L’insostenibile complessità del calcio: Sassuolo – Inter 3-4

Ieri ho imparato una parola nuova (o meglio, me ne son ricordato): “crestomazia”.

Oggi dopo Sassuolo – Inter, appena ripresomi dallo spavento, ho pensato di…realizzare una crestomazia.

Così ho riunito in un unico testo, appunto, l’antologia delle spiegazioni che ho trovato in rete o in tv per i due volti mostrati dall’Inter (e dal Sassuolo… incidentalmente) nella prestazione vittoriosa del Mapei Stadium.

Alla ricerca della maggior efficacia possibile ho diviso i commenti per argomento, dando spazio soprattutto alla fase ‘negativa’ in quanto più problematica per noi.

Mi riservo poi di accennare più in breve alle considerazioni molto incoraggianti che si possono fare (sui primi 70’) per altro senza rinunciare al mio atteggiamento di equilibratore sia degli entusiasmi sia dei pessimismi

Perché dunque, secondo il florilegio delle interpretazioni più varie, abbiamo rimesso seriamente in discussione un risultato che sembrava acquisito?

1. Responsabilità del modulo

– Siamo sicuri che la difesa a 3 sia un bene per una squadra come l’Inter?

– Una linea a 5 molto allineata in basso crea una evidente inferiorità numerica a centrocampo. Questo schieramento ci fa soffrire le imbucate centrali.

– Se hai 3 difensori centrali dietro, gli avversari troveranno terreno fertile nel mettersi tra centrale – centrale e centrale di destra (o di sinistra). In questo modo si innesca il meccanismo “vai tu, no vado io” e nessuno va a prenderlo. Per levare spazio di passaggio i CC non devono mettersi a 3 in fase difensiva (in questi casi) ma a 2, per collocarsi nello spazio di mezzo un poco più avanti dei difensori centrali.

DCD – DCC – DCS

CC – CC

– Quando ci si difende a 5 allineati, uno dei tre centrali deve uscire per chiudere gli spazi di passaggio centrali.

– La squadra va in difficoltà se davanti non ha due attaccanti che le permettano di fare gioco. Entrato Politano non uscivamo più (Ndr. Secondo questa interpretazione Poli sarebbe entrato con il compito di coprire la fascia destra e realizzare una sorta di 541. Ricordo la tempistica: 26’ rigore di Lautaro, 27’ Politano per Lautaro, 28’Lazaro per Candreva, 29’ Djuricic 2-4, 36’ Boga 3-4, 45’ Vecino per Lukaku).

2. Le responsabilità della mentalità (o dei cali di concentrazione)

– Oggi è stata tutta una questione mentale.

– I moduli, i cambi sono tutte cazzate. Io oggi più che di moduli sinceramente parlerei di testa.

– Non esageriamo. Partite così capitano anche alle migliori: troppo rilassamento sull’1-4, una partita praticamente estiva.

– Non dobbiamo perdere la testa nei momenti difficili (Lukaku).

3. La somma delle due responsabilità

– Non è ancora la squadra di Conte, Nè tatticamente né mentalmente (Pistocchi).

4. Il calo delle energie

– Negli ultimi 20 minuti sono veute meno le energie (Stellini).

– Vedo troppa analogia in tutti i goal che subiamo: Barca, Juve e oggi due su tre dal Sassuolo vengono quando perdiamo le distanze causa stanchezza nel secondo tempo.

5. La scarsa qualità

– Quando caliamo di intensità la squadra diventa vulnerabile nella gestione della gara poiché ha poca qualità, problema che si era intuito sin dalle amichevoli estive.

a) La difesa

– Una delle difese più scarse degli ultimi anni, non si arriva quarti così.

– Pagelle dei flop: de Vrij 5 – Skriniar 5.5 – Biraghi 4.5.

b) Il centrocampo

– Il disastro è a centrocampo, per ora.

– Centrocampo poco qualitativo, non riesce a gestire il pallone.

6. I cambi sbagliati

– Questa rosa va in difficoltà se davanti non ha due attaccanti che le permettano di fare gioco. Entrato Politano non uscivamo più.

– Lazaro cambio sbagliato: entra troppo molle e ha responsabilità su due gol subiti.

– Sulla partita di oggi cambi errati: Lautaro non può essere sostituito. Da solo teneva occupata tutta la loro difesa. Uscito lui la luce si è spenta.

7. Dispendiosità del sistema di gioco

– Questa squadra se non gioca al 100% va in difficoltà contro chiunque, al contrario mette in difficoltà chiunque o quasi. Sarà un problema per Conte e per la rosa non essere già in riserva a marzo.

A me sembra che alcune di queste considerazioni siano in contrasto tra loro, ma se tutte abbiano un fondo di verità, nessuna è sufficiente per spiegare ciò che è accaduto, nel bene e nel male.

A conferma dell’estrema complessità delle condizioni che determinano il risultato (e anche la prestazione) in una partita di calcio e in particolare in una partita del nostro campionato, dove chi è più forte non sempre vince e quasi mai facilmente (ricordo, per limitarmi a questa giornata, il 2-2 del Milan in casa contro il Lecce e il 3-3 della Lazio in rimonta da 0-3, nonché il 2-1 della juve sul Bologna viziato, come sappiamo, da un fallo incredibile di Pjanic sul gol della vittoria).

Chi mette in dubbio l’efficacia del modulo in generale dovrebbe spiegare come mai questa squadra, con questo modulo, ha fatto 21 punti su 24, è seconda in classifica e, a parte la super-aiutata juve, ha staccato tutti di parecchi punti e ha giocato alla pari a Barcellona.

In pratica su 10 partite ha sbagliato solo quella interna con lo Slavia e parzialmente quella con la juve.

