Il vero problema รจ che stiamo facendo il massimo: Atalanta – Inter 0-1

รˆ stata una partita bellissima, tra due squadre molto forti, dotate di un tasso tecnico elevato e capaci di esprimere altissima intensitร . Nel primo tempo, nettamente meglio noi: siamo riusciti ad aggredire alti e, sulla pressione bergamasca, una volta riconquistata palla siamo usciti con sontuose giocate sullo stretto. Loro marcavano a uomo e in questa situazioni gestire la palla in uscita, con l'idea di verticalizzare, รจ sempre rischioso e richiede tanta tecnica, fisico e luciditร . Qui si รจ visto un nostro limite attuale, qualcosa su cui lavorare ancora, perchรฉ non รจ la prima volta che questa situazione si evidenzia: giochiamo bene, ma poi ci manca l'ultimo passaggio o la conclusione vincente. Se giochi un gran primo tempo e non concretizzi abbastanza, poi รจ normale che nella ripresa, con un piccolo calo, finisci per soffrire. Tante rimonte subite si spiegano anche cosรฌ. Ieri, diciamo la veritร , ci รจ girata bene, anche se ci siamo meritati questo favore della sorte. Certo, la vittoria di misura รจ comunque meritata, ma รจ altrettanto vero che rispetto ad altre occasioni meno felici, la โ€œsuerteโ€, che spesso di aveva puniti, in questa situazione ci ha agevolati, perchรฉ il vantaggio si รจ concretizzato nel periodo meno favorevole e grazie a due errori davvero clamorosi, insoliti, degli avversari: Djimsiti che passa la palla a Pio per il nostro gol, Samardzic che sbaglia una conclusione incredibile a due passi dal portiere. Ridotta all'essenziale, la partita รจ tutta qui, ma in mezzo c'รจ stata una buonissima dimostrazione di calcio ad alto livello da parte delle due squadre. Sicuramente si deve lavorare per ridurre il gap tra occasioni create e reti realizzate, ma questo รจ solo il rovescio parzialmente negativo di una medaglia dall'immagine molto accattivante. Senza trascurare questo aspetto, sembra primario risolvere la questione relativa la difficoltร  strutturale nel difendere il vantaggio. Curiosamente, ma forse non troppo, abbiamo vinto con le grandi solo nelle trasferte di Roma e Bergamo e entrambe le volte, per 1-0 perchรฉ siamo riusciti, pur subendo, a difendere il vantaggio. Chivu sta dimostrando grande competenza, oltre che dimostrare di essere un maestro di signorilitร  in un mondo non proprio esemplare, ma, considerando pure i limiti della rosa, ci sarร  ancora da lavorare molto per quello che riguarda questi aspetti, per cercare di restare competitivi fino allโ€™ultimo. Se si punta solo sul campionato, la rosa potrebbe essere sufficiente. Se si punta ad arrivare in fondo a tutte e magari vincerne una, no.

Primi in classifica, ma con tanti problemi: Bologna – Inter 4-3 d.c.r.

In ossequio ai dettami della proprietร  sono arrivati cinque giocatori giovani, tutti costati entro i 25 milioni, quasi tutti molto meno. Al momento si puรฒ dire che quattro dei cinque nuovi arrivi sono stati sostanzialmente azzeccati. Solo Luis Henrique lascia perplessi. รˆ una buona media. Ma nessuno di questi รจ attualmente in grado di trascinare la squadra nel momento di necessitร . La squadra non era โ€œfinitaโ€, dopo il finale della scorsa stagione, ma doveva essere in qualche modo aiutata a ripartire e andava rafforzata nelle strutture portanti. Cosรฌ non รจ stato e la squadra sembra andare incontro a delle โ€œcostantiโ€ che sono positive, purtroppo meno numerose (segniamo molti goal, contro le squadre medio basse perdiamo pochissimi punti e diamo anche spettacolo), come negative. Prendiamo molti goal, spesso non riusciamo a gestire il vantaggio, contro le squadre forti e nelle partite decisive o fondamentali andiamo sovente in difficoltร , soffriamo le squadre di grande ritmo, che giocano con moduli non speculari e hanno attaccanti rapidi sugli esterni. Sono tutte ragioni che sono dentro la semifinale di Supercoppa persa ai calci di rigore contro il Bologna e che meritano di stare al centro di riflessioni da parte della proprietร  per quello che รจ il prosieguo della stagione, dato che siamo prossimi allโ€™apertura della sessione invernale di calciomercato. La Primavera, intanto, mentre la prima squadra esce sconfitta dalla sfida contro il Bologna, vince contro il Genoa con il risultato di tre a uno. Continua lโ€™ascesa degli uomini di mister Benny Carbone, che appaiono in un momento di condizione brillantissima, nonostante le continue rotazioni di giocatori (tra Under 18 e Under 23) e nonostante lโ€™etร  media contro bassa. Contro i rossoblรน, che ci incalzavano da vicino e che dispongono di elementi maturi e insidiosi, non cโ€™รจ stata partita. Questa squadra ha davvero molti talenti e potrebbe nel tempo regalarci anche qualche bella sorpresa a livello di individualitร  importanti. Intanto fa punti e gioca benissimo.

