Napul’è (anzi… era): Napoli – Inter 1-3

Voglio precisare, a scanso di equivoci, che il titolo è solo uno scherzoso sfottimento sportivo e allude al fatto che finalmente siamo noi a guardare i partenopei dall’alto di una classifica che ci premia.

Nessuna ostilità verso i napoletani che invece, a prescindere dal tifo, trovo simpaticissimi (e in particolare adoro il loro dialetto, estremamente espressivo).

Del resto io non ho nulla in comune con chi si nutre di princìpi come ‘prima gli italiani’ che poi per coerenza si declinano anche con ‘prima i settentrionali’ e così via… rimpicciolendo.

Dopo di che riconosco che faccio molta fatica a comporre questo scritto.

Avevo già esternato in privato a Emiliano le difficoltà che incontro nel continuare ad avere un ruolo importante nella stesura di post per il blog, perché l’impegno (che pure continua a piacermi) necessita di troppo tempo da dedicargli rispetto a quello di cui ora posso disporre… e in generale alle mie forze

La partita col Napoli ha aggiunto a questo il senso di disgusto, di inutilità di qualunque contributo impegnativo in un calcio in cui la combinazione arbitraggi + uso del VAR producono spettacoli disgustosi come quello visto ieri.

I giornali esprimono giudizi negativi sull’arbitraggio, ma estremamente moderati, al massimo riconoscono che c’era il rigore su Lautaro.

A me, che sono un tifoso e quindi di parte, ma cerco di dire quello che vedo, la sequenza di ‘errori’, sommando arbitro e uso (o non uso) del VAR è sembrata interminabile.

Sintetizzo, per brevità:

  1. Due rigori negati (anche il primo che forse comincia fuori area ma si conclude e diviene efficace ben dentro). In ogni caso, per non correr rischi, Doveri non dà neppure la punizione.
  2. Un gol del Napoli in evidente fuori gioco. Al momento in cui riceve il passaggio, Milik non era più in fuori gioco, ma lo è stato nella… mezz’ora precedente. Poi se uno può stare nell’area piccola ad aspettare che arrivi la palla e magari che un difensore indietreggiando lo rimetta in gioco, allora è tutto regolare.
  3. 22 falli fischiati contro di noi e solo 10 contro i padroni di casa. In particolare Lautaro è stato vessato in ogni modo ma il più delle volte Doveri ha punito il suo tentativo di non farsi travolgere.
  4. Conseguenza di questo, 5 ammonizioni per i nostri e nessuna per loro. Un paio di ammonizioni ai nostri ci stavano, come ce ne stavano almeno 2 o 3 per loro. Ridicolo il fatto che non sia stato ammonito il calciatore del Napoli che ha scagliato il pallone con forza contro la nostra panchina.
  5. Una punizione dal limite per loro, inventata, in posizione favorevolissima (la speranza era che servisse a riaprire la partita). Per colmo di vergogna, la punizione è stata confermata anche dopo che il giocatore napoletano aveva ammesso con l’arbitro di non essere stato colpito. Può essere però che il regolamento… preveda anche questo.

Poi però mi è sembrato brutto smettere di scrivere i post proprio in occasione della più bella vittoria in trasferta di questo nostro campionato (sarebbero state tutte vittorie, sino ad ora, senza il contributo fondamentale di arbitro e VAR, a Firenze).

Quindi per il momento continuiamo a parlare di calcio giocato.

Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile, perché la classifica deficitaria dei partenopei in Serie A è dovuta a una serie di fattori che esulano dal mero valore tecnico della squadra, ribadito invece in CL dove gli azzurri si sono qualificati per gli ottavi, battendo 2-0 il Liverpool a Napoli e pareggiando in Inghilterra.

A loro mancavano alcuni giocatori importanti (probabilmente hanno pagato soprattutto l’assenza di Koulibaly), ma noi avevamo qualche titolare al rientro (al punto che all’inizio le mezzeali sono state Gaglia e Vecino anziché i rientranti e possibili titolari Sensi e Barella) ed avevamo ancora fuori Asa e D’Ambrosio.

Le loro assenza potrebbero sembrare più gravi, forse lo sono pure, ma anche noi abbiamo pagato, sembrerà un paradosso, la mancanza di D’Ambrosio.

Se andiamo a vedere, le loro azioni più pericolose sono infatti venute da sinistra, tanto che Candreva ha dovuto sacrificarsi in marcatura e ha potuto sostenere poco l’attacco.

