Inter - Torino era probabilmente la partita più insidiosa, sotto tutti i punti di vista, tra quelle giocate sino ad ora. Non la più importante (lo sono state Dortmund e Napoli in Coppa Italia), ma la più pericolosa sicuramente. Ripreso il campionato da terzi, con la possibilità di giocare ancora per il titolo, avevamo un calendario iniziale sulla carta favorevole, ma una serie di inconvenienti (assenza concomitante e persistente di molti centrocampisti, una lunga serie di infortuni individuali di gioco) hanno complicato il nostro cammino e devono essere oggetto di riflessione accurata da dirigenti e allenatore. La situazione è ancora difficile, ma le scelte di Conte ci tengono in gioco. Con il Torino e a Parma, ma anche in casa col Sassuolo, ad esempio, siamo riusciti a raddrizzare qualche risultato grazie alla veemenza degli assalti portati in massa quando la situazione è davvero critica. È stato questo che ci ha permesso finora di compensare un altro elemento, cioè la difficoltà nel gestire, alla lunga, il risultato. Pesano ancora dei "vizi" di organico, ma il nostro percorso sino ad ora, considerati tutti i limiti evidenziati e gli inconvenienti capitatici, non è così disastroso come si vuole far credere.
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Anno bisesto, anno funesto… Per i nostri avversari, speriamo
Sta per riprendere il campionato dopo la pausa invernale e pochi di noi potevano in estate sperare che si ricominciasse con l'Inter in prima posizione a pari punti con la Juventus. Si tratta di un grande successo ottenuto grazie a una combinazione di fattori, in particolare il mercato più efficace del solito, le correzioni al sistema di gioco, qualche soluzione tattica. Soprattutto la crescita atletica del gruppo. Tutti aspetti che analizziamo all'interno del post, sottolineando in particolare il grande lavoro di Conte e della società. La domanda adesso è: quali possibilità ci sono di continuare un percorso di questo livello? A che condizioni? Alla vigilia della difficilissima partita contro il Napoli, facciamo il punto su questioni come il mercato, la capacità di "riattaccare la spina" subito dopo la pausa natalizia dei nostri ragazzi, il reinserimento dei giocatori lungodegenti.

