Sarà ancora (anche) l’Inter di Ivan Perisic: Lugano – Inter 1-2

Primi calci per la nuova Inter di Antonio Conte in una amichevole tutto sommato importante, anche considerando il fatto che la squadra si allena da solo una settimana, contro il Lugano, compagine elvetica che quest’anno disputerà l’Europa League.

Quoziente di difficoltà quindi sicuramente alto: nessun giocatore del resto ha nelle gambe i novanta minuti e sono molte le assenze, a partire dai nazionali e poi Nainggolan (tornato a Milano per ragione personali, forza Claudia, siamo tutti con te) e Politano (infortunato).

Ovviamente non c’era Mauro Icardi.

Mancavano praticamente tutti gli attaccanti: sono partiti quindi come titolari la giovane stellina delle nostre giovanili, Seba Esposito e il redivivo Samuele Longo.

Abbiamo assistito quindi, dopo i primi quarantacinque minuti, che sono quelli più “indicativi” su questa nuova Inter, alla solita girandola di sostituzioni, che se non altro ci ha dato modo, noi che siamo dei loro conoscitori grazie anche ai racconti di Luciano, di vedere in campo alcuni dei nostri ragazzi: oltre Seba Esposito, anche Ntube, Pirola, Vergani.

Poi sono entrati anche Agoumé e Valentino Lazaro.

Mentre Stefano Sensi è stato schierato subito come titolare, nel ruolo di mezzala sinistra, e ha giocato un discreto primo tempo e soprattutto si è tolto lo “sfizio” di fare anche goal (un gran bel goal), aprendo de facto così la stagione nerazzurra.

Ragazzo interessante comunque, lo abbiamo seguito durante questi anni, è stato protagonista di prestazioni importanti anche contro di noi e era nei nostri radar da tempo sin da prima del trasferimento al Sassuolo (ricorderete che Roberto Mancini, allora nostro allenatore, andò a visionarlo dal vivo quando ancora giocava a Cesena).

Devo dire che mi dà l’idea di essere più adatto a giocare come mezzala invece che come centrale in un centrocampo a tre, non a caso dice di guardare a Xavi e non a Pirlo, cui pure è stato avvicinato diverse volte sin dai suoi esordi. Vedremo. Su di lui come su Barella e Gagliardini, la mano di Antonio Conte sarà fondamentale e dovrà essere determinante nel completarne il processo di formazione.

Le qualità di base ci sono, bisognerà tirarle fuori, bisogna puntare sulla loro crescita sin da subito per poter far crescere poi di personalità tutto il nostro reparto centrale.

Per farlo resto convinto dell’idea che a questi ragazzi vadano affiancati da un paio di elementi di esperienza.

Fuori dai giochi Nainggolan (salvo “ripensamenti”), lo stesso sembrerebbe anche per JM e Vecino (chissà che Borja invece non possa rimanere un altro anno, dipenderà sicuramente dal mercato in entrata), aspettiamo novità dal calciomercato, continuando ancora per un po’ a sognare un grande colpo come potrebbe essere Milinkovic-Savic invece che Vidal, che personalmente non mi entusiasma a dispetto della grande esperienza internazionale e un curriculum di tutto rispetto anche nel nostro campionato.

Comunque in campo abbiamo visto una buona Inter, per quello che può valere un primo test in condizioni atletiche sicuramente non ottimali e con una partita che è di conseguenza spaccata in due parti.

Il risultato, due a uno finale (accorcia nel finale Leotrim Kryzeiu per il Lugano), si poteva arrotondare anche con almeno un altro goal, che peraltro abbiamo segnato nel primo tempo con de Vrij che dal limite dell’area metteva dentro sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Ma il goal è stato poi annullato dalla var per una posizione (sembra) di fuorigioco di Danilo D’Ambrosio.

Squadra comunque subito in campo con il 352 e con Candreva largo a destra, segno che Conte lo prenderà in considerazione nel ruolo, e ovviamente Ivan Perisic dall’altra parte, nel ruolo di esterni.

Si sono viste in maniera embrionale alcune delle scelte tattiche del mister: innanzitutto il ruolo fondamentale degli esterni, poi la disposizione del centrocampo, imperniato ovviamente sulla posizione centrale di Brozovic (imprescindibile) e la propensione degli stessi intermedi ad accorciare e proporsi in fase di attacco, il movimento a venire incontro delle punte.

