Inter: le pagelle del campionato 2018/2019

Come lo scorso anno, ecco un post con le “pagelle” del campionato 2018/2019 dei nostri giocatori della prima squadra e dell’allenatore.

I giocatori sono stati suddivisi per reparto e poi in ordine alfabetico e ad ogni giudizio sul singolo è stato abbinato un voto.

Mi preme sottolineare che i voti hanno sempre un valore relativo e sono sicuro che come altre volte, nei giudizi potreste considerarmi troppo “buono”.

Ma non mancano delle insufficienze.

Il voto più alto? La scorsa stagione credo che questo fosse andato a Luciano Spalletti.

Quest’anno ho voluto premiare il nostro portierone e capitano Samir Handanovic. Il migliore e con de Vrij – Skriniar e Brozovic, l’asse su cui è costruita questa squadra e le fondamenta su cui porre le basi anche della nuova Inter di Antonio Conte.

PORTIERI

Berni. All’Inter dal 2014, di ritorno dopo aver fatto parte delle giovanili, non ha mai giocato. Ma del resto è difficile trovare spazi quando già la continuità di Handa non dà modo neppure al secondo di scendere in campo. Contratto in scadenza con futuro che si deciderà a seconda delle scelte che si faranno nel parco portieri. sv

Di Gennaro. Classe 1993, dopo aver fatto abbastanza bene in Serie B, ha perso un anno restando a Milano (non mi è chiaro se sia successo anche a causa di una condizione fisica poco ottimale) senza giocare. Può ancora fare una carriera di medio livello. sv

Handanovic. 49 presenze totali, 42 goal subiti, 20 volte ha mantenuto la porta imbattuta (17 in campionato). Di solito i portieri raggiungono il massimo del rendimento nella maturità. Nel suo caso non solo è stato così, ma il suo ultimo campionato è forse stato quello migliore in assoluto nella sua lunga e positiva carriera. È stato il pilastro della squadra, mostrando grande carattere e di avere le spalle larghe anche quando gli è stata data la fascia e in una situazione ambientale molto difficile. Aveva ricevuto qualche critica durante il pre-campionato, azzerata poi con la continuità di rendimento nel corso della stagione. Intoccabile. Per la sostituzione ora non se ne parla, ma si potrà farlo solo con un top nel ruolo. 8+

Padelli. Una sola presenza in Coppa Italia nel 6-2 contro il Benevento. Troppo poco per valutare la sua stagione. È un buon portiere, ha il contratto in scadenza, ma potrebbe restare. Anche qui dipenderà dalla valutazione complessiva sul parco portieri. 6

DIFENSORI

Asamoah. Comincia fortissimo. Già durante il precampionato sembra avere qualcosa più degli altri sul piano atletico e della sicurezza nello stare in campo, dettata dalla importante esperienza maturata giocando anche in campo internazionale negli ultimi anni. Spalletti lo prova spesso anche in mezzo al campo, ma poi per lo più giocherà sempre esterno sx. Poi ha un calo di rendimento, il momento peggiore è nella gara di ritorno contro il PSV. Si riprende gradualmente nella seconda parte della stagione e chiude positivamente. 6.5

Cédric Soares. Arriva nel mercato invernale per sostituire l’infortunato Vrsaljko. Non è in buone condizioni fisiche e le circostanze non lo aiutano a mettersi in riga e mostrare il meglio delle sue capacità e che fino a un anno fa facevano di lui il titolare della nazionale del suo paese davanti a Joao Cancelo. A tratti fa vedere buone capacità, ma non ha tempo di affermarsi. Una meteora nella storia di questa stagione. 6

Dalbert. Va detto che il suo rendimento in generale non è stato disastroso. Anzi a tratti è stato, come dire, “incoraggiante”. Ha mostrato dei miglioramenti rispetto allo scorso campionato, ma non è bastato e questi non sono stati mai sufficienti e poi un infortunio lo ha messo ko nel momento in cui avrebbe forse potuto trovare più spazio causa la defezione di Vrsaljko. 5

