Il vero problema รจ che stiamo facendo il massimo: Atalanta – Inter 0-1

รˆ stata una partita bellissima, tra due squadre molto forti, dotate di un tasso tecnico elevato e capaci di esprimere altissima intensitร . Nel primo tempo, nettamente meglio noi: siamo riusciti ad aggredire alti e, sulla pressione bergamasca, una volta riconquistata palla siamo usciti con sontuose giocate sullo stretto. Loro marcavano a uomo e in questa situazioni gestire la palla in uscita, con l'idea di verticalizzare, รจ sempre rischioso e richiede tanta tecnica, fisico e luciditร . Qui si รจ visto un nostro limite attuale, qualcosa su cui lavorare ancora, perchรฉ non รจ la prima volta che questa situazione si evidenzia: giochiamo bene, ma poi ci manca l'ultimo passaggio o la conclusione vincente. Se giochi un gran primo tempo e non concretizzi abbastanza, poi รจ normale che nella ripresa, con un piccolo calo, finisci per soffrire. Tante rimonte subite si spiegano anche cosรฌ. Ieri, diciamo la veritร , ci รจ girata bene, anche se ci siamo meritati questo favore della sorte. Certo, la vittoria di misura รจ comunque meritata, ma รจ altrettanto vero che rispetto ad altre occasioni meno felici, la โ€œsuerteโ€, che spesso di aveva puniti, in questa situazione ci ha agevolati, perchรฉ il vantaggio si รจ concretizzato nel periodo meno favorevole e grazie a due errori davvero clamorosi, insoliti, degli avversari: Djimsiti che passa la palla a Pio per il nostro gol, Samardzic che sbaglia una conclusione incredibile a due passi dal portiere. Ridotta all'essenziale, la partita รจ tutta qui, ma in mezzo c'รจ stata una buonissima dimostrazione di calcio ad alto livello da parte delle due squadre. Sicuramente si deve lavorare per ridurre il gap tra occasioni create e reti realizzate, ma questo รจ solo il rovescio parzialmente negativo di una medaglia dall'immagine molto accattivante. Senza trascurare questo aspetto, sembra primario risolvere la questione relativa la difficoltร  strutturale nel difendere il vantaggio. Curiosamente, ma forse non troppo, abbiamo vinto con le grandi solo nelle trasferte di Roma e Bergamo e entrambe le volte, per 1-0 perchรฉ siamo riusciti, pur subendo, a difendere il vantaggio. Chivu sta dimostrando grande competenza, oltre che dimostrare di essere un maestro di signorilitร  in un mondo non proprio esemplare, ma, considerando pure i limiti della rosa, ci sarร  ancora da lavorare molto per quello che riguarda questi aspetti, per cercare di restare competitivi fino allโ€™ultimo. Se si punta solo sul campionato, la rosa potrebbe essere sufficiente. Se si punta ad arrivare in fondo a tutte e magari vincerne una, no.

Primi in classifica, ma con tanti problemi: Bologna – Inter 4-3 d.c.r.

In ossequio ai dettami della proprietร  sono arrivati cinque giocatori giovani, tutti costati entro i 25 milioni, quasi tutti molto meno. Al momento si puรฒ dire che quattro dei cinque nuovi arrivi sono stati sostanzialmente azzeccati. Solo Luis Henrique lascia perplessi. รˆ una buona media. Ma nessuno di questi รจ attualmente in grado di trascinare la squadra nel momento di necessitร . La squadra non era โ€œfinitaโ€, dopo il finale della scorsa stagione, ma doveva essere in qualche modo aiutata a ripartire e andava rafforzata nelle strutture portanti. Cosรฌ non รจ stato e la squadra sembra andare incontro a delle โ€œcostantiโ€ che sono positive, purtroppo meno numerose (segniamo molti goal, contro le squadre medio basse perdiamo pochissimi punti e diamo anche spettacolo), come negative. Prendiamo molti goal, spesso non riusciamo a gestire il vantaggio, contro le squadre forti e nelle partite decisive o fondamentali andiamo sovente in difficoltร , soffriamo le squadre di grande ritmo, che giocano con moduli non speculari e hanno attaccanti rapidi sugli esterni. Sono tutte ragioni che sono dentro la semifinale di Supercoppa persa ai calci di rigore contro il Bologna e che meritano di stare al centro di riflessioni da parte della proprietร  per quello che รจ il prosieguo della stagione, dato che siamo prossimi allโ€™apertura della sessione invernale di calciomercato. La Primavera, intanto, mentre la prima squadra esce sconfitta dalla sfida contro il Bologna, vince contro il Genoa con il risultato di tre a uno. Continua lโ€™ascesa degli uomini di mister Benny Carbone, che appaiono in un momento di condizione brillantissima, nonostante le continue rotazioni di giocatori (tra Under 18 e Under 23) e nonostante lโ€™etร  media contro bassa. Contro i rossoblรน, che ci incalzavano da vicino e che dispongono di elementi maturi e insidiosi, non cโ€™รจ stata partita. Questa squadra ha davvero molti talenti e potrebbe nel tempo regalarci anche qualche bella sorpresa a livello di individualitร  importanti. Intanto fa punti e gioca benissimo.

