Nel doppio confronto la nostra superiorità è apparsa netta. Il tre a zero complessivo chiude la porta ad ogni discussione: non sempre nel calcio i numeri esprimono tutta la verità (intendo in una singola partita) ma questa volta la differenza l'hanno fatta i nostri attaccanti che hanno sfruttato le occasioni costruite. La storia non si fa con i se e con i ma, ma è vero che le due grandi occasioni sbagliate dai rossoneri nel primo tempo avrebbero potuto quanto meno mettere a ben altro rischio le nostre coronarie. D'altra parte in una semifinale di CL è quasi impossibile non concedere un paio di occasioni nel corso degli oltre 180 minuti di gioco. Resta il fatto che noi siamo a Istanbul, il Milan resta a casa e che nei quattro derby del 2023 loro non sono riusciti a segnarci neppure un gol e li hanno persi tutti. Sebbene loro abbiano vinto per due punti lo scorso campionato, resta confermato che al momento abbiamo ancora un buon vantaggio di qualità complessiva. In termini di prospettive, nella situazione data abbiamo ottenuto il massimo (con un grande interrogativo non tanto su Istanbul, quanto sull'accesso alla CL ancora in discussione, con un calendario tremendo) e quindi la politica societaria di cercare di restare competitivi (coniugando il dogma della competitività con quello del contenimento dei costi, sarà molto probabilmente così anche nel prossimo futuro) è stata azzeccata, ma adesso bisognerà coniugare la esigenza di restare competitivi con quella del ringiovanimento e di una riduzione dei costi(anche se, potendo, sarebbe meglio ottenere un incremento delle entrate). Pertanto, prima del racconto della partita, si dedica ampio spazio a come - in un percorso che possiamo dire sia cominciato con l'arrivo di Beppe Marotta all'Inter nel dicembre del 2018 - siamo arrivati a questo punto e con quali criteri e sistemi di valutazione è stata costruita questa squadra, facendo pure un raffronto con le altre due squadre protagoniste di questa stagione calcistica in Italia, cioè Napoli e Milan, e individuando i problemi (ce ne sono in tutti i reparti) che bisognerà cercare di risolvere nella prossima sessione di mercato. Fermo restando che c'è una stagione da finire e che tutti gli impegni che abbiamo davanti sono certamente anche entusiasmanti (come definire altrimenti una finale di Champions e abbiamo ovviamente anche una finale di Coppa Italia da giocare) ma soprattutto ad elevato quoziente di difficoltà.
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Una partita esemplare, da far studiare agli aspiranti allenatori: Inter – juve 2-1
Parliamo solo di calcio. Anche perché l'esito finale ha fatto per una volta giustizia di ogni prepotenza. L'Inter vince la Supercoppa Italiana al termine di una partita fantastica, esemplare e che ha visto fronteggiarsi due squadre molto forti ma in qualche maniera "incomplete". Allegri non doveva dimostrare nulla a nessuno. Inferiore all'Inter sul piano del palleggio ha scelto gli uomini e l'atteggiamento tattico più adatto per far rendere al meglio i suoi giocatori. Probabilmente meglio di così con gli assenti non poteva giocarsela. Inzaghi non gli è stato da meno. In poco tempo l'Inter di Conte è diventata l'Inter di Inzaghi e i risultati, almeno per ora, non sono stati certo inferiori. Anzi. Per il momento possiamo dire che sia riuscito nel difficile compito di aumentare la qualità offensiva del gioco e senza che questo sia andato a discapito della solidità difensiva. Il gruppo era già solito ma lui ha fatto un grandissimo lavoro: il goal della vittoria contro la Juventus lo hanno costruito tre "cambi". Tre nuovi ingressi: Dimarco che ha crossato in area, Darmian che si è inserito sul tocco di Alex Sandra, Sanchez che ha chiuso in porta. Una vittoria meritata, siamo stati nella giornata nettamente superiori all'avversario, anche se poi alla resa dei conti vale quel goal, realizzato al 125' e senza il quale la superiorità sarebbe stata sterile. Dopo questa vittoria possiamo guardare con ottimismo alle prossime gare, a partire dalla trasferta di Bergamo, ma non aspettiamoci un percorso in discesa, sarebbe un errore imperdonabile. Per ora, dopo questo successo però dobbiamo dire bravi tutti e bravo il mister. Amala.
Grande divertimento, ma conterà vincere quando ci si diverte meno: Inter – Bologna 6-1
Anche questa volta raddoppiamo dedicando il post sia alla prima squadra che alla partita della Primavera di Christian Chivu che in trasferta ha battuto i pari età del Bologna per 3-1 (Casadei 2, Iliev) e che è prima in classifica con Roma e Cagliari e sette punti in tre partite. Per la prima squadra, vittoriosa con il pesante risultato di 6-1, è stata una giornata senza dubbio soddisfacente: in trasferta a Bologna, l'Inter ha dominato e ha espresso anche un "bel giuoco". Felicissimi per la prestazioni, bisogna convervare tuttavia tanto l'ottimismo quanto la giusta prudenza per vedere se con le piccole andrà sempre così. Per il resto a livello di esito, finora, sia con la Samp che con il Real non è andata sempre benissimo, ma in questo senso è stata incoraggiante la gara di Verona dove, pure grazie a due prodezze individuali, abbiamo vinto in rimonta nel finale. Adesso arrivano tre partite davvero importanti: Fiorentina in trasferta, Atalanta a San Siro e Shakthar in trasferta. Arrivarci avendo fatto bene e avendo dimostrato interessanti possibilità di gioco è sicuramente meglio che arrivarci in difficoltà... Sugli scudi, contro i felsinei, un gigantesco Milan Skriniar, Dumfries, Barella e Brozovic (ma non è una novità), un Lautaro Martinez sempre più leader della squadra e Edin Dzeko, il cui ingresso ha cambiato e reso più fluida la manovra della squadra e autore di una doppietta. Aspettiamo un suo contributo decisivo negli eventi più difficili e importanti.