Ma Antonio, pur encomiabile per assiduità e concentrazione, non è D’Ambrosio in fase difensiva e loro hanno insistito molto su Insigne, affiancandogli in sovrapposizione Mario Rui e hanno sfruttato così il binario creato dal modulo 433 costringendo a ‘uscire’ Skriniar, mentre anche Fabian Ruiz o Zielinski, a turno si aggiungevano al reparto, approfittando del maggior dinamismo rispetto a Vecino.

In questa situazione D’Ambrosio ci avrebbe fatto comodo, sicuramente.

Secondo me la gara ha confermato la forza dei partenopei, nonostante alcuni errori individuali che hanno pagato molto cari.

Infatti se il Napoli è apparso lacunoso in difesa, il centrocampo ci ha superati per dinamismo, le ripartenze brucianti sono state le loro armi più pericolose, ma mi sono sembrati anche molto abili nel giro palla a ridosso della nostra difesa, quando era fitta e schierata.

Poi la partita l’hanno decisa la diversa incisività sotto rete degli attaccanti (i nostri aiutati, ripeto, in tutte le reti da errori della difesa avversaria, ma c’è da dire che è molto facile sbagliare qualcosa quando vieni aggredito da un treno come Lukaku o da un toro come Lautaro).

L’incisività dei nostri punteri è dimostrata da cifre sbalorditive, riportate dal sito della Lega: Lukaku 3 tiri 2 gol, Lautaro 2 tiri un gol (oltre a due falli da rigore provocati).

D’altra parte il discorso sugli errori degli avversari vale solo se parliamo del risultato ottenuto… sul campo (come direbbe qualcuno), ma in occasione dei due chiari falli da rigore negatici non c’erano stati particolari errori difensivi, come del resto in diverse grandi occasioni costruite da noi e sfumate di un nulla.

E tuttavia dobbiamo riconoscere che abbiamo sofferto più che in altre partite come mostrano alcune cifre: Handa per esempio ha dovuto esibirsi in 6 parate, una in più del rivale; i tiri verso la porta sono stati 18 a 9 per loro e i tiri in porta 8 per parte.

Con un gol per loro e tre per noi.

Sta qui la differenza?

Anche i tiri da dentro l’area testimoniano che abbiamo lasciato agli azzurri qualcosa più del solito: 4 conclusioni.

Il fatto è che il punto di forza del 433 (fatto bene) sta nel predominio che assicura sulle fasce (2 contro uno rispetto al 352), che finisce per chiamar fuori un centrale avversario e lasciare la punta centrale a giocarsi l’uno contro uno (e se il terzo difensore si accentra, risulta agevole il cambio di gioco sulla fascia opposta).

Per chi gioca a tre allora diventa essenziale il lavoro degli esterni e delle mezzeali ai quali si richiede oltre che intelligenza di gioco, dinamismo, sincronia e tempestività nei movimenti, perché poi in fase di possesso devono anche allargarsi per dare ampiezza all’azione e possibilmente saltare l’uomo ed ‘entrare’ quasi da trequartista, come faceva bene Sensi prima dell’infortunio.

Ora, le nostre mezzeali avevano meno ritmo, velocità e… confidenza con la palla delle loro e se Candreva era costretto a star dietro per aiutare, le aperture di gioco diventavano difficili, ma in cambio riuscivano le verticalizzazione centrali (che sono cosa completamente diversa dal lanciare lungo a casaccio), per la forza delle due punte, che attaccavano la porta magistralmente o difendevano la palla per far salire la squadra.

Questo sistema produce il massimo fino a quando i movimenti (soprattutto le marcature preventive) funzionano al meglio per tempismo ed efficacia, ma fanno correre dei rischi quando si crea qualche inevitabile ritardo o disarmonia nei movimenti.

I rischi maggiori infatti li abbiamo corsi in 3-4 occasioni in cui ci si è trovati, dopo aver perso palla, scoperti nel 3 contro 3, con il loro portatore di palla che aveva molte scelte di gioco disponibili.

Qui però è emersa la straordinaria qualità dei nostri difensori.

Quando invece loro attaccavano con più uomini, palleggiavano e facevano girar palla molto bene, si è visto, per quasi tutta la partita, un altro punto di forza: la compattezza e lo spirito di sacrificio della squadra, che non ha lasciato tiri dal limite a colpo sicuro, come accaduto in passato qualche volta.

In conclusione i nostri punti di forza fondamentali sono stati i due attaccanti, i difensori e lo spirito di squadra, la disponibilità al sacrifico dei centrocampisti.