Partita tosta, vittoria importante: Genoa – Inter 1-2

Non era per nulla un match facile: l'Inter veniva da una sconfitta pesante in CL che, per il modo in cui era maturata, poteva lasciare il segno. Genova รจ sempre un campo ostico, perchรฉ il pubblico rossoblรน รจ trascinatore, potendo contare anche sulla vicinanza degli spalti rispetto al campo. Per di piรน la squadra, con l'arrivo di De Rossi in panchina, si era trasformata, realizzando due vittorie e due pareggi nelle ultime 4 partite: una media da accesso alla CL. Da non trascurare il fatto che tra turnover e infortuni, Chivu ha dovuto schierare inizialmente una squadra priva di ben 7 teorici titolari. Se andiamo oltre lโ€™impatto emotivo del finale, dove abbiamo subito la pressione del Genoa, e esaminiamo la gara nel suo complesso, si deve obiettivamente riconoscere una nostra superioritร  complessiva giustamente concretizzatasi. Riducendo tutto allโ€™essenziale, certo, va detto che la differenza lโ€™ha fatta la giocata di un campione โ€“ Lautaro Martinez โ€“ perchรฉ le altre due reti sono frutto di una certa casualitร , sotto forma di errori inusuali di un portiere e di nostri due difensori. Cโ€™รจ stato quindi anche un briciolo di โ€œsuerteโ€, perchรฉ lโ€™incertezza di Leali โ€“ poi protagonista in occasione di una grande parata su Tikus โ€“ ci ha permesso di indirizzare il match nel modo piรน favorevole: e infatti per tutto il primo tempo i locali non sono mai apparsi in grado di reagire, avendo subito anche la mazzata del secondo gol. La squadra appare in salute, anche se si continua a temere il possibile calo di condizione, e cโ€™รจ pertanto solo da gioire per primato momentaneo. Chivu si conferma un grande uomo e un allenatore preparato: certo resta molto da migliorare, ma con lโ€™applicazione del gruppo, che sembra seguirlo con convinzione, e magari con qualche aiuto sul mercato, puรฒ darci soddisfazioni. Per quello che riguarda le prestazioni individuali, da segnalare su tutti la gara di Lautaro Martinez e poi di Barella, Zielinski e Bisseck, autore della rete che ci ha portato in vantaggio. Poi qualche risposta alle domande pervenute sul blog sul settore giovanile e in particolare riferite alla crescita della squadra - ci si riferisce in particolare allโ€™Under 20 โ€“ e su se ci siano ragazzi che possano aspirare nel tempo alla prima squadra. La crescita della squadra appare evidente ed รจ sotto gli occhi di tutti, non solo a livello di risultati, mentre sui singoli รจ sicuramente difficile esprimersi. Ci sono sicuramente tuttavia dei giocatori che sembrano essere piรน avanti degli altri e ci sono grandi speranza sul gruppo dei 2008. Per quasi tutti loro, ovviamente, molto dipenderร  dalla forza che riusciranno a mettere nelle ultime stagioni di preparazione al grande salto.

