A un passo dal cielo: Inter – Manchester City 0-1

L’abbraccio di Javier Zanetti al termine della finale di Champions League contro il City.

LA PREMESSA (doverosa)

In 68 anni l’Inter è riuscita sei volte a giocare una finale di CL, una ogni 10,3 anni.

Ma, terminato il periodo Moratti – Herrera, dal ’72 ad oggi in 51 anni l’ha giocata due volte, cioè una volta ogni 25, vincendone una e perdendo l’altra.

Questi semplici pro memoria devono servire, se non a mitigare la delusione, almeno a rivalutare la grandezza dell’impresa compiuta, tanto più rilevante in un calcio profondamente cambiato, nel quale altrove si fanno investimenti annuali di centinaia di miliardi e, se non bastasse, con alcune delle rivali più ricche (juve, Barcellona, lo stesso City), che hanno fatto ricorso a comportamenti finiti sotto il tiro della giustizia sportiva e non solo.

Un altro dato statistico è questo; su sei finali l’Inter ne ha vinte tre: contro il Real (favorito e detentore), contro il Benfica (ed eravamo favoriti noi, se non altro perché si giocava a San Siro, da campioni uscenti) e contro il Bayern (anche in quel caso secondo me da favoriti, ma dopo aver superato un percorso terribile).

Ne ha perse tre:

– Contro il Celtic, da super favorita, ma con una squadra a pezzi dopo un campionato condotto tutto in testa e sfumato all’ultima giornata, quella della fatal Mantova, con in mezzo i soliti maneggi juventini. Le rose di allora non erano quelle di oggi: Sarti Burgnich, Facchetti, Bedin, Guarneri, Picchi, Domenghini, Mazzola, Cappellini, Suarez, Corso le avevano giocate tutte o quasi. Prima del match Suarez, l’uomo chiave, si infortunò, dovette essere sostituito dal generoso ma modesto Bicicli, di professione aletta tornante e non regista o play della squadra. Mazzola e Corso, i due ‘abatini’, erano sfiniti.

–  Contro l’Ajax, che era nettamente favorita: potendo contare in un 11 fortissimo su fuoriclasse come  Krol, Neskens, Haan, Muhren, Keizer, e soprattutto Cruijff, mentre l’Inter schierava tra gli altri Bordon, Bellugi, Giubertoni, Frustalupi, Pellizzaro e il quasi esordiente Oriali (21enne) in marcatura su Cruijff, al quale cedeva parecchi centimetri e infatti l’olandese segnò dopo un intervento a vuoto del Lele su traversone alto (si scontrarono proprio Lele e Bordon in uscita) e poi ancora Cruijff, sempre di testa, sovrastando il suo marcatore.

–  La terza finale persa è storia di ieri. Persa da netti sfavoriti per la diversa consistenza finanziaria e conseguentemente tecnico atletica, dei due complessi ma persa nonostante che il campo non abbia assolutamente mostrato il divario che si poteva prevedere (sempre senza considerare che il City ha un centinaio di infrazioni giuridico finanziarie di cui deve rispondere davanti alla giustizia sportiva).

DAL 1 APRILE AL 10 GIUGNO

Sono stati 71 giorni entusiasmanti, paragonabili, per intensità se non per i risultati all’ultima parte della stagione del triplete.

Abbiamo giocato 21 partite, poco più di una ogni tre giorni, battendo tra l’altro:

  • la Fiorentina a Firenze,
  • la juve in semifinale di Coppa Italia,
  • il Benfica nei quarti di CL,
  • l’Empoli a casa sua,
  • la Lazio,
  • la Roma a Roma,
  • il Milan in semifinale di CL,
  • la Fiorentina in finale di Coppa Italia,
  • l’Atalanta, 
  • il Torino a Torino.

Abbiamo perso solo con il Napoli a casa dei campioni d’Italia, giocando un tempo in 10 e arrivando a 5′ dal termine sul punteggio di 1-1.

Poi la finale con la squadra più forte e più ricca d’Europa:

E il modo (della sconfitta) ancor m’offende.

Il sorteggio in CL un po’ ci ha aiutati, è innegabile.

Tuttavia va ricordato le squadre che abbiamo affrontato noi nei gironi, negli ottavi, nei quarti, nelle semifinali e in finale avevano… eliminato tutte le altre (per esempio il City aveva eliminato il Real campione uscente con un 5-1 complessivo)

Abbiamo affrontato la finale da sfavoriti, perché la potenza economica delle due squadre non è paragonabile e questo non poteva non influire sulla loro potenzialità, soprattutto a livello di organico esteso.

Nella nostra rosa c’erano almeno sei sette giocatori che non potrebbero mai  venir presi in considerazione per la rosa del City, neppure da comprimari.

Tutto questo non poteva non pesare sulle condizioni in cui si affrontava la finale, perché se è vero che gli infortuni li hanno tutti in una stagione, è anche vero che è diverso sostituire, per esempio, De Bruyne con Foden e Haaland con  Julian Alvarez e sostituire Brozo con Gagliardini o Lukaku con Correa.

Di fatto una quindicina di nostri giocatori hanno dovuto sopportare quasi tutto il peso delle 57 partite e anche nella stessa finale se avessimo potuto disporre di Skriniar probabilmente Darmian avrebbe preso il posto di Dumfries, rendendo la squadra ancora più compatta.

Quando abbiamo perso il campionato per due punti si è fatto a gara a giudicare ‘dove’ lo avevamo perso: chi diceva a Bologna, chi in casa col Sassuolo, chi nel derby di ritorno col Milan, chi con i due rigori falliti contro Milan e Atalanta.

Discussioni inutili, ovviamente, perché non costruttive.

Un po’ più costruttive, in astratto almeno, le discussioni su  dove (o per chi) abbiamo perso la finale col City

Chi accusa l’egoismo di Lauti nella ormai famosa occasione, chi l’errore di Lukaku nel colpo di testa a botta sicura chi la presunta prestazione non al top di qualche giocatore.

Tutte valutazioni, a mio parere, quanto meno da prendere cum grano salis, come mi sforzerò di dimostrare  nel corso del mio ragionamento

DALLE 21 ALLE 23 (CIRCA) DELL’11 GIUGNO

Alle 21 l’attuale  società Inter, il suo presidente, il suo allenatore, i suoi giocatori (ad eccezione forse di Lauti e Brozo che hanno giocato una finale mondiale per nazioni) si apprestavano a giocare la partita più importante della loro carriera.

E si apprestavano a giocarla contro una squadra che aveva appena rifilato un 5-1 ai campioni uscenti del Real, che aveva un parco giocatori costato 4 volte più del nostro, che veniva da una semifinale e da un’altra finale, che lasciava in panca – presumibilmente per motivi tattici –  un giocatore come Foden, valutato dal CIES come il secondo giocatore per valore al mondo (200 milioni, più di Mbappé, Vinicius, Haaland).

Sembrava una situazione disperata, ma il modo in cui è stata preparata la partita, la concentrazione e determinazione dei giocatori (unite a una qualità comunque elevata), la sagacia tattica del mister e la sua capacità di tirar fuori sempre il massimo dai suoi ragazzi nelle partite secche, hanno fatto si che invece il ‘miracolo’ fosse a portata di mano.

E se si fosse avverato non sarebbe stato uno scandalo, neppure per gli esteti adoratori del bel ‘giuoco’

Infatti se guardiamo le statistiche (per quel che contano) il City è stato migliore, ma non di quanto si pensasse, solo nel possesso palla (54 a 46).

Poi noi abbiamo tirato a rete 14 volte contro 7 e in porta 6 volte contro 4 (oltre ad aver colto una traversa).

Purtroppo l’unico dato statistico che alla fine conta, anche per il ‘profeta visionario’ Guardiola è quello della differenza fra gol fatti e subiti. E solo quel dato ci ha punito.

Se parliamo di occasioni da gol (dato comunque soggettivo) io ricordo il loro gol su respinta corta della nostra difesa, l’unica conclusione di Haaland, effettuata da una posizione angolata da cui non poteva non tirare addosso al portiere e l’unica conclusione veramente insidiosa su azione, mi pare di Foden che calcia debolmente un rigore in movimento.

Noi abbiamo avuto l’occasione di Lauti, paragonabile a quella di Haaland per la posizione, con la differenza che Lauti non poteva servire Lukaku, schermato, ma avrebbe potuto dare palla a Brozo, che arrivava liberissimo, mentre il cityzen, coperto dal nostro difensore, poteva solo calciare in porta.

Poi abbiamo avuto la traversa colpita di testa da Dimarco a portiere battuto e sulla ribattuta Lukaku che devia il tiro ancora di Dimarco. E ancora il colpo di testa, in solitudine, di Lukaku, da 4 o 5 metri.

Noi umani solitamente chiamiamo fortuna o sfortuna le nostre e le altrui imprecisioni e quindi loro in un’occasione sono stati più precisi, ma è innegabile che sul piano dell’organizzazione del gioco ci siamo espressi almeno alla pari.

Eppure affrontavamo un City nel quale, per nostra sfortuna il visionario Guardiola è molto cresciuto rispetto al passato, quando, guidando sempre le squadre più forti, veniva celebrato per il bel giuoco e perdeva troppo spesso, almeno in Europa e in rapporto alle forze di cui disponeva.

Guardiola è cresciuto perché ora cura molto di più l’organizzazione difensiva: in campo aveva 4 difensori centrali: Akanji, Stones, Dias, Aké. Anche se, ovviamente almeno Stones sa anche lavorare in costruzione e si sganciava spesso.

Davanti a loro c’era un mediano che dà equilibrio, Rodrigo (Rodri), il Busquets della situazione (così ne spiegò l’acquisto per 70 milioni dall’Atletico Madrid: “Penso che sia il centrocampista perfetto per il nostro gioco, non ci sono molti giocatori che hanno sia quelle (caratteristiche, ndr) offensive che quelle difensive. Pensa cos’è meglio per la squadra, non gioca per fare una bella prestazione, gioca per rendere la vita migliore ai compagni”.

Gli altri 5 giocatori, ovviamente, hanno caratteristiche principalmente offensive, pur sapendo anche giocare per la squadra in situazioni di non possesso.

A me sembra che questa squadra, così schierata, fosse molto più equilibrata difensivamente di quel Barca che a San Siro segnò si due gol, ma ne prese 4 e sarebbero stati 5 senza la sciagurata ‘soluzione’ di Balotelli.

Ma la crescita tattica di Guardiola a mio parere è anche dimostrata dalla scelta di non far partire titolare mister 200 milioni Foden, giocatore di qualità indiscussa al quale sono stati preferiti inizialmente elementi forse più affidabili nella totalità della prestazione.

E infatti Foden è entrato solo dopo l’infortunio di De Bruyne e quando il City aveva la necessità di raggiungere il risultato (ma così facendo ha anche concesso più occasioni all’Inter).

Una possibile ulteriore dimostrazione della resipiscenza del Pep è data anche dalla cessione di Cancelo, il delizioso Cancelo, con il quale non aveva vinto lui e non ha vinto ora il Bayern.

Non che Cancelo non sia bravissimo (avercene!) e non che sia il responsabile di qualche sconfitta, però è certo che Pep gli ha preferito uomini più solidi, più efficaci nel doppio lavoro.

Infine secondo me la crescita di Guardiola si è vista nella scelta degli uomini (ho già accennato a Foden, Rodrigo, Cancelo ecc.).

Ma più in generale lui ha scelto uomini certamente di grande qualità (nessun acquisto gli è precluso con quella società) però soprattutto elementi duttili, che consentissero un continuo  sconvolgimento nrll’arco di un incotnro del cosiddetto modulo.

Ho letto diverse analisi e c’è chi dice che Pep abbia schierato un 3223, chi parla di un 4321, chi di un 343.

Proprio questo fatto ai miei occhi conferma che la scelta del Pep sia stata quella di schierare un 11 a …geometria (molto) variabile.

Di ‘fissi’ c’erano tre difensori e la prima punta. Forse anche l’esterno sinistro.

Gli altri a turno ricoprivano più ruoli e alternandosi miravano a creare una supremazia soprattutto in mezzo al campo, senza dare punti di riferimento, ma mantenendo solide marcature preventive.

L’Inter ha risposto con un’organizzazione efficacissima per la quale però centrocampisti e in parte anche le punte hanno dovuto sacrificarsi e questo, sempre a mio parere spiega una prestazione più di sostanza che di visibilità

Infatti se rispetto al passato è cresciuto Guardiola, certamente è cresciuto moltissimo anche Inzaghi che, con una squadra inferiore come somma di individualità (non tanto nell’undici titolare teorico quanto nell’insieme della rosa) gli ha lasciato pochissimo e forse ha creato qualcosa in più dal punto di vista delle occasioni.

O comunque non di meno.

Poi si può dire di tutto, ma è difficile imputare a Inzaghi il colpo di testa sbagliato da Lukaku o quello leggermente troppo alto da incocciare la traversa, di Di Marco.

Forse, lo dico in tutta modestia, qualcosa Inzaghi però potrebbe ancora correggere.

A mio parere in stagione abbiamo preso troppi gol da centrocampisti che si sono trovati liberi di calciare al limite dell’area magari, come contro il City, avventandosi sulle seconde palle.

Naturalmente le mie sono considerazioni di un tifoso, ma se le mie impressioni fossero confortate dalle cifre, forse si potrebbe pensare che qualcosa è da rivedere  nei movimenti della difesa (intesa in senso lato, perché mi pare che sul gol troppi giocatori si siano schiacciati sulla linea della loro punta più avanzata e/o qualche centrocampista non è riuscito a chiudere in tempo).

E forse anche sul mercato (inteso come ricerca di qualche giocatore di caratteristiche attualmente poco presenti).

Del resto parlando dell’analisi di ‘Ultimo uomo’ prima del match avevamo detto che tutte le soluzioni di ‘chiusura’  avevano dei pro e dei contro, ma poi avrebbe deciso la tempestività degli ‘scivolamenti’.

Ed è chiaro che nel secondo tempo di una finale giocata dopo 57 partite partite tutte intense e senza abbondanza di alternative di qualità, qualche movimento potesse essere privo della necessaria tempestività e brillantezza.

Un altro elemento di discussione che ha animato il post partita è stato relativo alle valutazioni di alcune prestazioni individuali.

Prima di addentrarci in questa analisi mi sembra opportuno riportare i voti (credibili) ottenuti su diversi siti da alcuni dei grandissimi giocatori del City:

  • De Bruyne, Gundogan, Grealish, Foden e Haaland hanno preso generalmente 5,5.
  • Solo Bernardo e Rodri hanno preso un po’ di più e  Stones ha meritato otto.

Che c’entrino per qualcosa i nostri in questo ridimensionamento di campionissimi altrui?

I più criticati sono stati Calha e Lauti, ma anche Lukaku, Dumfries e persino Barella non hanno ricevuto solo consensi.

