Forse non al top. Ma siamo ancora vivi: Inter – Fiorentina 2-1

Foto: Marko Arnautovic sovrasta i difensori della Fiorentina. L’attaccante austriaco ha messo a segno la rete decisiva nell’ultimo turno di campionato.

Diciamolo chiaramente: era una partite cruciale per le nostre sorti.

Una seconda sconfitta in 4 giorni contro una squadra considerata a torto o a ragione non tra le più forti in assoluto, avrebbe:

a) confermato che stiamo attraversando un periodo di forte flessione;

b) rimesso in discussione persino lo stesso posizionamento finale tra le prime 4, visto che le rivali, pur attardate, hanno trovato nuova linfa importante nel mercato di gennaio e considerato che affronteremo Napoli, juve e Atalanta in trasferta e che il Milan ci ha già sconfitti due volte in stagione e nel periodo in cui eravamo al top;

c) aperto probabilmente una crisi interna attraverso provocazioni mediatiche delle quali si erano già avvertiti i sintomi.

Sono convinto infatti che la marea di tifosi nerazzurri è schierata solidamente dalla parte di Inzaghi e considererei demenziale un atteggiamento diverso di dirigenza o proprietà.

Secondo logica quindi le critiche mediatiche e le affermazioni apparentemente filo-Inzaghi: “So per esperienza che le critiche vengono ispirate dall’interno della società” sono solo provocazioni atte a creare confusione e a togliere sicurezza ai protagonisti.

Ma soprattutto dopo la prova agonisticamente deprimente di Firenze, un nuovo risultato negativo, con conseguente conferma dello stato di flessione fisico e/o mentale, avrebbe aperto inquietanti prospettive su proseguimento della stagione.

Per fortuna (o bravura) la risposta secondo me c’è stata e non solo in termini di risultato (strameritato): anche la prestazione, forse non di livello ottimale, è stata comunque convincente sul piano fisico e mentale.

Va considerato che  affrontavamo una squadra sicuramente più fresca (per numero e qualità degli impegni sostenuti) e tra l’altro rafforzata da ben cinque nuovi arrivi a gennaio: Pablo Mari, Ndour, Fagioli, Zaniolo e Folorunsho sono giocatori importanti, di prima fascia.

Vero che ci sono state altrettante cessioni (una sola definitiva, Martinez Quarta) ma è ovvio che queste operazioni sono state realizzate proprio per migliorare nei punti deboli ed è altrettanto ovvio che sia più facile migliorare una rosa di metà classifica che una rosa di giocatori che stanno da anni ai vertici.

Senza considerare gli aspetti finanziari, altrimenti vengo disprezzato e deriso, per me non ci sono dubbi sul fatto che Milan, juventus, Fiorentina, Como, forse Atalanta abbiano fatto un mercato invernale strepitoso, che ne ha cambiato il volto.

Vuol dire che hanno dirigenti migliori dei nostri, i quali invece si sono messi, col tempo, nella condizione di non poter più investire?

Io non ho sposato questa dirigenza, ma credo di poter dire che di loro, del mister, del gruppo, mi fido, ho stima.

Della proprietà no. 

Poi sarà solo per un limite mio di elementi conoscitivi, ma questa è la mia percezione.

Dunque la prestazione è stata buona e non era facile.

La viola che aveva giocato a Firenze con il 541 (in cui… l’uno stazionava abbondantemente nella sua tre quarti), a Milano ha assunto un atteggiamento iperdifensivo ancor più radicato.

Solo che questa volta non abbiamo dato loro spazio per le ripartenze (l’unica loro occasione, in 90 minuti, è stato il rigore inventato).

Poi nel finale un po’ di stanchezza è emersa, come è naturale e loro oltre ad avere cambi migliori hanno ovviamente giocato il tutto per tutto, prendendosi rischi e aggredendoci.

Ma qui si è vista la ritrovata forza del gruppo che è coincisa con la prestazione da leader clamorosi di un giocatore per reparto: il magnifico trentasettenne Acerbi, che ha umiliato Kean, il meraviglioso Barella onnipresente e ispirato e un Lautaro che, come i due compagni, per tutta la gara ha letteralmente trascinato la squadra.

Eppure al match non eravamo arrivati nelle condizioni migliori: se è vero che a loro mancava forse il centrale più forte, è altrettanto vero che proprio in una gara in cui gli avversari  si sarebbero chiusi e avremmo dovuto cercare di aggirarli, a noi mancavano gli esterni titolari.

Questa situazione mi fa ritornare su un punto controverso, almeno in questo blog: è necessario o no avere un doppione per ogni ruolo?

Dal mio punto di vista sì, con ogni evidenza.

Venti giocatori di movimento devono avere, a coppie, caratteristiche analoghe.

Se ci aggiungi tre portieri, gli altri due possono avere qualità che servano per sparigliare in caso di necessità.

Già avere due ottimi giocatori come Carlos e Darmian non è la stessa cosa che avere Dima e Dumfries in una partita in cui gli esterni sono chiamati a una funzione fondamentale, in attacco, senza che questo comporti esposizione alle ripartenze di giocatori velocissimi come Dodò e Parisi.

Chiaro che poteva giocare dall’inizio Zalewski, come in passato Buchanan o Sanchez ma questo avrebbe fatto saltare tutti gli automatismi negli sganciamenti perché centrocampista e braccetto avrebbero dovuto restare a protezione, per evitare ripartenze letali.

Chissà perché quando – raramente – difendiamo noi si parla di catenaccio e contropiede, quando stanno per 70 minuti nella loro area gli avversari si parla di squadra ben messa in campo, con ripartenze (termine più poetico).

Nel modulo a 3 un’ala agile ed estrosa, ma necessariamente poco incline a difendere può andare benissimo in situazioni particolari, quando devi recuperare e non manca molto. Prima diventa un’arma a doppio taglio

Se guardiamo la prova di Zalewski vediamo che si è mosso con vivacità e in una ventina di minuti è andato a una conclusione ‘impossibile’ (e difatti parata), ma l’unica occasione un po’ pericolosa per loro si è avuta quando su un cross il poderoso Zaniolo ha sovrastato di testa l’agile ex romanista.

Comunque, rispetto alla partita di Firenze la differenza l’hanno fatta la capacità della squadra di compattarsi, sia in avanti (per tre quarti del match), sia dietro nei minuti finali.

Lo Zio, come al solito sagace, parla di ritrovate energie nervose ed è proprio stato così.

Abbiamo approcciato con veemenza la fase iniziale di entrambi i tempi e proprio la compattezza che siamo riusciti a tenere ha impedito ai viola  per 70 minuti di rendersi pericolosi: i nostri hanno saputo con grande dedizione agli interessi generali bloccare sul nascere ogni tentativo di ripartenza.

Dopo il rigore assurdo, siamo ripartiti allo stesso modo e solo dopo avere riconquistato il vantaggio abbiamo abbassato la linea di difesa, consentendo alla viola di giocar palla ai limiti della nostra area, dove però siamo riusciti a interrompere le loro trame.

Se guardiamo la cronaca essenziale possiamo avere conferma:

  • dopo neppure due minuti girata prepotente di Lautaro che sfiora il palo,
  • al 7′ Calha si libera al tiro calcia con potenza ma centrale e De Gea risolve,
  • al 9′ la rovesciata di Barella a lato di pochissimo,
  • al 16′ l’unica… occasione loro: Mandragora calcia da 30 metri in bocca a Sommer,
  • al 20′ spizzata di Bastoni per Carlos la cui conclusione finisce sul palo esterno,
  • al 28′ il gol-autogol discusso.

La palla era uscita.

Ma attenzione, sul cross di Bastoni il pallone arriva a un difensore viola che, tutto solo, poteva fare qualsiasi cosa ma la manda direttamente in angolo, sbagliando il rinvio.

Quindi dopo che la terna non aveva visto che la palla era uscita, la stessa è stata giocata (male) dalla loro difesa.

Il corner era indiscutibile a quel punto e la svista era equiparabile a qualunque errore non decisivo e non ‘corretto’ di un assistente.   

Sia chiaro, fosse successo a noi mi sarei arrabbiato, ma dopo quell’errore la palla l’hanno giocata loro e l’hanno giocata male.

Comunque al 30′ Arna, lanciato da Lauti si allarga e conclude con forza. De Gea si salva fortunosamente di piede.

La partita si incattivisce e ci sono una serie di ammonizioni.

Al 44′ l’occasione che i ‘varisti’ aspettavano per riequilibrare l’ errore e cercare di sopire le polemiche.

Chiaramente non ho prove, ma sono quasi certo che al direttore di gara sia stato suggerito via radio il comportamento da tenere.

Comunque rigore fasullo a parte, la Fiorentina si è fatta viva una volta con un tiro innocuo da 30 metri, mentre noi abbiamo colto due pali, il loro portiere ha fatto un paio di salvataggi importanti e abbiamo sfiorato in altre occasioni la rete con conclusioni clamorose.

Siamo stati rispetto all’altro match più determinati nell’offendere e totalmente pressanti nell’impedire qualsiasi ripartenza.

Dodò, Parisi, Kean che negli spazi ci avevano fatto male, qui non si sono proprio visti.

Il secondo tempo inizia allo stesso modo, con un assedio dell’Inter.

Al 5′ è Lauti che calcia di poco alto, ma…

Due minuti dopo arriva il gol di Arna, su cross di Carlos.

L’Inter continua a fare la partita e si registra una punizione dal limite di Barella appena alto e un colpo di testa di Lautaro, fuori di poco.

Dopo i cambi, da entrambe le parti, si arriva al 77′ quando Zalewsi scappa al suo marcatore e conclude da posizione un po’ defilata.

De Gea salva di piede.

Negli ultimi 15-18 minuti c’è il forcing della Viola, ma ad andare al tiro siamo ancora noi, prima con una gran conclusione da fuori di Carlos e poi con quella di Zielinski, entrambe parate.

Le statistiche

Vediamo se confermano la superiorità dei nostri e magari anche la loro ripresa fisica e mentale.

Cominciamo con l’xG: Inter 2,17 – Fiorentina 1,05.

Direi che questo dato, forse uno dei più significativi, non ammette discussioni sulla nostra superiorità

Il possesso palla è stato, fino al quarto d’ora della ripresa, la riedizione del match di Firenze, con un dominio nostro nettissimo nei primi due quarti d’ora, ma intorno al 75/80% per tutta la prima ora di gioco.

Naturalmente c’è una spiegazione: noi abbiamo fatto la partita sino al definitivo vantaggio, faticando contro una difesa chiusa; a loro è successo la stessa cosa nel finale.

Ho detto più volte come questo dato non indica assolutamente nulla. A volte indica solo la difficoltà di chi deve segnare e non trova tempo e spazio per le imbucate.

Per i Tiri il nostro predomino è totale:

  • 22 a 7 i tiri verso la porta,
  • 8 a 2 i tiri in porta,
  • 14 a 3 i tiri scoccati da dentro l’area,
  • 2 a 0 i pali.

Addirittura 19 a 4 i passaggi chiave che continuo a non capire cosa siano.

8 a 1 i corner

12 su 31 i cross utili/tentati contro 3 su 13 dei viola.