L’entusiasmo e la prudenza: Inter – Como 4-0

La partita contro il Como รจ stata entusiasmante: alcune giocate, alcune intere fasi di gioco sono state sublimi, cosรฌ come sono state definite da un amico sul blog. Certo, bisogna chiedersi se non sia tutto oro quello che luccica, soprattutto in una prospettiva che si proietta sullโ€™intera stagione. Lo stesso Chivu ha detto che si poteva fare di meglio e che cโ€™รจ ancora molto da lavorare. Lโ€™Inter gioca bene e quando sta bene, il suo gioco รจ come detto assolutamente entusiasmante. Ma restano le preoccupazioni su questo tipo di gioco, che prevede pressing altissimo, grande intensitร , capacitร  del gruppo di rimanere compatto, in avanti o nei recuperi, secondo la situazione. Non si puรฒ giocare ad altissimi livelli in questo modo per tutta la partita, non si puรฒ farlo per tutta la stagione, non so se si puรฒ farlo quando l'avversario รจ piรน forte. Non รจ disfattismo, semplicemente non ci si vuole fare travolgere da un entusiasmo comprensibile, ma un poโ€™ troppo โ€œspensieratoโ€. Per venire alla partita, Chivu sembra possedere la capacitร  proprio dei grandi allenatori, di leggere e capire la condizione del momento dei suoi atleti. Mette Pio, Diouf e Luis Henrique nei momenti e nelle situazioni giuste. Contro il Como siamo partiti fortissimo, con un ritmo e unโ€™intensitร  pazzesche, unite a tanta qualitร . Siamo andati in vantaggio dopo otto minuti di dominio incontrastato, quando una ripartenza di Luis Henrique si รจ tradotta in un assist per il capitano, che brucia sul tempo il suo difensore e insacca splendidamente. La vera svolta del match perรฒ รจ il secondo goal di Thuram, che arriva mentre stavamo soffrendo il Como: bravura e โ€œsuerteโ€. Semplicemente strepitoso poi il terzo goal, con protagonisti un incredibile Barella, lโ€™ispirato Lautaro, Mkhitaryan (al ritorno in campo) e il bomber Calhanoglu. Sesto centro in campionato per il centrocampista turco. La partita finisce qui: il Como si rassegna e due minuti dopo, Carlos, subentrato, segna la quarta rete. Il lavoro di Chivu รจ veramente molto buono, รจ un grande uomo e un ottimo allenatore, ma come tutti, รจ atteso ad altre risposte convincenti, a partire dalla prossima sfida di Champions contro il Liverpool.

Le difficoltร  ci sono, ma sperare si puรฒ: Pisa – Inter 0-2

La gara col Pisa non risolve i nostri problemi, non ci dร  garanzie che lotteremo sino in fondo per lo scudo o addirittura lo vinceremo. Ma ci dice che questo รจ ancora possibile. Questo รจ un gruppo ancora forte, perchรฉ ha giocatori e uomini veri e perchรฉ ha uno stile di gioco consolidato e potenzialmente efficace. Ma non รจ piรน un gruppo dominante, come รจ stato negli ultimi anni: a questa squadra รจ mancato l'inserimento di qualche campione, abbastanza giovane o anche in etร , che contribuisse subito ad attenuare il logorio prodotto sugli elementi trainanti da anni di battaglie al vertice. รˆ stata rafforzata la linea delle riserve con lโ€™acquisto di giovani interessanti, ma non la prima squadra, lโ€™undici titolare. Pertanto una squadra come il Pisa, che ha un costo annuoโ€ฆ cento volte inferiore a noi, in casa, con maggior freschezza, con la possibilitร  di giocare tatticamente nel modo che gli รจ piรน congeniale รจ in grado di crearci difficoltร . Normale pari modo che noi alla terza partita in una settimana cruciale, con alcuni infortunati e alcuni uomini da ruotare non all'altezza dei titolari, faticassimo, come hanno faticato le altre squadra che sono nelle prime posizioni della classifica e anche negli scontri contro il Pisa. La cronaca del primo tempo รจ fatta di impotenza nostra e di qualche sofferenza. Nella ripresa il Pisa cala un poโ€™ il ritmo, comโ€™รจ inevitabile, poi il triplo cambio di Chivu rimette le cose a posto: Esposito modifica la posizione in campo di Lauti, Bisseck e Diouf hanno ben altra freschezza e velocitร  rispetto a Henrique e Acerbi. Prima ancora, da segnalare lโ€™ingresso di Zielinski per Sucic, determinante anchโ€™esso nel cambiare lโ€™inerzia del match. Nel post spazio anche allโ€™Under 20, che vince il derby contro il Milan: fondamentali il portiere Farronato e il centrale Bovio, davvero insuperabile. Entrambi classe 2008. Da segnalare la prestazione di Mancuso, grandissima promessa poi frenata da un infortunio. Poi ovviamente si fa notare Iddrissou: quando schieri Jami, sai che parti giร  da uno a zero. E che i difensori faranno incetta di cartellini per cercare di fermarlo: imprendibile in progressione, implacabile di testa, generoso sempre. Parliamo poi dellโ€™Under 18 di Fautario, che vince tre a zero contro il Lecce con una doppietta di Dโ€™Agostino e un goal di Strand.