Partita tosta, vittoria importante: Genoa – Inter 1-2

Non era per nulla un match facile: l'Inter veniva da una sconfitta pesante in CL che, per il modo in cui era maturata, poteva lasciare il segno. Genova รจ sempre un campo ostico, perchรฉ il pubblico rossoblรน รจ trascinatore, potendo contare anche sulla vicinanza degli spalti rispetto al campo. Per di piรน la squadra, con l'arrivo di De Rossi in panchina, si era trasformata, realizzando due vittorie e due pareggi nelle ultime 4 partite: una media da accesso alla CL. Da non trascurare il fatto che tra turnover e infortuni, Chivu ha dovuto schierare inizialmente una squadra priva di ben 7 teorici titolari. Se andiamo oltre lโ€™impatto emotivo del finale, dove abbiamo subito la pressione del Genoa, e esaminiamo la gara nel suo complesso, si deve obiettivamente riconoscere una nostra superioritร  complessiva giustamente concretizzatasi. Riducendo tutto allโ€™essenziale, certo, va detto che la differenza lโ€™ha fatta la giocata di un campione โ€“ Lautaro Martinez โ€“ perchรฉ le altre due reti sono frutto di una certa casualitร , sotto forma di errori inusuali di un portiere e di nostri due difensori. Cโ€™รจ stato quindi anche un briciolo di โ€œsuerteโ€, perchรฉ lโ€™incertezza di Leali โ€“ poi protagonista in occasione di una grande parata su Tikus โ€“ ci ha permesso di indirizzare il match nel modo piรน favorevole: e infatti per tutto il primo tempo i locali non sono mai apparsi in grado di reagire, avendo subito anche la mazzata del secondo gol. La squadra appare in salute, anche se si continua a temere il possibile calo di condizione, e cโ€™รจ pertanto solo da gioire per primato momentaneo. Chivu si conferma un grande uomo e un allenatore preparato: certo resta molto da migliorare, ma con lโ€™applicazione del gruppo, che sembra seguirlo con convinzione, e magari con qualche aiuto sul mercato, puรฒ darci soddisfazioni. Per quello che riguarda le prestazioni individuali, da segnalare su tutti la gara di Lautaro Martinez e poi di Barella, Zielinski e Bisseck, autore della rete che ci ha portato in vantaggio. Poi qualche risposta alle domande pervenute sul blog sul settore giovanile e in particolare riferite alla crescita della squadra - ci si riferisce in particolare allโ€™Under 20 โ€“ e su se ci siano ragazzi che possano aspirare nel tempo alla prima squadra. La crescita della squadra appare evidente ed รจ sotto gli occhi di tutti, non solo a livello di risultati, mentre sui singoli รจ sicuramente difficile esprimersi. Ci sono sicuramente tuttavia dei giocatori che sembrano essere piรน avanti degli altri e ci sono grandi speranza sul gruppo dei 2008. Per quasi tutti loro, ovviamente, molto dipenderร  dalla forza che riusciranno a mettere nelle ultime stagioni di preparazione al grande salto.

