La vittoria nel derby, portata a casa con la furiosa sete di gloria e le qualità di alcuni giocatori, comunque espresse dentro uno stile di gioco che le potenziano, più che con lo splendore delle condizioni atletiche, ci consegna matematicamente la vittoria dello scudetto della seconda stella. I numeri, ne parliamo all'interno del post, sono eloquenti in questo senso, ma rispetto ad altre recenti stagioni questi numeri sono stati resi possibili da un fatto davvero stupefacente, anche se in parte agevolato dalla sconfitta ai rigori in CL che ha alleggerito il peso numerico delle gare più stressanti. Come in tutte le stagioni, infatti, e per tutte le squadre, ci sono stati periodi di flessione, ma con la qualità tecniche e agonistiche, con il sacrificio del gruppo, con la guida anche tattica ma soprattutto psicologica del mister, in questi periodi abbiamo lasciato solo le briciole. La stagione non l'abbiamo costruita dando cinque goal al Milan, quattro goal alla Roma e all'Atalanta, tre al Napoli, ecc. Certo, quelle sono state dimostrazioni di forza importanti... Ma sono state determinanti vittorie come quella con il Verona, allo scadere, e poi le vittorie risicate di Empoli, Firenze, Bologna, con la Juventus, a Udine. In altre stagioni, infatti, in alcuni di questi match avremmo perso punti preziosi. È stata quindi una vittoria arrivata al termine della cavalcata di un autentico squadrone, che ha affrontato una annata senza mostrare punti deboli, né cedimenti, e che ormai ha riconquistato il riconoscimento di squadra che si colloca nello ristretto gruppo dell'élite mondiale. Una cavalcata impressionante, per i numeri che l'hanno contraddistinta, ma anche per la qualità del gioco con cui si è imposta. Aspettiamo ancora prima delle pagelle di fine stagione. Per ora dedichiamo il post alla vittoria nel derby, ottenuta al termine di una gara in cui il Milan ci ha fatto sicuramente soffrire, e diamo spazio nel post, anche se l'attenzione di tutti è giustamente concentrata sulla vittoria dello scudo, ai report sulle sfide delle giovanili di Under 19 (Inter - Cagliari), Under 15 (Inter - Milan) e Under 17 (Monza - Inter). Siamo Campioni d'Italia! Forza Inter! Amala!
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Un weekend ricco di spunti: Udinese – Inter 1-2
L'ultima giornata di campionato ci ha fornito diversi insegnamenti e spunti di riflessione. Questo in particolare con riferimento alla nostra partita e alla nostra situazione contingente. Da qualche tempo non siamo più al top della condizione psicofisica, dopo un campionato massacrante per il ritmo straordinario e unico a cui è stato condotto. Il tempo dei quattro goal a partita consecutivi, rifilati a Roma, Salernitana, Lecce e Atalanta, è definitivamente passato. Dopo di allora c'è stata una flessione evidente (possiamo dire che c'è stata un'Inter pre Madrid e c'è adesso un'Inter post Madrid), ma nonostante la flessione nelle ultime cinque partite di campionato abbiamo comunque ottenuto 13 punti dei 15 disponibili e abbiamo a sette giornate dal termine del campionato un distacco sulla seconda in classifica di 14 punti. Nel post ci dedichiamo a analizzare quali elementi abbiano permesso, nel corso di questa stagione irripetibile, di continuare a avere un andamento positivo nonostante la flessione richiamata. In particolare è molto interessante un passaggio su cui ci si concentra sul ruolo degli attaccanti e sul loro rendimento in connessione al rendimento complessivo della squadra. Anche guardando alle avversarie, sembra infatti che il rendimento delle squadre sia strettamente legato alla prolificità delle punte e in effetti il salto di qualità di questa stagione è dettato proprio dalla riuscita di Simone Inzaghi nell'improbo compito di avere una difesa fortissima e nel contempo una fase offensiva irresistibile... Contro l'Udinese il mister ha vinto con i cambi e anche con un adeguamento del modulo (dal play al trequartista) per l'urgenza di acciuffare una vittoria che è arrivata solo in pieno recupero con un goal del migliore in campo (con Mkhitaryan, vero uomo partita, non è la prima volta) Frattesi. Spazio nel post poi alle giovanili con un breve report sulle gare disputate da tutte le nostre selezioni.
Segnali di ripresa dal movimento giovanile, ma purtroppo in questo momento ci “assorbono” le difficoltà della prima squadra
Le difficoltà della prima squadra, che subisce uno stop casalingo contro il Sassuolo, erano ampiamente prevedibili e ne avevamo ampiamente parlato sul blog in questi mesi. La squadra sta vivendo una flessione, causa di un atteggiamento tattico molto dispendioso e dello sforzo enorme e prolungato per recuperare lo svantaggio iniziale; di qualche manchevolezza anche nell'undici titolare e in generale di alcuni elementi della rosa; di un calendario oggettivamente difficoltoso. Era sbagliato esaltarsi prima e sarebbe sbagliato deprimersi oggi: siamo ancora in corsa, anche se le difficoltà sono enormemente aumentate. Adesso l'importante è che la squadra ci creda fermamente, non si divida e che il lavoro di Inzaghi e del suo staff riesca a far recuperare al gruppo una maggiore brillantezza psicofisica. Siamo (giustamente) assorbiti dalle difficoltà della prima squadra, dunque, ma come modesta consolazione possiamo guardare con piacere a segnali di ripresa dal movimento giovanile. Ne parliamo ampiamente nei contenuti del post e con un occhio particolare rivolto alle ultime sfide di Under 17 e Under 15.
Eriksen e gli altri, la mission (possibile) di recuperare condizione atletica e la giusta concentrazione
Si avverte una certa "tensione" nell'ambiente nerazzurro. Gli ultimi due mesi hanno visto un calo sia per quello che riguarda i risultati che la qualità delle prestazioni dei nostri ragazzi e la squadra è adesso reduce da tre pareggi consecutivi, di cui gli ultimi due contro Lecce e Cagliari. In tutti e tre casi siamo passati in vantaggio e siamo stati ripresi negli ultimi quindici minuti. Al netto degli "episodi", c'è un problema di condizione e di "ritmo". Il mister lo ha detto chiaramente, questa squadra per vincere deve dare sempre il 100%. Sarà quindi indispensabile recuperare la giusta condizione fisica e mentale. L'arrivo di nuovi giocatori (ieri è arrivato Eriksen, sicuramente uno dei più forti centrocampisti in circolazione) e il recupero a pieno regime di chi nella prima parte del campionato ha giocato poco o niente (Barella, D'Ambrosio, Sensi + Alexis Sanchez) sono le condizioni per ottenere quel "surplus" in particolare nei due settori chiave di centrocampo e per quello che riguarda gli esterni e dove la "fatica" e il sacrificio richiesti sono maggiori.



