tutti, ma è pure vero che creerà uno squilibrio enorme tra chi ha molto e chi avrà sempre di meno.

    Non ho vissuto questa situazione nel nord Italia, ma posso solo immaginare quanto debba essere stato drammatico quello che è successo in Lombardia. Quando ho visto le immagini con i camion dell’esercito con le bare, ho sentito veramente un colpo al cuore. Poi le storie sul fatto che colpisse solo gli anziani, come se questo fosse poco importante… Penso che molti abbiano perso dei familiari e molti di questi, certo, probabilmente erano anziani, ma come si fa a dire che sia meno importante. Voglio dire che sento che questa situazione abbia creato delle spaccature, mentre invece dovremmo stare tutti assieme. Sono diciamo un giovane adulto (il cinque giugno farò 36 anni) mi sono sentito e mi sento in qualche modo responsabile di quello che sta succedendo e allo stesso tempo impotente, mi dispiace per i bambini, i ragazzi, i più giovani e posso immaginare invece quanto tutto questo abbia provato le persone più grandi di me. È tutto veramente molto brutto.

    Detto questo, parlare di calcio, perché no, sicuramente c’è voglia di ritornare alla normalità. Ci vorrà del tempo per lasciarsi alle spalle questa storia del virus, ne sappiamo ancora troppo poco e sicuramente ci sarà una lunga difficile coda per ragioni sociali e economiche. Ma il calcio è una grande passione e proprio per questo è qualche cosa che deve unire. Non so se ritornare a giocare subito o meno sarà possibile e se avrà un effetto positivo, però se possiamo tornare a usare questo spazio per ritrovare uno spazio dove parlare di calcio, di sport e di Inter, ne sarò ben felice.

    Quindi Luciano, ho apprezzato molto il tuo ultimo post, anzi mi ha veramente colpito, ovviamente mi rendo conto che il momento è particolare e che in effetti forse non ci sono tanti argomenti, ma se hai voglia di scrivere, io ci sono e credo anche gli altri lettori. Io ovviamente continuerò volentieri a scrivere e dare il mio contributo, certo vediamo come si evolve la situazione, ma se ricominciamo… penso potrà solo essere positivo. Aggiungo, come fatto in passato, che aprire ad altri interventi se qualcuno vorrà contribuire, non è mai stato escluso. Le forme lo “stile” che si richiede in questo blog penso sia chiaro, il pensiero di ciascuno è assolutamente libero, come sempre si richiede solo di attenersi al rispetto reciproco e di parlare di questo gioco e di Inter in particolare con quella passione comune che tutti noi dovremmo avere (altrimenti perché seguire il calcio e l’INter…).

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  5. Ciao a tutti, spero vivamente in una ripresa graduale del blog. È un piacere risentirvi entrambi. Devo dire che, stranamente, il calcio in questo periodo non mi è mancato molto. Ma è ora di ripartire e questo è il miglior posto per farlo.
    Cosa ne pensate della eventuale cessione di Lautaro? E di Werner al suo posto? E di Tonali?

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  6. Penso che nell’eventuale cambio Lautaro Werner Tonali, comp0lessivamente non ci perderemmo, anche se Tonali non sarebbe la mia prima scelta per il centro campo: secondo me serivrebbe di più uno tipo Kanté Pogba, SMS. ma Tonali potrebbe diventare altrettanto forte, pur con caratteristiche diverse. Potrebbe. E anche no. In ogni caso un cc di peso, se partono Vecino e/o gaglia servirà. poi anturalmente sarà necessario non indebolire la difesa, rafforzare le fasce e trovare una punta forte, come alternativa. E’ tanta roba, ma abbiamo anche diverse cessioni con le quali realizzare.

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  7. Contento di aver ritrovato (per modo di dire..beninteso) Emiliano e spero di tutto cuore che i tuoi problemi familiari si dissolvano e ti ridiano una buona dose di serenità,per quanto possibile in questo drammatico periodo.
    Anch’io non ho sentito il bisogno di pensare al calcio; adesso però ,senza farsi illusioni, con gli spiragli di una cauta ripresa torna un po’ la voglia di discuterne…e quale posto migliore di questo ?
    Mi sembra di capire che Luciano non straveda per Tonali; per quanto mi riguarda invece io lo vedo in testa alla lista degli acquisti sperati ;certo anche Kantè non mi dispiacerebbe,più dubbi su Pogba (ingaggio monstre e non solo…)Per poter concentrare gli sforzi finanziari su altri settori ,non disdegnerei nemmeno un ritorno di Nainggolan…con lui e Tonali avremmo una rosa di centrocampo molto ben articolata.