Vantaggio persino sui dribbling riusciti: 5 a 2.

Quasi doppiati i viola per numero di passaggi riusciti ma soprattuto elevata la percentuale nostra: 90 (la loro 83)

A livello individuale un solo viola (Gosens) tra i primi 5 per numero di tiri e sempre un solo viola per numero di tiri in porta.

Solo nostri i passaggi riusciti nell’ultimo terzo, con Miki primo (35), Barella secondo ( 28), seguito da Bastoni Pavard e Chala .

Lautaro primo per dribbling riusciti (2) davanti ad altri, tutti ovviamente con 1.

Barella ha corso nettamente più di tutti, seguito da Gosens (con circa 1 km in meno) e Darmian.

Per i metri percorsi sprintando, è primo Dodò, davanti ancora a Barella

Kean ha raggiunto la punta massima di velocità (28,8) davanti a Dodò, che a me piace molto (28,05). Nessuno dei nostri tra i primi cinque, il che potrebbe far pensare che loro sfruttano la maggior giovinezza.

Si deve però considerare che i nostri due più veloci (Dumfries e Thuram erano o assenti o sono usciti presto).

A livello di squadra abbiamo percorso per 400 metri in più e circa altri 400 in più sprintando.

Questi ultimi dati farebbero pensare che atleticamente siamo a posto.

Ancora una volta la rappresentazione grafica delle zone di tiro dimostra che la nostra superiorità è stata schiacciante. Peccato che non sono in grado di riprodurle, forse ci può riuscire Emiliano.

Foto: zone di tiro (fonte: Lega Serie A).

Pagelle

Sommer:

deve parare un tiro da 30 metri al quarto d’ora del primo tempo, poi a parte il regole regalato, più nulla. Quando i nostri giocano davvero di squadra va spesso a finire così.

6

Pavard:

sempre concentrato e determinato chiude tutto e dalle sue parti non si passa. Spinge forse meno che in altre occasioni, ma nella costruzione dal basso è lucido ed efficace.

6.5

Acerbi:

rientra dopo 3 mesi, nel giorno del 37° compleanno  e annulla completamente Kean che solo 4 giorni prima aveva mandato in barca la nostra difesa.

Anticipi, chiusure, respinte: un autentico dominatore d’area.

7.5

Bastoni:

secondo me è in una fase di relativa flessione.

Sbaglia qualche cross di troppo ma continua a spingere come un forsennato e dietro è abbastanza sicuro.

I campioni quando sono in flessione giocano da…

6.5

(Zalewski:

alterna buone iniziative a qualche ingenuità, soprattutto nella fase di non possesso,. Comunque dimostra che potrà rendersi utile.

6+)

Darmian:

lui forse non è un campione, a meno che per campione non si intenda uno che magari senza picchi, lavora sempre sopra la sufficienza.

6.5

Barella:

quando serve vengono fuori gli uomini veri e i campioni immensi. Lui è entrambe le cose. Trascina la squadra con rabbia, dinamismo e qualità eccelsa.

8

Chala:

una partita completamente diversa da quella di quattro giorni prima.

Si è rivisto il play che contrasta e copre, organizza il gioco e prova la conclusione.

6.5

(Zielinski:

prima prestazione del tutto convincente da quando è all’Inter. Entra con personalità, detta i tempi di gioco è assolutamente padrone della palla e si produce in un paio di numeri apprezzati. Se avesse un po’ più di mobilità sarebbe un top.

7)

Mkhitaryan:

altra prestazione di tutto rispetto.

Forse non gli avevano detto che era la terza in una settimana.

Scherzi a parte, corre tanto, gestisce bene molti palloni e aiuta la difesa tempestivamente quando è necessario.

7

(Frattesi:

entra per garantire ritmo e agonismo quando c’è da difendere il risultato e per provare  ad alleggerire con incursioni a sorpresa.

Garantisce copertura lavorando con impegno.

6+)

Carlos:

una prestazione senza sbavature.

L’avversario era temibilissimo ma lui con l’aiuto dei compagni lo chiude inesorabilmente, mette cross in continuità, coglie un palo e regala ad Arna la deliziosa palla del 2-1.

7

Lautaro:

tutti bravi e tutti trasformati rispetto a Firenze, ma lui Barella e Acerbi hanno dato quel qualcosa in più, oltre agli aspetti tecnici, che è risultato decisivo per trascinare i compagni a superarsi, oltre la fatica, oltre la stanchezza.

In più una traversa, un gol (io gliene attribuisco il merito) e diverse conclusioni pericolose.

7.5

Thuram:

era una partita difficile per lui, che ha bisogno di spazi. Allora esce per cercarseli  per mandare in porta qualche compagno.

Lavora bene, senza particolare brillantezza, ma è costretto a uscire alla mezz’ora.

6

(Arna:

un gol, una grande conclusione che De Gea respinge fortunosamente di piede e una presenza costante molto insidiosa per la difesa viola.

Dicevano che non stacca un cm da terra: sul gol sovrasta l’avversario di mezzo metro buono.

7)

(Taremi:

s,v.)

All. Inzaghi:

grazie mister. Avresti meritato un regalo, ma pazienza.

7.5

Youth League: Inter – Lille 3-1 (Spinaccè 2, Mosconi)

Settima vittoria su sette partite dei ragazzi di Zanchetta nella più importante manifestazione giovanile europea per club.

Non è stato fatto ancora nulla, ma bisogna riconoscere che  sino ad ora il percorso dei nostri giovani è stato entusiasmante.

Nel girone l’Inter è arrivata prima, a punteggio pieno, precedendo le altre 35 partecipanti; ha fatto registrare il maggior numero di marcature e ha avuto la miglior differenza reti.

Nella fase a eliminazione diretta ha incontrato il Lille, che non aveva mai perso (5 pareggi e una vittoria) e l’ha regolato con un secco 3-1. Il gol dei francesi per altro è venuto solo nel finale a partita decisa e con squadre largamente rimaneggiate.

Ho ricordato più volte come le regole per i giocatori iscritti e schierati siano diverse da quelle italiane:

  • Venti giocatori in lista;
  • 17 devono essere massimo dei 2006 (undici di essi tesserati da almeno due stagioni);
  • Tre i 2005 ammessi (possono giocare contemporaneamente) ma anche loro devono essere tesserati da almeno due stagioni.

Ciò spiega il perché di alcune scelte di organico dell’Inter.

I tre 2005 scelti dall’Inter sono stati: il portiere Calligaris, il centrale Alexiou e il centrocampista Berenbruch. ‘Bere’ rientrato recentemente dopo un infortunio è stato tenuto inizialmente in panca e al suo posto è stato schierato Topalovic.

Fuori dalla lista Aidoo, Motta, Bove, Quieto e qualche altro infortunato

Questi i giocatori schierati:

Calligaris;

Della Mora, Re Cecconi, Alexiou, Cocchi

Venturini, Zanchetta, Topalovic (Berenbruch 61′)

De Pieri (Romano 76′), Spinaccè (Lavelli 76′), Mosconi (Pinotti 61′)

A disposizione: Zamarian, Garonetti, Maye, Cerpelletti, Vukoje (2008, nuovo acquisto).

La scelta dei 2005 è assolutamente comprensibile: portiere, centrale, centrocampista. Cioè la spina dorsale della squadra.

Il modulo è sempre quello: 433, con Mosconi che rispetto a Pinotti o a Zouin si accentra maggiormente e con venturini il cui dinamismo diventa un fondamentale fattore di equilibrio in mezzo.

Il Lille, fra titolari e subentrati schiera non meno di 13-14 giocatori di origine extra comunitaria.

Questa situazione, che si ripete continuamente contro le squadre francesi, inglesi, belghe, svizzere e anche tedesche e portoghesi dovrebbero far riflettere coloro che si domandano come mai il settore giovanile italiano produce meno campioni di una volta.

La domanda è infatti: dove sarebbe il Lille senza gli immigrati di prima o seconda generazione?

In effetti i francesi sono una squadra che ha gamba, ma non ha grandissima qualità almeno dietro e cerca di ovviare a questa situazione con una difesa più folta almeno nelle intenzioni inziali, e lasciando più spazio per i contropiedisti (soprattutto Faiz e poi anche Lachaab).

La nostra supremazia è stata abbastanza netta, perché è vero che Calligaris ha dovuto superarsi in tre occasioni e che due dei nostri tre gol sono venuti su ribattuta dopo difettoso intervento del portiere.

Si deve anche considerare, tuttavia, che loro hanno segnato solo a partita abbondantemente chiusa, al 90′ (dopo una marea di sostituzioni) e noi siamo andati comunque alla conclusione pericolosa più volte.

Le pagelle

Calligaris:

tre interventi strepitosi e nessun errore lo candidano a contendere a Spinaccé la palma del migliore in campo.

8

Della Mora:

progressione importante e continua sono senza dubbio le cose migliori della sua partita: ottima l’intesa con Depi.

6.5

Re Cecconi:

un paio di scivolate sul campo pesante, fanno correre qualche rischio, ma in generale sull’uomo è implacabile

7

Alexiou:

non mi piacciono le metafore belliche, ma devo riconoscere che lui è un guerriero, un trascinatore. Implacabile sull’uomo e negli anticipi, respinge mille palloni in area eè è pericoloso anche in attacco, sui corner.

7.5

Cocchi:

ancora una buona prova soprattutto in fase di spinta. Dalle sue parti qualche volta Faiz si libera al tiro, pericoloso. Forse anche per una copertura di reparto non ottimale.

6.5

Venturini:

mi devo ripetere, forse non è un giocatore che ruba l’occhio, pur essendo apprezzabile anche tecnicamente, ma risulta con la sua mobilità, la sua intraprendenza e lo spirito di squadra elemento imprescindibile per dare equilibrio al centro campo.

7

Zanchetta:

una delle migliori prestazioni del nostro play che appare in crescita costante. Visione di gioco, ottimo piede e ora anche più dinamico

7

Topalovic:

piede, visione di gioco ed elegaza non si discutono. Anche sul piano agonistico non si tira indietro e vince alcuni duelli fisici. Poco nel vivo del gioco.

6+

(Berenbruch:

entra per dare maggiore sostanza e personalità al centro campo e assolve bene al suo compito.

6,5)

De Pieri:

DePi non è al meglio della condizione fisica, ma il suo avversario…non se ne accorge. Quando ‘sgasa’ non lo ferma nessuno. Pericolo pubblico per gli avversari che o fermano solo con le cattive

6.5

(Romano:

si procura una buona occasione e conclude di poco alto. Continua a non convincermi del tutto e probabilmente Zanchetta condivide, visto lo scarso minutaggio che gli riserva.

6)

Spinaccè:

con Calligaris è l’eroe della serata. La statura l’ha sempre avuta ora sta mettendo peso, mi pare e questo gli consente di fare sia il centravanti boa, sia di avere più qualità sotto rete.

Il gol di tacco è strepitoso e mi ha ricordato una rete di Tichy, mitico centravanti della Honved anni ’50.

8

(Lavelli:

un quarto d’ora a partita chiusa, giocato con impegno e garra.

s.v.)

