Avevamo subito a tratti il Genoa, abbiamo subito più spesso il Bologna, che è molto più forte. Anzi il Bologna possiamo ben dire che è una squadra fortissima (i meriti sono da dividere equamente tra dirigenti tecnici, Sartori e Di Vaio, allenatore e giocatori), così come è vero che noi veniamo da una stagione fino a questo momento massacrante (non si vincono 24 partite su 28 in campionato e due finali di Supercoppa, non si disputano sei partite di Champions, senza una sconfitta e vincendo per giunta la settimana, senza pagare un dazio notevolissimo di stress e di fatica) e comincia adesso ad affiorare una certa stanchezza, soprattutto nei centrocampisti titolari. Una impressione che speriamo si riveli fallace, tanto più alla vigilia di una trasferta importantissima come quella di Madrid contro l'Atletico. Il primo tempo della gara è stato equilibrato sul piano del gioco, così come possiamo dire di avere avuto solo noi delle vere occasioni da goal. Alla fine otteniamo anche il vantaggio, al 37', al termine di una splendida azione corale, la palla arriva a bastoni che pesca sul palo lungo Bisseck che fa goal con una grande schiacciata. Nel secondo tempo tuttavia noi non siamo praticamente più esistiti, ma loro hanno costruito una sola occasione. Non si ricorda un tempo così in sofferenza, aumentata dopo l'ingresso di Orsolini, Ndoye e Castro... Ciononostante abbiamo tenuto ed è venuto l'ennesimo risultato fondamentale di questa annata fin qui strepitosa. Merito di organizazzione di gioco, compattezza, spirito di sacrificio del gruppo. Pari due a due nel campionato Primavera tra i ragazzi di Chivu e la Juventus. Dominiamo la gara, ma non riusciamo a portare a casa l'intera posta causa un po' di sfortuna e una disattenzione nel finale. Non basta la doppietta di testa di Owusu, al rientro dopo una lunga catena di infortuni.
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Di squadra, con la testa e col cuore: Inter – Genoa 2-1
Che il Genoa fosse una buona squadra si sapeva, ma le cose sul campo si sono rivelate ancora più difficili di quanto prevedibile per una concomitanza di cause: 1. La condizione fisica dei genoani, certamente più brillante della nostra; 2. L'atteggiamento e la disposizione tattica azzeccate (per una volta si può dire che l'allenatore avversario ha imbrigliato l'Inter mettendola in difficoltà anche sotto il profilo della disposizione degli uomini in campo; 3. Il Genoa possiede diversi giocatori di qualità, un po' in tutti i reparti. Gilardino ha studiato a fondo il sistema di gioco di Simone Inzaghi, si presenza con una squadra schierata con un modulo variabile, che in teoria sarebbe un 352 a specchio, ma in fase di costruzione la difesa passa a quattro con De Winter che si allarga e l'esterno sinistro che si abbassa. Mettono in difficoltà le posizioni in campo di Messias, che svaria su tutto il fronte d'attacco creando, dove si sposta, superiorità numerica, costringendo uno dei nostri centrali a rompere la linea; di Gudmunsson, che fa tutto tranne che la punta pura e statica. A causa del loro atteggiamento non riusciamo a essere pericolosi attaccando a pieno organico e cerchiamo la giocata di classe in disimpegno, che sorprenda fuori posizione i difendenti genoani. La cosa succederà almeno tre volte nel primo tempo: con l'occasione sbagliata da Barella, con il goal di Asllani e anche con l'azione che porta al rigore... Il primo tempo vede così una netta superiorità del Genoa nell'imporre il proprio gioco, ma abbiamo comunque creato tre occasioni clamorose che hanno fruttato due goal. La ripresa è invece nel segno della maggiore freschezza fisica dei genoani, che non avevano nulla da perdere e si sono buttati in attacco. È stata un'altra partita, specie dopo il goal di Vasquez. Non siamo stati capaci di sfruttare appieno le ripartenze e dire di avere sofferto tantissimo nell'ultima mezz'ora, prima di riuscire alla fine a mettere i tre punti in cassaforte. Adesso ci aspettano tre sfide difficilissime in serie (la trasferta di Bologna, la sfida di Champions, lo scontro con il Napoli). La squadra è un po' stanca, ma si può capire con la cavalcata impressionante che sta facendo da agosto e con gli impegni che si sono susseguiti nelle ultime partite. Speriamo che con il lavoro e con i cambi disponibili il mister possa condurre i ragazzi a ritrovare la brillantezza necessaria.