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  8. Contrariamente a quanto ho letto oggi, secondo me Dembelè del Lione non può essere l’alternativa a Timo Werner (sempre che, come è probabile ormai, lautaro venga ceduto). tuttavia se l’Inter fosse davvero interessta a Dembelé, avrebbe diversi atout da sfruttare nella trattativa

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  9. La penso come Luciano su Tonali. cioè benvenga nel caso, però fondamentalmente a noi servirebbe un Milinkovic_Savic o comunque un giocatore di grande forza fisica a centrocampo. Sull’attaccante… sinceramente mi dispiacerebbe molto se Lautaro venisse ceduto, al suo posto servirebbe un big. Il fatto è che così come siamo ora, i due innesti che servirebbero per me sono un centrocampista forte fisicamente e un forte esterno sx di difesa più un robusto attaccante di riserva (quello che avrebbe dovuto essere Dzeko). Se parte qualcuno, vanno rimescolate le carte ovviamente. Ovviamente Lautaro andrebbe via solo per un’offerta irrinunciabile, molto dipenderà anche da quella che sarà la situazione finanziaria dopo questi mesi e poi le possibilità di rientro alla ripresa anche però questo non è un problema solo nostro.

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  10. Però intendiamoci..pensare a Milinkovic Savic è utopia per il costo da sostenere per strapparlo a quella “volpe” di Lotito ed inoltre con Eriksen,Barella Brozovic e Sensi a disposizione non saprei come collocarlo; certo quelli bravi meglio averli con noi, ma ho anche l’impressione che sia un giocatore che ,se non utilizzato costantemente,tenda a “deprimersi” (calcisticamente parlando) ,oltre al fatto che cmque dovremmo svenarci per l’acquisto e non mi sembra il momento opportuno

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  11. Guarda, se venisse (si fa per dire) a parte Brozo io…non saprei come utilizzare gli altri che citi, non SMS. Lo dico nella piena consapevolezza dell’estrema soggettività e possibilissima erroneità della mia valutazione.
    Io schiereri barella brozo milinkovic, Con Sensi e Eriksen carte da giocare in caso di necessità

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  12. Il bello del calcio….certo un bel centrocampo,ma a mio parere un po’ troppo lineare….;e poi a costo di annoiare,ma x Milinkovic non penso che ci vogliano meno di 80 ml..in questo momento mi sembra un delitto spendere una cifra simile ,ammesso che basti,per un ottimo,ottimo giuocatore ,ma non un fuoriclasse….Però ,se arrivasse,di certo non mi rattristerei …

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  13. da ‘tuttomercato’ riporto fedelmente (cioè copio):

    Verrà il tempo anche per Mattia Sangalli che a 4 anni ha indossato la maglia nerazzurra e, da allora, non se l’è più tolta. Centrocampista centrale classe 2002, milanese doc e di famiglia interista fino al midollo, Mattia è all’Inter quando il pallone era anche fin troppo grande per poterlo gestire e controllare. Eppure lui ci riusciva, se lo imponeva, lo portava con sé ovunque. A Interello, per la sua spiccata centralità anche nei vari gruppi, gli mettono subito la fascia di capitano al braccio e il numero 4 sulla schiena. Storia di un mediano che negli anni ha pure imparato ad avanzare, accettato il rischio e iniziato a calciare in porta mettendo a segno reti da urlo. Maggiorenne da febbraio, Sangalli ha vinto tutto l’anno scorso con l’Under 17 di Andrea Zanchetta giocando 16 gare in stagione, di cui la metà da titolare, finale di Supercoppa compresa.
    Tuttavia è il primo anno che il ragazzo non è totalmente protagonista come in passato, la fase finale del campionato la passa in panchina. La media prosegue quest’anno in Under 18, con 6 gare dal primo minuto sulle 10 totali: per Zanchetta che ha iniziato la stagione con il 3-5-2, salvo poi ripiegare nel 4-3-1-2, non è facile trovare spazio quando in quel ruolo Squizzato spadroneggia. E in panchina c’è pure Wieser che sprigiona talento da tutti i pori. In ogni caso Sangalli è capitano dentro: quando è chiamato in causa mette a servizio tutto il repertorio di ordine, leadership e strappi improvvisi a cui il tecnico dei giovani nerazzurri non può rinunciare troppo spesso. Se un grande giocatore prima di tutto deve avere testa e cuore, ecco con Sangalli si va sul sicuro. Ecco perché la Primavera non è lontana, ecco perché la strada verso il calcio dei grandi è più corta di quello che in effetti sembra.

