Abbiamo giocato così bene che… hanno vinto loro: juventus – Inter 4-3

Contro una Juventus fortissima, al di là della natura dei sistemi di gioco attuati dalle due squadre e dalle scelte degli allenatori e al di là della “casualità” delle circostanze, abbiamo tenuto comunque il campo con autorevolezza e quasi con superiorità, così come molto di rado si è visto negli anni. Eppure abbiamo perso. E non abbiamo perso per caso. Certo, si può salvare la prestazione (lo spirito, la determinazione, la capacità di “fare la partita”) ma abbiamo perso giustamente e abbiamo mostrato i soliti limiti che hanno caratterizzato le (poche) prestazioni negative delle ultime stagioni: centrocampo bravo nella manovra ma poco fisico (forza e corsa); attacco privo di un giocatore che vinca l’uno contro uno; assenza di uomini che possano essere decisivi partendo dalla panchina. Poi c'è un problema tattico ricorrente: sulle seconde palle o sui cross dal fondo all'indietro, lasciamo sempre troppo spazio ai giocatori che si presentano centralmente ai limiti dell'area. I risultati oggi chiedono dei cambiamenti. Oggi è evidente che i titolari giochino perché sono ancora i più forti: la riconoscenza non c’entra nulla. Se mancano le risorse economiche (certo i soldi spesi per giovani futuribili, potevano essere spesi per due titolari – come Lookman e Koné, per fare due nomi – e forse le cose sarebbero andate diversamente) forse va allora cambiato qualche cosa a livello dirigenziale. Speriamo di sbagliare, ma la stagione appare sin da ora negativa con la conseguente necessità di una mezza rifondazione.

Il collettivo e i “colpi”: Inter – Lazio 2-0

Il messaggio che arriva dalla gara di Coppa Italia contro la Lazio non è tranquillizzante, se si pensa alle prove decisive che ci aspettano in un lasso di tempo ridottissimo: le trasferte di Napoli e Bergamo (le nostre due più pericolose rivali, al momento) e lo spareggio, con match da dentro o fuori, contro gli olandesi in CL. Il nostro vantaggio al termine della prima frazione è venuto in modo estemporaneo, grazie a una giocata individuale clamorosa e non come conseguenza di una netta superiorità di manovra. Anzi. La ripresa è andata un po' meglio perché è cambiato l'atteggiamento tattico delle due squadre e perché a un certo punto Inzaghi ha forzatamente fatto ricorso a un cambiamento di modulo che, in quella situazione, ci ha resi più compatti. Diciamo che siamo stati più cinici rispetto agli avversari. Si dice così, quando le cose vanno bene… Migliori in campo per noi: J. Martinez, Bisseck, de Vrij, Zielinski, Arnautovic. Tutti giocatori tra quelli meno “usurati” non tanto dall'età quanto dal numero di partite giocate. Nel post anche il report sulla gara dell’Under 16 di mister Solivellas che ha vinto 3-0 contro i pari età della Cremonese. Sul piano del rendimento individuale, da segnalare come sopra la media le prestazioni di Rocca, Nese, Pannuto, Limido, Donato, Tosolino e soprattutto di Gjeci.

Forse non al top. Ma siamo ancora vivi: Inter – Fiorentina 2-1

Era una partita cruciale per le nostre sorti sotto diversi aspetti. In particolare dopo la prova agonisticamente deprimente di Firenze, un nuovo risultato negativo, con conseguente conferma dello stato di flessione fisico e/o mentale, avrebbe aperto inquietanti prospettive su proseguimento della stagione. Ma la risposta da parte dei nostri c’è stata e non solo in termini di risultato (strameritato). Anche la prestazione è stata infatti convincente sia sul piano fisico che su quello mentale. In campo si è vista la ritrovata forza del gruppo che è coincisa con la prestazione da leader clamorosi di un giocatore per reparto: il magnifico trentasettenne Acerbi, che ha umiliato Kean, il meraviglioso Barella onnipresente e ispirato e un Lautaro che, come i due compagni, per tutta la gara ha letteralmente trascinato la squadra. Da segnalare la prima prestazione del tutto convincente di Zielinski da quando è all’Inter; l’ennesima prestazione di tutto rispetto di Mkhitaryan; la prestazione senza sbavature di Carlos Augusto; il goal (decisivo) di Arnautovic. In Yough League, i ragazzi di Zanchetta battono il Lille tre a uno: doppietta di Spinaccè e goal di Mosconi. Settima vittoria su sette dei nostri ragazzi nella più importante manifestazione giovanile europea per club. Non è stato fatto ancora nulla, ma bisogna riconoscere che sino ad ora il percorso dei nostri giovani è stato entusiasmante: nessuno in estate poteva immaginare un simile percorso della squadra in Europa.