D’Ambrosio. Ancora una stagione molto positiva. Tra i più continui e praticamente titolare inamovibile (per lo più a destra), Danilo è una realtà del calcio italiano. Duttile, forte in fase difensiva e dotato di una fisicità importante e di quel tipico “vizietto” del goal, non eccede in fase di palleggio. Né si può ritenere un fuoriclasse, eppure se dovesse giocare molto anche in futuro, non credo che a questo punto dovremmo stupirci. Piacerà a Conte per la sua solidità, fisicità e impegno. 7

de Vrij. Forse sul piano della continuità di rendimento a alto livello, il migliore con Handanovic. Ricordo solo un paio di errori specifici, mentre per il resto si è confermato un colpo azzeccato e fatto ad ottime condizioni perché a costo zero. Ben venga Godin, ma se non sono “preoccupato” sulla sua tenuta ai livelli che conosciamo (perché Godin è un campione) è anche perché mi sento già protetto. Poi certo bisogna sempre migliorarsi… Lui per esempio può fare più goal, ma abbiamo bisogno di chi sappia calciare bene da fermo per aiutarlo. 8

Miranda. Ultima stagione in nerazzurro da riserva del neo-arrivato de Vrij e cominciata forse senza troppa convinzione per quello che riguarda la sua permanenza a Milano. Non fa mai mancare la sua professionalità e mostra ancora la sua grande intelligenza calcistica e senso della posizione, l’esperienza che sono poi state le caratteristiche che maggiormente abbiamo apprezzato di lui in questi anni. Ma anche quei limiti storici che non ne hanno mai fatto veramente un top nel ruolo e accentuati dal passare degli anni. Sei di stima e per tutto quello che ha dato in questi anni. 6

Ranocchia. Spalletti lo ha rivitalizzato e lo ha ricaricato sul piano delle motivazioni e del carattere. Seppure in ritardo, ritengo che oggi Andrea sia un difensore affidabile e che in una rosa anche di primo livello, pure come alternativa, ci possa stare benissimo. Capitano in pectore, ha un rapporto storicamente privilegiato con Antonio Conte, per questo penso che alla fine potrebbe restare. Quando gioca, si fa sempre trovare pronto. 6

Skriniar. Mi sembra persino inutile scrivere di questo campione. Oggi il capitano è Handanovic, domani mi piacerebbe se lo diventasse questo forte gigante che questo campionato ha confermato tutto quanto di buono ci aveva fatto vedere nella sua prima stagione in nerazzurro. Può ancora crescere (un paio di errori gravi li ha fatti pure lui) ma già ora per trovarne di più forti nel ruolo bisogna essere molto selettivi e guardare forse solo a chi ha appena alzato una Coppa dei Campioni. 8

Vrsaljko. Un flop. Ma non è tutta colpa sua. Arriva in “ritardo” per il Mondiale, fa fatica a entrare in condizione, anche a causa di una serie di piccoli infortuni. Quando gioca non fa male, ma non impressiona neppure in maniera particolare (non era una prima scelta del resto), poi a gennaio fa definitivamente “crack” e chiude anzitempo la stagione e la sua storia in nerazzurro. 5.5

CENTROCAMPISTI

Borja Valero. Acquisto azzeccato. È costato poco, ma in due anni ha giocato tantissimo (nel secondo anno meno che nel primo) e ha sempre fatto bene. Penso che la sua esperienza in nerazzurro sia al capolinea, ma il suo contributo in termini di esperienza, senso della posizione, consapevolezza su come stare in campo, sono stati fondamentali anche quest’anno, quando si è fatto trovare pronto anche nei momenti più difficili. 6.5

Brozovic. Una certezza. Già questa definizione spiega benissimo la rottura rispetto al passato e davanti a che tipo di giocatore ci troviamo adesso. Con Handa e i due centrali, forma la spina dorsale di questa Inter. Impossibile pensare di non ripartire da lui. Va rafforzato il centrocampo per valorizzarne ancora di più la bravura. 7