La prudenza era saggia: Inter – Liverpool 0-1

Quando il livello si alza, la nostra Inter va in difficoltร : Napoli, Juventus, Milan, Atletico avevano giร  indicato questa situazione. Liverpool l'ha solo confermata. Di contro Toro, Cremonese, Fiorentina, Lazio, Pisa, Saint-Gilloise, Slavia Praga, rappresentano l'altra faccia della realtร . Lโ€™Inter รจ una squadra che contro avversari anche solo un filo piรน deboli, puรฒ maramaldeggiare, dare spettacolo e segnare goal a raffica. Certo, tanto a Madrid che contro il Liverpool, poteva andare diversamente e siamo stati nellโ€™ultima gara sicuramente defraudati di un pareggio meritato, a causa di una decisione arbitrale (e del VAR, responsabile ancora maggiore) che ha il sapore della truffa. Ma ha ragione Chivu: non serve stare a recriminare. Bisogna mettersi nelle condizioni di non subire questi errori, migliorando. Se guardiamo la partita, abbiamo visto solo unโ€™Inter generosa, che ha limitato i danni con l'applicazione e la determinazione, ma raramente รจ riuscita a far emergere le sue qualitร  tecniche in fase di transizione offensiva. Il Liverpool e in parte lโ€™Atletico ci sono superiori (se non come classe, come โ€œenergiaโ€): lโ€™Inter non รจ una squadra quadrata e non ha le riserve di energia per consentirci di affrontare avversarie piรน dotate in questo senso, giocando davvero tutte le competizioni. Il Liverpool si รจ imposto sul piano atletico, dellโ€™intensitร , impedendoci di esprimere al meglio le nostre qualitร โ€ฆ La differenza tra questa partita e quella con il Como si spiega facilmente dalla lettura delle cifre statistiche. รˆ stata invece spettacolare la prestazione dei ragazzi di Benny Carbone che a Interello, in Youth League, hanno impartito una autentica lezione di calcio ai coetanei del Liverpool. La prestazione รจ stata impeccabile, a livello individuale e di squadra con i nostri che avevano in campo molti ragazzi sotto etร  (gli splendidi 2008) e tre fuori quota (uno per reparto: Maye โ€“ Venturini โ€“ Zouin), due dei quali perรฒ sono stati sostituiti nel corso della gara per infortunio e uno per rotazione, abbassando ulteriormente l'etร  media... Vinciamo cinque a zero. Vanno a segno Zarate (su calcio di rigore), La Torre, Dino Putsen, Mosconi, Moressa. Hanno giocato bene veramente tutti. I voti piรน alti li portano a casa Marello e Zouin, tandem che ha letteralmente messo in ambasce la difesa avversaria.

L’entusiasmo e la prudenza: Inter – Como 4-0

La partita contro il Como รจ stata entusiasmante: alcune giocate, alcune intere fasi di gioco sono state sublimi, cosรฌ come sono state definite da un amico sul blog. Certo, bisogna chiedersi se non sia tutto oro quello che luccica, soprattutto in una prospettiva che si proietta sullโ€™intera stagione. Lo stesso Chivu ha detto che si poteva fare di meglio e che cโ€™รจ ancora molto da lavorare. Lโ€™Inter gioca bene e quando sta bene, il suo gioco รจ come detto assolutamente entusiasmante. Ma restano le preoccupazioni su questo tipo di gioco, che prevede pressing altissimo, grande intensitร , capacitร  del gruppo di rimanere compatto, in avanti o nei recuperi, secondo la situazione. Non si puรฒ giocare ad altissimi livelli in questo modo per tutta la partita, non si puรฒ farlo per tutta la stagione, non so se si puรฒ farlo quando l'avversario รจ piรน forte. Non รจ disfattismo, semplicemente non ci si vuole fare travolgere da un entusiasmo comprensibile, ma un poโ€™ troppo โ€œspensieratoโ€. Per venire alla partita, Chivu sembra possedere la capacitร  proprio dei grandi allenatori, di leggere e capire la condizione del momento dei suoi atleti. Mette Pio, Diouf e Luis Henrique nei momenti e nelle situazioni giuste. Contro il Como siamo partiti fortissimo, con un ritmo e unโ€™intensitร  pazzesche, unite a tanta qualitร . Siamo andati in vantaggio dopo otto minuti di dominio incontrastato, quando una ripartenza di Luis Henrique si รจ tradotta in un assist per il capitano, che brucia sul tempo il suo difensore e insacca splendidamente. La vera svolta del match perรฒ รจ il secondo goal di Thuram, che arriva mentre stavamo soffrendo il Como: bravura e โ€œsuerteโ€. Semplicemente strepitoso poi il terzo goal, con protagonisti un incredibile Barella, lโ€™ispirato Lautaro, Mkhitaryan (al ritorno in campo) e il bomber Calhanoglu. Sesto centro in campionato per il centrocampista turco. La partita finisce qui: il Como si rassegna e due minuti dopo, Carlos, subentrato, segna la quarta rete. Il lavoro di Chivu รจ veramente molto buono, รจ un grande uomo e un ottimo allenatore, ma come tutti, รจ atteso ad altre risposte convincenti, a partire dalla prossima sfida di Champions contro il Liverpool.