Il tracollo, prevedibile e previsto, è arrivato: Fiorentina – Inter 3-0

Il tracollo, prevedibile e previsto, non è il risultato, ma la prestazione. Nel derby si erano viste le prime incertezze a livello tecnico e di brillantezza, ma almeno a livello di spirito agonistico sembravamo ancora in linea. A Firenze è mancato tutto: squadra molle, svuotata di energie, priva di lucidità, che perdeva i duelli fisici individuali e sbagliava giocate elementari. Basti citare il passaggio assurdo che ha mandato in gol Kean per il 3-0. Tutto è ancora in gioco, in campionato, in Europa, persino in Coppa Italia, ma questa Inter non può che preoccupare: il crollo psicofisico di tutti è evidente e non c'è tempo per lavorare a un rilancio della condizione, dovendo giocare ogni tre giorni e avendo i giocatori chiave che devono comunque essere in campo anche se non toccano palla. Siamo di fronte a un gruppo straordinario per qualità e generosità che dà tutto da anni senza ricevere mai integrazioni vere e credibili che consentano una significativa rotazione. L'ultimo acquisto vero, pagato discretamente è Frattesi, arrivato dal Sassuolo nel '23. È una situazione anomala nel mondo intero, a questi livelli: questa estate si doveva trovare il modo di comprare una punta vera, alternativa credibile a Lauti e Thuram, un play credibile come alternativa di Calha, un centrale che facesse il titolare, relegando de Vrij e Acerbi al ruolo di alternative e un'ala di scatto e fantasia, capace di variare in certe situazioni un modo di giocare ormai noto a tutti che prendono le necessarie contromisure… Ora non c'è più tempo di rimediare, la rosa è questa, il logorio dei giocatori cardine è un fatto, bisogna sostenere questo gruppo e i suoi tecnici (che comunque se lo meritano) e sperare che il lavoro, tra mille difficoltà perché è davvero difficile programmare un rilancio delle condizioni atletiche mentre si continua a giocare ogni tre giorni, porti a qualche segnale di ripresa.

Grande prestazione e la conferma che non è anno per lo scudo: Inter – VAR 1-1

Commento amaro dopo il pareggio casalingo di domenica sera. Simone Inzaghi prepara la partita come meglio non si potrebbe, ingabbia la Juventus perfettamente e per almeno un'ora governa il gioco con qualità, organizzazione ed equilibrio. Il mister non ha sbagliato le scelte, né l'impostazione della gara, confrontandosi alla pari con un grande allenatore come Massimiliano Allegri. Che però aveva i singoli e le alternative a disposizione che a noi mancano. Le scelte individuali di Inzaghi e i cambi sono stati obbligati. Abbiamo fatto il massimo con un Lautaro fuori condizione e senza Sensi che sarebbe l'unico a poter creare qualche variante di gioco in una squadra dove manca evidentemente qualcosa a livello di rosa per poter competere a alto livello per 38 partite di campionato più quelle di coppa (una terza punta di buon livello, un centrocampista forte e completo...). C'è stato un furto evidente, senza il quale avremmo vinto la partita, ma è anche vero che nel secondo tempo non siamo praticamente mai riusciti a ripartire e in queste condizoni l'episodio negativo, tanto più se giochi contro la Juventus, può accadere. Non ci si può consolare solo pensando alla bella prestazione. Non vincere partite così (contiamo anche quelle contro l'Atalanta e la Lazio e contro il Real Madrid in Champions) non può dipendere solo dalle colpe degli altri. Di queste quattro partite ne abbiamo giocate tre in casa, facendo due punti e una in trasferta (zero punti). Sono numeri che ci condannano. È chiaro che non basterà fare bottino pieno nelle prossime gare (a partire da domani sera a Empoli) ma poi fare risultato e vincere, anche giocando "male", nelle sfide che contano.