Quattro indizi decretano la fine di un’era: Inter – Milan 0-1

La maggior parte di noi aveva capito che un'era era terminata almeno dalla sera di Psg - Inter. Tra lโ€™altro le somiglianze con la tragica fine del ciclo dellโ€™Inter di Herrera sono impressionanti. Cosรฌ come รจ vero che oggi come allora sarebbero servivi investimenti pesanti su giocatori in grado di capovolgere la deriva, ormai evidente, e di trascinare la squadra verso una ripresa imperiosa. Bisognava prendere giovani che in futuro dessero, sperabilmente, un valore aggiunto. Invece sono stati presi, a un allenatore giovane (bravo, ma che non avendo un curriculum importante, pur di allenare lโ€™Inter, si fa andare bene qualunque situazioni gli si prospetti) giocatori giovani che possano essere eventualmente future โ€œplusvalenzeโ€. Sotto questo aspetto, la differenza su quello che ha invece ottenuto Massimiliano Allegri, รจ evidente. Se sei al vertice da un poโ€™, hai bisogno di importanti investimenti su giocatori di qualitร  per restarvi e noi non abbiamo preso vere alternative. Invece Allegri, che รจ un grande allenatore e che dร  alle sue squadre un gran gioco, nel senso di un gioco pratico ed efficace, ha avuto a disposizione una rosa importante: ha preso i giocatori che gli servivano, subito, cedendo anche qualche elemento fortissimo che perรฒ era una sorta di mela marcia, che guastava il cestino intero. O non era adeguato alle sue necessitร . E ha rivalutato altri che avevano grandi qualitร  ma non le sfruttavano al massimo perchรฉ impiegati in modo sbagliato e forse non sufficientemente responsabilizzati. Chivu si รจ trovato a gestire una rosa che era stata costruita per un certo tipo di gioco e lo aveva praticato piuttosto bene e che forse nel suo insieme non รจ funzionale a un cambiamento 'tattico' profondo. Non ha avuto alternative, capaci di fare subito la differenza. A parte questo, contro il Milan, considerazioni sulla qualitร  e sulla composizione della rosa, come sul sistema di gioco, contano poco: contano di piรน lโ€™abilitร  dei due portieri e la scarsa precisione dei nostri (rispetto al loro solito). Questa volta gli errori individuali hanno pesato di piรน che per quello che riguarda le sconfitte contro lโ€™Udinese e la Juventus. Certo quattro sconfitte (quattro indizi) ci inducono a doverci rassegnare: per un motivo o per lโ€™altro questโ€™anno non avremo continuitร . Lโ€™obiettivo sembra proprio restare nelle prime quattro, qualificarci per la prossima Champions League magari con un poโ€™ di anticipo e fare intanto un buon cammino proprio in Coppa per non perdere, oltre che soldi, credibilitร  internazionale.