Così la critica del modulo utilizzato è anche smentita (o almeno ridimensionata) da chi vede una sorta di ristrettezza e incompletezza della rosa.

Sostenere che il modulo è poco redditizio significa ritenere che con questa rosa si poteva far meglio (mentre addirittura c’è chi vede la rosa attuale inferiore a quella dello scorso anno).

Tuttavia, in Italia in particolare, una partita di calcio è anche una partita a scacchi e qualche correttivo più efficace, rispetto ai moduli e ai posizionamenti adottati nel finale, poteva anche esserci, ma mancano le controprove e gli elementi di conoscenza delle situazioni individuali (condizione atletica, stato di freschezza, programmazione delle fatiche in vista di una serie di scontri decisivi ravvicinati, necessità in questa prospettiva di inserire elementi poco utilizzati proprio per predisporre un ampliamento della rosa, ecc. ecc.).

Il Sassuolo si è schierato all’inizio con un 4312 e Traorè falso nueve doveva tenere ancorato dietro in copertura Brozo, o in alternativa provocare l’uscita di un centrale, lasciando così gli altri a un 1 contro 1 contro Berardi e Caputo.

Quando le due punte neroverdi si allargavano dovevano quindi essere Candreva e Biro a prenderle in prima battuta. Altrimenti gli stessi dovevano stringere (a turno) per ricreare la superiorità numerica.

Direi che la nostra scelta iniziale è stata questa e si è rivelata molto efficace, se è vero che ci ha portati sul 4-1, con diverse occasioni da gol fallite e un gol annullato ingiustamente (basti confrontarlo con quello concesso alla juve dopo il fallo, quello si reale, di Pjanic, forse il giocatore più impunito dell’intero campionato).

Dall’altra parte c’è stato solo il gol annullato per fuorigioco, che però poteva portare sul 2-1 per loro e cambiare quella che ormai si usa definire ‘l’inerzia del match’.

Il fuorigioco era indiscutibile, ma se l’autore della rete fosse partito un passo indietro avrebbe comunque segnato, in posizione regolare. Dunque in quel caso la difesa non era disposta perfettamente o quanto meno h rischiato troppo.

Ma ragionando senza se e senza ma, per 70 minuti abbiamo dominato, cosa che al Mapei non ci succedeva da tempo.

Mi sembra dunque corretto sostenere che tatticamente Conte ha stravinto la partita, perché per 70’ tenendo gli esterni alti e aprendo il campo, ha consentito alla nostra squadra verticalizzazioni direttamente sulle punte, irrefrenabili nell’uno contro uno (il gol di Lukaku viene addirittura da una bellissima verticalizzazione di de Vrji.)

La situazione è cambiata dopo il 4-1, quando il Sassuolo è passato al 4231.

L’Inter aveva già programmato la sostituzione di Lautaro (rimasto in campo solo per battere il rigore) con Politano. Vedremo perché questa scelta era probabilmente inevitabile e in ogni caso sensata in una situazione di chiaro vantaggio numerico.

Il 4-1 ha, subito dopo, concesso l’opportunità di inserire anche Lazaro, che, in una situazione di ristrettezza della rosa doveva avere la sua chance.

Questo anche sulla base della domanda (retorica): “se non ora, quando?”

E’ probabile (non abbiamo certezze) che la disposizione data a Politano, a quel punto fosse quella di fare si la seconda punta, ma anche di ‘coprire’ sulla destra Lazaro.

Da un punto di vista puramente tattico la scelta è stata molto vicina alla decisione di adottare una sorta di 541, per fronteggiare il nuovo assetto (spesso addirittura un 4213, con i terzini che a turno pure attaccavano larghi) deciso da De Zerbi.

La squadra si è un po’ schiacciata all’indietro, sia per la pressione dei neroverdi, che non avevano nulla da perdere, sia perché Conte ha ordinato (di questo c’è certezza) a Brozo di stare basso per prendere il loro falso nueve.

E’ difficile dire se si poteva fare diversamente, considerando le energie spese, quelle da spendere mercoledì e la presenza in campo di giocatori con poca abitudine alla prima squadra (Lazaro, Bastoni, Biraghi), con un Lukaku che aveva speso molto e un centrocampo in cui i palleggiatori (una volta costretto Brozo a stare sulle sue) latitavano, perché né Barella, né tanto meno Gagliardini possono definirsi tali.

Dal punto di vista del posizionamento in campo, da osservatore esterno, considerate le circostanze, le soluzioni adottate mi sembrano ragionevoli anche se non si può mai escludere che fosse possibile, in linea puramente teorica, qualche modifica più efficace.

Se quanto detto sino ad ora ha un qualche fondamento, anche la questione ‘mentalità’ o il ‘calo di concentrazione’ ci possono essere stati, ma non possono costituire, come pretendono alcuni per me troppo sbrigativamente, la spiegazione unica.

Conservare la massima tensione emotiva, giocando ogni tre giorni è sicuramente un’impresa alla quale tra l’altro bisogna temprarsi nel tempo (ecco perché essere abituati a lottare per grandi obiettivi crea la cosiddetta mentalità che per esempio un giovane o uno che gioca poco non possono avere) e quindi un rilassamento sul 4-1 sarebbe anche comprensibile.

Però il 4-2 viene solo 3 minuti dopo il 4-1 e quindi in teoria c’era la necessità di rimettersi subito in tensione.

Chi ha fatto sport sa però che è difficile riprendersi in corso di gara da un rilassamento troppo… precoce e sa anche che il pericolo imprevisto determina spesso, come reazione il ‘braccino’ o meglio, nel nostro caso il ‘gambino’.

