Quando dopo 38 partite perdi il campionato per un punto c’è sempre un modo di recriminare. Soprattutto se, come è apparso chiaro, la nostra era la squadra più forte. Onore al Napoli, ma onore all'Inter che ha fatto un percorso di vertice fino all'ultimo (a meno di un'ora dalla fine era ancora prima in classifica), ma ci ha aggiunto un cammino in Europa alla quale le italiane da tempo non ci avevano abituati, oltre a una semifinale di Coppa Italia e una semifinale di Supercoppa. L’Inter che in Europa ha fatto dei risultati incredibile contro squadre fortissime, non è stata capace di vincere, in campionato in nessuna delle sei partite contro le tre rivali più accreditate: Napoli, Juventus e Milan. Va poi considerato il dato dei goal subiti in rimonta o nelle fasi finali a dimostrazione del “peso” straordinario che l'essere ai vertici in tutte le competizioni comporta. La squadra non ha pagato l’età media troppo alta e il principale problema che abbiamo da affrontare non è tanto abbassare l’età media quanto sostituire i giocatori che non hanno reso secondo le aspettative, con altri porti. Se poi questo comportasse un abbassamento dell'età media, senza abbassare il livello qualitativo, tanto meglio. Ma se arrivasse un trentenne o persino un trentaduenne integro e molto forte, sarebbe il benvenuto. A tale proposito, le prestazioni di Asllani e Zalewski contro il Como sono state incoraggianti ma la domanda da porsi è questa: bastano per dire che se dovessero in futuro sostituire il titolare in una partita chiave sarebbero sicuramente all'altezza? L’altra cosa importante che ci dice la gara con il Como è che è sul tavolo, realmente, almeno come alternativa, l’opzione di un modulo 3412. Una opzione non nuova, essendo stata sperimentata più volte quando il mister disponeva di Sanchez, solo che il cileno giocava sì tra le linee, ma non aveva più sprint né forza nei contrasti. Sono problemi del futuro ma fatto sta che le ultime partite con Zalewski mezzala dimostrano che si possono trovare nuove soluzioni tattiche. Come sempre l'importante è avere giocatori adatti.
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Un weekend da brividi
È stato un lungo weekend per i tifosi nerazzurri a 360° e che si concluderà solo oggi con il derby Under 19. Occhi puntati soprattutto sulla prima squadra, la partita contro l'Empoli e poi la lunga attesa del risultato del Milan, che purtroppo ha vinto a Verona e anche se nel calcio tutto può succedere e bisognerà continuare a crederci, ha adesso elevatissime possibilità di vittoria. Per quanto riguarda le nostre giovanili arrivano brutte notizie da Bologna per l’Under 18 che, sconfitta 3-1 vede assottigliarsi a un solo punto il vantaggio sulla quarta, prima dell’ultima giornata di regular season. Mentre sono buone le notizie da Interello, dove sia l’U15 sia l’U16 hanno passato il turno liquidando le avversarie (Venezia e Brescia) per 2-0 in entrambe la gare. Da segnalare l'ottimo lavoto del settore pre-agonistico. Turno di riposo invece per l'Under 17 prima dei quarti di finale. Nel post un resoconto di tutte e tre le partite. La prima squadra conferma che quando ha una settimana di tempo per preparare la partita, raramente fallisce e non ci sono dubbi da questo punto di vista che la finale di Coppa Italia a cavallo delle due partite che, se il Milan dovesse perdere qualche punto, sarebbero decisive sia una ennesima "stortura" della calendarizzazione assurda che abbiamo dovuto subire (tutti i big match a ridosso delle partite di Champions League o di Coppa Italia...). Resta il fatto che i ragazzi e il mister hanno disputato una stagione entusiasmante e in questo senso la partita con l’Empoli è il riassunto del campionato e quello che hanno combinato i ragazzi dopo lo 0-2, oltre che pregevole sul piano del gioco, è stato ammirevole sul piano della garra e dell’unità del gruppo. Una grandissima prova di carattere e anche di qualità da parte dei nostri e la conferma che, potendolo, ci mancherebbe davvero poco per essere uno squadrone (come del resto avevano dimostrato anche le partite col Liverpool e in misura minore con il Real): sarebbe un vero peccato smantellare ulteriormente questa squadra. La logica tuttavia parla chiaro per quello che riguarda il campionato: i miracoli accadono raramente e il Milan a due partite dalla fine ha 2 punti di vantaggio (in pratica 3). Non bisogna lasciare nulla di intentato e dare tutto nelle ultime tre importantissime partite.