Le difficoltร  ci sono, ma sperare si puรฒ: Pisa – Inter 0-2

La gara col Pisa non risolve i nostri problemi, non ci dร  garanzie che lotteremo sino in fondo per lo scudo o addirittura lo vinceremo. Ma ci dice che questo รจ ancora possibile. Questo รจ un gruppo ancora forte, perchรฉ ha giocatori e uomini veri e perchรฉ ha uno stile di gioco consolidato e potenzialmente efficace. Ma non รจ piรน un gruppo dominante, come รจ stato negli ultimi anni: a questa squadra รจ mancato l'inserimento di qualche campione, abbastanza giovane o anche in etร , che contribuisse subito ad attenuare il logorio prodotto sugli elementi trainanti da anni di battaglie al vertice. รˆ stata rafforzata la linea delle riserve con lโ€™acquisto di giovani interessanti, ma non la prima squadra, lโ€™undici titolare. Pertanto una squadra come il Pisa, che ha un costo annuoโ€ฆ cento volte inferiore a noi, in casa, con maggior freschezza, con la possibilitร  di giocare tatticamente nel modo che gli รจ piรน congeniale รจ in grado di crearci difficoltร . Normale pari modo che noi alla terza partita in una settimana cruciale, con alcuni infortunati e alcuni uomini da ruotare non all'altezza dei titolari, faticassimo, come hanno faticato le altre squadra che sono nelle prime posizioni della classifica e anche negli scontri contro il Pisa. La cronaca del primo tempo รจ fatta di impotenza nostra e di qualche sofferenza. Nella ripresa il Pisa cala un poโ€™ il ritmo, comโ€™รจ inevitabile, poi il triplo cambio di Chivu rimette le cose a posto: Esposito modifica la posizione in campo di Lauti, Bisseck e Diouf hanno ben altra freschezza e velocitร  rispetto a Henrique e Acerbi. Prima ancora, da segnalare lโ€™ingresso di Zielinski per Sucic, determinante anchโ€™esso nel cambiare lโ€™inerzia del match. Nel post spazio anche allโ€™Under 20, che vince il derby contro il Milan: fondamentali il portiere Farronato e il centrale Bovio, davvero insuperabile. Entrambi classe 2008. Da segnalare la prestazione di Mancuso, grandissima promessa poi frenata da un infortunio. Poi ovviamente si fa notare Iddrissou: quando schieri Jami, sai che parti giร  da uno a zero. E che i difensori faranno incetta di cartellini per cercare di fermarlo: imprendibile in progressione, implacabile di testa, generoso sempre. Parliamo poi dellโ€™Under 18 di Fautario, che vince tre a zero contro il Lecce con una doppietta di Dโ€™Agostino e un goal di Strand.

Quattro indizi decretano la fine di un’era: Inter – Milan 0-1

La maggior parte di noi aveva capito che un'era era terminata almeno dalla sera di Psg - Inter. Tra lโ€™altro le somiglianze con la tragica fine del ciclo dellโ€™Inter di Herrera sono impressionanti. Cosรฌ come รจ vero che oggi come allora sarebbero servivi investimenti pesanti su giocatori in grado di capovolgere la deriva, ormai evidente, e di trascinare la squadra verso una ripresa imperiosa. Bisognava prendere giovani che in futuro dessero, sperabilmente, un valore aggiunto. Invece sono stati presi, a un allenatore giovane (bravo, ma che non avendo un curriculum importante, pur di allenare lโ€™Inter, si fa andare bene qualunque situazioni gli si prospetti) giocatori giovani che possano essere eventualmente future โ€œplusvalenzeโ€. Sotto questo aspetto, la differenza su quello che ha invece ottenuto Massimiliano Allegri, รจ evidente. Se sei al vertice da un poโ€™, hai bisogno di importanti investimenti su giocatori di qualitร  per restarvi e noi non abbiamo preso vere alternative. Invece Allegri, che รจ un grande allenatore e che dร  alle sue squadre un gran gioco, nel senso di un gioco pratico ed efficace, ha avuto a disposizione una rosa importante: ha preso i giocatori che gli servivano, subito, cedendo anche qualche elemento fortissimo che perรฒ era una sorta di mela marcia, che guastava il cestino intero. O non era adeguato alle sue necessitร . E ha rivalutato altri che avevano grandi qualitร  ma non le sfruttavano al massimo perchรฉ impiegati in modo sbagliato e forse non sufficientemente responsabilizzati. Chivu si รจ trovato a gestire una rosa che era stata costruita per un certo tipo di gioco e lo aveva praticato piuttosto bene e che forse nel suo insieme non รจ funzionale a un cambiamento 'tattico' profondo. Non ha avuto alternative, capaci di fare subito la differenza. A parte questo, contro il Milan, considerazioni sulla qualitร  e sulla composizione della rosa, come sul sistema di gioco, contano poco: contano di piรน lโ€™abilitร  dei due portieri e la scarsa precisione dei nostri (rispetto al loro solito). Questa volta gli errori individuali hanno pesato di piรน che per quello che riguarda le sconfitte contro lโ€™Udinese e la Juventus. Certo quattro sconfitte (quattro indizi) ci inducono a doverci rassegnare: per un motivo o per lโ€™altro questโ€™anno non avremo continuitร . Lโ€™obiettivo sembra proprio restare nelle prime quattro, qualificarci per la prossima Champions League magari con un poโ€™ di anticipo e fare intanto un buon cammino proprio in Coppa per non perdere, oltre che soldi, credibilitร  internazionale.

