Edin Dzeko, un acquisto che s’ha da fare

Nessuna sorpresa che quelle che sono state le giornate più “calde” del mese di agosto, intermezzate anche dalla festività di ferragosto, non abbiano regalato di fatto alcuna significativa sorpresa per quello che riguarda il calciomercato e in particolare quello in entrata.

Le trattative in ballo, le conosciamo, sono e restano le stesse.

In entrata ci sono (ci dovrebbero essere): Edin Dzeko, uno o due esterni (uno di questi sarà quasi certamente Cristiano Biraghi), un centrocampista.

Nelle ultime ore a proposito del centrocampista, si è parlato parecchio di Arturo Vidal, che sembrava destinato al PSG nell’operazione che dovrebbe riportare Neymar in maglia blaugrana. Ma ogni movimento in tal senso non è stato ancora definito.

Ballano inoltre sempre i nomi di Rakitic e quello del sogno nerazzurro di questa estate: Sergej Milinkovic-Savic, il giocatore che segnerebbe un deciso salto di qualità, ma che resta ad ora un obiettivo oggettivamente difficile per tutti (almeno in Italia, quindi anche per la stessa Juventus).

In uscita invece registriamo la cessione di Samuele Longo al Deportivo La Coruna in prestito con obbligo di riscatto in caso di promozione dei galiziani ma non ci sono novità sostanziali sugli altri fronti.

Per il resto si è riaperta la pista francese per Dalbert, che sembra vicino a un ritorno al Nizza (sarebbe ovviamente sostituito da Biraghi), mentre non ci sono ovviamente novità per Joao Mario e per il quale temo si dovrà alla fine convenire per una cessione in prestito, ammesso vi siano squadre disposte a pagarne l’ingaggio. Lo stesso vale per Gabriel Barbosa.

Borja Valero invece a questo punto potrebbe anche restare: del resto Antonio Conte sta provando Sensi nel ruolo di mezzala ed è quindi possibile che possa considerare utile la permanenza dello spagnolo come giocatore posizionale davanti alla difesa nel caso in cui Brozo dovesse fermarsi (speriamo mai).

Il possibile arrivo di un centrocampista metterebbe eventualmente forse più in discussione la possibile permanenza di uno tra Gagliardini e Vecino, ma questa è solo una ipotesi

Ovviamente resta ancora aperto il caso-Icardi con voci discordanti sulla sua possibile destinazione e anche nel merito di possibili “provvedimenti” (diciamo così) da parte del giocatore, che lamenterebbe la sua esclusione dal gruppo.

Alcuni quotidiani hanno lanciato la notizia di un giro di punte che prevederebbe uno scambio a catena di attaccanti: Icardi al Napoli, Milik alla Roma, Dzeko all’Inter.

Io dico che la prima scelta della società resta sempre la Roma e questa potrebbe essere una delle ragioni per cui l’affaire-Dzeko, obiettivo di mercato dichiarato sin dall’approdo di Antonio Conte sulla nostra panchina, non si è ancora definito.

Del resto il giocatore ha di fatto comunicato da tempo alla società e fatto filtrare abbondanti messaggi attraverso i mass media, di considerare la sua esperienza a Roma conclusa: trasferirsi all’Inter gli garantirebbe la possibilità di continuare a giocare in Champions League, nuovi stimoli e ovviamente la stipula dell’ultimo contratto importante della sua carriera, ipotizzando che sottoscriverà quantomeno un triennale.

Mi soffermo su Edin Dzeko, perché sulle altre trattative e gli altri nomi ci sono molte incertezze, mentre il bosniaco come abbiamo detto è e resta un obiettivo e che salvo imprevisti, dovrebbe essere centrato.

Va detto che al momento la trattativa appare comunque bloccata e la ragione principale è chiaramente il fatto che alla Roma servirebbe un grande nome per giustificare la partenza del suo centravanti e dare un profilo importante a un calciomercato che in questo momento (nonostante gli arrivi di Diawara e Veretout e quello in difesa di Mancini) non ha entusiasmato.

I giallorossi hanno mancato la qualificazione alla Champions League, sono stati scossi dall’addio di Francesco Totti e da quello di De Rossi, perdendo quindi ogni punto di riferimento, e hanno ceduto un giocatore importante come Manolas (al Napoli) e El Shaarawy.

Definitivamente tramontata anche la possibilità di valorizzare Gerson, ritornato in Brasile dopo che al suo arrivo era stato accolto come un sicuro “crack”.

È chiaro che per la Roma prendere un forte attaccante (Icardi molto più che Higuain oppure Milik) appare al momento l’unico modo per dare senso al nuovo progetto tecnico, rivitalizzare l’ambiente e mettere a tacere il malcontento della tifoseria.