“Chi non risica non rosica”: Lecce – Inter 0-4
Considerando l'undici titolare, facendo ricorso alle presenze, al minutaggio, soprattutto alle presenze nelle partite cruciali, contro il Lecce nel primo tempo avevamo in campo solo tre titolari: Mkhitaryan, Dimarco, Lautaro Martinez. Praticamente Inzaghi ha affrontato una trasferta comunque pericolosa con una difesa composta interamente da seconde linee (portiere compreso), con il centrocampo senza due titolari su tre, con un esterno titolare su due e un attaccante su due. Giustamente prima della partita c'era qualche preoccupazione, che è rimasta anche dopo il primo tempo (chiuso peraltro in vantaggio per una rete a zero) in cui per dirla con le parole di Fabio Capello "si è visto che l'undici nerazzurro non aveva i soliti automatismi", ma nella ripresa, dopo che il Lecce ha avuto la palla per pareggiare, in due minuti abbiamo confezionato la svolta e fatto due goal (Frattesi, doppietta di Lautaro Martinez). A questo punto la partita è finita e i timori si sono squagliati definitivamente. Spazio ai cambi, a qualche buona iniziativa dei salentini, al quattro a zero di de Vrij che fissa il punteggio definitivo. Giudizi molto positivi per Bisseck, de Vrij, Alexis Sanchez, ovviamente Lautaro Martinez. Report giovanili sulle sfide degli Under 15 e degli Under 16 contro i pari età del Lecco. Sempre nel merito delle squadre del settore giovanile, da notare che la Primavera, l'Under 16 e l'Under 15 in questo momento occupano la prima posizione in classifica; l'Under 18 è seconda, ma può arrivare in vetta se vince il recupero con il Bologna; solo l'Under 17, seconda ma a 12 punti dal Milan, mostra avere evidentemente dei problemi...
Bruttini ma buonissimi: Fiorentina – Inter 0-1
Perché le cose si volgessero al meglio per i nostri non bastava il gradito inciampo della Juventus (che aveva una partita "facile", ma nel nostro difficilissimo campionato sono spesso proprio le partite facili a tradire, anche se nella stagione in corso la nostra marcia regolare e quella dei bianconeri hanno un po' limitato questo fenomeno...) ma era necessario che noi facessimmo quella che, nelle condizioni date, si può definire come un'impresa. Abbiamo portato a casa una partita anomala, anche nelle sofferenze (stranamente abbiamo sofferte più le palle alte che le giocaate rasoterra), contro una squadra forte e competitiva che mister Italiano ha messo in campo con gli accorgimenti giusti per mettere in difficoltà il nostro schieramento. Inzaghi ha risposto con la soluzione Carlos Augusto in risposta all'attacco a tre di Italiano (con due giocatori molto larghi apriva la nostra difesa, l'assenza iniziale di Acerbi favoriva il rilancio lungo, con pella alte sul centro dell'area dove Nzola creava continuamente difficoltà), ma l'assenza dei due centrocampisti titolari e di Dimarco ha sicuramente tolto qualcosa alla nostra capacità offensiva e di ripartenza (senza nulla togliere alla positiva prestazione dei sostituti). Ampio spazio alle nostre selezioni giovanili. Partiamo dall'Under 19 che ha pareggiato zero a zero in casa del Torino (occasioni da goal poche da entrambe le parti, a conferma dell'equilibrio che regnava in campo). Due a zero invece il risultato per l'Under 17 di mister Polenghi contro il Lecco che prima di questa partita era terzo in classifica e ci precedeva di due punti. Doppietta di Mancuso. Due parate strepitose del nostro portiere Michielan. L'Under 15 batte quattro a zero i pari età del Brescia. Qui risultato mai in discussione. Doppiette di Dade e Salviato. Un solo imperativo per questo gruppo: giocarsela fino alla fine per il titolo. Inter - Brescia Under 16 finisce tre a te. Reti di Stefani, Carrara e Suppa. Una partita rocambolesca contro una buona squadra come il Brescia che è in piena lotta per un posto nei play off e che possiede almeno tre giocatori di livello superiore (Badra, Pedretti, Quaggia). L'Under 18, infine, vince quattro a zero contro l'Hellas Verona. A segno Zarate, due volte Della Mora e Spinaccè. Sugli scudi De Pieri, fuori categoria nell'Under 18, e Mosconi.