Mosconi:

dopo una lunga assenza il mio ‘Mosco’ sta ritrovando la condizione migliore. Irrobustitosi fisicamente, si fa valere nei contrasti e nelle progressioni. ‘Vede’ la porta come pochi e alterna intelligentemente le progressioni in fascia ai duetti centrali con Spina.

7

(Pinotti:

per lui una mezz’ora nella quale calpesta la fascia sinistra senza particolari ‘trovate’ ma anche senza errori o latitanze.

6)

All. Zanchetta:

nessuno in estate poteva immaginare un simile percorso della squadra in Europa.

8

Luciano Da Vite

64 pensieri riguardo “Forse non al top. Ma siamo ancora vivi: Inter – Fiorentina 2-1

  1. Youth League:insomma,per quanto ,a più riprese, consideriamo la ns Primavera poco più che discreta ,sembra che in Europa non la pensino così !
    Concordo con il commento di Roberto nel post precedente ,nel quale auspica una maggior propensione al tiro da fuori area….

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  2. Sulla necessità di avere due giocatori per ruolo concordo pienamente – Inzaghi mi sembra un po’ meno visto che preferisce rotazioni limitate – mentre io la vedo diversamente quanto alla necessità di averli il più possibili “uguali” per caratteristiche.
    Per almeno due motivi:
    1) è quasi impossibile trovare un doppione tecnico di giocatori forti…perchè sarebbero altrettanto forti e difficilmente farebbero panchina fissa (non siamo il Real ma anche il profondo Bilan non ha in Chukueze una copia di Leao, o Terraciano una copia i Hernandez). U nnuovo Dima, posto che ci sia, quanto starebbe a fare panchina al Dima titolare? Per non parlare di un clone del Toro, ecc.
    2) per essere più pericoloso e variare modalità di applicazione dello stesso modulo, diciamo così, vorrei avere caratteristiche tecniche differenti. Così ben venga Zalenwski che non è Dima e Augusto ma offre, almeno spero, quella velocità che noi in quel ruolo non avevvmo. Certo, difetta dietro ma li migliore è Augusto ma il titolare lo fa Dima.
    Io credo che poter scegliere, anche a partita in corso, giocatori che danno altro nello stesso modulo sia un grande vantaggio che ti rende meno leggibile da avversario e più in grado di adattarsi all’evversario stesso qualora sia lui a muovere per primo.

    Ho citato il polacco perchè è diverso da altre alternative che abbiamo che, eccezion fatta per Frattesi, sono figure di conservazione più che di attacco. Con questo intendo giocatori in grado di proteggere (Augusto e Darmian vs Dima e Dum), tenere palla senza offendere (Zeliski e Asslani), giocare spalle alla porta senza tirare (Arna e Taremi) mentre siamo carenti laddove i cambi devono servire per vincere o recuperare una partita bloccata.
    Zalewski e Frattesi mi paiono gli unici ad avere queste caratteristiche e, secondo me, è importante averli.

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  3. Vero, infatti a volte se gioca Dima gioca Darmian, se gioca Carlos , gioca Dum. A meno che non si voglia fare una gara spiccatamente offensiva o, cosa rara, di contenimento. Il problema non è avere alternative identiche, ma coppie di alternative che possano essere mescolate. Cosa che davanti non riesce perché l’unco attaccante con caratteristiche completamente diverse da lauti Thiram e Arna è correa, sempre infortunato. nelle intenzioni credo ci fosse anche Taremi, che non è certo uomo d’area o che dà profondità. Solo che ha deluso.

    Come hanno deluso in passato giocatori che da trequartisti o da esterni estrosi dovevano consentire un cambio tattico (sempre attraverso aggiustamenti interni. Alludo a Sanchez o a Buchanan o a altri ancora, in precedenza.

    A centrocampo le situazioni sono abbastanza chiare perché il gioco delle coppie è Barella Frattesi e Mikhi Zielinski: due che ‘ragionano’ e costruiscono, due dinamici e aggressivi (anche se Barella in realtà sa fare tutto.

    Insomma l’importante è ricostruire comunque quell’equilibrio che è richiesto dal tipo di gioco..

    Il confronto con il real non regge a mio parere. O parliamo di soldi oppure anche là le riserve non si capisce perché restino. Forse perché essere i secondi dei primi è meglio che essere i primi dei..quarti. Non so.

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  4. In ret, non so quanto sia vero, ho letto che marotta starebbe meditando di andarsene con due anni di anticipo perché il modo di governare di oaktree apparentemente lo ha promosso, ma in opratica gli ha tolto importanti spazi decisionali.

    Spero che sia solo una provocazione mediatica, per creare insicurezza prima della gara con la juve, come avviene spesso.

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  5. Se Inzaghi e’ soddisfatto del rendimento di Zielinski, come vice-Chala, forse e’ il caso che provi Asslani come mezzala di centrocampo. Io vedo Mkhitaryan troppo impreciso nei passaggi e nelle scelte vs il suo normale standard. E lo capisco chiaramente !
    La partita con la banda bassotti la vivo sempre molto male, son gia’ nervoso …
    Che poi in realta’ non temo il risultato (nel senso, sono sportivo, accetto quello che arriva), e’ la prestazione contro di loro che non accetto non essere all’altezza .

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  6. L’avevo letta anch’io, ma è di un anno fa. Comunque spero che la pensi ancora così

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  7. incredibile in rete c’è un filmato che dimostra come il calcio d’angolo da cui scaturisce il gol dell’Inter era assolutamente regolare. perché bastoni colpisce si la palla oltre la linea, ma sull’assist di un compagno c’è una deviazione netta del difensore viola. Angolo sacrosanto

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  8. Visto, sono 3 fotogrammi che dicono poco e con la ripresa tanto schiacciata può farlo pensare. Nelle riprese di Dazn, c’è quella da fondo campo che mostra chiaramente come il pallone non sia stato deviato da nessun giocatore della Fiorentina che, infatti, esplodono in proteste veementi.
    Ma il punto non è questo: davvero dobbiamo giustificarci per aver avuto un angolo a favore inesistente? Qui non ci fischiano rigori chiari a favore e ne concedono di inventati contro da inizio anno e il problema è un calcio d’angolo? Ma non scherziamo…

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  9. Interessantissima, nella parte che smonta le tesi di report.

    Per il resto nonostante si parli di “calcioefinanza” in realtà si utilizzano strumenti meramente finanziari.

    Per esempio: quanto hanno inciso i risultati e il gioco della squadra nel raggiungimento del massimo delle entrate a 470 milioni.

    Se le restrizioni sul mercato portassero a una diminuzione dei risultati sportivi e dell’appeal presso sponsor diritti televisivi, ecc., la strategia della proprietà si rivelerebbe giusta?.

    E poi, questa è una domanda da incompetente totale.

    La juve che ha usato un’altra strategia, ricapitalizzando per 900 milioni, dal punto di vista delle possibilità di rafforzare la squadra, ha avuto dei vantaggi? Non dimentichiamo mai che obiettivo primario se non unico di un’azienda ‘normale’ è il profitto, mentre l’obiettivo primario di un’azienda calcistica è il successo sportivo. Anche perdendoci qualcosa annualmente, come è sempre stato per i grandi club.

    Insomma, se nel 2005 raggiungessimo il pareggio o addirittura una positività di bilancio, facendo un percorso solo discreto in Europa e non vincendo nulla in Italia, perdendo così prestigio, soldi sponsor e potenziali nuovi tifosi, sarebbe una cosa ben fatta (parlo sempre dal punto di vista di un tifoso)?

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  10. Dall’editoriale di FcInternews:

    “Nonostante infatti le ingenti spese del Diavolo e della Vecchia Signora, il Tricolore per entrambi i club oggi è un miraggio. E vedere l’Inter, con un budget sicuramente più risicato, stare lì in alto, è ovviamente motivo di malcontento per chi ha fatto la storia della Serie A.”

    Un altro ignorante come me. Siamo in tanti…è una piccola consolazione

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  11. Omaggio all’intelligenza e all’onestà di Viviano: sono tifoso della Fiorentina, ma di che cosa stiamo parlando? All’Inter è stato regalato un corner, alla Fiorentina un rigore

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  12. Analisi di Bellinazzo dice alcune cose chiare.

    Non è vero che Inter, come molti giornali hanno scritto (a proposito di ignoranza) non ha più debiti dopo escussione di Oaktree. Purtroppo i debiti ci sono, e anche grossi. Non credo derivino da gestione Oaktree ma da chi per lunghi anni ha condotto una gestione….rivedibile (a scanso di equivoci, il bond da 400 mn nasce in parte anche prima di Zhang).

    La proprietà potrebbe ricapitalizzare come fatto dai gobbi – posto che qui ci sarebbero dei paletti Uefa – ma immagino aumento di capitale potrebbe essere riservato al momento in cui si dovrà finanziare lo stadio. E cmq un fondo non sarà mai un Moratti o Berluskoni, parliamoci chiaro.

    Fino a che i ricavi dipenderanno in larga parte dai premi (Uefa, mondiale per club) e non saranno in gran parte strutturali, vivremo sempre finanziariamente sul filo di lana. Per assurdo potresti spendere come il Real, indebitandoti e facendo felici i tifosi, ms se poi buchi la CL saresti messo molto peggio.

    Equilibrio finanziario è propedeutico a non dover ogni anno prendere calcolatrice e sperare di non dover cedere il top per fare cassa.

    Con equilibrio finanziario a livello di giro d’affari Inter (che non è equilibrio dell’Atalanta e del Napoli che pure ès9bo lì) la capacità di essere competitivi al massimo dipende da bravura settore dirigenziale e tecnico. Non è chiesto di competere con Real, inutile appellarsi a blasone perché calcio italiano è rimasto indietro su fronte ricavi, ma con i rivali italiani che navigano nelle stesse acque.

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  13. Ah proposito di panzanate dei giornali che poi tirano nella rete molti tifosi….quante volte si legge il budget dato a Marotta è zero per quest’anno, oppure è inferiore all’Atalanta, ecc. ?

    Il budget sono le spese totali che sei autorizzato a sostenere in un anno. TOTALI. In sostanza i costi complessivi annuali che includono spese vive (es. stipendi, trasferte, ecc.) e rate degli investimenti (i cd ammortamenti dei cartellini ma anche l’eventuale ammortamento dello stadio qualora lo costruissimo di proprietà).

    E se noi abbiamo costi doppi dell’Atalanta, vuol dire che abbiamo un budget doppio. Dove vengono allocate le riorse sono scelte in larghissima misura decise dalla dirigenza. Quindi leggere budget zero è una clamorosa idiozia perchè vorrebbe dire che la società ha chiuso.

    Non è che l’anno in cui costruiremo (forse) lo stadio che costerà compelssivamente, che so, 600 mn, il budget per quell’anno schizzerà da 450 mn a un miliardo.

    Io preferisco poter spendere il doppio, il 50%, il 20% financo il 10% in più dei miei competitor nazionali. E pace se resta stabile, si riduce o aumenta leggermente (come quest’anno) mente altre società lo hanno aumentato maggiormente. Sempre con più risorse preferisco rimanere.

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  14. se Oaktree cerca come obbiettivo primario il pareggio di bilancio, è chiaro che difficilmente investirà sul mercato a meno che non ci sia la possibilità di player trading.