Senza che questo si concretizzi, cedere Dzeko sarebbe una mossa oggettivamente autolestionistica.

Intanto per quanto ci riguarda, qualche commentatore (vedi Dario Canovi) ha negli ultimi giorni scritto che dopo l’arrivo di Lukaku, di fatto non ci sarebbe bisogno del bosniaco, anche perché oltre il belga, chiaramente considerato da tutti un grande colpo di mercato (e non solo per la sua grande stazza fisica…), nella nostra rosa è già presente un altro forte attaccante, ovvero Lautaro Martinez.

Personalmente non ho dubbi: Lautaro Martinez, classe 1997, ha tutte le carte in regola per diventare un grande attaccante.

Questo qui, dopo un anno di ambientamento nel nostro calcio che si può considerare sicuramente positivo (i due momenti clou sono sicuramente la rete al Napoli nel girone d’andata e il calcio di rigore realizzato nel derby disputato a marzo) e dopo una Copa América disputata da protagonista con l’Argentina, può essere per El Toro l’anno della consacrazione o comunque del definitivo lancio tra i grandi del nostro calcio.

Avvicinato variamente a altri grandi attaccanti del calcio argentino, mi piace idealmente considerarlo come il successore di Diego Milito: senza volere fare un confronto diretto tra i due giocatori, che in questo momento non sarebbe in nessun modo giusto nei confronti del ragazzo, non possiamo escludere che sia stato anche il suo arrivo a creare diciamo qualche “grattacapo” a Mauro Icardi, che per la prima volta si è trovato ad avere un “rivale” nell’interno dello spogliatoio per quello che riguarda il ruolo di centravanti.

Un minimo di sana competizione che in verità in un grande club dovrebbe giovare o che comunque costituisce un dato di fatto, perché tutte le squadre di vertice hanno un gruppo di “titolari” di almeno 15-16 giocatori.

Questo del resto è il nostro stesso obiettivo: aumentare la rosa sia sul piano qualitativo (che significa mettere dentro due-tre giocatori di alto livello e qui aspettiamo ancora sviluppi sul mercato) ma anche ampliare le possibilità di scelta dell’allenatore.

Da questo punto di vista per quanto mi riguarda l’arrivo di Edin Dzeko in nerazzurro, giocatore che secondo me si può combinare bene sia con Lukaku che con Lautaro Martinez, appare indispensabile.

Il giocatore lo conosciamo: non è più giovanissimo, ma è sicuramente uno dei centravanti più forti del calcio europeo almeno da dieci anni a questa parte, cioè da quando militava tra le fila del Wolfsburg ed era uno dei pallini del Milan.

Giocatore fortissimo fisicamente, personalmente lo considero un centravanti completo, sono sempre stato un suo grandissimo estimatore: ha faticato un po’ nel suo arrivo in Italia, prima di essere rilanciato poi proprio dal nostro ex allenatore Luciano Spalletti, la cui “sensibilità” si è rivelata anche in questo caso decisiva per l’exploit del bosniaco, che nel Campionato 2016/2017 ha messo a segno ben 29 reti stagionali.

Il suo score nell’ultimo anno non è stato eccezionale: tra campionato e coppe ha segnato 14 goal in 40 partite, segno secondo alcuni dell’inizio del declino del giocatore, ma comunque anche causa dell’annata deludente dei giallorossi, salvata in qualche maniera solo dall’arrivo dell’uomo della provvidenza Claudio Ranieri.

Resta il fatto che per caratteristiche, se è vero che l’anno scorso abbiamo finalmente avuto due centravanti di ruolo in rosa per la prima volta dopo anni (ma Lautaro Martinez deve ancora completare la sua crescita anche fisica), ci manca un giocatore così da anni.

A parte che ovviamente con il suo arrivo avremmo ben tre attaccanti di prima fascia e questo è un dato molto pesante nel bilancio dei valori della rosa.

Parlo comunque di un centravanti di grande esperienza e forte fisicamente (in questo caso anche dotato di una buona tecnica e grandi capacità nel gioco di squadra) e che possa anche se non come prima scelta, rendersi utile alla squadra.

È vero che Dzeko ha 33 anni, ma è anche vero che proprio perché abbiamo preso Lukaku e abbiamo Lautaro Martinez in rampa di lancio, il giusto complemento appare proprio essere un attaccante di grande esperienza e con queste caratteristiche specifiche e comunque ancora sul pezzo e quindi capace di potere mettere in difficoltà l’avversario e con la giusta intelligenza e maturità da accettare nel caso la panchina e poi essere pronto a sostenere la squadra al momento del bisogno.