    Peccato che io non sia capace di unire a questo una foto bellissima del sanga che fail suo esordio, nel 2006 (lui è un 2002) sul prato di Interello con la nostra maglia. Vederli crescere e soprattutto vederli arrivare, molti anni dopo, per me è sempre stao un grande piacere. Il Sanga, poi, oltre a essere un giocatore molto promettente è un interista come pochissimi e questo… garantisce che si tratti anche di una grande persona.

    Comunque la foto del sanga a 4 anni l’ho pubblicata su twitter (lì ci son riuscito, sia pure… separatamente dal commento…

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    1. Purtroppo Luciano non è sempre vero che interista significhi brava persona.
      Prendiamo Mentana: è interista ma è un coglione

      (e quanto ha detto in questi giorni su Auschwitz lo conferma)

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  14. In assenza di calcio giocato e per distrarsi un po’ ..che ne dite
    Handanovic-X,Padelli

    -De Vrij Skriniar-Bastoni-Ranocchia-Kumbulla-X

    -Young-D’Ambrosio-Meunier -X

    Sensi- Eriksen- Barella–Tonali – Brozovic- Gagliardini -Vidal (o Nainggolan ) ;

    Lukaku- Mertens- T.Werner (o Cavani)- X

    Per quanto riguarda la X degli esterni ,si fanno tanti nomi,scarterei Cancelo ,perché immagino che non sia uno dei preferiti da Conte.
    Per la X in attacco ,vedrei un giocatore veloce,che sappia saltare l’uomo.. i nomi me li suggerisce…Fabio :).

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  15. Dei nomi citati magari Meunier, sarei entusiasta del ritorno di Cancelo e credo che Moses visto il basso costo potrebbe essere confermato, secondo me il salto di qualità della squadra passa molto dal salto di qualità degli esterni, il centrocampo magari fosse quello toglierei però Gagliardini e andrei alla ricerca di un profilo giovane da far crescere, in difesa sacrificherei Skriniar che secondo me ha avuto in rendimento non troppo superiore a Godin e vista la possibilità di monetizzare me ne priverei, bene Kumbulla e assolutamente riprenderei Zinho, per l’attacco detto di Mertens che secondo me è un grandissimo colpo visto che è a zero, prenderei tutta la vita Moussa Dembele del Lione e non Timo Werner che non mi piace proprio, piuttosto il buon Cavani e 4 punta anche qui un giovane da far crescere, non Esposito che secondo me deve andare a giocare e nemmeno Pinamonti che per crescere deve trovare assolutamente dove giocare con continuità, seppur non lo sopporto per la sua filodrammaticità ma non nascondo che mi intrigherebbe Chiesa seppur con difficoltà lo vedrei sull’esterno ma se si adattasse credo ci farebbe fare un bel salto di qualità peccato per Castrovilli perchè lo trovo molto interessante

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    1. Concordo su diversi aspetti….benissimo Cavani e Dembelè (avrei messo anch’io Cavani,ma non volevo strafare..),d’accordo con Gagliardini da sostituire con un giovane (Locatelli ??? )….scettico su Cancelo e su Moses se si potesse rinnovare il prestito…

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  16. Per il centrocampo per qnt meraviglioso temo comporterebbe il bruciare qualche giocatore se prendi vidal temo bruciamo barella che a mio parere ha fatto una stagione da 6+ per ora incide troppo poco in fase di costruzione e di inserimento tonali lo prenderei se gli possiamo garantire una semi titolarità qnd nn so se riscatrerei sensi che nella prima parte di stagione è stato superlativo sono scelte toste io terrei sensi barella o vidal brozo e scommetterei sull ungherese del Salisburgo ed in più riprenderei naingo