E’ mancata un po’ in questa fase, invece, la qualità (e il ritmo) nei 5 centrocampisti, ma con Sensi, Barella e, speriamo, due nuovi arrivi (in fascia e in mezzo) anche questo reparto, che comunque sino ad ora ha dato tanto, potrebbe fare un ulteriore salto di qualità.

Dunque l’Inter secondo me ha concesso qualcosa in più che in altre partite, ma si deve anche riconoscere la forza degli avversari.

E comunque ha saputo affrontare con il piglio, la mentalità e la consapevolezza della grande squadra le difficoltà che la partita presentava.

Quando si dice che vincere aiuta a vincere forse si intende anche questo.

Nella polemica con Capello, Conte ha avuto buon gioco, perché sostenere che l’Inter vista a Napoli sia squadra che difende e riparte (catenacciara, nelle intenzioni non dichiarate dell’eroe dei campionati moggiani) è semplicemente demenziale, perché i nostri hanno sempre cercato di pressare alti e quando non ci sono riusciti è semplicemente perché ci sono anche gli avversari.

Nel finale, in vantaggio per 3-1, anziché difendere siamo andati al tiro con Skriniar e Bastoni si è permesso un raid sino alla loro area, con triplo dribbling vincente.

Sia loro che noi abbiamo creato occasioni con le ripartenze, ma non succede spesso che una squadra già in vantaggio a Napoli dopo neppure un quarto d’ora conceda ai padroni di casa diverse ripartenze: significa che non abbiamo mai rinunciato ad accompagnare con parecchi giocatori l’azione offensiva.

Anche se risulta significativo il fatto che 29 dei nostri attacchi sono venuti dal centro o da sinistra, solo 7 da destra, dove Candreva è stato tenuto ‘basso’ dall’intraprendenza di Insigne.

Il baricentro del gioco è stato effettivamente più alto per i napoletani, ma questo è naturale dovendo loro provare a recuperare il risultato per 80 minuti su 95

Proprio il nostro vantaggio precoce spiega infatti alcuni dati in apparenza favorevoli ai napoletani, come il possesso palla (56% a 44% per loro), il numero di passaggi (505 a 346), l’accuratezza dei passaggi (86% a 81% per loro) o, per contrasto, altri tipicamente difensivi favorevoli a noi, come il numero dei recuperi (32% per loro, ben 68% per noi).

E’ chiaro che se per tutta la partita devi recuperare, terrai più spesso la palla con palleggi orizzontali che aprano la difesa avversaria schierata e in queste condizioni (prevalenza di passaggi brevi) anche il numero di errori diminuisce.

Questo dato è confermato da altre cifre: noi abbiamo fatto più passaggi lunghi e medi (166 a 152), loro più passaggi corti (353 a 218).

Dove il passaggio lungo o medio è chiaramente altra cosa. Giova ripeterlo, rispetto al rinvio o al lancio lungo a casaccio.

In pochissime occasioni siamo andati in affanno al punto da ricorrere a questa soluzione, pericolosa perché riconsegna subito la palla agli avversari.

Giocare la palla da dietro, in uscita, fa correre dei rischi apparentemente maggiori ma in realtà costringe l’avversario a uscire e scoprirsi; a correre a vuoto e a rompere il ritmo.

E’ atteggiamento da grande squadra, se supportato, naturalmente, da adeguate capacita tecniche e da movimenti in smarcamento intelligenti e studiati.

In definitiva credo che a Napoli abbiamo davvero giocato una grande partita, qualitativamente e quantitativamente, perché ritmo e intensità non sono mai calati e anzi mi sono apparsi in crescita dopo l’ingresso di Barella e poi Sensi.

Adesso ci aspetta un nuovo test davvero probante, in casa, contro un’Atalanta in stato di grazia.

Un altro step da superare, per quanto difficile, se si vuole confermare la graduale e impetuosa crescita.

Le prestazioni individuali

Handanovic: sul gol non ha responsabilità, compie un paio parate importanti, magari in uno stile non perfetto, ma conta l’esito. 6.5

Skriniar: deve affrontare l’avversario più insidioso, tra l’altro in condizioni difficili perché spesso nella zona si crea una loro superiorità numerica e perché viene chiamato ad uscire in una posizione di esterno nella quale non si esalta. Comunque alla fine concede davvero poco a un Insigne ispirato e soprattutto è il giocatore che ha la media migliore di passaggi riusciti (93,2%). Quando la palla l’ha lui, io mi rilasso, altro che scarso di piede! 6.5

de Vrij: altra prestazione da incorniciare. E’ il primo per palle recuperate (16) ma soprattutto dirige il reparto con assoluta autorevolezza e sa avviare alla perfezione la transizione offensiva. Speriamo solo che resti sempre in salute e in questa condizione. 7.5