A me pare che alcuni giocatori abbiano disputato una partita di livello assoluto: Onana, Acerbi, Bastoni, Dimarco, Brozovic (io starei molto attento a cederlo).

Anche Gosens e per quel poco che ha giocato Mikhi sono stati al loro top.

Gli altri secondo me hanno fatto bene, anche se qualcosina in più era teoricamente possibile.

Prendiamo Dumfries: aveva contro Grealish, pagato 117 milioni nel ’21 e dimostratosi effettivamente fortissimo.

L’esterno inglese se n’è andato se ricordo bene una sola volta, senza gravi conseguenze.

Chiaro che Dumfries abbia spinto meno di altre volte,  ma qualche palla importante, soprattutto di testa, è riuscito a metterla.

Che sul piano tecnico l’olandese non sia un fenomeno lo si sapeva, ma è giocatore di sostanza e a parte qualche ingenuità in cui a volte cade (non col City) mi sembra che abbia dato quello che poteva.

Qui siamo al solito discorso: se giochi con la difesa a tre gli esterni devono essere quattrocentisti e non scattisti fantasiosi.

Certo, qualcuno che abbia corsa lunga e maggior qualità si può trovare in giro, ma non è facile e probabilmente non è… a buon mercato.

Passiamo ai centrocampisti: i loro erano Rodri, De Bruyne, Gundogan. Tutti dipinti, giustamente, come mostri. Rodri e De Bruyne costano 80 milioni, Gundogan un po’ meno ma solo perché ha 32 anni. Di Foden, subentrato, abbiamo già detto).

Noi su 4 centrocampisti ne avevamo due presi gratis, uno per una cifra modesta e solo Barella pagato… la metà dei loro.

Bene, questo centrocampo mostruoso è stato praticamente annullato da quello dell’Inter, che non ha costruito molto, come non lo hanno fato loro, almeno qualitativamente,  ma alla fine ha creato lo stesso numero di occasioni.

Chiaro che se i nostri centrocampisti avessero affrontato, che so, Ekdal, Zurkowski, Agudelo, la loro prestazione, con tutto il rispetto per i citati, sarebbe stata insufficiente.

Ma a me sembra che nel confronto complessivo il nostro centrocampo non abbia sfigurato.

Su Lukaku ho già detto quasi in diretta: ha sbagliato. Ma senza di lui, zero occasioni da gol, entrato lui almeno tre clamorose.

E’ un attaccante e deve essere spietato in queste occasioni. Ma insomma…

Lauti poteva far meglio, pur in una partita in cui si è trovato abbastanza isolato in avanti, ma è forse il giocatore che ha al suo attivo più minuti in stagione tra Inter  e nazionale e spesso ha dovuto prendersi la squadra sulle spalle e risultare decisivo.

Forse alla lunga ha pagato anche il fatto che l’Inter avesse solo 3 attaccanti, di cui uno infortunato e fuori condizione per mesi, l’altro troppo anziano per giocare con continuità a certi livelli…

Si discuterà sulla valutazione complessiva di questa nostra annata e dal punto di vista ‘sportivo’ è giusto che si confrontino idee diverse.

Invece dal punto di vista finanziario non si può non riconoscere che il deficit è stato contenuto rispetto al passato e che il valore della rosa, nonostante comprenda diversi ‘anziani’ è cresciuto: basta scorrere le varie voci di mercato con relative valutazioni.

LE VALUTAZIONI INDIVIDUALI

Sulla partita, per ora, più avanti magari proverò a dare le pagelle relative all’intera annata

Per concludere, dopo tanti anch’io provo a dare le mie pagelle.

Onana: nulla di eccezionale, ma se prima del match valeva 40 e ora secondo i gazzettieri 60/70 qualcosa deve aver mostrato anche nella finale. 7

Darmian: generosità e duttilità. Ma sarebbe ora di finirla con aggettivazioni sminuenti. È anche un ottimo giocatore. 7

Acerbi: autentico dominatore. Haaland se lo sognerà per parecchie notti. 7

Bastoni: definitiva consacrazione anche a livello di super match. Si è visto meno del solito in avanti, ma ha chiuso  con un’autorevolezza e una prepotenza sulla quale poteva esserci qualche dubbio. 7

Ps. È ovvio che i voti dei singoli sono anche riferibili alla compattezza e allo spirito di sacrificio dimostrati da tutta la squadra.

Dumfries: in parte ho accennato alla valutazione: con la collaborazione dei compagni (ma non tanto, perché il City attaccava con molti uomini e ciascun compagno aveva il suo da fare) ha frenato un fenomeno e qualche volta ha cercato la giocata in avanti. 6.5

Barella: partita di sacrificio come quella di tutti i centrocampisti perché il reparto dei cityzen era molto affollato e qualitativo. Prezioso in ogni frangente, purtroppo in un paio di occasioni non è riuscito a coordinarsi per il tiro, come invece spesso gli capita. 7-

Brozovic: secondo me è stato stupendo. Non ha sbagliato un passaggio, un posizionamento ed è stato di aiuto a tutti. 7.5

Calhanoglu: tanto lavoro oscuro ma importante e produttivo. Nel primo tempo un suo bolide molto ben indirizzato è stato fortunosamente schermato da un difensore. Poteva cambiare la partita. 6.5

Dimarco: lui doveva affrontare il fenomeno Bernardo Silva. Lo ha fatto benissimo tranne forse in un’occasione. Ne è nato il gol, se non sbaglio, ma certo  lasciar fare a un giocatore così un cross in una partita non può essere una colpa. L’ultimo a cedere, prima di essere sostituito, stremato. 7+

Dzeko: se il primo tempo è stato povero di occasioni, da entrambe le parti, si deve anche al suo lavoro che ha dato compattezza alla squadra da un lato, ma ha evidenziato come ormai fatichi a ricucire e nel contempo a proiettarsi in area per concludere. Se gli si è chiesto di tenere l’Inter in partita per poi provare a vincerla con Romelu, ha fatto il suo. 6+

Lautaro: non è stato il solto brillante ed efficace giustiziere, ma ha delle attenuanti di natura tattica e forse di …usura. Inoltre  per esempio non ha fatto peggio di Haaland, a dimostrazione che per le prime punte non fosse la partita ideale. 6+

Lukaku: la mancata realizzazione nella più facile delle occasioni pesa inevitabilmente nella sua valutazione. Tuttavia onestamente si deve riconoscere che con lui in campo si è vista un’altra Inter dal punto di vista delle potenzialità offensive. 6.5

D’Ambrosio: sv

Gosens: ingresso molto positivo. Splendido l’assist per Romelu. 7

Mkhitaryan: pochi minuti, ma sufficienti per rimpiangere la possibilità di un impiego più ampio. sv

Bellanova: un quarto d’ora abbondante giocato con personalità ed… energie. 6+

All. Inzaghi: prepara e conduce una partita perfetta, imbrigliando (e contrattaccando) una squadra miliardaria e un allenatore visionario. Con un gruppo finalmente adeguato ora deve solo dimostrare di saper condurre una intera stagione senza sbalzi di rendimento troppo accentuati. 8

DALL’11 GIUGNO ALLA… PROSSIMA FINALE DI CL

Per addentrarci non tanto in un’analisi (ovviamente oggi impossibile) di quanto accadrà ma per esprimere la speranza di quanto ragionevolmente possiamo augurarci che accada,  si deve rispondere tra l’altro a un serie di domande poste anche da alcuni amici (cito solo Siriano e Roberto Fratter) sul blog:

Lavorare per il futuro o provare a restare competitivi?

Che giudizio diamo sulla proprietà?

E su Marotta (con il collaboratore Ausilio nel quale sembra riponga molta fiducia)?

Nelle nostre condizioni, meglio puntare sulla competitività in campionato o su un bis di un grande percorso in Europa?

Di conseguenza: meglio una tipologia di allenatore come Conte/Allegri o come Inzaghi/Klopp?

(In subordine: Conte e Allegri sono paragonabili?)

Simone ha davvero perso dei punti in campionato, perché ‘integralista’?

Il fatto è che nessuno di questi elementi è esaminabile singolarmente perché gli eventuali effetti, positivi o negativi, dipendono anche da come si risponde alle altre domande.

Nel provare un ragionamento, si può partire dei vertici societari o dalle necessità tecniche della squadra.

Cominciamo a partire dalla situazione finanziaria, la madre di tutte le questioni.

  • A fine giugno 2021 il deficit di bilancio era di 245 milioni
  • A fine giugno 2022 era di 140.

Proprietà e dirigenza avevano ‘fatto’ la squadra spendendo 105 milioni meno dell’anno prima.

In particolare i ricavi da ‘cessione diritti calciatori, cessioni temporanee, ecc.’ erano aumentati da 8,4 a 108,9 milioni.

I ‘costi per ammortamenti tesserati’ erano diminuiti di 41 milioni e i ‘costi per retribuzione tesserati’ erano diminuiti di  18 milioni.

Le spese di gestione erano ancora alte nonostante la crescita degli introiti, ma, mi sembra di capire, la squadra era stata fatta risparmiando sia sui cartellini sia sulle retribuzioni: unica voce in crescita (lieve) quella sulle mediazioni.

Naturalmente per il bilancio di questa stagione si possono fare solo previsioni, per quanto molto fondate.

Scrive un organo non… filo interista come il CDS: “la stagione 22-23 sarà ricca per il bilancio dell’Inter. Il risultato è sorprendente considerando che il 22-23 si presentava in salita non beneficiando dei 105 milioni di plusvalenze da Hakimi Lukaku che avevano alleggerito il bilancio precedente”.

Secondo Calcio e finanza “considerando che i ricavi commerciali dei nerazzurri e quelli da diritti tv dovrebbero essere pari a circa 250 milioni, è ipotizzabile pensare  che anche quest’anno il club milanese possa chiudere la stagione con una perdita di bilancio non lieve, attorno agli 80 milioni. Di cui per altro circa 50 milioni legati a spese per interessi”.

Secondo OA Sport  gli aumentati incassi (circa 110 milioni dalla CL) “permetteranno a Marotta e Ausilio di lavorare con maggiore tranquillità sul mercato, senza bisogno di vendere i calciatori di maggior valore e interesse”.

Lo stesso sito afferma che “d’altronde il primo obiettivo, come ha detto il presidente Zhang nel post partita di Istanbul, è trattenere i campioni già presenti nella rosa di Simone Inzaghi. Senza di loro crescere sarebbe impossibile. Così come ripetersi”.

Capisco poco di bilanci e finanza ma mi sembra di dedurre che aldilà dei debiti pregressi e degli interessi (conseguenti) da pagare, l’azione di Marotta – Ausilio affiancati da Antonello e guidati da Steven abbia portato negli ultimi due anni a una cospicua riduzione del deficit di bilancio e nello stesso tempo abbia portato a una crescita di valore del brand Inter e al mantenimento di ottimi risultati sportivi.

Ancora Calcio e finanza sostiene in proposito: “Ovviamente questa lucidatura del brand non può non avere un effetto benefico sulle valutazioni sul club svolte dai grandi investitori internazionali. Non a caso se sino a qualche mese fa molti si stupivano quando il presidente Steven Zhang faceva trapelare di valutare la società oltre 1 miliardo (tenendo conto dell’indebitamento finanziario netto di oltre 300 milioni), ora tutti gli studi di settore sui valori dei maggiori club europei si allineano su questa cifra.”

Mi mantengo prudente, perché questo non è il mio campo, ma mi sembra che la scelta anche tecnica della dirigenza di mantenere OGGI la competitività della squadra, anziché puntare su un progetto a lungo termine fondato sulla sostituzione di calciatori affermati con giovani di prospettiva sia stata lungimirante.

Con ciò non voglio sostenere che non siano stati commessi errori: ad esempio la perdita a zero di Skriniar, il mancato introito di sponsorizzazione, lo sono. Indubbiamente.

Ma da tanto tempo io ho imparato a rifiutare il giochino di isolare un elemento dal contesto per raggiungere i propri obiettivi dialettici.

L’ho imparato sul lavoro, con la scuola, quando si puntava il dito sui 200 giorni di lavoro in presenza  dei docenti italiani (che poi per molti  sono di più) contro i 215 dei docenti tedeschi. Ma si taceva il fatto che i docenti tedeschi prendevano il doppio di stipendio e di  pensione

E così in tanti altri campi. Mi riferisco alla politica e agli economisti asserviti.

Così ho imparato che una valutazione corretta deve riguardare tutto l’insieme degli elementi, positivi e negativi e concentrarsi sui risultati, perché gli errori come le  scelte giuste li fanno tutti.

Conta il dato globale.

Se i numeri e gli spezzoni di analisi che ho citato sono corretti, a me sembra (sembra, non sono certo) che negli ultimi anni il nostro gruppo dirigente abbia lavorato bene.

Arriviamo così a rispondere alla prima domanda: saremo contenti di tenerci il proprietario presidente o preferiremmo che cedesse?

Se vogliamo essere razionali, la risposta non l’ha nessuno, semplicemente perché sappiamo chi lascerebbe ma non sappiamo chi acquisterebbe.

Se invece abbiamo l’idea (non dico che qualcuno del blog l’abbia, ma qualcuno che scrive su twitter si) che “i cinesi notoriamente mangiano i topi vivi” ci poniamo all’altezza di qualche politico alla moda ma non ragioniamo di sport.

Io sinceramente sulla questione sono incerto.

Steven ha portato l’Inter a risultati (non solo sportivi, anche di introiti) impensabili negli anni precedenti il suo arrivo.

Ha anche commesso errori, soprattutto quello di indebitarsi troppo (anche con la scusante del covid che ha fatto perdere incassi e sponsor asiatici), ma poi  sembra aver imboccato la via del risanamento finanziario progressivo senza rinunciare al risultato sportivo.

In questo senso Steven, con i suoi dirigenti (tutti, anche Antonello che ha sbagliato una sponsorizzazione ma ha globalmente molto accresciuto il totale delle entrate) per me rappresenta una sicurezza.

Anche se il debito e il peso degli interessi continuerebbe a limitare le scelte sportive, rispetto alle ambizioni da presidente tifoso come è ormai sicuramente diventato.

Probabilmente sarei comunque favorevole a una cessione se il subentrante acquisisse la società con i suoi debiti (cioè li liquidasse).

Con gli introiti attuali e la possibilità di costruire lo stadio (non importa dove) e di entrare nel gruppo delle partecipanti alla nuova  Champions League, con più partite, più diritti tv e più premi, partendo senza debiti si potrebbe restare ai vertici attraverso una gestione oculata e sapiente, pur considerando che dovrebbero aumentare i componenti della rosa.

Insomma, oggi non so scegliere, ma capisco che questo nodo determina tutte le altre questioni

Il ragionamento sino ad ora svolto porta appunto alla domanda successiva: meglio puntare sulla competitività in campionato o su un bis di un grande percorso in Europa?