In questo senso, faccio un riferimento importante per quella che è stata la nostra storia passata, Edin Dzeko potrebbe essere quello che è stato Julio Cruz, una “riserva” (uso giustamente le virgolette) e comunque molto più che l’uomo della provvidenza.

Secondo me il suo arrivo è fondamentale per completare la rosa e il parco degli attaccanti che in questo momento secondo me è insufficiente per affrontare la stagione.

Lo dico perché in questo pacchetto non considero ovviamente Sebastiano Esposito, che ha solo 17 anni e il cui eventuale exploit può costituire solo uno di quei casi che “uno su mille ce la fa”, e perché Politano, per quanto sia un giocatore bravo e un ragazzo che ci ha dimostrato di avere grande voglia e determinazione e spirito di sacrificio, non ha a parte tutto, le stesse caratteristiche che ho sopra rappresentato.

Non penso che Politano sarà ceduto e non me lo auguro affatto, ma sarei eventualmente disposto a sacrificare il giocatore per avere Dzeko o comunque un attaccante di quel tipo.

Solo che altri nomi che possiedano tutti i requisiti che ho sopra elencato (così come la possibilità di prenderne uno altrettanto bravo, ma più giovane, appare purtroppo remota per le nostre possibilità) non mi risultano essere in circolazione sulla piazza.

Non ce ne sono di migliori e quindi bisogna andare dritti fino in fondo con questa trattativa, anche perché il nome del giocatore, come ho osservato precedentemente, è stato di fatto subito elencato tra le priorità dal nostro nuovo allenatore ed è un obiettivo di mercato dichiarato sin dall’inizio di questa sessione.

Con l’auspicio che la trattativa si possa concludere e che le mie “previsioni” sulla utilità del giocatore e il suo rendimento si rivelino azzeccate, vale la pena considerare che dal 2000 ad oggi tra i cannonieri possiamo contare:

2001/2002 Dario Hubner, 35 anni (ndr, pari merito con David Trezeguet)
2006/2007 Francesco Totti, 31 anni
2007/2008 Alessandro Del Piero, 33 anni
2009/2010 Antonio Di Natale, 32 anni
2010/2011 Antonio Di Natale, 33 anni
2011/2012 Zlatan Ibrahimovic, 31 anni
2014/2015 Luca Toni, 38 anni (ndr, pari merito con Mauro Icardi)
2016/2017 Edin Dzeko, 31 anni
2018/2019 Fabio Quagliarella, 36 anni

Nei primi dieci posti della classifica dei cannonieri dell’anno scorso, anche, c’erano cinque over 30: Quagliarella (classe 1983), C. Ronaldo (1985), Caputo e Mertens (1987), Pavoletti (1988).

Evidentemente anche nel calcio, come altrove, parlare di “rottamazione” è qualche cosa che non ha ragione d’essere, quello che conta è la continuità nella programmazione che deve essere a lungo termine e guardare al futuro ma con la valorizzazione delle risorse a disposizione nel presente.

Poi nessuno chiede a Edin Dzeko di venire a fare il capocannoniere e sicuramente in questo caso tra le caratteristiche bisogna considerare anche il fattore fisico, che per quanto la cura possa essere stata perfetta da parte di un professionista serio nel corso della sua carriera, non può prescindere da ragioni inevitabili e del tutto individuali, ma su questo le giuste considerazioni e la valutazione spettano ai professionisti del caso, cioè Beppe Marotta e Antonio Conte.

Se hanno scelto, se sceglieranno Edin Dzeko, ci toccherà fidarci del loro giudizio.

Emiliano D’Aniello

Foto: Edin Dzeko con la maglia della nazionale bosniaca. Il centravanti della Roma resta la prima scelta di Beppe Marotta e di Antonio Conte per completare il parco attaccanti della squadra (fonte, The Sun).

