Una SPAL-LATA al campionato?

Purtroppo non è così.

Conquistare la vetta della classifica fa sicuramente piacere.

Non solo, se si considerano anche tutte le traversie, a partire da quelle estive (cambio di allenatore, sostituzione di giocatori chiave), per proseguire con la rosa incompleta e con gli infortuni più numerosi della media e a volte concentrati nello stesso reparto, gli errori arbitrali (soprattutto quelli a favore di una nostra concorrente), il provvisorio primato è anche fonte, oltre che di legittima soddisfazione, di grande orgoglio e di fiducia per il proseguimento.

E’ superfluo però aggiungere che si deve stare assolutamente umili, con i piedi ben piantati sul terreno, perché nessun risultato, neppure parziale è stato conseguito e per esempio tra venerdì e martedì avremo due partite che possono orientare in modo fondamentale il prosieguo della nostra stagione: una, quella con il Barça, addirittura deciderla.

Il superamento del turno in CL darebbe ulteriore entusiasmo e consapevolezza della propria forza alla squadra e probabilmente maggior impulso alla società per un rafforzamento immediato e di qualità.

Nel contempo implicherebbe un rinnovato ‘sacrificio’ per gli elementi insostituibili, perché è inutile negare che il peso di un ottavo di CL è molto più significativo rispetto a una partita di EL.

Peso che tutti vorremmo sostenere questa prova, con tutte le nostre forze, sia chiaro.

Giocatori tecnici e società per primi.

In campionato, invece, a questo punto non possiamo più dire che l’obiettivo è quello di finire tra le prime quattro, perché abbiamo scavato un solco importante fra noi e le inseguitrici, a parte la juve.

Quindi l’obiettivo deve essere arrivare ALMENO secondi, ma provare a… far meglio, fino in fondo.

E per far questo, prima di tutto, si deve cominciare con l’impedire un ritorno delle inseguitrici, visto che il calendario fino al termine del girone è molto impegnativo.

Ma la partita con la Spal ha confermato qualcosa di più, anche a chi fatica a farsene una ragione.

Per noi non esistono partite scontate, al momento.

Noi per prevalere dobbiamo sempre dare il 100%, in qualsiasi match.

Per la verità anche la juve in questa stagione vince quasi sempre di stretta misura, oltre che con i noti aiutini, ma per esempio Lazio, Atalanta e la stessa Roma hanno probabilmente una maggior facilità nel chiudere le partite ‘facili’.

Lazio e Atalanta, per esempio, hanno segnato più gol di noi, pur avendo complessivamente 19 punti meno di noi.

Questo significa che in teoria potrebbe bastare una leggera flessione per andare incontro a risultati negativi anche contro squadre non di vertice, cioè nelle cosiddette ‘partite meno impegnative’.

Esaminiamo alcune problematiche emerse nel corso della partita con la Spal.

La partita: alcune considerazioni

La squadra ferrarese scende in campo con teorico 3511, che in realtà diventa, per tutto il primo tempo, una sorta di 5-5 in fase di non possesso.

I romagnoli, sempre nella prima frazione, superano raramente la metà campo, non arrivano mai a tirare in porta e difendono compatti.

Conte decide di affrontare questa partita con qualche leggero accorgimento tattico, pur confermano il 352 canonico.

Prima di tutto gli esterni sono entrambi offensivi, forse per la prima volta.

Vero che Candreva garantisce con la sua mobilità anche continui ed efficaci ripiegamenti, ma si tratta pur sempre di un attaccante.

L’Inter, consapevole anche delle difficoltà riscontrate in altre partite contro i muri difensivi, decide di spingere subito.

Non ha difficoltà ad arrivare nella metà campo avversaria, perché la Spal rinuncia a pressare i nostri difensori quando costruiamo l’azione: preferisce infatti rinchiudersi e aspettarci.

Per rendere efficace la nostra spinta, le mezze ali giocano spesso a ridosso della linea laterale, subito dietro gli esterni, pronte a raddoppiare l’azione in fascia, a proporsi in modo ravvicinato per lo scarico all’indietro, o anche per bloccare eventuali ripartenze.

Non solo, ma approfittando della carenza numerica di attaccanti avversari posizionati, spesso salgono anche a dare una mano, a turno ovviamente, i due esterni della difesa a tre, soprattutto D’Ambro.

Essendo difficile sfondare centralmente, il proposito è evidentemente quello di sfondare sulle fasce per aprire la difesa.