Partiamo dal principio che non cambi nulla (presidenza e dirigenza): i limiti operativi sul mercato resterebbero, ma secondo me in questo periodo di transizione sia per quanto riguarda le normative CL sia per quanto riguarda lo stadio, sia in relazione al livello raggiunto dal brand e la conseguente volatilità dei possibili sponsor, non è assolutamente praticabile la strada dell’avventura: limitare le possibilità di eccellere nel presente per sperare di tornare ai vertici nel futuro con una politica di investimento sui giovani.

Oggi servono certezze per restare comunque competitivi. Il che non significa che si devono prendere solo parametri zero anziani, significa che si devono ridurre al minimo gli errori che inevitabilmente ci saranno sempre e che possono riguardare in modo indifferente arrivi sbagliati di anziani o arrivi sbagliati di giovani.

Privilegiare il campionato o le competizioni internazionali (senza dimenticare le coppe nostrane…)?

Anche qui non ci sono certezze ragionevoli.

In campionato abbiamo preso un distacco enorme dal Napoli e poiché non è possibile immaginare di sottovalutare la CL, puntare al recupero di TUTTI questi punti, mi sembra irrazionale (anche se spes ultima dea).

A meno che il Napoli non ceda alcuni dei giocatori più forti, ma per il momento non credo che DeLa voglia frustrare così i sogni dei suoi tifosi.

Quindi per me in campionato un’Inter rafforzata con i limiti finanziari attuali potrebbe puntare al secondo posto riducendo il distacco dai partenopei. Ma bisogna vedere anche come si rafforzeranno le altre rivali.

Per contro il percorso in Europa dipende da troppe variabili non prevedibili: sorteggi, infortuni, condizione del gruppo al momento di alcuni scontri decisivi, ecc.

In questo senso il campionato con le sue 38 partite di tutti contro tutti è forse giudice più attendibile del valore di ogni squadra.

In ogni caso penso che l’Inter, come le altre, non possa fare una scelta.

La juve probabilmente non avrà le coppe o avrà una coppa minore, il Napoli ha dimostrato  di poter reggere quasi sino alla fine su tutti gli impegni, il Milan avrà bisogno soprattutto di un grande attaccante e ci stanno lavorando, approfittando del fatto che sembra non abbiano debiti, la Roma potrebbe rientrare con qualche acquisto azzeccato mentre la Lazio se farà un po’ di strada in CL potrebbe pagare qualcosa in campionato.

Arriviamo quindi alla questione dell’allenatore al quale affidarsi per rincorrere al meglio tutti gli obiettivi.

Discorso puramente teorico perché Simone si è abbondantemente guadagnato la riconferma.

Dunque, secondo me due allenatori simili esistono e non esistono.

Nel senso che Conte e Allegri hanno sicuramente una caratteristica di fondo che li accomuna, fra tante diversità: entrambi sono risultatisti e non esteti.

Nel senso che riescono anche a produrre bel gioco (soprattutto Conte) ma quello non è l’obiettivo primario. Se ho giocatori adatti a vincere speculando provo a vincere speculando pur cercando di migliorare l’efficacia ‘estetica’.

Per il resto sono molto diversi e io preferisco senza dubbio alcuno Conte, pur non appartenendo al partito di quelli che sviliscono Allegri.

Di sicuro con Conte non avremmo perso lo scudo dello scorso anno (ma non dimentichiamo che lui se ne è andato quando gli hanno detto che avrebbero ceduto certi leaders della squadra).

Altrettanto sicuro, per quanto si possa essere sicuri nel calcio, non avremmo raggiunto questa finale di CL.

Non sono d’accordo con chi ritene Inzaghi integralista.

Certo ha delle convinzioni anche piuttosto discutibili (ad esempio la necessità di sostituire gli ammoniti) e ha una predilezione per un tipo di gioco (la difesa a tre, il cc a cinque e i due attaccanti) sul quale cerca di farsi costruire la rosa dei titolari, ma i movimenti in campo variano in funzione di alcune partite e soprattuto non ha mai avuto a disposizione gli uomini per cambiare atteggiamento offensivo (passare per esempio a 4 dietro per avere almeno un esterno dotato di scatto, dribbling e fantasia nelle situazioni in cui si deve segnare). Lui non ce l’ha e allora quando è costretto preferisce aumentare gli …attaccanti da dietro, mettendo Dimarco nella linea a tre  e Gosens al suo posto. Puntando sull’inserimento a sorpresa.

Può sicuramente migliorare col tempo in duttilità, ma al momento il suo limite principale sono gli sbalzi di rendimento  davvero eccessivi: questo lo abbiamo visto nei due anni con noi, ma lo si era visto anche alla Lazio (due qualificazioni CL perse nel finale a nostro favore, dopo essere stato sempre davanti).

Su questo dovrà lavorare, con i suoi collaboratori e sopratutto con la società.

Arriviamo così alle mie…

SPERANZE PER IL MERCATO

Naturalmente speranze ragionevoli che partono dal presupposto che la nostra condizione finanziaria non cambierà nel breve e che la gestione dei problemi continuerà ad essere affidata alla presidenza, alla dirigenza e all’allenatore attuale.

Per una volta sono d’accordo con Roberto: il problema cruciale di questo mercato è costituito dall’attacco.

Solo Lauti è certo (ehm) di restare. Il che significa che sono da definire ben 3 altri completamenti di reparto, che, se si vogliono avere speranze di vertice, devono essere tutti di livello. Su questi arrivi si giocherà gran parte del futuro

Se restasse Lukaku, magari attraverso la dolorosissima cessione di Onana in cambio di soldi, sconto per Romelu e cessione di un altro londinese purché di qualità, servirebbero sempre due attaccanti forti e possibilmente giovani.

Anche se, nel caso specifico degli attaccanti, non è l’età il problema principale, perché uno solo dei 4 attuali è avanti con gli anni.

  • Per il resto i nomi che si fanno mi sembrano adeguati: Carlos Augusto (ma anche eventualmente Parisi) se partisse Gosens;
  • SMS o Frattesi al posto di Gaglia sarebbero colpi insperati e quasi incredibili,
  • Poi servirebbe un difensore di livello e uno magari di prospettiva ma già affidabile.

Sono tanti nomi e… tanti soldi (conferma di Lukaku + 2 attaccanti, più almeno il sostituto di Gaglia, più il sostituto di Skriniar e quello di D’ambro), ammesso che si confermino Dumfries e Bellanova.

Poi mi piacerebbe un colpo su un giovane fantasioso, una scommessa.

A differenza di altri tifosi interisti, mi sento abbastanza tranquillo sinché rimarrà questa dirigenza che ha sempre saputo estrarre dal cappello… il coniglio giusto.

Anche se qualche sbaglio, come si diceva prima, è da mettere sempre in conto.

Luciano Da Vite

92 pensieri riguardo “A un passo dal cielo: Inter – Manchester City 0-1

  1. Le controfigure dell’Inter under 18 perdono la finale contro la Spal che avevano sempre battuto in campionato, lasciandola indietro di 13 punti.
    tanta amarezza, ma anche il conforto di avere un panorama più chiaro: sono mancati i giocatori di qualità, quelli che contro formazioni più deboli facevano la differenza. Chi deve costruire la prossima Primavera è avvisato… Abbiamo sbagliato un’infinità di appoggi semplici, senza marcatura e non siamo mai riusciti a districarci dalle maglie strette della difesa ferrarese.
    Da ‘risultatista’ (anche per le giovanili) ci tenevo a conquistare almeno uno scudo e l’Under 18 sembrava la più vicina. Purtroppo è venuta a mancare nel momento decisivo e questo è un segnale importante

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  2. peccato. Cmq, se nn sbaglio, la Spal si conferma vincitrice da campione in carica . Forse hanno dei ragazzi che sanno tirar fuori quel qualcosa in piu’ al momento giusto. Ma lo dico “da esterno”, mai visto una loro partita. Giugno non ci sta portando benissimo …

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  3. Complimenti Luciano per la ricca e sempre interessante dinamica e per le domande chiave che ti poni sul futuro della nostra Inter.
    Aggiungo in merito alcune mie considerazioni su tre aspetti, scusandomi in anticipo se ne risulterà un commento lungo.
    Questione proprietà: un cambio penso sia il desiderata di molti dopo che la Cina ha congelato le fuoriuscite di capitale. Io però spero non arrivi un fondo di stampo anglosassone (diverso sarebbe un fondo arabo che “maschera” una proprietà statale). Ciò che sta accadendo al bilan è espressione lampante della logica dei fondi. Maldini e Massara hanno fatto un capolavoro creando una squadra competittiva con conti (si dice) in ordine, pescando gente in gran parte giovane ma dovendo lasciare andare i giocatori che chiedono rinnovo per rigidi limiti salariali. Non appena Maldini ha chiesto di aumentare le “spese” per fare uno step in avanti – riconoscendo come il cammino di CL sia stato frutto di fattori contingenti difficilmente ripetibili – è stato silurato. Da interista sono felice, perchè ritengo la loro direzione tecnica molto valida, ma questa logica difficilmente si sposa con una competitività immediata e stabile nel tempo nell’ambito del calcio italiano che non può contare su introiti giganti come quelli inglesi.

    Capitolo mercato: le esigenze le hai evidenziate bene tu. Io spero che qualche ragazzo in prestito sia pronto per “fare la prima squadra” perchè questo limiterebbe gli obiettivi su cui concentrare le presumibilmente ridotte risorse finanziarie. Concordo pienamente quando sostieni che “si devono ridurre al minimo gli errori” proprio perchè, aggiungo, si hanno risorse limitate. Qui si innesta la mia nota perplessità su Ausilio: negli ultimi due anni i giocatori per cui si è speso (Correa, Gosens, Asslani e Bellanova) non sono stati fattori migliorativi tanto da essere finiti dietro parametri zero stagionati nel frattempo arrivati. Purtroppo questo trend deve cambiare in quanto i giocatori per cui spendi dovrebbero garantirti un passo avanti e darti stabilità (si tratta in genere di gente più giovane di chi arriva a zero spesso ultratrentenne). Confermo attacco sia il settor su cui concentrarsi. Mondonico ribadiva sempre come le punte condizioni il gioco della squadra. Su Lukaku per me si dovrebbe aprire un’importante riflessione. Inzaghi non mi sembra lo identifichi come punta ideale per il suo gioco fatto di maggiore possesso palla tanto da averlo panchinato in tutti i match chiave dell’ultimo nonostante apparisse in crescita di forma vigorosa. Non credo sia un caso. E Inzaghi pare verrà confermato. Tramezzani ha detto che “Inter dovrebbe cercare un attaccante più moderno capace di svariare su tutto il fronte offensivo” perchè il calcio ormai è fatto di intercambiabilità. Io concordo e aggiungo che un nuovo prestito (peraltro caro) ti mette sempre nella posizione di dover ripartire da capo l’anno successivo e che un fisico alla Lukaku, a 30 anni, è a elevato rischio infortunio (come abbiamo visto). Spero ci siano soldi e anche idee per vagliare altre strade: così non fosse viva Lukaku che da sano in Italia può fare differenza, mentre all’estero meno come dimostrato dai suoi fallimento a United e Chelsea.

    Obiettivi futuri: qui non concordo quando sostieni che il gap dal Napoli possa difficilmente essere annullato. L’anno precedente loro finirono a 79 punti e sono migliorati nonostante sulla carta tutti a inizio anno li giudicavano più deboli dopo un mercato chiuso in attivo. Il bilan e noi, teoricamente potenziati, abbiamo perso invece tanti punti. Ogni stagione è a sè tanto più che loro perderanno l’allenatore e dovranno inziare un nuovo progetto tecnico con tutte le incognite del caso. Personalmente ritengo che il campionato debba, nelle nostre condizioni, essere sempre l’obiettivo principale. La CL è fuori dalla nostra reale portata (poi nel calcio non si sa mai) e, soprattutto, come detto da Guardiola è come “lanciare una moneta”. In Italia oggi non vedo un padrone indiscusso come ai tempi della gobba per cui è doveroso puntare allo scudetto. Inzaghi su questo fronte non mi convince per quanto fatto fino a qui ma, di nuovo, la speranza è che la stagione appena terminata abbia anche a lui insegnato a fare meglio nella gestione dei periodi più difficili da un punto di vista atletico in cui il suo gioco mi da sempre l’idea di pagare dazio, da noi come ai tempi della Lazio. Da una sua crescita su questo fronte passerà secondo me il nostro futuro.

    Scusate ancora per la lunghezza. Forza Inter!

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  4. Mie considerazioni sulla finale. Indubbiamente abbiamo fatto una grande partita. Praticamente abbiamo giocato alla pari. Sul piano dell’organizzazione difensiva siamo stati quasi perfetti anche perchè siamo riusciti a non farci schiacciare e a ribattere colpo su colpo. Fondamentale da questo punto di vista è stato il contributo di Onana. Con il senno del poi forse avremmo potuto e dovuto osare qualcosa di più. Forse (non ne ho la certezza) c’era il margine per essere un pelo più aggressivi. Lo stesso Acerbi lo ha detto nel post partita. Che tutti i commenti degli addetti ai lavori che ci davano sfavoritissimi, l’alone di squadra invincibile dominante che circondava il City, ecc. ecc. forse hanno finito per condizionare inconsciamente i nostri e a indurli ad avere un minimo di timore reverenziale. Rispetto alle partite precedenti di Champions con Benfica e Milan una cosa che ci è un po’ mancata è stata la precisione tecnica in fase offensiva, soprattutto nel primo tempo. Non abbiamo gestito con la nostra consueta pulizia 4 o 5 ripartenze. Probabilmente per merito della difesa del City che ha sia giocatori molto forti che un’organizzazione di pressing e riaggressione di primissimo livello. Fortissimo per me Ruben Dias. Ma forse in alcune circostanze la tensione ci ha impedito di essere chirurgici e letali come eravamo stati con Milan e Benfica. Io, da ignorante non addetto ai lavori, comunque avrei schierato Lukaku dal primo minuto a fianco di Lautaro.

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  5. Luciano grazie sempre per condividere i tuoi preziosi ragionamenti.

    Per quanto riguarda il sostituto del Tucu, rispetto a tutti i nomi che si fanno, non vi nascondo che il mio sogno sarebbe riprendere in qualche modo Gnonto, anche se so bene che è impossibile.
    Avrebbe le caratteristiche giuste che ci mancano ed in più è giovane, discreta esperienza europea ed è cresciuto ad Interello.

