L’affaire Vergani & C.

Provo a fare una ricostruzione, anche se di parte, perché le informazioni sono unilaterali, della complessa vicenda Vergani, che dovrebbe portare Dzeko e Sensi all’Inter, con Edo alla Roma e Adorante al Sassuolo.

Vergani (Edo o ‘Verga’ per gli amici) era considerato l’enfant prodige delle giovanili nerazzurre.

Ricordo, un paio di anni fa un colloquio con Vecchi, al quale chiesi chi tra i ragazzi più giovani ritenesse più interessante.

Mi rispose senza esitazione: Vergani.

Edo giocò con la Primavera il Torneo di Viareggio due anni sotto età (un po’ come Espo oggi) e segnò il gol decisivo per la vittoria nella finale.

Poi, all’inizio dell’ultima stagione, è successo qualcosa.

C’era un problema di contratto da rinnovare (più probabile) oppure Edo veniva ritenuto ‘chiuso’ in Primavera per la presenza di Merola, Colidio, Salcedo, Adorante, Mulattieri.

Edo è stato tenuto fuori squadra. Sembra che l’artefice di questa decisione sia stato Baccin.

Fatto sta che per alcuni mesi Edo si è allenato con la Berretti, senza giocare.

Il ragazzo è indubbiamente un talento: ha fisico, piedi, gran tiro e fiuto del gol.

Diciamo che si potrebbe paragonarlo (in piccolo, per ora) a un Icardi parecchio più tecnico.

Come Maurito non si muove tantissimo: gli ultimi 20 metri sono il suo regno naturale.

‘Verga’ è anche un grande tifoso interista : sin da piccolo seguiva la squadra anche in trasferta, quando poteva, e ha partecipato alla grande giornata del triplete, a Madrid.

Il ragazzo ha però un carattere particolare: sensibile, piuttosto chiuso, ha bisogno di sentire intorno a sé consenso e apprezzamento , altrimenti si lascia un po’ andare.

Immagino la sofferenza di un prospetto che era considerato la stella polare delle giovanili e si ritrova a non venir mai convocato per le partite e ad allenarsi a volte con solo 7-8 compagni della Berretti (infortuni in serie e ragazzi che si allenavano con la Primavera).

Non conoscendo la successione dei fatti non mi pronuncio sulle responsabilità.

Per esempio: se alla base ci fosse stata la mancata firma del contratto, il provvedimento avrebbe un fondamento (in fondo sarebbe lo stesso attuato ai tempi con Fossati).

Fatto sta che in quella fase Edo ha avuto almeno due offerte importanti: Roma e Bologna.

In entrambe avrebbe giocato centravanti della Primavera e a Bologna si sarebbe allenato con la prima squadra.

La situazione si è trascinata per mesi, mentre Edo si deprimeva sempre più.

Poi, improvvisamente si è arrivati alla firma del contratto.

La mia impressione è subito stata che quella firma fosse propedeutica alla successiva cessione (non so se nell’intendimento di entrambe le parti: ripeto, per lui, interista, affermarsi da noi sarebbe stato il top. Però è anche un professionista e chiaramente deve scegliere il progetto che lo valorizza maggiormente…).

Nel frattempo ‘Verga’ riprende a giocare ed ha un ruolo decisivo nell’accesso della Berretti alla partita di finale, a suon di gol, oltre a regalare qualche buon numero nelle rare apparizioni in Primavera.

Quando nasce la trattativa Sensi, il mister del Sassuolo, attraverso i suoi canali di fiducia, si informa sui giovani interisti che potrebbero venir inseriti come contropartita.

Alcuni giocatori (2000 o ’99) sono stati già diretti altrove.

Altri risultano incedibili.

La scelta, convinta, cade su Edo.

Solo che Edo si trova davanti al fatto compiuto.

Non ha nulla contro il Sassuolo, ci mancherebbe.

Ma forse lo irrita il fatto di non essere stato interpellato.

In contemporanea si sviluppa la trattativa per Dzeko.

Il problema delle trattative in Italia sta nel fatto che si procede sempre per scambi e che entrambe le squadre devono trarne un vantaggio in termini di plusvalenza.

Non si trova il giocatore da inserire che metta d’accordo le due società.

La Roma vorrebbe ripetere il colpo Zaniolo e cerca un giocatore di qualità.

Quando qualcuno (la Roma? Il procuratore di Edo? L’Inter?) si ricorda della vecchia proposta fatta dai giallorossi al nostro centravanti.

In poco tempo si trova l’accordo sulla valutazione di entrambi i giocatori e la storia sembra chiudersi.

L’Inter avrà Dzeko e farà plusvalenza su Vergani.

La Roma acquisirà il cartellino di un talento, con un possibile grande futuro.

Arriverà all’Inter anche Sensi, perché con il Sassuolo si trova l’accordo su Adorante (altra plusvalenza).