In realtà però il primo gol viene da una verticalizzazione in posizione centrale di Brozo, che trova proprio il centro della difesa ospite insolitamente scoperto: così Lautaro può seminare sempre in verticale due avversari e concludere.

Il secondo gol invece è il frutto della manovra di aggiramento: azione partecipata di quasi tutta la squadra, palla sulla destra per Candreva e cross perfetto che in un’area affollata Lautaro insacca con uno stacco superbo e una deviazione precisa.

E’ opinione generale che si sia trattato di un ottimo primo tempo mentre, se mai, abbiamo avuto una (comprensibile) flessione nella ripresa.

Sono d’accordo in parte, naturalmente, ma osservo qualche elemento… numerico curioso.

In una partita in casa contro una piccola, attaccando per 45’ non abbiamo concesso neppure un tiro, a loro e abbiamo segnato due gol.

Però abbiamo tirato in porta tre volte (i due gol e il tiro di Brozo, oltre al colpo di testa di D’Ambro da buona posizione, finito fuori, però su corner).

Non sempre capiterà che con 3 tiri faremo due gol e comunque solo la seconda rete è venuta da un’azione di aggiramento (la trovata geniale di Lukaku che ha visto scoperta la difesa ospite sulla destra e ha servito Candreva per il cross decisivo).

Benissimo, per carità, ma secondo me in questa situazione si è confermata una certa nostra difficoltà ad affrontare le difese chiuse, anche rafforzando la manovra di aggiramento.

Probabilmente questo è avvenuto perché le mezze ali (Vecino e Gaglia) ottime nel recuperare la posizione, non hanno lo spunto e la fantasia per entrare sullo stretto nelle difese fitte (come ha fatto per esempio Valoti nell’azione del loro gol).

E lo stesso Lukaku rende di più quando deve lottare in spazi aperti, se è vero che il suo primo tempo, di notevole, ha fatto registrare solo l’apertura su Candreva nell’azione del gol.

Oltre al lavoro sporco, ovviamente.

Probabilmente le occasioni sarebbero state maggiori con Sensi (soprattutto) e Barella, anche se magari avremmo rischiato qualche loro ripartenza in più (ma in quel caso probabilmente avremmo schierato un esterno capace anche di spingere, come D’Ambro, ma più difensivo).

Queste considerazioni, ammesso che abbiano un minimo di fondamento, farebbero capire perché Conte, oltre a un vice Lukaku per far tirare il fiato al belga, chieda un centrocampista di qualità (Kulu, dee Paul) o dalla percussione devastante (Vidal) in più.

Questo secondo me spiegherebbe anche, sempre che sia vero, l’‘innamoramento’ per Chiesa.

Credo che tutti concordiamo sul fatto che con il viola al posto del pur bravino Lazaro la nostra potenza offensiva crescerebbe e, schierando quando è il caso un esterno di contenimento a sinistra, si potrebbe anche variare continuamente, in corso d’opera, il modulo dal 352 al 433.

O al 343.

Certo contro le squadre più forti, quando il 352 deve essere più rigoroso, Chiesa dovrebbe anche imparare a difendere, ma credo che anche gli avversari dovrebbero fare attenzione a un tridente con Chiesa, Lukaku Lautaro e magari con un centrocampista dalle spiccate capacità di inserimento.

Una cosa mi sembra certa: a Conte piacciono i giocatori (bravi) con gamba, come si dice in gergo.

Ma queste sono chiacchiere da tifosi, torniamo alla partita.

Nel secondo tempo loro, sotto di due gol, cominciano subito più aggressivi, per esempio attaccando i nostri difensori sull’inizio dell’azione.

La riprova sta nel fatto che Handa ha dovuto abbastanza spesso ricorrere al rinvio lungo, cosa che credo nel primo tempo non sia mai avvenuta.

In questo modo però loro rischiavano anche di più, ma era logico.

Va inoltre considerato che noi in qualche modo non potevamo che risentire della stanchezza fisico-mentale per le molte partite ravvicinate e il fattore psicologico costituito dal ‘braccino del tennista’, proprio di chi vede che il successo, vicino, potrebbe sfuggirgli, mentre l’avversario trova nuove energie nella prospettiva di un recupero ‘storico’.

Bene, tutto questo è accaduto.

Ma se andiamo a esaminare i dati, troviamo che dopo il loro gol noi abbiamo tirato in porta 7 volte (contro 3 nel primo tempo), mentre loro hanno all’attivo solo 2 tiri nello specchio.

Lautaro ha fallito un gol colossale nell’azione più bella di tutta la partita. Nelle statistiche non viene neppure considerato come un tiro, altrimenti sarebbero otto.