Verso un derby pericoloso

La classifica รจ molto corta e dunque nessun risultato oggi puรฒ essere considerato decisivo. Ma il prossimo derby, al di lร  della classifica, รจ anche un confronto tra due scuole di pensiero e due modi di intendere il calcio. Chiaramente il confronto non chiarirร  nulla sulla questione โ€œteoricaโ€, nรฉ chi lo perderร , abdicherร  alle proprie idee. La partita non dirร  se รจ meglio il calcio di Allegri o quello di Chivu, ma solo se gli uomini messi in campo dai due tecnici, nelle condizioni di quel giorno, saranno idonei a tradurre al meglio nel confronto reale, le indicazioni di gioco dei loro allenatori. In altre parole se - in quel match - una squadra, con la sua tipologia di gioco, sarร  piรน forte dell'altra. Con tutte le varianti del caso: per esempio un errore arbitrale o una deviazione fortuita che cambiano l'indirizzo del match. Nel contenuto del post, dallโ€™Inter dei due scudetti del dottor Foni negli anni cinquanta fino allโ€™ultima Inter di Inzaghi, si porta avanti un vero e proprio racconto su come nel corso degli anni, la nostra squadra abbia raggiunto i suoi piรน importanti successi e di come questi siano arrivati sempre dedicando una particolare attenzione alla fase difensiva. Ma pure di come di volta in volta, nel corso degli anni, il gioco del calcio sia cambiato, fino ad arrivare ai giorni nostri, al passato piรน recente e allโ€™arrivo allโ€™Inter di Simone Inzaghi, che forse ha ottenuto qualche risultato in meno rispetto a quelli teoricamente possibili, ma che ha saputo coniugare risultati e spettacolo. Il calcio di oggi รจ cambiato radicalmente e certi parametri di lettura sono superati. Non esiste squadra che quando deve difendersi da un attacco manovrato e avvolgente non porti tutti gli uomini sotto la linea della palla o comunque nella propria metร  campo. Non esiste squadra che quando porta un attacco manovrato non sposti la linea difensiva all'altezza della linea mediana. La squadra deve essere sempre corta: questo รจ l'imperativo. Ma la squadra corta puรฒ comportare anche che siano piรน uomini, rispetto alla divisione dei ruoli del passato, a trasformarsi provvisoriamente in attaccanti. Che Inter vedremo nel derby? Il mister ha ricostruito moralmente la squadra e sta cercando di apportare le sue varianti rispetto a quello che era il gioco di Inzaghi. Punta ad arricchire gli schemi offensivi e incrementare la verticalizzazione. Sul primo punto il mancato arrivo di Lookman lo ha costretto a rivedere i suoi piani; per quello che riguarda lโ€™altro aspetto รจ necessario pressare alti, stroncare sul nascere i tentativi di ripartenza, provocare errori letali dei difensori avversari o comunque tenerli sempre sotto pressione. Tutte soluzioni che hanno dei pro e dei contro e che rendono necessario trovare stabilmente un โ€œequilibrioโ€, unitamente a un rafforzamento della capacitร  difensiva quando siamo sotto assedio. Sono questi i punti principali su cui si concentra il suo lavoro e gli aspetti che ci riguardano in vista del prossimo, pericoloso, derby di domenica sera.

Meglio a Verona che con l’Udinese: Hellas Verona – Inter 1-2

Era una partita fondamentale. In prospettiva scudetto, contro lโ€™Hellas, al Bentegodi, non si potevano perdere punti. Era una giornata da sfruttare e bisognava vincere assolutamente perchรฉ sulla carta si trattava di una partita meno impegnativa rispetto alle prossime che mancano fino alla prossima pausa per gli impegni delle nazionali. Il mister decide, in ossequio al principio di rotazione, di far riposare i due centrali che si alternano solitamente come titolari, oltre Barella, Dimarco e Dumfries. Poteva starci una rotazione, il Verona nonostante abbia fatto ottime scelte sul mercato, era comunque terzultimo, ma la gara contro lโ€™Hellas si รจ rivelata piรน difficile di quanto almeno noi da fuori avremmo potuto prevedere. Tecnicamente e tatticamente gli scaligeri hanno ricordato lโ€™Udinese: difensori fisicamente molto importanti, centrocampo di corsa e sacrificio, con qualche lampo ogni tanto, punte veloci e insidiose negli spazi. La dinamica della partita, che nel post raccontiamo come divisa in quattro parti, rivela che anche se giochiamo quasi sempre bene, a volte molto bene, restano alcune costanti che non possono essere casuali: a) La difficoltร  nel penetrare le difese chiuse; b) La difficoltร  che incontriamo quando pensiamo di potere abbassare i ritmi e gestire la partita; c) Le difficoltร  che incontriamo contro punte veloci, soprattutto quanto esterni e centrocampisti non riescono a rientrare in tempo e a raddoppiare. Volendo perรฒ ricondurre tutte le difficoltร  a una sola: non siamo in grado di gestire una partita abbassando i ritmi: la mancanza di aggressivitร  si trasforma in passivitร . Cosรฌ diventiamo fragili, sia sulle ripartenze in contropiede, quando non riusciamo a ricompattarci e a proteggere i difensori, sia quando ci attaccano a pieno organico perchรฉ senza aggressione gli avversari trovano il tempo e lo spazio per scegliere la giocata migliore. Bisognerร  trovare subito i necessari accorgimenti per rimediare alle problematiche qui riassunte. In caso contrario la stagione difficilmente avrร  quegli esiti che tutti noi speriamo.