Bastoni: cresce di partita in partita, pur avendo ancora margini di progresso importantissimi, soprattutto per quanto concerne la ‘cattiveria’ e la reattività sul breve. Supera a grandi voti quello che si può ritenere una sorta di esame di maturità. Secondo nella percentuale di passaggi riusciti (90%) Con lui e l’olandese, senza trascurare come visto Skriniar, i nostri difensori sanno avviare l’azione con efficacia. Ha personalità e la dimostra anche nel finale, quando si esibisce in uno slalom spettacolare nella metà campo avversaria. 7

Candreva: prima del nostro vantaggio, il Napoli aveva sfondato tre volte proprio sulla destra della difesa. Conte lo ha richiamato a un impegno difensivo più assiduo, da quel momento Insigne, raddoppiato, è stato meno pericoloso. Però in avanti è mancata la spinta sulla fascia destra. Sacrificio indispensabile, e meritorio, il suo, perché la situazione lo richiedeva. 6

Vecino: primo tempo decisamente sotto tono, in cui spicca solo la girata di testa che obbliga Meret a una grande parata. La difficoltà a dare ritmo e intensità all’azione, sua e di Gaglia, sono tra le cause del predominio territoriale napoletano, ma l’uruguagio si applica con diligenza e spirito di squadra. Alla distanza riprende quota abbastanza chiaramente. 6

Brozovic: è apparso un filino sotto tono rispetto alle sue prestazioni migliori, tuttavia è il giocatore che ha corso più di tutti (10 km contro gli 8 di Allan, secondo i dati della Lega, addirittura 13 km secondo l’Inter). Con de Vrji è il giocatore che ha al suo attivo più recuperi (16) contro i 14 di Manolas. 65 sono i passaggi riusciti. Qualche volta si è attardato troppo con la palla nei piedi, correndo inutili rischi, ma bisogna vedere se questo è dipeso dalla difficoltà di smarcamento dei compagni. In alcune occasioni ha mostrato lanci e aperture per i quali si è imposto come un top nel ruolo 6.5

Gagliardini: sembra confermare di avere un fatto personale contro il Genoa, rispetto all’ultima partita contro i rossoblu, si ripete solo nella generosità con cui tenta di spingere e di inserirsi, ma i risultati non sono gli stessi, in quanto viene frenato da un avversario che ha più passo di lui e il gaglia non ha l’estro necessario per saltarlo di pura tecnica e fantasia. Con lui e Vecino l’Inter è più poderosa e compassata, con Barella e Sensi, più rapida, imprevedibile, dinamica. 6-

Biraghi: mah, in assenza di D’Ambrosio e con Candreva e Gaglia temporaneamente risparmiati dal tifo, lui ormai è diventato il bersaglio preferito. Invece a Napoli fa tutt’altro che male, secondo me. Contrastare Callejon non è facile e spesso su quella fascia il Napoli ha la superiorità numerica. Tutto sommato lui lo limita e lo chiude benino. Con l’eccezione (forse) dell’azione del gol. Bisognerebbe poter rivedere con calma e al rallentatore la posizione (sua e dei compagni) assunta al momento del taglio di Zielinski. A me pare che le responsabilità siano collettive. Secondo il sito dell’Inter, gestisce ben 77 palloni, con una notevole continuità di applicazione, vince tutti i duelli aerei e sforna 4 cross interessanti. 6.5

Lukaku: primo tempo sontuoso non solo e non tanto per i due gol sui quali c’è con evidenza il… contributo dei difensori e di Meret (ma poi bisogna essere capaci di fare 60 metri palla al piede senza farsi raggiungere e scagliare due bolidi di incredibile potenza), quanto per la capacità di fare reparto con Lautaro, scambiando di prima con giocate di gran pregio anche dal punto di vista tecnico. Come velocità di punta, con i suoi 32,32 kh/h è secondo solo a Mario Rui (33, 53). Per la sua struttura fisica particolarmente poderosa, se in rosa ci fosse un’alterativa in grado di non farlo rimpiangere troppo, potrebbe venir rilevato negli ultimi 15-20 minuti e forse, potendo dare tutto, sarebbe ancora più distruttivo (per gli avversari) nel tempo giocato. 8