Nel senso che l’avversario si esalta, rischia il tutto per tutto e tu vieni preso dal timore di una beffa.

Come se ne esce? Con la brillantezza atletica (se ce l’hai e non sei invece in riserva), con qualche accorgimento tattico (in uno sport di squadra), con il carattere e la personalità, almeno di alcuni leader.

Qualcosa sembra dunque essere mancato anche sotto questo aspetto, però io non parlerei di un fattore… genetico o di un’Inter che non è ancora quella di Conte né tatticamente né come personalità.

Questo perché il risultato lo abbiamo portato a casa, perché non si può dare un giudizio generale esaminando solo 20 minuti di una partita, soprattutto perché la squadra che Conte ha in mente per il futuro sarà più completa anche a livello di campioni con personalità, ma sugli elementi disponibili sta lavorando bene, a mio parere.

Non sarà dunque la squadra ideale di Conte, ma è già la squadra di Conte, come dimostrano i 21 punti in otto partite.

E passiamo agli altri argomenti, tenendo presente però che almeno nella mia interpretazione dei fatti, tutti si intersecano, come parzialmente si è già visto.

C’è la questione del calo delle energie.

Noi tifosi non abbiamo elementi di conoscenza diretta e dobbiamo fidarci delle affermazioni di tecnici e preparatori.

Personalmente non credo che questa possa essere l’unica spiegazione per quei 20 minuti finali (anche perché se così fosse rimanderebbe comunque ad altri elementi come l’inadeguatezza della rosa) ma sono convinto che un certo fondamento la questione ce l’abbia.

Erano in campo giocatori esordienti o quasi, quindi meno rodati di altri, giocatori provenienti dalle nazionali, con carichi di lavoro diversi e prestazioni impegnative, con poco tempo per recuperare, mentre gli avversari avevano potuto lavorare quasi esclusivamente alla preparazione del match.

E’ abbastanza ragionevole dunque pensare che una certa flessione nella prestazione atletica possa esserci stata, soprattutto perché la fatica rende meno lucidi e precisi.

Il discorso però chiama in causa l’argomento povertà della rosa.

A me risulta difficile e credo anche sia improponibile un confronto con la rosa dello scorso anno, che qualcuno ha tentato: quella era una rosa costruita, con molti limiti, per Spalletti; questa è una rosa costruita, con molti limiti, per Conte.

Aver utilizzato l’espressione ‘con molti limiti’ implica già un’ammissione dell’esistenza del problema.

Non mi riferisco qui all’incompletezza di ruoli o di alternative che abbiamo più volte registrato (rispetto a un teorico ’ideale’), ma al discorso complessivo, che credo abbia un certo fondamento, secondo cui ‘quando caliamo di intensità la squadra diventa vulnerabile nella gestione della gara poiché ha poca qualità’.

Effettivamente non abbiamo gli uomini che sappiano ‘addormentare’ la partita, spegnere con il palleggio le velleità furenti degli avversari.

Però in una certa misura, con i ritmi che ha assunto il calcio oggi, questo è un problema commune a tutte le squadre.

Spesso capita di vedere due partite in una, con una frazione dominata da una squadra e l’altra dominata dall’avversaria.

Ricordo per esempio molte partite di questo tipo del Napoli di Sarri, ma anche della Roma e della Lazio pure nei loro momenti migliori.

E di tante altre, tra cui… noi.

Ridurre il gap fra le due fasi di una prestazione è un obiettivo, insieme a quello di sfruttare al meglio la fase positiva (e noi ci siamo riusciti benissimo) e ridurre al massimo gli inconvenienti della fase di ripiegamento (e di questo stiamo parlando in relazione alla partita di ieri).

Non c’è dubbio che la presenza di un paio di centrocampisti di qualità e di grande personalità ci avrebbe aiutato a soffrire di meno.

E il discorso sulla qualità si sposta sui reparti.

Anche qui non concordo con chi trova un reparto come capro espiatorio: errori importanti ci sono stati in tutti i reparti, persino tra i prolificissimi attaccanti, miglioramenti si possono ottenere da tutti.

La fase difensiva (non la difesa) è stata lacunosa in tutte le tre azioni dei gol, ma spesso la difesa è risultata poco protetta e in tutte le altre occasioni si è districata benissimo.

Certo, tre errori tre gol sono tanti, ma sul primo Biraghi ha concesso giustamente solo l’esterno a Berardi, che ha trovato col destro un’inconsieta prodezza (chapeau!). Semmai è mancato il raddoppio di un centrocampista, su un uomo che si sapeva pericoloso.

Anche sugli altri due gol ci sono stati gli errori della perdita di palla in uscita che ha trovato i difensori fuori posizione e li ha indotti a non rischiare contrasti pericolosi, nei pressi dell’area, sulla giocata individuale dell’attaccante.

Nello specifico sembra difficile non individuare qualche responsabilità dei singoli (compreso Handa), ma questa responsabilità a me sembra che non possa essere considerate esclusiva e in ogni caso, al di là del discorso contingente, credo che se guardiamo all’intera stgione (una decina di partite ufficiali) la qualità del reparto non può essere messa in discussione.

Diverso è probabilmente il discorso sul centrocampo.

Nel reparto mancava quello che, insieme a Brozo, è il nostro miglior interprete del ruolo, e il più tecnico, ma questo è un elemento a favore della tesi secondo cui le principali carenze nella rosa si sono avute proprio lì, anche semplicemente a livello di sostituzioni.

Non c’è dubbio che servirebbe in mezzo, come abbiamo detto tutti più volte, almeno un grande uomo squadra, dotato di tecnica, grinta forza e personalità.