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  6. Ecco cosa dicono ufficialmente gli osservatori tecnici dell’UEFA:

    “Guardiola ha optato per una linea a tre composta da Manuel Akanji, Rúben Dias e Nathan Aké, con Stones che offriva supporto sulla destra nel ruolo ibrido di terzino/centrocampista. Quando il City si compattava, aveva una difesa composta da quattro difensori centrali naturali: è un esempio dell’approccio più pragmatico voluto da Guardiola in alcune fasi della stagione”.
    Allora non avevo torto nel dire che il Pep si è migliorato e che 4. difensori centrali non li avvea mai schierati negli anni precedenti

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  7. Le parole di Luciano come sempre molto interessanti, misurate e piene di spunti….anch’io ritengo che Inzaghi non sia un tecnico integralista e che anzi abbia qualità tattiche fuori dal comune….Guardiola ad un certo punto non sapeva più che pesci prendere, è stato imbrigliato e sui precisi rilanci di Onana il pressing asfissiante che aveva studiato non ha sorto molti benefici….sono d’accordo anche su un’altra cosa che lo spagnolo ha affermato ai microfoni di Sky….vincere la premier è più difficile che prevalere in champions!
    Vediamo se con un mercato più vicino ai suoi desideri, con un miglioramento della rosa, Simone sarà in grado di trovare più continuità di rendimento in campionato e di competere anche per il titolo nazionale oltre che per le competizioni da dentro fuori (anche se il Napoli ha scavato un bel solco).
    Da questo punto di vista ritengo Marotta una garanzia, alla fine porta sempre a casa la pagnotta…chiamiamola così!

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  8. Grazie Roberto per le belle parole nei miei confronti.

    Per quanto riguarda le tue tre argomentazioni il mio pensiero è più… fluttuante

    Questione presidenza: proprio perché non si sa chi arriverà io non faccio il tifo perché Steven lasci. Lui forse potrà far poco ma sicuramente farà tutto quello che può, perché ormai l’Inter gli è entrata nel sangue come a un …Moratti qualsiasi.
    Però chi ha comperato il Milan (e ovviamente chi comprerebbe l’Inter) ha pagato un miliardo per avere la società al netto dei debiti. Quindi non ha il problema di rientrare e chiudere con i conti in equilibrio è più facile (se non sbaglio senza gli interessi passivi il nostro deficit di gestione dovrebbe essere sui 30 milioni e c’è chi dice anche meno.

    Un conto è se sul mercato devi tenerti in equilibrio, altra cosa se devi guadagnarci.

    Anche se, per la verità la situazione del Milan è curiosa perché la nuova proprietà non dovrebbe avere un debito con le banche, ma un debito consistente (pari al 50% della cifra di acquisto) addirittura con il venditore. In pratica tutta l’operazione è sotto indagine perché estremamente opaca.

    Sempre sul Milan io non so se le cose sono andate come racconti tu. All’Inter quando la proprietà ha prospettato una politica sparagnina Conte se n’è andato. Al Milan non risulta che Maldini Massara se ne siano andati, ma che siano stati …dismessi

    Comunque affari loro. Anch’io sono contento per come sembra finita

    Sul mercato: personalmente non credo che qualcuno dei ragazzi in prestito sia pronto per entrare nella rosa dei 22 se vogliamo continuare a essere competitivi, anche solo in Italia. Magari nei 25-26 si.

    Su Ausilio conosci la mia opinione: lo sostituirei volentieri non solo con Giuntoli ma persino con Tare e con qualche altro.
    Ma a differenza tua io penso che lui sia solo un esecutore, che comunque va bene a Steven e a Marotta.

    Immagino così la riunione di oggi (o ieri): presenti Steven Marotta Ausilio Baccin e Inzaghi.

    Il mister dice quelle che sarebbero le necessità ‘tecniche’ della squadra. Baccin e Ausilio fanno una panoramica dei giocatori seguiti in stagione. Steven dichiara le disponibilità finanziarie (autofinanziamento) e si fa una carrellata sui giocatori cedibili, all’Inter o in prestito.
    Poi si punta sul primo elemento. Dopo una discussione si decide di procedere col Chelsea interessato a Onana. Si decide che sia opportuno eventualmente richiedere tot milioni più il prestito di Lukaku e di un altro giocatore. Ausilio viene spedito a Londra per cercare di attuare al meglio il ‘progetto’ partorito da Marotta e Inzaghi.

    Secondo come andranno le trattative si deciderà per interventi successivi

    Io non credo affatto che Ausilio si sia speso per i 4 giocatori che tu citi. E in ogni caso gli errori, se errori sono stati perché bisogna valutare le disponibilità finanziarie e i costi delle alternative, sono di Marotta che è quello cui spettano le decisioni, mentre Ausilio è solo operativo.

    Essendo responsabile Marotta, gli eventuali errori di mercato sono imputabili a lui e se lui vedesse delle responsabilità di Ausilio nell’assolvere ai compiti affidatigli, da ‘superiore’ ne pretenderebbe il licenziamento.
    Però come ho detto (parlo solo di Marotta perché Ausilio non lo conto) io non mi fossilizzo sui possibili errori che poi non sappiamo se e quanto siano errori (se per esempio Asllani dopo un anno di tirocinio si affermasse alla grande?).

    Troppo facile, anche perché si potrebbe fare il ragionamento opposto: che fantastiche operazioni sono state quelle di Onana e Calha a zero, di Lukaku venduto a 115 e ripreso a 10 all’anno (dovrebbe giocare …11 anni sempre in prestito per pareggiare i conti), di Dzeko e Mikhi a zero, di Acerbi e Darmian a zero o quasi….).

    No, io non partecipo a questo gioco perché so che si sbaglia e la si azzecca ovunque , nel calcio moooolto di più. Non conta la singola operazione ma il risultato. Le cifre relative alla drastica riduzione del deficit di gestione le abbiamo lette. Noi non abbiamo fatto due mercati in parità (fra cartellini e ingaggi), ma in sostanziosa riduzione. E nonostante questo abbiamo fatto un secondo in campionato, vinto 4 coppe, passato per la prima volta il girone in CL, l’anno dopo siamo arrivati in finale di CL e abbiamo riconfermato la partecipazione.

    Per me nella situazione data sono risultati strepitosi per i quali sono grato a tutti quelli che hanno lavorato per l’Inter.

    E penso sia soddisfattissimo anche Steven (che poi è quello che…conta): altrimenti provvederebbe.
    Io vorrei vedere tutto il gruppo all’opera in una situazione in cui ci si debba tenere in equilibrio e non si debba più abbattere il deficit.

    Su Lukaku effettivamente gli ha preferito Dzeko almeno dall’inizio, ma ci possono essere molti motivi: quello della ripresa di condizione graduale è il principale, anche se non vale per la finale di CL, ovviamente.

    Però se è vero, come sembra, che la sua conferma sia una precisa richiesta di Inzaghi, si vede che, magari in un contesto con qualche altra pedina cambiata e quindi con qualche schema diverso lo ritiene fondamental. Poi può sbagliare anche lui come sembra abbia sbagliato su Correa. Ma anche in questo casocontano i risultati prodotti dall’insieme del lavoro.

    Certo anch’io lo sostituirei volentieri con uno ancora più forte: ma bisogna vedere se c’è , se è disponibile, quanto costa, ecc. decideranno Steven marotta e Inzaghi e io complessivamente mi fido delle loro scelte.

    Sul prossimo campionato: resto della mia idea che il gap con il napoli non sia colmabile subito, a meno di cessioni clamorose e di vicende interne altrettanto gravi, ma poco probabili.

    E’ vero che l’anno scorso aveva fatto solo 79 punti, ma sono sempre 7 in più di quelli fatti da noi quest’anno, oltre a essere 21 in più di quelli fatti da loro nello scorso campionato.

    E’ comunque evidente che il campionato deve essere giocato molto meglio ma noi abbiamo l’obbligo anche di non dilapidare il prestigio conquistato inEuropa.Non arriveremo a un’altra finale, ma dobbiamo almeno arrivare agli ottavi o ai quarti, pena un ridimensionamento notevole.

    Quindi sono d’accordo su una cosa: a Inzaghi si chiede di essere moolto più competitivo in campionato, restando però all’altezza in Europa. Potrà forse aiutare la stagione più regolare, senza l’interruzione di 40 giorni che ha creato ingorghi pazzeschi, potrà speriamo aiutare l’esperienza acquisita dal mister e dal suo staff, ma soprattuto, per me dovrà aiutare l’allestimento di una rosa nella quale almeno i primi 22 possano davvero essere tutti titolari

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  9. Il bilan effettivamente è in una situazione strana: la società milan sembrerebbe avere i conti in ordine mentre il proprietario ha comprato a debito. Comunque si, affari loro. Mi basta continuino a vivere con limiti di spesa importanti.
    Quanto a noi vediamo: io spero sempre ci possa essere competitività ringiovanendo un po’ la rosa. Spero (credo), ad esempio, che i giovani Asslani e Bellanova possano aver “imparato” molto in una stagione in cui hanno fatto tanta panchina ma anche allenamenti con giocatori forti nel loro ruolo.
    Se hai base solida ritengo sia più facile inserire con gradualità dei ragazzi che poi dovranno dare un contributo. I due sopracitati ne sono un esempio. Poi ovviamente dipenderà dalle disponbilità e dalle opportunità di mercato ma vorrei sperare non si faccia troppo affidamento su prestiti di ultratentenni che ovviamente noi non riscatteremo: una politica che a un certo punto rischia di lasciarti parecchio scoperto.
    Attendiamo con fiducia

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  10. Se quello che scrivono i giornali è vero, cioè che prima di acquistare dobbiamo vendere, allora rinforzare questa squadra sarà difficilissimo.
    Abbiamo già adesso scoperti i ruoli di Skriniar e Gaglia che vanno a scadenza; a loro probabilmente si aggiungeranno Dzeko e D’Ambrosio, oltre a Lukaku che torna a Londra e Bellanova che sembra non verrà riscattato. In più c’è Handanovic.
    Solo per rimpiazzare questi giocatori servono tanti soldi. Non è credibile, infatti, che si peschi solo nel mercato dei parametri zero o dei prestiti.
    Anche perché stiamo parlando di titolari (Skriniar, Dzeko/Lukaku) o di prime alternative.
    Anche un’eventuale cessione di Onana non sarebbe sufficiente, al più con i soldi della sua cessione si potrebbero prendere due buoni giocatori, di cui uno dovrà necessariamente essere un portiere.
    La vedo veramente dura. O cediamo 2/3 giocatori importanti per cifre monstre che potremmo riutilizzare anche per coprire altri ruoli, o cerchiamo di coprire i buchi con prestiti e svincolati.
    In entrambi i casi, però, anche solo mantenere il livello di quest’anno sarebbe difficilissimo, figuriamoci accrescerlo.
    Non vorrei essere nei panni di Marotta e Ausilio.

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  11. Il discorso su Fratter, per il quale ci sarebbe l’accordo ma non si chiude ricorda sinistramente quello su Dybala e Bremer nello scorso mercato

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  12. Stanno circolando tante voci sulla cessione di Barella che ci consentirebbe di finanziare buona parte del mercato. E d’altronde l’eventuale acquisto di Frattesi avrebbe senso se Barella uscisse.
    Io mi auguro che non sia così, ma temo che gli acquisti da fare siano troppi e onerosi e i soldi, invece, sono troppo pochi.

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  13. Credo che vi saluterò e tornerò a fine mercato o ad inizio stagione…..questo è il periodo peggiore dell’anno per chi vuol bene a questi colori, specialmente considerando chi gestisce l’informazione…e quanto siamo manipolabili!
    Dai, comunque sempre forza Inter!

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  14. Siriano, sai quanto ti stimo e sono convinto che tu abbia ragione quando parli di gestione dell’informazione sportiva a fini anti interisti.
    Per altro noi tifosi qualche elemento su cui ragionare ce l’abbiamo.
    Partendo dalla premessa che visti i lauti introiti non dobbiamo per il terzo anno consecutivo sostenere un mercato in passivo. Sarà sufficiente chiudere in parità e magari abbassare un po’ il monte ingaggi.
    Non sarà facile compiere queste operazioni mantenendo il livello della squadra.
    Dovremo sostituire per fine contratto Dzeko, Gagliardini, Skriniar, D’Ambrosio e, perché ha fatto il suo tempo da noi, Correa (dal quale si ricaverà poco, temo).
    Prendere 5 giocatori all’altezza dei partenti (senza considerare che in quest’ottica Asllani e Bellanova saranno da riscattare) non sarà facile.
    Un centrale dovrebbe essere Bissek, sette milioni in due anni, L’eventuale mancato contro riscatto di Pirola ammortizzerebbe l’operazione.
    Ma per gli altri ruoli anche immaginando di cedere giocatori in prestito che hanno buon mercato (Mulattieri, Satriano, Agoumé, forse anche Seba e Fabbian, se servissero per arrivare a grandissimi colpi) dovremmo ricorrere ancora a parametri zero o a giovani poco noti al grande pubblico.
    Se partisse davvero Gosens forse si potrebbe arrivare a Carlos Augusto senza grandi perdite finanziarie.
    Ma le due punte e il centrocampista dovranno essere di valore assoluto, affinché non si perdano posizioni,.,,sul campo.
    In questa situazione almeno un titolare big dovrà partire. oppure due che sono importanti ma più facilmente sostituibili (per esempio Onana – dolorosissimo – e Dumfries).
    A questo secondo me dobbiamo essere preparati e dobbiamo sperare sappiano condurre in porto senza un errore trattative complicatissime.
    Da parte mia, non posso nasconde l’ansia, mitigata però dalla certezza del fatto di disporre, con marotta, di un top in assoluto per questo tipo di operazioni

    Intanto stasera conto di andare a vedere Inter juve semifinale u15, anche se il medico mi ha proibito di assistere a partite di squadre in bianconero, per il timore di un probabile shock anafilattico, essendo accertata la mia allergia per quei colori

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  15. Concordo con te Luciano. Io ho massima fiducia in Marotta e Ausilio che hanno ampiamente dimostrato di saper fare il loro lavoro e bene. Però la realtà è questa. Soldi extra per il mercato non ce ne sono. Quanto ricavato con lo splendido cammino in Champions è servito a pagare i costi di gestione. Tuttavia, i giocatori da sostituire sono tanti e sono importanti. Ammesso che Lukaku rimanga un altro anno, Dzeko e Skriniar erano due titolari di valore e per sostituirli con altri di eguali qualità servono soldi.
    A meno che non si faccia quello che molti tifosi auspicano, ovvero si peschino 3/4 giovani di buona prospettiva e costo limitato sperando che abbiano una crescita esponenziale. Ma così facendo il rischio di stare fuori dalle prime 4 sarebbe altissimo.
    Niente disfattismi, ma credo serva una buona dose di realismo, a prescindere dalle sparate incontrollate dei giornali.

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  16. Under 15: una spettacolosa Inter distrugge 4-0 (Moressa Carrara Curcio 2) la juve e si qualifica per la finalissima.
    Tra poco qualche ragguaglio

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  17. Un’Inter straordinaria piega nettamente la juve (4-0), seppellisce i fantasmi della gara d’andata nella quale aveva sprecato un vantaggio di due reti, facendosi raggiungere negli ultimi minuti, e corre dritta verso la terza finale nazionale su 5 nostre squadre che hanno disputato i campionati di categorie agonistiche.

