Chi ben comincia รจ… a un trentottesimo dell’opera: Inter – Torino 5-0

Tutto bene allโ€™esordio in campionato, per quello che riguarda lโ€™Inter di Cristian Chivu, allโ€™insegna della razionalitร  nel gioco e nellโ€™introdurre quelle che sono le innovazioni che il mister ha in mente. La squadra ha affrettato, necessariamente, la preparazione e sembra arrivata subito, se non al top a una condizione molto positiva. L'incognita naturalmente รจ sulla lunga distanza quando il ridotto lavoro di base potrebbe causare qualche flessione. Naturalmente non si vuole sminuire l'entusiasmo per un avvio di stagione davvero imprevedibile, almeno in questa โ€œquantitร โ€. Come detto, la squadra รจ apparsa giร  al top, come dimostra l'aggressivitร  e soprattutto la prontezza dei rientri, elemento fondamentale per garantire la protezione difensiva Allo stesso tempo moralmente รจ sembrato proprio che lo shock delle due competizioni perse malamente sul filo di lana sia stato assorbito dal gruppo, che del resto aveva giร  mostrato in passato una forza interiore e una compattezza del tutto affidabile. Chivu ha dimostrato molta saggezza e conoscenza del calcio, concetto che va molto oltre la capacitร  di valutare i singoli e 'vedere' il gioco. Il modulo di gioco visto contro il Toro รจ stato quasi sempre lo stesso di Inzaghi, ma alcuni cambiamenti si sono giร  visti: meno liquiditร , posizionamenti rispettati, maggior verticalizzazione, maggior aggressivitร , quest'ultima per altro potrebbe essere frutto delle diverse condizioni di freschezza, almeno rispetto alla parte finale dello scorso campionato. Poi la condizione, giร  buona, ha permesso alla squadra di restare sempre e comunque compatta. Tra le prestazioni individuali, spicca in particolare quella del nuovo arrivato Petar Sucic. La prestazione del centrocampista croato รจ di assoluto rilievo per dinamismo, tecnica e qualitร  delle giocate. Prezioso in fase di costruzione e di rifinitura (vedi qui pure lโ€™assist geniale per la prima rete di Thuram, autore di una doppietta), si segnala anche per alcuni recuperi difensivi di grande importanza.

Un ciclo si รจ chiuso: grande attesa e speranza per quello che sta per nascere

Proviamo a capire come sarร  la nuova Inter di Cristian Chivu. Lo facciamo partendo da considerazioni che riguardano lโ€™idea di gioco che era dellโ€™Inter di Simone Inzaghi e anche considerando quello che รจ stato il calciomercato fino a questo momento, e quelle che potranno le operazioni future in entrata - su tutte quella di Ademola Lookman, del resto รจ difficile pensare che lโ€™Inter possa spendere 50 milioni per una riserva, nรฉ che si possa panchinare Lautaro o Thuram โ€“ e in uscita. Questo significa che nelle intenzioni della โ€œsquadra baseโ€ di Chivu ci potrebbero essere sempre in campo tre attaccanti. La scelta porterebbe a una serie di cambiamenti a catena, perchรฉ bisogna cambiare parecchio per fornire alla squadra la capacitร  di reggere tre attaccanti. In particolare servirebbe che almeno uno dei due centrocampisti sia fortissimo in fase di copertura (da qui lโ€™interesse per giocatori come Mandela Keita e Morten Frendrup). Sicuramente viene prima lโ€™idea di gioco e poi vengono i moduli ritenuti piรน efficaci per attuarla, anche in relazione alla disponibilitร  dei giocatori. Ci sarร  un sistema base e le varianti saranno determinati dal momento e dalle situazioni. A Chivu serve qualitร  davanti e soliditร  dietro e in mezzo e davanti lโ€™efficacia dovrร  essere soprattutto nel โ€œvedereโ€ la porta piรน che nel drilling risolutivo. Il cambiamento rispetto al passato ci sarร , dunque, e sarร  nettissimo e porterร  ovviamente rischi ma anche possibilitร , con la premessa della piena fiducia nelle scelte strategiche congiunte di dirigenza tecnica e allenatore (potranno essere sbagliate delle scelte singole, certo, ma la loro capacitร  di lettura dei fatti calcistici non รจ discutibile) e che non esiste un modulo (cosa diversa dal โ€œsistema di giocoโ€, appunto) migliore di altri.

Ciao, Simone: ma come sarร  l’Inter di Chivu?

