Facciamo il punto della situazione durante la pausa per gli impegni delle selezioni nazionali di calcio e all’indomani delle prime due giornate di campionato e della chiusura del calciomercato. Si tratta di una pausa segnata per tutti i tifosi da sensazioni negative e da un certo pessimismo che deriva tanto da considerazioni tecniche quanto psicologiche, derivanti, queste ultime, in primis, da come è terminata la scorsa stagione. Anche durante questa estate, segnata dal cambio di allenatore e dalle dichiarazioni di Lautaro, che rivelano una certa tensione all’interno dello spogliatoio, è mancata una scossa importante, che poteva essere data dal calciomercato. L’undici titolare è rimasto invariato – secondo alcuni questa sarebbe una annotazione positiva – e sono arrivate delle “seconde linee” o meglio delle “alternative”, giovani emergenti, da testare a questo livello. Infine, proprio l’ultimo giorno di calciomercato, c’è stato lo “scambio” Pavard-Akanji, da molti giudicato a priori abbastanza positivamente. Al centro c’è però il discorso tecnico-tattico, che non può prescindere dal nuovo allenatore e dalla sua legittima voglia di applicare le proprie idee. Cristian Chivu ha esplicitato le sue idee e ha cominciato a sperimentarle: maggiore verticalizzazione; predisposizione di un modulo alternativo (3421), che comporta anche maggiore aggressività “alta”, per mantenere la compattezza. Le dichiarazioni recenti secondo cui sarà costretto a mettere in atto le sue idee “con quello che abbiamo”, perché non ci sono altre soluzioni, sono giustificate dal mancato arrivo di un dribblatore davanti, di un centrocampista interditore e di un difensore giovane, ma già pronto e veloce. Di fatto ci troviamo di fronte a un cantiere aperto e per vederne i risultati occorrerà tempo e… tanta speranza. Ma alla ripresa del campionato andremo subito ad affrontare la Juventus e poi ci aspetta una difficile trasferta ad Amsterdam contro l’Ajax. In tutto questo l’ottimismo della volontà (piuttosto “abusato”) è legato soprattutto alla qualità tecnica e caratteriale di parecchi nostri campioni, che non può essersi persa all’improvviso, e alla profonda conoscenza del calcio ad alti livelli del nostro allenatore. Speriamo che questi due elementi possano bastare.
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C’era una volta l’Inter: Napoli – Inter 1-1
L'Inter di Inzaghi al top era una squadra che non subiva nessuno, che pressava alta gli avversari, riconquistando subito palla e affondando con precisione chirurgica. L'Inter vista a Napoli, invece, è una squadra che ha subìto per tutta la partita la pressione avversaria, senza quasi mai riuscire ad alleggerirla ed è arrivata alla fine con un risultato che da una parte sa di beffa, perché arrivato nel finale in seguito a una catena di errori, ma dall'altra va considerato prezioso per quello che si è visto sul campo. Il risultato, insieme alla riconfermata compattezza e all'orgoglio del gruppo, sono le uniche cose positive, perché lasciano tutto aperto: questa Inter malandata è ancora in testa alla classifica. Il dominio del Napoli in realtà è stato talmente netto, che mi sembra ingiusto e impietoso stare a disquisire sui singoli errori, che pure ci sono stati e senza i quali probabilmente avremmo condotto in porto una vittoria insperata, immeritata ma fondamentale. Più che concentrarci sulla cronaca della partita, nel post si cerca di andare a vedere le ragioni per cui questa squadra non abbia avuto la forza di creare abbastanza da rendere superflui eventuali ma complessivamente inevitabili errori e poi di andare a vedere quali siano le responsabilità e le cause di quella che è a tutti gli effetti una vera e propria flessione. Per quanto riguarda le giovanili, bellissima la partita disputata dalla nostra Under 20 contro i pari età della Fiorentina: le due squadre hanno dato vita a un confronto importante sul piano tattico, atletico e tecnico, almeno per la categoria. Non a caso veleggiano entrambe nelle primissime posizioni. Il derby Under 17 è terminato con il risultato di due a due. Un pareggio che con la concomitante sconfitta dell’Udinese rafforza la nostra posizione al vertice. L’Under 18 vince quattro a zero contro il Sassuolo. Tra gli uomini determinanti un Mantini extra lusso che, pure giocando da play basso, è andato a sbloccare la gara con una doppietta fantastica.
Il marchio di Conte: Inter – Cagliari 4-1
Con la vittoriosa partita di Coppa Italia contro il Cagliari, terminata con il risultato di quattro a uno, i nostri strappano la qualificazione ai quarti di finale. Ma è stata una partita interessante sotto molti profili per le indicazioni fornite. Principalmente due: la prima è che Conte vuole trasformare l'Inter in una grande squadra e una grande squadra non può soffrire di supponenza e non può prendere sottogamba nessuna partita; la seconda è che questa Inter è fortissima e competitiva con tutti, fino a quando riesce a esprimere intensità e aggressività. Non è una squadra costruita per gestire il risultato palleggiando o ritirandosi. Per giocare novanta minuti senza andare sotto ritmo è necessario che i giocatori siano tutti sempre al top della condizione fisica e con un carico totale di energie psicofisiche e questo è possibile solo con una gestione ottimale dei 22 "titolari". L'obiettivo per essere competitivi fino alla fine sarà bilanciare la rosa e limitare la possibile "emorragia" di punti contro le medio-piccole in un girone di ritorno dove sarà materialmente molto difficile ripetere l'andamento avuto fino a questo momento.