    Prima di parlare della Partita vorrei esprimere il mio ringraziamento, come abbiamo fatto a suo tempo per Roberto Samaden, anche per Giuseppe Giavardi, vice direttore del settore giovanile e responsabile del mercato nazionale dei giovani.

    Ho avuto spesso occasione di confrontarmi con lui sui singoli giocatori, e devo riconoscere che non ha mai sbagliato una previsione.

    Si tratta di un tecnico di straordinaria competenza e di ineguagliabile spessore umano.

    In particolare è tradizione dell’Inter avere una squadra di giovanissimi U15 fortissima, proprio perché è la prima annata nella quale si possono rafforzare le squadre pescando giovani promesse da tutta Italia

    Inter juventus è stata la conferma di questi meriti di Giavardi, oltre che naturalmente del mister Fautario e di Samaden (penso che il mister sia stato scelto di comune accordo con Giavardi).

    Non so se la nostra ormai settantenne ala destra della Primavera dei primi anni ’70 resterà a collaborare con il nuovo direttore. Spero di si, perché altrimenti sarebbe una perdita gravissima.

    I nostri dirigenti hanno costruito una squadra molto forte, che gioca un calcio entusiasmante.

    In finale incontrerà L’Empoli, che nel girone C ha fatto addirittura meglio di noi come punti finali e che in semifinale ha sconfitto il Como, qualificatosi direttamente nel girone della juve, costretta invece ai play off.
    Lo stesso Como, prima di venir eliminato dall’Empoli in semifinale, aveva battuto anche il Milan che nel girone era finito a un punto da noi.

    Quindi l’Empoli si preannuncia fortissimo, è un po’ la nostra bestia nera e il risultato appare più incerto che mai.

    Mi ‘consola’ il fatto che quest’anno, come dicevo, abbiamo portato tre squadre su 5 alla finale, cosa non riuscita a nessun’altra società e, come piccola soddisfazione personale, il fatto che sin dall’inizio ho detto che tre sole squadre potevano farcela, perché primavera e Under 16 non mi sembravano del livello delle altre nostre.

    La juventus ha schierato una squadra di straordinaria fisicità, con un solo giocatore fisicamente sotto media ( il play Malfatti, per altro tecnicamente il migliore).

    Ma sopratutto impressionavano i tre giocatori di colore (Samb, n° 7, Borasio, n°8 e Kaba, n° 9) tutti con una statura e un fisico da professionisti: nulla di irregolare, sia chiaro, visto che in categoria non si possono tesserare giocatori di provenienza estera.
    Oltre a loro giocava anche, con il numero 11 il figlio di Suazo.

    Ebbene, l’Inter ha dominato sul piano tecnico individuale e della manovra, mostrando un portiere bravissimo nelle uscite alte (non ricordo un vero tiro in porta), due centrali imbattibili e bravi nell’avviare l’azione, due esterni buoni in marcatura ma soprattutto forti nella spinta, un centrocampo di grandissima tecnica, fantasia e mobilità e due punte insidiosissime.

    Quanto ai subentrati, basterà ricordare che dopo aver dominato ininterrottamente, sul 3-0 la squadra ha avuto una piccola comprensibile flessione, ma poi con le forze fresche subentrate ha ripreso l’iniziativa e il dominio del gioco, sfiorando altre reti.

    Questa la formazione iniziale:
    Mortarino
    Lissi Bovio Peletti Sorino
    Grisoni Fasana La Torre Virtuani
    Moressa
    Carrara Curcio

    In panca (molti sono subentrati nel secondo tempo) Lleshi, Medina, Moranduzzo, Breda, D’Agostino, Leoni, Grotti, Dade (2009) e Vukaj.

    Non mi piace, dopo una partita così fare graduatorie di merito perché tutti i ragazzi sono stati bravissimi (compresi i subentrati) nell’assolvere ai compiti loro assegnati.

    Adesso affronteremo l’Empoli che ha tre titolari della nazionale, tutti nel reparto avanzato e che come abbiamo visto fino ad ora è stato un’autentica macchina da guerra.

    Ultimamente erano stati convocati nella selezione due soli nostri giocatori, Farronato (però assente per un grave infortunio) e Lissi, che è appena rientrato da un altro stop importante.

    Impossibile fare previsioni su come finirà, ma a tutti i ragazzi e allo staff vanno comunque fatti i più sinceri complimenti. Vedere l’U15 quest’anno ci ha sempre divertito.

    E a me in particolare hanno fatto un grande regalo: poiché in campo…si vedevano solo loro, hanno evitato che osservando i colori ai quali sono allergico, venissi colto da un gravissimo shock anafilattico

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  18. Purtroppo mi sono sbagliato: gli U17 sono solo in semifinale e affronteranno mercoledì la temibile Fiorentina: Mi ha tratto in inganno il fatto che questa semifinale, unica, si giocherà come le finali nelle marche e in partita secca. Così almeno mi è sembrato di capire. Comunque non cambia il giudizio sulla stagione delle nostre giovanili

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  19. IFFHS – Inter quinto club al mondo nel 2022/2023, quarto in Europa: la top 20

    Non male per una dirigenza che da due anni deve chiudere il mercato in attivo e ridurre il monte ingaggi…

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  20. A fine settimana partirò per un periodo di vacanza durante il quale per ‘disintossicarmi’ non porterò né PC né altri strumenti tecnologici, cellulare compreso.

    So già che al ritorno troverò un’Inter profondamente cambiata dalle operazioni di mercato.

    Dubito fortemente che sarà un’Inter più forte perché per chiudere ‘buchi’ di organico evidenti si dovrà ricorrere a qualche cessione importante.

    E io non sono assolutamente un seguace della teoria di cedere quelli forti per cercare di prenderne meno forti sperando che diventino forti anche loro.

    Però ho totale fiducia nella nostra dirigenza e sono certo che, nelle condizioni date, agiranno per il meglio.

    Per fare solo un esempio di un’operazione di cui si parla in questi giorni, sarei entusiasta dell’arrivo di Frattesi ma non se questo dovesse comportare l’addio a Brozo (e tanto meno a Barella).

    Tanto meno per le cifre che si leggono.

    Brozo a novembre compirà 31 anni e potrebbe essere l’ultima occasione per realizzare una buona plusvalenza.

    Ma a 30 anni il croato ha dimostrato di essere ancora, a mio parere, il miglior play in Europa e 15/20 milioni non sono una cifra adeguata a giustificare il sacrificio.

    Capisco il disegno tattico: l’Inter ha sperimentato Calha da play con risulti più che discreti e ha il giovane Asllani che potrebbe affiancarlo o porsi in alternativa.

    Ma nessuno dei due vale Brozo OGGI (presumibilmente neppure nel prossimo campionato).

    Tra l’altro l’Inter mi pare abbia giocato le migliori partite con il doppio play (Brozo e Calha) il che ha consentito a uno dei due di sganciarsi a turno, mentre, quando restavano entrambi, si potevano spingere in avanti l’altro cc (Barella), i braccetti e gli esterni.

    Si realizzava così quella fluidità (non fossilizzazione delle posizioni) che sembra essere una caratteristica del calcio moderno.

    Teoricamente, con la partenza di Gaglia l’arrivo di Frattesi sarebbe uno splendido miglioramento, ma con la partenza di Brozo e la promozione a centrale di Asllani, oltre a Calha, ci mancherebbe sempre una mezz’ala, tanto più considerando che Mikhi a gennaio compirà 35 anni.

    Quindi avremmo due cc centrali e tre mezze ali, a meno che non resti Fabbian. Ma i rischi sarebbero grandissimi, dovendo (volendo) competere su tutti i fronti, con la partenza del cc migliore e l’innesto di due esordienti.

    Tra l’altro nessuno dei sei eventuali protagonisti ha caratteristiche di interditore, per doti tecniche e struttura fisica.

    Dietro c’è il dubbio del portiere e l’eventuale cambio Onana/Vicario oltre che dolorosissimo sarebbe molto rischioso, a certi livelli

    Bisseck non lo conosco, spero sia forte, ma comunque sarebbe un ‘altra scommessa, dovendo andare a sostituire nientemeno che Skriniar.

    Acerbi, Bastoni e De vrji dovrebbero restare, ma cedendo D’Ambrosio e riportando Darmian sugli esterni mancherebbero due nomi per completare il sestetto (o almeno uno, considerando che Darmian e Di marco in certe partite potrebbero arretrare sulla linea a tre).

    In fondo anche quest’anno avevamo solo 5 difensori puri, (anzi 4 per un lungo periodo, a causa dell’assenza di Skriniar)

    Sugli esterni mi andrebbe benissimo l’arrivo di Carlos Augusto per Gosens ad affiancare Di marco, mentre a destra la situazione è fluida per quanto riguarda Dumfries (se partirà andrà sostituito) e lo stesso Bellanova che potrebbe anche restare ma certo non potrà essere il primo titolare.

    Ma il vero problema sarà davanti e lì si deciderà la nostra prossima stagione, perché sicuro di restare è solo Lauti.

    Anche riuscendo ancora a riconfermare Lukaku a condizioni favorevoli (se davvero si punta alla seconda stella lui può essere determinante) bisognerà arrivare a due altri attaccanti e per avere ambizioni in campo internazionale dovranno essere molto forti. E gli attaccanti molto forti costano. Di ‘colpi’ come Kvara ne riesce uno ogni 50 anni.

    Insomma, personalmente non vorrei essere nei panni di Marotta, che dovrà operare un rinnovamento profondo senza soldi da investire.

    E non vorrei essere neppure nei panni di Steven, che mi sembra ormai troppo tifoso per cedere la società, ma certamente in questa estate ha di fronte un’occasione forse irripetibile per la crescita di valore del brand, che potrebbe non confermarsi

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  21. Buona Vacanza Luciano. Grazie per condividere i tuoi pensieri sulla passione comune del blog.
    Ad oggi puo’ succedere di tutto ed il contrario di tutto. Vedremo e giudicheremo. Forza Inter

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  22. Buone vacanze Luciano, grazie sempre per il tuo contributo. Goditi le vacanze, mando un grosso abbraccio a te e a tutta la tua famiglia. Ps. Da settembre mio fratello più piccolo si trasferisce a Milano definitivamente, chiaramente cercheremo di venirlo a trovare il più spesso possibile (anche se per fortuna si trasferirà assieme alla compagna e non sarà da solo). Chissà che anno prossimo non si riesca a vedere qualche partita assieme, mi farebbe veramente tantissimo piacere. Di nuovo un abbraccio.

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  23. “L’Inter aveva preso Rafa Leao per pochi milioni, ma l’allenatore dell’epoca (Conte, ndr) voleva un giocatore pronto e non uno su cui lavorare”
    Questa notizia, non importa se vera o no, è apparsa su fc inter 1908. Se non fosse vera sarebbe comunque possibile.
    la cito per dimostrare come i nostri giudizi (quelli di tutti noi tifosi, i miei in primis) debbano essere cauti perché non conosciamo la cause e le dinamiche di ciò che accade w abbiamo competenze nel valutare la complessità delle situazioni minori di quelle dei protagonisti. Per esempio abbiamo esaltato la dirigenza del Milan per il colpo Leao in confronto alla nostra. ma se scegli Conte allenatore lo fai per vincere subito, se sei finito a oltre 20 punti e prendi Pioli puoi anche puntare a costruire nel tempo (e infatti Leao non si è imposto subito). Quando io richiamo tutti e me stesso in primo luogo all’umiltà nel giudicare chi ne sa inevitabilmente più di noi, non giudico nessuno un ‘paria’ (altrimenti considererei tale me stesso). faccio polemica contro un certo modo di usare la rete (i tuttologi del web di buona memoria). Mi spiace che se la sia presa una persona che tra l’altro stimavo e continuo a stimare. Ma io ribadivo solo un principio: ognuno è libero di dire quello che pensa, ma esiste una ‘graduatoria di competenze, conoscenze e quindi attendibilità. negare questo principio porta, all’estremo ai no vax e ai terrapiattisti che si sostituiscono agli scienziati di tutto il mondo.
    Lo ripeto continuamente per ricordarlo soprattutto a me stesso

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  24. Certamente i fattori sono molti.
    Però il punto è sempre quello: se ho Lula io preferirei nel backup avere dei prospetti su cui lavorare, purchè ovviamente talentuosi, anzichè Sanchez o Dzeko (per fare un esempio) che – a patto funzionino (anche loro sono scommesse ancorchè per motivi diversi dai giovani) – poi ti lasciano con reparto scoperto per fine benzina.
    Apiattarsi sempre e solo sul tecnico di turno lo ritengo a prescindere un errore per un semplici motivo: i tecnici, soprattutto in Italia, restano pochissimo tempo in una società. Anche Spalletti al Napoli solo due anni. Da noi Inzaghi con il terzo anno farebbe un piccolo record….
    Io capisco poi sia più “facile” accontentare il tecnico sul nome ma il rischio, ripeto, per la società è ugualmente enorme e noi, nella nostra storia recente, siamo pieni di esempi (non da ultimo il Tucu).
    Comunque leggo finalmente di prospetti nuovi che speriamo si dimostrino, nel caso arrivassero da noi, validi giocatori

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  25. Se andrà in porto operazione Brozo out e Frattesi io mi sentirei di fare i complimenti alla dirigenza.
    Intendiamoci, il croato è ancora forte ma se la coperta è corta (e lo è per tutti i club italiani, ricordiamolo) l’operazione avrebbe molto senso. Chala da play ha dimostrato di saperci fare e Asslani è un prospetto su cui la società ha puntato: lo ha visto allenarsi un anno, se ci puntano ritengono abbiano visto qualità. E sarebbe comunque un cambio. Avremmo le due mezzali della nazionali, giocatori di gamba e moderni. Frattesi mi sembra anche dotato di quella fisicità negli inserimenti che ci mancava. Con in panchina Micky e Fabbian sarebbe un centrocampo di grandissimo spessore per Italia.
    Il problema sarà attacco dove a parte il Toro abbiamo l’incedibile e discretamente inutile Correa e due slot da riempire.
    Su Lukaku non saprei. In Italia di solo fisico sposta ma mi sembra che la tecnica modesta si palesi ogni volta la condizione fisica scende un minimo. Dipenderà dalle condizioni economiche. Rimanesse il belga in prestito spero di nuovo in uno scouting di qualità per la quarta punta affinchè che ci dia stabilmente (non per un solo anno) un giocatore che possa giocare con il Toro. Di nomi ne circolano parecchi, non mi dispiacerebbe qualche ragazzo bravo nell’uno vs uno che consenta di variare un po’ lo spartio al bisogno. Nel mercato estero sono convinto ci siano diversi profili validi. Ogni anno il campionato francese sforna prospetti interessanti, bisogna vaere bravura e coraggio per prenderli quando sono ancora trattabili.
    Non è una scelta è la realtà per i club italiani, a prescindere da Zhang.