Ieri 4 dei 5 centrocampisti rispondevano ai nomi di Candreva, Gagliardini, Barella e Biraghi: non proprio dei fuoriclasse del tocco, portati alla gestione della squadra e della partita. Poi è entrato Lazaro e nei minuti finali Vecino.

Però bisogna anche riconoscere che questi stessi uomini certo non considerati da noi tifosi dei big (o non ancora, nel caso di Barella) hanno contribuito a portare la squadra sul 4-1 in una trasferta difficile e ad aver costruito almeno altrettante occasioni pericolose.

Non essendo giocatori completi e di grande classe, ci sta che non siano riusciti a invertire una tendenza negativa che ha colpito a un certo punto tutta la squadra.

Anche in questo caso dunque ci sono dei limiti, che conoscevamo già, ma che non possono essere ritenuti l’unica causa della flessione.

I nuovi aspiranti allenatori sottolineano invece i cambi sbagliati.

Premesso che Lautaro stava giocando benissimo e che la sua assenza ci ha indeboliti, non si può pensare che il Toro giochi tutte le partite di campionato, di coppa, di CI e delle sue nazionali, da qui alla fine.

Quindi la sua sostituzione, a 20 minuti dalla fine e sul 4-1 per noi, mi sembra non giusta, ma doverosa.

El Toro dovrà essere decisivo per noi in settimana, questo è il pensiero e, credo, il desiderio di tutti.

La sua sostituzione con Politano va in pratica di pari passo con quella di Candreva (altro giocatore che per forza di cose sarà prezioso in settimana) con Lazaro. E’ evidente che quest’ultimo cambio imponeva un atteggiamento di maggior copertura che proprio Politano poteva assicurare su quella fascia.

Ed è evidente che questo avrebbe potuto produrre uno schiacciamento in basso delle linee difensive.

Ma in teoria Politano aveva la forza e la velocità per ribaltre il gioco, approfittando degli inevitabili rischi che si sarebbe preso il Sassuolo .

Per una serie di motivi che si intrecciano, in parte quelli elencati sin qui, le ripartenze non si sono verificate.

Ma va ricordato che, dovendo fare a meno di Sensi, D’Ambro, Sanchez e avendo deciso di preservare Godin, Asa e Vecino, avevamo in panca: Padelli, Berni, Ranocchia, Borja, Dimarco, Esposito.

Tutto questo discorso per cercare di dimostrare una tesi in fondo positiva e ottimistica: quello che conta è l’aver dominato quasi tutta la partita, anche in assenza di sei giocatori importanti.

Gli eccessi di rischio corsi nel finale sono imputabili a una concorrenza di elementi sfavorevoli difficlmente ripetibili.

In ogni caso, già mercoledì avremo, speriamo proprio, l’ennesima controprova sulla bontà complessiva del percorso iniziato.

Due parole solamente su alcuni dei dati statistici che a mio parere confermano la credibilità dell’analisi svolta, soprattutto sulla parte positiva.

Come dicevo secondo me la partita l’ha vinta Conte con la… collaborazone iniziale di De Zerbi.

Infatti tenendo alti gli esterni, con il movimento delle mezze ali e chiamando a impostare e verticalizzare anche de Vrji, il nostro mister ha costretto il Sassuolo ad aprire spazi difensivi (perché i neroverdi non si sono arroccati ma hanno provato comunque a fare la partita)

In questo modo era facile raggiungere le punte e impegnarle nell’uno contro uno, che, con giocatori come Lautaro e Lukaku può essere davvero mortifero (attenzione, comunque: i due hanno fatto benissimo, ma non accadrà spesso che si trovino in questa situazione favorevole).

Che dall’atteggiamento aperto di entrambe le squadre abbia tratto giovamento soprattutto l’inter, ci sono anche dati statistici che lo dimostrano…

Nonostante il finale che è rimasto più impresso, le occasioni da gol sono state 10 a 4 per noi e il nostro portiere ha dovuto fare solo una parata.

I passaggi riusciti sono stati solo 331 per noi contro i 373 loro, come pure l’accuratezza dei passaggi (86% a 83%) a conferma probabilmente che noi abbiamo rischiato di più la verticalizzazione o il passaggio smarcante (tutti i loro tre gol sono venuti anche in conseguenza di un errore nostro in uscita).

D’altra parte i nostri ‘passaggi chiave’ (non so bene che cosa significhi) sono stati cinque volte i loro.

Noi abbiamo recuperato più palle, 70 a 53.

Infine mentre i nostri attacchi sono stati equilibrati, i loro sono avvenuti quasi tutti sulla sinistra (21, come la somma di quelli portati a destra o al centro).

Probabilmente su quest’ultimo dato ha inciso il finale, quando l’ingresso di Lazaro ha fatto loro capire che era il caso di provare a sfondare da quella parte.

I loro tre marcatori hanno segnato tutti nell’unica occasione in cui hanno tirato in porta, mentre tra i nostri soprattutto Lautaro è andato al tiro in misura più numerosa.

In termini di occasioni da rete primeggia Lautaro, con 5 davanti a Lukaku con 3. Una sola occasione (quella del gol) per ciascuno dei loro uomini.

de Vrji è stato il migliore dei nostri nelle intercettazioni, preceduto solo da Marlon (16 a 14)

Come sempre Brozo è stato quello che ha corso di più, Vecino ha tenuto la miglior velocità media (e il primo di loro, Traorè, è solo sesto), mentre allo sprint Politano è stato il migliore davanti a Caputo e Candreva.

Infine a livello di squadra l’Inter ha percorso più km (109 a 106) a una velocità media superiore (6.7 a 6.5).

Come si vede anche questi pochi dati statistici confermano che la nostra superiorità è stata piuttosto netta e solo per la concomitanza di situazioni particolari il risultato nel finale è stato a rischio.