Calha, Sucic e Bisseck colgono le… viole: Inter – Fiorentina 3-0

A parte Calhanoglu, รจ la politica dei giovani a basso costo (consideriamo anche i precedenti di Pio e soprattutto Bonny) a dare i primi risultati, bisogna ammetterlo. Anche se Bisseck ha venticinque anni ed รจ alla terza stagione di Inter e se Sucic ne ha ventidue ed รจ un nazionale croato. Comunque sono stati pagati โ€œpocoโ€ a dimostrazione che qualche colpo con questa strategia di mercato, lo si puรฒ realizzare. se mantengono le promesse e continuano a crescere, tra un po' avremo quattro titolari giovani per rinfrescare la squadra (Sucic, Bonny, Pio Esposito, Bisseck). Comunque, fatti i dovuti elogi alla โ€œnouvelle vagueโ€, sarebbe ingiusto e ingeneroso ridurre Inter - Fiorentina a questi discorsi. Ci sono i meriti di Chivu, naturalmente quelli dei campioni come Bastoni, Akanji, Calhanoglu (autore di una doppietta e in particolare dal primo goal che sblocca la partita) soprattutto, Dimarco, Dumfries. Lauti non si รจ preso il proscenio, come tante altre volte, ma ha lavorato molto per la squadra e poi รจ stato determinante in occasione del gol di Sucic e del rigore su Bonny. Minore forse, rispetto al solito, l'apporto di Barella, che ha dato tantissimo come sempre sul piano dinamico e sollecitando i compagni con le sue iniziative, ma โ€“ soprattutto nel primo tempo โ€“ รจ sembrato troppo lezioso. La vittoria con la Fiorentina รจ stata importante, ma servono continuitร  e verifiche ancora piรน impegnative per la squadra (dobbiamo avere continuitร  con le medio-piccole e toglierci ogni complesso con le squadre di alta classifica) e proprio per i โ€œgiovaniโ€, che devono far bene anche contro le grandi. รˆ la fase difensiva in particolare che manda segnali di pericolo: bisogna scendere al 10ยฐ posto per trovare una squadra che ha subito piรน di noi e il nostro campionato spesso lo vince chi subisce meno.

Serve piรน equilibrio. In campo e fuori: Napoli – Inter 3-1

Ciรฒ che รจ accaduto ed รจ risultato determinante in queste partite รจ cosรฌ palesemente contrario ai regolamenti e all'etica sportiva, che non ha bisogno di ulteriori commenti. Da Di Lorenzo, all'arbitro, all'assistente, a chi stava al VAR, tutti si sono resi protagonisti di una sceneggiata che non puรฒ avere la minima giustificazione. Stabilito che quel che รจ successo ha inciso sull'andamento del match e che quindi dal punto di vista del risultato lo stesso appare fortemente viziato da situazioni extra calcistiche che lo hanno indirizzato, c'รจ perรฒ da esaminare che indicazioni la partita ha dato sulla nostra squadra, sui suoi pregi e sui suoi limiti. Accantoniamo il fatto โ€“ fondamentale โ€“ che senza quel rigore, demenziale per come รจ venuto, avremmo visto un altro match. Dove dobbiamo migliorare per raddrizzare o capovolgere la situazione? Abbiamo una squadra forte, comunque vada a finire, ma non perfetta e ci sono situazioni su cui lavorare. Anche contro il Napoli, che ha vinto lo scudo e che si รจ rafforzato, non รจ stato tutto da buttare. Il nostro gruppo รจ composto da ragazzi che hanno una tecnica individuale di valore assoluto: se giocano compatti, sanno raddoppiare, chiudere le linee di passaggio, pulire palloni con un palleggio elegante sullo stretto e verticalizzare. Fino al gol erano stati superiori in tutto tranne nella capacitร  realizzativa: con diverse occasioni anche clamorose, sbagliate o fallite per un soffio. Dopo il gol hanno avuto la forza di reagire, spostare il baricentro in avanti, creare altre occasioni senza concedere nulla. Ma non abbiamo segnato, le forze e la luciditร  sono progressivamente calate, ci siamo allungati perchรฉ non avevamo piรน le energie per svolgere tutti il doppio lavoro nei tempi necessari e negli spazi aperti, le ripartenze del Napoli sono state devastanti. Tutto poi รจ stato peggiorato da errori individuali. La classifica, anche dopo questa sconfitta, resta cortissima, ma se non รจ questa a impensierire, ci sono lacune che riemergono puntualmente (a Napoli dopo Torino e dopo lโ€™Udinese) e su cui bisognerร  lavorare e intervenire al piรน presto.