    Odio quando viene qualcuno in rete a dire “dall’alto della mia esperienza le cose stanno come dico io e voi incompetenti non siete un c….!” Il fatto è che tutti noi in qualche misura abbiamo avuto a che fare con bilanci e calcolatrici, per esempio io sono in un consiglio di amministrazione di una cooperativa e una delle prime cose di cui di solito andiamo a discutere sono gli investimenti sulle infrastrutture, che sono vitali per renderla in grado di competere con tutte le altre.

    Ora, potete strepitare, battere i piedi indispettiti o indignarvi……ma se questa proprietà non investe sul mercato in modo da rafforzare la rosa nel suo insieme….proprio come una cooperativa o una SpA inesorabilmente perderà competitività, nei confronti di chi invece prova in ogni sessione a coprire buchi in rosa e ad equilibrare il team.

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  15. Uh che noia… Il parallelo con una cooperativa è interessante, ma il calcio e i fondi di investimento seguono logiche finanziarie ben diverse. L’obiettivo di Oaktree non è solo la crescita della rosa, ma la sostenibilità finanziaria e la massimizzazione dell’Enterprise Value. Non è un mecenate, ma un fondo distressed: il suo scopo è sistemare i conti e vendere al miglior prezzo. Il pareggio di bilancio è una priorità e investire in infrastrutture ha molto più senso che investire solo in giocatori. In una cooperativa gli investimenti infrastrutturali creano valore a lungo termine. Nel calcio investire senza rispettare le regole UEFA sul Squad Cost Ratio non è un’opzione e non puoi comprare giocatori a prescindere senza avere i ricavi adeguati. 

    L’Inter ha il secondo Squad Cost più alto d’Italia e questo vuol dire che già investe moltissimo per mantenere la rosa competitiva. La proprietà non può e non vuole fare spese senza equilibrio e potrebbe utilizzare il player trading per migliorare la squadra senza sbilanciare il bilancio. Se spendi più di quello che puoi permetterti finisci a rischio sanzioni UEFA e con bilanci insostenibili. Il punto non è investire o non investire, ma investire con criterio. Il calcio non funziona come una cooperativa e il mercato non è un gioco a somma zero dove chi compra di più vince. L’Inter investe già tantissimo, ma lo fa in modo sostenibile per rimanere competitiva senza rischiare il collasso finanziario. Se poi vogliamo parlare di gestione senza tener conto di conti economici, debiti e regolamenti UEFA possiamo anche sognare Messi e Mbappé.

    Poi se volete frignare perché non fanno quelli che volete, ma quello che si può fare, fate pure e se volete consolarvi guardando quanti la pensano come voi, ci mancherebbe. Su Reddit esiste un gruppo di 110.000 persone che si consola perché altri, come loro, dicono che la terra sia piatta, figurati se non si può fare parlando di finanza e economia.

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  16. Si gioca con le parole. basta aggiungere alla parola budget le paroline per il mercato. Che è quello che interessa ai tifosi.

    Perché se io arrivo per esempio 3 punti prima di X, ma X ha un budget di mercato dieci volte superiore al mio, è molto probabile che X mi scavalcherà in classifica

    Sui debiti dell’Inter: certo che l’Inter ha ancora debiti: semplicemente perché chi ha acquistato per 300 milioni una proprietà che ne vale 1.300, non ha sanato i 400 milioni di debito residuo.

    Comunque se la politica di oaktree ci consentirà gli stessi risultati sportivi degli ultimi anni, possono anche guadagnarci miliardi che saremo tutti contenti. Il problema sta nel fatto che molti tifosi, nella loro squallida ignoranza e …incompetenza di tifo, perché di questo si occupano, pensano che se le altre continuano a rafforzarsi grazie a un budget DI MERCATO superiore al nostro, finiremo inesorabilmente dietro in classifica (e in quel caso probabilmente anche la società varrà meno).

    Comunque nessun luminare della finanza mi ha ancora risposto se è possibile, come fa la juve con le regole attuali, dover ricapitalizzare ogni anno per centinaia di milioni e fare contemporaneamente mercati super allegri

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  17. Ti avevo giò risposto in passato, ma tu leggi solo quello che ti pare, quindi va bene così.

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  18. Se sanassero i debiti, chiederebbero 400 milioni in più al momento della vendita. Se non li sanano, l’Inter varrà meno. Davvero, parla pure di ciò che vuoi, ma tanta superficialità associata alla saccenza e a una dose di sarcasmo è proprio fastidiosa per chi invece sa di cosa si parla. E sì che sei un preside che ha avuto addirittura un’ola dai suoi studenti…

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  19. E non solo…colleghi, genitori, provveditorato. Anche per i conti. La ministra (allora) Moratti, non certo della mia parte politica, mi ha premiato come gestore della miglior scuola

    E’ fastidioso che uno che si dice esperto di finanza pretenda di insegnare a un tifoso come si tifa.

    Su fcinternews riportati brani di un bellissimo articolo addirittura del CdS dove si dice che negli ultimi due mercato (estivo e invernale) la juve ha speso 150 milioni. e l’Inter 20. Credo che ogni tifoso, da ignorante certificato, sia preoccupato per questo andazzo

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  20. quest’ultimo commento è privo di ogni forma di rispetto….ti invito a rileggerti.

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  21. Qualche volta è capitato anche a me di discutere con qualcuno che ne sapeva obiettivamente meno di me su quell’argomento. Ma non ho mai usato come metodo dialettico la mia presunta superiorità

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  22. Scusa, tu mi chiami “luminare”, quale sono peraltro, e io non posso citare qualcosa scritta da te altrimenti vengo preso come disturbatore? A me sembra che il tono sia esattamente quello che decidi tu di settare, poi ti offendi e chiami a raccolta gli accoliti. E ti ripeto per l’ennesima volta, anche se non leggerai, che io non insegno a nessuno come tifare. Ma se uno scrive cazzate, perché bisogna chiamare le cose col proprio nome, su una materia in cui sono decisamente preparato, lo correggo. Poi se questa persona, una volta corretta, si offende e cita cazzate simili scritte da altri per sentirsi in compagnia (e far passare il messaggio che se lo dicono anche altre persone allora è vero) è libero di farlo – ripeto 110.000 persone in un gruppo Reddit si consolano dicendosi quanto sono illuminati loro che sanno che la terra è piatta – e io libero di ribattere e spiegare, per chi vuol capire veramente, perché sono cazzate.

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  23. Aggiungo riguardo la “presunta superiorità” nello specifico argomento è tutto meno che presunta, basta leggere ciò che scrivo io e ciò che scrivi tu e chiunque sappia di cosa si sta parlando, può trarre le conclusioni di quanto sia presunta. Poi se è tra i fan del “uno vale uno” e tutti possono dire quello che vogliono, anche cose palesemente false o errate, è un discorso diverso.

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  24. Io dico solo che a tutti i tifosi interisti del mondo (quasi tutti, sembra) dispiace vedere che le altre squadre si rafforzano mentre la loro non trova il modo di sostituire ad ogni mercato un paio di giocatori che non rientrano più nel progetto con sostituti in grado di rafforzarla subito.

    Sarà una cazzata ma è una cazzata che preoccupa quasi tutti noi tifosi ignoranti e beceri.

    E continuerò a esprimere questa preoccupazione che ti fa infuriare, ma non perché ti fa infuriare, solamente perché penso di interpretare un pensiero molto diffuso, anche sa tra…trogloditi assimilabili ai terrapiattisti.

    Temo che a Torino perderemo, perché considero che la juve con gli investimenti fatti SUL MERCATO sia diventata più completa di noi. E, forse sono un lettore distratto, ma ancora non ho capito perché loro possono ricapitalizzare sempre per centinaia di milioni (il che nella mia ignoranza credo significhi che devono coprire deficit ricorrenti) e continuare a spendere.

    Se poi il tuo intento è quello di farmi smettere di scrivere, sapendo che se io non sono gradito non ci metto nulla a togliere il disturbo, per il momento ti sbagli. Ancora non sono arrivato a quel punto di saturazione

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  25. Ho sostenuto centinaia di volte e in tempi anche molto lontani, che come ha scritto il premio nobel della letteratura Brodskij , la democrazia è un valore solo al momento della conta dei voti. Pensare che nel ‘sapere’ quello che sa uno scienziato e quello che sa un ignorante sia di pari valore è una follia.

    Però, a parte il fatto che non mi era mai capitato che la superiorità la decidesse una delle parti in causa, secondo me tu non capisci che io faccio un discorso diverso da quello che fai tu. Tutto qui. Io parlo di calcio e di ciò che serve al calcio giocato. Tu di finanza.

    All’Inter per restare competitiva serve poter investire sul mercato. Tu mi rispondi che non si può fare. Io ti credo, ma poi mi guardo in giro e vedo che questa regole ad excludendum non valgono per altri e mi dispiaccio.

    Chiedo scusa se ho in qualche modo interpretato e condiviso dubbi e speranze di tantissimi tifosi

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  26. Perdonami Luciano, ma tu parti dal presupposto che tutti i tifosi guardino solo al mercato.

    Qui hai già diversi esempi, e sempre di tifosi si tratta, che cercano di spiegare come non basti guardare al mercato per giudicare operato di una proprietà: perchè la voce principale di mantenimento di una squadra è un’altra più volte spiegata.

    A Torino ahimè possiamo perdere perchè spesso abbiamo perso, anche quando noi schieravamo Eto e Milito e gli altri Matri e Vucininc.

    Però se sono così più completi di noi – e può essere eh – perchè sono in doppia cifra dietro? Qualche problema, anche di infortunio, lo hanno avuto. Poi loro sono quelli che da sempre spendono più di tutti per cui è nell’ordine delle cose che possano essere più completi.

    Ma una fetta importante della loro rosa è fatta ANCHE da gente giovane, sconosciuta, pagata pochissimo o che viene dalla primavera. Un connubbio che hai sempre respinto se fatto da noi. Forse in questo sono stati un po’ più bravi? Ci sta eh, non credo sia impossibile che qualche volta altri facciano scelte migliori delle nostre.

    Dimmi una cosa: se, per fare un esempio, Sucic (14+2 per cartellino) prendesse il posto di Micky (che per assurdo lascia e va in Arabia a prendere ultimi denari della carriera), tu valuteresti Inter rafforzata ad agosto?

    Conoscendoti diresti che è un azzardo clamoroos, che ci saremmoindeboliti in quanto il croato è tutto da valutare, ecc. Eppure avremmo speso 16 milioni per….indebolirci.

    Se Toro per assurdo andasse via a zero a scadenza (come Chala ai gonzi) e comprassimo David (nome a caso) per 50 milioni. Ci saremmo rafforzati? Eppure sul mercato avremmo speso un sacco.

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  27. L’intento mi pare sia il tuo nei miei confronti, ma tranquillo rimango anch’io. A correggere le enormi cazzate che scrivi esclusivamente sui bilanci, finanza e economia facendo una grave disinformazione sulla nostra società.

    E sottolineo il termine “esclusivamente” perché – vedi? – parlo e intervengo solo su cose di cui ho competenza. Tu no. Tu parli di tutto, decidi che la tua versione (o di chi scrive cazzate come le tue sui bilanci) è quella corretta, non ti degni di leggere cosa scrivono gli altri (la risposta sullaJuve te l’ho già data tempo fa), non dai peso a cosa scrivono gli altri (a meno che sia lo stesso tuo pensiero) e poi dai a me dell’arrogante. Certo, modesto Luciano. Modesto e corente, aggiungerei.