Gagliardini. La sensazione è che avrebbe meritato di più e più spazio. Invece viene escluso dalle liste per le competizioni europee e poi trova poca continuità di impiego anche in campionato. Questo gli impedisce di esprimersi al massimo e alterna prestazioni di alto livello con altre insufficienti e dove si prende delle pause all’interno dei soli novanta minuti. Punterei ancora su di lui sinceramente, convinto che possa ancora crescere. 6

Joao Mario. Resta a Milano dopo che non gli si riesce a trovare nessuna collocazione durante il mercato estivo. Con l’infortunio di Nainggolan, a sorpresa trova spazio nella prima parte del campionato e fa anche abbastanza bene con il sistema di gioco, che dal 4231, passa invece al 433. Non ha continuità tuttavia e con il calo di rendimento complessivo della squadra, si perde definitivamente. 5.5

Nainggolan. Stagione condizionata dai troppi stop, che non gli hanno da subito fatto avere la continuità necessaria pure a livello mentale. Secondo me è e resta un grande giocatore, non vedo nessuna ragione per cui privarsene e se siamo in Champions è anche merito suo e non solo per la rete all’Empoli. Grande carattere, lo ha dimostrato in ogni occasione, come lui ce ne vorrebbero altri due o tre… Legato a doppio filo al mister, forse ne ha condizionato la fine del suo rapporto con l’Inter, ma la verità è che i media ci hanno messo molto del loro, pure per quello che riguarda la vicenda-Zaniolo. Va detto poi nel merito che noi siamo in Champions, la Roma no. Evidentemente errori nel prendere questo giocatore non ci sono stati e Zaniolo non ha fatto la differenza per la Roma. Poi, certo, sul ragazzo andava fatta una valutazione diversa, ma magari al posto suo, a Roma sarebbero andati Bastoni o Dimarco oppure Pina o Emmers. Magari Odgaard. Che spesso questi ragazzi siano anche “contropartite” succede ed è inevitabile, fa parte del “gioco” (anche se io sono sempre per cercare di tenerne il controllo). Si può sbagliare nel fare delle scelte e nel caso di Zaniolo per ora pare che sia stato così. Evitiamo che succeda di nuovo, ma ricordiamo anche che l’ultima volta che abbiamo espresso del rammarico in questo senso, è stato con Mattia Destro e poi sappiamo come è andata a finire. 6.5

Vecino. Momento clou: il goal contro il Tottenham che subito fa pensare all’exploit dell’anno prima nella “finale” contro la Lazio. Campionato però nel complesso sufficiente e senza spunti particolari. Non intravedo margini possibili di crescita. È un buon giocatore, generoso, dotato di una tecnica sufficiente e forte sulle palle alte. Ha tempi di inserimento, ma non quelle capacità necessarie per andare a segno come potrebbe. Uno tra lui e Gagliardini secondo me è di troppo, deciderà Conte. 6

ATTACCANTI

Candreva. Chissà che Antonio Conte non ritenga di poter aver bisogno di lui, perché come esterno a destra nel 352 potrebbe essere utile. Molto dipenderà anche dalle sue condizioni fisiche e dalla sua voglia di restare a Milano. Annata negativa e in cui ha poche occasioni per mettersi in mostra, una poca continuità di impiego che lo penalizzano anche nel rendimento. Rapporto ai ferri corti con San Siro che non lo ha mai amato. 5

S. Esposito. Esordio in prima squadra nella gara di ritorno di Europa League contro l’Eintracht. È un classe 2002 e dotato di un grandissimo talento. Sentiremo parlare di lui. sv

Icardi. Di lui si è detto di tutto e di più. Persino troppo. Dopo un infortunio iniziale, rientra in squadra e comincia a crescere, mostrando anche di avere migliorato il suo modo di stare in campo e di giocare con e per la squadra. Fa un grandissimo goal contro il Tottenham e in generale ha una buona continuità in Champions, ma in campionato non fa sfraceli e non segna come nell’anno precedente. Da febbraio si autoesclude dalla storia del nostro campionato e la sua storia diventa solo “gossip”. Il voto è sufficiente, ma equivale praticamente a una bocciatura per come sono andate le cose e per come queste avrebbero potuto andare se avesse dato sempre il massimo. Se almeno avesse sempre giocato. 6