Cristian Chivu sarร  il nuovo allenatore dellโ€™Inter. Il rumeno รจ stato un grande campione e da calciatore ha vinto con la nostra maglia. Ha allenato nel nostro settore giovanile: lโ€™Under 14, lโ€™Under 17, lโ€™Under 18. Per tre anni รจ stato alla guida della formazione Primavera. Lโ€™addio di Simone Inzaghi segna la fine di un ciclo che era strutturalmente legato alla sua โ€œegemoniaโ€, alle sue idee, alla sua personalitร . Questo non significa che non se possa aprire subito un altro. Ma รจ difficile prevedere come potrร  essere lโ€™Inter di Chivu. Non conosciamo lโ€™organico che gli verrร  meso a disposizione. Possiamo fare poche valutazioni anche nel merito dellโ€™esperienza che ha fatto sulla panchina del Parma. Infine pure sapendo come abbia lavorato sulla panchina della nostra Primavera, non possiamo non considerare quanto allenatore in Serie A e lโ€™Inter sia poi qualche cosa di completamente diverso. Cristian Chivu รจ di formazione Ajax ma da calciatore ha raggiunto i massimi livelli agonistici con Mourinho proprio allโ€™Inter. Probabilmente, anche basandoci sullโ€™esperienza delle nostre giovanili e al Parma, vedremo unโ€™Inter ispirata a quella di Mou e con approcci molto piรน tradizionali rispetto allโ€™Inter โ€œliquidaโ€ di Simone Inzaghi.

La fine di un ciclo

Che si sia trattato di un ciclo (o se preferite di un mini ciclo) per una societร  e una squadra come l'Inter non c'รจ il minimo dubbio. Si tratta di un ciclo di sei anni in cui abbiamo vinto due scudetti, ottenuto tre secondi posti, vinto varie โ€œcoppetteโ€ e giocato una finale di Europa League e due finali di Champions. Soprattutto abbiamo ottenuto un prestigio internazionale sconosciuto da anni. La superioritร  del PSG in finale รจ stata indiscutibile, ma resta anche la convinzione che la dimensione del risultato sia frutto di una serie di fattori contingenti, che sono espressi e sviluppati nel contenuto del post, e sulla veridicitร  o meno di questa valutazione dirigenza e proprietร  devono basare la loro riflessione nel momento in cui si sceglierร  se rattoppare (in modo consistente e adeguato) o costruire ex novo. Bisogna stare attenti a buttar via il bambino (fuor di metafora: il tipo di gioco) insieme allโ€™acqua sporca: i giocatori da sostituire e una ridefinizione di obiettivi e carichi di lavoro, in relazione alle forze di cui si dispone. Cambiare tutto per la suggestione di un match finito molto male รจ un rischio enorme. A parte questa partita, abbiamo davvero sfigurato tra le grandi europee? Al punto da dover ricominciare tutto da capo? Allo stesso modo ci dobbiamo porre delle domande sulla composizione della rosa. Allโ€™indomani di una delusione clamorosa (campionato e coppa finiti in questo modo): siamo sicuri che con giovani speranze poco costose, al posto di Acerbi, Darmian, Mkhitaryan, Arnautovic, avremmo fatto una stagione cosรฌ? Naturalmente non ci sono contro prove: l'unica certezza รจ che quando abbiamo cercato di rafforzarci spendendo pochi euro sono venuti Palacios, Pepo Martinez e in prestito una riserva della Roma. Servono giocatori veri e forti per sostituire chi ci lascerร  per raggiunti limiti di etร  e magari occorre provare a โ€œtrovareโ€ qualche giovane che possa essere allโ€™altezza subito, ma soprattutto anche elementi che posano sostenere la messa in campo di alternative tattiche di modulo e di caratteristiche di gioco. Un progetto che, se ci sono le condizioni sopra descritte, deve e puรฒ continuare con Simone Inzaghi in panchina. Consapevoli che anche questo รจ un rischio. Del resto finchรฉ tutto andava bene, il gruppo lo seguiva compatto ed entusiasta, ma dopo Monaco giร  si sono avvertiti i primi โ€œscricchioliiโ€. Inoltre la brutta sconfitta in finale rischia di avere fatto crollare in verticale il nostro โ€œappealโ€ internazionale. La partita del PSG รจ stata perfetta, Luis Enrique รจ un grandissimo allenatore e non รจ una novitร , ma probabilmente si poteva โ€“ con meno ambizione immotivata โ€“ affrontare il match diversamente facendo scelte diverse prima della partita e soprattutto dopo il 2-0.