    A tutti dispiace vedere che la squadra non possa ulteriormente rafforzarsi, semplicemente si prova a spiegare al bambino capriccioso perché non si può.

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  28. Sfortunatissima la Primavera nel sorteggio. Giocherà contro il Bayern in trasferta.

    Il Bayern è finito solo 13° nella prima fase, ma ha perso due partite contro PSG e Barcellona, pareggiando col Benfica e vincendo le altre due.

    ma soprattutto avrò nelle sue fila moltissimi giocatori di origine extracomunitaria

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  29. Roberto: il tifoso nel 99% dei casi è interessato alla squadra e al suo rafforzamento. Il suo interesse è che avvenga, non come avvenga. Tu insisti su questa cosa per cui altri hanno fatto meglio di noi e io non lo voglio riconoscere.

    Come se io avessi sposato…Marotta.

    No, io penso che si sia trovato a gestire la società in un periodo iniziale in cui poteva spendere e ha ottenuto grandi risultati. Poi non solo non ha potuto più spendere per tenerla al vertice, ma ha dovuto vendere. Ed è riuscito a tenerla al vertice.

    Io gli sono grato per il lavoro svolto.

    Altri hanno fatto meglio? Non lo so, può anche essere. Per esempio Sartori col Bologna e credo D’Amico con l’Atalanta.

    Ma in un altro contesto, con altre esigenze, altri obiettivi, altre aspettative della tifoseria.

    Poi c’è la juve e c’è Giuntoli. Che per me non è “Giuntolone” ma che considero bravo. ha potuto investire 150 milioni in due mercati della stessa stagione agonistica e staundici punti dietro di noi. Lo scorso anno a questo punto la juve era più vicina . Poi noi abbiamo preso palacios e un portiere che non hanno mai giocato e loro una marea di giocatori, alcuni anche giovani, ma tutti affermati. L’unico uscito dalle giovanili che gioca mi sembra Savona.

    Potrei dire che ha fatto peggio, ma non è così. Perché seguo il calcio daoltre settant’anni e so come ricostruire sia difficilissimo e spesso richieda anni, anche avendo grandi disponibilità finanziarie. Invece quando sei al top bastano un paio di inneschi azzeccati ogni anno per sostituire i più logori (non necessariamente per età) e al top ci resti.

    Gli innesti non possono essere giovani? Certo che possono, soprattuto se sono nazionali turchi, portoghesi e francesi. E anche se non sono ancora nazionali: ma se hai bisogno di giocatori pronti in quel caso (cio+ di giocatori non ancora a certi livelli, ma che possono diventarlo) sei quasi certo che per il momento sbagli. poi in futuro magari si rivelano campioni. la differenza tra me e te sta solo nel fatto che io un 32-33enne campione lo considero meno rischioco di un ventenne non ancora campione. Per un obiettivo immediato.

    magari sbaglio, ma mi sento più tranquillo se arriva un campione piuttosto che il Palacios di turno.

    E samardzic che pure è molto forte, nell’Inter giocherebbe? Ecco, se devo avere un rimpianto sta nel non aver preso a suo tempo Ederson che però aveva già esperienza di serie a.

    Insomma, può essere che io sbagli, ci mancherebbe, ma non credo di meritare la frenesia distruttiva di Phragrance.

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  30. E’ ‘saltato’ l’esempio di de katelaere che ritengo ancora più significativo. Già nel giro della nazionale (non dico nazionale perché se per caso sbaglio vengo accusato di disinformare, ma già molto quotato e costoso, al Milan ha fallito. Poi a Bergamo si è affermato. ma il Milan che aveva bisogno di sostanza subito non ha potuto asettare. All’Atalanta o al Bologna l’avrebbero atteso

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  31. La dimostrazione che non leggi con attenzione alcun intervento é proprio questo: mi tiri in ballo su temi “di campo” quando io ho sempre detto di pensarla come te nel discorso “giovani” o “vecchi”. E quella che tu chiami “frenesia distruttiva” è semplicemente puntualizzazione, in termini economici o finanziari, di cose che dici e che non hanno un senso. Mai mi permetto di correggere il pensiero di qualcuno su cose che non mi competono. MAI. Ma bisognerebbe aver la modestia di leggere.

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  32. Temo che sia proprio il contrario: sei tu a non leggere con attenzione. infatti io rispondevo chiaramente a Roberto. Anzi, ho scritto esplicitamente, poco prima, che diciamo cose diverse perché partiamo da due punti di vista diversi: tu ti occupi di finanza, io degli interessi sportivi della squadra per cui tifo non avendo né competenze né interesse proprio perché semplice tifoso alle questioni finanziarie della mia squadra. In proposito dico solo che non essere riusciti a fare in estate un paio di investimenti giusti (che penso indegnamente si potesse trovare il modo di fare) lo pagheremo caramente. E forse lo pagherà anche Oaktree

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  33. ”Insomma, può essere che io sbagli, ci mancherebbe, ma non credo di meritare la frenesia distruttiva di Phragrance.” Avevo letto questo a chiusura del tuo intervento. Probabile che me lo sia sognato.
    Gli investimenti sono stati fatti su Taremi e Zielinski (per quanto ti sembri impossibile visto che non è stato pagato il cartellino, so che ti risulta estremamente complicato capirlo, ma è così). Oltre al secondo portiere pagato – mi pare – 13 milioni. Oltre al riscatto di Frattesi per 31 milioni. Il riscatto di Carlos Augusto per altri 13. Quello di Arnautovic per 10. E a Palacios pagato 6. Se gli acquisti sono stati giusti o sbagliati, lo lascio dire a te, non mi importa, ma gli investimenti ci sono stati. Se compri in maniera “differita”, prima o poi devi pagarli. Poi, sempre per correttezza, continuo a specificare che i valori qui sopra non sono usciti tutti insieme quest’estate (è sempre il discorso che ti è ostico riguardo al peso a bilancio).

    Tutto questo senza vendere nessuno. Che poi sia per scelta o incapacità, anche questo questo lo lascio dire a te che ne sai.

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  34. Ah, dimenticavo: non te lo sei sognato. Scrivendo a Roberto per rispondere alle SUE argomentazioni espresse come sempre in modo corretto, gli dicevo che invece il tuo modo di porti nei miei confronti mi appariva persecutorio

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  35. E con questo abbiamo l’ennesima dimostrazione che, o non capisci quello che leggi o – più probabilmente – ti fa comodo attribuire pensieri e parole agli altri mai espressi.

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  36. ”Insomma, può essere che io sbagli, ci mancherebbe, ma non credo di meritare la frenesia distruttiva di Phragrance.”

    Perdonami, ma proprio tu che usi latinismi appena puoi, dovresti sapere che “insomma” dovrebbe star a significare che è la sintesi del discorso appena fatto e se dici “forse sbaglio, ma non merito blabla” sembra che la mia frenesia distruttiva (sic) fosse rivolta alla diatriba giovani/anziani, visto che hai parlato solo di quello in quel commento.

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  37. Sul senso del blog 

    Caro Luciano, caro Emiliano e cari amici interisti,  

    Sono un lettore di queste pagine da tempi antichi, da quando avevano altri nomi e nessuna limitazione alla loro scrittura- che meraviglia le interviste di Luciano a degli adolescenti in maglietta nerazzurra. 

    Sono un lettore fedele, ma anche un lettore pigro: leggo sempre, scrivo mai. Mi permetto di farlo per la prima volta perché sono in sofferenza negli ultimi mesi: questo blog mi sembra non sia più lo spazio di prima, ma sia divenuto una sorta di social network per interisti con tanta voglia di dire la propria. 

    Sarà che detesto i social, non li ho mai frequentati e li considero una piaga del nostro tempo, ma vivo tale mutazione con dolore. L’unicità di questo spazio era/è la possibilità di conoscere il mondo delle giovanili interiste: uso con convinzione la parola “unicità”, perché non esiste altro luogo che offra un’informazione del genere – al di là della passione e della competenza di chi vi scrive. 

    Il senso del blog non è mai stato sapere se Luciano considerasse la terra piatta, il mondo governato dagli alieni, lo scopo della vita accumulare ferocemente ricchezze sulla pelle degli altri. Perché anche qualora Luciano ritenesse tutto ciò verità incontrovertibili, io leggerei ugualmente le sue parole, perché sono qui per provare a capire se quel ragazzino tutt’ossa ha davvero la stoffa per farcela. 

    Sono un tifoso da divano, con competenze calcistiche da divano: mi appassiono, mi convinco, mi accanisco e poi il tempo mi smonta le certezze una ad una. La mia ignoranza del mondo economico e finanziario poi è totale – il mio dottorato umanistico è estremamente poco pratico. Qualora Luciano pensasse il calcio in maniera diametralmente opposta alla mia o qualora Luciano sbandierasse fiero castronerie sugli argomenti su cui da vent’anni lavoro, dopo aver espresso la mia contrarietà, non avrei alcun desiderio – né il tempo, né le energie – per armarmi e partire verso una crociata infinita. 

    Perché ero abituato che si veniva fra queste pagine per conoscere ragazzi con una maglietta nerazzurra spesso più grande del loro torace. Luciano raccontava e noi facevamo qualcosa di ormai desueto: ascoltavamo.

    Oggi purtroppo il nuovo blog “Luciano vs Roberto” o “Luciano vs Phragrance” mi appare di una noia mortale, tanto che mi ritrovo a scorrere i commenti nella speranza – ormai spesso vana – che qualcun altro abbia davvero qualcosa da condividere, oltre che ribadire, per l’ennesima volta, quanto dannatamente bianco sia il suo di bianco. Luciano non è la Bibbia e io più volte mi sono trovato in disaccordo con lui, ma lo ringrazio giornalmente perché da anni mi racconta il settore giovanile della mia squadra, così da permettermi di abbeverarmi ancora un pochino al sogno.

    Perché da un lato il calcio dei grandi è sempre più mercato e tecnologia – tutti noi a disquisire appassionatamente di plusvalenze, e poi tutti noi con le grida strozzate in gola per un fotogramma di troppo – dall’altro le stagioni di noi tifosi e lettori passano rapide – ho seguito queste pagine mentre attorno a me c’era chi moriva, c’era chi nasceva, mentre la vita fluiva per come era obbligata a fare. 

    Sono consapevole delle già citate limitazioni che precludono ad un ritorno del blog vecchia maniera e mi rendo conto che parlare di calcio senza poter nemmeno assistere alle partite sia un’opera tanto immaginifica quanto scorretta, ma credo si possano comunque ipotizzare nuove prospettive, in particolare a partire dal prossimo anno con l’avvento dell’Under 23.  Nuove prospettive sì, ma per tornare indietro, per tornare a dare linfa al racconto di quel sogno bambino. 