Il rendimento di Lukaku è cresciuto, perché è stato più nel vivo del gioco, con più spazi e con maggior efficacia.

Nel finale l’ingresso di Godin per Candreva ha consentito di portare D’Ambro come quinto, anche per proteggere il risultato, ma la mossa è stata in certo qual modo compensata dall’uscita di Gagliardini, con Borja nella posizione di play e Brozo a rafforzare qualitativamente il reparto mezze ali.

Prudenziale, ma tutto sommato poco influente dal punto di vista tattico il cambio precedente di Lazaro con Biro.

Dopo il 2-1 abbiamo sbagliato di più (e i motivi potrebbero essere quelli citati in precedenza) ma nonostante questo abbiamo costruito in proporzione, con un avversario aperto, più che nel primo tempo.

‘Fenomeno’ Lautaro a parte.

La cronaca

Riassumiamo gli spunti di cronaca limitandoci a quelli salienti.

16’ Brozo strappa un pallone a centrocampo e in scivolata serve verticalmente Lautaro: loro erano in uscita e all’argentino ‘basta’ evitare un paio di difensori per trafiggere Berisha.

22’ su corner D’Ambro ha la palla buona: potrebbe infilare direttamente, pur da posizione un po’ decentrata o rimettere in mezzo per un compagno. Sceglie la prima opzione ma conclude a lato

33’ Brozo si libera al tiro dal limite, ma Berisha respinge in tuffo.

41’ Lukaku arretrato di qualche metro, riceve palla e ‘vede’ Candreva che si è inserito a destra nello spazio vuoto (quando hai contro due ‘animali’ come Lautaro e Lukaku viene normale per i difensori accentrarsi). Candreva la mette in mezzo e Lautaro tra due o tre avversari sceglie il tempo giusto e insacca con uno stacco imperioso.

Nb. Io su meriti e colpe quando si crossa sono sempre dubbioso.

Un conto è il cross di Lukaku (tra l’altro una prodezza di esterno sinistro) per il gol di Lautaro a Dortmund: lì palesemente gliel’ha messa sulla testa.

Altra cosa un cross in un’area molto o abbastanza affollata.

Sono propenso a credere che in questi casi il merito sia dell’attaccante che va a prenderselo e che se invece ci arriva un avversario non si tratti necessariamente di un cross sbagliato

Come si vede, comunque nel primo tempo abbiamo dominato, ma le occasioni sono state davvero poche.

Al 5’ del secondo tempo c’è il gol di Valoti che si incunea fra 3 difensori nostri immobili e trova l’angolo basso opposto. Mi pare che non sia la prima volta che subiamo queste situazioni.

Al 10’ c’è un cross di Lukaku, liberatosi sulla destra. Colpo di testa di Lautaro, a botta sicura, ma il portiere riesce a deviare.

Al 14‘ è Candreva a impegnare Berisha che devia la violenta conclusione.

Al 23’ meravigliosa azione collettiva, con geniale apertura di Lukaku che libera Lautaro centralmente, davanti a Berisha: l’argentino potrebbe tirare agevolmente ma prova il dribbling, Berisha resta in piedi fino all’ultimo e gli chiude lo spazio per il tiro.

Al 28’ azione di Candreva che conclude con un forte rasoterra che attraversa tutta la luce della porta. Vecino per un nulla manca la deviazione decisiva.

Al 31’ l’unico rischio per le nostre… coronarie: Petagna di testa libera Tomovic che, davanti a Handa, liscia la conclusione agevole.

All’80’ l’ultimo brivido positivo, con una staffilata di Vecino deviata in angolo dal portiere.

Insomma, sul piano delle occasioni costruite e subite, nonostante la probabile flessione psicofisica, il secondo tempo, giocato da entrambe con spazi più larghi, non sembra essere andato peggio del primo.

Due brevi curiosità statistiche

Il possesso palla come è ovvio è stato nostro (57 a 43) e si è concretizzato soprattutto nel primo tempo quando loro hanno rinunciato a contrastarci sino alla loro tre quarti.

Il nostro portiere ha fatto due parate, contro sei di cui 2 decisive del loro.

Abbiamo scoccato 16 tiri (di cui 10 in porta) contro, rispettivamente, otto e 3 per loro.

Le occasioni sono state 10 a 3 , i corner 8 a zero.

Ovviamente abbiamo fatto molti più passaggi riusciti ma stranamente (la… qualità delle nostre mezze ali e di almeno un difensore?) la percentuale di passaggi accurati è leggermente a loro favore (87% a 88%).