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  26. Io credo che la cessione di Brozovic sia un azzardo, perché il croato in quel ruolo è tra i primi 3 interpreti al mondo ed ha un’età che gli consente di essere ancora al top. A me Chala in quella posizione non convince del tutto e Asllani deve crescere ancora tanto e non è detto che raggiunga il livello richiesto per giocare titolare nell’Inter.
    Noi però non sappiamo quali siano le dinamiche che eventualmente porterebbero al sacrificio di Brozovic.
    Non si può escludere, ad esempio, che sia il croato stesso a spingere per la cessione allettato da un’offerta impareggiabile per un giocatore di 31 anni.
    Ciò che è certo è che senza risorse e con tanti buchi da tappare questo sarà uno dei mercati più difficili per Marotta e Ausilio.

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  27. Cari fratelli interisti. Vorrei chiedere a ciascuno di voi una vostra opinione. Asslani è forte secondo voi? Formulo meglio la domanda facendo delle sub-domande. Secondo voi qual’è il ruolo in cui esprime al meglio le sue qualità: mezzala alla Mikytarian o play basso alla Brozovic o alla Calhanoglu? Per quello avete visto quest’anno secondo voi ha le potenzialità per fare un up-grade significativo come ad esempio ha fatto Tonali al Milan tra la prima e la seconda stagione e quindi poter diventare un nostro titolare o è un giocatore comunque con dei limiti che non supererà mai alla Gagliardini tanto per intenderci? Lo domando a voi perchè quest’anno l’ho visto giocare pochissimo (mi sono perso le partite in cui ha giocato di più) e con l’Empoli non l’avevo mai visto giocare. Per cui non sono in grado di dare un’opinione.

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  28. Roberto: l’anno in. cui non si è preso Leao non avevamo la Lula, ma abbiamo speso circa 120 milioni per prendere due giocatori come Lukaku e Hakimi. Io non mi pento né dell’arrivo di Conte né di quello di Lukaku e hakimi.
    Anch’io concordo che una società non deve appiattirsi sulle richieste dell’allenatore (i casi Nainggo, Vidal, Correa lo dimostrano, anche se i casi Dzeko, Mikhi, Acerbi, Darmian dimostrerebbero il contrario.
    Ma qui non si trattava di appiattirsi sulla richiesta dell’allenatore: si trattava semplicemente che se volevi un allenatore vincente dovevi prendergli giocatori pronti: un Conte non alleva giovani, magari per altri un paio d’anni dopo. Se invece prendi un allenatore scommessa, che non ha molte richieste da club importanti, puoi anche chiedergli di provare a far crescere qualche giovane possibile talento per provare a vincere in futuro.
    Queste erano le mie perplessità anche su Inzaghi, perché ha accettato un ridimensionamento della squadra (per lui allenare l’Inter era comunque un salto di qualità, faceva curriculum) che invece Conte non aveva accettato.Per la mia Inter preferisco un allenatore che pretende.
    cerco di spiegarmi meglio: se l’allenatore X vuole il centravanti y che è tra i 5 migliori d’Europa e che magari lui ha allenato, alla fine posso gì prenderne un altro (sempre tra i primi 5) ma non gli prendo un giovane che entro 2-3 anni potrebbe anche affermarsi a certi livelli. Se non posso far altro e devo prendere un giovane, non posso che rivolgermi a un allenatore signorsì

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  29. Dico la mia, con i pochi spezzoni di partite in cui e’ stato fatto giocare, francamente non so quanto lo si possa valutare. Altra cosa chiaramente e’ averlo visto negli allenamenti di tutta una stagione. Io penso ( e spero, francamente) che se lo teniamo, lo si faccia poi giocare con un minutaggio ben piu’ importante del poco di quest’anno. Al netto di eventuali centrocampisti top player che Zhang decida di prendere …

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  30. Fine primo tempo: Fiorentina più quadrata, prevale a centro campo e innesca attaccanti con un grande spunto. Noi per farcela abbiamo bisogno che cresca molto De Pieri e dobbiamo sbagliare meno palloni in uscita

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  31. Alla fine l’abbiamo vinta noi, grazie a una doppietta nei supplementari di Lavelli. Tre squadre in finale, come avevo scritto un po’ avventatamente ma ha portato buono.
    Tra poco o domattina un report sul match

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  32. Semifinale U17: Inter Roma 3-1 (dopo i tempi supplementari

    Vincere, checché se ne dica secondo me è fondamentale anche a livello giovanile.

    Lo sostengo dopo che abbiamo perso la prima finale e, unica squadra in Italia ci apprestiamo a giocarne altre due, tra venerdì e sabato.

    Tuttavia secondo me è ancora più importante, con i giovani, arrivare almeno alle semifinali, perché lì si incontrano squadre fortissime e si può misurare in modo più attendibile il livello di crescita raggiunto dai singoli e le loro prospettive.

    Prima della riforma del settore si giocavano nella regular season molte partite contro squadre come il Lumezzane, la Tritium e altre squadre di serie C.

    Chiaro che giovani selezionati dalle società più potenti facessero sfracelli e sembrassero tutti fenomeni.

    Adesso la situazione è cambiata, perché si affrontano solo squadre di A e B e spesso le squadre di B hanno settori molto importanti, perché per loro sono fonte di sopravvivenza.

    Eppure se prendiamo gli U17 vediamo che i nostri hanno segnato 91 gol nella regular season, mentre nei 90′ contro la viola, in semifinale hanno segnato un solo gol, dopo 4 minuti e poi in pratica non hanno più saputo creare occasioni pericolose.

    Abbiamo vinto nei supplementari per la giocata di tre nuovi entrati (Mancuso, Jean e Lavelli) che oltre alla buona qualità godevano di una freschezza superiore.

    La partita l’abbiamo vinta ‘di squadra’ con il sacrificio di tutti, ma questo, trattandosi di ragazzi è una notizie a due facce: una buona e una meno.

    Le qualità di giocatori che durante il campionato contro avversari un filo più deboli incantavano, qui hanno faticato enormemente ad emergere, anche se tutti si sono battuti, come dicevamo, con uno spirito di sacrificio encomiabile.

    La partita l’ha fatta la Fiorentina e noi l’abbiamo quasi sempre giocata a contenere. Faticando moltissimo ad uscire.

    E’ vero che anche loro hanno avuto poche occasioni, oltre a quella del provvisorio pareggio, ma l’Inter era un’altra rispetto a quella vista in tante partite di campionato.

    Contano più queste partite, per un giudizio, rispetto a quelle facili.

    Benissimo ha fatto Polenghi a sottolineare come sia in questo tipo di incontri che i ragazzi hanno l’occasione di fare uno step importante e come quindi giocare quarti semifinali e finali sia fondamentale per la crescita individuale.

    Ma i nostri lo step lo hanno superato sul piano caratteriale, che è importante: meno sul piano della qualità tecnica.

    Le punte sono rimaste troppo isolate e hanno lavorato quasi solo in fase di copertura.

    Perché il centro campo è stato sovrastato e ha dovuto sostenere la difesa, faticando assai quando si doveva proporre: per motivi diversi tutti e tre i nostri cc (4, se consideriamo anche De Pieri) hanno sofferto.

    Molto bene solo la fase difensiva, calcolando che tra gli altri dovevamo contenere Rubino (28 gol in regular season, più del doppio del nostro miglior goleador) ma anche Caprini (15) e Puzzoli (un esterno da 8 gol).

    Dietro il fortissimo Sadotti, vera promessa, dominava l’area ma soprattutto organizzava tutta la manovra dei gigliati, giocando un’infinità di palloni.

    Il possesso così è stato quasi sempre viola e i nostri dopo la fiammata iniziale (verticalizzazione di Zanchetta, rifinitura splendida di Spinaccè e conclusione vincente di ‘sentenza’ Mosconi) non sono riusciti a creare altri veri pericoli nei due tempi regolamentari.

    Diverso il discorso nei supplementari perché la viola si è forse scoperta troppo per provare a vincerla e soprattutto perché l’Inter ha schierato forze fresche che si sono rivelate decisive: Vanzulli ha siglato i due gol del successo, Jean è stato fondamentale nell’azione del primo gol del Pocho e pure nel prodursi subito dopo in un salvataggio miracoloso nella sua area, senza il quale i gigliati avrebbero pareggiato, mentre Mancuso ha dato il via all’azione del gol e ha tenuto il campo con qualità e personalità.

    Contro la Roma, che ha eliminato il Milan, la finale sarà durissima, sia perché abbiamo disputato 120′ tiratissimi solo 48 ore prima, sia perché loro hanno giocatori straordinari come Bah, Della Rocca, il nazionale Mannini e soprattutto Nardozi che ha giocato tutta la stagione (benissimo) con gli U18.

    Vorrei sempre vincere, come è ovvio, ma in ogni caso aver giocato tutte le partite della fase finale è stato fondamentale per la crescita dei ragazzi.

    Pagelle:

    Tommasi: incolpevole sul gol, mai seriamente impegnato su tiri diretti, sicuro nelle uscite. 6.5

    Re Cecconi: come gli altri difensori aveva un compito arduo perché gli avversari erano dotati di spunto superiore. Non devastante nelle proiezioni come in altre occasioni, ma eccellente nel contenimento. 7

    Garonetti: chiude tutto il possibile o quasi e prova spesso a uscire con la palla per far ripartire l’azione. 7

    Chiesa: prestazione di alto livello che giustifica ampiamente la panchina di Mayè. Imbattibile di testa. 7

    Cocchi: si deve sacrificare molto in marcatura e quando ‘esce’ non trova spzi e corridoi giusti. 6+

    (Castegnaro: il mio Jean è stato assolutamente decisivo: lui ribalta il gioco, lui va sul fondo a rimettere la palla per il gol del pocho, lui salva un minuto dopo una situazione disperata. 7.5

    Venturini: come il suo compagno di reparto Tigani si vede più in fase di contenimento, ma al momento di ripartire viene chiuso inesorabilmente. 6.5

    Zanchetta: inizia benissimo con la verticalizzazione che porta al primo gol, poi mostra qualche difficoltà a contenere l’avversario sul breve 6+

    Tigani: il capitano sa giocare a calcio e lo conferma, ma anche lui subisce la prestanza fisico atletica degli avversari. Meglio quando arretra al posto di Zanchetta, da play basso. 6.5

    Mancuso: il suo ingresso, unitamente allo spostamento di Tigani, dà qualità e intraprendenza alla manovra. Con queste due mosse alziamo la squadra e diventiamo più pericolosi. 7.5

    De Pieri: il più talentuoso dei nostri non è nella giornata giusta. Prova a strappare ma è troppo solo e qualche volta eccede nei personalismi. In altre occasioni l’ho visto più lucido, ma ha dovuto sacrificarsi molto. 6.5

    Mosconi: in area si dimostra una sentenza, come sempre. Firma un gol fondamentale perché ci permette di giocare in ripartenza, ma poi resta troppo isolato e non ha più grandi occasioni. 7

    Pinotti: entra nel finale per Mosconi e dimostra di avere qualità tecniche notevolissime, purtroppo non supportate da un fisico dirompente. Si produce in una penetrazione che dopo tre dribbling lo porta al tiro, solo davanti al portiere, che riesce in qualche modo a deviare la conclusione. 7

    Spinaccé: tanto lavoro, ma poco sa ‘puntero’. Dopo l’assist per il primo gol si segnala soprattutto nei recuperi e negli interventi difensivi sulle palle alte. La sua fisicità è stata preziosa. 6.5

    Lavelli: da settimane avevo scritto della crescita continua e impetuosa del Pocho, che ieri ha deciso…di darmi ragione. Entra bei supplementari segna un gol da bomber di razza e poco dopo raddoppia chiudendo la partita, con una progressione di 40 metri al termine della quale, da altri 40 metri, centra la porta lasciata incustodita dal portiere avversario, spintosi in avanti su un corner dei suoi. 9

    Polenghi: di più in stagione e ieri non poteva fare. La speranza è che la finale non si chiuda come quella dello scorso anno, ma comunque meriterà un grande applauso. 7.5

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  33. Purtroppo invece pessime notizie (o meglio, pessime voci, per ora) dal mercato. davvero avvilenti, se si realizzassero

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  34. Luciano, perchè dici notizie avvilenti? Ho letto che forse prendiamo Frattesi. MI sembra un’ottima notizia. Prendetemi per pazzo ma io lo preferisco a Milinkovic Savic.

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  35. Comunque non penso che il Milan prenderà Lukaku, ma magari Turham + frattesi con i soldi di Tonali si. E allora si capirà la differenza tra vendere Lukaku e hakimi per 130 milioni quasi tutti per ridurre i debiti e vendere Tonali per 70 milioni e utilizzare tutto il ricavato per prendere DUE giocatori forti

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  36. Ma Thuram è svincolato, se lo prendono non lo faranno certo perché hanno venduto Tonali. Se mai sostituiscono Tonali con Frattesi e gli avanzano anche dei soldi che non è detto reinvestiranno nel mercato.
    Il fondo americano non ha certo voglia di spendere e spandere, staranno molto attenti a bilanciare entrate e uscite. In Italia ormai funziona così per tutti, anche per i gobbi.

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  37. Ancora peggio: prendono Frattesi Thuram a zero e un altro giocatore. Io non credo affatto che in Italia le cose debbano andare per forza così. Allora uno sponsor spende 30 milioni all’anno per farsi pubblicità senza poter mettere becco nelle operazioni e un proprietario non può metterci 30 milioni per farsi ben maggior pubblicità, assumendosi quanto meno la responsabilità di tutte le scelte?

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  38. Per fortuna vado in vacanza: non voglio leggere più nulla fino al mio ritorno: è cominciata la solita solfa. Esempi: Onana resta, no Onana parte ma viene Vicario, no Onana parte vicario va altrove ma noi andiamo su Audero. dalla prima alla terza scelta (se finirà così….). Stessa cosa per gli altri ruoli da coprire, iniziando ovviamente da Frattesi. Qualche giorno fa avevo scritto che le operazioni frattesi e C ricordavano sinistramente le operazioni Bremer Dybala. Noi blocchiamo i migliori, poi non abbiamo i soldi, vanno alle nostre rivali e noi ripieghiamo su quarte o quinte scelte.
    Io sono abituato a tifare per l’Inter, non per l’udinese

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  39. Solo una cosa ci può salvare: che i cinesi vendano. Una società tanto blasonata e con un brand secolare non può finire così male. Questi proprietari non hanno i soldi per pagare le bollette figuratevi se investono in calciatori di talento. Andiamo in vacanza che è meglio!