Lautaro: ancora una grandissima prestazione del “toro” argentino che gioca per la squadra, ha un’intesa strepitosa con Lukaku ed è letale nei sedici metri. Subisce una serie interminabile di falli ai quali, è vero, non si piega con condiscendenza, cercando appunto di opporsi con forza taurina. La forza la possiede soprattutto nelle gambe e questo gli consente di vincere contrasti, arrivare a palloni difficilissimi ed esplodere tiri con impareggiabile rapidità e violenza. Sul gol sbaglia Manolas, è vero, ma lui aveva già fatto un’azione in cui aveva costretto il suo avversario a sbagliare, proprio per la caparbietà. Metteteci anche due falli da rigore subiti… (sul secondo neppure i… giornalisti possono negare la realtà) e avrete una prestazione encomiabile, su un campo difficile. 7

Barella: deve sicuramente disciplinarsi meglio anche se è difficile perché la sua prerogativa è proprio lo slancio, la veemenza, la determinazione feroce. Quando è al top della condizione e forse ha anche più fiducia nelle sue capacità di eventuale recupero, si lascia trascinare meno spesso dalla foga. Anche dopo l’ammonizione è autore di interventi che presentano troppi rischi. In ogni caso il suo ingresso dà al centrocampo più ritmo e aggressività. 6

Sensi: mette minuti preziosi nelle gambe e nel complesso dimostra di essere ben avviato sulla strada del pieno recupero, che per noi è una necessità assoluta: al momento non esiste in rosa un giocatore con le sue caratteristiche. sv

Borja: spiccioli di gara che non consentono una votazione, ovviamente, ma dà la sensazione di essere in un momento buonissimo. Troppo breve la sua presenza perché le cifre siano significative, ma, ad esempio, è il migliore come velocità media (11,2 km/h contro gli 8,1 di Fabian Ruiz). sv

All. Conte: vorrei dargli il voto che si merita per aver condotto l’Inter in cima alla classifica dopo 18 giornate, per aver presentato una squadra in gradi di imporsi nettamente contro un Napoli sicuramente forte e per aver trasmesso ai giocatori e ai tifosi la convinzione di possedere un gruppo straordinariamente unito, determinato e in grado di produrre ampi spazi di bel gioco contro chiunque.

Ma domenica incontriamo l’Atalanta che ha dato 5 gol al Milan e 5 al Parma. Sarà una partita difficilissima. Per la superstizione che mi accompagna nelle faccende calcistiche preferisco celebrarlo per quanto fatto sino ad ora e a Napoli in particolare, sfatando un digiuno di 23 anni, rimandando la votazione al prossimo dopo partita.

Luciano Da Vite

Foto: Rumelu Lukaku. Il centravanti belga è stato devastante nella trasferta di Napoli e in cui ha realizzato una doppietta (14 goal in campionato).

63 pensieri riguardo “Napul’è (anzi… era): Napoli – Inter 1-3

  1. Manolas sbaglia sul gol di Lautaro, ma Lautaro fa ugualmente una prodezza, ha il corpo già orientato verso destra, dove Meret potrebbe chiudergli lo specchio, invece con un esterno delizioso la mette dove nessuno potrebbe arrivare a parare.
    Le occasioni come il primo gol di Lukaku o il gol di Lautaro si sbagliano spesso, pur essendo grandi occasioni; d’altra parte il calcio è “un gioco di errori”, non di perfezione.

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    1. no no Obafemi.. ieri girava un video con i suoi gol.. mi domandavo se si poteva capire già da prima l’impatto che ha avuto

      ricordo il derby di champions(ero la )in poco tempo ha fatto venire il mal di testa a Maldini..

      secondo me non ha fatto la carriera che meritava

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      1. Oba Oba è arrivato in Primavera ed è stato subito devastante. Velocità incredibile, straordinario controllo di palla in corsa e rapidità di tiro. Buonissima carriera, non credo ptoesse fare di più, perché un po’, come dire, monocorde come opzioni di gioco

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  2. E come per incanto Inter-Atalanta arbitro Rocchi , 4 uomo Doveri e Irrati Var . Non so se 😄 o 🤣. Dovremo per la diciannovesima volta vincere contro il male assoluto- AMALA E DIFENDILA SEMPRE 🐍💙🖤