Due indizi fanno quasi una prova. E adesso arrivano Lazio e Milan: Inter – Kairat 2-1

Dopo la vittoria sofferta contro lโ€™Hellas, vinciamo, giocando molto male, contro il Kairat nellโ€™ultimo turno di Champions. La vittoria per due a uno contro la squadra di Almaty, Kazakistan, รจ quindi il secondo โ€œindizio consecutivoโ€, una seconda vittoria sofferta contro una squadra di โ€œseconda fasciaโ€ che fa pensare a questo punto, piรน che a una giornata storta, alla flessione di una squadra che non sembra ancora aver trovato un equilibrio stabile e soddisfacente. Certo, Chivu ha fatto turn over, per quello che riguarda le scelte dei giocatori mandati in campo, contro il Kairat, ma questo non significa che questa squadra non dovesse vincere meglio e soprattutto, giocare molto meglio. Gli errori tecnici, nel senso piรน generale di gestione del pallone, sono stati tantissimi, piรน numerosi che in tutte le altre partite di questa stagione. Stop sbagliati, passaggi errati tecnicamente e concettualmente e lo stesso vale per le conclusioni in porta. Nel dopo partita gli esperti discutevano di possibile sottovalutazione dell'impegno e conseguente mancata concentrazione. Sarebbe gravissimo se dei professionisti, che conoscono l'importanza e le insidie di questa competizione, avessero compiuto consapevolmente questo erroreโ€ฆ Potrebbe anche darsi, ma che si tratti di limiti โ€œcasualiโ€, diciamo โ€œcontingentiโ€, o se ci sia un problema piรน radicale, รจ da capire, e in tal senso giร  il prossimo match contro la Lazio sarร  importante. Ci sono infatti delle costanti. In primo luogo, per lโ€™ennesima volta in questo campionato, abbiamo preso goal, abbiamo preso goal in rimonta e contro una squadra non irresistibile (anche se, oltre un giocatore ottimo come il giovane Satbaev, il Kairat aveva altri elementi di valore in campo). Inoltre, per quello che riguarda i giocatori scesi in campo, ancora una volta abbiamo riscontrato che nella rosa non cโ€™รจ un giocatore in grado di sostituire Calhanoglu in maniera accettabile. Barella non ha le sue capacitร  di regia e se inoltre gioca lรฌ, viene a mancare la sua spinta da mezzala. Di Frattesi e Diouf non se ne parla. Sucic ad oggi ha dei limiti che sono dettati da un fisico ancora da formarsi e dalla giovane etร . Zielinski sta facendo discretamente, ma non ha la rapiditร  indispensabile per le chiusure. Insomma la squadra ha delle qualitร , ma anche dei limiti che sembra emergano sempre piรน chiaramente. Migliori in campo: Carlos, che ha il merito di realizzare la rete del 2-1 con un tiro violento e preciso; Chalanoglu, il cui ingresso in campo dร  maggiore sicurezza alla squadra e aumenta la pericolositร  offensiva; Dimarco, tanta spinta e sempre con grande qualitร  (ma bene anche in fase difensiva); Lautaro, autore del goal del vantaggio e come sempre animato da un certo spirito โ€œtaurinoโ€; Bonny, che in un tempo dimostra di potere stare ampiamente in questa squadra e a questi livelli.

