ll migliore inizio possibile: Inter – Lecce 4-0

Non ci poteva essere un esordio migliore per Antonio Conte sulla panchina nerazzurra. L'Inter vince e convince contro il Lecce alla prima del campionato di Serie A. Bene le prestazioni dei singoli, così come procede in maniera graduale la crescita del collettivo. Certo, c'è ancora da lavorare e non ci si deve fare incantare dai titoloni sui giornali, ma la mano dell'allenatore già si vede nel modo di stare in campo della squadra, radicalmente diverso rispetto al passato. Merito dell'allenatore, quindi, ma anche dei giocatori, che sanno interpretrare il nuovo sistema di gioco in una maniera intelligente e cominciano a trovare già un'intesa tra di loro che promette bene per il futuro. L'uomo fondamentale è Brozovic, la sorpresa Sensi, ma la "palma" del migliore in campo la dò a Antonio Candreva, che si è meritato tutti gli applausi di San Siro dopo aver segnato il goal del definitivo quattro a zero.

Non partecipo al suicidio… preventivo: Tottenham – Inter 1-1

Come spesso succede, è diffuso in alcune frange del tifo interista un atteggiamento di critica negativa aprioristica nei confronti della società e della dirigenza del club. Si tratta di critiche spesso immotivate e che vengono fatte sull'onda di una emotività che ha dell'irrazionale e che per ora sono in parte frenate dai buoni risultati della squadra che, sebbene incompleta, ha disputato un ottimo precampionato. Si vede già la mano di Antonio Conte, un allenatore su cui Suning ha voluto puntare forte per rilanciare l'Inter dopo la gestione positiva di Luciano Spalletti. La partita con il Tottenham, vinta ai calci di rigore, segna un ulteriore passo in avanti e regala spunti di riflessione sullo stato attuale del lavoro effettuato dal nuovo allenatore e dalla squadra.

Una bella Inter premia il lavoro di Conte, adesso la squadra va completata: Tottenham – Inter 1-1

La sfida di Londra contro il Tottenham era un test particolarmente probante. L'avversario era molto forte e giocava in casa, presentandosi al suo pubblico alla vigilia dell'inizio del campionato e per la prima volta dopo la finale di Champions disputata alla fine dell'ultima stagione. Eravamo indietro nella preparazione e con una rosa ancora incompleta e diverse assenze tra giocatori non ancora in forma e/o infortuni, eppure per cinquanta-sessanta minuti, nonostante anche lo svantaggio iniziale (poi pareggiato da una rete di Stefano Sensi su assist spettacolare di Sebastiano Esposito) abbiamo tenuto il campo e fatto meglio dell'avversario. Pareggio giusto e che premia il lavoro fatto finora da Antonio Conte e dalla squadra. È tempo adesso di completare la rosa per non sprecare tutto questo patrimonio accumulato e anche la fiducia, che si rinnova partita dopo partita, nel nuovo progetto tecnico.

Contro ordine, non rischiamo di retrocedere (almeno sino alla prossima amichevole): Juventus – Inter 1-1

Vince la Juventus ai rigori, ma poco importa in una partita che rispetto a quella giocata contro il Manchester United, vede i nostri migliorare nettamente sul piano della condizione e in particolare del gioco. Certo la squadra è ancora incompleta: mancavano diversi giocatori all'appello e il mercato è ancora tutto aperto, ma contro la Juventus oltre a non correre rischi per tutto il primo tempo, abbiamo creato qualche pericolo (anche grazie alla presenza di un giocatore "vero" in attacco come Perisic) e abbiamo perso pochissime palle in "uscita". Il secondo tempo eravamo meno lucidi e abbiamo subito il ritorno della Juventus, poi la solita girandola di sostituzioni ha di fatto chiuso la partita. In definitiva nulla di rivoluzionario, ma si comincia a vedere il frutto del lavoro dell'allenatore.