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  3. Molta curiosità per vedere all’opera Hoti, difensore centrale di piede destro, con passaporto svizzero, ma kossovaro di nascita, 1,91 di altezza. Con Cepele, nato in italia ma albanese di origine dovrebebro formare una coppia molto interessante. I 2003 se non prelevano loro troppi giocatori, si spera facciano bene.
    Per quanto riguarda il emrcato della prima squadra, a me va bene quello che decidono i dirigenti, ma se debbo dire un parere da tifoso (quindi da incompetente consapevole) non cambierei nè Gaglia né Vecino, né Politano per Kessiè.
    Dirò una bestialità, ma come utilità AL MOMENTO, PER QUESTA STRUTTURA DI SQUADRA, riterrei più utile Vidal rispetto ad Eriksen, che naturalmente rappresenterebbe invece un investimento fondamentale a medio e lungo termine. Spero anche che si blocchi per l’estate almeno uno tra Tonali e Castrovilli.
    A quel punto servirebbe un vero botto per la fascia. I nomi che si fanno oggi, secodo me in prospettiva di grandi ambizioni, non servono granché anche se possono essere utili ‘pezze’ per l’oggi. Kumbulla non lo consoco bene, non so se è migliore di Zinho che, con un altro anno di esperienza alle spalle, potrebbe essere la controfigura ideale, tecnicamente, di De Vrji che non piò giocare sempre.
    Atletico barcellona conferma, sempre a mio parere, una cosa in cui credo da sempre: sagacia tattica forza e ferocia agonistica, possono tranquillamente anullare un gap tecnico anche del 30%. Il calcio non è solo bei numeri: è anche umiltà, lotta, correre e aiutarsi tutti. Se in un contesto simile hai 2-3 (anche…4) che fanno la differenza, molto meglio. ma i giocatori di quanti non vanno stroncati: sono preziosi come i più tecnici

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  4. La mia paura…calcistica è che questa ridda di notizie di mercato che ci riguardano,possano fare male alla squadra; la mia speranza è che Conte & Marotta riescano ad arginare questo pericolo.
    Comunque …giocando al mercato; a gennaio Young,Giroud e..,.speriamo ,Vidal; in estate punterei tutto ,ma davvero tutto su Tonali, un esterno (Alonso o…) ed in attacco,se Sanchez conferma quello che ha lasciato intravvedere nei pochi minuti giocati,siamo a posto. Se poi arrivasse Eriksen saremmo a cavallo,anzi forse ancora un centrocampista.se oltre a B Valero uscisse qualcun altro.

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  5. Non conosco bene Castrovilli,ma mi sembra che con Sensi e Barella non avrebbe molto senso puntare su di lui…Fabio urge un tuo parere :)
    Concludo con una considerazione sul mercato: ok gli interessi in gioco sono tanti,ma una finestra di mercato di gennaio che dura un mese mi sembra davvero una stupidata,oltre a quella estiva che si protrae per oltre tre mesi…ufficialmente ,perché poi il mercato è in pratica continuo…alla faccia di tanti bei discorsi intrisi di demagogiai di Uefa ,Fifa & C.

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    1. Castrovilli molto bravo, buona tecnica abbastanza veloce, gli manca decisivita’ negli ultimi 30 metri. Non è un top, ma un buonissimo giocatore. Lo prenderei senza svenarmi.

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  6. Buonasera, ma solo io ho problemi a visualizzare le risposte (delle risposte, delle risposte…) ai commenti? Lo spazio si riduce sempre più.

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  7. attualmente non ho linea per collegarmi. Spero torni per il post partita e per le due partite delle giovanili di domani. Luciano

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    1. Se ti riferisci al presunto rigore su Toloi nel primo tempo ci sono immagini in rete che fotografano la netta spinta a due mani di Zapata a Lautaro che lo fa cadere a terra. L’azione se rivisto al Var andava sanzionata a quel punto e non subito dopo per lo sgambetto di mano di Lautaro.

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  8. Rivedetevi anche il fallo (non fallo) fischiato contro Lautaro che volava verso la porta in solitario . Poteva essere il 2-0 . Meditate hanno paura di noi , per quello che potremmo fare . 🐍💙🖤AMALA E DIFENDILA SEMPRE.

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  9. E bravi siete proprio degli Interisti senza fede nella nostra squadra. Certo faremmo fatica a qualificarci per la champion prima di noi sicuramente arriverranno Lazio , Roma , Napoli , Atalanta e Milan.

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    1. Io non ho mai detto questo, ho chiesto a Fabio cosa intendesse per ridimensionamento. Il fatto comunque che lui lo pensi non vuol dire che ci speri, diciamo che per qualità complessiva di rosa gli unici delle prime 4 ad aver bisogno di integrazioni importanti siamo noi, mi pare evidente.
      Ieri ero allo stadio e la differenza in termini di organizzazione intensità e qualità in mezzo al campo e sugli esterni erano evidenti
      In una partita come questa barella avrebbe potuto dare quel quid essenziale per soffrire di meno le loro ripartenze e il loro ritmo, giocando in modo speculare a loro. Tuttavia da solo e con sensi a metà servizio (o arriva eriksen o sono guai)non sarebbe bastato , ci vorrebbe almeno un altro tuttocampista del livello di Niccolò.
      Di esterni competitivi invece, non ne abbiamo ma li dietro d’ambrosio ci sarebbe comunque servito come il pane.
      Complimenti all’atalanta, ha espresso una sincronizzazione perfetta, l’idea di armonia