Io mi accontento di vincere: RB Salzburg – Inter 0-1
Accontentiamoci. Soffrendo, con la vittoria di Salisburgo in casa del Red Bull, ci qualifichiamo agli ottavi di finale di Champions con due gare d'anticipo e ci garantiamo la partecipazione al nuovo Mondiale per Club. Come aggiunta, per il momento, siamo primi in classifica in campionato. Non è stata sicuramente questa la prima volta in cui abbiamo sofferto di fronte a una squadra che, almeno per un certo periodo della partita, ha un dinamismo che le ha consentito di pressare alta, obbligandoci a contenere e ad avere difficoltà nell'uscire. È infatti successo anche nel campionato italiano. Però tutte le situazioni, nel bene e nel male, vanno giudicate sul lungo periodo e per i riusltati che consentono. Nel bene possiamo dire che, nel computo dei 90 minuti, fino ad ora, non abbiamo subito così tanto la maggiore "giovinezza" e la freschezza degli avversari. D'altro canto è vero che tanto in campionato (non abbiamo ancora affrontato in trasferta né la Juventus, né il Napoli, né la Roma, né la Fiorentina...), quanto in Champions, non abbiamo ancora dovuto affrontare le partite più impegnative. Detto questo, tutto sommato, direi che considerando il nostro percorso e i nostri impegni fino a questo momento, ci possiamo pure "accontentare". Facciamo il punto anche sui ragazzi di Christian Chivu, un'Inter bellissima e cresciuta in modo rilevante rispetto alla gara di andata contro il Salisburgo e rispetto alle prove di inizio stagione. Una ulteriore conferma della bravura di Chivu sul migliorare il rendimento dei singoli e del gruppo. La partita è tuttavia terminata con il risultato di 1-1 (svantaggio immeritato, ma l'Inter non ci sta e ottiene ben presto il pareggio con una conclusione splendida di uno dei suoi uomini migliori: Berenbruch) e sarà molto difficile superare il turno (cosa che sarebbe molto importante per la crescita dei ragazzi). Dovremmo infatti battere Benfica e Real Sociedad. Resta tuttavia la convinzione che questi ragazzi stiano disputando una stagione di ottimo livello.
L’importanza delle vittorie sofferte: Atalanta – Inter 1-2
Soffrire a Bergamo è normale per chiunque, soffrire ma vincere riuscità a pochi. E per riuscirci bisogna tener botta quando i bergamaschi danno il massimo e provare a sorprenderli poi. Noi ci siamo riusciti, anche correndo qualche rischio, ma alla fine concedendo pochissimo. E per stare nel range delle squadre più forti, spesso è proprio la capacità di soffrire a fare la differenza. Possiamo dire che fino al goal del 2-1 abbiamo corso pericoli, ma abbiamo evitato che Sommer venisse impegnato. Principali difficoltà arrivavano da Zappacosta, che vinceva parecchi duelli contro Dimarco per mettere in area diversi cross interessanti, e dalla posizione assunta da Lookman. L'ingresso di Darmian e posizionamento più basso di Dumfries hanno dato un nuovo equilibrio alla partita, che poi abbiamo vinto anche alla presenza in rosa di giocatori di classe capaci di organizzare ripartenze efficaci, vedi la palla di Calhanoglu per Darmian e quella di Asllani per il goal di Lautaro. Intanto la Primavera di Christian Chivu continua il percorso importante che sta portando avanti dall'inizio del campionato. Prima in classifica dopo nove giornate con sette vittorie e due soli pareggi: migliore attacco e miglior difesa. Nell'ultimo turno ha battuto due a zero il Genoa (Di Maggio e Akinsamiro) in una partita meno spettacolare rispetto al solito. Contro una squadra molto compatta e forte fisicamente e che ha giocato un'ottima partita difensiva, sono stati determinanti gli ingressi di Di Maggio e Zuberek, che hanno rafforzato la produzione offensiva, consentendo al resto della squadra un atteggiamento meno arrembante e rischioso. Note molto positive dal reparto difensivo e in particolare dalla coppia composta da Stante e Matjaz.