È ufficiale, quest’anno si lotta… per non retrocedere: Manchester United – Inter 1-0

La sconfitta in gara amichevole contro il Manchester United, oltre che l'immobilismo sul mercato e le dichiarazioni di Antonio Conte, hanno generato un certo malcontento tra i tifosi. La sfida contro i Reds non ci ha detto bene: il Manchester ha vinto meritatamente, ma quella scesa in campo contro di loro non era e non sarà la vera Inter, priva di molti titolari (tra cui i tre sudamericani, Godin, Lautaro e Vecino) e praticamente senza attaccanti. Ci sono però dei problemi: a parte gli attaccanti, manca fisicità in mezzo e si propone il problema degli esterni di centrocampo. Conte ha sollevato dubbi anche su Perisic. Urgono risposte dal mercato, ma è presto per disperare. Restiamo vigili, ma anche calmi e fiduciosi.

Niente allarmismi, ma la strada da percorrere è ancora lunga

Mentre la Juventus presenta l'olandese De Ligt, ennesimo acquisto importante di questa sessione di calciomercato, serpeggia un certo allarmismo nelle file dei tifosi dell'Inter davanti a alcune situazioni che appaiono difficili da sciogliere e che bloccano il nostro mercato sia in entrata che in uscita. In ballo ci sono i nomi di tre attaccanti: Dzeko e Lukaku da una parte, Mauro Icardi dall'altra. Probabilmente tutte e tre le situazioni sono destinate prima o poi a sbloccarsi. Eppure, senza sollevare allarmismi, la strada da percorrere appare comunque lunga e anche questi due acquisti potrebbero non bastare per rinforzare in maniera adeguata una squadra che ambisce ai nastri di partenza a fare meglio dell'anno scorso.

Un buon allenamento con qualche utile indicazione: Lugano – Inter 1-2

Torniamo ancora su Lugano - Inter, una partita che ha costituito quello che possiamo definire come un buon allenamento e che ha fornito le prime utili indicazioni sulla squadra e il lavoro fatto fino a questo momento. Non poteva essere diversamente, se consideriamo che la partita arrivava dopo una sola settimana di allenamento, peraltro la più faticosa, e che mancavano molti giocatori. Troppo presto per azzardare un giudizio sul lavoro di Conte nel complesso tuttavia, ma qualche elemento tipico della sua personalità sembra già trasmesso alla squadra. Analizziamo alcuni di questi aspetti.

Sarà ancora (anche) l’Inter di Ivan Perisic: Lugano – Inter 1-2

Nella prima amichevole pre-campionato, la nuova Inter di Antonio Conte batte per due reti ad uno il Lugano. Con alle spalle solo una settimana di allenamenti, è difficile trarre un bilancio da questo primo impegno (comunque probante, il Lugano disputerà la prossima Europa League), ma possiamo dire di aver visto nei primi più significativi 45' in campo una buona Inter e che al di là dei bei goal del debuttante Stefano Sensi e del solito imprescindibile Marcelo Brozovic, sembra anche questa stagione avere in Ivan Perisic uno dei suoi uomini fondamentali.

Inter, si ricomincia con le idee chiare e qualche pensiero rivolto al futuro

Si ricomincia. Da oggi la squadra è al lavoro agli ordini del nuovo allenatore Antonio Conte. Ci saranno anche Mauro Icardi e Radja Nainggolan, che sono però stati praticamente "scaricati" dall'amministratore delegato Beppe Marotta. Una scelta netta e manifestata pubblicamente in conferenza stampa e che è stata molto criticata da parte dei commentatori a vario titolo ai fatti del nostro club. Eppure una scelta in qualche modo non solo inevitabile, ma strategicamente importante per preservare il lavoro del nuovo allenatore sin dal primo momento (e non cadere negli errori del passato) oltre che il gruppo. Se si rivelerà giusta, lo dirà solo il tempo, le somme le tireremo a fine stagione.

Le ragioni di Radja

Il futuro di Nainggolan in nerazzurro, dopo una sola stagione dal suo arrivo a Milano, appare essere in bilico. Secondo le voci che circolano sui mass media, il giocatore non sarebbe nei piani del nuovo allenatore Antonio Conte, eppure una sua cessione appare essere molto difficile per ragioni legate alla sua valutazione e anche per ragioni di natura tecnica e di opportunità. Peraltro il valore assoluto del giocatore non è in discussione. In questo post proviamo a fare il punto sulla situazione.