In fondo il ‘Vieri de’ noantri’ ha segnato molti gol, giocando solo metà campionato per infortunio.

Ado, che è di Parma, trova una società specializzata nel lanciare giovani e resta vicino a casa.

C’è soddisfazione di tutti, credo.

A conclusione di questa storia, che dire?

Prima di tutto speriamo che l’Inter abbia agito con intelligenza e che i due arrivi (Dzeko e Sensi) rispondano in modo ottimale alle esigenze di Conte.

Poi che i nostri due ragazzi abbiano fatto la scelta giusta, che inizi per loro una carriera importante, magari anche, chissà, con futura… vista sull’Inter.

In ogni caso io e credo tutti i lettori di BUU.zone continueremo a fare il tifo per questi ragazzi, perché non possiamo dimenticare le emozioni e le gioie che ci hanno regalato in tanti anni di milizia nelle nostre giovanili.

E il contributo che comunque hanno assicurato alla società, impegnata nel rafforzamento della prima squadra.

In bocca al lupo, ragazzi! A voi e a tutti gli altri giovani che ci lasceranno, temporaneamente o in modo definitivo.

Nb. Spero che questa ricostruzione non offenda nessuno: in ogni caso è stata fatta con… amore per tutte le parti in causa (l’Inter e i ragazzi) e sulla base degli (incompleti) elementi di conoscenza certi.

Luciano Da Vite

Foto: uno dei più promettenti giovani prodotti dal nostro vivaio in questi anni, Edoardo Vergani. Il giovane bomber pare oramai destinato a lasciare Milano con destinazione Roma nell’ambito della trattativa che porterà alla corte del neo-allenatore Antonio Conte il centravanti Edin Dzeko.

10 pensieri riguardo “L’affaire Vergani & C.

  1. Voglio fare i complimenti a Luciano, la qualità dei suoi articoli è incredibile. Non voglio sembrare spregiudicato nelle lodi, però per me veramente è un piacere poter collaborare e far girare questi articoli. Grazie Luciano.

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  2. Auguro un futuro roseo nel mondo del calcio ai ragazzi. Avendoli visti giocare nelle giovanili , in compagnia di Luciano, condivido il suo pensiero e mi dispiace che ci abbiano lasciato. #Sempre Forza INTER💪🔵⚫

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  3. oggi sarebbero già cambiate alcune situazioni. per Verga oltre alla Roma sarebebro in corsa Fiorentina e bologna. Al sassuolo non andrebbe più Adorante, ma forse gravillon, mentre Ado tornerebbe a Parma. merola sarebbe sulla strada di Bologna. Tutto credibile, tranne le cifre: se Ado andrà al parma per 5 o 6 milioni, come è possibile che davide vada a Bologna per soli 500.000 euro?

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  4. Certo che spiace seguire questi ragazzi con i nostri colori per anni, e poi, quando comincia ad intravedersi qualcosa di “tangibile”, li vedi andare via, non perche’ lo vogliano loro .
    Capisco che non li si possa tenere tutti ogni anno, pero’ … Spiace davvero.

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  5. Becca63: però se uno non è da Inter è bene per lui e per la società che venga venduto per consentire, sommmando più entrate, l’arrivo di uno che si presume da Inter (poi si può sbagliare la valutazione, nel calco accade spesso a tutti). In proposito ti chiedo: a parte forse (forse) zaniolo, negli ultimi 20 anni quali grandi giocatori da Inter come titolari sono stati ceduti troppo in fretta? Direi che il tasso di errore è bassissimo e viceversa direi che se lasci l’Inter par farle fare plusvalenza, significa che ti ha aiutato a diventare giocatore professionista (certo, ci hai messo le tue qualità innate, ma da sviluppare).
    Io auguro a tutti i nostri ragazzini di diventare domani oggetto di plusvalenza. Sigificherebbe che tutti avrebbero un contratto da professionista in serie A.

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    1. mi viene in mente solo Coutinho, acquistato a 16 anni e venduto a 21 per 13,5M al Liverpool che, se interpreto bene Transfmarkt, l’ha rivenduto con uno zero in più (145M).
      Qualche errore di valutazione lo può fare chiunque,

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  6. Purtroppo, per quanto possa apparire ingiustificabile, temo che la cessione di Cou fosse inevitabile in quel determinato momento storico. Dico “temo” perché non posso sapere se vi potevano essere altre possibili soluzioni, ma consideriamo che avevamo una società in una crisi finanziaria molto grave e che Cou in quel momento comunque non giocava… Forse andavano fatte altre scelte a monte, tipo non prendere Cassano, ma pure in quel caso ci si doveva “liberare” (diciamo così) di Pazzini e del suo ingaggio… È stata una fase veramente molto difficile.

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  7. E la cessione di Cou portò all’arrivo di kovacic, allora sicuramente più pronto (anche se meno talentuoso in assoluto) e più compatibile con l’assetto globale della squadra

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