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    2. Giancarlo la mia non è mancanza di fede o schiavismo del personaggio…ma un’ analisi.
      Nel girone di ritorno affronteremo roma lazio juve e atalanta fuori casa, pertanto sarà molto più impegnativo.
      La squadra sembra stanca e gli attaccanti spremuti, oltre al campionato ci saranno coppa italia ed europa league.
      Senza innesti a mio avviso ci sarà un ovvio calo che porterà a fare un girone peggiore, ma che ci porterà in champions (ed in tal senso la probabile qualificazione prima dell’ultima giornata potrebbe portare punti persi non influenti). La soglia Champions verosibilmente sarà moltp vicina ai 70/72 punti.
      Con 30 saremmo a 76…

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      1. facciamo 2 conti, allora. Le quattro avversarie citate, in casa, ci hanno fruttato 5 punti su 46. Ammesso e non concesso che fuori casa facessimo zero punti con queste, ne resterebbero, rispetto al girone di andata, altri 11 da “perdere”.
        Può succedere? Tutto può succedere, ma come analisi è deboluccia.
        Siamo stanchi? Magari è la preparazione, ad esempio se non avessimo più infortuni, a prescindere dagli “innesti”, avremmo una rosa più ampia, rispetto all’andata.
        A me pare il tuo solito difetto, scusa se mi permetto, l’eccesso nei giudizi, che siano tecnici o pronostici, con una dose di certezza che stupisce…
        Comunque, per divertirci, terremo il conto, giornata dopo giornata.

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        1. Ma fare un pronostico adesso è avere certezze? Ho solo fatto un pronostico e proposto la mia analisi. Tutto qui…
          Nulla di saccente o altro. Il personaggio purtoppo me lo avete creato voi, pensando che ogni mia parola sia dettata da saccenza.
          Ma se luciano dice che ha brutte sensazioni va bene… Se lo dico io è un giudizio saccente.
          Motivo per cui non parlo più della prima squadra…
          E continuerò a farlo.

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          1. P.s con le altre 15 partite abbiam fatto 13 vittorie e 2 pareggi. Nel ritorno faremo lo stesso? O sarà piu normale 9 vittorie 3 pareggi e 1 sconfitta?
            Sarebbero 30 punti…

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            1. Ma chi dice che nelle altre quattro siano zero? Magari sono 8…
              Si va all’infinito.
              I 2 pareggi, Parma e Fiorentina, sarebbero dovuti essere 2 vittorie, ad esempio, magari faremo 15 vittorie. La lazio è in striscia da 11, con una da recuperare, o loro sono così più forti?
              Comunque vedremo.

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          2. Luciano ha sempre brutte sensazioni, ma non sono analisi, sono sensazioni. Ovvero irrazionale. Come essere scaramantici o superstiziosi.
            Io non ho pregiudizi verso qualcuno, avrai notato che le tue osservazioni sul regolamento eccetera trovano, spesso, il mio plauso. Ma quando si tratta di analisi beh, esageri, dal Dambrosio da serie C allo stesso Icardi, su cui avresti anche ragione per alcuni aspetti relativi all’Inter ma non sul valore assoluto, tant’è vero che è al PSG e, se non fa le bizze, se lo tengono a 10 milioni netti…ricchi sì ma scemi no.
            E’ questo Fabio, il problema, sui contenuti si ragiona, se diventano “postulati” no…vale per tutti, probabilmente anche per me. Io so di avere posizioni “nette” sulla tecnologia, perché cerco di esprimere anche un concetto di “giustizia” ed “equità”, ma capisco che ad altri possano sembrare drastiche. Normale avere anche risposte altrettanto nette…

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            1. D’Ambrosio ha ancora tecnica da serie C.
              Icardi era ed è un giocatore inadatto al nostro gioco, per lui era fondamentale avere due esterni che lo potessero rifornire dopo aver creato superiorità numerica …al psg ha neymar e mbappe.
              Qui perisic e candreva.
              Mi sembra ad oggi i risultati senza Icardi siano stati migliori, e si è potuto sopperire ai suoi gol con gol di altri…

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    1. Alt. Con gli innesti cambia tutto. Io dico ad oggi. Se arrivano eriksen, o vidal, o giroud o altri cambia tutto.
      Con giroud in piu penso mediamente 33/36 punti, con giroud,eriksen o vidal 36/39.
      Con giroud, erik/vidal + esterno valido 40/43 punti e ci giochiamo lo scudetto