17 pensieri riguardo “Edin Dzeko, un acquisto che s’ha da fare

  1. Per fare questo acquisto serve che la Roma ceda. Se si facesse lo scambio con Icardi, con conguaglio di 45/50 milioni per l’Inter, come ipotizzato da alcuni media, sarebbe ottimo, ma Icardi?
    Se si cedesse Icardi a chiunque, solo per soldi, a 65/70 milioni, dubito che arriverebbe Dzeko, sia perché la Roma non avrebbe un sostituto ( a meno di un improbabile Icardi alla juve e Mandzuckic, Higuain sembra sfumato, alla Roma ma non credo che a Roma gradirebbero…) e inoltre chiederebbe un “prezzo” alto, siamo già, secondo Sky, a 25 milioni, una cifra inaccettabile. Io credo che, in uno scenario simile, meglio puntare su un Llorente a zero e convogliare il denaro su SMS o Rakitic (Vidal no grazie, un rischio già corso con Naingo…); anche nel caso di Icardi alla Roma punterei tutto il cash su un cc.
    Se, cosa di cui dubito, si facesse Icardi-Dybala, Dzeko sfumerebbe uguale.
    Il mio desiderio sarebbe Dzeko+SMS, o Rakitic, all’Inter con Icardi a Roma.
    Il resto è contorno, Biraghi ha valenza in quanto vivaio ma si potrebbe tenere Di Marco e, cedendo Dalbert, prendere un Darmian in saldo…cambierebbe poco (l’unico vantaggio di uno come Darmian sarebbe l’intercambiabilità sulle corsie).
    JM deve uscire, in qualche modo, Barbosa alla fine a 15/20 se lo prenderà il Flamengo (ma a Dicembre), per una volta spero non si disperdano le poche risorse (cosa cambia Biraghi rispetto a Dalbert+Di Marco? Se cedessimo Di Marco al costo di Biraghi allora si potrebbe anche fare…) in più rivoli ma, nell’ipotesi di incassare da Icardi dai 45+Dzeko ai 70 cash, si cercasse solo il centrocampista valido, non la scommessa Vidal (scommessa non tecnica…).

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  2. D’accordo con Amstaf….naturalmente le mie sono solo considerazioni da semplice tifoso…svenarsi per Dzeko non aveva molto senso,dopo che la juve ha fatto l’operazione di disturbo Spinazzola -Pellegrini ,operazione che di fatto ha bloccato Dzeko.A questo punto io andrei su llorente e poi mi siedo sulla riva del fiume ed aspetto le occasioni di fine mercato.Mal che vada resterei con Lautaro,Lukaku,llorente Politano,Esposito e potrei dirottare l’ventuale tesoretto su un centrocampista….vediamo cosa succederà

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  3. Veramente un peccato. Dzeko è giocatore di grande forza, tecnica e intelligenza. Non vedo in giro giocatori con quelle carattere di quel livello.
    In questo mercato pazzo, spero nel reintegro di Icardi (con rinnovo e clausola pesanti sul comportamento).

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  4. Due anno fa avevo pronosticato coutinho al Barcellona e futuro vincitore del pallone d’oro.
    Evidentemente mi sono sbagliato. Ero convinto che sarebbe stato il contesto tecnico che avrebbe esaltato il brasiliano.
    Forse, invece, si esalta in squadre in cui lui è l’eccezionalità tecnica.

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  5. I miei post portano “male”. Dopo avere scritto che avrei tenuto Nainggolan, qui ho parlato dell’importanza di Dzeko e l’affare è saltato. Sulle considerazioni giuste di Amstaf…

    Secondo me Llorente non vale Dzeko. Questo in assoluto e in particolare in questo momento. Più che altro a questo punto sarebbe interessante capire se e in che termini, se il Napoli volesse Icardi, si potesse provare a prendere Milik. Resto convinto che tre attaccanti forti sono indispensabili e non inserisco Llorente nel lotto. Se poi dovesse arrivare lo spagnolo, chiaramente sarei il primo a sperare di sbagliarmi…

    Il centrocampista forte per me è la seconda priorità e Vidal non mi convince, come tu sostieni. Rakitic già sarebbe un’altra cosa. Il sogno ovviamente è SMS.

    Sull’esterno… Dimarco mi piace molto, forse Biraghi ha più esperienza, ma il primo mi sembra più talentuoso. Forse avendo già Asamoah si potrebbe tenere Dima… Non penso comunque che qui si sprecheranno risorse economiche che possono essere destinate altrove, si tratta solo di fare delle scelte.

    Coutinho secondo me è forte, ma non è un top e non lo diventerà… Non sono drastico però penso che se fosse stato un vero fenomeno, si sarebbe imposto da noi subito, le sue difficoltà in campo erano evidenti. Lo abbiamo visto andare via a malincuore, però io penso che Ausilio (il primo a dire che si è dispiaciuto di cederlo) fosse stato un fenomeno, non lo avrebbe fatto andare via. Comunque per grande simpatia, gli auguro il meglio possibile e ha ancora il tempo per smentirmi.

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  6. Più che il rinnovo, che in sé non significa molto (potrebbe anche voler dire che la Roma intende monetizzare al massimo la sua cessione), sono le parole di Dzeko, che fanno ritenere chiuso l’argomento

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  7. La primavera pareggia con i Red Bull. Ora solo una (difficilissima) vittoria contro l’Everton potrebbe consentirle di passare il turno (a meno che non passino le prime due, non ricordo)

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