Arrivederci Rom(elu): Inter – Roma 1-0
La partita con la Roma era ricca di significati. C'era infatti un motivo emozionale, legato al ritorno di Lukaku a San Siro dopo il grande "tradimento". C'era il ritorno di Mou, c'era la presenza di altri ex, c'erano nella Roma ex milanisti come El Shaarawy e Cristante. C'era la necessità psicologica di rispondere alla Juventus, che ci aveva temporaneamente scavalcati al primo posto. C'erano soprattutto dei motivi e delle pressioni più decisamente di natura tecnico-tattica: l'opportunità di guadagnare punti; l'esigenza di dare conferma della buona condizione; l'esigenza di capitalizzare al massimo questo periodo di buona condizione; l'occasione per confermare quanto si sostiene circa la presunta disponibilità di due squadre di pari valore. Abbiamo ottenuto una grande vittoria e confermato un paio di cose che sembrano certe, anche dopo i passi falsi contro Bologna e Sassuolo, cioè che il gruppo è forte e che la squadra sembra al momento fare tesoro dell'esperienza passata e avere rtovato un migliore equilbrio. Sugli scudi Acerbi, che annulla completamente Lukaku; Chalanoglu; Asllani; Dimarco; Marcus Thuram, non solo per il goal, quando brucia sul tempo il suo marcatore e insacca con freddezza. Nel post il report sulla gara della Primavera, che vince tre a due in casa del Bologna, e i risultati delle altre giovanili con l'aggiornamento last-minute sulla partita dell'Under 18. Ottime notizie da Parma, dove Kevin Zefi, infatti, ha mantenuto la parola: non solo ha giocato ma anche segnato una doppietta decisiva per il nostro 3-2 finale. Se davvero il giocatore rimarrà in nerazzurro, potrebbe rivelarsi un grande colpo di prospettiva non molto lontana.
La notte degli orrori: RB Salzburg – Inter 3-4
Ci sono delle attenuanti e parliamo in ogni caso di un'amichevole, ma la prestazione dei nostri alla Red Bull Arena mercoledì è stata davvero scoraggiante. Il titolo del post è forte: "La notte degli orrori". Perché quello che abbiamo visto nell'amichevole giocata contro il Red Bull Salzburg è stato indicativo di manchevolezze che si erano evidenziate lo scorso anno nel periodo agosto/febbraio. La squadra subisce troppo e l'attacco segna poco. Certo, abbiamo fatto quattro goal in trasferta, ma uno è stato un autogoal, uno è stato realizzato dal difensore centrale in mischia, uno dal centrocampista Sensi e solo uno da un attaccante e questo peraltro con un fatto piuttosto - diciamo così - inconsueto per le sue abitudini. Non si segnalano altre occasioni costruite dagli attaccanti e questa scarsa propensione a incidere da parte loro costringe la squadra a uscite da dietro insidiose, imprevedibile e pericolose. L'allenatore deve capire perché per mesi l'anno scorso non è riuscito a trovare la quadra e come invece "improvvisamente" è riuscito a ottenere che tutti aiutassero nella fase difensiva, chiudendo gli spazi anche a giocatori più forti, che la squadra non si allungasse mai, anche quando si contrattaccava con tanti giocatori. Vedremo che cosa cambierà con la squadra al completo (mancavano due giocatori importanti come Acerbi e Lautaro), quando arriveranno il "braccetto" e soprattutto la punta, quando i nuovi si saranno inseriti. Non possiamo ripetere la partenza lentissima dell'anno scorso e dobbiamo arrivare al finale con le energie intatte. Inzaghi ha davanti un compito difficilissimo: la società vuole puntare molto in alto, ma non ha i mezzi finanziari per farlo. Non vorremmo essere nei panni dell'allenatore, già la partita con il Monza sarà un test di grande importanza, per cui andrà preparata come se fosse una finale, con in campo gli uomini che al momento danno più garanzie.