La legge del calcio: Lazio – Inter 3-1

Contro la Lazio abbiamo probabilmente giocato (sul piano estetico) la migliore partita della stagione. Ma abbiamo perso. Siamo stati superiori come quadratura di squadra e siamo riusciti a rendere quasi inoffensivi i loro uomini migliori. Ma tutto questo non è bastato. Sono mancati l'uomo dell'ultimo passaggio, l'uomo che tramuta in qualità il gioco della squadra. E in prospettiva ci mancano una prima punta di peso e di bravura, che faccia salire la squadra, attiri su di sé più marcatori e... faccia goal. Vero che Lautaro e Dzeko hanno fatto molti goal in campionato fino a questo momento, ma è anche vero che contro avversario di livello abbiamo perso (Real, Lazio) o pareggiato (Atalanta, Shakhtar). Quindi produciamo un gioco divertente, ma difficilmente contro avversario ella nostra altezza, lucido, cinico e efficace. Dopo essere stati lungamente in vantaggio siamo stati puniti da un episodio (discutibili a termini di regolamento, ma in ogni caso casuale) abbiamo completamente ceduto, senza ricompattarci e provare a vincere la partita. Adesso abbiamo due occasioni molto importanti davanti. La sfida contro lo Sheriff in Champions (se non vinciamo siamo fuori dalla coppa) e poi la Juventus in campionato. Due partite che in ogni caso ci diranno molto sul prosieguo di una stagione che fino a questo momento non è stata brillante e che comunque ci lascia diversi interrogativi sul piano del gioco della squadra e su quanto questo sia "sostenibile" (in termini di dispendio anche di energie) e soprattutto efficace e produttivo in termini di risultati.

L’aria di montagna fa male, a chi vorrebbe non ce la permettessimo: Inter – Verona 2-1

L'Inter al vertice (o vicina) dà fastidio e dovremo aspettarci, se resteremo nell'attuale posizione, un fuoco di sbarramento mediatico sempre più intenso. Venivamo da una settimana tormentata perché l’allenatore, la squadra e persino la società erano stati sotto tiro dei media più ostili e prevenuti per le polemiche scatenate dalla stampa stessa dopo le dichiarazioni del mister. Si era arrivati a scrivere di una frattura fra allenatore e società, ma anche fra allenatore e giocatori. Sembravano esserci le condizioni per un insuccesso, anche considerando che lo sviluppo iniziale della gara aveva messo le cose tatticamente a loro favore, ma "abbiamo messo il cuore" e abbiamo ribaltato il risultato e portato a casa una vittoria importante (la decima su 12 partite di campionato). Leggeremo ancora di uno scollamento tra tecnico e giocatori, la prima volta che uno starnutirà, nonché tra il tecnico e il direttore che lo ha fermamente voluto. Ma noi siamo l’Inter e dobbiamo superare anche questi ostacoli-tranello.

Cosa c’è di meglio di una continua sofferenza per arrivare alla vittoria? Brescia – Inter 1-2

Cosa c'è di meglio di una continua sofferenza per arrivare alla vittoria? Certo, sarebbe molto meglio vincere dominando, senza stress o sofferenza, ma in questo momento per una serie di ragioni sotto gli occhi di chiunque, le due cose sono incompatibili. La nostra prestazione contro il Brescia, analizzata fuori dal contesto in cui si è giocata, è stata un vero scandalo. Ma questa Inter non è fatta per dominare, gli ostacoli nel processo di crescita sono inevitabili e i peana preventivi ingiustificabili e pericolosi. La parte più gravosa dell'impegno non è finita, ci aspettano altre partite ravvicinate e fondamentali. Il bilancio fino a questo momento è più che positivo: le nostre avversarie (Juventus e Napoli) infatti hanno qualcosa più di noi. Eppure siamo lì a un punto dalla Juventus (Ndr. Nel momento in cui viene pubblicato questo post Juventus - Genoa non è ancora terminata, il riferimento è alla classifica prima di questo turno di campionato) e in corsa per la qualificazione in CL. I risultati sono tutti a favore del lavoro del mister Antonio Conte e della squadra.