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      1. Confesso che preferisco le tue valutazioni sui giocatori….questi esercizi ..matematici li trovo basati sul nulla…o quasi perché le variabili che possono entrare in gioco sono innumerevoli e non tutte preventivabili. Ma tutto questo non significa che ognuno possa fare le previsioni che crede….;)

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      2. Con dentro Eriksen, Giroud e Young e Kessie (credo che nel 3-5-2 di Conte potrebbe fare molto bene) non ci si può più nascondere, si tenta il bersaglio grosso. Cederei Politano e Vecino per fare cassa.

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  10. P.s. faccio presente che la soglia per il 4o posto è sui 67/70 punti… E il massimo punteggio di sempre di una squadra arrivata 5a è di 72 punti.

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  11. girone d’andata 46 punti ma ci mancano 6 punti ( furto Aia Parma , Roma , Fiorentina) – Calci di rigori solari non assegnati . Ho perso il conto delle partite assecondate dall’Aia ai rubentini .

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  12. Buona serata a tutti. Questo blog pullula ormai di ragionieri della classifica. Io vi dico di avere fede: abbiamo una società solida, la migliore dirigenza possibile (Marotta, Ausilio, Oriali), un allenatore eccellente ed un gruppo di calciatori motivato e ben assortito. Le carenze le abbiamo visti tutti, ma soprattutto le hanno viste i dirigenti che vedono il gruppo tutti i giorni sui campi di allenamento. Entro la fine di gennaio avremo quanto ci serve per arrivare a fine anno tra i primi e senza angoscia. Siamo l’INTER non una società qualsiasi, i mezzi ormai non ci mancano da un pezzo.

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  13. Buonasera a tutti, sarò il solito ingenuo, ma vorrei porre alcune domande? È acclarato (Sky docet) che nella famosa azione incriminata LAUTARO prima di venire a contatto con Toloi venga spinto da Zapata? Non capisco le dichiarazioni di Gravina (che non si è mai esposto per episodi eventualmente ben più gravi, cosa fa tira la volata ai vinovesi viste le continue bocciature dei ricorsi per lo SCUDETTO 2006?) e di Rizzoli (che non fa testo vista la sua chiara malafede sportiva). Cosa vogliono far passare? La SOCIETÀ cosa fa? Ne sta andando anche della NOSTRA credibilità.

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  14. Da quel poco che ho visto Zapata spinge Toloi ,che a sua volta si appoggia sulle spalle di Lautaro….in effetti il rigore c’è se si considera questo contatto marginale…questa è l’opinione mia e ,naturalmente ,resta solo una semplicissima opinione personale.

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    1. Ci sarebbe anche Zapata che “aiuta” sollevandolo Toloi, cosa vietata a termini di regolamento. Una mischia incasinata in cui se isoli il solo frame di Lautaro con la mano su Toloi non dai l’esatta percezione.
      Aggiungo sull’ineffabile rizzoli, dopo aver enunciato il postulato n°1 del calcio, purtroppo condiviso dalla quasi totalità delle persone, anche qui, che SOLO l’uomo può valutare l’entità del contatto, visto che Rocchi vede l’ammucchiata e valuta ininfluente OGNI contatto (siamo sinceri, “normalmente” in questi casi l’arbitro se ne lava le mani fischiando il c.d. “fallo di confusione” a favore della difesa), concedendo un angolo, ora il sublime rizzoli si RIMANGIA il postulato (verità indimostrata) e “chiama” la tecnologia a valutare l’entità…come si voleva DIMOSTRARE il problema non sarebbe la tecnologia ma l’essere umano. Quindi, per RIDURRE il problema si dovrebbe ridurre la “presenza” (il potere…) dell’essere umano.
      Io ho assistito ad un convegno sull’utilizzo della tecnologia nello sport (relativamente alle decisioni arbitrali o dei giudici), presenti collina&rizzoli oltre a Pasquali (volley, un grandissimo) e Lamonica (Basket, che non arbitrando più nelle competizioni FIBA ma solo in Eurolega non aveva le “remore” passate…); rizzoli per giustificare il ridottissimo utilizzo del VAR ha mentito sapendo di mentire, facendosi, pur in maniera “educata”, smentire da Pasquali&Lamonica. Il personaggio è quello.

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  15. tra pochissimi minuti manderò il post
    “La partita, l’Atalanta, il sistema arbitro + Var, la classifica. E un cenno alle nostre giovanili”

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