Magari fosse sempre Viktoria Plzen
Magari fosse sempre Viktoria Plzen! Sia la prima squadra che l'Under 19 di Christian Chivu con la doppia vittoria contro i cechi, si qualificano al prossimo turno e entrambe le squadre lo fanno dopo un'ottima prestazione che ha dato solo segnali positivi e confortanti anche in considerazione delle difficoltà incontrate nel cammino in campionato fino a questo momento. Per quanto riguarda la prima squadra, sono premiate le scelte dell'allenatore Simone Inzaghi. Sugli scudi le prestazioni di giocatori più esperti come Dzeko, Mkhitarya e Acerbi, che hanno dimostrato la verità che nelle partite decisive, dove la pressione è enorme, l'essere temprati per queste situazioni, anche a parità di valori tecnici e atletici sia un vantaggio determinante (lo stesso è stato anche per la partita di campionato di Firenze). Benissimo Dimarco e anche Bastoni per il contributo dato in fase offensiva. Tutto bene quindi ma restano problemi che riguardano le sofferenze della difesa, il fatto che tutto giro bene solo quanto i nostri elementi chiave sono al top e poi la madre di tutte le questioni, ovvero quella relativa alla proprietà. Come abbiamo detto, poi, anche l'Under 19 passa il turno nel girone, alle spese di un Bayern che a Milano era apparso molto forte. Un'impresa che sembrava impossibile dato che in campionato il cammino qui è a dir poco disastroso. Nel post ci sono diverse considerazioni interessanti per quello rche riguarda questa squadra e ci si sofferma poi in particolare su due giocatori come Iliev e Valentin Carboni che sono senza dubbio due tra gli elementi da tenere d'occhio. Per il resto fiducia nel mister Chivu che interprete della nuova filosofia societaria, sta rischiando in prima persona.
Non ci resta che confidare nella scaramanzia: Inter – Villareal 2-4
Diciamolo chiaramente: in queste amichevoli abbiamo fatto male a livello di risultati e mostrato preoccupanti lacune nel gioco. Quanto abbiamo visto fino ad ora non è piaciuto e la cosa peggiore è che alcune carenze sembrano strutturali e non legate al contingente. Contro il Villareal, tra le due contendenti, una è sembrata una squadra (loro) e l'altra no (noi). Il calcio di un allenatore accorto e preparato come Unai Emery non si pone tra quelli che esaltano le platee ma il calcio di Inzaghi per ora neppure ci riesce, ma in più deprime i tifosi che vogliono i risultati e noi siamo tifosi e - diciamolo - per noi tifosi la cosa più importante è vincere. Il mister deve capire che cosa non funziona. Carenze a livello di organico? Condizione fisica non ancora ottimale? Atteggiamento tattico superficiale? Intanto alcune situazioni sono visibili. Anche quest'anno faremo fatica a sfondare le difese chiuse e a bloccare le ripartenze, soprattutto contro attaccanti veloci. Poi la manovra non scorre fluida neppure nele ripartenze, che dovrebbero essere il nostro forte, il palleggio di avvicinamento è lentissimo e prevedibile. E infine alcuni giocatori sono fuori condizioni e/o distratti da altri "problemi" (pensiamo a Skriniar e Drumfries). C'è poco da salvare da tutto questo precampionato e dalla partita contro il Villareal. In sei giorni non si può fare molto, se non miglioreremo e non ritroveremo il giusto atteggiamento e lo spirito di squadra e una quadratura tattica, alla prima di campionato a Lecce correremo molti rischi.