Meglio a Verona che con l’Udinese: Hellas Verona – Inter 1-2

Era una partita fondamentale. In prospettiva scudetto, contro lโ€™Hellas, al Bentegodi, non si potevano perdere punti. Era una giornata da sfruttare e bisognava vincere assolutamente perchรฉ sulla carta si trattava di una partita meno impegnativa rispetto alle prossime che mancano fino alla prossima pausa per gli impegni delle nazionali. Il mister decide, in ossequio al principio di rotazione, di far riposare i due centrali che si alternano solitamente come titolari, oltre Barella, Dimarco e Dumfries. Poteva starci una rotazione, il Verona nonostante abbia fatto ottime scelte sul mercato, era comunque terzultimo, ma la gara contro lโ€™Hellas si รจ rivelata piรน difficile di quanto almeno noi da fuori avremmo potuto prevedere. Tecnicamente e tatticamente gli scaligeri hanno ricordato lโ€™Udinese: difensori fisicamente molto importanti, centrocampo di corsa e sacrificio, con qualche lampo ogni tanto, punte veloci e insidiose negli spazi. La dinamica della partita, che nel post raccontiamo come divisa in quattro parti, rivela che anche se giochiamo quasi sempre bene, a volte molto bene, restano alcune costanti che non possono essere casuali: a) La difficoltร  nel penetrare le difese chiuse; b) La difficoltร  che incontriamo quando pensiamo di potere abbassare i ritmi e gestire la partita; c) Le difficoltร  che incontriamo contro punte veloci, soprattutto quanto esterni e centrocampisti non riescono a rientrare in tempo e a raddoppiare. Volendo perรฒ ricondurre tutte le difficoltร  a una sola: non siamo in grado di gestire una partita abbassando i ritmi: la mancanza di aggressivitร  si trasforma in passivitร . Cosรฌ diventiamo fragili, sia sulle ripartenze in contropiede, quando non riusciamo a ricompattarci e a proteggere i difensori, sia quando ci attaccano a pieno organico perchรฉ senza aggressione gli avversari trovano il tempo e lo spazio per scegliere la giocata migliore. Bisognerร  trovare subito i necessari accorgimenti per rimediare alle problematiche qui riassunte. In caso contrario la stagione difficilmente avrร  quegli esiti che tutti noi speriamo.

Calha, Sucic e Bisseck colgono le… viole: Inter – Fiorentina 3-0

A parte Calhanoglu, รจ la politica dei giovani a basso costo (consideriamo anche i precedenti di Pio e soprattutto Bonny) a dare i primi risultati, bisogna ammetterlo. Anche se Bisseck ha venticinque anni ed รจ alla terza stagione di Inter e se Sucic ne ha ventidue ed รจ un nazionale croato. Comunque sono stati pagati โ€œpocoโ€ a dimostrazione che qualche colpo con questa strategia di mercato, lo si puรฒ realizzare. se mantengono le promesse e continuano a crescere, tra un po' avremo quattro titolari giovani per rinfrescare la squadra (Sucic, Bonny, Pio Esposito, Bisseck). Comunque, fatti i dovuti elogi alla โ€œnouvelle vagueโ€, sarebbe ingiusto e ingeneroso ridurre Inter - Fiorentina a questi discorsi. Ci sono i meriti di Chivu, naturalmente quelli dei campioni come Bastoni, Akanji, Calhanoglu (autore di una doppietta e in particolare dal primo goal che sblocca la partita) soprattutto, Dimarco, Dumfries. Lauti non si รจ preso il proscenio, come tante altre volte, ma ha lavorato molto per la squadra e poi รจ stato determinante in occasione del gol di Sucic e del rigore su Bonny. Minore forse, rispetto al solito, l'apporto di Barella, che ha dato tantissimo come sempre sul piano dinamico e sollecitando i compagni con le sue iniziative, ma โ€“ soprattutto nel primo tempo โ€“ รจ sembrato troppo lezioso. La vittoria con la Fiorentina รจ stata importante, ma servono continuitร  e verifiche ancora piรน impegnative per la squadra (dobbiamo avere continuitร  con le medio-piccole e toglierci ogni complesso con le squadre di alta classifica) e proprio per i โ€œgiovaniโ€, che devono far bene anche contro le grandi. รˆ la fase difensiva in particolare che manda segnali di pericolo: bisogna scendere al 10ยฐ posto per trovare una squadra che ha subito piรน di noi e il nostro campionato spesso lo vince chi subisce meno.