    Per salutarvi tutti riporto la meravigliosa definizione di Javier Marías, perché almeno per me il calcio è davvero “la recuperación semanal de la infancia”. In queste pagine così torno quasi quotidianamente perché per me Mel Taufer doveva esordire in prima squadra quando era uno scricciolo, Zinho era con certezza religiosa il nuovo Beckenbauer e i fratelli Gnoukouri sarebbero stati per anni i pilastri della squadra del futuro – anche se di cognome non facevano Gnoukouri e non erano nemmeno fratelli…

    Vi auguro il meglio e ci auguro il meglio, tornando a leggervi in silenzio, 

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  38. il mercato oltre al ricambio organico e naturale dei giocatori nella propria rosa (e ciò prescinde dal fatto che siano vecchi o giovani che hanno fallito) ha anche una funzione molto importante che è quella di portare entusiasmo nel team ma principalmente tra i tifosi…..e Moratti questo o lo sapeva bene, proprio perché anche lui come noi era tifoso appassionato.
    riguardo a te Phragrance ti assicuro che non ti reputo un illuminato…uno che usa termini quali “cazzate, bambino capriccioso, terrapiattista” è tutto…meno uno che illumina.
    non chiamo a raccolta nessuno, dico solo che sono 50 anni che seguo e mi appassiono a questo sport e in tutti questi anni ho imparato poche cose:
    per vincere serve prima di tutto una difesa ermetica poi tutto il resto

    Perché questo successo duri nel tempo serve una società solida e presente, ma più di tutto

    servono innesti mirati tesi a migliorare la rosa e renderla più competitiva di anno in anno….questa è la regola d’oro

    poi come ci riescano non mi interessa, non spetta a me giudicare, ma la storia dice che questo é l’iter da seguire e che piaccia o no senza mercato la squadra è destinata a perdere di competitività!!

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      • Io peraltro sono d’accordissimo con fg. Anch’io venivo a leggere per le giovanili e fantasticare un po’. A differenza tua, m’infervoro se leggo castronerie su ciò che conosco. O meglio, ci manca che non si possano scrivere o dire, è la protervia e la saccenza (mascherate da fintissima modestia) con cui si spacciano per vere cose palesemente false che mi infastidisce.

        Ma fg ha espresso un disagio con tanto garbo che, almeno per la mia parte, faccio un passo indietro e sparisco, sperando che possa leggere con lo stesso piacere di prima.

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      • fg ha scritto delle parole bellissime, che riempiono me, almeno quanto lui, di nostalgia. Il primo duro colpo l’ho avuto quando mi hanno proibito di fare le interviste ai ragazzi. Vivevo co loro, tutti i pomeriggi, li conoscevo uno a uno, ne conoscevo il carattere i sogni, le debolezze. Conoscevo i genitori, i procuratori, i tecnici delle giovanili. Condividevo i loro sogni.

        Poi un giorno mi hanno detto che potevo continuare a intervistarli ma solo dopo aver chiesto e ottenuto l’autorizzazione. Chiaramente non era possibile: non c’era nulla di programmato nelle interviste. Si facevano quando capitava l’occasione. Ricordo che una volta Bonazzoli uscì dall’allenamento per infortmnui e invece che andare a casa si fermò con me per farsi intervistare.

        L’ho vissuto come un sopruso, perché mai e poi mai avrei scritto qualcosa che potesse mettere in difficoltà l’Inter o i ragazzi. Ne ho avuto l’occasione, ma non ci ho mai neppure pensato.

        La questione si poteva aggirare: potevo raccogliere notizie dai ragazzi stessi e dai genitori e scriverle sotto forma non di intervista ma di narrazione.

        Il responsabile di un sito aggregatore mi ha offerto una collaborazione retribuita che mi avrebbe permesso di continuare a vivere con i ragazzi, almeno fino al covid e anche dopo se non assistere agli allenamenti avrei potuto sentire qualcuno nel dopo partita.

        Ho rngraziato e rifiutato sia per riconoscenza verso chi mi aveva ospitato con sacrifici non indifferenti, sia perché voglio essere libero di scrivere quello che penso.

        Adesso purtroppo quel tempo è finito per sempre, anche se non riesco a comprenderne le motivazioni. davvero pensavo che far conoscere ai tifosi interessati il mondo dei ragazzi più promettenti non portasse male ad alcuno.

        Per anni li ho seguiti tutti, dai pulcini alla Primavera. Con i ragazzi si sogna, come si sogna con i nuovi arrivi per la prima squadra. per me è questo il bello del calcio. E quando vedo una partita dei nostri giovanissimi o esordienti soffro come per la prima squadra. Anche se mi ripeto che lì non è importante il risultato, ma la crescita dei singoli.

        Quanto al resto, ormai credo non ci sia nulla da aggiungere_ phragrance legittimamente pensa che io sia un falso modesto, protervo e saccente. Io invece penso che lui sia poco educatamente aggressivo e intollerante.

        Ci siamo detti tutto, quindi per me finisce qui-

        Con Roberto è un altro discorso: abbiamo vedute diverse che nascono dallo stesso amore per i nostri colori, ma esprimiamo i nostri pensieri con stima e rispetto dell’altro. Almeno, da parte mia è così

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      • Il bello è che nella diatriba con Roberto io che ho amichevolmente litigato con tanti sostenendo che prima si deve essere atleti, poi tra gli atleti si scelgono quelli che sanno giocare meglio mi trovo a difendere anziani campioni presumibilmente meno dinamici rispetto a giovani promesse (ma prima che si chiudesse per Palacios ero timorosissimo perché si andava per le lunghe e lo stesso accade ira per Sucic)

        L’altra incongruenza è proprio sui giovani: mi appassiono quando vedo una speranza, ma l’esperienza decennale mi porta a non credere alla tecnica avulsa da una grande fisicità (che ha molte modalità di espressione e in effetti ruoli diversi richiedono caratteristiche anche fisico atletiche diverse).

        Comunque prima mi ero dimenticato la cosa più importante: il colpo di grazia al mio periodo calcisticamente felice l’ha dato la proibizione, per il pubblico, genitori compresi, di assitere agli allenamenti: è solo lì che si capiscono le cose

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      • Roberto, tu sei una persona di buon senso. Ti chiedo di riflettere su quello che ha detto l’allenatore del Bologna.
        Bologna, Italiano scommette su Castro: “Ha tutto per diventare un top. Tra qualche anno riuscirà a crescere”.

        Capisci perché il Bologna ha potuto andare su Castro e l’Inter no? sarebbe successo come con Palacios. Lo so che Castro già al primo anno ha fatto molto meglio di Arna e Taremi. Ma in estate Arna e Taremi avevano maggior credibilità per l’immediato. E a noi serviva almeno uno forte nell’immediato. Poi ci sta che si sbagli. Si sbaglia anche con giocatori pagati decine di milioni…

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      • Senza Thuram contro avversari fisicati veloci e dribblomani la disfatta pare sia cosa fatta

        In merito alla primavera di oggi faccio i complimenti a Re Cecconi, che vedo per la prima volta sul pezzo in modo così assoluto, non ha ceduto di un centimetro per tutta la partita. Sarebbe interessante vederlo con avversari forti. Ottima prova di Aidoo sulla fascia destra discreti tutti gli altri (avversari non insormontabili) ad eccezione del centrale responsabile del gol friulano e di Mosconi, il quale non mi sembra ancora a suo agio in categoria.

        Infine De Pieri: non avrà particolari capacità balistiche (punizione davvero tirata male) ma se uno come lui entra negli ultimi 20 minuti, diventa un incubo per gli avversari, anche perché con la palla ai piedi in velocità gli avversari li salta come birilli.

        Chissà, forse contro ogni desiderio e aspettativa della società, hanno trovato in casa un ragazzo che può diventare molto forte nell’uno contro uno. La speranza è che si irrobustisca parecchio senza perdere in agilità

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      • Phragrance scrive…”Faccio un passo indietro e sparisco, sperando che possa leggere con lo stesso piacere di prima.”

        Dai Phra….idee e concetti diversi possono servire per un confronto stuzzicante ed anche piacevole,se però si sfugge dall’eccessiva permalosità ,che, beninteso, colpisce quasi tutti noi,anche e,soprattuttoperchè, il dialogo non si svolge “vis a vis “

        E grazie ad Fg per ll suo commento,che ritengo sia da incorniciare !

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      • Grazie Tullio, ma io vengo qui prettamente per leggere di giovani, pensavo di dare un contributo in termini economici e finanziari che, per quanto non piacciano, sono ormai fondamentali, ma visto ciò che ha provocato e non essendo competente come altri in termini di calcio giocato, preferisco tornare a leggere. Se poi si diranno cose inesatte su ciò che conosco, me ne dispiacerò, ma pazienza…

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      • Ciao fg.

        Grazie per il tuo commento e per seguire il blog: voglio ribadire che questo blog continua a esistere perché so che ci sono persone come te (non so quante, ma non è importante, basta che ci siano persone veramente interessate) che lo leggono e lo seguono anche da molti anni. E questo conta. Ringrazio te così come ringrazio tutti quelli che seguono e che magari per ragioni diversi non intervengono.

        Non intervengo per ammonire nessuno né per dire quali dovrebbero essere i toni e le modalità del confronto. Anche perché del resto ritengo non ce ne sia bisogno. Poi comunque che ci si possa scontrare anche in una maniera più o meno “dura”, ci può stare, l’importante è avere poi l’intelligenza e la sensibilità e l’accortezza di capire che in ogni caso dall’altra parte non c’è sicuramente un “nemico” e che stiamo sempre e comunque parlando di un “gioco”. Un gran bel gioco per carità, il gioco più bello del mondo, una grandissima passione. Ma un gioco. Comunque anche se si parlasse di cose più serie, cosa che si può benissimo fare per quanto mi riguarda anche in un blog dove si parla di calcio (“Chi sa solo di calcio non sa nulla di calcio”, José, cit.), ci sono validissime ragioni per mantenere in ogni caso un rispetto nei toni del confronto.

        Purtroppo da quando è stato aperto il primo blog di Luciano (“Luciano Interista Sempre”) ad oggi, il mondo è cambiato e il mondo del web è radicalmente cambiato. Io vorrei che chi segue il blog e chi commenta, si rendesse conto di questa cosa: tenere aperto il blog da parte mia, ma ancora più per Luciano scrivere i post e condividere il suo pensiero, dare un contributo così appassionato e importante per quello che riguarda l’Inter e poi in particolare le nostre giovanili, è bello ma è pure “impegnativo”. Non sto dicendo che mi pesa, affatto, così come sicuramente Luciano scrive e condividere il suo pensiero con grande passione e per questo con piacere. Però non posso fare a meno di fare notare come tutto questo avvenga veramente con quella che definirei come “gratuità” in un mondo del web dove – come fuori, se Luciano non può più fare interviste ai ragazzi, se gli è impedito di avere un determinato “accesso” agli allenamenti, a seguire le partite, purtroppo – tutto è oramai “monetizzato”. E il prezzo a fronte di questa “monetizzazione” è l’uniformizzazione del messaggio che viene trasmesso (i “blog” veri e propri oramai non esistono più, questo qui è una vera e propria “mosca bianca”), l’azzeramento del senso critico da parte della comunicazione e poi quello di avere e di scatenare un confronto tra chi legge e chi segue che viene reso sotto forma di “barbarie”.