Pagelle brevissime

Handa: 4 tiri, 3 gol. Forse qualcosa di più si poteva fare. 6

Skriniar: i pericoli (a parte il gol di Berardi) vengono dal centro destra della difesa, ma non è principalmente per sua responsabilità. 6+

de Vrji: ho letto di voti negativi. A me è piaciuto moltissimo, anche in appoggio. 7

Bastoni: bene per quasi tutta la partita, comprese alcune uscite importanti, poi qualche errore… di gioventù. 6

Candreva: tra i migliori, indubbiamente. Ottime chiusure e buone ripartenze. Al solito qualche imprecisione nei cross. 6/7

Gagliardini: anche qui ho letto giudizi negativi, ma non si domina il Sassuolo per 70’ senza una prova positiva di tutti i centrocampisti, calati forse nel finale. 6+

Brozovic: solito grande lavoro, se non ricordo male anche l’assist a Lautaro per il primo gol . Gioca sempre e non è un bene. 7

Barella: se vogliamo da lui le raffinatezze di un Sensi, diamo un giudizio non del tutto positivo. Se gli chiediamo quello che sa fare, il suo contributo è importante. 6/7

Biraghi: un assist se non ricordo male, ma anche qualche palla persa velenosa.

Le sue caratteristiche sono rimaste le stesse, meglio a spingere che a difendere 6—

Lautaro: l’uomo partita, incontenibile, peccato che al tiro sprechi qualcosa di troppo.

Oggi, come sempre accade, lo hanno… scoperto tutti.

In realtà lui ha migliorato, come prevedibile, le qualità che possedeva e che in passato lasciava solo intuire.

Può diventare un fuoriclasse (per esempio se saprà trascinarci alla vittoria in partite come quella contro il Borussia) 8.

Lukaku: i movimenti l’aiuto alla squadra sono importanti, ma per una punta lo sono anche i gol. Sbaglia ancora degli appoggi elementari, ma segna due volte. Così va bene. Ma è indispensabile anche quando non segna. 7.5

Valentino Lazaro: non mi piace gettare la croce addosso a un esordiente, probabilemnte costretto dalla necessità a compiti che non gli si addicono. Da rivedere in altre situazioni, ma sembra poco funzionale al calcio di Conte. 5

Politano: entra quando la squadra non riesce più a uscire e a proporsi, cerca di dare una mano. Lukaku era stanco e lui non riesce a fare salire i compagni, perché non è quello il suo target. sv

Vecino: sv

All. Conte: tante critiche sono almeno indirettamente rivolte anche a lui da una parte del tifo. Lui con una squadra rimaneggiata distrugge il Sassuolo e in qualche modo riesce poi a contenerne il ritorno. E’ il primo a sapere che c’è ancora tato lavoro per crescere. 7

Luciano Da Vite

Foto: tutta la carica del mister Antonio Conte durante la gara contro il Sassuolo vinta con il risultato di 4-3 dai nostri ragazzi (fonte, La Repubblica).

35 pensieri riguardo “L’insostenibile complessità del calcio: Sassuolo – Inter 3-4

  1. Il nostro settore giovanile quest’anno va così: pronto a smentire il giorno dopo quello che era parso evidente il giorno prima.

    Avevo appena scritto: “sotto il vestito quasi nulla”, dove il vestito era rappresentato dalla Primavera, che la domenica successiva la primavera subisce un terribile tracollo (terribile perché perdere a Genova ci sta, ma perdere dopo essere andati sul 3-1 per noi a metà ripresa, no) mentre tutte le altre vincono.

    Ci sono giustificazioni per la sconfitta (le assenze) e non è tutto oro quello che luccica nelle categorie che hanno vinto.

    Ma i fatti restano e dicono, per esempio, che alla vigilia di una partita fondamentale perché la Primavera resti in corsa in Europa, nel campionato nazionale siamo passati dal primo al quarto posto.

    La partita l’hanno vista tutti gli appassionati e ne abbiamo scritto.

    Ribadisco la mia idea: troppi dei giocatori visti in campo a Genova non hanno le qualità per giocare attualmente nella nostra Primavera.

    Di conseguenza non sono d’accordo con i voti generosi che ho letto du SeS e che riporto:

    Pozzer 6
    Vaghi 5.5 Kinkoue 5.5 Ntube 5.5
    Vezzoni 6 Gianelli 6 Squizzato 6.5 Colombini 7
    Schirò 8
    Mulattieri 6.5 Fonseca 6.5

    Resto in attesa (timorosa) di verificare cosa si può fare contro il Borussia, mentre in campionato la partita contro il Bologna è stata rinviata

    Under 18: Inter Torino 3-0

    Ho visto solo il primo tempo, perché poi il richiamo di Sassuolo Inter ha prevalso.

    Mi è dispiaciuto perché era una partita interessante.

    Noi siamo partiti benissimo, segnando subito un bel gol e andando più volte vicini al raddoppio.
    Poi il Toro ha preso campo e ha cominciato a creare pericoli: in particolare Priori ha dovuto esibirsi in una parata incredibile, su un tiro fortissimo, deviato e finito proprio nell’angolo basso: intervento da super star. Poi un loro attaccante si è trovato solo davanti alla porta ed è incredibilmente scivolato al momento di calciare..

    Ma più in generale la seconda parte di tempo è stata tutta loro e noi raramente riuscivamo ad ‘uscire’.

    Me ne sono andato comunque abbastanza fiducioso sull’esito finale perché pensavo che difficilmente il toro avrebbe potuto mantenere quella pressione e speravo che la qualità di alcuni nostri uomini alla lunga si sarebbe affermata.