Karamoh. Una sola presenza, quattro minuti di gioco nella prima partita di campionato (dopo una pre-season positiva), prima di tornare in Francia al Bordeaux in prestito. sv

Keita. La speranza era che si potesse rivelare l’arma in più di questa Inter. Invece fatica ad entrare appieno nel sistema di gioco della squadra. Anche con una buona continuità di utilizzo e l’impegno sul piano atletico, sembra sempre un pesce fuor d’acqua e solo a gennaio comincia a ingranare e vedere la porta. Poi si infortuna. Rientra in tempo per mettere a segno una rete nella gara decisiva contro l’Empoli. Gli vale la sufficienza, ma la “scommessa” è persa. 6

Lautaro Martinez. Il bilancio della sua prima stagione italiana è positivo. Dico che avrebbe anche potuto fare di più senza quel fastidioso infortunio proprio sul più bello per lui (all’indomani della gara contro il Milan) e che non gli ha permesso di chiudere il campionato così come avremmo voluto e se ovviamente le cose per noi fossero andate meglio su di un piano complessivo. Ha talento e voglia di emergere, fa due goal importanti come quello contro il Napoli e la rete decisiva nel derby, probabilmente è anche la sua presenza a far “irritare” più del dovuto Mauro Icardi… La prossima stagione può essere quella del lancio. Magari dopo una Coppa America da protagonista… 7+

Merola. Anche per lui dieci minuti in campo contro l’Eintracht in Europa League. Lo rivedremo presto sui campi di Serie A. Forse già nel prossimo campionato. Si parla di un possibile trasferimento a Cagliari (spero in prestito) nell’ambito dell’operazione-Barella. sv

Perisic. La finale del mondiale è stata il punto massimo della sua carriera e le “fatiche” ne hanno forse condizionato il campionato. Così come è successo poi per le voci sul suo trasferimento e poi per la perdita del suo partner preferito, Mauro Icardi, in una rottura che, le ragioni poi valle a sapere, non ha giovato a nessuno. Però da quel momento in poi a tenere in piedi la squadra è stato soprattutto Ivan. Non capisco perché non piaccia sempre a tutti. Forse perché si usano metri di paragone impropri per un esterno completo e tra i più forti in Europa, cui ora Conte chiederà forse qualcosa di diverso rispetto a Spalletti. Non è stata la sua migliore stagione in nerazzurro, ma resta uno degli imprescindibili. 7

Politano. È uno dei giocatori simbolo di questa squadra e del nostro campionato. Arrivato come ala d’attacco, viene trasformato da Luciano Spalletti in un giocatore completo. Dimostra da subito grandissimo impegno e voglia di emergere, si dimostra dotato di un bel piede sinistro, così come voglioso in fase difensiva, quando si tratta di andare a coprire, così come bravo a giocare con la squadra, anche accentrandosi per facilitare le sovrapposizioni sull’esterno e nelle fasi di possesso. Fa meno goal che in passato, ma non gli si può chiedere tutto. 7

—–

All. Spalletti. A lui sia io che Luciano abbiamo dedicato post specifici. Stagione difficile, controversa, sono sicuro potesse andare molto meglio di così. Vedi tipo la partita col PSV. Andare avanti in CL non era previsto, né richiesto, ma stavamo per finire davanti al Tottenham finalista. Magari allora sembrava a un certo punto quasi “dovuto”, anche se nella gara di ritorno con i londinesi poi la differenza si è vista, ma anche lì molti hanno preferito criticare proprio Spalletti. Centra di nuovo l’obiettivo Champions all’ultima giornata, ma questa volta avremmo qui voluto tutti quanti qualche cosa in più. Meno patemi. Una maggiore dimostrazione di forza rispetto alle avversarie. Solo che forse questa forza superiore rispetto agli avversari (Atalanta, Milan, Roma…) in fondo non c’era e soprattutto nessuno che io ricordi negli ultimi anni, si è visto il suo miglior giocatore e capitano chiamarsi fuori dalla partita nel momento più difficile della stagione. Poi certo, chi gestisce lo spogliatoio è lui, forse poteva fare di meglio. Forse no. Voto comunque più che sufficiente. 7+

Emiliano D’Aniello

14 pensieri riguardo “Inter: le pagelle del campionato 2018/2019

  1. ottimo post .condivido quasi tutti i voti .io avrei dato anche l’ insufficienza a Perisic-Icardi e Naingolan inquanto avrebbero dovuto avere un impegno migliore e fare la differenza in certe partite.