        Non sto chiedendo soldi, figuriamoci, non mi passa manco per la testa: non ho mai gestito il blog con questa finalità e io e Luciano prima di me non abbiamo nessun tornaconto nel tenerlo aperto se non il tifo e la passione per i nostri colori. Non mi sono confrontato con lui prima di scrivere questo commento. Sono sicuro però che altri al mio posto (per carità, non mi sto montando la testa, lo sto dicendo perché so come funziona il web) e in particolare al posto di Luciano avrebbero potuto pensare di “ricavarci qualche cosa” o almeno di provarci dalla gestione di un blog più io meno seguito. Non mi passa manco per la testa di fare qualche cosa del genere: non so manco come si fa e non mi interessa.

        Mi piacerebbe che si continuasse a mantenere questo blog aperto per me e per Luciano, per tutti quelli che commentano – che comunque aiutano a mantenerlo vivo – e per tutti quelli che leggono. Io sono sicuro che se i toni sono costruttivi (i commenti, lo ripeto, secondo me sono importantissimi per dare un senso al blog) ne possiamo solo beneficiare tutti e magari così riusciamo anche ad allargare e a invitare altre persone, che magari leggono ma non intervengono, a partecipare. Chiaro che questo non succede se invece il confronto è più “acceso”.

        Siamo tra tifosi nerazzurri del resto.

        Che qualcuno possa non condividere delle opinioni di Luciano, questo è assolutamente lecito – mi pare ovvio – e per fortuna non la pensiamo tutti allo stesso modo. Se riusciamo a farlo in una maniera più armoniosa e aperta, ne possiamo solo “guadagnare” (questa volta veramente sì) tutti.

        Ci tengo a sottolineare che questo mio commento non si rivolge a nessuno in particolare.

        Intanto purtroppo il Napoli ha fatto due a uno contro la Lazio. Manca ancora un quarto d’ora, speriamo il risultato possa cambiare. Anche se io quest’anno la sensazione che il Napoli potesse seriamente competere per lo scudo ce l’avevo sin dall’inizio…

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      • Voglio aggiungere una cosa. Con vanto posso dire di non avere mai bannato o censurato nessun utente. Se questo è successo, deve essere successo in un’epoca così remota che francamente non riesco neppure a ricordare. Sicuramente al 100% non è mai successo, dico MAI, da quando è stato aperto buu.zone. Quindi il mio commento precedente non era affatto mirato a censurare, al contrario, mira ad aprire se possibile ancora di più il confronto.

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      • Anch’io ho avuto la tua sensazione, sin dall’estate. Il fatto è che per il campionato italiano Conte è a mio avviso il miglior allenatore possibile. E lo è anche perché può permettersi di dire: “vengo se mi fate la squadra che voglio io”.

        In rete ho letto una notizia ben più nefasta della eventuale vittoria. dello scudo da parte del Napoli: Conte si sentirebbe telefonicamente molto spesso con Ibra e starebbe preparando un passaggio al Milan.

        La notizia è credibile: per una persona ambiziosa essere capaci di vincere con juve Inter Napoli e Milan (e magari in futuro con la Roma), sarebbe la consacrazione al di sopra di tutti gli altri, nella storia del calcio

        Alla fine, tutto il pandemonio che è successo qui, nasce da questo fatto: la mia convinzione che con un paio di acquisti estivi di valore avremmo potuto mantenere la superiorità in Italia e competere seriamente in Europa.

        Io non credo che se la proprietà l’avesse voluto non avrebbe trovato il modo. Chi conosce le regole meglio di me afferma, giustamente dal suo punto di vista, il contrario. ma io sono un tifoso e non posso non esprimere la mia amarezza e contrarietà perchè l’obiettivo di stabilizzarci al vertice, tanto vicino, non sia stato perseguito e conseguito

        le altre discussioni sono secondarie: vecchi o giovani mi pare sia un falso problema: servono giocatori forti per integrare un gruppo che comincia a logorarsi perché ha dato tanto per anni.

        marotta ha fatto miracoli o è solo uno dei tanti e neppure tra i migliori? sono solo opinioni diverse che non consentono a nessuno di ergersi a giudice.

        Per me ha fatto bene, per Roberto poteva far meglio. Amici come prima.

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      • Come sai, sono napoletano e vivo a Napoli. Ho un rapporto di amore ed odio con la mia città, ma a parte questo diciamo che so bene che questa è una città dove l’”esagerazione” è la regola. In questi giorni, diciamo in particolare in quest’ultima settimana, nell’aria c’era e c’è un certo pessimismo e disfattismo nei confronti del Napoli. A mio parere tutto è molto esagerato, perché anche un pareggio in casa della Lazio non può essere accolto negativamente, tanto più se consideriamo che Buongiorno è appena rientrato dall’infortunio e che hanno appena perso Neres. Sicuramente, questo è vero, De Laurentiis (che mi è sempre stato antipatico, ma che per quanto mi riguarda è impossibile da criticare per i risultati che ha ottenuto alla presidenza del Napoli) avrebbe potuto fare qualche cosa con i soldi incassati dalla cessione di Kvaratskhelia… Certo capisco se non hanno preso Garnacho a ottanta milioni. Però con uno-due colpi “buoni” si poteva rafforzare la rosa e puntare allo scudo. Detto che a gennaio non è facile.

        Detto che comunque il Napoli ha comprato eccome:

        Buongiorno, Gilmour, Lukaku, Rafa Marin, McTominay, Spinazzola, David Neres, Billing, Okafor, Scuffet

        Sono nove giocatori: tre (Buongiorno, McTominay, Lukaku) sono praticamente la spina dorsale della squadra.

        Bene abbiano pareggiato, ma per quanto mi riguarda non dico che continuano a essere nettamente favoriti, ma dico che per noi vincere questo scudetto non sarà affatto facile…

        Così come dico che se noi avessimo preso, che so, Buongiorno e Gudmunsson (che, attenzione, non ha sicuramente fatto sfraceli) – richiamando due nomi fatti in estate – allora sicuramente ci saremmo potuti ritrovare qualche punto in più. Detto che comunque la nostra stagione è assolutamente complicata e che io, tocco ferro, temo moltissimo che cosa potremo ritrovarci davanti il prossimo turno di Champions. Testa a domani però intanto ovviamente.

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      • Per prima cosa…un Grazie grande ad Emiliano per il suo impegno e,naturalmente anche a Luciano.

        E poi….Phragrance scrivi, dai scrivi quando ti va !

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      • Primavera: Udinese Inter 1-4

        (Aidoo, Berembruck, Pinotti De Pieri)

        Quando ho visto la formazione ho subito pensato: per l’Inter questa è una partita che è meglio vincere, ma non è assolutamente necessario vincere.

        Questo perché la formazione presentava troppi cambi rispetto all’undici sulla carta migliore.

        Si notava infatti l’assenza di Calligaris, Alexiou, Cocchi, Venturini, Zanchetta, De Pieri e Spinaccé.

        Sette titolari sono tanti da concedere a chiunque, a prescindere dal valore delle cosiddette seconde linee.

        E l’andamento della partita sembrava subito confermare le mie preoccupazioni.

        Al primo minuto erroraccio di Re Cecconi che ha la palla in difesa assolutamente libero: può appoggiare a un compagno o rinviare lungo.

        Invece sceglie un passaggio corto centrale in una zona dove c’è solo un giocatore dell’Udinese.

        Immediata verticalizzazione e ancora ‘Rece’ non riesce a fermare il suo uomo, che smista la palla sul centro destra, dove Mayé si fa precedere da El Bouradi che al volo, da fuori azzecca un tiro fantastico e imparabile.

        Però l’Inter non ci sta e inizia un periodo di grandissima qualità: durerà fino al 30′ circa.

        I nostri segnano due gol molto belli anche se sul primo non sono certo che Aidoo volesse concludere a rete.

        Ma oltre a questi gol, costruisce e spreca di poco tante altre occasioni, anche più limpide.

        E soprattutto sembra di vedere la copia della miglior Inter…di Inzaghi, con pressing altissimo e scambi anche sul breve di altissimo livello.

        Per mezz’ora l’Udinese non riesce a passare la metà campo.

        Poi i nostri si rilassano un po’ cominciano a gestire e la patita si fa più equilibrata.

        Ma noi continuiamo a non rischiare praticamente nulla: l’unico pericolo viene al 38′ quando un tiro deviato involontariamente da un nostro difensore finisce verso l’angolino alto, da dove lo toglie un ottimo intervento di Zamarian.

        Nella ripresa Inter sempre in gestione, ma è un atteggiamento pericoloso, con un solo gol di vantaggio e tanti minuti da giocare.

        Infatti dopo due ottime occasioni sprecate da Topalovic e Berembruch, è El Bouradi che calcia da fuori ricevendo un pallone in uscita dopo una mischia. Probabilmente Zamarian era sulla traiettoria, ma Re Cecconi lo precede e allontana.

        Allo scoccare dell’ora Il mister ridisegna l’Inter: dentro Spinaccé per Lavelli. De Pieri per Romano e Venturini per Topalovic.

        All’87 dopo una grande iniziativa di De Pieri, Pinotti, appena entrato, si accentra per ricevere il passaggio di Depi e da pochi passi batte il portiere udinese.

        All’89 grande traversa colta da Bere, con un violento tiro, che fa da preludio al quarto gol, realizzato al 92′ da De Pieri dopo un’irresistibile azione personale.

        Forse è il caso di accennare a qualche riflessione su questa squadra che sta facendo benissimo in Europa e bene in Italia.

        Intanto bisogna riconoscere che la rosa è importante, numericamente e qualitativamente.

        I sette presunti sostituti dei titolari sono tutti di ottimo livello per la categoria, e non sono gli unici, perché anche Garonetti, Della Mora, Zarate, Cerpelletti, Quieto, Zouin potrebbero giocare in qualunque Primavera.

        E forse ne dimentico qualcuno.

        Diverso è il discorso se si parla di prospettive.

        In questo caso l’esperienza mi ha insegnato ad andare con i piedi di piombo, rispetto ai facili entusiasmi.

        Ci sono alcuni giocatori che per doti tecniche potrebbero avere grandi aspirazioni; ma bisogna vedere se avranno gli strumenti fisici, atletici e agonistici per esprimere queste qualità a livelli professionistici di una certa importanza: ne cito alcuni in un elenco che non vuole essere esaustivo: Calligaris, Cocchi, Zanchetta, Topalovic, De Pieri.

        Qualcuno (non molti) sembra già pronto a livello fisico: per fare un nome cito Alexiou (e secondo me anche Kangasniemi che gioca in U18).

        La maggior parte di loro invece sono giocatori ‘completi’ ma non hanno sviluppato una precocità tale da consentire previsioni ragionevolmente fondate sui livelli a cui potranno attingere nel giro di qualche stagione.

        Insomma secondo me vedremo diversi di questi giocatori esibirsi tra i professionisti, ma nel gruppo non vedo un giocatore su cui sbilanciarsi già oggi dicendo: questo diventerà un crack o almeno uno importante (come invece mi sembrava lo scorso anno per Pio).

        Ce ne sono pochissimi anche nell’insieme delle altre squadre, per la verità.