    Due i fattori che hanno inciso: il Toro che pure ha giocato un ottimo primo tempo, è ultimo in classifica e noi avevamo finalmente in campo alcuni 2002 reduci dalla panchina con la Primavera (Moretti, Cortinovis, Lindqvist, Gnonto), oltre ad alcuni 2002 che in Primavera hanno già giocato (Di Marco, Boscolo)

    In questo campionato l’età ‘naturale’ sarebbe sarebbe quella dei 2002.

    Se noi schierassimo i 2002 più pronti domineremmo, ma se cediamo i 10-12 più pronti, pur recuperando qualcosa dai 2003, non possiamo competere.

    Difficile discettare su una partita vista solo parzialmente, ma l’impressione è comunque quella secondo la quale il lavoro di Zanchetta si sta vedendo: la squadra è più solida e diversi giocatori hanno fatto registrare importanti progressi a livello individuale.

    In panca o subentrati c’erano tra gli altri buonissimi giocatori come Alcides, Verzeni, Cester, Simic Mirarchi, oltre al ritrovato Sattin e a Gnonto che però credo vedremo raramente in questa categoria.

    Impiegati tutti insieme questi giocatori secondo me abbasserebbero il livello di potenza atletica della squadra, ma inseriti gradualmente nel contesto di partenza possono farsi valere.

    Zanchetta opta per un 4 3 1 2 con questi uomini:

    Priori (2003)
    Moretti Cortinovis Sottini Di marco
    Boscolo Sangalli Casadei (2003)
    Lindqvust
    Cancello Akhalaia

    Nel corso del secondo tempo sono entrati Alcides per Sottini, Mirarchi per Sangalli, Sattin per Akhalaia, Simic per Lindqvist, Gnonto per Cancello.

    Ovviamente non posso compilare pagelle (mi limiterò a riprodurre quelle, discutibili, di SeS) ma alcune impressioni mi sento di esprimerle:

    difesa solidissima e fisicamente importante, con Priori bravssimo e i 4 in linea tutti di ottimo livello.

    Centrocampo nel quale si è vista la regia accorta di Sanga, anche lui in crescita, e la spinta di un Casadei sempre più interessante, mentre Boscolo non è ancora al top (ha sifferto un po’ nei recuperi in fascia destra) ma per esempio è stato autore dello splendido assist per il gol di Cancello.

    Buone notizie dal reparto offensivo, dove Cancello è in ottima condizione, Lindqvist sta cominciando a dimostrare perché è stato pagato 200 mila euro, come si dice. La tecnica individuale del giocatore è fuori discussione, ma continua a vincere pochi contrasti e non riesce a essere incisivo come le qualità tecniche gli consentirebbero, ma sta migliorando e anche Akhalaia si sta finalmente proponendo su livelli incoraggianti.

    Nel prossimo turno l’Inter riposerà, poi…si dovrà vedere quale formazione sarà di volta in volta a disposizione di Zanchetta, per tentare una scalata alla classifica che si preannuncia ardua

    I voti di SeS:
    6.5 a tutti i difensori e ai centrocampisti Boscolo e Sangalli, 7 a Casadei, Akhalaia, Lindqvist e Cancello. 6.5 a tutti i subentrati

    continua

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  2. U 16: Udinese Inter 1-2 (Motti, Menegatti)

    Positiva vittoria in trasferta che ci riavvicina alle posizioni di testa, per gli uomini di Bonacina, che approfittano anche della sconfitta interna del Milan e del pari a Brescia della Spal per avvicinarsi alla zona qualificazione (attualmente siamo quinti , a un punto dai rossoneri).

    Vittoria sudata, ottenuta in trasferta, in rimonta, completata a pochi minuti dal termine. Le realizzazioni sono di due tra gli uomini che negli allenamenti settimanali avevo visto meglio.

    Non abbiamo al momento molte informazioni sul match e anche le pagelle di SeS sono poco significative perché al solito assegnano lo stesso voto a tutti tranne il mezzo punto di bonus per i due realizzatori.

    Di un certo interesse comunque le scelte effettuate dal mister, che evidenziano una maggior propensione, rispetto alla scorsa stagione a privilegiare uomini che giocano palla a terra e a centro campo hanno un’impostazione più corale, collettiva.
    Il modulo base è il 4312 e in pratica il talentuoso Uberti, lo scorso anno quasi sempre escluso perché fragile fisicamente, è sempre titolare e organizza la manovra offensiva.

    In porta gioca, come spesso è accaduto il 2005 Raimondi.

    Poi Marocco Nava Zambelli Pelamatti nella linea a quattro ( anche questo è un assetto consolidato, con le varianti frequenti di Bailo per Nava e Perin per Pelamatti)

    In mezzo al campo confermatissimi Motti Ortelli e Menegatti. Con Straccio che ha dato il cambio a Ortelli e Bonavita a Motti.

    Dopo il vantaggio, anche Moratti ha dato il cambio a Uberti, mentre in precedenza Clerici aveva sostituito Sarr e Peretti Nava.

    L’assetto base, con le prime alternative, sembra dunque abbastanza definito. In attesa del rietnro del bomenr Curatolo.