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  40. Non sono d’accordo Francesco. Rispetto la tua idea ma non la condivido e il motivo l’ho spiegato più volte: dal 2011 al oro arrivo tanti …noni e decimi posti. Poi: uno scudo, due secondi posto, 4 coppe, 2 finali europee, sempre in CL.
    Quanto ai soldi, leggo (anche qui) che nessuno in Italia può spendere più di quanto incassa. Se fosse così (ne dubito molto) avremmo più chance di altri perché i nostri incassi (non solo da botteghino ovviamente) sono superiori a tutti tranne forse alla juve. Dico forse perché se loro vogliono…aumentarli fanno sponsorizzare la squadra dalla jeep alla cifra che serve loro…

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  41. La differenza tra noi che abbiamo venduto Lukaku e Hakimi due anni fa e il Milan che reinvestirebbe i proventi della vendita di Tonali quest’anno sta nei bilanci che è l’unica cosa che bisogna guardare per capire le strategie di mercato. Noi chiudevamo il bilancio con pesanti perdite (e, nonostante il record assoluto di ricavi di quest’anno, sembrerebbe che contnuiamo a farlo seppur in misura molto più contenuta), il Milan, dopo la politica di contenimento dei costi di Maldini e Massara e di investimento sui giovani, quest’anno sembra che chiuderà il bilancio in leggero attivo. Non è affatto vero che Cardinale è più generoso di Zhang. E’ vero il contrario. Detto questo per onore della verità, io come tifoso ringrazio Zhang Marotta Inzaghi Conte e persino Ausilio di questi ultimi 4 anni in cui mi sono divertito e in cui siamo stati sempre competitivi e abbiamo lottato tutti gli anni per parecchi trofei importanti, vincendone diversi e perdendone altri per un soffio. Ma soprattutto ringrazio Zhang.

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  42. Biasin su fc Inter 1908:
    “”L’Inter si è tenuta Skriniar proprio perché non hanno lasciato fare a Marotta e Ausilio. Fosse stato per loro avrebbero preso subito Bremer e venduto successivamente lo slovacco. E invece…” E invece Bremer è stato acquistato dalla Juve grazie ai soldi di de Ligt e Milan Skriniar è rimasto all’Inter, in una delle sue stagioni peggiori”.
    Stessa cosa che accade ora con i giocatori ‘bloccati’ da tempo.
    Quando le squadre interessate sanno che devi vendere altrimenti perdi i giocatori bloccati, ti offrono due lire e aspettano il passaggio del morto sulla riva del fiume

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  43. Però da un punto di vista amministrativo (non sportivo) peggio sarebbe se compri i giocatori bloccati e la riva del fiume diventa ancora più affollata da avvoltoi

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  44. Vero: tuttavia de devi cedere gaglia, lo capisco, ma se devi cedere Onana o brozo credo che gli…avvoltoi si farebbero una feroce concorrenza al rialzo

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  45. Beh ma sono le regole europee. Vale anche negli altri campionati. Solo che in Inghilterra fatturano N volte più di noi e quindi hanno un potere di spesa enorme anche squadre di seconda fascia. Negli altri campionati top, invece, ci sono alcune corazzate (Bayern, PSG, Real e Barcellona) che possono competere con le inglesi quanto a fatturato e le altre che se la giocano con le italiane. La realtà è questa.

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  46. Vedremo come si concluderà: le chiacchere in questo momento sono molte.
    Se alla fine il bilan dovesse rinforzarsi avendo ceduto il loro miglior cc allora vorrebbe dire che il player trading funziona.
    Noi avremmo potuto cedere Barella e ….rinforzarci. Io preferisco tenermelo.
    Aspettiamo per caper capire cosa succederà.
    Pur non avendo denari freschi credo che anche noi, come il Bilan, quest’anno potremo reinvestire ciò che incassiamo. Nemmeno loro mettono soldi freschi ma devono cedere il giocatore simbolo per fare mercato.
    Questo destino accomuna tutte le squadre italiche. Senza cessioni sono acquisti di giovani o anziani a parametro zero

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  47. Per me non cedere a 80 ml Tonali sarebbe da polli. Come d’altronde sarebbe da polli non cedere Barella o L. Martinez a 100/110 ml

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  48. Per me una squadra che vuole essere grande non cede i migliori, ma li compra. Altrimenti facciamo al massimo l’Atalanta, sperando prima o poi di avere una. stagione fortunata

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  49. Roma nettamente superiore ai nostri under 17: hanno molta più gamba e questo permette loro di essere sempre in molti dietro a chiudere ma poi di arrivare comunque con diversi uomini nelle ripartenze. Anche qui se non investi non puoi fare miracoli. la Roma ha un brasiliano un ghanese, due slavi uno svizzero e forse qualcos’altro. I nostri con 3 del 2007 e con i centrocampisti bravi quando l’avversario ha la loro stessa forza fisica, ma in difficoltà quando cedono sul piano atletico. Bravissimi ugualmente, di più non si poteva fare, ma per l’Under 17 si possono scegliere giocatori pronti in tutta Europa…

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  50. Racconto di me… Durante il mercato ormai aspetto annunci ufficiali. È gioco di giornali e siti dare quotidianamente notizie, vere o presunge… pertanto aspetto con tranquillità ed eventualmente commento se mi piace o meno un giocatore.

    In tal senso, Thuram non mi piace… Invece Frattesi si

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  51. Il mercato è fatto al 90% di sparate per ottenere click facili. Tanto per dire, la pseudo notizia del Milan su Lukaku se l’è inventata la Gazzetta di sana pianta per poi cavalcare una rivalità tra le due milanesi che è tutta mediatica. Nessun altro giornale, italiano o inglese, ha dato credito a tale notizia, anzi gli inglesi l’hanno smentita subito.
    Quindi stare dietro alle voci non ha senso.
    Vedremo il 1° settembre che squadra avremo allestito.
    Quello che è certo è che le nostre risorse sono minime e sta tutto alla bravura di Marotta e Ausilio.

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  52. E lo so ma la relatà purtroppo è differente.
    La cosa positiva è che lo è per tutti e chi incassa di più spende di più.
    Il bilan fattura meno di noi e deve trovare risorse solo da cessioni. Noi possiamo elargire stipendi più generosi: ecco Thuram.
    Bisogna essere bravi a tagliare gente non buona evitando di prenderne altra.
    Questo ormai è il nuovo must per il calcio italiano.
    Una sorta di livellamento in cui conta e conterà sempre di più lo scouting. Stile Portogallo e Olanda

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  53. Ciao Fabio, in passato hai praticamente sempre azzeccato i giudizi sui giocatori presi dalla nostra inter.
    Perchè Thram non ti convince?
    A me come prototipo di giocatore piace abbastanza, pur non essendo un fenomeno.
    Se puoi e vuoi dare un tuo parere sul giocatore sarebbe molto ben accetto.
    Grazie in anticipo

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  54. Ciao Roberto, Thuram a mio parere è un giocatore molto atipico.
    Alto e fisicato ma non molto forte di testa e nella protezione palla. Ha corsa ma non dribbling importante, gioca da punta ma segna poco, tecnicamente è bravo ma non è eccellente negli assist.
    A mio avviso ha qualità ma che non sono spesso decisive nei match. È buono in tanto ma non ottimo in qualcosa, e nel calcio odierno devi avere delle eccellenze per poter esser importante, soprattutto in un ruolo offensivo

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  55. Si va delineando la rosa nella testa dei dirigenti dell’Inter per il 2023/2024:
    Portieri: Portiere esperto (Navas, Lloris o Sommer), Cordaz.
    Difensore destra: Azpilicueta, Darmian.
    Difensore centrale: Acerbi, De Vrij.
    Difensore sinistra: Bastoni, Bisseck.
    Regista: Chalanoglu, Asslani.
    Mezzala destra: Barella, Mr. X.
    Mezzala sinistra: Frattesi, Mikhitarian.
    Esterno destro: Dumfries, Mr. Y
    Esterno sinistro: Dimarco, Gosens (se parte, dentro Carlos Augusto)
    Punta 1: Lautaro, Correa (se parte, Mr. Z)
    Punta 2: Lukaku (Speriamo..), Thuram

    Domanda: più forte o meno forte di quella di quest’anno? Non lo so, rose di valore analogo.
    Dipende sopratutto dagli infortuni, con Lukaku a pieno servizio dall’inizio secondo me siamo i più forti in serie A. Il Napoli con Rudi Garcia e senza Kim e forse Oshimen è un incognita, il Milan è in fase di depotenziamento e la Juve un cantiere aperto.

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  56. Vi seguo sempre, anche se da dietro le quinte. In questi giorni sono (discretamente) angosciato dalla scelta del nuovo portiere che dovrà succedere alla ormai prevedibile partenza di Onana che, dopo la scelta di Vicario (sul quale la società, credo, puntasse fortemente), di cedere alle lusinghe della Premier League, e le possibili scelte, tutte di ripiego (Mamardashvili, Sommer, Navas, Lloris, Audero, Musso, Ochoa alcuni tra i nomi circolati in questi giorni) che, si può supporre, non possono, per un motivo o per l’altro, convincere fino in fondo nemmeno la nostra dirigenza, sarei piuttosto per un atto di coraggio puntando su un giovane che sembra avere davvero le stimmate del predestinato per una grande carriera tra i pali. Parlo di Desplanches del Vicenza sul quale sembrano fortemente interessate Bologna e Frosinone pronte ad affondare il colpo. Pur conscio che, come l’esperienza mi ha insegnato negli ormai quasi sessantanni di passione nerazzurra vissuta da abbonato al Meazza e spesso in trasferta, con i giovani la fretta può molto spesso rivelarsi cattiva consigliera, sono pronto a scommettere che questo ragazzo (20 anni compiuti lo scorso 11 marzo) brucerà le tappe e potrebbe rivelarsi un grande rimpianto non averci puntato magari, con Handanovic (confermato) e Cordaz, pronti a fargli da scudo, contro le pressioni che una piazza come la nostra comporterebbero. I grandi portieri della storia, e questo sembra davvero poterlo diventare, si sono dimostrati tali anche a questa età.
    Mi sembra di ricordare inoltre che, come scrisse Luciano (che saluto con affetto e stima, anche se non ci conosciamo), l’Inter subì un autentico scippo quando all’età di 11 anni, l’allora portierino nerazzurro, passò al Milan, sponda meno nobile del naviglio, con un eufemistico colpo di mano. Milan che se ne privò incautamente in seguito, credendosi ormai coperti per molti anni tra i pali con l’esplosione di Donnarumma e non ti nascondo questo ritorno alla casa madre rappresenterebbe un ulteriore motivo di soddisfazione non trascurabile. Chi non lo ha seguito nel suo percorso di crescita, ma lo ha potuto ammirare nel mondiale under 20 da poco conclusosi si è già potuto fare un’idea di che pasta è fatto il ragazzo.
    Mi piacerebbe saper cosa ne pensate e se la ritenete un’idea tanto peregrina.
    Immagino già che molti non saranno d’accordo, forse a ragione, e preferirebbero a questo punto, piuttosto, puntare sul nostro Filip Stankovic. So anche che molti non stravedrebbero per un conferma di Handa (neppure io stravedo e lo avrei sostituito da almeno un paio d’anni) ma nella filosofia di puntare con decisione su questo giovane, che credo si possa portare a casa con una spesa intorno ai 10 milioni, la sua conferma può avere una logica (con dimezzamento dello stipendio), mettendo in chiaro il ruolo di chioccia che dovrà ritagliarsi, con la professionalità che tutti, credo, possiamo riconoscergli.
    Un saluto a tutta la chat ed in particolare a Luciano, che spero poter continuare a leggere a lungo, a Siriano, che ha portato una ventata vero interismo con lucidità e saggezza, e tutta la chat che, ammetto, spesso trovo desolante ma rispetto, tranne rari casi.
    Buona Inter a tutti e un po’ più di apprezzamento nel nostro presente e fiducia nel nostro futuro. La crescita di squadra e società in questi anni, a fronte di difficoltà innegabili, che ne rafforzano semmai i meriti, meriterebbero un tifo più sano e fiero dei nostri colori.

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  57. Per rispondere a captcambiasso, credo che la nostra crescita o meno dipenderà anche e soprattutto da mister Inzaghi che dovrà esser bravo a sfruttare il vantaggio del lavoro già ben avviato in questi due anni, per non ripetere false partenze, trovando presto il giusto assetto di squadra. Per il Mr Z, se la società riuscisse a privarsi di Correa, vedrei di buon occhio il ritorno del nostro Bonazzoli, come quarta punta.

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  58. Io penso che desplanches sia un ottimo prospetto di portiere, ma che fare il titolare nell’inter in quel ruolo è molto complesso. Tanta pressione, molta personalità necessaria. A 20 anni alla prima in A lo trovo complesso… Ricordate probabilmente tutti l’annata di Frey…
    Probabilmente un anno o due come secondo e poi entrare gradualmente, sarebbe l’ideale.

    A mio avviso Mamadarshvili sarebbe una ottima alternativa già pronta, cosi come Trubin.