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  17. Sto cercando, faticosamente per carenza di elementi di consocenza oggettivi, di scrivere un post sulla Primavera. poi magari ne scriverò uno sulle voci di mercato e le prospettive della prima, ancora più aleatorio.
    Per il momento dico la mia sulla discussione innescata dagli amici

    La mia squadra ideale in astratto e quindi impossibile. Ripeto: impossibile, quella dei sogni inconfessabili anche a se stessi.

    Così, per gioco.

    Però ci sono squadre che hanno rose così vaste e ricche di valori

    Handa Radu

    Skriniar D’Ambrosio
    De Vrji Kumbulla
    Bastoni Zinho

    Chiesa Heteboer
    Barella Locatelli (Pellegrini)
    Brozovic Tonali
    Pogba (Kante, SMS) Eriksen
    Young Gosens (Emerson)

    Lukaku Cavani
    Lautaro Dembelè

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    1. Su Zinho non sono aggiornato,ma non pensi che gli servirebbe giocare con costanza ? Per quanto riguarda l’attacco il mio preferito è di gran lunga T Werner.
      Claudio..hai ragione il rischio di bruciare qualcuno esiste ,però purtroppo se vuoi lottare su più fronti devi avere una rosa forte.

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  18. dembelé è spesso infortunato . Meglio T. Werner e Cavani con il Gigante Buono e Mertens. A centrocampo Tonali , SMS e ………..

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    1. Però Giancarlo, vedo che qui si continua ad indicare Milinkovic; mi piace sognare ,ma con i piedi a terra. Lotito non è certo uno che fa sconti ..personalmente non mi sarei svenato per lui nemmeno nei tempi normali; adesso però sarebbe una pazzia.

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  19. Cavani sarebbe un grande acquisto per me. Ovviamente intendo Cavani come alternativa a Lukaku e Lautaro. Mertens come quarto secondo me andrebbe bene. Sarebbe un reparto nettamente più forte e completo di quello attuale e da Lautaro possiamo aspettarci una crescita ulteriore, così come Lukaku potrà avere nelle gambe una intera preparazione con Conte… SMS sicuramente costa tantissimo. Però la squadra di quest’anno è forte, ma per migliorare e fare il salto di qualità ha bisogno di almeno un innesto molto forte a centrocampo e di un esterno di primo livello (che secondo me non può essere Cancelo). Poi se non ci sono le condizioni, ne prenderemo atto, ma credo che l’indirizzo debba essere quello.

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    1. Faccio il rompiscatole Brozo-SMS-Eriksen per voi è un reparto ben assortito ? o lo è Brozo-Barella -SMS ?..Certo il discorso cambia se vogliamo disfarci di Sensi od Eriksen.
      Richiesta spero non inopportuna : Emiliano è un problema fare un nuovo post anche solo con un titolo e/o foto?

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  20. Infatti ho parlato di squadra ‘impossibile’ ma molto vicina a quella che piacerebbe a me. (per esempio, tra i centrocampisti in assoluto preferirei Kantè)

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  21. Concordo con il fatto che ci voglia un ampia rotazione ma credo ai giocatori devi dare almeno uno quasi titolarità vedi sensi bare tonali è che loro siano disposti ad accettare secondo me se vidal eriksenn se nn gli garantisci la titolarità sono casini SMS con brozo e eriksenn se si vivscizza fisicamente sarebbe spettacolo io barella così straordinario fin ora nn l ho proprio visto se nn arrivasse vidal e l ungherese del Salisburgo che temo andrà al Milan visto il costo io mi prenderei il buon William Carvalho sarò blasfemo ma piuttosto che werner io prenderei Belotti del torino

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  22. qualcosa spero di mandae in serata, tanto per avere un nuovo post. Per come vedo il calcio io, in uno squadrone Sensi ed Eriksen per motivi diversi, non possono essere titolari indiscussi in uno squadrone. Però ripeto tutti sapete delle mie prefereze per giocatori ‘totali’. Chiaro che s euno guarda alla tecnica pura il discorso cambia

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