    Domenica affronteremo in casa il Chievo e le concomitati partite tra Verona e Milan e tra Spal e Atalant, in caso di nostro successo potrebbero avvicinarci ancor più alle posizioni di immediato rincalzo della capolista Atalanta.

    continua

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  3. Akhalaia è una prima punta, fisico importante, longilineo, ma da completare muscolarment. Ha buona progressione e qualche colpo apprezzabile, ma è totalmente inesperto di calcio a certi livelli agonistici. C’è molto da lavorarci e magari qualcosa di buono si potrà ottenere, non in prospettiva prima squadra, ma per una discreta cessione a formazione completata

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  4. Under 15: Udinese Inter 1-3 (Di Maggio, Stankovic, Ciuffo)

    Dal punto di vista della classifica qui le cose vanno un po’ meglio, perché siamo secondi a 2 punti dal Milan che ha vinto a stento la gara interna col Cittadella (1-0)La sorpresa è la nuova sconfitta casalinga dell’Atalanta (1-3 contro il Verona): bergamaschi che sono ormai sul fondo della classifica.
    E’ il secondo anno che l’Atalanta fa male nei giovanissimi nazionali e questo lascia intendere una strategia di investimenti sugli atleti un po’ più grandi (citavo lo scorso anno l’acquisto di due fortissimi attaccanti di colore: uno per i 2004 e uno per i 2003.

    Noi abbiamo sicuramente dei problemi, ma la situazione non è paragonabile a quella dello scorso anno. Non abbiamo mai perso (5 vittorie e 2 pareggi), abbiamo segnato più del Milan e subito meno e veniamo da una serie positiva. I giocatori di qualità non mancano (nella top 11 di categoria della settimana compaiono Miconi Motta Ciuffo e Martins. Il portiere dei 2005 gioca con i 2004 e domenica mancavano ancora anche Enoch e Stante, quest’ultimo ancora fermato dalla società.
    Il problema è nelle possibilità di crescita del gruppo, che però è ricco di alternative di valore, nel corso della stagione.

    Domenica affronteremo in casa il Chievo, mentre il Milan sarà in trasferta a Verona.

    A Udine sono scesi in campo:

    Greco
    Miconi Grieco Stabile Motta
    Ciuffo Di Maggio Diop
    Ricordi
    Martins Esposito

    Sono subentrati Stankovic per Diop (il suo gran gol da fuori area sta diventando un’abitudine…,) Pedrini per Esposito, Gallo per Martins, Guercio per Ciuffo, Casani per Grieco e Mazzola per Ricordi.

    A parte i più noti, secondo me è da seguire la crescita di Guercio e Ciuffo.

    Under 14 Sudtirol Inter 1-2 (Bertagnon 2)

    Vittoria in rimonta per i ragazzi di mister Sala che schierano:
    Cecchini
    Mastai Maffezzoni Bertagnon Garonetti
    Pasqual Marchetti Poropat
    Gaverini Tosku Manzoni

    A disposizione (o subentrati) Pisoni, Salamini, Cesana, Bandara, Meroni, Lavelli, Faggiano.

    In classifica siamo primi a punteggio pieno (l’Atalanta è a 3 punti ma con una partita in meno (e domenica ci sarà proprio Inter Atalanta. Il Milan è più lontano, a 6 punti e a parità di partite giocate.

    Da notare che se confrontiamo la formazione di Bolzano con quelle delle partite precedenti in pratica mancavano molti dei giocatori attualmente più quotati (non so se esistono ancora le due squadre, come lo scorso anno. In ogni caso domenica contro l’Atalanta si saprà…la verità

    Under 13: Inter Feralpi salò 4-0 (Arrigo 2 Murante Hoxha)

    In classifica siamo primi, a punteggio pieno abbiamo segnato 24 gol (parecchi più degli avversari) ma ne abbiamo subito qualcuno di troppo (6).
    Da notare che tra i primi 10 marcatori non ci sono interisti.

    Ho visto questa partita che si giocava sotto la pioggia subito prima di Inter Torino U18, ma sono in difficoltà a valutare la prestazione e i singoli perché anche qui penso che esistano ancora due squadre (mancavano infatti tra gli altri Mosconi, Mancosu Idrissou Stante, Castagnola, Auci, Ciardi.
    Sono scesi in campo infatti:
    Taho
    Pandullo Sina Arrigo Carbonara Cerpelletti Murante Isufi Caporale Affronti Artesani.
    Subentrati anche Morazzoni Sironi Ragnoli Hoxha Diop.

    Purtroppo non c’erano le distinte e conosco pochissimi di questi ragazzi Ho visto 4-5 giocatori che mi hanno colpito un po’ di più, ma il livello complessivo mi è sembrato molto equilibrato. Il feralpi ha opposto una buona resistenza, mostrandosi squadra equilibrata e combattiva, con un ottimo portiere. Non conoscevo Hoxha, entrato nel secondo tempo e autore subito di un bel gol, nonché di alcune giocate che dimostrano un sicuro ‘dar del tu’ al pallone. Il ragazzo tende a esagerare, però partendo spesso con il doppio passo, anche inutile. Fisicamente esile ma forse ci si potrà lavorare sopra. Diop invece appena entrato ha subito un durissimo intervento alla caviglia ed è stato portato fuori in barella. Spero che non si tratti di nulla di particolarmente grave, ma temo che resterà fuori per un bel po’.

    Spero di avere occasione di conoscere meglio questo gruppo. Gli altri, assenti domenica, li conosco invece un po’ meglio.

    Domenica andremo a Monza mentre l’Atalanta avrà una trasferta, facile sulla carta, a Lecco.

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  5. ero perplesso sul fallo di delight su Lukaku (sgambetto ma prima prende la palla)

    poi ho visto sassuolo – inter un brutto intervento di Obiang (mi pare) in scivolata prende la palla ma travolge Barella e giustamente si becca il giallo

    NONOSTANTE AVESSE PRESO LA PALLA

    poi son falli diversi però…

    nel dubbio naturalmente se si può favorirli è meglio

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  6. Moukoko il marcatore del Dortmund primavera è un 2004… 14 anni.
    Conosciutissimo talento che ha fatto sfaceli in ogni categoria in cui ha giocato sotto età.