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  59. Buongiorno a tutti. Fabio, i tuoi giudizi da fine conoscitore del panorama tecnico li reputo certamente da leggere sempre e con maggior interesse. Riguardo al tuo parere sui portieri citati pur giovani, sembrerebbero sicuramente più pronti, se non altro per l’esperienza che hanno avuto modo di accumulare nella loro pur breve carriera nel calcio che conta.
    Per il georgiano le cifre di cui si parla sembrano un tantino eccessive per le esigenze di bilancio e, per rimanere nel solo ambito tecnico, non mi lascerebbe affatto tranquillo per la mia conoscenza molto limitata, avendolo seguito con interesse solo qualche giorno fa contro il Belgio, dove mi è apparso poco reattivo sul gol dell’interessante esterno belga De Cuyper, anche se tra i nomi usciti fino ad ora lo vedrei come una scelta, non so se migliore, ma che sta riscontrando il maggior gradimento a livello generale;
    anche su Trubin posso fare affidamento solo sui giudizi esterni avendolo seguito, sempre con riscontri positivi, solo in rarissime occasioni di champions contro Inter e Real Madrid;
    su Lunin sarei più positivo, ma non sembra rientrare tra i papabili o, almeno, finora non se ne parla anche se potrebbe essere tra i prossimi candidati che i fantasiosi media aggiungeranno al giù nutrito elenco. Credo sia da annoverare tra i prospetti più interessanti nel ruolo e potrebbe, forse, essere un’occasione fattibile se il Real aprirebbe a cifre oneste, considerato il contratto in scadenza nel 2024. Sono comunque tutte scelte che presentano fattori di rischio in un ruolo così delicato, speriamo bene.
    Ricordo bene l’esperienza di Frey, che esordì però a diciannove anni appena compiuti (il mio candidato avrebbe al suo esordio nell’Inter almeno un anno e mezzo in più) e qualche cappella l’ha sicuramente commessa in annate in cui, peraltro, la nostra squadra non eccelleva particolarmente per solidità nella fase difensiva, ma ricordo anche diverse prestazioni davvero super e non lo considererei certo un flop clamoroso.
    Ricordo infine che neppure Zenga e Bordon arrivarono al loro esordio nell’Inter con precedenti esperienze di serie A.
    Certo loro erano Zenga e Bordon, ma all’epoca lo si poteva solamente intuire, soprattutto per l’Uomo Ragno…

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  60. La gestione della cessione di Brozovic alle condizioni descritte non lascia presagire nulla di buono, soprattutto se è vero che non è stato chiamato in causa prima dell’accordo con gli arabi. Sembra che la situazione creata porterà a due strade: tenersi in casa un giocatore con motivazioni analoghe a quelle di skriniar (per fortuna senza problemi contrattuali), o venderlo al minimo al Barcellona. In entrambi i casi mi pare ovvia la perdita conseguente di frattesi.
    Attualmente Thuram sostituisce Lukaku e il giovane tedesco della squadra danese sostituisce skriniar. In attesa di capire le evoluzioni sulla “particolare “trattativa finalizzata a motivare azpilicueta a rescindere e firmare per ora sia inter che Milan sono senza dubbio notevolmente indebolite. Il Milan ha ovviamente possibilità di arrivare a diversi giocatori e quindi il giudizio è sospeso.
    L’unica squadra che paradossalmente, pur essendo fuori dalla champions, può spendere senza vendere è la Giuve: milik ,weah e il rinnovo di rabiot a cui va ad aggiungersi l’accordo con milinkovic (si dice) e di un altra mezz’ala (frattesi ?). Gravina ha spinto per il vergognoso colpo di spugna sul processo…chissà come sarà ricompensato dagli oligarchi di Torino.
    Senza coppe e creando un signor centrocampo saranno comunque costretti a vincere il campionato, anche perché non possono continuare a investire a dismisura: se solo la uefa reagisse alla corruzione delle istituzioni nostrane e li punisce come si conviene…

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  61. Un’analisi come al solito approfondita e interessante su Marcus Thuram pubblicata da Ultimo Uomo. Rispetto a Dzeko sicuramente perdiamo tanto in gioco spalle alle porta e in capacità di smistare palle sulla tre quarti, arti queste nelle quali il Cigno di Sarajevo eccelleva. Guadagniamo in possibilità d attaccare la profondità dietro le difese che è una caratteristica che nell’Inter degli ultimi due anni è totalmente mancata. Così a sensazione di pelle non mi sembra un’operazione sbagliata.
    https://www.ultimouomo.com/cosa-aggiunge-marcus-thuram-colpo-inter-chi-e-come-gioca/

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  62. Come al solito analisi discutibile e sbilanciata a favore degli altri.
    Premesso che dare giudizi oggi, 28 giugno, senza che il mercato sia neppure iniziato è quanto meno prematuro, ma quanto dici è davvero fantasioso.
    I dati certi sono che il Milan ha ceduto il suo miglior centrocampista, peraltro di soli 23 anni. La Juve si è affrettata a rinnovare di un anno il contratto di Rabiot, per tappare un buco a centrocampo senza spendere soldi per i cartellini.
    Noi al momento abbiamo preso un nazionale francese di 25 anni a zero.
    Poi ci sono le chiacchiere che valgono zero. Brozovic non è stato svenduto, la Juve potrebbe vendere Vlahovic e Chiesa oppure no, il Milan potrebbe prendere Loftus-Cheek o no e così via.
    Si fanno nomi a caso ogni giorno, spesso buttati lì per far abboccare i tifosi.
    Vedremo il 1° di settembre e, ancor di più, sarà la stagione a dire chi ha fatto meglio.

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  63. Di fatti ho scritto “attualmente ” che ptecisa semplicemente il momento storico. Cosa comprerà il Milan, pur avendo disponibilità finanziaria, è ancora difficile da capire ma ribadisco che ad oggi è notevolmente indebolita. Ad oggi può fare delle operazioni in più alle nostre senza ulteriori uscite, questo è lapalissiano.
    Ad oggi, vendere brozovic è “quasi” una necessità: non conosco le condizioni alla base della conduzione di una trattativa separatamente dal giocatore e non la giudico, tuttavia adesso o sottostai alla volontà di brozo e del Barcellona, prendendo molto meno, o ti tieni un giocatore in casa demotivato. Da quanto si dice l’operazione frattesi è legata alla sua e a una precisa entrata economica per cui ….le conseguenze sono coerenti. Ad oggi, bisogna trovare un sostituto di skriniar sicuramente e di lukaku almeno per il momento: sembra che l’ottimo thuram per ora sostituisca dzeko nello scacchiere e nelle intenzioni. Domani sarà probabilmente un giorno diverso e con possibilità migliori ma dire che oggi, in questo istante, le cose stanno così è semplicemente considerare la realtà delle cose. O sbaglio?
    Sulla giuve, AD OGGI, ha rinnovato acquistato, non riscatto per fine contratto e non ha venduto nessuno. Sono d’accordo sul fatto che ancora non ha preso il sergente ma AD OGGI, SEMBRA non avere necessità di vendere per comprare. Domani cambierà, magari stasera stessa….tuttavia al momento è così. O no?

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  64. Fabio, cosa pensi di Nusa, classe 2005, l’ala destra/sinistra della norvegia che ha deciso la sfida contro gli azzurri ? Rapidità di esecuzione dribbling e spunto molto interessanti.
    Triste è la solita manfrina che si scatena sugli stranieri, questa sera (non la prima volta) hanno preso di mira Gnonto.

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  65. Basta con questo nazionalismo retro. Basta vedere i ragazzi avversari, i migliori davanti hanno origini africane. Tra tutti, Antonio Nusa, 2005 interessante di origini nigeriane. Naturalmente, a parte ovviamente la Francia, anche le migliori squadre sono multietniche: il talento rende le squadre più competitive , e questo emerge quando il bacino da cui si sceglie è molto piu ampio. Lo straniero debole non toglierà mai posto a un “italiano” forte, semmai lo straniero forte migliora gli “italiani ” meno forti. Ed è questo il ragionamento anni luce più avanti fatto dalla maggioranza delle nazionali

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  66. Ormai la fisicità sta prendendo sempre più piede ed è normale che coloro che per ‘natura’ ne hanno di più abbiano maggiori chance di diventare bravi calciatori.
    Sul mercato spero si punti su quei profili, soprattutto se si vuole provare a prendere qualche giovane talento sperando maturi e si confermi un rinforzo.

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  67. Purtroppo per farli crescere devi potergli permettere di assestarsi e sbagliare….se invece ci troviamo nel paradosso doppio vincolo di non poter spendere 1 euro e di non poter fare stagioni di transizione diventa decisamente difficile….la speranza è di trovare velocemente un acquirente perché i miracoli non durano a lungo dove l’errore ,in assenza di risorse, è dietro l’angolo

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  68. Un saluto al mitico Brozo. Giocatore modernissimo che dal girone di ritorno del primo anno di Spalletti fino a Istambul ci ha fatto vedere grande calcio. Interpretazione modernissima del ruolo di regista/volante davanti la difesa. E un grazie anche al mitico Spallettone che gli ha trovato la collocazione in campo giusta per lui. Probabilmente un altro paio di annate ad alti livelli era in grado di farle però, arrivati a questo punto, ricavarci una plusvalenza netta di 23 ml da reinvestire (speriamo) su Frattesi, spostando definitivamente Calhanoglu e Asslani in cabina di regia, mi sembra un’operazione intelligente. Poi, come sempre, il campo sarà l’unico giudice. PS Vorrei un’opinione tecnica degli amici della chat su Frattesi e Asslani.

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  69. Su Frattesi, dai match che ho visto giocati con Sassuolo e nazionale, piena approvazione.
    Mezzala modera, fisicata, ottimi tempi di inserimento. Secondo me giocatore che ci mancava.
    Su Asslani ad Empoli mi smebrava buono ma li se non erro giocava più avanzato. Mi sembra abbia il doppio piede e questa cosa è molto positiva per un regista. Forse gl imanca qualche kilo e cattiveria nella fase di non possesso ma su quello ci si può lavorare.
    Se il prox cc sarebbe composto da Chal, Asslani, Barella, Frattesi, Micky e mister X (per me ci starebbe anche Fabbian) sarei molto soddisfatto

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  70. Adesso su Sky sport24 una piacevole sorpresa, come ospite c’è Samaden che parla dei giovani e del calcio italiano in generale, alcuni spunti interessanti rilasciati:

    – va a lavorare all’Atalanta, dove il settore giovanile è la fonte primaria dei risultati della prima squadra
    – elevare l’età del torneo primavera è un errore, voi (riferito alle conduttrici) parlate del minutaggio dei giovani in Italia, ma io vedo una tabella con solo 2000 e un 2001….un 23enne nel resto d’Europa non è più un “giovane”!
    – Voglio bene a Gnonto l’ho visto crescere nelle nostre giovanili da quando aveva 7 anni, per me ha fatto la scelta giusta, ha rischiato e ha vinto la scommessa…stesso discorso per Casadei
    – Il calcio giovanile italiano è troppo legato al risultato…si è persa la cosa più importante, il divertimento, ci siamo dimenticati che questo sport è prima di tutto un gioco e questo aspetto migliora tecnica, estro e fantasia più di qualunque altro….ovviamente ci deve essere gradualità negli anni.
    – il calcio in Italia non si riprenderà mai se non verrà ristrutturato partendo dalla base….l’unica soluzione per una federazione in caduta libera come la nostra (questo l’ho detto io) è puntare sui nostri ragazzi….coinvolgendo in primis il mondo scolastico.
    – è stato difficile e doloroso lasciare l’Inter (sembrava veramente dispiaciuto, ma al tempo stesso dava l’impressione che non ci fosse alternativa)

    Per concludere, ho ascoltato Samaden parlare poche volte e brevemente, sempre da perfetto aziendalista. Dopo averlo sentito oggi, mi permetto di dire che abbiamo perso veramente una figura preziosa prima di tutto a livello umano ma principalmente professionalmente, al tempo stesso capisco che a volte è necessario dover voltare pagina anche per dare una scossa all’ambiente…..speriamo una scossa positiva!
    Per il resto a me manca già tantissimo il calcio giocato….è curioso pensare che quando ho iniziato a seguire questo sport si giocavano poco più di una trentina di gare all’anno…mentre la stagione appena trascorsa ci ha visto in campo una sessantina di volte…..questa è un’era puramente consumistica, se si pensa inoltre che sta per cambiare champions e mondiale per club e che questi cambiamenti comporteranno un ulteriore incremento di partite giocate per alcune squadre. Beh Tutto questo indiscutibilmente finirà per annacquare la nostra passione togliendoci pian piano cose fondamentali come l’attesa e l’immaginazione……ma forse sono io che sto invecchiando.
    Buone vacanze, ci risentiamo a fine Agosto!

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  71. Buongiorno a tutti. Che ne pensate dell’operazione Brozovic-Frattesi? Io da un punto di vista generale, non squisitamente tecnico, la giudico positivamente. Economicamente le due operazioni si equivalgono per cui avvengono a costo zero, per contro sostituiamo un giocatore di 31 anni con uno di 24. Sul piano tecnico penso che Brozo due o forse tre anni ad alto livello li poteva ancora garantire dopo di che diventava invendibile. Frattesi per quel poco che ho visto mi sembra forte.Voi che ne pensate?

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  72. Per caratteristiche tecniche frattesi è perfetto per inserimenti, gioco rapido e verticale, senza dubbio può portare in dote 10 gol. Brozo, se le voci extracampo sono vere, fisicamente rischia di fare la fine di nainggolan per cui la scelta di venderlo a queste condizioni oggi può portare dei rischi sul breve (se effettivamente verrà lanciato asslani) ma non sul medio-lungo termine. Brozo è un tipo particolare e credo che Marotta abbia attentamente valutato il tutto, in virtù anche del fatto che ha quasi 31 anni e viene da un anno travagliato (ripeto non sappiamo quanto abbia inciso l’extracampo).
    I miei dubbi restano sull’eventuale sostituto di gagliardini, necessariamente un giocatore con abilità di interdizione e sul tedesco appena preso, in quanto reduce da infortuni in passato. Staremo a vedere, di certo Marotta sta facendo il possibile con il poco a disposizione

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  73. Io appoggio operazione. Costo annuo è inferiore, squadra ringiovanita, la mezzala ci serviva più di un play nel 352, abbiamo un asset per il futuro.
    Questo è, per me, un ottimo esempio di player trading.
    Su critiche lette per il pezzo (basso) spuntato per Brozo, rispondo dicendo che è normale quando cedi giocatori over30 dallo stipendio importante. Impossibile strappare prezzi alti: solo CR7 è stato pagato tanto in rapporto all’età.
    Direzione intrapresa è ottima. Io speravo che operazioni simili potessero essere fatte anche in passato: avremmo avuto oggi dei backup pronti ma con Frattesi, Bisseck e Thuram vedo una chiara inversione di tendenza. Per me positiva.
    L’Arabia ha aiutato: i grandi nomi stagionati stanno andando tutti di là e non rappresentano più una tentazione

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  74. Ciao Luciano, ci sono novità sul mercato giovanile? Tra l’altro non ho più sentito parlare di Sander

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  75. Ben trovati tutti. Vista la concomitanza con il rientro dell’Inter e …il mio, penso domani o al massimo dopodomani di mandare un post con le mie considerazioni su quanto accaduto in questo periodo. Sempre che, naturalmente, Emiliano non sia in vacanza o occupato in cose più importanti

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  76. Se parte, come ormai sembra imminente, Onana, devo dire che mi spiace piu’ di quello che avrei pensato fino a qualche mese fa. Mi sembra che la sua interpretazione del ruolo del portiere (pur creandomi qualche capello bianco in piu’) sia particolarmente adatta al gioco della ns squadra. E sara’ dura trovare un sostituto all’altezza. Peccato.

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  77. Non vedo l’ora che l’Inter chiuda per Lukaku ridicolizzando ancora gli atteggiamenti provocatori di un noto giornalista
    Infatti se fossi il proprietario della juve e possedessi un giornale sportivo, inviterei un mio giornalista servo a scrivere che lukaku ha già un accordo con la juve e che la stessa juve ha i soldi richiesti dal Chelsea.
    Così otterrei due risultati: far lievitare la spesa dell’Inter per riportare a casa Lukaku e creare malcontento nei suoi confronti tra i tifosi nerazzurri

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  78. Zazzaroni ha sempre avuto questo vergognoso comportamento verso l’inter, ad eccezione forse del periodo di Mancini. È arrivato ai livelli di tuttosport, d’altra parte parliamo di 2 canali di (s) informazione che hanno diverse componenti comuni

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  79. Luciano, nell’ultima intervista Samaden ha richiamato l’attenzione sugli sviluppi futuri del più piccolo dei carboni, pur essendo questi un 14 enne. Che ne pensi? Cosa si sa del ragazzo in termini di caratteristiche?

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