Il discorso precedente sul rafforzamento delle fasce sembrerebbe confermato dal numero di attacchi portati: rispettivamente 27 e 23 sulle fasce contro i 15 centrali.

A livello individuale Lautaro ha tirato più di tutti (6 volte, di cui 4 nello specchio), davanti a Brozo e Vecino con 2.

Lautaro ha avuto anche di gran lunga più occasioni di tutti (5, contro 1 di Vecino, Brozo, Lukaku, ecc…).

Valoti ha recuperato più palle di tutti (16) seguito da Brozo e D’Ambro con 12.

Brozo però è il giocatore che ha al suo attivo più passaggi (82) con una percentuale di precisione del 90%).

Candreva invece si è segnalato per il numero di cross (9).

Le pagelle

Handanovic: 6 incolpevole sul gol, deve parare solo un tiro da fuori di Floccari.

D’Ambrosio: 6 sul piano della concentrazione, della lotta, dell’impegno non si discute. Sbaglia qualcosa di troppo in uscita. Forse deve lavorare ancor a un po’ per tornare al top.

de Vrji: 7 fa a sportellate, vincendo quasi sempre, con un colosso (fisico) come Petagna. E’ il perno irrinunciabile della difesa, anche in fase di transizione offensiva..

Skriniar: 6 – la sua presenza si sente sempre, in modo positivo, anche in una posizione alla quale non è abituato. Ma l’errore su Valoti gli toglie qualcosa nella valutazione.

Candreva: 7 tanto lavoro a grandissima velocità. Copre e spinge, arriva spesso sul fondo (mette ben 9 cross). Il suo assist per il secondo gol di Lautaro vale tre punti.

Vecino: 6 il raddoppio in fascia che gli viene richiesto in fase offensiva, non è nelle sue corde, lui deve entrare, semmai, centralmente per prendere i cross. Perde qualche pallone ma si impegna per recuperare subito. Cresce nel finale.

Brozovic: 7.5 è immenso, inesauribile contrasta corre suggerisce, organizza e tira. Non riesco a immaginare un centrocampista più forte. Ecco, avesse anche potenza, senza perdere le altre doti, sarebbe il top assoluto

Gagliardini: 5.5 in una partita in cui si deve costruire in spazi stretti lui certamente non è agevolato. Se deve sovente spostarsi in fascia, ancor meno, per questioni di passo. Come D’Ambrosio, al rientro forse non è al top della condizione.

Lazaro: 6- va a sprazzi e comunque non riesce quasi mai a essere incisivo. Paradossalmente si rende più utile nei rientri. Può migliorare, può rendersi utile, ma i grandi giocatori (per il momento) sono un’altra cosa.

Lukaku: 7 elemento fondamentale per questa squadra anche quando non è nelle giornate migliori o non viene messo nella condizione di esprimersi al meglio. Lavoro enorme, di grande utilità. Il grande rendimento di Lautaro è di sicuro anche merito suo. L’assist per il gol mancato dall’argentino è delizioso, da cineteca.

Lautaro: 7.5 una grande prova che lo consacra bomber implacabile di livello europeo. Segna di destro, di precisione e di testa con un tempismo nello stacco e una perentorietà sbalorditiva. Peccato per il gol ingenuamente sbagliato, ma nella parte finale del match è, comprensibilmente, meno lucido.

Godin: sv entra in modo positivo ma gioca troppo poco per una valutazione.

Borja: sv stesso discorso di Godin. Su di lui da grande professionista qual è si può sempre contare, certo nei limiti delle sue possibilità attuali.

Biraghi: 6 in teoria è meno offensivo di Lazaro, tuttavia quando serve una corsa non di sprint, ma di velocità prolungata, e serve fisicità, si fa preferire.

All. Conte: 8 anche in questa partita non sbaglia nulla, almeno per quello che si può giudicare dagli spalti (e dalla… classifica).

Luciano Da Vite

Foto: Marcelo Brozovic, dominatore assoluto del centrocampo nella partita disputata domenica pomeriggio contro la Spal. Il croato è oggi uno dei migliori interpreti in assoluto nel suo ruolo (fonte, Getty Images).

4 pensieri riguardo “Una SPAL-LATA al campionato?

  1. Non condivido il 6- a Skriniar dal repley si vede che accenna ad intervenire poi desiste per paura di essere ammonito . Lui gioca con i nostri colori e non con gli scolorito . Era troppo rischioso.

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