Bene, sottolineo, essere andati due volte a segno con conclusioni da fuori (il secondo goal lo ha segnato Brozovic): un tipo di soluzione che nei tempi recenti non è stato particolarmente praticato. Potrà essere un’arma in più importante e comunque anche in attesa di poter vedere in campo (con tutto il rispetto per Esposito, Longo e Vergani) dei “veri” attaccanti.

Sono solo dei segnali, pochi, ma indicativi di che cosa potremmo vedere quest’anno.

Ma più che sulla cronaca della gara, con questo report specifico, sottolineo l’attenzione su un giocatore che ancora una volta, così come lo è stato negli ultimi anni, si rivelerà uno degli uomini chiave e elemento determinante per le nostre fortune.

Mi riferisco ovviamente a Ivan Perisic, che nei primi 45′ è stato praticamente presente in tutte le azioni più pericolose.

Reduce da una stagione in chiaroscuro, ci saremmo aspettati tutti di più dal giocatore, che dopo avere disputato un mondiale da protagonista, ha un po’ faticato a decollare nella prima parte della stagione e dopo qualche “ambiguità” durante la sessione di mercato invernale (era praticamente dell’Arsenal, poi per fortuna è rimasto, ho sottolineato in passato come non mi sia piaciuta nel caso specifico la gestione della situazione da parte di Marotta…) e la rottura con Mauro Icardi, è divenuto l’unico riferimento e costante di una squadra che alla fine ha raggiunto la qualificazione in Champions per il rotto della cuffia, così come era successo l’anno precedente.

Paradossalmente Ivan Perisic ha sofferto più di tutto il “default” di Mauro Icardi, con il quale aveva costituito una combo micidiale negli anni: la prolungata assenza di quel punto di riferimento ne ha aumentato enormemente il peso delle responsabilità e moltiplicato le difficoltà e lo ha costretto più spesso a cercare la porta (avrebbe avuto del resto più facilità nell’andare a rete proprio con la presenza di Icardi in campo), cosa che sa fare, ma che il suo grande lavoro a tutto campo, lo porta a dover trascurare per il bene degli equilibri della squadra.

Molti sono tra i suoi detrattori storici, a qualcuno non è mai piaciuto (bontà sua), qualcuno l’anno scorso si è diviso in fazioni, Icardi da una parte e Perisic dall’altra. Io prendo atto che entrambi hanno dato, proprio in coppia, tantissimo a questa squadra, ma che si è chiusa una fase e se n’è aperta un’altra.

La conferma di Ivan Perisic è alla base del progetto tecnico di Antonio Conte che da subito ha voluto il croato come esterno sx, ruolo coperto anche dalla presenza di Asamoah (anche lui assente per ora causa gli impegni in Coppa d’Africa), e ne ha chiesto la conferma.

La scelta, che propone un rilancio del giocatore con compiti sul campo non del tutto inediti, la sua propensione al sacrificio è cosa nota, si è subito rivelata in tutta la sua bontà nei primi 45′ contro il Lugano, dove il croato ha letteralmente dominato la scena e seminato il panico tra gli avversari.

Poi certo, il Lugano non è il più terribile tra gli avversari possibili, ci saranno avversari più difficili e soprattutto equilibri da mantenere e che saranno alle base delle considerazioni da fare anche nella costruzione della rosa.

Quanto Ivan possa dare dipenderà dalle sue condizioni fisiche e atletiche, qui conterà il lavoro durante la preparazione e la gestione del giocatore durante la stagione, ma soprattutto dall’asset complessivo della squadra.

Sotto osservazione la difesa quindi, ma anche il centrocampo e come da bilanciamento, che costa succede e succederà sull’altro versante.

Non conosciamo ancora bene Lazaro (ieri in campo per una mezz’ora) e non sappiamo che cosa potrà dare Candreva.

Anche se sull’austriaco possiamo contare sul fatto che Ausilio e i nostri osservatori conoscano benissimo il ragazzo sin dai suoi esordi, ammetto che mi sentirei molto più sicuro se oltre lui avessimo preso ad esempio Florenzi.

Perisic invece dovrà per l’ennesima volta nella sua carriera, dimostrare di essere un giocatore totale e forse ancora più determinante, potrà essere una variabile in più e una novità che crei qualche grattacapo agli avversari, ma perché questo succeda, la squadra va rinforzata e con due-tre innesti di prima fascia.

Solo così il suo rendimento potrà innescare, oltre che il contributo solito alla causa, un meccanismo virtuoso e anche “fluidificare” la sincronia tra centrocampo e attaccanti.