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    1. Ciao Fabio
      speravo mi davi manforte sul fallo di delight su Lukaku che nessuno ha stranamente visto
      che ne pensi di quello che ho scritto sopra????

      curioso di vedere Sancho stasera.- sarà tutto fumo o c’e’ anche un pò di arrosto ??

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      1. Ti inviterei a vedere il mio twitter dove sono stato forse uno dei primi a parlarne… Fallo da rigore.

        Sancho purtroppo e’ molto forte, ha delle pause, ma talento da vendere…se in giornata è davvero quasi impossibile fermarlo in 1vs1.

        Cmq intervengo per dare solo pareri calcistici su altri giocatori… Se servirà qualche parere arbitrale.

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        1. grazie della risposta
          si infatti avevo visto da li penso che sei stato il solo a segnalarlo!!

          da un primo sguardo non credevo fosse rigore.. ma più leggevo e guardavo e più mi convincevo che lo fosse

          poi mi son convinto per l’intervento su Barella

          in effetti prendere la palla come aveva fatto delight non può annullare un intervento maldestro

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          1. Toccare il pallone non sana l’intervento del difendente, che nel caso di de ligt continua con un chiaro sgambetto ai danni di Lukaku . Aggiungiamoci che il pallone rimane a Lukaku, il rigore è sacrosanto

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  7. Y.L.:Inter praticamente qualificata, dominio fin troppo semplice. Le altre italiane con più difficoltà, il Napoli ne ha preso 7 oggi.

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  8. Borussia abbstanza forte davanti superabile dietro.

    Pozzer 7
    Persyn 7.5
    Kinkoue 7
    Ntube 7
    Colombini 7
    Gianelli 8
    Squizzato 8
    Schirò 8
    Burgio 7.5
    Fonseca 8.5
    Vergani 7
    (Sottini 7.5)
    Gli altri ingiudicabili

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  9. Avevo sentito parlare di Moukoko, ma non ricordavo quanti anni fa e quanti anni avesse di preciso. Visto dal vivo mi ha impressionato parecchio, figuriamoci ora che lo so del 2004.
    Oggi secondo me Colombini migliore in campo, Squizzato sontuoso fino all’errore del rigore, Gianelli molto in crescita.
    Dietro di me c’era un certo Walter Samuel, mentre ho scorto anche Dekic. Luciano, sai con chi si sta allenando in questo periodo da “disoccupato”?

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  10. Ieri abbiamo visto una grande Inter e giocare da grande in Europa, sono stato veramente soddisfatto. Non lo so proprio se passeremo il turno ma ieri siamo stati grandi e giocando esattamente come dovevamo, senza adattarci agli avversari ma affermando la nostra identità in maniera autorevole. Spero di aggiungere due righe in più poi se il tempo me lo concederà.

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  11. …in Camerun.
    “Quanto è bella giovinezza che si fugge tutta via, chi vuol essere persuaso sia, dell’età (vera) non v’è certezza”.
    Vi segnalo un 2006 del Genoa Seydou Fini… gioca in under 15 e fa stracelli. Guardatelo (bene) e ditemi…
    L’Atalanta ha Guerrieri (2006 nato in Italia, mi pare) in under 15 ma se lo guardi bene 13 anni glieli dai. Non avendo le facoltà paranormali di Maurizio Martina al quale basta guardare negli occhi… ci arrangiamo.

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  12. Ma vogliamo parlare di Gabigol? Probabilmente con Lautaro a questi livelli ed Esposito in rampa di lancio per lui non c’è spazio, ma non pensate che lo stiamo svendendo? Si parla di appena 22 milioni di euro, ha solo 23 anni ed è stato bollato come bidone forse troppo presto.

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  13. visto Sancho ieri

    si vede che è di un altra categoria (meno male che era in una giornata no)

    ottima difesa e raddoppio

    bravissimo Conte

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  14. Ma noi non abbiamo bisogno di una punta?
    Se fossi Marotta riprenderei Barbosa e lo proverei da gennaio a giugno.

    Lautaro e Barbosa insieme davanti sarei veramente curioso di vederli

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    1. Io invece lo venderei al miglior prezzo possibile sfruttando l’ottimo momento di forma. Credo che una trentina di milioni si possano ricavare.

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  15. Le vittorie come quelle di ieri, quelle ottenute soffrendo ma dettando il gioco per ampi tratti di partita, sono quelle che preferisco. Notevole il cambio di passo rispetto a domenica: altra concentrazione altra prestazione fisica, stavolta ottenuta più aspettando l’avversario che pressando alto. Va bene così dai !!

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  16. Ieri Barella ricordava il grande Lothar: meno potenza ma sempre dappertutto e con grande rendimento! Comincio a ricredermi, alla quantità abbina ottima qualità (stop filtranti e lanci importanti). Magari non è giocatore da dribbling ma sullo stretto sa cosa fare e lo fa bene. Sembra un giocatore totale

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  17. Su Barella non ho mai avuto dubbi: come dice Sergio è un giocatore totale che abbina una ottima corsa a capacità tecniche di livello assoluto ed ha solo 22 anni. Chi sa di calcio sa che i centrocampisti maturano tardi, quindi ……

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  18. Stra-contento del risultato e dell’esordio di Seba. Però probabilmente ho visto un’altra partita : io ho visto una squadra che molto (troppo) spesso andava per vie orizzontali, senza nessun centrocampista in grado di provare un lancio in profondita’. Al massimo arrivavano i lanci da dietro a scavalcare il centrocampo di De Vrj. Ma per uno super che ha fatto (goal di Lautaro), tantissimi sono risultati palloni buttati. Ad un certo punto il loro goal era nell’aria, tipo col Sassuolo. Spero di non averci capito molto io.

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