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    1. Su Icardi mi trovo. In effetti valutato in quanto tale, sarebbe 4. Perisic ho dato 7 perché comunque ha giocato sempre. Non è stato brillante, ma c’è sempre stato secondo me. Più che sufficiente comunque. J. Mario gli ho dato mezzo punto in più per qualche apparizione positiva nella prima parte del campionato. Ma de Vrij? Non ti è piaciuto? Ti aspettavi di più? Secondo me ha avuto una grandissima continuità a alto livello. Non fosse stato per la difesa forse le cose sarebbero andate male…

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      1. De vrij ha commesso un paio di errori, tra cui quello grossolano che ci ha escluso dall’e.league. è stato spesso infortunato. Per me da 7 max 7,5

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    1. No a nessuno dei due. Credo che la coppia Dzeko (perfetto secondo me come titolare per due anni in attesa, speriamo dell’esplosione di Pinamonti) Lautaro sarà la coppia titolare dell’anno prossimo. Serve un terzo grande attaccante ma non mi convincono ne Dybala ne Piatek. Quindi, ma la vedo difficile, cercherei di cedere Icardi cash per poi trovare l’attaccante che ci manca. Per completare il reparto va benissimo Politano

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    2. Piatek mi piace molto, ovviamente lo prenderei di corsa. Non so se lo scambierei con Icardi, anche se è vero che allo stato attuale Mauro è un ex. Se poi le cose dovessero cambiare non lo so. Comunque dato che non considero Dzeko un titolare, immagino che un altro attaccante arriverà sicuramente. Lukaku pure mi andrebbe benissimo, ma bisogna capire di che cosa parliamo a livello di cartellino e ingaggi. Tra Piatek e Dybala comunque prenderei il primo.

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  2. Buonasera a tutti, complimenti per il rinnovamento del blog, soprattutto per la facilità con cui ora si può commentare da app.
    Per quanto riguarda l’articolo con le pagelle, sono d’accordo con i voti di Emiliano solo se la premessa di inizio anno fosse stata di lottare fino all’ultimo per il 4 posto; l’obiettivo (come dichiarato) era però il 3 posto, e quindi darei qualche mezzo voto in meno a diversi giocatori. Mia opinione ovviamente

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  3. Per me perisic, naingollan sicuramente insufficienti.
    Su icardi non riesco a dare un voto: prima del declassamento da capitano per me era stato da 7 pieno, dopo.. Semplicemente non ci ho capito nulla. Troppo astio e rancore in squadra che ha fatto perdere lucidità a molti (icardi, Spalletti, perisic, brozivic).
    La coppia centrale per me è super promossa.

    O. T. : ho visto l’infortunio a Kevin Durant, nella quinta gara delle finali NBA; mi ha ricordato il secondo infortunio di Ronnie (anche se molto meno drammatico). E il responsabile medico in lacrime (forse finte) a giustificare il rientro anticipato del giocatore prima di questa gara.
    Comunque, pochi eventi sportivi sono appassionanti quanto le finali nba. Dei thriller psicologici che assumono sovente dei tratti epici

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  4. Guardando l’Argentina l’altra sera (gli highlights) sono rimasto incantato dalla intesa tra Messi e Lo Celso: il pallone canta tra i loro piedi.
    Ecco, Lo Celso è uno di quei centrocampisti che mi piacerebbe vedere in nerazzurro: Van de Beek, Lo Celso, Verratti, Tonali, il giovane francesino dell’Arsenal…
    A me rimane il rimpianto per Joao Mario: le qualità tecniche non gli mancherebbero…

    Carlo

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