La sua posizione in campo in fase di appoggio e sostegno alla fase offensiva, aprirà più spazi agli inserimenti dei centrocampisti, soprattutto in presenza di attaccanti dotati di grande fisicità e intelligenza tattica: tutto torna con la scelta di puntare su un centrocampista forte come Barella.

La cosa, in mezzo al campo, sembra una prerogativa fondamentale per questa Inter: qui ritornano le perplessità su Vidal, che aveva determinate caratteristiche, ma ha un’età importante.

I dubbi sul giocatore sarebbero gli stessi che potrebbe avere Conte su Nainggolan, ma qui per ora siamo ancora al “gossip”. Trattative vere, per altri centrocampisti, se ci sono, sono tenute ben nascoste.

Quello che è certo è che se Perisic costituirà ancora una volta uno degli elementi forti di questa squadra, per fare un salto di qualità non basterà solo un nuovo allenatore, ma ci vorranno due-tre innesti di grande qualità (pure per ripianare gli addii di Icardi e Nainggolan).

Aspettiamo con fiducia.

Emiliano D’Aniello

Foto: la prima stagionale per la nuova Inter di Antonio Conte. Contro il Lugano, finisce 2-1 con le reti di Stefano Sensi e di Marcelo Brozovic (fonte, Tuttosport).

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12 pensieri riguardo “Sarà ancora (anche) l’Inter di Ivan Perisic: Lugano – Inter 1-2

  1. Ottimo, Emiliano. Concordo totalmente, tra l’altro sull’analisi di Perisic e della sua importanza, soprattutto ora che dovrà assolvere al compito di esterno a tutto campo. pochi giocatori in Europa hanno la sua capacità di corsa lunga e di mantenere quasi intatta, al termine della ‘volata’ la capcità di far male. Sono anche d’accordo che abbia sofferto oltre misura, nell’ultima stagione, le difficoltà e le assenze non solo di Icardi (soprattutto) ma anche di Radja. ovviamente sono poi d’accordo sul fatto che oltre agli attaccanti serve un…SMS

    In giornata penso di mandarti un breve post anch’io con qualche considerazione sulla partita

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  2. Che nel gioco di Conte gli estremi di centrocampo abbiano grande importanza è certo; meno certi, secondo me, che perisic possa fare quel lavoro con continuità (mi pare che lo storico all’Inter dica questo). Vero che abbiamo anche asamoha per alternarsi a lui.

    L’unico della Juve che vorrei da noi (a parte de ligt e forse Ramsey) è Bernardeschi. Per lui darei pure icardi.

    Carlo
    Forza Inter.
    Forza Conte.
    Viva Esposito

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  3. Vergani, ovviamente, non è stato venduto. Penso che a questo punto resterà, ma è una mia opinione e nulla più. Su mister Conto, so solo quello che ho scritto è tornato a Como, a lavorare sotto la gestione di centi. So che là hanno un importante progetto di rilancio del settore e la bravura e l’esperienza di Corti faranno comodo.
    Anonimo: lo so che a quasi tutti i tifosi è sembrato il contrario, ma la mia opinione invece è che Perisic abbia sempre prodotto prestazioni di sostanza. Anche quando secondo tutti giocava male, io gli ho visto fare un lavoro per la squadra importante. certo, poi capita che segni di meno, ma ripeto, per me in questo molto ha contato la brutta annata di maurito e Radja.
    Poi io il cambio icardi bernardeschi non lo farei neppure…morto. Ma queste sono opinioni, come dire, gusti calcistici

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    1. Penso che ci sia un 5% di interisti che ha sempre apprezzato Perisic, il suo impegno, la sua capacità in fase difensiva, i palloni recuperati, gli spazi diligentemente occupati, le decine di ripartenze a ogni partita e tutti gli assist andati a buon fine o anche solo potenziali. Con Conte, tutto questo diventa decisivo. Evidentemente io e te facciamo parte di questo 5%…

      Anche la defenestrazione di Icardi ha messo Perisic di buon umore, a anche in questo caso sono d’accordo con lui. Non vedo l’ora di vedere Perisic con delle punte veramente di movimento come Lukaku o Dzeko.

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      1. la sfortuna di perisic è sta un’affermazione che in sè non ha nulla di male, ma è stata ingenua: quando ha amemmeso che avrebbe fatto volentieri un’esperienza nel campionato inglese. I tifosi più viscerali gliel’hanno giurata, come se fosse un’offesa all’interismo

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