        Secondo me comunque serviranno almeno 5-6 acquisti di esperienza e di peso per creare il prossimo anno una seconda squadra competitiva e tale da favorire la crescita ulteriore dei nostri giovani migliori.

        Alcuni di questi naturalmente potranno essere scelti fra coloro che già giocano in prestito in serie C (Di Maggio, per fare solo un nome, ma ce ne sono altri. Invece non credo che si possa ‘retrocedere’ in C uno come Ale Stankovic).

        Ma di questo avremo tempo per discuterne al momento giusto.

        Adesso speriamo di andare il più avanti possibile in Europa e in campionato, perché è solo nelle grandi sfide internazionali e nelle gare decisive a eliminazione diretta del campionato, che si misura realisticamente la crescita dei ragazzi. Le pagelle

        Zamarian:

        battuto dopo un minuto da un tiro straordinario e per certi aspetti irripetibile, sbriga il suo lavoro con sicurezza e compie un intervento importante su una conclusione deviata da un nostro difensore.

        7

        Aidoo:

        la velocità è il suo pezzo forte, tecnicamente non è disprezzabile. Appare ancora un po’ leggerino, ma in fase di appoggio anche a Udine ha fatto molto bene. Il gol è splendido, soprattuto se davvero ha voluto tirare-

        7

        Re Cecconi:

        sebben sia un mio ‘pupillo’ perché è uno dei pochi rimasti che conosco e apprezzo sin dalla preagonistica. Devo dire che ha iniziato malissimo ed è il maggior responsabile (Mayé è il secondo) del gol subìto.

        Poi però non sbaglia un intervento, né in chiusura né in appoggio.

        6.5 (mezzo punto in meno per l’errore)

        Mayé:

        non una delle sue prove migliori. Oltre all’errore iniziale qualche intervento non particolarmente ‘fortunato’ (come la deviazione che mette in difficoltà Zamarian)

        5.5

        Motta:

        molto attivo sulla sua fascia. Dinamico e concentrato ma non particolarmente incisivo.

        6

        Berembruch:

        è tornato il Bere che conoscevamo. Lui è uno di quelli abbastanza completi, perché sa fare tutto. In categoria emerge nettamente. Per me se farà la C partirà subito da titolare. Poi…si vedrà

        7+

        Bovo:

        sta migliorando continuamente e si avvicina ad essere il giocatore che io speravo fino a un anno fa.Molto bene sia in costruzione sia in interdizione ( mi sembra che abbia messo massa muscolare), non ha fortuna nelle conclusioni.

        6.5

        Topalovic:

        siamo alle solite: bei tocchi, belle idee, anche qualche contrasto ‘cocciuto’ e vincente.

        Se migliora sul piano del ritmo e riesce ad essere più decisivo….

        6.5

        (Venturini:

        col suo ingresso la squadra riprende in mano il centrocampo. Ha gamba e ritmo e non gli manca la visione di gioco)

        7

        Romano:

        meglio che in altre occasioni, dialoga bene con i compagni di fascia, è più in partita e mette qualche bella palla).

        6.5

        (De Pieri:

        quando parte in dribbling e in velocità non lo fermano mai se non con le cattive. Come si muove mette in apprensione tutta la difesa avversaria. Realizza un gran gol).

        7.5

        Lavelli:

        tanto lavoro sporco, molto utile per la squadra. Ma c’è un dto su cui riflettere: ha segnato 5 gol tra campionato e YL.

        Fino allo scorso anno aveva una media di un gol a partita. Deve ritrovare la vena da cannoniere.

        6

        (Spinaccé:

        è in grande fiducia e si vede. Fa reparto da solo, a questi livelli e apre spazi per i compagni che si inseriscono, oltre ad essere pericoloso quando si mette in proprio)

        7

        Mosconi:

        Non è una classica ala e si vede, perché ad esempio non eccelle nel cross. Il meglio lo dà quando si accentra a duettare. Ha poche occasioni per provare il tiro rapido e potente, che è la specialità della casa.

        6.5

        (Pinotti:

        Appena entrato segna il gol del 3-1 che chiude la partita, Che cosa chiedergli di più?

        6.5

        Zanchetta:

        pensi che abbia sbagliato formazione e il gol iniziale subito ti rafforza in questa convinzione. Ma lui conosce i suoi ragazzi meglio di chiunque, sa cosa possono dare e li guida alla riscossa con indicazioni e incitamenti continui.

        7.5

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      • Sarebbe interessante vedere tra gli Under 23 della Juventus (dico la Juventus perché Milan e Atalanta ci sono da troppo poco) quanti provenendo dalle loro giovanili vo sono transitati per passare poi non dico alla prima squadra bianconera ma in Serie A-Serie B. Parlo di passaggio giovanili-Under 23-prima squadra.

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      • Proviamo a fare un po’di chiarezza e vediamo che la disputa poteva tranquillamente restare nell’ambito di un sereno scambio di opinioni.

        Da dove nasce il tutto?

        Da una mia frase secondo cui Marotta e C stanno ‘facendo miracoli’ (insieme al mister) per mantenere la squadra competitiva sebbene da alcune sessioni si debba chiudere il mercato in positivo e contemporaneamente ridurre il monte ingaggi.

        L’espressone usata, è chiaramente iperbolica: io non credo ai miracoli religiosi, figuriamoci se posso credere a quelli compiuti da uomini.

        Però Roberto è meno convinto di me della bontà dell’operato dirigenziale.

        Sono due posizioni lecite e dialetticamente configurano elementi di un confronto costruttivo: proprio come se io dicessi che X è un ottimo giocatore e a lui invece X non piacesse.

        O viceversa.

        Il discorso si sposta quindi sulla valutazione degli interventi che portano a questi diversi giudizi.

        Io ritengo che se dovendo risparmiare e nel contempo cercare di restare competitivi Marotta e C hanno deciso di puntare su parametri zero (non solo anziani, anche Onana, che ha fruttato una plusvalenza di una cinquantina di milioni e permesso di acquistare qualche giocatore, oppure Thuram) è perché a loro parere questa era la via migliore per raggiungere entrambi gli obiettivi, finanziario e tecnico.

        Ritengo anche che la valutazione di una strategia vada fatta sui risultati; per me i risulti sportivi ottenuti negli ultimi anni sono positivi e la riduzione delle passività annuali un fatto.

        Roberto ritiene che si poteva far meglio e che comunque la ‘nuova’ strategia imposta dalla proprietà sia un bene.

        Io ho maggiori timori sul cambiamento (temo che riduca la nostra competitività nell’immediato, perché ovviamente non si possono spendere soldi per giovani già affermati) e comunque mi riservo di valutare i risultati.

        Fin qui tutto normale sono posizioni dialettiche che costituiscono il sale di qualunque blog.

        Le discordie e gli insulti (reciproci) sorgono quando si inizia a parlare della gestione finanziaria.

        Sono incompetente in materia e riconosco l’autorevolezza di chi ne sa più di me: so che se abbiamo il secondo bilancio, dire che non spendiamo è improprio.

        Ma sono anche un tifoso e quindi do importanza al fatto che la squadra per cui tifo non possa spendere sul mercato.

        Da incompetente penso che non poter investire sia un danno.

        Considero illiberale una norma che costringe le aziende associate a non spendere per la gestione tecnica della squadra (stipendi, cartellini, mediazioni) più del 60% degli introiti e soprattuto dubito che questa norma sia davvero applicabile e sia davvero rispettata e fatta rispettare da tutte le squadre.

        Faccio un esempio: quando Tronchetti sponsorizzava l’Inter con 20 milioni annui, se avesse deciso di aumentare la sponsorizzazione a 30 milioni, avrebbe commesso un illecito?

        Non mi fossilizzo su questo esempio che potrebbe anche essere sbagliato, voglio solo dire che secondo me se si vuole trovare il modo di investire in un’azienda, ci si riesce.

        E infatti non credo che tutte le società la rispettino, se non formalmente. Il modo di iniettare robuste quote di capitali per rendere più alta la soglia del 60% ci deve essere e di fatto a me sembra che ci sia.

        Dico delle bestialità? In senso tecnico, può essere. Persone che sanno più di me di finanza mi possono contraddire (educatamente).

        Senza arrabbiarsi se resto della mia idea: non è lesa maestà, ma solo espressione di un punto di vista diverso, proprio di chi è più interessato ai problemi tecnici e sportivi della sua squadra che a quelli finanziari.

        Si poteva (può) tenere questo confronto nei limiti del rispetto reciproco?

        Io penso di si

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      • Emiliano: sarebbe interessante effettivamente, ma una ricerca di questo tipo sarebbe piuttosto onerosa, almeno per me, in termini di tempo. Anche perché, per avere un riscontro attendibile bisognerebbe anche confrontarla con i ragazzi del nostro vivaio che hanno raggiunto gli stessi risultati passando da annate in serie C o all’estero, in prestito.

        Ma devono essere davvero eagazzi del vivaio, perché è normale che se hai una squadra B per renderla competitiva devi innestare giovani già di un certo livello.

        Però io ho un sospetto: che quelli bravini stentano nella prima stagione in C o comunque non eccellono, mentre quelli bravi bravi la C la saltano (ad esempio Pio, Ale Stankovic, Oristanio, Zanotti, Gnontò, Filip Stankovic, ecc.). Oppure ci vanno due anni sotto età (Camarda) per altro facendo dentro e fuori addirittra con la prima squadra

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      • Solo alcune precisazioni.

        Io ho sempre scritto che, NELLE CONDIZIONI in cui abbiamo operato (seconda squadra italiana per risorse immesse) uno scudetto in 4 anni era un bilancio non soddisfacente. Due scudetti in 5 anni sono, invece, un buonissimo risultato ma credo sia anche da considerare possibile (non dico dovuto) ma assolutamente non miracoloso. Proprio perché dotato di più risorse degli altri.

        Poi ho scritto che dovendo riequilibrare una situazione finanziaria non buona, potendo contare su un nocciolo duro di titolari, avrei preferito usare risorse su profili più futuribili in grado di subentrare ai titolari – che tali sono (si veda i minuti giocati) – piuttosto che su profili da uno/due anni e stop (ma cmq costosi per via di stipendi altissimi). Questo perche PRIMA O POI opera ringiovanimento sarebbe arrivata e ritengo sia più rischioso farla DI BOTTO PIUTTOSTO CHE DILUITA, oltre al fatto che dai profili futuribili difficilmente prendi cantonata economica se non si rivelano da Inter, avendo mercato molto più ampio. Se non avessimo avuto problemi economici (che abbiamo a prescindere da proprietà) mi sarebbe fregato zero: prendi giovane, vecchio e mezzano, fai rosa da 24 più 10 giovani da prestare. Ma non siamo in questa posizione.

        Non ho mai criticato a prescindere i PO: sin dal principio non ho mai criticato acquisti di Chala e Thuram (non oggi che hanno dimostrato, anche al momento acquisto) sia perché nel pieno della carriera sia perché presi per fare i titolari. Ho anche detto che ho compreso acquisto Correa (titolare e potenzialmente in fase ascendente) ma non Arna (panchinaro in fase discendente).

        È il mio punto di vista, non pretendo sia verità, ma credo abbia coerenza.

        Poi ovvio che se chiudo occhi e mi tappo orecchie vorrei 10 acquisti ogni sessione

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